Caos Roma, domani faccia a faccia Ranieri-Gasp

Domani è il giorno del confronto. Claudio Ranieri a Trigoria incontrerà Gian Piero Gasperini, dopo il fine settimana di riposo. […] La guerra ormai dichiarata tra i due ha di sicuro prodotto una conseguenza: il forte disappunto dei Friedkin, assai delusi per una vicenda che avrebbero voluto gestire senza le luci della ribalta. […] Giovedì l’attacco frontale al mercato delle ultime due stagioni, venerdì la replica durissima di Ranieri. Tutto molto lontano dal modus operandi dei Friedkin, abituati al basso profilo. La domanda è: Ranieri ha parlato a nome proprio o per conto della proprietà? L’attacco non era studiato a tavolino, questo si può dire. Ma Ranieri è uomo troppo navigato per esprimere concetti – almeno alcuni di questi – che non rispondano al pensiero dei Friedkin. E si può aggiungere che la proprietà non ha gradito le continue accuse di Gasp lungo la stagione. […] Come finirà? Al di là del confronto di domani – tanti i temi sul tavolo, non ultimo la gestione degli infortunati -, il bivio è chiaro: o resta Gasperini, o vanno via sia Ranieri sia il d.s. Massara. «Se non sarò interpellato, me ne andrò», ha detto Ranieri venerdì. Lui che un anno fa disse no alla Nazionale, chissà come si comporterebbe oggi di fronte a una nuova chiamata della Figc.

(Corsera)

Da Vaz a Zaragoza, quanti dimenticati

C’è una Roma (quasi) invisibile, lo dicono i numeri, leggibili dalle partite di campionato. Sì, di campionato, perché la Coppa che la squadra di Gasp ha vissuto fino a marzo, escludendo agli ottavi di finale con il Bologna, ha avuto un senso e un valore diversi, a detta dello stesso tecnico, che non si è mai schierato a favore della qualificazione diretta alla seconda fase ma avrebbe giocato volentieri pure il playoff. La Roma ha fatto una scelta fin dall’inizio, e Gasp lo ha ribadito più volte: «la priorità è il campionato». E in campionato, appunto, hanno giocato i suoi, nella prima fase europea abbiamo visto qualche alternativa in più, come El Aynaoui, che ha giocato otto partite nell’undici su nove. La distinzione tra riserve e titolari è stata netta. Per Gasp non esiste turnover, la seconda scelta è stata solo, o quasi sempre, figlia dell’emergenza. Da gennaio in poi, questo è stato ancor più chiaro. […] Ad esempio, uno come Pisilli, che è finito anche in Nazionale, ha scoperto le sue potenzialità solo da gennaio in poi, quando è stato a un passo dal Genoa, trattenuto per le difficoltà nel poterlo rimpiazzare e per la partenza verso la Coppa d’Africa di El Aynaoui. Niccolò da escluso eccellente (solo 48 minuti nel girone di andata) a riscoperta. L’esperimento non ha funzionato con gli altri, in parte la stessa sorte l’ha vissuta Ghilardi, che Gasp ha scelto come titolare solo otto volte su trentadue partite di campionato. […] Un turnover più scientifico, forse, avrebbe fatto bene proprio ai titolari, che sarebbero andati incontro a meno rischi infortuni e/o squalifiche. […] Sono discorsi tecnici ed è giusto che sia Gasp a metterci la faccia, la Roma i punti li ha fatti e magari ha ragione lui, ma come facciamo a sapere come sarebbero andate le cose con una gestione diversa? Il dibattito è aperto. […] Da gennaio in poi, questa situazione si è palesata in maniera più chiara: Venturino è sparito dopo la sfida con il Genoa, cioè l’unica partita da titolare in cui è stato impiegato. Vaz non è mai sceso in campo nell’undici, lui ha davanti un mostro sacro come Malen, che anche contro il Pisa, è rimasto in campo per quasi ottanta minuti e il francese utilizzato solo nel finale, dopo che qualcosa aveva fatto vedere contro il Lecce e con il Bologna nel ritorno degli ottavi di Coppa. Per non parlare poi di Zaragoza, evidente equivoco per Gasperini e per lo stesso Massara. Un abbaglio colossale, a quanto pare. […] Venerdì Gasp gli ha preferitoEl Shaarawy prima e Venturino dopo. Cristante e Koné solo ora hanno una vera alternativa, ovvero Pisilli, mentreEl Aynaoui, uno degli investimenti dei Friedkin, c’è e non c’è. Poi ci sono i prestiti, che derubrichiamo come fallimenti, ovvero Tsimikas, Ferguson e fino a gennaio, Bailey, che sono solo occasioni perse. A costo zero.

(Il Messaggero)

Pellegrini ko un mese, torna nel derby. Wesley sta meglio ma i medici frenano

Pellegrini si ferma ancora. «Lesione al flessore della coscia destra», questa la comunicazione del club dopo gli esami strumentali. Tempi di recupero di circa quattro settimane e rientro possibile tra la trasferta di Parma e il derby. Una doccia fredda per Lorenzo che nel miglior momento della sua stagione è costretto allo stop forzato. Si tratta della diciassettesima lesione muscolare per i giocatori della Roma (seconda per Pellegrini), un numero che per i più scaramantici non porta fortuna e
che evidenzia ancora una volta la fragilità dei componenti della rosa giallorossa. Fuori per problemi più o meno simili a quelli del numero sette ci sono anche Mancini, Wesley e Koné. […] Addirittura, si aspettava il terzino nella lista dei convocati già venerdì contro il Pisa ma è stato frenato dallo staff medico.
[…] Le sue condizioni migliorano (ieri era presente a Trigoria nonostante il giorno di riposo) ma anche il medico della nazionale brasiliana e il suo preparatore personale gli hanno consigliato di non accelerare per evitare ricadute. […] La partita contro l’Atalanta sarà senza dubbio un crocevia stagionale. […] Per questo il tecnico vuole recuperare i migliori. Verso la via del recupero anche Koné che ha voglia di tornare in mezzo al campo. Lo stesso discorso vale per Mancini uscito per un infortunio nel match di Pasqua contro l’Inter. […] C’è anche Dybala che freme e vorrebbe tornare sabato, ma per lui i tempi rischiano di essere leggermente più lunghi. Ha iniziato a lavorare sul campo ma la data cerchiata sul calendario è quella del 25 aprile. giorno della sfida col Bologna. Ai box anche Dovbyk che nei prossimi giorni effettuerà una nuova risonanza magnetica: l’obiettivo è cercare di esserci per le ultime di campionato. […]

(Il Messaggero)

Roma spaccata. Prova di forza Ranieri-Gasp

Ormai non c’è più nulla da nascondere. Gasperini da un lato e Ranieri dall’altro hanno giocato le loro rispettive carte. E lo hanno fatto pubblicamente, confermando una spaccatura che per mesi avevano provato a occultare con sorrisi di circostanza, risposte non date o dribbling linguistici. Ora è tutto chiaro: il ds Massara, spesso ritenuto dai più miopi l’obiettivo delle invettive dell’allenatore, è soltanto il vaso di coccio tra due vasi di ferro, di cui uno però fa capo direttamente ai Friedkin. […] L’intervento è stato preparato, ragionato, studiato nei minimi particolari. E rappresenta – sia chiaro, sempre nell’ottica del club – la replica ad una summa di comportamenti avuti dall’allenatore che a Trigoria da tempo non digeriscono. Si va dalle annose questioni di mercato alla gestione degli infortunati non tralasciando nemmeno la volontà del tecnico di crearsi un rapporto diretto con la proprietà, bypassando chi invece svolge le funzioni d’intermediario. E poi ci sono le esternazioni pubbliche. […] Un crescendo boleriano dove il front-man societario, almeno pubblicamente, era Massara ma a soffrire maggiormente della situazione dietro le quinte era Ranieri. L’ultimo affondo, quello di giovedì relativo alla voglia di costruire una grande squadra puntando su profili alla Malen e alla Wesley, smarcandosi dal resto del mercato più l’accusa velata di aver lavorato male in precedenza («Sono arrivati 30 giocatori negli ultimi due anni ma solo 4 giocano titolari»), ha fatto saltare il banco. È abbastanza chiaro che un gruppo di lavoro del genere non può più continuare insieme. Da un lato c’è Gasp che ricalca sempre di più il manifesto mourinhano: compriamo 3-4 giocatori di qualità per far sì che il titolare di oggi sia la prima alternativa di lusso di domani. […] Come se ne esce? In questi casi – al di là dell’incontro che andrà in scena tra Claudio e Gasp domani al ritorno al lavoro – servirebbe l’intervento netto e pubblico della proprietà, senza dispensare i soliti messaggi off the record che hanno soltanto l’effetto di alimentare la confusione. Perché far trapelare ad esempio propositi di rivoluzione quando l’allenatore poche ore prima ha affermato l’esatto contrario («Ricominciare da zero sarebbe una follia») vuol dire semplicemente provare ad assecondare l’umore della piazza. […] Il silenzio degli americani conferma – fino a prova contraria – la seconda ipotesi, ma non risolve la situazione. Perché se da un lato le parole di Claudio riflettono il pensiero della proprietà (che curiosamente, soltanto un paio di settimane fa, aveva chiesto ai diretti interessati di abbassare i toni) dall’altro lasciano trasparire un’incomunicabilità tra le parti che può portare soltanto ad un addio. Di chi, lo scelgano Dan e Ryan.

(Il Messaggero)

Boniek: “Claudio, così no. Serve unirsi per il quarto posto”

GASPORT – Zibì Boniek, ex calciatore della Roma, ha rilasciato un’intervista al quotidiano sportivo. Ecco le sue parole sul momento della squadra giallorossa:

Ma secondo lei, Boniek, da cosa origina questo botta e risposta che ha avuto una grande ribalta mediatica?
«Non ho un’idea precisa, non conosco le dinamiche interne. Forse l’intervento di Ranieri ha espresso una linea societaria: il senior advisor voleva cioè rispondere alle continue sollecitazioni e alle interviste del tecnico che, in qualche modo, potevano mettere in dubbio il lavoro dei dirigenti. Però, secondo me, Ranieri non avrebbe dovuto replicare in un modo così plateale prima di una partita così importante: ci si doveva riunire in privato, Claudio e Gasperini vogliono bene alla Roma e la cosa poteva sicuramente essere gestita in altro modo. In Italia siamo bravi a creare telenovele che poi non servono a niente… ».

Questa tensione può ripercuotersi alla fine negativamente solo su società e squadra?
«No. Non credo che queste polemiche possano intaccare il rendimento del gruppo, dico solo che sono inutili perché la Roma è una realtà troppo grande, è una potenza, ha da 3 anni il sold out all’Olimpico. I tifosi guardano oltre e non possono pensare che ci sia in corso un botta e risposta interno. Ecco perché bisogna concentrarsi solo sui risultati, mettendo da parte le chiacchiere inutili. C’è un tempo per tutto. Si punti al 4° posto, poi se non ci si arriva ci si vedrà a Trigoria e si discuterà anche a muso duro, ma dopo non prima».

Per lei è condivisibile la strategia di mercato di Gasp, secondo cui sarebbe stato necessario dare alla Roma più giocatori del livello Malen e Wesley?
«Anche in questo caso: sì, è la sua valutazione, ma a che cosa è servito esporla? Solamente a creare polemiche. Gasperini voleva prendere più big, la società avrà fatto il suo per portarglieli: tutto qui. Cosa si voleva? Cercare alibi? Non servono, bisogna puntare agli obiettivi».

I tifosi, in ogni caso, sono anche un po’ disorientati di fronte a questi confronti “ad alta voce” …
«Non so, ripeto, quali siano le dinamiche. Mi piace Gasperini, ma sono anche innamorato per come Ranieri ha gestito la scorsa stagione. Non vorrei passare per il vecchio saggio che sa tutto: dico solo che se fossi stato Claudio non avrei risposto al mister ma avrei cercato di incontrarlo dopo la partita per il bene del club. Ecco perché li invito a prendersi un caffè insieme».

In che modo ha inciso finora Gasperini? Quali sono i suoi meriti principali?
«A me lui piace molto. La Roma con Gasperini sta giocando un calcio diverso rispetto a quello di Ranieri. Non dico migliore o peggiore, ma diverso. Mi dicono che abbia un carattere difficile, non ho elementi per dirlo. La differenza la fanno sempre i giocatori. L’allenatore non vince o perde le partite, è importante per il gioco, per dare informazioni alla squadra, per come la mette in campo. Penso che la Roma abbia pagato il contraccolpo del 3-3 con la Juve, avesse chiuso sul 3-1 avrebbe preso altri 6/7 punti. E non staremmo qui a parlare di polemiche».

Per lei è importante continuare con Gasp nel futuro?
«Per me è lui l’allenatore della Roma, non ho sentori di cambiamenti. Il club ha anche il suo staff dirigenziale che decide quello che è di sua competenza».

Come può essere migliorata la Roma per la prossima stagione?
«Non si può dire ora se servono due difensori o due centrocampisti. È una questione di responsabilità, il club e il tecnico ne riparleranno a fine stagione».

Una maggiore presenza a Roma dei Friedkin avrebbe evitato quest’ultimo scontro?
«Un presidente presente tutti i giorni di sicuro spegnerebbe certi focolai, ma i Friedkin sono così: gente perbene, ricca, che non ha mai rilasciato un’intervista.
Non riusciremo certo a “italianizzarli”. E va bene così
».

La resa dei conti

Si rivedranno domani a Trigoria, magari anche per chiarirsi, chissà… […] Intanto, però, ieri Roma non parlava d’altro, delle puntualizzazioni (chiamiamole anche bordate) di Claudio Ranieri nel pre-gara di Roma-Pisa. Destinatario Gian Piero Gasperini, il tecnico che sta provando a riportare la Roma in Champions ma che non vive certo rapporti idilliaci con alcune componenti societarie. Ed in particolare proprio con il senior advisor Ranieri e il ds Ricky Massara. Per dire, in tanti ieri si
sono chiesti se Ranieri avesse parlato su mandato dei Friedkin o meno. Ma chi se lo chiede, al di là dell’esplicito mandato o meno, considera troppo ingenuo il senior advisor della proprietà giallorossa. È chiaro che se Ranieri venerdi sera ha detto certe cose, è perché ha il termometro della situazione e sa bene qual è l’umore a Houston. […] Tra l’altro qualcosa di simile era già successo anche con Mourinho, con la proprietà giallorossa che non gradiva i vari attacchi del portoghese al club. E il parallelo con le varie lamentele di Gasp è stato anche facile farlo. La cosa, tra l’altro, a Gasp è stata fatta notare in alcune circostanze («Abbassare i toni», è stata una delle richieste di Dan). Così i Friedkin si trovano ora a dover valutare un allenatore che sta tenendo la Roma in vita per la corsa-Champions, ma che spesso e volentieri ha da ridire dentro e fuori Trigoria. Atteggiamenti, appunto, non considerati in linea con la “policy aziendale”. […] Dall’altra parte, però, c’è proprio Gasperini, che sta tenendo insieme un gruppo sfaldato dai tanti infortuni (ieri è arrivata anche la tegola-Pellegrini). […] Gasp, però, vorrebbe più intraprendenza sul mercato, ma anche la gestione diversa di alcune cose dentro Trigoria. Ad iniziare proprio dagli infortunati. […] Ed allora toccherà proprio ai Friedkin prendere posizione. Netta e definitiva. Perché oramai è evidente a tutti che così non si può più andare avanti. Da una parte ci sono Ranieri e Massara, dall’altra lo stesso Gasperini. La convivenza sembra oramai complicata, se non impossibile. E rimettere insieme i cocci, anche, appare impresa assai ardua. E allora ci sarà da capire dove voler continuare. Se credere nel progetto triennale stilato la scorsa estate con Gasperini o ripartire da zero con un percorso tutto nuovo. Nel primo caso, però, bisognerà dare se non pieni poteri al tecnico piemontese, di certo una grande autonomia, anche nelle scelte di mercato. Nel secondo, invece, ci sarà eventualmente da individuare il nuovo allenatore. Fattispecie che la proprietà giallorossa vivrebbe di fatto quasi come una sconfitta. […]

(Gasport)

I VOTI DEGLI ALTRI – MALEN “Un’ipoteca per il futuro”, PISILLI “Ovunque”. GASPERINI “La squadra risponde”

La Roma non sbaglia. Steso il Pisa all’Olimpico per 3 reti a 0, e super tripletta di uno scatenato Malen. La formazione di Gasperini, quindi, torna alla vittoria e lo fa in maniera convincente. Nella serata dell’Olimpico ovviamente il protagonista assoluto è l’olandese, che si prende delle pagelle eccellenti: “Con lui la Roma ha trovato un gioiello e un’ipoteca sul futuro” (La Gazzetta dello Sport). Torna a chiudere la porta Mile Svilar, protagonista di qualche ottimo intervento: “Concentrato per tutti i novanta minuti, torna ad abbassare la saracinesca dopo la serata difficile di Milano” (Il Tempo). Altra prestazione importante di uno dei calciatori più in forma della rosa, ovvero Pisilli: “Ovunque” (Corriere dello Sport). E per Gasperini sul campo arrivano dei segnali positivi: “La squadra risponde ed è merito suo” (Corriere della Sera)

MEDIA VOTI DELLE PAGELLE DEI QUOTIDIANI (Il Tempo, La Gazzetta dello Sport, Il Corriere dello Sport, Il Messaggero, Il Corriere della Sera, Il Romanista)

Svilar 6,83 Ghilardi 6,25 Ndicka 6,16 Hermoso 6,16 Celik 6,16 Cristante 6,16 Pisilli 6,41 Rensch 6,5 Pellegrini 6,5 Soulé 6,58 Malen 8,25

El Shaarawy 6,16 El Aynaoui 6 Vaz 6 Angelino 6 Venturino sv

Gasperini 6,91

LA GAZZETTA DELLO SPORT

Svilar 7 Ghilardi 6 N’dicka 6,5 Celik 6 Cristante 6 Pisilli 6,5 Rensch 6,5 Soulé 6,5 Pellegrini 6,5 Malen 9

El Shaarawy 6,5 El Aynaoui 6 Vaz 6 Angelino sv Venturino sv

Gasperini 7

IL CORRIERE DELLO SPORT

Svilar 7 Ghilardi 7 N’dicka 6 Hermoso 6,5 Celik 6,5 Cristante 6,5 Pisilli 7 Rensch 6,5 Pellegrini 6,5
Soulé 7
Malen 9

El Shaarawy 6
El Aynaoui 6
Vaz sv
Angelino sv

Gasperini 7,5

IL MESSAGGERO

Svilar 7
Ghilardi 6
N’dicka 6
Hermoso 6
Celik 6,5
Cristante 6,5
Pisilli 6
Rensch 6,5
Soulé 6,5
Pellegrini 6,5
Malen 8

El Shaarawy 6
El Ayanoui 6
Vaz sv
Angelino sv
Venturino sv

Gasperini 7

CORRIERE DELLA SERA

Svilar 7
Ghilardi 6,5
Ndicka 6
Hermoso 6
Celik 6
Cristante 6
Pisilli 6,5
Rensch 6,5
Soulé 6,5
Pellegrini 6,5
Malen 8

El Shaarawy 6
El Aynaoui 6
Vaz sv
Angelino sv
Venturino sv

Gasperini 6,5

IL TEMPO

Svilar 6,5
Ghilardi 6
Ndicka 6,5
Hermoso 6,5
Celik 6
Cristante 6
Pisilli 6,5
Rensch 6,5
Soulè 6,5
Pellegrini 6,5
Malen 8

El Shaarawy 6
El Aynaoui 6
Vaz 6
Angelino 6
Venturino sv

Gasperini 7

IL ROMANISTA

Svilar 6,5
Ghilardi 6
Ndicka 6
Hermoso 6
Celik 6
Cristante 6
Pisilli 6
Rensch 6,5
Soulè 6,5
Pellegrini 6,5
Malen 8

El Shaarawy 6,5
El Aynaoui 6
Vaz sv
Angelino sv
Venturino sv

Calhanoglu: “Il gol alla Roma non è stata la mia rete più bella. Svilar? La palla cambia direzione”

LA REPUBBLICA – Il centrocampista nerazzurro Hakan Calhanoglu, noto anche per la sua capacità di effettuare tiri imprendibili dalla lunga distanza, ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano. Recentemente, anche la Roma, è stata una delle vittime del turco che nel 5-2 di San Siro ha battuto la resistenza di Svilar con un bolide dai 35 metri.

Il gol alla Roma?
«Capisco che Bastoni non riesce a crossare e mi metto in posizione.
Zielinski mi vede e me la passa. Controllo che non ci sia nessuno dietro, sposto la palla avanti e calcio. Ma non è stata la mia rete più bella. Il tiro contro il Verona era più angolato», racconta il regista dell’Inter.

C’è chi ha dato la colpa a Svilar …
«A chi lo critica, do un consiglio: provi lui a stare in porta e vediamo se la para. La palla cambia direzione dopo che il portiere ha spostato il peso. È un effetto che cerco, colpendo da sotto».

Al Tre Fontane baby al rilancio contro il Napoli

Missione rilancio. Dopo quattro turni senza sorrisi (due sconfitte e due pareggi) e aver perso il contatto con il trono della classifica, la baby Roma affronta oggi Il Napoli al Tre Fontane […] «È fisiologico nel campionato Primavera che tutte le squadre possano avere degli incidenti. Fanno parte di un percorso di crescita.
Superandoli si diventa giocatori più forti e una squadra migliore. Vogliamo cercare con tutte le nostre forze di arrivare alle fasi finali», ha detto Guidi alla vigilia.
In difesa sono attesi anche Mirra e Sack, che leri hanno assaggiato l’atmosfera dell’Olimpico dalla panchina, mentre in attacco ci sarà Arena. […] «ll Napoli? Dobbiamo essere bravi a pensare solo a noi stessi – chiude l’allenatore giallorosso.
Dobbiamo esaltare le nostre caratteristiche, le nostre qualità. La motivazione deve essere superiore».

(corsport)

Roma-Pisa: la moviola dei quotidiani. Prova sufficiente di Feliciani. Episodio dubbio di Aebischer su El Shaarawy in area di rigore

La Roma torna alla vittoria e lo fa per 3 reti a zero contro il fanalino di coda Pisa. Un super Malen trascina i giallorossi nella serata dell’Olimpico. Successo fondamentale per accorciare e mettere pressioni agli avversari in lotta per il quarto posto. Partita che è scivolata via senza troppi problemi per il direttore di gara Ermanno Feliciani, nel complesso la sua prova è stata giudicata sufficiente. Buona gestione dei cartellini. I 3 gol di Malen sono tutti regolari. Feliciani è attento negli episodi avvenuti in area di rigore, ma restano molti dubbi sul contatto tra Aebischer ed El Shaarawy che avrebbe potuto portare al calcio di rigore per i capitolini.


IL CORRIERE DELLO SPORT – VOTO 6

Partita relativamente semplice per il fischietto di Teramo che deve gestire pochi episodi, quando può lascia giocare, non manca qualche sbavatura. Corrette le due ammonizioni per Touré e Celik, ne manca una per Calabresi che frana su Pellegrini sulla propria trequarti. […] Nessun dubbio sulle tre reti segnate da Malen. […] Molti dubbi invece sul contatto El Shaarawy-Aebischer, il centrocampista del Pisa si disinteressa del pallone e usa entrambe le mani atterrando in area l’attaccante romanista. […] Proteste anche da parte dei nerazzurri per un fallo di Cristante su Piccinini: i due vengono a contatto fuori area, poi il gioco prosegue per il vantaggio, sull’azione successiva il numero 4 della Roma usa il braccio, il giocatore del Pisa accentua la caduta. […]

IL MESSAGGERO – VOTO 6

La gara corre via senza problemi, giusto un giallo a Celik inevitabile. […] Forse poteva starci un rigore su ElSha ma alla fine va bene così.

IL ROMANISTA – VOTO 6

Feliciani fa pari e patta all’Olimpico per Roma-Pisa. Una gara fin troppo semplice nel primo tempo ma ben gestita dal fischietto di Te-ramo. Qualche fischio di troppo ma uniforme. […] Al 25′ la Roma chiede un rigore per una spinta plateale su El Shaarawy che sta per tirare da parte di Aebischer, che non pensa a giocare il pallone. Per Feliciani è troppo poco per assegnare la massima punizione, resta più di qualche dubbio. E se fosse sullo 0-0… Se non altro l’arbitro utilizza lo stesso metro arbitrale quando è il Pisa a chiedere il penalty: Piccinini tenta un dribbling in area e Cristante lo tocca ma lui accentua, sicuramente è meno rigore di quello sul Faraone.

IL TEMPO

Prestazione positiva per Ermanno Feliciani, che – agevolato da una partita facile – esce bene dall’esame dello Stadio Olimpico, mantenendo una soglia alta nelle due
aree di rigore. Nel primo tempo la Roma si lamenta per
un possibile tocco di braccio di Idrissa Touré sugli sviluppi di un colpo di testa di Bryan Cristante. In realtà il centrocampista Classe 98 intercetta con il petto: vede bene l’arbitro della sezione di Teramo, che decide giustamente di lasciare proseguire il gioco. Nel finale davvero troppo poco per arrivare a un penalty sul contatto tra Cristante e Piccinini nell’area di rigore giallorossa: è giusta la scelta di lasciar proseguire il gioco da parte dell’arbitro abruzzese. Feliciani fa la scelta giusta a lasciar proseguire anche in occasione dell’intervento di Antonio Caracciolo su Devyne Rensch poco prima rispetto al secondo gol di Donyell Malen. Se non fosse arrivata la rete, ci sarebbero stati gli estremi per un rigore in favore dei giallorossi, con il difensore nerazzurro che non prende mai il pallone. Condivisibile la scelta di non fischiare rigore anche sul contatto Aebischer e Stephan El Shaarawy. Il centrocampista del Pisa sbilancia in maniera furba mentre sta calciando, ma la sensazione è che sia troppo poco per un rigore. Dal punto di vista disciplinare sono netti i gialli per Touré, che stende Rensch dopo che l’olandese aveva lo superato, e per Celik, per un intervento in ritardo su Stefano Moreo. Anche dal punto di vista tecnico la prestazione di Feliciani è positiva. L’arbitro della sezione di Teramo riesce infatti a mantenere una soglia del fallo costante, in una partita facile considerando il risultato non in discussione sin dall’inizio della partita e un’intensità che non decolla mai definitivamente. In totale i falli saranno ventitré.