Da destra a sinistra. Nuova vita per Wesley

IL ROMANISTA (A. DI CARLO) – Provate a immaginarvi Wesley in versione Will Smith, che varca i cancelli di Trigoria canticchiando: “Questa è la maxi-storia di come la mia vita è cambiata, capovolta, sottosopra, sia finita, seduto su due piedi“. Arrivato a Roma dal Brasile per impadronirsi della fascia destra giallorossa, l’evoluzione della sua prima stagione in Italia lo sta portando invece a diventare una certezza dell’altra fascia, quella sinistra. […]

Una scelta in parte obbligata quella di Gasperini che, senza giocatori in grado di regalargli la superiorità numerica su quella fascia, ha adottato la rapidità di passo del brasiliano per avere la stessa imprevedibilità che, sulla destra, gli garantiscono a turno Soulé, Dubala e Bailey. […]

E il rendimento di Wesley è cresciuto, come testimoniano anche i numeri: 81% di precisione dei passaggi con una media di 4 palloni recuperati a partita. Dove migliorare? Quel 28% di accuratezza nei cross e il 26% di dribbling riusciti, oltre alla casella degli assist che fa registrare ancora lo zero. […]

Con Gasp è una roma da Dea. La squadra ha già le qualità della sua Atalanta

Qualche giorno fa Franceco Totti ha detto: <<La Roma è prima e ancora non si è visto il gioco di Gasperini dell’Atalanta…>>. Probabilmente questi dati stupiranno anche lui. […]

Inizio Top. Per il presente e per il futuro, non a caso l’età media della Roma impiegata finora (26.91) è più bassa di quella di Ranieri (27) e di quella dell’Atalanta dello scorso anno (27.18). Lo studio realizzato da Datametrics parte da quello che è visibile a occhio nudo fin dalla prima giornata: Gasperini ha portato a Roma il sistema di gioco utilizzato maggiormente durante la sua esperienza a Bergamo. […]

La Roma, però, è nettamente più aggressiva rispetto al passato e, in questo senso, è ad un passo dall’Atalanta 2024-2025: Gasperini ha alzato il baricentro dei recuperi. Se con Ranieri la maggior parte avveniva nel blocco basso, ora Cristante e compagni tendono a recuperare di più nel terzo offensivo. La distribuzione in quest’ottica è molto simile a quella dell’Atalanta 24/25 (35.87), piuttosto che alla Roma di Ranieri (31.35). Anzi, con 39.18, ha già superato l’ultima stagione a Bergamo. […]

Sui cross, invece, la Roma è già avanti: sono aumentati da 12 a 17, avvicinandosi ai valori dei nerazzurri (18). In sintesi, la Roma difende bene, pressa benissimo, produce abbastanza, ma segna poco. […]

(corsport)

Ferguson scalpita vuole giocare

Da Trigoria arrivano segnali confortanti, al netto delle assenza già messe in conto di Dybala e Dovbyk: Ferguson, infatti, continua ad allenarsi in gruppo e ha smaltito totalmente l’infortunio. La punta, fuori dalla distorsione alla caviglia rimediata a fine ottobre contro il Parma, ha saltato le ultime tre gare della Roma e i recenti impegni dell’Irlanda, nonostante il lungo braccio di ferro con la federazione che lo voleva in nazionale a tutti i costi.

Ferguson è rimasto a Roma per smaltire le scorie dell’infortunio e ora preme per rientrare subito nell’undici titolare nella trasferta contro la Cremonese.

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Evan cerca il primo gol in giallorosso, ma è chiamato soprattutto a scacciare i fantasmi di un’interruzione del prestito già in inverno. In caso contrario – se Gasperini deciderà di non rischiare subito il rientro dal primo minuto di Ferguson dopo quasi un mese di stop – si punterà sul tridente più leggero e imprevedibile con Baldanzi o Bailey (in ripresa ma che non sembra ancora al top della condizione) nel tridente.

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(corsport)

Roma, solo pari in Belgio coi Leuven: playoff in bilico

IL TEMPO (A. DI PASQUALE) – Non basta Viens. La Roma pareggia 1-1 in casa del Leuven e ora le speranze di accedere ai playoff di Women’s Champions League sono appese ad un filo. Decisive saranno le ultime due sfide con il Chelsea, in Inghilterra, e con il St. Polten al Tre Fontane. Le giallorosse si portano in vantaggio grazie al gol della canadese, dopo un’azione avviata proprio da lei e conclusa con l’assist di Corelli ed il destro vincente sul primo palo (18′); nella ripresa poi Conijnenberg trasforma un rigore e decreta il pari finale (71′). Formazione iniziale con qualche cambio per Rossetini: Baldi tra i pali; Thogersen, Valdezate, Oladipo e Veje dietro; in mezzo al campo Pandini, Greggi e Kuhl con Dragoni alle spalle di Corelli e Viens; parte quindi dalla panchina Giugliano, Rieke out all’ultimo per un attacco influenzale. A mezz’ora dalla fine poi il tecnico rivoluziona l’attacco: spazio quindi a capitan Giugliano che rileva Dragoni e a Pilgrim e Pante che prendono i posti di Viens e Corelli. Un pareggio che va stretto per quanto visto nel primo tempo ma resta da migliorare la finalizzazione: diverse le occasioni per il raddoppio e anche due reti, una per tempo, annullate sempre a Viens per fuorigioco. Alla quarta giornata della massima competizione europea le romane sono ferme a quota un punto, i playoff non sono impossibile da raggiungere ma al momento restano decisamente lontane. Ora però testa all’ultimo impegno della Serie A prima della sosta: domenica la Roma capolista sarà impegnata sul campo del Como, secondo della classe a -3. Comunque vada, le capitoline passeranno la pausa in vetta, ma l’obiettivo è chiaramente quello di provare a staccare le inseguitrici. Certe dell’assenza van Diemen, Haavi e Heatley, con Veje da valutare dopo che ieri ha lasciato il campo ad inizio secondo tempo.

Dybala allo stadio dei Marmi: «Non bisogna mollare mai»

La luce come vita e lo sport come energia. È la base dell’accordo triennale tra Sport e Salute e Adidas, una partnership che ha come cuore pulsante il progetto Sport nelle Scuole e la voglia di combattere il drop-out giovanile, l’abbandono precoce dello sport (gli ultimi dati Istat parlano del 18,3% di ragazzi tra i 10 e i 24 anni smettono per motivi vari). Partnership che è stata annunciata ieri nello splendido scenario dello stadio dei Marmi (presenti l’a.d. di Sport e Salute Diego Nepi Molineris e Pietro Allievi, vice presidente di Adidas Italia), alla presenza di un testimonial d’eccezione come Paulo Dybala. (…) «Lo sport ha guidato tutta la mia vita, è la mia luce – ha detto la Joya -. Quando ero giovane ne ho fatto tanto: non solo calcio, ma anche tennis, basket, scacchi, pallavolo, nuoto, tutto. (…) Oggi si passa tanto tempo davanti a uno schermo, cellulare o tv, perdendo dei momenti di condivisione importante. E invece non bisogna mollare mai, neanche davanti alle difficoltà». Come fa anche lui, del resto…

(gasport)

Nicola: «Forte e testarda. La Cremonese è pronta a tutto»

GASPORT – il Torrazzo, la torre campanaria alta 112 metri simbolo di Cremona, è già salito due volte: per conoscere una nuova realtà può essere utile averne una visione dall’alto. Un po’ come affacciarsi dai 14 punti conquistati dalla Cremonese fin qui… «Cosa mi ha dato più vertigini? Il Torrazzo non c’è dubbio!». Lo sguardo curioso e divertito sotto cui dalla scorsa estate scorrono le cose grigiorosse è quello di Davide Nicola, protagonista di una partenza sprint con la Cremonese neopromossa. «Salire sul Torrazzo, immaginarne la storia, godere il bellissimo panorama significa cominciare a capire Cremona, una città che mi ha stupito per bellezza, ma anche per il calore e l’affetto del suo pubblico, che ha ribaltato lo stereotipo del tifo freddo da città del Nord intrisa di storia e cultura. Qui, al contrario, ho da subito avvertito grande passione e coinvolgimento». (…)

A proposito: 11 gare e 14 punti da neopromossa. Qual è il suo primo bilancio?

«Io non guardo al risultato della singola partita, quella è meteo-rologia, ma ragiono per step. Siamo circa a un terzo del campionato: il primo step è quasi concluso e siamo soddisfatti per quanto raccolto dai ragazzi, frutto di un grande lavoro, nella consapevolezza del percorso che ancora ci attende. Perché con l’inizio del secondo step tutto si ricalibra, sulla scorta di quanto già acquisito ma dopo un’analisi di quel che si può migliorare, di quel che manca o di quel che va modificato, tipo ruota di Deming».

Come definirebbe il tipo di calcio che propone attraverso le sue squadre?

«Acceso, almeno così mi piacerebbe che il mio calcio venisse visto e definito dagli altri. Per me il risultato conta, ma anche la strada per raggiungerlo è fondamentale: una squadra gioca bene non solo quando si esprime ad alti livelli sul piano tecnico-tattico, ma quando riesce anche a comunicare emozioni. Allora sì che il pubblico si diverte e si riconosce nella propria squadra».

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Parliamo di Vardy: in cosa l’ha più colpita e quali margini di miglioramento può avere?

«Io preferirei partire dai giocatori in ordine alfabetico ma capisco altre esigenze… Vardy e Vazquez sono i giocatori più rappresentativi per status e carriera, ma sono anche quelli che più impressionano per professionalità. Sanno rendere facile il difficile, una dote che appartiene solo ai grandi. E come loro sono dei magnifici facilitatori, semplificano la vita agli altri per la loro capacità di capire al volo quel che serve e quando farlo, trascinando anche i compagni meno esperti. E tutto questo senza perdere curiosità, fame e capacità di divertirsi. Quanto ai margini di miglioramento, tutti ne abbiamo, sempre: alle volte non serve rivoluzionare, ma può bastare fare le ‘solite’ cose con metodo diverso o con attenzione maniacale»

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Qual è la situazione dopo la sosta, in vista del match con la Roma capolista?

«Siamo pronti a tutto, sappiamo che il nostro sarà un percorso a zig zag. La sosta ci è servita a ritrovare energia dopo aver giocato cinque volte consecutive alle 20.45 e per progredire nel processo di crescita che abbiamo in mente. La Roma è un’ottima squadra, con un allenatore fortissimo. Però a me piace pensare che, anche se siamo piccoli, siamo testardi, vogliamo in qualche modo provare a dire sempre la nostra. Non per presunzione ma per desiderio di dimostrare le nostre capacità»

Gasp insegue il primato solitario che manca dal 2015

Domenica 23 novembre 2025, può diventare una data da incorniciare per la Roma. La premessa però ci sta tutta: i tifosi giallorossi sono autorizzati ad affidarsi a qualsiasi amuleto che abbiano a disposizione. Perché Gasperini si può ritrovare da solo in testa alla classifica. Sì, da solo, imitando Garcia, l’ultimo ad esserci riuscito, poco più di 10 anni fa. La chance stuzzica Gian Piero, la società e ovviamente la tifoseria. Occhio ai risultati di domenica, dunque, perché possono determinare l’allungo, staccando le rivali: la Roma deve vincere a Cremona nel pomeriggio e augurarsi che, in serata al Meazza, l’Inter di Chivu non prenda i tre punti contro il Milan di Allegri. C’è anche l’altra ipotesi: il pari giallorosso e il ko dei nerazzurri. Detto questo, via con gli scongiuri. Anche perché è dal 28 ottobre del 2015 che la Roma non sale da sola in vetta. Decisivo fu il successo all’Olimpico netto e meritato – contro l’Udinese: uno-due di Pjanic e Maicon (doppio vantaggio al nono minuto), tris di Gervinho nella ripresa e rete inutile di Thereau. Roma restò al comando sfruttando il turno infrasettimanale in casa e in notturna (20,45), non l’unica differenza con la tappa di Cremona, quando i giallorossi giocheranno in trasferta e di giorno (ore 15). (…) E il turno intriga perché favorevole: oltre al derby del Meazza, il Napoli ospita l’Atalanta e la Juventus va al Franchi a sfidare la Fiorentina. C’è solo da certificare il trend che accompagna i giallorossi dall’inizio del 2025, anno in cui hanno raccolto più punti in Italia (73) e soprattutto per il raccolto al top nei viaggi lontani dall’Olimpico. Fuori casa, in campionato, sono caduti solo a Bergamo, alla fine dello scorso torneo, contro l’Atalanta di Gasperini (2-1), e al Meazza contro il Milan di Allegri (1-0) il 26 ottobre. Sempre di misura. (…)

(corsera)

Bailey lavora ancora a parte, Dybala prova ad accelerare

Meno due a Cremonese-Roma. Gasperini ieri ha ritrovato in gruppo Ndicka che ha smaltito il problema alla caviglia e sarà a disposizione per la trasferta di domenica. Guiderà la difesa insieme a Mancini e Hermoso. Slitta ancora il rientro di Bailey che ha lavorato a parte. Oggi effettua un provino decisivo per capire se potrà partire con il resto della squadra. Migliorano le condizioni di Dybala che punta alla sfida col Napoli. Ha iniziato a correre sul campo e spera di poter essere inserito almeno nella lista dei convocati. Per rivederlo dall’inizio, però, bisognerà aspettare perlomeno la gara col Cagliari in programma il 7 dicembre. (…)

(Il Messaggero)

Un attacco di alti e bassi: Gasp sceglie

Uno, Ferguson, sembra la matrioska dell’altro, Baldanzi. Eppure entrambi sono in lizza per lo stesso ruolo a Cremona. Sì, perché Bailey ancora ieri non si è allenato in gruppo, Dybala e Dovbyk ne avranno ancora per un po’ e il ballottaggio così è ristretto a loro due. (…) Attacco leggero o pesante? Un dubbio che dipendesse dal tecnico nemmeno si porrebbe. Gasp ama infatti il centroavanti di ruolo, poi che sia di peso o meno, poco importa. In tal senso Muriel insegna. Il problema semmai è un altro: Baldanzi non è un 9. Né di peso, né leggero. Al massimo per necessità. E le riflessioni sono necessarie: perché Evan si sta allenando ma torna comunque da tre
settimane di stop; perché se la partita non si sbloccasse, come contro il Parma (quando entrò Bailey e Dovbyk rimase in panchina) Gasp ama sempre tenerse un calciatore che può cambiare tatticamente la gara; perché Ferguson sta bene ma non benissimo (…) Con Baldanzi insieme a Soulé e Pellegrini, la Roma presenterebbe un tridente atipico, come già accaduto contro l’Udinese (quando però la squadra era già passata in vantaggio), improntato sulla qualità e velocità, costretto magari a giocare palla a terra per provare a sorprendere la difesa di Nicola che appare abbastanza statica con il trio Terracciano-Baschirotto-Bianchetti. Viene da sé, che come già accaduto contro i friulani, servirebbe un inserimento continuo dei difensori, Celik e Mancini in primis. Una scelta, quella di Baldanzi, che strizzerebbe l’occhio anche al prossimo impegno in Europa League, visto che Tommaso non figura nella lista: giovedì la Roma ha una partita chiave nel girone, lo scontro contro la prima in classifica, il Midtjylland. (…) Ferguson titolare riporterebbe invece la partita sul canovaccio tattico più abituale. Quello dello duello tra il centravanti e il difensore centrale ex Lecce che da un lato dovrebbe aprire dei varchi per i due esterni e dall’altro regalare profondi-tà e concretezza sotto porta. (…)

(Il Messaggero)

No a Psg e Marsiglia: Kone sceglie la Roma e insegue un sogno

In Francia ne sono praticamente certi, il Psg presto andrà all’assalto di Manu Koné, indicato da Luis Enrique come il rinforzo ideale per il suo centrocampo. Solo che da ieri sembra che si sia aggiunta una pretendente in più, il Marsiglia di Roberto De Zerbi, che voleva Kanté (oggi all’Al-Ittihad, in Arabia Saudita) e sogna il romanista. Per il Marsiglia però l’eventuale operazione è economicamente inavvicinabile, mentre per il Psg ovviamente no… Ma in tutto questo va considerato anche qualcos’altro che poi è la volontà attuale di Koné. Che, almeno fino a giugno, ha deciso di restare dov’è. E, cioè, a Roma. Perché qui si trova bene, si sente valorizzato, ha un debito di riconoscimento con la società («È l’unica che ha davvero creduto in me due estati fa e le sono grato», le sue parole di qualche mesi fa) e un sogno da inseguire. Che si chiama scudetto, quello per cui sta lottando da inizio stagione.
La scelta insomma, nonostante le lusinghe gli facciano piacere e – probabilmente – non lo lascino neanche del tutto indifferente, per un eventuale trasferimento o salto di qualità il centrocampista francese ha posticipato tutto alla prossima estate. Prima di quella data non se ne farà nulla. A meno che non succeda qualcosa di inverosimile. E, cioè, che sia la Roma a metterlo sul mercato già a gennaio, ipotesi francamente poco praticabile allo stato attuale. (…) In Francia è diventato oramai un pilastro della nazionale di Didier Deschamps e che al Mondiale del prossimo anno potrebbe essere uno dei protagonisti principali della squadra transalpina. Che parte per vincere il torneo, questo è bene ricordarlo. E allora quello che succederà la prossima estate è ancora presto per capirlo, lì potrà anche esserci la possibilità che Koné saluti tutti e vada a giocare altrove. Molto, ovviamente, dipenderà anche dal piazzamento forale della Roma e dall’eventuale qualificazione alla prossima Champions League. Perché se i giallorossi dovessero tornare nella coppa che conta, allora tanti problemi sarebbero meno invasivi e la Roma potrebbe anche decidere di andare avanti con Koné. Che, a sua volta, potrebbe scegliere di restare ancora, soprattutto se poi dovesse arrivare lo scudetto. (…)

(gasport)