Nuovo stadio a Pietralata: intesa sul contratto tra Comune e giallorossi

La consegna del progetto definitivo per il nuovo stadio di Pietralata è ormai imminente. Sebbene non ci sia ancora una data ufficiale, la presentazione è attesa tra la prima e la seconda settimana di dicembre. Il leggero slittamento è dovuto alle interlocuzioni finali per definire i dettagli della “convenzione”, il contratto che regolerà tutti i rapporti tra la Roma e il Campidoglio.

Proprio su questo fronte, ieri sarebbe arrivata una svolta decisiva: sarebbe stata raggiunta un’intesa di massima su tutti i punti chiave ancora in discussione. Sebbene manchi l’ufficialità, l’accordo definisce aspetti fondamentali. (…) Un punto cruciale riguarda le penali per eventuali ritardi, che saranno calcolate solo sulle opere pubbliche (ponti, parcheggi) e non sullo stadio. Per l’impianto, la Roma si assumerà il “rischio d’impresa”, iniziando a pagare il canone d’affitto annuale da una data prestabilita, a prescindere dal fatto che lo stadio sia già operativo o ancora in costruzione. (…) È stato definito anche l’assetto societario: la Roma creerà una società apposita per la costruzione, per poi affidare la gestione a un’altra entità che, su richiesta del Campidoglio, dovrà essere direttamente riconducibile alla proprietà dei Friedkin.

(…) Infine, una buona notizia arriva dal tribunale, dove il Comune ha vinto una causa civile contro uno dei ricorrenti, che ora dovrà pagare quasi 21mila euro per l’occupazione abusiva dei terreni di Pietralata.

(il Messaggero)

Solo l’Europa

IL TEMPO (L. PES) – «Quella di domani (oggi, ndr) è una sfida da prendere con le molle, che ci permetterà di non pensare troppo alla partita di domenica contro il Napoli, di conseguenza porremo la concentrazione sulla qualificazione dell’Europa League che non è acquisita ed è ancora tutta da giocare, quindi giochiamocela subito». Gasperini non ha dubbi: nella sua testa c’è solo l’Europa, per il Napoli c’è tempo. Stasera (fischio d’inizio ore 18.45, diretta Sky Sport) la Roma sfida il Midtjylland per la quinta gara della fase a gironi dell’Europa League. I giallorossi, finora, in casa hanno sempre perso in coppa contro Lille e Viktoria Plzen e contro i danesi, che comandano la classifica a punteggio pieno, cercano la prima vittoria casalinga a tre giorni dal big match di campionato col Napoli, sempre all’Olimpico.

Il tecnico chiede massima concentrazione per la sfida di stasera per cercare di chiudere il prima possibile il discorso qualificazione. «Delle due sfide passate ho bei ricordi, loro avevano già qualche ottimo giocatore, alcuni sono venuti in Italia o andati in Premier. Ora sembra una squadra ancora più evoluta, con giovani interessanti come detto prima, era già difficile prima quando l’avevo affrontata con l’Atalanta». Era la stagione 2020-21 e la Dea vinse 4-0 in Danimarca salvo poi soffrire parecchio a Bergamo e acciuffare l’1-1 soltanto nel finale. Sono passati diversi anni ma il Midtjylland è rimasto sempre ad alti livelli e oggi comanda il girone europeo oltre ad essere secondo nel proprio campionato a due punti dalla vetta. Ma Gasperini ha grande fiducia nei mezzi della sua squadra. «Questa squadra sta bene, ha capacità corale di giocare tecnicamente meglio, giocando più partite siamo migliorati sotto l’aspetto tattico, siamo cresciuti, abbiamo più soluzioni, sotto l’aspetto della personalità ne abbiamo perché quando gioca in trasferta ha sempre giocato il suo calcio e soprattutto ci sono dei giocatori bravi, se non fosse così sarebbe veramente difficile. Tutto questo mix ci ha portato a fare una striscia di risultati buoni. Viviamo un buon momento, da questo dobbiamo continuare a migliorarci».

C’è spazio anche per parlare di mercato a poco più di un mese dall’inizio della sessione invernale. «Vedi giocatori di cui hai un’idea a ottobre e magari è diversa a novembre o dicembre. Entra uno e comincia a far dei gol, se prima era sul mercato, poi non lo è più. Il mercato diventa realistico a gennaio. Per quanto riguarda noi, io sono molto soddisfatto dell’evoluzione che stanno avendo tutti i giocatori, anche quelli che stanno giocando un po’ meno, in questo momento c’è una bella fiducia, lo vedo anche nei giocatori meno utilizzati negli allenamenti».

Accanto al tecnico anche Cristante, un veterano della Roma che ormai indossa anche la fascia. «Ho ritrovato il mister esattamente come lo avevo lasciato a Bergamo. Sapevo benissimo che era un allenatore forte, che ci avrebbe insegnato tanto, e che l’importante era stargli dietro, ascoltarlo e convincerci tutti che era la persona giusta, l’allenatore giusto da seguire. La squadra è stata brava a farlo dal primo giorno». Stasera il numero quattro dovrebbe guidare il centrocampo in una sfida che si preannuncia intensa dal punto di vista del ritmo. Un dispendio energetico che certamente non aiuta in vista del Napoli. Ma Gasperini è stato chiaro: oggi conta solo l’Europa.

Ecco il Midtjylland. Gasp: “Basta errori in casa. Dybala e Bailey recuperati”

Contro il Midtjylland la Roma si gioca un pezzo importante di qualificazione. A suonare la carica è Gian Piero Gasperini, che in conferenza stampa non usa mezzi termini: “È una partita fondamentale. In casa abbiamo avuto qualche difficoltà e questo ci mette nella condizione di non poter sbagliare”.
In attacco ci sarà ancora Ferguson, per cui il tecnico si aspetta “passi in avanti nella convinzione”. A centrocampo si candida El Aynaoui per far rifiatare Koné, mentre in difesa resta da valutare Hermoso. Le notizie più importanti arrivano però dall’infermeria, con il recupero di Dybala e Bailey: “Hanno fatto il primo allenamento, oggi il secondo. Se stanno bene, ci saranno”, ha confermato Gasp.
Il tecnico non ha nascosto il valore degli avversari e la crescita di tutto il movimento scandinavo, che “ha aggiunto qualità alla fisicità”. (…) “Il Midtjylland è cresciuto molto”, ha aggiunto, ricordando le sfide già ai tempi dell’Atalanta. (…)

Una delle preoccupazioni future è la Coppa d’Africa, che porterà via Ndicka ed El Aynaoui già da metà dicembre. “Ci mancheranno parecchio, ma era risaputo: faremo con le nostre risorse”, ha commentato con pragmatismo. Per stasera, Gasperini si aspetta “una partita aperta”, con la Roma che ha il dovere di “rimediare ai punti persi in casa”. L’obiettivo è chiaro: competere su tutti e tre i fronti. “Non vogliamo lasciare niente”. Ma per farlo, servirà “la migliore versione di noi stessi”.

(la Repubblica)

Doppia missione. La Roma ci crede, Friedkin dà l’ok: rinforzi a gennaio

A Roma non si fanno scelte: si punta a tutto. Il primo posto in classifica apre scenari importanti e porta con sé tre conseguenze dirette. La prima è la gestione della sfida di stasera contro il Midtjylland, dove Gasperini dovrà dosare un po’ di turnover in vista del big match con il Napoli.

La seconda conseguenza è legata proprio all’Europa League: una vittoria oggi avvicinerebbe la qualificazione diretta tra le prime otto, “liberando” il calendario dai temuti playoff di febbraio, che si incastrerebbero tra le sfide con Napoli e Juventus. (…) Con il rientro a disposizione di Dybala e Bailey, c’è l’occasione per invertire la rotta dopo i due ko interni subiti finora in Europa.

Ma la conseguenza più significativa è un’altra: per la prima volta nell’era Friedkin, la proprietà ha dato il via libera a tecnico e direttore sportivo per il mercato di gennaio, stanziando un budget. La Roma non si muoverà più solo con scambi e prestiti, ma avrà una certa libertà di manovra, pur rispettando i paletti del fair play finanziario. A gennaio si interverrà soprattutto in attacco, con Zirkzee come obiettivo dichiarato. (…)

(corsera)

Roma senza limiti

Gasperini si presenta in conferenza stampa con un nuovo look. Il Napoli, per ora, non esiste. Fino a mezzanotte il focus è solo sul Midtjylland, la squadra danese che guida il girone di Europa League. Anzi, per il tecnico la sfida europea è un bene, perché permette di mantenere alta la concentrazione sull’impegno imminente senza pensare già a domenica. (…)

A differenza di molti colleghi, Gasperini non si lamenta del calendario fitto. La filosofia è chiara: la Roma non vuole lasciare nulla per strada e ha le risorse per sostenere tutte le competizioni. Gli infortuni sono l’unica vera limitazione, non la stanchezza. Il tecnico si è detto molto soddisfatto dell’evoluzione di tutti i suoi giocatori e ha mostrato grande fiducia nel gruppo, anche in vista del mercato di gennaio: prima di acquistare, bisogna valutare attentamente ciò che si ha in casa, inserendo solo elementi che lo meritano davvero. Nemmeno le imminenti partenze per la Coppa d’Africa di El Aynaoui e Ndicka lo preoccupano: era una situazione nota da tempo.

Ora però c’è da recuperare terreno in Europa, dove la Roma deve ancora vincere all’Olimpico. Gasperini ha speso parole di elogio per gli avversari danesi, descrivendoli come una bella squadra, con giovani interessanti e un calcio offensivo. Prevede una partita aperta, sottolineando come il calcio scandinavo sia cresciuto molto, colmando il gap con i campionati principali. Il primo posto del Midtjylland, per lui, non è una sorpresa ma un risultato meritato.

(Il Messaggero)

Gasp vuole tutto: Roma all’assalto anche dell’Europa, serve la vittoria

“Non si lascia nulla”: è questa la mentalità che Gian Piero Gasperini sta instillando nella Roma. L’obiettivo è competere su ogni fronte, giocando ogni partita come se fosse una finale, a partire dalla sfida europea di questa sera.

“L’idea di tutti è di non lasciare nulla, di giocare tutte le competizioni cercando di andare il più avanti possibile” ha dichiarato il tecnico. “Questi ragazzi hanno lavorato tanto per raggiungere un traguardo come l’Europa e poi che fai, non te la giochi?”. Per questo, contro la capolista danese Midtjylland, serve una vittoria per raddrizzare il cammino nel girone.

Parlando degli avversari, Gasperini ha elogiato la crescita del calcio scandinavo, lanciando un possibile messaggio al ds Massara in vista di gennaio: “Giocano un buon calcio, hanno varianti e qualità. (…) Tante società lavorano bene, con bravi giocatori: basta andarli a guardare, ce ne sono molti in giro…”. Tra questi c’è Franculino, attaccante del Midtjylland che piace molto ma ha una valutazione già superiore ai 30 milioni. L’allenatore ha però predicato calma: “Bisogna stare attenti a inserire giocatori solo per inserirli, è importante fare sempre valutazioni accurate”.

La partita di stasera metterà di fronte la difesa giallorossa, tra le migliori d’Europa nel 2025, e l’attacco più prolifico della competizione, quello del Midtjylland, capace di segnare 11 gol in 4 partite. “Questa sarà una partita da prendere con le molle, ma noi vogliamo accelerare verso la qualificazione” ha aggiunto Gasp, sottolineando come le due sconfitte interne non lascino alternative. (…)

(gasport)

Giannini: “Gasperini artefice del primo posto. Alla Roma manca un attaccante per puntare allo scudetto”

TUTTOSPORT – Giuseppe Giannini, storico capitano della Roma, ha rilasciato un’intervista all’edizione odierna del quotidiano e tra i vari temi trattati si è soffermato sul rendimento della squadra giallorossa. Ecco le sue dichiarazioni: “Napoli e Inter sulla carta restano le favorite per la qualità delle rose, occhio però al Milan che ha vinto tutti gli scontri diretti e ha il vantaggio di non fare le coppe. Il che può dare 4-5 punti in più ad Allegri, ma a giocarsi lo Scudetto c’è pure la Roma che può dare fastidio a tutti. A maggior ragione se a gennaio dovesse arrivare un goleador. Nessuno a inizio stagione si immaginava di vedere la Roma prima in classifica, bisogna essere onesti. Al tempo stesso i giallorossi si stanno meritando questa posizione e stanno crescendo settimana dopo settimana. Mi auguro che questo sogno, come l’ha definito Gasperini, possa durare a lungo”.

È davvero Gasp il segreto del boom della squadra romanista? 
“Sta facendo un lavoro eccezionale. È lui l’artefice del primato in classifica. Ha recuperato e riportato a grandi livelli giocatori come Cristante, Celik, Hermoso e Pellegrini, che sembravano fuori dal progetto e ora sono dei punti di forza. Sul piano del gioco si inizia a vedere piano piano la sua mano. Anche a livello comunicativo non sta sbagliando una mossa”.

Cosa manca alla Roma per diventare da Scudetto? 
“Un attaccante. A gennaio va rinforzata la rosa con una punta prolifica. Mi auguro che il lavoro di Gasperini e l’entusiasmo riaccesosi in città vengano premiati dai Friedkin con uno sforzo sul mercato”.

Intanto c’è un Soulé versione superstar: è lui il top player giallorosso? 
“Direi proprio di sì. Ogni gara fa la differenza e determina i risultati con le sue giocate. È cresciuto tanto ed è diventato il leader tecnico della squadra”.

Quello spirituale può essere un romano de Roma come l’ex capitano Pellegrini? 
“Lorenzo è tornato a grandi livelli, ma personalmente non ho mai avuto dubbi sulle sue qualità. Serviva solo un allenatore che gliele tirasse fuori, dandogli fiducia come ha fatto Gasperini. Gian Piero è stato bravissimo nel puntarci forte nel Derby: dalla vittoria sulla Lazio Pellegrini è tornato a essere un fattore importante per questa squadra”.

Aver perso la fascia da capitano ha tolto un po’ di pressione al numero 7? 
“Non credo sia quella la questione, anche se a Roma se ne parla tanto. Anzi, penso che per lui indossare la fascia fosse motivo d’orgoglio. Comunque per i giocatori di talento la componente fondamentale resta avvertire il supporto da parte chi ti allena”.

Qual è il punto di forza di questa Roma? 
“Non ho dubbi e dico Svilar. Per talento e rendimento è il miglior portiere della Serie A. Se ne parla poco, ma non ha sbagliato una partita, sfoderando parate davvero strepitose”.

Stefano Cobolli: “Flavio voleva fare il calciatore, chissà dove sarebbe arrivato. Il mio sogno era vederlo segnare al derby”

LA REPUBBLICA – «Al Roland Garros aveva un anno e mezzo, una racchetta in mano e la maglia della Roma». Stefano Cobolli guarda e riguarda una foto: ecco il figlio Flavio tra i viali dell’impianto che ospita il torneo parigino. «Io cercavo un posto tra i professionisti, mentre un fotografo americano immortalava il mio piccolo mentre imitava il movimento del dritto», racconta il padre che è stato allenatore anche dell’altro campione della Coppa Davis, Matteo Berrettini. Oggi, dopo il trionfo, lo scatto del figlio appare come una profezia. Stefano Cobolli, a freddo, che emozioni prova? «La testa adesso non è più fredda, anzi. Ho dormito pochissimo le ultime notti, cosa che non mi capita mai. Non ho ancora elaborato tutto. Prima che Flavio partisse per le vacanze abbiamo passato qualche ora con la famiglia e gli amici al circolo Parioli, la nostra casa. Nei prossimi giorni, forse, mi renderò conto di quello che abbiamo fatto. Della coppa che ha alzato».

(…)

Qual è il suo primo ricordo di Flavio con la racchetta?

«Già dentro casa, da piccolissimo, ancora non camminava ma gattonava con una mano e nell’altra c’era la racchetta. Ma il primo ricordo nitido è al Roland Garros, a un anno e mezzo. Io giocavo le qualificazioni. Indossava la maglia della Roma e imitava il dritto: una giornalista americana gli fece un servizio fotografico bellissimo».

Lei e Flavio siete grandi tifosi della Roma. Meglio averlo nella top 10 o avrebbe preferito vederlo in campo all’Olimpico con la maglia della Roma, magari insieme al suo amico Edoardo Bove?

«A 13 anni le avrei detto Roma, Flavio che segna un gol al derby. Allora era impensabile che diventasse tennista. Poi ha fatto la sua scelta. Resterò per sempre con una domanda senza risposta. Dove sarebbe potuto arrivare nel calcio?».

Tocca a Massa. Ieri sera prove a Dortmund

Oggi Rocchi ufficializzerà i nomi degli arbitri della 13a giornata, su tutti quello del big match di domenica sera all’Olimpico: sarà Davide Massa a dirigere la sfida d’alta classifica, non era difficile immaginarlo. Fermo in campionato dal 30 ottobre scorso (Pisa-Lazio 0-0), è tornato il 18 novembre in Kosovo-Svizzera valida per le qualificazioni ai Mondiali e ieri sera ha diretto Borussia-Villareal. Quest’anno ha già incrociato la Roma: ko a ottobre contro l’Inter. (…)

(corsprt)

Maldera, 13 anni per la verità

Lo chiamavano il terzino goleador, era agile come una gazzella e fluidificante come soltanto i laterali olandesi sapevano essere a quei tempi. Aldo Maldera, il calciatore col baffo da sparviero, segnava raffiche di gol, eccome se lo faceva: 40 con il Milan, altri 8 con la Roma, due scudetti da protagonista e una cinquantina di assist sparsi qua e là nelle varie stagioni di una carriera conclusa a Firenze. (…) A Roma Aldo è morto il primo agosto del 2012 per un caso di malasanità. Non se ne era più andato da questa città, dedicandosi alla crescita delle giovani promesse del vivaio. Gentile e riservato, non ha mai fatto troppo rumore in vita. Così anche la sua morte all’ospedale San Camillo stava scivolando via nel silenzio. Da ottobre del 2024, però, la sua storia ha finalmente una verità processuale grazie alla tenacia della famiglia. (…) Tutto è cominciato il 24 luglio del 2012, quando Maldera è stato ricoverato presso il reparto di neurologia per un improvviso calo dell’acuità visiva e una papilla da stasi all’occhio destro. Tre giorni dopo è stato operato vista la presenza di un meningioma intracranico, un tumore benigno. L’intervento risultava perfettamente riuscito e il decorso sembrava svolgersi regolarmente, sennonché a un certo punto le sue condizioni si sono aggravate, fino alla morte. L’autopsia ha ricondotto il tutto a una tromboembolia polmonare, dovuta alla omessa profilassi che solitamente si adotta dopo un intervento di quel tipo. In ambito medico è infatti noto che i pazienti con tumore cerebrale abbiano un rischio superiore al 20% di sviluppare episodi tromboembolici ed è altresì dimostrato come una profilassi con eparine ne riduca l’incidenza. Le «gravi imperizie» sono state confermate dal tribunale di Roma il 17 gennaio 2019 e in Appello un anno fa. Nonostante l’azienda San Camillo Forlanini abbia negato ogni addebito, è stata costretta a pagare danni per circa un milione di euro alla famiglia. (…)

(corsport)