Roma, la sofferenza è big

La Roma, quarto ko in campionato, scivola dietro al Milan e al Napoli. Adesso insegue a -1, accanto all’Inter. Ma tre delle quattro sconfitte sono arrivate proprio contro le tre che sono al vertice della classifica. Sempre con lo stesso risultato: 1-0. Quindi senza riuscire mai a far centro. […]

Zirkzee rimane il principale obiettivo per la sessione invernale del mercato. Il sì del giocatore già c’è, ma bisogna trovare l’accordo con il club inglese. Anche in fretta. Perché Gian Piero lo vorrebbe all’inizio del prossimo mese, quindi nei primi giorni di gennaio. La conferma di quanto il centravanti sia necessario nel 3-4-2-1 giallorosso dopo l’intervallo della partita contro il Napoli. Fuori Ferguson, dentro Baldanzi per riproporre la formula con il falso nove che ha spesso permesso a Gasperini di risolvere il problema in attacco. L’irlandese, del resto, ha concluso solo due volte, senza mai centrare lo specchio della porta di Milinkovic-Savic. […]

Ma anche nella ripresa lo stesso film. La Roma non è efficace quando si alza l’asticella. Il Napoli si difende e i giallorossi solo due volte inquadrano lo specchio della porta. Il tiretto centrale di Mancini nel primo tempo, facile facile per il portiere e la grande chance con Baldanzi prima del recupero nel secondo tempo neutralizzata da Milinkovic-Savic. […]

L’attacco della Roma fatica. Al momento, in attesa di Bologna-Cremonese, è il nono della Serie A (15 reti come la Lazio), il peggiore delle prime sette e inferiore anche a quelli dell’Atalanta e del Sassuolo. Media-gol insufficiente: 1,15 a match, raccolto sconosciuto a Gian Piero che di solito viaggia quasi a 2 per partita. […] Se non fosse per Soulé – 4 reti -, Ferguson e Dybala sono a quota 1, Baldanzi, Bailey ed El Shaarawy ancora a digiuno. […]

(corsera)

Da Ferguson a Soulé e Dybala: l’attacco giallorosso è un flop

La Cremonese e il Midtjylland avevano fatto pensare che il problema fosse risolto, almeno in parte. Perché con quei 5 gol in due partite in molti avevano pensato che la Roma avesse trovato dinamismo e scioltezza nella sua costruzione offensiva. E invece ieri il problema è tornato di grande attualità, anche perché la Roma ha centrato la porta solo due volte: prima con Mancini (tiro innocuo) e nel finale con Baldanzi, che poteva anche fare meglio. Peggio negli ultimi tempi aveva fatto solo oltre otto mesi fa, il 16 marzo scorso, quando contro il Cagliari i giallorossi centrarono i pali avversari in una sola occasione. […]

L’attacco torna a essere un tema centrale nella Roma di oggi, con Ferguson che ha fallito l’occasione per potersi rilanciare davvero, non riuscendo a incidere e sbagliando in campo un po’ tutti i movimenti. […] Gasperini ha provato a mescolare un po’ tutte le carte, provando a trovare soluzioni efficaci senza il riferimento offensivo, il centravanti di ruolo. Prima con Baldanzi falso nove, poi con Dybala spostato al centro e lo stesso Baldanzi e Bailey a girargli intorno. […] Gli attaccanti della Roma non hanno mai trovato una reale connessione tra di loro. […]

Un campanello d’allarme che deve tenere la luce accesa su quello che succederà tra un mese, in sede di mercato. «Ma lo sul mercato di gennaio non ho molta fiducia, l’ho detto già tante altre volte – dice Gasperini a fine gara -. In questo momento dobbiamo alzare il livello dei giocatori che ci sono, visto che in attacco abbiamo sicuramente perso qualcosa, anche rispetto allo scorso anno. Pellegrini è andato bene, ma dobbiamo recuperare al meglio Bailey e Dybala, non possono certo essere questi qui». […]

(gasport)

Koné sicuro: “Rrahmani mi ha toccato”

[…] Manu Koné è entrato nelle immagini chiave della partita in occasione del gol del Napoli. Quando il francese, al limite dell’area avversaria, ha visto arrivare come un treno Rrahmani che gli ha strappato palla e ha rilanciato poi per Neres nell’episodio chiave della sfida. […] «A mio avviso c’è contatto, mi ha toccato. Credo proprio che valeva la pena andare a rivedere l’azione, l’arbitro ha detto che non era fallo, ma secondo me era opportuno almeno rivederla».

Il francese, sceso in campo con una lieve distorsione alla caviglia rimediata giovedì in Europa League, non cerca alibi né alla sconfitta né alla sua prestazione. «Se scendo in campo è perché posso dare tutto, so che non ho giocato bene. Sapevamo di dover cercare meglio i nostri attaccanti. Dovevamo metterci al servizio di Pellegrini e Soulé che sono i giocatori di maggior classe davanti. Stavolta non ci siamo riusciti». […]

(gasport)

Gasperini, che rimpianti: “Sul gol eravamo troppo scoperti. Però quel fallo…”

Poteva essere la serata del salto in alto. Poteva tentare il volo. E invece, al terzo scontro diretto per lo scudetto dopo quelli già persi contro Inter e Milan, la Roma non è riuscita ad aprire le ali rinviando il decollo. Niente da fare col Napoli. Il tecnico Gian Piero Gasperini (squalificato e sostituito in panchina dal vice Tullio Gritti) ha spiegato: «Sono partite diverse, potremo fare solo meglio nei prossimi scontri diretti: nel girone di ritorno è auspicabile fare più punti in questo tipo di gare e anche nelle altre. Ma questo è un campionato molto equilibrato. Da questa partita, di sicuro, dobbiamo trarre insegnamento. La lotta scudetto? Non voglio partecipare a questa discussione, sono impegnato solo a valorizzare al meglio la mia squadra: ci sono tante squadre che lottano per questo obiettivo, compresi Como, Bologna e Atalanta, la concorrenza è molto forte». […]

L’allenatore si è soffermato poi sull’episodio che ha deciso il match, ovvero il gol di Neres in fondo all’azione iniziata con il contatto Rrahmani-Koné, che è stato al centro delle discussioni nel dopogara: «Per come vengono considerate queste entrate, di solito gli arbitri fischiano sempre fallo. Non riesco però a essere netto. Si può dare e non dare: per come si fa generalmente, si dà. Rrahmani prende prima la palla, poi alza il piede e va a sgambettare Koné. In ogni caso non siamo stati molto equilibrati e abbiamo preso il contropiede, eravamo scoperti, dato che Hermoso e Mancini erano fuori posizione così come gli esterni. Ci abbiamo messo del nostro». […]

(gasport)

Giallorossi superati: Neres gol, il Napoli vince ed è primo. Gasperini scivola a -1 dalla vetta

LEGGO (F. BALZANI) – Alla fine ha prevalso la paura di cadere piuttosto che la voglia di volare. La Roma perde così la sfida scudetto col Napoli e scivola in terza posizione al termine di una prova incolore e senza veri pericoli verso la porta di Milinkovic-Savic se non un tiro di Baldanzi all’ultimo respiro.

Alla squadra di Conte è bastato così solo il gol al 36′ di Neres in contropiede ma nato da un sospetto fallo di Rrahmani su Koné che Massa ha giudicato sul pallone come altri interventi rivedibili. Al netto di questo però la Roma ha faticato troppo a costruire gioco soffrendo anche le ripartenze di Lang e compagni. Nel primo tempo Svilar si è prodigato in un’uscita provvidenziale e in una parata reattiva proprio su due tentativi dell’olandese mentre la Roma si è fatta vedere solo con un tiro strozzato di Mancini. Bocciato Ferguson scelto da Gasp per riempire la zona centrale dell’attacco. Nella ripresa entra prima Baldanzi, poi Dybala e Bailey. Ma la sostanza non cambia e la Roma riesce a far sospirare un Olimpico strapieno solo con un tiro dello stesso Baldanzi nel finale respinto alla grande da Milinkovic Savic.

A esultare è Conte che agguanta il Milan in vetta alla classifica mentre la Roma scivola a -1 dalla vetta in compagnia dell’Inter. Niente drammi quindi. Stanca, forse impaurita ma sicuramente sottotono la Roma che in questo novembre aveva impressionato per tenuta atletica e tecnica però fatica a vincere i big match proprio come era successo nelle ultime stagioni.

«Se andiamo a vedere hanno tirato poco anche loro – chiarisce però Gasperini -. Era una partita bloccata, non abbiamo approcciato con la giusta energia. Forse abbiamo pagato la partita di giovedì in Europa League. Non eravamo lucidi, abbiamo fatto girare la palla lentamente. Purtroppo siamo arrivati stanchi e incerottati a una partita così difficile. Il fallo su Koné? Queste scivolate vengono sempre fischiate, ma anche noi eravamo messi male sul contropiede».

Pronti a tutto, anche a niente

IL ROMANISTA (T. CAGNUCCI) – Eccoci. Ci siamo. Siamo pronti a vivere questa partita che assomiglia a tutto un anno. La sensazione è questa: c’è emozione ma non c’è paura di vivere quello che ci aspetta, anzi. Vogliamo farlo, vogliamo più che far vedere al Napoli campione e al vecchio carrozzone del calcio con media mainstream annessi e con noi poco connessi, far vedere a noi stessi quello che siamo. Abbiamo voglia di sapere quello che ci aspetta, ma non è ansia. Abbiamo studiato, stiamo studiando. Siamo preparati, ci stiamo preparando e stanotte ci tocca un esame che non ci darà in qualsiasi caso alcuna laurea, ma nemmeno, in ogni caso, alcuna bocciatura. E stasera siamo galvanizzati nel metterci alla prova. Almeno dobbiamo esserlo, ma la sensazione è proprio questa: siete più forti? Siete i campioni? Siamo incompleti? Non siamo all’altezza di quello che pure noi stiamo costruendo? Può darsi. Ma vediamo. Giochiamocela anche perché noi non lo facciamo a caso e non ci affidiamo ad alcuna metafisica. […] Ci siamo, insieme allo splendido quadro dei romanisti all’Olimpico. Pensate che l’anno scorso mentre il Napoli vinceva il suo secondo campionato negli ultimi tre anni, noi stavamo a raccogliere in rete il pallone di Gabrielloni all’ultimo minuto, due punti sopra la B, mentre stanotte siamo due punti sopra a quelli che portano lo Scudetto. Si è lavorato. Si sono scelti gli uomini giusti. Roma-Napoli è questo cimento, questo sentimento di pienezza e di sfida, tanta speranza, tanta voglia di Roma. E talmente denso di significati che tutto il romanzo che accompagna questa sfida passa in secondo piano. Siamo dentro al presente, non stiamo aspettando niente tranne che le 20:45. Siamo qua con la bandiera della Roma ad aspettar… Anche perché siccome stavolta ci stiam preparando, prima o poi, il nostro anno arriverà.

(ilromanista.eu)

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Dybala ha fame: la Joya ora è pronta a trascinare il gruppo

Una partita che profuma di alta quota, di quelle che ti rimangono addosso anche dopo il triplice fischio: Roma-Napoli, capolista contro campione d’Italia, l’outsider che ha deciso di prendersi il campionato contro il gruppo di Conte che vuole il bis. In mezzo a tutto questo c’è Paulo Dybala. L’uomo copertina, il volto più riconoscibile e più atteso di una Roma che corre forte, sogna più forte ancora e adesso ha bisogno di lui. Dybala oggi è molto più di un fuoriclasse: è il timone di una squadra che sa soffrire ma deve saper colpire, soprattutto negli scontri diretti. Gasperini gli ha cucito addosso un ruolo nuovo: falso 9, riferimento tecnico ed emotivo. Solo contro il Parma è tornato sulla trequarti. Segno che la qualità, in qualunque casella la metti, trova un modo per venire fuori. E pensare che nel 2022 poteva essere un’altra storia. Il Napoli arrivò davvero vicino a portarlo al Maradona. Poi arrivò la Roma di Mourinho e il resto è già noto. I numeri dicono che gli Azzurri non sono la sua vittima preferita: l’ultima sua vittoria risale all’aprile del 2021. Curioso pensare che all’Olimpico in giallorosso contro il Napoli abbia giocato appena dieci minuti. Poi c’è un dato che racconta bene la sua grandezza: quinto tra i giocatori in attività per presenze in Serie A e secondo miglior marcatore tra gli attivi, dietro solo ad Immobile. Ma c’è una verità che pesa: con la Roma, quest’anno, i gol sono ancora pochi. Due totali, uno solo in campionato. Ecco perché oggi servirà tutto: la classe, il dribbling, la visione, i colpi da Joya. Ma anche quella fame da bomber che Gasperini gli chiede a grande voce. Sognare lo Scudetto è possibile, sì, ma per farlo serve il miglior Dybala.

(corsport)

Cuori agitati

Che Roma sarà senza il suo fuoriclasse in panchina? Qui non si tratta di una disistima nei confronti di Tullio Gritti, ma, di una stima smisurata per Gian Piero Gasperini. […] Il timore è che senza il suo capo a bordocampo, la squadra non riesca a rendere la squadra non riesca a rendere come al solito. Cuori agitati in sintesi. Nessuno deve però dimenticarsi che per la Roma quella di stasera sarà la partita più importante dell’anno. Per questo, la tensione popolare, l’attesa eccitata e nervosa della piazza viene accompagnata da un brividino lungo la schiena a ogni minimo segnale negativo legato all’appuntamento. Roma che tifa Roma aspettava da una vita una serata come questa e poco importa se sia ancora la giornata numero 13. Non si fanno calcoli, però, la classifica è quello che è ed è impossibile non guardarla. […] Roma e Napoli sono partite da basi diverse assai: Gasp ha passato luglio e agosto a lamentarsi per i pochi acquisti, Conte invece si è lagnato per i troppi volti nuovi. Da qualche settimana, però, la Roma ha svoltato mettendo al primo posto una qualità insospettabile: l’imprevedibilità. Niente di casuale, tutto studiato a tavolino con l’obiettivo di non regalare mai sicurezze agli avversari. Il tutto alimentato da una condizione atletica visibilmente gasperiniana. Al punto che la Roma brilla di più quando va a frequenze forsennate. Pur avendo vinto in Europa League, Gasp ha bacchettato i suoi: troppi errori tecnici, contro il Napoli dovremo sbagliare molto meno. Complicato ipotizzare come se la giocherà contro Conte, perché con lui niente è scontato. L’unica cosa certa è che nulla è certo… Tranne la sua squalifica.

(corsport)

Carnevale: “Roma-Napoli potrebbe rappresentare una svolta per le due squadre. Gasperini? Una garanzia”

Andrea Carnevale, ex calciatore di Roma e Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni nel giorno del big match tra le sue ex squadre e si è soffermato proprio sulla partita che andrà in scena stasera allo Stadio Olimpico.

Cos’è stata, Roma, per Andrea Carnevale?
«Ho un ricordo bellissimo e loro, i tifosi, hanno di me lo stesso ricordo, anche se sono incappato in un anno non felice per la questione doping. Ma la città mi ha sempre sostenuto e ho un grande rimpianto».

Quale?
«Quello di non aver vinto come ho fatto a Napoli. Abbiamo perso una finale di Coppa Uefa contro l’Inter, ma io non ero in campo. Assieme al Mondiale, quell’esperienza è stata il punto più basso della mia carriera. Non l’avrei mai immaginato. Ma Roma è dentro di me, mi piace ricordare la Curva Sud che è straordinaria e in generale una tifoseria pari a quella di Napoli per passione e cuore».

Che valore ha Roma-Napoli?
«Sono due squadre in lotta per lo scudetto, la Roma è prima e il Napoli, dopo due scudetti in tre anni, è sempre lì che può competere per il quinto. Dopo le tante vittorie delle squadre del Nord, ora le ambizioni si sono spostate al Sud ed è bello vedere due città così importanti, a cui sono legatissimo, giocarsi tutto per un sogno».

La Roma?
«Può essere la sorpresa, certo, d’altronde Gasperini è una garanzia. Però c’è l’incognita attaccante. Dovbyk credevo potesse esplodere, lo avevamo seguito anche all’Udinese tanto tempo fa, invece non è ancora riuscito a emergere e ora è infortunato. Forse il vero Dovbyk neppure l’abbiamo mai visto in Serie A. Aspettiamo di capire anche Ferguson che tipo di crescita avrà. Se uno dei due attaccanti dovesse venir fuori, allora anche la Roma sarebbe da scudetto».

Per ora è prima, vince e convince.
«Sta facendo cose straordinarie e Gasperini si dimostra allenatore bravissimo che non a caso ha vinto l’Europa League con l’Atalanta. Vedo in campo una squadra spumeggiante, dinamica, che vince con energia, che ti viene ad aggredire nella tua metà campo con brillantezza e corsa. Ripeto, nel calcio mai dire mai. Quindi Napoli e Milan favorire per lo scudetto e subito dopo la Roma, ma oggi con l’incognita centravanti».

Roma-Napoli, palla al centro: un giocatore potenzialmente decisivo per i giallorossi?
«Dico Soulé, che sta decidendo molte partite giocando anche alla Dybala come esterno che però vede la porta e incide».

(corsport)


Un pronostico?
«Troppo presto per parlare di sfida scudetto ma per entrambe l’appuntamento dell’Olimpico potrebbe rappresentare una svolta. La Roma perché vola sulle ali dell’entusiasmo e vuole confermarsi leader del campionato, il Napoli perché è reduce da due vittorie e ha forse accantonato il momento buio. Sarà una bella partita, ne sono convinto».

Una sorpresa vedere i giallorossi lassù?
«Ho cambiato idea sulla Roma da quando è arrivato Gasperini. E’ uno dei migliori in assoluto in Italia, insieme ovviamente a Conte, che in qualsiasi situazione conduce la squadra sempre fino in fondo. E’ una bella cosa vedere queste due squadre nelle primissime posizioni, segno che forse la geografia calcistica sta cambiando, come mi auguro».

Lotteranno entrambe per lo scudetto?
«Nella mia griglia avevo inserito Napoli e Milan in prima fila, subito dopo Inter e Roma. Previsioni rispettate in pieno. Gasperini prima o poi inciderà, bisogna concedergli tempo».

La Roma è senza centravanti, Gasperini si affida a Dybala “falso nueve”.
«Non gli mancano soluzioni, quante volte abbiamo visto giocare la sua Atalanta senza il numero nove di ruolo? Gasp è un tecnico particolare, dà una fisionomia ben definita alle formazioni che allena e come persona sa gestire bene le pressioni che ruotano intorno a un gruppo importante».

Cosa ha di più il Napoli e cosa la Roma?
«Conte dispone di un parco attaccanti notevole pur orfano di Lukaku, eppure fino alla scorsa settimana faceva fatica a trovare il gol. Le cose sembrano migliorare con il nuovo schema tattico e l’inserimento di Lang e Neres sulle fasce. Hojlund non si discute e Lucca ha bisogna di fiducia e tempo per ambientarsi. I giallorossi sul piatto mettono la fantasia di Dybala, il sinistro imprevedibile di Soulé, sono deficitari sotto rete ma in compenso vantano una difesa che è tra le migliori d’Europa e che sta diventando il marchio di fabbrica di Gasperini».

(Il Mattino)