Dalla Francia 800 ultrà in arrivo. Controlli in centro

Sono ottocento e in parte sono già arrivati a Roma nella serata di ieri. A gruppetti si sono riversati in qualche pub del centro, tenuti sotto controllo dalla polizia. Sono i tifosi francesi del Lille, vicini a quelli del Nizza che la settimana scorsa sono rimasti coinvolti nei momenti di tensione con gli ultrà romanisti durante la trasferta giallorossa in Costa Azzurra per la partita di Europa League. Tredici romani arrestati, 103 fermati – in 90 poi rilasciati con il divieto di tornare nel compartimento delle Alpi Marittime per i prossimi sei mesi -, con i primi che dovranno affrontare un processo il 26 novembre prossimo rimanendo fino ad allora in custodia cautelare. (…) Ecco perché la trasferta del Lille viene tenuta sotto stretta osservazione dalla Questura. Già da ieri sera, come detto, e anche oggi, con gli ultrà del gruppo «Losc» che si recheranno in centro per un giro turistico prima di raggiungere l’Olimpico. Quelli considerati a rischio sono 150 circa. Per l’occasione, in vista della partita con la Roma alle 18.45, è stato organizzato il solito raduno dalle 15 a piazzale delle Canestre, a Villa Borghese, per accompagnare poi gli ospiti su bus navetta sotto scorta fino allo stadio. (…)

(corsera)

Casa dolce casa

Da qualche anno a questa parte l’Olimpico è diventato molto più di un semplice stadio per la Roma: è il fortino europeo in cui i giallorossi hanno costruito gran parte delle proprie ambizioni. Lo confermano i numeri: dal 26 agosto 2021 — Roma-Trabzonspor 3-0 — a oggi la squadra ha giocato 27 gare casalinghe tra Conference ed Europa League, ottenendo 22 vittorie (sarebbero 21 per le statistiche, ma il pareggio col Feyenoord si è poi trasformato in esultanza totale dopo i rigori), 3 pareggi e soltanto 2 sconfitte. Un ruolino che racconta meglio di qualunque altra analisi quanto il fattore campo pesi nelle notti europee della Roma. E non è un caso che anche oggi, alle 18.45 contro il Lilla, l’Olimpico sarà ancora una volta esaurito: sarà il sold out numero 74 dell’era Friedkin. (…) Le uniche due sconfitte restano eccezioni significative ma spiegabili. Il ko contro il Betis, nell’autunno 2022, non ha impedito la qualificazione alla fase successiva, quasi un incidente di percorso. Più do-
loroso, invece, lo 0-2 in semifinale contro il Bayer Leverkusen, la squadra “invincibile” di Xabi Alonso che solo l’Atalanta di Gasperini è riuscita ad abbattere, in finale. Ma nel complesso la Roma ha saputo fare dell’Olimpico la sua casa ideale. (…)

(corsera)

Giroud sulla strada della Roma di Gasp. Alta tensione ultrà contro il Lille

Un occhio al campo e l’altro pure all’ordine pubblico. Roma-Lille (ore 18.45, Sky) è il ritorno in Italia di Olivier Giroud, che due giorni fa si è «girato» un’altra volta festeggiando i 39 anni e stasera è il primo pericolo da bloccare per la difesa di Gasperini. E una squadra, la Roma, che cerca la seconda vittoria consecutiva in Europa League per dar ragione a Manu Koné, che ha dichiarato pubblicamente l’obiettivo vittoria del torneo. Ma è anche un’attenzione particolare in terna di incidenti: tra ieri e oggi in arrivo in città 800 ultrà del Lille, gemellati con quelli del Nizza. E visto quanto accaduto una settimana fa in Costa Azzurra —103 tifosi della Roma fermati e 13 arrestati accusati di aver portato in Francia un arsenale, con tanto di processo fissato il 26 novembre —, la Questura ha un piano di sicurezza per l’occasione. (..) La Roma è un club che nelle ultime otto stagioni è arrivato almeno in una semifinale europea per 5 volte. Teoricamente, dunque, il gruppo storico dei giocatori dovrebbe essere abituato alle partite ravvicinate. Ma in passato il cammino europeo spesso avveniva a discapito del campionato: Gasp rifiuta questa idea. E ha una teoria per spiegare la longevità di Giroud: «Anche in serie A ci sono esempi di giocatori ancora molto competitivi pur in età avanzata: la qualità degli allenamenti ha allungato le carriere». (…)

(corsera)

Allerta all’Olimpico per Roma-Lille. Ancora reclusi a Nizza 13 romanisti

Non ci saranno allo stadio, ma la loro assenza si farà probabilmente sentire con proteste, cori e striscioni. Il timore, però, è che le rivendicazioni per i tredici ultras romanisti reclusi in attesa di giudizio in Francia per i tafferugli e le armi rinvenute alla vigilia del match di Europa League della settimana scorsa a Nizza, domani in occasione della partita tra il Lille e la Roma, passi anche attraverso nuovi episodi di violenza. E vendette incrociate. Perché se i romanisti il 24 settembre scorso avevano varcato il confine a Ventimiglia riempiendo i bagagliai di lame, spranghe, martelli, giubbetti antiproiettili e paradenti, pronti alla “batta-glia”, non è escluso che dalla Francia arrivino ultras d’Oltralpe pronti a ripetere lo scenario. (…) Tra ieri e oggi sono attesi oltre 700 tifosi francesi, ma non è escluso che oltre ai supporter del Lille ci siano anche dei nizzardi. Sarà comunque un pubblico delle grandi occasioni, circa 61mila gli spettatori previsti. Già da ieri sono attivi controlli da parte delle forze dell’ordine, in divisa e in borghese. Sono monitorati i pub e i locali del centro frequentati ai tifosi; delegazioni dei francesi saranno ospitate dai laziali in segno di fraternità. Attenzione viene data anche ai circoli e club dove si riuniranno i daspati (un centinaio quelli fermati a Nizza) per seguire la partita. (…)

(Il Messaggero)

L’Olimpico pronto per un’altra avventura. E lo “straniero” non passa più

Uno striscione, un motto. Un desiderio, forse. Erano gli anni ’80, con una Roma immensa, che scrisse la legge dell’Olimpico. “Non passa lo straniero” campeggiava in Sud, in quel grigio pomeriggio di Roma-Colonia, scaldato da quel rimbombo dei tifosi al gol di Falcao. Una partita, tante partite senza perdere in terra europea. Era lo stadio dei successi, delle rimonte storiche, quelle tutted’un fiato, nei pomeriggi o notti di Coppe dei Campioni. Poi sono arrivati tempi più bui, anche gli 1-7, con il Bayern e qualche anno prima lo 0-2 con il “che sarà sarà”, e ancora 1’1-3 con l’Arsenal dell’irresistibile Henry, e dunque c’è stata pure una fase in cui, spesso e volentieri, all’Olimpico dettavano legge gli altri, “lo straniero”.  (…) Nelle ultime edizioni delle Coppe, dalla Conference alle ultime Europa League, lo stadio di Roma ha praticamente richiuso i cancelli, concedendo solo due succes-si agli avversari: una contro il Be-tis, l’anno della finale di Europa League di Budapest (con Mourinho in panchina), e una contro il Leverkusen in semifinale nella edizione di due anni fa (con De Rossi in panchina, aveva preso il posto di Mourinho), quello con i tedeschi è l’ultimo ko subito da queste parti. Per il resto l’imbattibilità è stata dominante. La Roma ha costruito le finali di Conference (vinta) e quella di Europa League (persa con il Siviglia) proprio sul terreno dell’Olimpico. (…) Lo scorso anno, sia Juric sia Ranieri hanno chiuso con zero sconfitte, Claudio addirittura ha ottenuto solo successi con Braga (il croato un successo e un pari), Eintracht, Porto e Athletic per poi abbandonare la competizione con l’infausta notte del San Mamés. Ora tocca a Gasp farsi aiutare dall’Olimpico, già da stasera contro il Lille. (…)

(Il Messaggero)

La Roma di coppa prova l’allungo

Quando a Ndicka, che siede vicino a lui, viene chiesto se la Roma è una delle favorite alla vittoria della coppa, Gasperini lancia uno sguardo torvo alla platea. Si rasserena soltanto ascoltando la risposta dellivoriano: «È troppo presto, ne parleremo più avanti». Sì, perché non è ancora tempo di regalare sogni. Gasp tra l’altro è un pragmatico e sa che la partenza lanciata in campionato e in coppa ha mascherato qualche lacuna nella rosa che lui proprio non ce la fa a nascondere: «Chi può giocare al posto di Soulé? In questo momento ho poche alternative in attacco, siamo corti. Abbiamo fuori sia Dybala sia Bailey (più Baldanzi escluso dalla lista Uefa, ndr) e questo ci costringe a utilizzare sempre gli stessi giocatori. Non è usuale per me finire le partite con due centro-campisti nel ruolo di attaccanti, co-me successo nel derby o a Nizza». (…)  Tutto lascia quindi pensare che il turnover contro il Lille, sarà alquanto limitato. Spazio a Hermoso che potrebbe sostituire Ndicka, Tsmikas e El Aynaoui faranno rifiatare Angelifio e uno tra Cristante e Koné. Davanti, considerando che il Lille si schiera con il 4-2-3-1, potrebbe trovare spazio ancora una volta Pellegrini, utile poi a scalare in mezzo al campo in fase di non possesso per non soffrire la superiorità numerica dei france-si. Due i ballottaggi: Soulé-El Shaa-rawy e Ferguson-Dovbyk. Proprio sull’irlandese, Gasp regala una carezza: «È un giocatore giovane. Parliamo di un 2004, ha 21 anni. Due anni fa ha fatto molto bene, l’anno scorso è capitato in una stagione di difficoltà per un infortunio e ha cambiato squadra a gennaio. Il tentativo è riportarlo su quelle che erano le speranze, visto che da giovane era partito così bene. Sta lavorando,
si sta applicando. Il fatto di giocare tante partite per me è un vantaggio. Se non giochi dall’inizio entri a parti-ta in corso e viceversa. Anche a Bergamo durante le partite sono stati i ruoli che sostituivo di più, mi viene in mente Muriel che è stato spesso determinante per la partita». (…)

(Il Messaggero)

Rosella Sensi: «Papà parlava di Roma anche l’ultimo giorno. Fa male ripensare alle minacce di morte»

GASPORT – La passione per la Roma è sempre la stessa, tanto che domenica — nonostante il raffreddore e una tosse che a tratti le fa ancora tremare la voce — Rosella Sensi era all’Olimpico, a godersi la vittoria dei gial-lorossi contro il Verona. Si divide tra la Capitale e Visso, il paese d’origine dei Sensi, provincia di Macerata, di cui è stata eletta, con una lista civica, sindaco a giugno del 2024. (…)

Lei sembra preferire fare più che apparire.

«È vero, ma non è sempre un pregio, soprattutto in un mondo che vive di apparenza. Se mi devo rim-proverare qualcosa degli anni da presidente è non aver saputo comunicare le cose nel modo giusto».

Si riferisce alla fine della gestione Sensi?

«Era un momento difficile, lasciare era doveroso, ma mi dispiace che l’epilogo sia stato fatto in quel modo, probabilmente avrei dovuto spiegare meglio la situazione: sono state scritte tante cose sbagliate, che io non volevo quello, che non volevo quell’altro… Quello che posso dire è che a volte, quando si vivono dall’interno certe situazioni, le decisioni che prendi o che ti fanno prendere sono dettate da tanti fattori, spiegarle avrebbe forse creato meno astio. Per fortuna con i tifosi, dopo un primo periodo molto difficile perché come famiglia, e io in particolare, sembravamo essere il male della Roma, ho di nuovo un rapporto eccezionale, molto nel ricordo di papà, ma posso dire che anche verso di me c’è un affetto che mi commuove».

Allora parliamo di grandi emozioni.

«La più grande, scontato dirlo, l’ho provata al fischio fmale della partita che il 17 giugno 2001 ci ha consegnato lo scudetto: all’invasione di campo ho visto la faccia di papà e ho corso per stargli vicino, da una parte ero fuori di me dalla gioia, dall’altra terrorizzata dal caos… Ma vi racconto un altro momento emozionante, brutto per la Roma, ma bellissimo per me a livello umano: era la stagione dei 5 allenatori, 2004-05, dopo la vittoria a Bergamo che valeva la salvezza c’è stato un abbraccio con Bruno Conti, che ci aveva aiutato tanto prendendo la squadra in corsa, e gli altri dirigenti che ha creato dei legami che durano ancora».

Ricorda momenti di rabbia?

«Soprattutto vedendo il dolore di papà per le contestazioni, perché per lui fino all’ultimo giorno, nonostante fosse in terapia intensiva, la Roma era la prima preoccupazione. Quanto a me, 25 giorni dopo aver avuto mia figlia ho cominciato a ricevere minacce di morte importanti: avevo paura, per mio marito e soprattutto per mia figlia».

Anche Pallotta l’ha fatta un po’ arrabbiare…

«Non infierirò perché non mi piace farlo su chi non c’è più. Purtroppo ha fatto parte della storia della Roma per un certo periodo, la rabbia non è tanto per la famiglia Sensi, perché la storia non la cancella nessuno, quanto per quello che è stato fatto all’in-terno della società. Che cosa? Scelte secondo me improprie, dettate probabilmente anche dalla lontananza di un presidente che magari aveva lasciato dei manager che non erano del tutto ca-paci di fare quello che dovevano. E poi c’è la storia della Cappella di Trigoria trasformata in un magazzino: mia madre ha pianto, non lo faceva mai».

(…)

 

Rudi Garcia: “Giallorossi pià forti del Lille, ma occhio a Giroud”

GASPORT – Un pezzo di cuore a Lilla e l’altro a Roma. Un passato, ma anche un presente e un futuro che lo legano alle due città e ai due club. Quasi come fosse una questione di sangue, perché poi Rudi Garcia i suoi sentimenti li vive sempre in modo assai profondo. E non dimentica mai ciò che è stato…

Roma-Lilla. la gara del cuore…

«È veroil Lilla è il club che mi ha fatto nascere, dove sono diventato giocatore e poi ho allenato per 5 anni, un periodo lungo, vincendo Ligue 1 e coppa di Francia. Ogni vo-ta che torno è come stare a casa. E poi i Roma, il mio club del cuore in Italia e all’estero. La cosa che mi stupisce è l’affetto della gente ogni volta che torno. Io sono innamorato di Roma. Comunque vada oggi io vincerò, anche in ca-so di pareggio…».

(…)

Tra l’altro sia a Lilla sia a Roma ha avuto Gervinho. Gasperini cercava proprio uno così…

«Visto che non potrò esserci, lui sarebbe l’ideale oggi per il calcio d’inizio… Giocatore forte, che spaccava in due le difese. L’altro giorno ho visto Atalanta-Bruges: Sulemana è uno che gli assomiglia, può essere devastante».

Giovedì scorso era a Nizza. Che impressione le ha fatto la Roma?

«Squadra solida, che deve anco-ra esprimere il suo potenziale. Davanti Dybala è speciale ma è spesso fuori e mi sembra che Ferguson e Dovbyk non abbiano an-cora raggiunto la forma migliore. Ma sono contento per il mio Pellegrini (che esordì in A proprio con Rudi, ndr), il gol alla Lazio mi ha reso felicissimo. In Italia ci sono squadre più forti, ma è un bel momento e Gasperini è un ottimo allenatore. La Roma difende bene e non prende gol, così si può andare lontano. Ma non so se la squadra sia pronta per lottare su tutti i fronti. Può fare un buon campionato e centrare l’obiettivo di finire tra le prime quattro».

(…)

Il Lilla che squadra è?

«L’ho vista contro il Lione, non meritava affatto di perdere, anzi… È una squadra meno forte dello scorso anno, davanti le partenze di David e Zhegrova pesano. Ma sa stare in campo».

(…)

Roma, missione Europa. Gasp schiera i titolari: “Il Lille è pericoloso”

 Roma-Lille vale mezza qualificazione. Chiudere a sei punti il primo mini ciclo europeo saebbe il miglior biglietto da visita per le avversarie in Europa League. Anche se per Gasperini «parlare adesso di possibilità di vittoria è prematuro». Ma con il doppio impegno coppa-campionato, la vittoria questa sera sarebbe un grande passo avanti verso gli ottavi di finale. Ne è consapevole il Gasp che scaccia gli alibi legati alla condizione: derby, Nizza e Verona hanno lasciato scorie nella testa, non nelle gambe. «La fatica non è fisica, il problema è rientrare ogni volta nella gara, pensare alla successiva, valutare bene l’avversario». E, chi avrà di fronte questa sera la Roma, conta: «Il Lille gioca in modo offensivo. Ha avuto un inizio con risultati non favorevoli ma prestazioni molto buone. Bisogna essere molto attenti e molto pre-parati: incontriamo una squadra di
ottimo livello». I giallorossi ci arrivano con un im-pianto riconoscibile e una difesa intoccabile: Ndicka, Mancini, Celik e Hermoso «hanno un rendimento molto alto». Traduzione: per adesso non si tocca nulla. Questa sera (ore 18.45) niente turnover e spazio al difensore spagnolo al posto del terzino turco, con Ziolkowski e Ghilardi ancora spettatori: (…) Dentro questo quadro, due dettagli. Ferguson, che guiderà l’attacco contro il Lille: «L’anno scorso ha avuto difficoltà. L’obiettivo è riaccendere quel potenziale che aveva mostrato all’inizio della carriera: si sta applicando, fa progressi. In questo momento si alterna con Dovbyk nel ruolo di prima punta ed è importante che entrambi crescano prima sul piano atletico e fisico». E poi Wesley, ancora titolare al posto di Rensch: «Ha un bel motore e capacità di inserimento. Deve migliorare nel gioco di squadra e nei tempi. Per età e per gamba può diventare importante». (…) Non una rivoluzione d’identità, ma un aggiustamento figlio della mancanza di alternative. Un’emergenza numerica anche in mediana, dove torna titolare El Aynaoui insieme a Koné, imprescindi-bile per Gasperini. (…)

(La Repubblica)

Hermoso può tornare. C’è El Aynaoui

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – Fuori uno dei pilastri della difesa. La Roma arriva al quarto appuntamento in undici giorni e uno tra Mancini e N’Dicka potrebbe rifiatare con il Lille. L’ex difensore dell’Atalanta ha giocato tutti i minuti a disposizione, mentre l’ivo-iano ha saltato solo la parte finale – per crampi – della sfida col Verona. Gli altri due posti del terzetto difensivo dovrebbero spettare a Celik e Hermoso. El Aynaoui viaggia verso la seconda titolarità in Europa League dopo quella con il Nizza. Al suo fianco, stavolta, potrebbe toccare a Cristante in ballottaggio con Koné. Tsimikas è pronto a riprendersi la fascia sinistra, mentre sul lato opposto è duello tra Rensch e Wesley. El Shaarawy è favorito su Pellegrini per completare la trequarti insieme a Soulé. Davanti possibile nuova occasione per Dovbyk che, dopo il gol con il Verona, vuole lasciare il segno anche contro il Lille. Ieri, Dybala ha effettuato una risonanza di controllo e domani potrebbe tornare ad allenarsi con il gruppo. Bailey, invece, ha proseguito il lavoro differenziato sul campo.