È una Roma spuntata

La Roma si ritrova ancora una volta a fare i conti con i suoi limiti offensivi. La sconfitta contro il Lille, la prima in questa Europa League, ha riportato a galla in maniera clamorosa le difficoltà della squadra giallorossa nel trovare la porta. […] Gasperini ha scelto di affidarsi a Ferguson, supportato da Pellegrini e da Soulé in un 3-4-1-2 che sulla carta avrebbe dovuto garantire più soluzioni e imprevedibilità. Ma il copione si è ripetuto: la Roma ha costruito poco, con l’irlandese mai realmente pericoloso e con un gioco offensivo che si è presto appiattito. Neppure i cambi hanno portato la scossa attesa.[…] A dieci minuti dalla fine, sullo 0-1, l’arbitro ha concesso un calcio di rigore per i giallorossi. Senza Dybala, fermo ai box, e con Pellegrini già sostituito, la responsabilità è ricaduta sull’ucraino. Dovbyk ha calciato e si è fatto respingere la conclusione. L’arbitro ha ordinato la ripetizione per un’irregolarità dei difensori del Lille, ma anche al secondo tentativo il centravanti si è fatto ipnotizzare dal portiere, stavolta colpevole di essersi mosso anzitempo. A quel punto, la scelta è ricaduta su Soulé, che dal dischetto ha avuto la chance di rimettere in equilibrio la sfida: anche per lui, però, l’esito è lo stesso. Terzo rigore fallito consecutivamente, tre opportunità gettate al vento, e partita virtualmente chiusa. […] Nell’analisi della gara, Gasperini cerca spunti positivi. «Al di là di qualche errore sul piano tecnico, abbiamo fatto una partita con voglia e ritmo, l’intensità è stata alta. Abbiamo concesso qualcosa, ma questo succede in Europa. Devo vedere anche quanto di buono è stato fatto dalla squadra. E’ una competizione lunga, non c’è l’ansia dell’eliminazione diretta, la squadra è stata brava fino alla fine».

(Corsera)

Roma choc: sbaglia tre volte lo stesso rigore e perde

E quando pensi di averle viste tutte, ecco qui un 2 ottobre che resterà a lungo nella memoria. […] La Roma ha sui piedi il pallone del pareggio, dopo che il Var ha convinto il modesto arbitro belga Lambrechts a concedere il rigore per un fallo di mano di Mandi su colpo di testa di Celik: palla a Dovbyk, parata di Ozer, ma l’arbitro fa ripetere perché almeno due difensori del Lille son entrati prima del fischio in area. Riecco Dovbyk dagli 11 metri, sinistro inguardabile e altra parata di Ozer. Ma non è finita: l’arbitro fa ripetere ancora, perché lo stesso portiere del Lille si è mosso in anticipo. La Roma allora cambia rigorista: ecco Soulé, altro mancino e terza parata di Ozer (anche se statisticamente ne va contata solo una), che stavolta è quella buona. […] «Una cosa simile non mi era mai capitata», ha commentato Gasperini. Che però ha di che preoccuparsi. Perché se con il Verona le parate di Svilar e gli errori di Orban avevano risolto i guai, ieri sera il Lille è passato con merito all’Olimpico.[…] Il guaio, per Gasp, è che la sua squadra non ha mai realmente dato la sensazione di essere pericolosa: l’unica vera chance, al netto del triplo rigore fallito, è arrivata al 36′ del primo tempo in mischia, coinvolti Tsimikas, Soulé ed El Aynaoui. Poco ha funzionato il turnover, stavolta. Neppure il cambio tattico, con Pellegrini prima centrale e poi esterno. E in generale la riconquista alta del pallone s’è vista poco.

(Corsera)

Cairo ha già il sì di De Rossi. Svolta granata dietro l’angolo

Daniele De Rossi è più di una suggestione per la panchina del Torino. L’ex allenatore della Roma la scorsa settimana ha raggiunto l’accordo per la risoluzione del contratto in scadenza 2027 con il club giallorosso, rinunciando a circa 4 milioni di euro, mantenendo un rapporto di stima e massima fiducia con la Roma. Ed è balzato in pole su Raffaele Palladino, Alessio Dionisi e il ritorno di Paolo Vanoli per l’eventuale sostituzione di Marco Baroni in panchina. C’è già un accordo di massima con Urbano Cairo […] Sulle tracce di De Rossi c’è anche la Fiorentina, ma i granata si sono mossi in anticipo e in questo momento l’ex capitan futuro ha dato la precedenza al progetto granata, dopo aver valutato e rifiutato una serie di proposte tra cui quella del Monza, nono in classifica in Serie B, con 8 punti dopo 6 giornate. […]

(Il Messaggero)

Penalty sbagliati, una storia romana. Quel tris di errori della Lazio con il Napoli

Ok, togliamoci subito il dente: «I rigori li sbaglia soltanto chi li tira», «Nino non aver paura a sbagliare un calcio di rigore, non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore» e «rigore è, quando arbitro fischia», Eliminati i luoghi comuni – anche se De Gregori e il mitico Boskov ci perdoneranno per averli etichettati così – l’aggravante è che stavolta il pessimo fischietto belga Lambrechts (un arbitro per intenderci che al 62′ scambia il fallo di Verdonk, già ammonito, con Bouadi, lasciando il Lille in 11) non ne aveva fischiato uno. […] Lo sconosciuto ai più, tal Ozer, per una notte si traveste da Arconada. O da Castellini. Perché anche il vecchio giaguaro nel lontano 1984 parò due rigori a Giordano, per poi essere graziato sul terzo da D’Amico che calciò fuori dopo che Agnolin aveva fatto ripetere il penalty tre volte. Ma Ozer, che Castellini non sa nemmeno chi sia e di Arconada ha solo vaghi ricordi, vuole di più. E non contento di averne parati due a Dovbyk – che invece vuole emulare Beccalossi che nella coppa delle Coppe del 1982 ne falli due in 8′ contro lo Slovan Bratislava – si supera intercettando anche il terzo a Soulé, con quel balletto prima del tuffo che a molti dei 61mila presenti ieri, ha ricordato in modo sinistro quello maledetto di Grobbelaar.[…] Gasp invece è immobile. Magari in testa gli frulla qualcosa del tipo («Lookman è uno dei peggiori rigoristi mai visti») ma se la tiene per sé (e lo farà anche nel post-gara). Abbozza solo un ghigno che riporta di colpo a quello di Palermo, capace in un Argentina-Colombia del ’99 di fallire tre rigori in momenti diversi della partita […] Gasp, invece, non vede l’ora che torni Dybala. Che magari 50 partite non le garantirà in stagione, come amano ricordare i suoi detrattori, ma tre rigori consecutivi non li sbagliava nemmeno da bambino al parco.

(Il Messaggero)

La notte stregata

La vita ti dà sempre una seconda opportunità, per la terza di solito bisogna scomodare qualche divinità e non sempre basta. Alla Roma, invece, ne sono state date proprio tre, piovute dal cielo come segno della provvidenza. […] E la Roma in Europa si è sempre fatta valere ultimamente: qui aveva perso solo due volte nelle ultime tre edizioni delle Coppe, tra Conference ed Europa League e non lasciava tre punti all’esordio da 36 anni, con il Norimberga, al Flaminio. Roma-Lille è la storia di un rigore, uno e trino. Ma niente, quei tre tiri non bastano per salvare almeno la faccia, quel rigore evapora tra le mani di un eroe per caso, Berke Ozer, portiere turco, 25 anni. Andiamo con ordine. L’arbitro, il pessimo Lambrechts, a dieci minuti dalla fine, prima non vede il fallo di mani di Verdonk (che doveva essere espulso molto prima) ma poi, grazie a una saggia revisione, lo deve concedere, inevitabilmente. La Roma sta perdendo 1-0, e sta giocando male. è forse la peggiore partita fin qui disputata, ma ha la possibilità di strappare almeno un pari. Ma succede un qualcosa di inconsueto: tira Dovbyk. ma il portiere turco Ozer, che fa un illegale passo avanti prima del tocco dell’ucraino, lo para, e quindi non vale. Replay: ritira sempre Artem, stesso film, comico. Si ripete di nuovo. Allora si cambia il rigorista: tocca a Soulé, un altro mancino, ma forse con il piede più delicato. Purtroppo per la Roma, il Lille non cambia il portiere, che stavolta fa il passo con il tempo giusto e non fa entrare nemmeno la palla dell’argentino. […] In fondo doveva andare così, una notte strana. Stregata. Quel gol avrebbe portato un punto, non male per la scalata europea, e avrebbe riconsegnato un Dovbvk definitivamente rigenerato dopo la rete di domenica al Verona. […] Ricapitolando: l’attacco, che presenta Ferguson come centrale, non punge, e la difesa non è in serata. Peggio di così non poteva andare, e come detto, nemmeno un rigore è riuscito a evitare la sconfitta. Il Lille esibisce maggiore qualità nel palleggio, il piede del giovanissimo Bouaddi è delicato e si fa sentire, lo è decisamente meno quello di Tsimikas (Angeliño non sta bene e resta in panchina), che in pratica regala la rete della vittoria, fornendo un assist con uno stop imbarazzante ad Haraldsson (non male neanche lui), il quale scarica in porta il pallone, approfittando pure di un intervento maldestro di El Aynaoui. […] Soulé non si vede mai e di conseguenza a Ferguson arrivano pochi palloni giocabili e quei pochi che l’irlandese deve gestire, li perde. Funziona benino Wesley, che di tanto in tanto riesce a far sembrare un’azione un po’ pericolosa. Ma nella ripresa è un pasticcio pure lui. Gasperini prova ad aggiustare la squadra ma gli ingressi di Rensch, Mancini, ElSha, Koné e Dovbyk non cambiano l’inerzia del match. […] C’è poco di Gasp nella Roma vista ieri: questa è una squadra che fatica a tirare in porta e se non è sorretta da una buona condizione fisica, va in difficoltà con chiunque. […]

(Il Messaggero)

Anche Gasp fatica a crederci: “Mai vista una cosa del genere”

«In vita mia non ho mai visto una cosa del genere». Alla fine Gian Piero Gasperini cerca di scherzarci su, ma allarga anche le braccia un po’ sconsolato. Perché se quel rigore fosse stato realizzato, la Roma avrebbe dormito sonni molto più sereni. «Giuro, non mi era mai capitato di sbagliare tre rigori di seguito – ha detto il tecnico giallorosso- Magari si è visto sbagliarne tre in una partita, ma mai consecutivamente. Almeno io…Peccato, perché era un’occasione unica, un episodio che ha sicuramente compromesso il risultato finale. Noi i rigoristi li decidiamo prima della partita, fosse stato in campo Pellegrini avrebbe tirato lui. Ma anche Dovbyk e Soulé sono due potenziali rigoristi, visto che in passato li hanno già tirati. E poi se Dovbyk avesse segnato staremmo parlando di tutt’altro. Io Artem l’ho visto entrare bene, ha fatto buone cose in campo». […] Genesio si gode la vittoria, che non era affatto scontata. Ma non può non rimarcare la prestazione top del suo portiere. Che prima qualcosa aveva sbagliato, soprattutto negli appoggi, quando c’era da costruire dal basso. Ma che poi con quella triplice parata consecutiva si è riscattato in pieno, anche con gli interessi. «Questa prestazione gli dara spinta e fiducia – dice alla fine l’allenatore del Lille – Berke è stato tanto tempo dietro Chevallier e non è facile. Poi lui ha cambiato tanto: paese, allenamenti. Non è semplice, questa partita lo aiuterà per il futuro». Anche magari per imporsi in nazionale, con la Turchia, dove a giugno scorso aveva esordito, giocando le due amichevoli contro Stati Uniti e Messico. Ma se Ozur è l’eroe della serata, Dovbyk e Soulé sono i due che invece finiscono dietro la lavagna. Più l’ucraino dell’argentino, considerando l’errore doppio e il modo in cui ha calciato (malissimo) quei due calci di rigore. In carriera finora Dovbyk aveva segnato 27 reti dal dischetto, tra club e nazionale. Cinque invece quelle fallite primi di ieri, con l’ultimo errore che risale al 27 aprile 2024, in un Las Palmas-Girona 0-2. DA lì, poi, Artem ne aveva segnati sei su sei, compresi i tre in giallorosso (a Dinamo Kiev, Bologna e Udinese). Soulé, invece, ne aveva calciati finora 8, sbagliandone due: uno in Serie C, con la Juventus NG, e uno con il Frosinone a Napoli, il 14 aprile 2024. Dopo di quello Mati ne aveva calciato solo un altro, segnandolo, sempre con i gialloblù e contro la Salernitana. Quello di ieri è stato il suo primo in giallorosso. Non proprio un “esordio” da ricordare. […]

(Gasport)

Roma, follia di rigore

Nella sua «Lode a Evaristo Beccalossi», il comico Paolo Rossi ha reso ancora piu immortale l’ex numero 10 dell’Inter raccontando, in chiave ovviamente ironica, i due rigori sbagliati in otto minuti contro lo Slovan Bratislava nella Coppa delle Coppe 1982-83. L’argentino Martin Palermo fece ancora peggio, con la maglia dell’Albiceleste, fallendone tre. Ma all’Olimpico va in scena il teatro dell’assurdo, più che uno spettacolo comico: la Roma riesce a sbagliare lo stesso rigore per tre volte. […] Il progetto di rimonta della Roma finisce lì: il Lilla sbanca l’Olimpico, come aveva fatto il Torino in campionato. Sono le uniche due partite in cui la Roma è andata sotto. Non è più riuscita a risalire. […] Il triplo errore non può neanche riassumere tutti i motivi della sconfitta giallorossa. Il progetto di crescita certificato dalla vittoria di Nizza e dal primo posto in campionato registra una brusca frenata. Di gasperinismo si è visto poco: qualcosa nel recupero alto sulla prima costruzione avversaria, ma trasformata pochissimo in efficacia negli ultimi venti metri. Colpa di troppi errori tecnici, anche perché il Lilla costringe a giocare a un ritmo che non lascia il tempo di pensare. Il primo è di Tsimikas in avvio: si fa rubare palla da Meunier, Correia attiva Haraldsson che resiste a El Aynaoui e tuona sotto la traversa. Sono passati sei minuti e la Roma è sotto. […] In mezzo, Bentaleb e Bouaddi portano a spasso Cristante e soprattutto El Aynaoui. Davanti, l’eterno Giroud, 39 anni appena compiuti, tiene una lezione di centravantismo: gli manca solo la velocità per fulminare Svilar in avvio di ripresa. Dall’altra parte, Ferguson è un alunno disattento, a lui manca tutto: non tiene un pallone. […] La Roma li serve anche male, i suoi centravanti. È frettolosa nella ricerca della profondità, lancia davanti senza mirino. Ma costruisce la tripla (ancora … ) occasione appena oltre la mezzora del primo tempo: discesa di Wesley, conclusioni di Tsimikas, Soulé e El Aynaoui, che trovano un muro e il salvataggio di Mandi sulla linea. Nella ripresa, con Mancini ed El Shaarawy, poi pure con Kone, lo sviluppo giallorosso non migliora granchè, preoccupato anche dalle ripartenze del Lilla. […] Almeno il solito Svilar chiude lo specchio: a Giroud in avvio di ripresa, nel finale a Fernandez-Pardo. Tra le due chance, anche quella di Sahraoui che chiude debolmente una fuga mancina di Fernandez-Pardo. E dietro il Lilla non concede spazi. Soulé dà qualche segnale a destra, ma il rigore è episodico: angolo dell’argentino, Celik allunga, braccio di Mandi. Sei minuti dopo, tra Var per la concessione del rigore evidente sfuggito all’arbitro Lambrechts e orrori dal dischetto, i francesi sono ancora davanti. […] La Roma cade, da undici metri.

(Gasport)

Gervinho: “Roma resterà per sempre nel mio cuore, grande rimpianto non aver vinto nulla. Con Gasperini mi sarei divertito molto”

IL ROMANISTA – Gervinho, ex attaccante esterno della Roma, ha rilasciato un’intervista all’edizione odierna del quotidiano e tra i vari temi trattati è tornato a parlare della sua esperienza nella Capitale. Ecco le sue dichiarazioni.

Veniamo al campo. Stasera all’Olimpico per l’Europa League si gioca Roma-Lille. Che effetto ti fa questa sfida?
«È un incontro tra due club che mi stanno molto a cuore. Lille e Roma sono due squadre in cui mi sono divertito tanto, dove ho giocato il mio miglior calcio. Ho vissuto grandi momenti con questi club e ho un legame particolare con i tifosi di entrambe le squadre. Sono felice di vederle a questo livello. Cosa posso augurar loro per la partita di giovedì? Beh, che vinca il migliore».

Quanto ti senti ancora legato alla Roma?
«Tanto, sarò sempre legato alla Roma. È un club che porto nel cuore, lì ho vissuto momenti straordinari. È una società che mi ha rispettato molto e che mi ha permesso di fare un passo avanti nella mia carriera. Quando ero lì, ho sempre lottato per permettere al club di raggiungere i suoi obiettivi. Spero di aver lasciato un segno profondo nella storia e nel cuore dei tifosi della Roma».

La segui ancora, riesci a trovare il tempo per vedere le partite dei giallorossi?
«Sì sì, seguo tutte le partite della Roma quando ne ho la possibilità. Come ho detto, la Roma è e resterà per sempre nel mio cuore. Quest’anno vedo la squadra competitiva per lottare per il titolo in Serie A e credo possa arrivare molto lontano in Europa League».

C’è il rimpianto di non aver vinto nulla in maglia giallorossa? Era una squadra fortissima quella…
«Sì, è un rimpianto grande perché avevamo davvero una bella squadra, purtroppo non siamo andati molto lontano. Ma abbiamo vinto partite che hanno dato grande gioia ai tifosi, anche se non abbiamo conquistato titoli».

Con quale compagno di quella Roma sei rimasto in contatto?
«In realtà con parecchi di loro: ci scriviamo sui social o su WhatsApp. E ricordiamo i bei momenti vissuti insieme».

Tra questi Daniele De Rossi? Hai seguito la sua vicenda? Preso per sostituire Mourinho e poi esonerato dopo pochi mesi….
«Sì, ho seguito tutto quello che è successo con Daniele. È davvero un peccato perché ritengo che sia un bravo tecnico, un figlio di Roma e di questo club. Per me avrebbe avuto successo, aveva solo bisogno di tempo».

Roma e Lille sono unite anche da un altro nome, Rudi Garcia. È stato lui l’allenatore più importante della tua carriera?
«Rudi è l’allenatore che ha contato sicuramente di più nella mia carriera. Tutti i miei più grandi successi li ho ottenuti con lui. È una persona speciale per me, ha segnato profondamente la mia carriera. Lo considero come un secondo padre. Oltre a essere uno dei migliori allenatori al mondo, Rudi è una persona straordinaria. Conosce benissimo tutto l’affetto che ho per lui».

Un tempo Gervinho, ora a Roma c’è un altro ivoriano che sta facendo molto bene, Ndicka. Che ne pensi del difensore?
«Prima non lo conoscevo, ma l’ho scoperto dopo con la Costa d’Avorio. Devo dire che stiamo parlando di un eccellente difensore, solido, duro nei duelli e con una buona tecnica. Sta facendo molto bene con la Costa d’Avorio, con la quale ha vinto la Coppa d’Africa. Nella Roma fa senza dubbio parte dei pilastri della squadra».

In estate a Trigoria è arrivato Gasperini, un allenatore che punta molto su giocatori rapidi e offensivi. Che ne pensi di lui? Ti sarebbe piaciuto esser allenato da lui?
«Gasperini è un grande allenatore che ha fatto tante belle cose con i club che ha diretto. È vero che è un tecnico che ama giocare con giocatori del mio profilo, sicuramente mi sarei divertito molto con lui».

Hai un messaggio per i tifosi della Roma che stanno leggendo la tua intervista?
«Vorrei dire a tutti loro che non li ho mai dimenticati, vorrei inoltre ringraziarli per tutto l’affetto che mi hanno dato e che continuano a darmi dopo tanti anni. Li amo con tutto il mio cuore. E auguro davvero tutto il meglio possibile al club giallorosso».

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Su Baroni in bilico l’ombra di De Rossi

L’ombra di Daniele De Rossi è sempre più evidente, tutt’attorno al profilo in bilico di Marco Baroni. Lo scrivevamo sul giornale di ieri, a maggior ragione dobbiamo ripeterci oggi. Ed evocando concetti ancor più ampi e nello stesso tempo… concentrici. Su queste colonne si era già ricordato ripetutamente il legame di stima molto forte che lega Urbano Cairo a De Rossi, non a caso incontrato dal presidente del Torino già prima di ingaggiare Baroni, al tramonto della scorsa primavera. Ebbene, da ieri pomeriggio, in crescendo, sono decollate ulteriori voci nel mondo del mercato, tra dirigenti e procuratori, sul possibile approdo di De Rossi in granata, al posto di Baroni. Poi, in serata, un ulteriore sviluppo, in ogni caso dirimente, fondamentale. Ovvero la fumata bianca delle trattative tra il tecnico e i vertici della Roma per la risoluzione del contratto, che legava De Rossi alla sua squadra del cuore (squadra dell’anima, squadra della vita: la Maggica). Legame contrattuale terminato, d’ora in poi anche ufficialmente: con il tecnico che ha rinunciato a 4 milioni, alla fine, pur di poter tornare in gioco. (…) Cairo è tornato a pensare a De Rossi con grande… intensità, per non dire altro. La situazione di Baroni è sempre più a rischio: raccontano come la sua autorevolezza professionale sia stata minata (davanti agli occhi del presidente e del suo dt Vagnati) dalla crisi profonda di risultati e dai problemi emersi senza soluzione di continuità, anzi apparsi sempre più grandi fino alla sconcertante sconfitta di Parma, dopo l’incredibile tracollo con l’Atalanta. Sabato, Lazio-Toro. (…) Di quanto Cairo stimi De Rossi si è già detto. Risulta che De Rossi allenerebbe molto volentieri i granata, se al dunque gli toccasse una nuova chiamata… definitiva. Raccontano, anche, che abbia già declinato più volte le proposte del nuovo Monza del suo caro amico ed ex compagno Burdisso, ds dei brianzoli (la Serie B non può intrigare Daniele, che tra l’altro aveva già detto no anche alla Samp). E la Fiorentina in crisi del caro amico Pradè, ex suo ds a Roma quando Daniele giocava (e vinceva anche il Mondiale nel 2006), dal 2019 con Commisso in viola? Strada chiusa: il progetto Pioli pluriennale e ultracostoso, appena lanciato, è intoccabile. Insomma, in caso di esonero di Baroni, De Rossi risulta in pole per il Torino. Anche perché Cairo continua a non riuscire a convincere Palladino, altro tecnico papabile, sulla carta. (…)

(tuttosport)

Il gol coi crampi. D’altronde il Lille sembra viola

IL ROMANISTA (T. CAGNUCCI) – Ci ha messo pure la Coppa Italia, quando gli hanno chiesto cos’era più importante fra l’Europa e il campionato. Ho goduto. Vuole tutto. E sempre. Perfetto. M’aspettavo tanto da Gasperini quando ha scelto noi preferendoci alla Juve, a Bergamo, alla Champions, a una vita per un’altra, ma non pensavo potesse restituire così tanto anche a livello dialettico, con le parole cioè. (…) Col Verona poi, per me, è successa una cosa che è una straordinaria sintesi del suo lavoro: il gol di Matias Soulé con i crampi. Una sublimazione filosofica raccontata nella zoppia dell’esultanza. Il talento più fervido, quello più giovane, il più spensierato, il ghirigori per definizione, che segna, cioè quindi che raggiunge l’utile (si intenda proprio segnare dal tabaccaio, far di conto, portare la Roma a 2 da 1) con la sua qualità che diventa non solo il tocco, il fronzolo, il tacco, ma il lavoro, la quantità, la corsa, la transizione. Sovrapposizioni, direbbero Carmelo Bene e Gilles Deleuze. A proposito di francesi, dimenticavamo – noi non Gasperini – che stasera, tra poco, adesso c’è una partita con il Lille, italianizzato Lillà. Sovrapposizioni pure queste, le migliori per spiegare il daltonismo nello scegliere fra coppa e campionato da parte di Gasperini. D’altronde non ho mai capito che differenza di colore c’è fra il lillà e il viola? Poco o niente, c’è pure il color malva, il pervinca, c’è pure la Coppa Italia. Oggi giochiamo per fare bene oggi, perché la coppa è importante, perché l’Europa League per i romanisti è speciale, perché c’è solo un modo (come per vivere) di giocare, cioè dare tutto. Facciamoli viola, nel senso metaforico e quasi letterale, giocando la partita come fosse Firenze, quando giocheremo per altri tre punti pesantissimi in una partita, pure lì, che ha tanti significati per i romanisti (…)

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