Spreco giallorosso: la Roma scappa sul 3-1, ma si fa riprendere al 93′

LEGGO (F. BALZANI) – Uno spreco enorme nella notte che sapeva tanto di Champions. La Roma impatta ancora sul tabù big match e si fa rimontare due volte dalla Juve che trova il pari all’ultimo secondo con Gatti e tiene accesa la corsa per il quarto posto. Un’amarezza per la squadra di Gasperini che resta comunque a +4 sul quinto posto ma ribadisce alcuni problemi di tenuta nelle sfide contro le dirette concorrenti. E pensare che la serata sembrava perfetta.

Nel primo tempo, infatti, dopo due grandi parate di Perin su Malen e il tentativo di McKennie finito fuori di un soffio era stato Wesley a trovare il vantaggio con un gran destro sotto l’incrocio dopo una delle tante palle rubate da un Pisilli gigantesco. La Juve, stanca dalle fatiche di coppa, ha rischiato ancora ma ad inizio ripresa ha trovato il pari con un altro bolide dalla distanza di Conceicao. I bianconeri a quel punto hanno preso coraggio, ma è stata ancora la Roma a trovare il sorpasso al 54′: angolo di Pellegrini e tocco decisivo di Ndicka al secondo gol consecutivo. L’Olimpico è una bolgia e dopo dieci minuti arriva il tris. Imbucata perfetta di Koné per Malen che tutto solo davanti a Perin si mostra ancora glaciale: sesto gol in sette partite per l’olandese. La Roma, che si trovava a +7 fino a quel momento, però abbassa la guardia e rimette in gara la Juve che trova il gol del 3-2 con Boga. A quel punto la squadra di Spalletti (fischiatissimo dai suoi ex tifosi) ci crede. La Roma prova a ripartire ma proprio all’ultimo secondo regala un’altra punizione alla Juve. In mischia a sbucare è Gatti che sigla il definitivo 3-3 e ammutolisce l’Olimpico.

A fine partita Gasperini invita a guardare positivo: «Usciamo da una partita straordinaria, questo risultato non ci deve abbattere. Nei finali Inter, Napoli e Milan riescono a raddrizzare le partite buttando gente molto abile sulle palle inattive e sul gioco aereo. L’ultima punizione andava aggredita».

Rispettateci. Rispettiamoci.

IL ROMANISTA (T. CAGNUCCI) – Superare la Juventus significa sempre eccellenza. Quando l’abbiamo fatto nella storia abbiamo vinto il secondo e il terzo Scudetto (nel ‘42, invece, il Torino). Arrivare a un livello simile non significa solo vincere in campo, ma strutturarsi per farlo, avere amor proprio. Dove non si vince tantissimo, significa fare una rivoluzione culturale, persino cambiare il linguaggio e quella Roma di Viola, col violese, di Liedholm, coi suoi paradossi, di Falcao, e la sua lingua invisibile in campo, lo fece. Si fece rispettare, cominciò Viola dicendo di non chiamare Rometta la Roma, perché la Roma è la Roma. È così che quella Roma prima di ribellarsi al gol di Turone si è ribellata al suo destino, poi ha controbattuto e battuto la Juventus malgrado i centimetri di Boniperti e il (non) fuorigioco di Bergamo. S’è posizionata lì – in gioco – e per questo a turno il Potere ci si è dovuto impegnare per cercare di ricacciarla indietro: lo “scippo” di Boniek, poi quelli di Ferrara e Paulo Sousa, il colpo di testa del guardalinee Manfredini sulla rimessa di Aldair, il rigore su Gautieri di Deschamps, la partita di Racalbuto scolpita sulla pietra di Calciopoli, la “tripletta” di Rocchi, la nuova regola dello svantaggio, per cui se segni ma prima c’è rigore non vale, con Orsato… Pillole. 

Quando noi andiamo in campo contro la Juve ci portiamo dietro tutta questa storia e per cambiarla bisogna fare come ogni volta che abbiamo vinto: avere amor proprio e crederci. Non chiamarci Rometta, ma Roma. Ieri in città è comparso l’ennesimo murale, stavolta raffigurante Turone con la scritta: “Er gol de Turone era bono!!”. Così, con due esclamativi. 

Ora, oltre al fatto che se bisogna fare questa citazione originalissima la si faccia bene, quindi “go” e non “gol”, qualcuno deve ricordare che quell’odiosa espressione se la sono inventata gli “altri”. I laziali in tempi più recenti, gli juventini al momento del fattaccio e ce lo hanno ripetuto per anni (così come la presa in giro de “Il cuppolone è daa Roma”, “er Colosseo è daa Roma” eccetera). Ora, non è possibile che ci prendiamo per il culo da soli, non è possibile non aver cura della nostra storia, se vogliamo cominciare a scriverla nuovamente. ll gol di Turone era regolare veramente ma se sono riusciti a far entrare nel nostro linguaggio il loro sberleffo, allora Deschamps, Manfredini, Rocchi, Racalbuto… saranno destinati non solo a ripetersi, ma a compiersi. Tutto questo per dire Roma mia, che oggi dipende da te, guarda a quello che sei stata quando sei stata grande,  a quello che stai diventando, non pensare al Galatasaray, alla stanchezza loro, a presunte finali Champions. Al gol di Turone sì. Ma senza dire quello che era, oppure chiamandolo come quello che è stato: la rapina di un sogno. Senza manco un esclamativo.

ROMA-JUVENTUS: le probabili formazioni dei quotidiani. Pronta la coppia Pisilli-Pellegrini alle spalle di Malen

Alle 20:45 la Roma scenderà in campo all’Olimpico contro la Juventus per il big match della 27ª giornata di Serie A, una sfida diretta per la corsa alla Champions League. Gian Piero Gasperini non sembra orientato a staccarsi dal suo classico 3-4-2-1, con scelte quasi unanimi tra i principali quotidiani. La difesa a tre davanti a Svilar dovrebbe essere composta da Ghilardi, Ndicka e Mancini, mentre in mediana agiranno Koné e Cristante con Wesley e Celik sulle fasce. L’unico vero ballottaggio riguarda il partner di Pellegrini alle spalle dell’unica punta Malen: quasi tutte le testate puntano su Pisilli, il Corriere dello Sport lancia l’ipotesi Zaragoza.

LE PROBABILI FORMAZIONI DEI PRINCIPALI QUOTIDIANI

LA GAZZETTA DELLO SPORT: (3-4-2-1) Svilar; Ghilardi, Ndicka, Mancini; Wesley, Koné, Cristante, Celik; Pisilli, Pellegrini; Malen.

CORRIERE DELLO SPORT: (3-4-2-1) Svilar; Ghilardi, Ndicka, Mancini; Wesley, Koné, Cristante, Celik; Pellegrini, Zaragoza; Malen.

TUTTOSPORT: (3-4-2-1) Svilar; Ghilardi, Ndicka, Mancini; Wesley, Koné, Cristante, Celik; Pisilli, Pellegrini; Malen.

IL MESSAGGERO: (3-4-2-1) Svilar; Ghilardi, Ndicka, Mancini; Wesley, Koné, Cristante, Celik; Pisilli, Pellegrini; Malen.

CORRIERE DELLA SERA: (3-4-2-1) Svilar; Ghilardi, Ndicka, Mancini; Wesley, Koné, Cristante, Celik; Pisilli, Pellegrini; Malen.

IL TEMPO: (3-4-2-1) Svilar; Ghilardi, Ndicka, Mancini; Wesley, Koné, Cristante, Celik; Pisilli, Pellegrini; Malen.

IL ROMANISTA: (3-4-2-1) Svilar; Ghilardi, Ndicka, Mancini; Wesley, Koné, Cristante, Celik; Pisilli, Pellegrini; Malen.

Daniel Fonseca: “A Spalletti servirei io. Gasp vola con Wesley. Cappioli il più donnaiolo. Che scherzi con Ferrara”

GAZZETTA DELLO SPORT – Alla Roma ha vissuto anni bellissimi, alla Juventus ha vinto uno scudetto e una Supercoppa. Daniel Fonseca irrompe alla sua maniera sulla super sfida di stasera all’Olimpico: «Di Fonseca c’è sempre bisogno… Stavolta probabilmente farei più comodo a Spalletti. Gasperini ha trovato i gol con Malen, che ha avuto un impatto straordinario».

(…)
Che Juventus si aspetta dopo la rimonta solo sfiorata in Champions contro il Galatasaray?
«I bianconeri si giocano tanto, in caso di sconfitta la corsa Champions si farebbe davvero difficile: 7 punti dalla Roma diventerebbero tanti. (…) all’Olimpico è impossibile rilassarsi e la Juventus vorrà regalarsi un bel risultato per svoltare».

Lei ha un debole per Yildiz, ultimamente meno efficace in zona gol (…): sensazioni?
«Yildiz non si discute. L’ho detto e lo ripeto: a me ricorda un po’ Francescoli. (…) Magari Yildiz torna al gol contro la Roma, queste serate sono quelle che esaltano i campioni. (…)».
(…)

Chi sarà l’uomo decisivo di Gasperini contro la Juventus?
«Sarebbe facile dire Malen. Io punto su Wesley. Non mi sorprende il suo impatto perché l’ho visto tante volte in Brasile quando giocava nel Flamengo. È un top player e con le sue sgasate può bruciare la Juventus. Spalletti dovrà trovare un modo per limitarlo».

L’altro laterale della Roma, Celik, è nel mirino della Juventus a parametro zero: sarebbe un rinforzo giusto?
«Se è titolare nella Roma, sicuramente potrebbe dare una mano anche alla Juventus».
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Aveva più successo con le ragazze lei o Cappioli a Roma?
«Cappioli era il numero uno e i suoi racconti di inizio settimana leggendari. Mazzone aveva un debole per lui, ma quando si arrabbiava… “Cappioli, svegliati: non pensare sempre alle donne”. Carletto è stato un papà. Come Ranieri, che mi volle a Napoli. (…)».

Parametri Uefa sforati: sul tavolo multe e restrizioni

La Roma, in base al settlement agreement con la Uefa, dovrà pagare una sanzione di circa 4 milioni per gli sforamenti del 2024-25.

L’Uefa ha inoltre aperto un procedimento per il possibile superamento della “football earning rule” da parte della Juventus nel trienno 2022-25. La società bianconera rischia quindi una multa e restrizioni sportive.

(gasport)

Juventus: Bremer c’è, il resto è un’incognita. Gioca Perin

La difesa della Juventus è un nervo scoperto. Nemmeno il rientro di Bremer sembra dare certezze a Luciano Spalletti, che dopo un febbraio nero si gioca moltissimo nella sfida dell’Olimpico. I bianconeri arrivano a Roma con un dato allarmante: ben 17 gol incassati nelle ultime 6 partite, una media da zona retrocessione.

Per questo, l’allenatore bianconero sta meditando di correre ai ripari, cambiando modulo. Il 4-2-3-1 sembra infatti favorito rispetto al 3-4-2-1 visto all’andata. Davanti a Perin, la linea a quattro dovrebbe vedere Bremer e Kelly come centrali, con Kalulu e Cambiaso sulle fasce.

A centrocampo, l’assenza per squalifica di Locatelli sarà colmata da Koopmeiners al fianco di Thuram. Grandi dubbi in attacco, dove Yildiz non è al meglio ma dovrebbe stringere i denti per supportare David, in ballottaggio con Openda (…).

Lo stesso Kalulu ha definito la sfida “decisiva”, aspettandosi “alti ritmi” da parte di una Roma che ha definito “forte”. Resta viva, anche se più defilata, l’opzione della difesa a tre, che vedrebbe l’inserimento di Gatti e l’esclusione di un trequartista come Conceição.

(Il Messaggero)

È un duello in rosso. Roma-Juve, persi 1,5 miliardi in 5 anni. L’Europa è vitale

La Champions League non è solo un obiettivo sportivo, ma una necessità economica vitale, soprattutto per Roma e Juventus. La sfida di stasera, quindi, assume un valore doppio, se non triplo. Basta guardare i bilanci per capire il perché: giallorossi e bianconeri sono tra i club più in difficoltà dal punto di vista finanziario in Serie A (…).

Il divario con le altre big è evidente. Nelle ultime cinque stagioni, mentre club come Napoli e Atalanta registravano utili, Roma e Juventus hanno accumulato perdite per un totale di quasi 1,5 miliardi di euro. Una cifra enorme, causata da costi della rosa sproporzionati rispetto ai risultati sportivi, che ha richiesto continui interventi da parte delle rispettive proprietà.

Per quanto riguarda la Roma, dall’arrivo della presidenza Friedkin, la proprietà ha dovuto costantemente immettere liquidità per sostenere il club, per un totale di 824 milioni di euro. La mancata qualificazione alla massima competizione europea ha pesato enormemente: i premi vinti in Conference ed Europa League, infatti, sono nettamente inferiori a quelli garantiti dalla Champions (…).

Anche la Juventus, pur con motivazioni diverse legate all’era post-Ronaldo (…), ha dovuto fare ricorso a massicci aumenti di capitale per coprire le perdite.

Eppure, le prospettive mostrano un miglioramento per entrambe. Sia Roma che Juventus hanno avviato un percorso di risanamento, tagliando in modo significativo i costi. I giallorossi hanno ridotto stipendi e ammortamenti di 80 milioni, i bianconeri addirittura di 150. Ma per consolidare questo percorso e puntare finalmente all’autosufficienza, la qualificazione in Champions League non è un’opzione, ma un obbligo. La “musichetta” non è solo prestigio, ma la chiave per valorizzare il marchio, i giocatori e garantire un futuro finanziariamente stabile.

(gasport)

Ghini: “Sogno di tornare in Champions, la proprietà deve ascoltare Gasperini”

LA REPUBBLICA – Non solo il sogno di «battere la Juventus e rivedere la Roma in Champions». Ma soprattutto quello – «molto più importante» – di poterla tifare in un mondo «senza conflitti, contro una squadra palestinese, in una Gaza dove regna la pace». (…) Per Massimo Ghini il richiamo dei colori giallorossi è irresistibile.

Ghini, la vedremo allo stadio?
«Seguirò la partita in tv. (…) Ma casa mia sarà come una curva Sud in miniatura. Sono tornato apposta».

Quanto è importante questa sfida?
«Vincere sarebbe una vera svolta. La Roma deve tornare in Champions».

Che idea si è fatto di Gasperini?
«La proprietà deve fare quello che lui chiede».

I tifosi, all’inizio, non lo volevano.
«Amo la schizofrenia dei romanisti. Quando stava per essere annunciato, sembrava la calata degli Unni. Ora è intoccabile».

A Gasperini e Ranieri potrebbe aggiungersi presto Totti.
«Francesco è un amico. Il suo ritorno nella dirigenza sarebbe ideale. Anche lui, come Ranieri. aiuterebbe Gasperini a gestire un ambiente difficile».
(…)

Quali saranno i protagonisti stasera?
«Credo molto in Malen, un genio che fa reparto da solo. (…) Prima del suo arrivo, giocavamo in dieci».

Come bisogna gestire Dybala?
«Se potesse giocare, lo farei entrare anche pochi minuti. Paulo è come una porcellana di Capodimonte: bellissimo ma delicatissimo. Se giocasse, la Juve avrebbe paura».

Ci sarà Pellegrini.
«Lorenzo è un vero romanista, ma in questi anni ha subito un contraccolpo psicologico».
(…)

Come ha vissuto la sua infanzia da romanista?
«Giocavo a pallone con Di Bartolomei e Conti. Una storia emozionante».
(…)

Attacco e difesa, i mondi capovolti

In quattro punti c’è un mondo. Anzi due: capovolti. Perché Roma e Juve sembrano due facce della stessa medaglia. Due incompiute con due grandi allenatori in panchina che piano piano tirano la coperta dalla loro parte per cercare di coprire più parti del corpo possibile. (…)

Mai come stavolta Roma e Juve sono distanti e vicine allo stesso tempo. Una ha la migliore difesa d’Europa con un trio insuperabile (…); l’altra un colabrodo che si affida a Bremer a mezzo servizio (…). La Roma ha un centravanti, la Juve lo cerca disperatamente. Ma poi, gira che ti rigira, sia Gasp che Spalletti cercano altri gol. Sembra un paradosso ma così è.

(…) Malen di problemi ne ha risolti tanti. Ma poi capita anche la sera dove non segna e allora bisogna inventarsi qualcosa di diverso. Con la Cremonese sono arrivati i gol da calcio piazzato, stavolta la sorpresa potrebbe essere rappresentata da Pisilli. Poco considerato fino a gennaio e ora perla da lucidare e inserire nel momento e nel ruolo giusto. (…)

A rincorrere stasera però c’è soprattutto la Juve. Che non può permettersi di perdere ma deve vincere. L’opposto della Roma che punta a eliminare i bianconeri dalla corsa Champions ma potrebbe anche accontentarsi di lasciarli a distanza di sicurezza. (…)

(corsera)

Vi giocate la Champions

Chi colpisce per primo, colpisce due volte. Una vecchia legge che vale ancora di più in una sfida Champions come quella tra Roma e Juventus. Stasera, il duello chiave sarà quello tra Donyell Malen, l’acquisto più azzeccato della stagione giallorossa, e Gleison Bremer, il pilastro della difesa bianconera.

L’attaccante olandese ha la Juventus nel mirino da tempo. Dopo aver già lasciato il segno contro le altre big, vuole un’altra notte da sogno, come quella di Napoli, per lanciare la Roma verso l’obiettivo. I numeri, del resto, sono dalla sua parte: da quando è a Roma, nessun attaccante in Serie A ha fatto meglio di lui per gol (5 in 6 partite), tiri tentati (…) e tocchi in area avversaria. La sua presenza ha trasformato l’attacco di Gasperini, portando la media gol a partita da 1,2 a 1,67. La sfida di stasera rappresenta per lui il definitivo salto di qualità, la consacrazione contro il miglior difensore del campionato.

Dall’altra parte, Bremer è l’ago della bilancia della difesa bianconera. Le statistiche lo dimostrano: con il brasiliano in campo la Juventus è una squadra, senza di lui fatica enormemente (…), trasmettendo a tutto il reparto un senso di sicurezza. Una sicurezza che Malen proverà a minare, cercando il colpo del ko per indirizzare la partita.

(gasport)