Batistuta torna a Trigoria: «Qui uno scudetto indimenticabile»

Un tuffo nel passato ieri a Trigoria. La visita di Batistuta ha riportato alla mente piacevoli ricordi, l’eroe del terzo scudetto è stato invitato dalla società su indicazione di Ranieri che lo ha allenato ai tempi della Fiorentina. Il Re Leone non varcava i cancelli del centro sportivo da ben 23 anni. […]

Ha sfogliato l’album dei ricordi visitando l’archivio storico ed ha lasciato la sua firma sulla storica maglia della stagione 2000-2001 (quella blu con la quale segnò la doppietta contro il Bari il 20 maggio 2001) oltre che su una vecchia figurina: «Qui ho raccolto i frutti di una lunga carriera, riuscendo a vincere lo scudetto. Facemmo 75 punti e io segnai 20 gol. La città esplose di gioia, una soddisfazione enorme», queste le parole dell’ex bomber.

Ha salutato i giocatori presenti e ha scherzato con Dybala che appena lo ha incontrato gli ha detto: «Qualche assist glielo avrei fatto». Poi l’incontro con Gasperini con il quale si è complimentato per la stagione: «Ha dato un’impronta alla squadra e anche una mentalità offensiva». I due hanno scattato una foto con la maglia di questa annata regalata dal club col 18 sulle spalle. Numero che ora appartiene ad un altro argentino, Matias Soulé che ieri per l’occasione ha fatto entrare a Trigoria il papà per fargli conoscere Batistuta.

Tornerà nella Capitale a maggio e quasi sicuramente sarà in tribuna per il derby contro la Lazio. E in quella data potrebbe ritrovare un altro vecchio amico. Il ritorno di Totti si avvicina e la magica coppia dello Scudetto del 2001 potrebbe ricomporsi almeno per un giorno. […]

(Il Messaggero)

Gasp “marca” il Napoli. Sfida all’ultimo duello

Se proprio dovete e volete definirlo duello Champions, fatelo sottovoce. Perché Gasp, dopo il libera tutti di Ranieri («Non la chiediamo subito, poi se arriva tanto meglio»), di sentirsi ripetere ogni volta la parola magica “proibita” abbinata ad ogni partita di campionato da qui alla fine del torneo, se lo risparmierebbe volentieri. […]

Oggi la Roma ha calciatori diversi e se perde qualcosa in avanti (anche se lo step, da Baldanzi a Malen rispetto all’andata, è notevole), sicuramente guadagna qualcosa in difesa. Undici porte inviolate in 24 partite, appena 14 reti subite (meglio hanno fatto solo Inter e Como): solo tre volte la Roma a questo punto del torneo aveva fatto meglio (2003/04, la 2013/14 con 11 gol e la 1974/75 con 13). Ed è proprio dal terzetto difensivo che dipenderà la marcatura di Holjund (sul quale andrà Ndicka).

Non però di quello che ad oggi e l’uomo che per gli azzurri fa la differenza: McTominay. Questo accade quando il centrocampo avversario gioca a tre, con Hermoso (che domani al massimo siederà in panchina) che normalmente è il deputato a salire. In questo caso, con una partita a specchio, toccherà di nuovo a Cristante occuparsi dello scozzese, bene o male come nella partita d’andata, con Pisilli su Lobotka.

L’impressione, però, con il classico gioco delle figurine è che la partita possa decidersi proprio sugli esterni in mediana. La Roma di partenza schiera due terzini, offensivi quanto si vuole ma sempre terzini. Il Napoli, se le indiscrezioni saranno confermate, un ala e un esterno a tutta fascia: Politano a destra e Spinazzola a sinistra. Chi avrà la meglio, chi sarà più bravo a tenere basso l’altro, chi magari riuscirà a ripartire di più creera quella superiorità numerica decisiva per il terzetto offensivo.

Ad oggi quello azzurro è Vergara-Elmas-Holjund. Quello giallorosso ha solo una casella sicura (Malen). Le altre due dipendono dalle non ottimali condizioni di Dybala e Soulé. Ad oggi Gasp è orientato a farne giocare soltanto uno, prevedendo quindi una staffetta tra i due. Per il posto a sinistra, Pellegrini parte leggermente davanti a Zaragoza. Sempre che il tecnico non intenda sfruttare il momento difficile che sta vivendo Buongiorno, tolto per disperazione nella gara contro il Genoa. E lì, un calciatore rapido, amante del dribbling come lo spagnolo potrebbe fare la differenza.

(Il Messaggero)

Soulé è a rischio. Batistuta a Trigoria

IL TEMPO (F. BIAFORA) – Gasperini incrocia le dita per Soulé in vista del big match col Napoli. L’argentino è alle prese con la pubalgia, che negli ultimi giorni gli sta creando non pochi fastidi. La rifinitura di oggi sarà decisiva per capirne le condizioni, ma appare difficile che l’ex Juve possa partire titolare. In attacco si va quindi verso un trio composto da Malen, Dybala e uno tra Pellegrini (favorito) e Zaragoza.

Nel frattempo ieri a Trigoria si è rivisto Batistuta, riapparso dopo 23 anni: «Fa sempre piacere tornare dove si è stato bene. Sono contento di rivedere vecchi amici. Mi sono divertito tanto e ho raccolto i frutti di una carriera, riuscendo a vincere uno scudetto storico», la reazione del campione d’Italia nel 2001.

Vergara-Pisilli, stelline d’Italia

Niccolò, come amiamo dire da queste parti, è un pischello: viso bambino, sorridente, il classico bravo ragazzo che De Rossi, dopo aver già eletto Bove nel ruolo, avrebbe volentieri fatto sposare alla figlia. Totò invece è il classico scugnizzo, sguardo scaltro, occhi furbi e vivaci. Pisilli vorrebbe fare il giornalista, Vergara si credeva troppo basso per giocare a calcio. Il ragazzo di Casal Palocco ha 21 anni, quello di Frattaminore due in più ma sono loro i volti nuovi di Napoli-Roma. A sorpresa, non c’è dubbio. Perché basterebbe tornare indietro di un mese e il romanista sembrava destinato al Genoa in prestito mentre Vergara, non trovando spazio dietro Neres, Politano, Elmas e la new entry Giovane, si stava guardando intorno con Cremonese, Sassuolo, Lecce e Torino in prima fila per prenderlo. Poi, all’improvviso, arriva l’occasione, (…) una chance per Niccolò contro lo Stoccarda. L’Under 21 non se lo fa ripetere: segna una doppietta e il tecnico a fine partita lo toglie dal mercato. L’infortunio di Koné (sommato alla già nota partenza di El Aynaoui) fa il resto. L’azzurro vive una parabola simile. (…) Ma è in 4 giorni che cambia tutto: gol al Chelsea, ancora gol (e assist) con la Fiorentina. E per non farsi mancare nulla, va in rete anche contro il Como in Coppa Italia non più tardi di tre giorni fa. Campionato, Champions e Coppa Italia, apriti cielo: si inizia a parlare di rinnovo, di posto fisso in squadra e addirittura di convocazione in extremis in Nazionale, tanto che oggi il ct Gattuso nella cena con i calciatori del Napoli prevista, lo conoscerà. C’è poco da fare, Niccolò e Totò sono uno spaccato della nostra società, quella che ama i giovani ma che fatica poi a trovargli spazio. I due, però, sono due teste dure e alla fine, complice un pizzico di fortuna, se lo sono conquistato da soli. (…) Per carità, davanti c’erano e ci sono calciatori del calibro di Koné, Cristante e El Aynaoui da un lato e i già citati Neres, Politano, Elmas e Giovane dall’altro ma forse qualche spiraglio i due lo avrebbero meritato già prima. Fatto sta che ora Napoli-Roma ha il loro volto. (…) Pisilli ha dovuto cambiare un po’ il suo modo di giocare: sembrava la classica mezzala d’inserimento in un centrocampo a tre. Gasp prima lo ha provato alto, poi lo ha abbassato. Niccolò ci ha creduto, si è allenato, ha ascoltato i consigli d’oro dell’allenatore e con il Cagliari è sembrato il prototipo del centrocampista gasperiniano: aggressivo, capace d’inserirsi e «correre per quattro» (cit.).
Vergara nasce invece centrocampista offensivo ma può fare il trequartista, la mezzala o l’esterno nel 4-3-3.
Ora domenica si ritrovano uno avversario dell’altro. Perché compagni, pensate un po’, non lo sono stati nemmeno in Under 21. Vergara, infatti è rimasto fermo all’Under 20, ma solo in panchina visto che non è mai sceso in campo. Follie del nostro amato calcio.

(Il Messaggero)

Vergara e Pisilli, i talenti per volare

Chi li ferma più. Antonio Vergara e Niccolò Pisilli rappresentano il nuovo che avanza, il volto giovane della Serie A, la meglio gioventù di un campionato più volte accusato di ospitare troppi ultra-trentenni. Ed invece i due talenti di Napoli e Roma, prodotti in casa, stanno dimostrando che a 23 e 21 anni ci si può prendere la scena lo stesso e diventare un traino per le rispettive squadre anche ad altezze da Champions. (…) E, manco a dirlo, quella di domenica sarà un’occasione d’oro per tutti e due: la sfida del Maradona come un trampolino di lancio per dimostrare di essere grandi sotto lo sguardo interessato del ct azzurro Rino Gattuso. Profumo di azzurro Lui, Vergara, al tavolo del calcio si è accomodato con assoluta umiltà e anche, a dirla tutta, con quella spudoratezza – e non è un ossimoro – di chi è padrone di se stesso. (…) Napoli-Roma di domenica, a quel punto, per lui cambierà, assumerà una dimensione nuova e diversa persino dai precedenti appuntamenti onorati a modo suo: gol – con tanto di ruleta – in faccia ai mostri sacri del Chelsea; contropiede, favorito da Hojlund, con rasoiata alla giugulare di De Gea; replay, col Como, sempre su invenzione del danese. Vergara Antonio, di Frattaminore, 6 km da Frattamaggiore, casa guarda un po’ di Lorenzo Insigne, che certe affinità hanno. La vita dell’attaccante è cambiata così nell’ultimo mese, dal 17 gennaio per la precisione, una specie di spartiacque della sua carriera. (…) E se Vergara premerà il piede sull’acceleratore fin dal primo minuto sulla fascia, sotto
l’altra metà del cielo Pisilli cercherà a centrocampo di spingere con quelle percussioni che tanto piacciono a Gasp. Colui il quale, è bene ricordarlo, lo ha tolto dal mercato a gennaio prospettandogli un futuro alla Koné o alla Cristante in questa Roma. L’azzurrino, con 3 gol nelle ultime 5 gare, è la vera sorpresa di questo girone di ritorno: ha scalato le gerarchie col suo gioco propositivo e ora può tornare utile proprio alla Nazionale maggiore di Gattuso, da giocatore simbolo della rotazione riuscita di Gasperini in mezzo. (…) A Napoli Pisilli può mettere i gradi: sul treno per la Champions, al pari di Vergara, vuole salirci anche lui a tutti i costi. E, se possibile, da protagonista.

(gasport)

Politano titolare contro la Roma, dubbi sulla presenza di McTominay

McTominay è ancora a rischio: è una corsa contro il tempo per schierarlo in campo contro la Roma. Ieri non ha svolto l’allenamento con l’Ischia e neppure con il resto della squadra che ha lavorato per conto suo. Ha scelto ancora il riposo, un po’ di palestra. (…) La sua presenza in un match chiave come quello con la Roma, spinge anche a forzare sui tempi di recupero: lo scozzese anche con il Como sarebbe sceso in campo, ma tutti spingono per un rientro al cento per cento. Come già anticipato ieri, nel referto del giudice sportivo non c’è traccia di Antonio Conte. Che quindi non ha avuto neppure un’ammenda. La frase “spiata” dalla cam di Mediaset non viene citata in nessuno dei referti: né il quarto uomo, né l’assistente e neppure da parte degli ispettori federali che, pure, sono ovunque. (…) La sensazione è che il capo della procura federale, Chiné, difficilmente arriverà ad aprire un fascicolo e al deferimento. Anche perché la prova tv viene utilizzata per bestemmie e condotte violente. Cosa che quel “vai a vedere al Var testa di c…” non sembra essere. (…) Con l’Ischia (serie D) è finita 4-0. (…) Sono andati a segno Lukaku (con una doppietta), Olivera e Cimmaruta. In campo non i titolari di martedì in Coppa Italia. Decimi di febbre per Beukema, ma nulla di preoccupante. Contro la Roma la certezza è il rientro da titolare di Politano. E dalla parte opposta Spinazzola in vantaggio su Gutierrez e Olivera. Stadio quasi sold out: attesi circa 50mila spettatori

(Il Mattino)

Sfida Champions a Napoli, Gasperini scommette sul tandem Dybala-Malen

Il leader tecnico dei giallorossi e quell’attaccante che, a sentire Gasperini, «ricorda Vialli». Questione di feeling, di intesa tra chi parla la stessa lingua. PauIo Dybala e Donyell Malen fin qui hanno avuto 145 minuti per mostrare cosa possono fare insieme. I risultato? Due gol e un assist concentrati nei 76 minuti che la coppia ha avuto a disposizione nella trasferta vincente contro il Torino. Ora una nuova occasione, ancora una volta un big match come quel Roma-Milan in cui i due non hanno convinto a pieno. Stavolta, però, non si può sbagliare. (…) Scontro diretto con il Napoli: considerata le difficoltà di Matias Soulé – anche ieri si è allenato a parte – e la mancanza di alternative in attacco, Gasp non può che ripartire dalla Joya. Maglia da titolare per il mancino in grado di «alzare la capacità offensiva della squadra». È il mantra dell’allenatore, ripetuto proprio dopo la vittoria a Torino firmata Dybala-Malen: «Hanno un linguaggio tecnico molto importante e vogliamo costruirci le prossime gare». (…) A completare il tridente sarà Lorenzo Pellegrini, con Bryan Zaragoza pronto a subentrare per cercare la superiorità numerica nel finale di gara. Sulle fasce riecco Wesley e Celik. (…) Il turco in scadenza di contratto, non ha ancora trovato un’intesa con la Roma. Anzi, la stretta di mano sembrerebbe più lontana che mai. L’esterno ha la Juventus alle calcagna. (…) Il superconsulente Claudio Ranieri è stato chiaro sul caso rinnovi: «Per la sopravvivenza del club dobbiamo abbassare il monte ingaggi. Non è che la società non vuole rinnovare il contratto. In base a quello che ci dirà il campo, se ci si viene incontro bene oppure ci si saluta». Un discorso che vale per Dybala e Pellegrini (gli ingaggi più pesanti della rosa sono i loro) ma pure per chi ora, come Celik, chiede un aumento. Tornando alla formazione, il dubbio più grande è a centrocampo. Cristante titolarissimo. Al suo fianco è testa a testa tra Pisilli e El Aynaoui con il giovane prodotto della Primavera in vantaggio sul marocchino. Ultimo ballottaggio in difesa: Hermoso non ha ancora recuperato, (…) ma in caso di forfait sarà Ghilardi ad affiancare Ndicka e Mancini nella retroguardia a tre.

(La Repubblica)

Gasp con il Napoli prova a sfatare il tabù delle big

Il trend negativo riappare, fastidiosissimo a Trigoria, proprio avvicinandosi la sfida del Maradona: la Roma nei big match fa sempre cilecca. Cambiano gli allenatori, non i risultati. I giallorossi, anche quando non lo meritano (e in questa stagione è già successo), si inchinano alle migliori. Gasperini, su cinque tentativi, è ancora a digiuno di successi. Ne ha persi quattro, sempre con un gol di scarto. Tre senza segnare. E tre volte con il punteggio di 1-0, l’unica rete a Torino contro la Juve per il 2-1 finale. Nei cinque scontri diretti, Svilar non ha mai chiuso la gara da imbattuto. (…) I quattro ko nel girone d’andata, nessuna differenza tra casa e fuori: due interni contro l’Inter e il Napoli, due esterni contro il Milan e la Juve.
Gian Piero conta di alzare il rendimento con le grandi nel girone di ritorno. Dalla seconda giornata ha Malen in più. (…) Gasperini ricorda bene come si comportò la Roma il 25 gennaio. Show nel primo tempo con il tridente pesante. Dybala alla destra di Malen e Soulé alla sinistra. Un unicum, fin qui. Paulo ha recuperato. (…) E Soulé, fiaccato dalla pubalgia, è di nuovo a disposizione (come Vaz). La tentazione di riproporre la formula più spregiudicata, quindi, c’è. Giallorossi d’assalto per la vittoria che andrebbe a incidere nella corsa Champions. La scelta dipende dalle condizioni degli argentini. Soprattutto di Soulé, ancora sofferente. Pellegrini è avanti. Perché Hermoso, Koné (quasi pronto), El Shaarawy e Ferguson continuano a lavorare a parte. In difesa, se lo spagnolo resta indisponibile, la conferma di Ghilardi.

(corsera)

Gasperini all’assalto contro il tabù Napoli

IL TEMPO (L. PES) – Gasp all’assalto. Il tecnico si prepara ad affrontare la delicata sfida in casa del Napoli, dove la Roma non vince dal 2018 (3 pareggi e 4 sconfitte in sette gare), che può valere una fetta importante della qualificazione alla prossima Champions. Contro la squadra di Conte (che ha battuto una sola volta in carriera, proprio lo scorso anno al Maradona, nelle dieci sfide di Serie A) i giallorossi cercano il salto di qualità definitivo nei big match, dopo aver aperto il girone di ritorno con il pareggio dell’Olimpico contro il Milan. Tante buone prestazioni negli scontri diretti ma soltanto il punto dello scorso 25 gennaio e tante sconfitte di misura. L’allenatore di Grugliasco, come sempre, si affida all’attacco e potrebbe confermare il tridente che tanto ha fatto soffrire la squadra di Allegri. Oltre a Dybala, infatti, si è rivisto con il gruppo anche Soulé che da settimane combatte con una lieve forma di pubalgia. La formula con i due argentini alle spalle di Malen (unico certo della maglia da titolare) sembra la formula più probabile anche se i dubbi restano. Il recupero della Joya, vista anche l’intesa mostrata da subito con Malen, lo mette in pole position per giocare sulla destra nella trequarti, mentre il ballottaggio più grande è dall’altra parte.
Soulé è in vantaggio seguito da Pellegrini con Zaragoza più defilato. Difficile immaginare soluzioni diverse in una gara così importante. Gasperini, si sa, soprattutto negli appuntamenti decisivi ama attaccare dall’inizio, per questo immaginare tre centrocampisti con Cristante avanzato (formula utilizzata, ad esempio, a San Siro col Milan) è un esercizio complicato. Non arrivano buone notizie, invece, dagli altri infortunati. Ferguson ed Hermoso hanno lavorato ancora a parte e la convocazione per Napoli, a questo punto, diventa a rischio. Il difensore spagnolo sembra avere più chance di recuperare dalla contusione al piede, altrimenti è pronto Ghilardi in grande ascesa nelle ultime partite. Servirà, in ogni caso, una partita di grande intensità e forza offensiva, che troppo spesso è mancata alla Roma nei momenti che contavano.

Ciccio Graziani: «Malen fa sempre la cosa giusta: è l’attaccante ideale»

Il TEMPO (G. TURCHETTI) – «Se Malen fosse arrivato prima, la Roma avrebbe qualche punto in più». Non ha dubbi Francesco Graziani, uno che di attaccanti se ne intende. L’olandese e il suo impatto sulla serie A hanno stregato l’ex giallorosso.

Un aggettivo per descrivere Malen?
«Intuitivo. Perché si pone sempre dalla parte giusta.
Quando l’ho visto con il Torino, mi sono bastati pochi minuti per pensare “la Roma ha trovato il centravanti giusto“, perché dialogava bene con Dybala e i movimenti erano sempre corretti. Per ora non mi sto sbagliando. Sente il profumo della porta e non gli servono tante occasioni per segnare
».

Che differenze ha notato rispetto a Ferguson e Dovbyk?
«Malen si muove sempre, sa posizionarsi nel modo migliore quando deve ricevere palla. Difficilmente lo trovi con le spalle alla porta. È lui che detta la giocata, come con Mancini contro il Cagliari».

Anche a lei ricorda Vialli?
«Posso essere d’accordo con Gasperini e penso che per Malen sia un bel complimento. Essere accostati a un grande calciatore del passato è sempre piacevole, però poi devi dimostrarlo nel tempo. Anche Gianluca non era uno che ti dava un grande punto di riferimento. Era un attaccante atipico, che si muoveva molto».

Ferguson l’ha delusa?
«All’esordio mi aveva impressionato. È bravo, veloce, ma si è perso anche per qualche infortunio di troppo. Non mi ha deluso perché comunque è un ragazzo giovane. Ha dovuto cambiare mentalità, metodi di lavoro e alimentazione. Credo che Ferguson abbia un grande potenziale e, anche se dovesse giocare poco, potrebbe imparare tanto da Gasperini».


Come mai la cura Gasperini non ha funzionato con Dovbyk?
«Gasperini vuole attaccanti mobili, mentre Dovbyk è troppo statico. Non è male come attaccante, ma fa sempre le stesse cose. Tutti sanno che si sposta solo a sinistra per calciare con il piede preferito.
Non è uno che non vede la porta, ma è troppo lento e prevedibile
».

Impressioni su Robinio Vaz?
«Si vede che è un ragazzo veloce e bravo tecnicamente. Lui è un acquisto in prospettiva anche se si intuisce che potrebbe avere un futuro importante. Ci vuole pazienza, ma sicuramente ha trovato l’allenatore giusto con cui crescere. Gasperini è uno che migliora tutti i giocatori con cui lavora».