Roma, Gasperini ritrova Wesley e Dybala

Non solo idee diverse sul piano sportivo: alla base dello scontro c’è altro. Qualcosa che tocca la sfera umana e caratteriale di un rapporto inesistente. Quello che tutti hanno visto sul palcoscenico (l’attacco frontale di Claudio Ranieri e le continue frecciate di Gian Piero Gasperini) è una parte della trama. Quel «teatrino» (così l’ha chiamato il tecnico) faceva parte del botta e risposta mediatico che lui e il senior advisor avevano già intavolato da mesi. (…) Per questo Gasperini e il fronte di Ranieristaff compreso – hanno smesso di confrontarsi da tempo. Alcuni comportamenti sono risultati sgraditi. E così a Trigoria prosegue lo slalom reciproco in attesa del traguardo: se il tecnico resterà in panchina, il senior advisor e il suo gruppo potrebbero lasciare. O lui o loro. Uno scenario che però i Friedkin sperano ancora di evitare. La riconoscenza e la stima per Claudio e lo staff non traballano, anzi. Perché non si può cancellare l’impresa dello scorso anno. Come non si può cancellare – di nuovo – un progetto tecnico appena cominciato: per la società Gasperini resta l’uomo giusto per la panchina della Roma. (…) Gli unici sorrisi di Gasperini arrivano quando guarda il campo: ha ritrovato Wesley – che per il tecnico era già pronto a rientrare da qualche giorno – e Dybala. Mentre Kone, Rensch, Pellegrini e Dovbyk hanno svolto lavoro differenziato. (…) Così da poter affrontare con un pizzico di serenità in più lo sprint finale di una stagione che può dire ancora tanto. Non solo dal punto di vista dei risultati.

(La Repubblica)

Plusvalenze da 80 milioni entro giugno, sponsor e cessioni: il piano di rientro

Se da una parte i Friedkin – per il momento – hanno scelto di non prendere una decisione definitiva sulla querelle Gasperini-Ranieri, c’è un altro aspetto dal quale non si può scappare. Ed è quello economico legato ormai dal 2022 al famoso settlement agreement siglato con la Uefa. Entro il 30 giugno la Roma dovrà registrare circa 80 milioni di plusvalenze, è questa la cifra monstre che da un po’ di tempo preoccupa e non poco. Almeno un big andrà ceduto, ma il club è a caccia di introiti in questi mesi per alleggerire la somma. Grazie al lavoro del CRO Gandler in questa stagione sono stati siglati due accordi con dei nuovi sponsor: uno è quello di manica (Wizz Air) che permetterà di incassare a giugno 2 milioni mentre l’altro è Eurobet.live che verserà nella casse giallorosse una prima tranche da circa 8. E non finisce qui. Secondo una stima fatta a Trigoria ne potrebbero arrivare altri 15 grazie all’accordo tra la Lega Serie A e IMG che dovrà versarne ben 300 da dividere con altre 17 squadre. (…) Grazie a dei ricavi extra campo può respirare mentre non avrà una mano da quelli sportivi. Il cammino in Europa League è stato quasi un disastro: solamente 21,6 i milioni incassati. (…) Poi c’è il solito scoglio della Champions che ormai manca dalla stagione 2018/2019 e che ogni anno rende più povera la Roma. Aritmeticamente il quarto posto è ancora raggiungibile, la Juve dista cinque punti. Ma in pochi ci credono, forse anche Gasperini ci pensa meno. La Roma rispetto agli anni scorsi ha certamente aumentato i ricavi, ma non basta. Massara è già al lavoro da settimane per definire le prime cessioni. La prima sarà quella di Baldanzi che ha convinto tutti a Genova e a meno di clamorosi di colpi di scena verrà riscattato per 10 milioni che produrranno una piccola plusvalenza da 4,5. Anche Salah-Eddine potrebbe essere ceduto a titolo definitivo per 8 milioni al PSV Eindhoven, ma in questo caso la Roma rientrerà semplicemente della spesa di un anno e mezzo fa. Altri soldi arriveranno dalla cessione di Shomurodov e anche Angeliño che ha chiesto di essere venduto. Poi ci sono i big: da Svilar a Koné passando per Ndicka, almeno uno sarà costretto a salutare. Il francese rimane nel mirino dell’Inter e ad oggi è quello più vicino ad un eventuale addio. La richiesta rimane di 45 milioni. Capitolo mercato in entrata: occhi su Munoz dell’Osasuna, piace a Gasp e già a gennaio era stata presentata una prima offerta per l’attaccante esterno.

(Il Messaggero)

Le cinque giornate di Dybala

Dal 25 gennaio al 25 aprile, tre mesi esatti per risorgere. E forse, dobbiamo ammetterlo. (…) Paulo ispira questo sentimento di una bellezza per certi versi imperfetta. Peccato, perché tanti sogni erano stati riposti su questo calciatore fenomenale e fragile, quando nell’estate del 2022, scaduto il contratto con la Juve, si è sentito libero di accettare la proposta di Mourinho, con cui ha sfiorato il successo in Europa League, fallendo pure le varie qualificazioni in Champions. Tanta luce, poi fasi di buio. Con Mou era il periodo di “c’è una Roma con Dybala e una Roma senza”. (…) Da tre mesi a questa parte, una stagione maledetta, con ventidue presenze e tre sole reti. “Ah se fosse stato al meglio in quella finale contro il Siviglia”, quando non è bastato un suo gol, sarebbe stato decisivo anche nei rigori; “ah, se quest anno Gasperini ce lo avesse avuto sempre al meglio”. Possiamo continuare con gli “ah” e i “se” Non, lo faremo, il concetto è chiaro: la Roma raramente in queste quattro stagioni si è goduta il vero Dybala: non ha mai toccato le trenta presenze in campionato, 25 la prima, 28 la seconda, 24 la terza e ora è fermo a l7 con la speranza di arrivare a 22: ieri si è allenato in gruppo, sta bene. (…) Paulo è stato un sogno, è stato un rimpianto, è stato tanto e poteva essere di più. E’ stato a un passo dall’addio, per poi decidere di restare, si è guadagnato con le presenze l’ultimo anno di contratto. E ora? Appeso all’incertezza, anche lui. Non ha avuto nemmeno il tempo di affiancare Malen. (…) Quattro anni di bellezza e di vuoti, di giocate fantastiche, di stop visionari, e di dolorini qua e là, paure, fraintendimenti, due interventi tosti, che lo hanno allontanato dalla squadra nel finale della scorsa stagione e in quella attuale. L’ultima volta che lo abbiamo visto in campo, tre mesi fa, nella serata con il Milan, nella quale ha accusato un dolore al ginocchio e ci hanno messo un po’ a capire che doveva essere operato: Gasp non l’ha presa benissimo. Tempo perso, tempo rubato all’arte, alla Roma, alle sue ambizioni e a quelle di Paulo, che sognava il suo ultimo mondiale. Sabato ricomparirà nella lista dei convocati, starà a Gasperini capire se e quanto potrà essere utile, difficilmente lo vedremo tra i titolari. Era bello, a inizio stagione, parlare del suo (presunto) dualismo con Soulè, sarebbe stato stimolante pure raccontare i suoi assist o i duetti con Malen, ma con l’olandese ha giocato solo due volte e una palla gol, almeno, gliel’ha regalata, invece oggi l’attualità ci porta a riferire dell’ambiente trigoriano deteriorato dalle liti interne e da un futuro tutto da ricostruire. Futuro che probabilmente non vedrà Dybala protagonista da queste parti: è a scadenza di contratto e i soldi che guadagna ora (tanti), ha fatto sapere la Roma, non sono più un argomento di discussione. Paulo, chissà, sceglierà di finire la sua carriera negli Usa, oppure nel suo amato Boca, ma dentro di sé coltiva ancora la speranza che si riesca a trovare una strada su cui viaggiare ancora insieme. (…) Dybala sarebbe disposto ad abbassarsi l’ingaggio, al momento non ci sono schiarite, né segnali chiari di apertura da parte della società, alle prese in questo momento con altrı problemi. C’è solo quel “siamo aperti a ogni eventualità” che il ds Massara continua a pronunciare in ogni intervista, riferendosi pure a Pellegrini. Staremo a vedere, intanto Gasp si aggrappa a lui (e a Wesley, un altro neo recuperato) in queste ultime cinque giornate di speranza Champions e di passione. Da Bologna a Verona, con un sinistro magico in più. E chissà se sentiremo ancora quel “Daje Roma daje” con cui si è presentato quattro anni ta al Colosseo Quadrato dell’Eur, davanti a migliaia di tifosi sognanti.

(Il Messaggero)

Priorità Malen, sacrificio Ndicka

A Trigoria c’è un futuro che va oltre la questione Gasperini-Ranieri. C’è la Roma dell’anno prossimo da programmare e molti nodi da sciogliere, alcuni da risolvere anche al più presto. Senza la Champions League serve un piano B. (…) Donyell Malen ad esempio è una priorità assoluta: il riscatto da 25 milioni, dilazionato, è considerato imprescindibile. Ma dilazionare non significa risparmiare, serve quindi un tesoretto. La soluzione può essere nei prestiti: Salah-Eddine ha convinto il Psv, che riflette su un riscatto da circa 8 milioni. Tommaso Baldanzi, al Genoa, ha trovato continuità e soprattutto estimatori: piace molto a Daniele De Rossi, con un’opzione riscatto di circa 10 milioni. Poi ci sono le operazioni già impostate: Shomurodov, con 2,7 milioni ancora da incassare dal Basaksehir, e Saud Abdulhamid, che può portarne altri 4 dal Lens. Il conto è di 25 milioni, esattamente quanto serve per Malen. E poi ci sono i rinnovi, il terreno più scivoloso. Pellegrini e Dybala sono i dossier più pesanti, seguiti da Celik ed El Shaarawy. “Dialogo aperto con tutti“, è la linea ribadita recentemente da Massara. (…) Gli intoccabili individuati dal club rimangono Wesley, Koné, Malen, Svilar, Pisilli e Ndicka, ma tra questi potrebbe esserci il sacrificabile entro il 30 giugno, termine ultimo per rispettare il settlement agreement e portare a casa una cessione pesante. Tutti gli indizi sembrano portare al centrale ivoriano: Ndicka è arrivato alla Roma a parametro zero nel 2023, propio per questo una sua eventuale cessione produrrebbe una plusvalenza quasi piena, oggi preziosissima per i conti del club. (…) Per questo c’è un futuro da programmare al più presto.

(Tuttosport)

L’input di Friedkin sui rinnovi

I rinnovi sono in stand-by. La crisi di risultati del mese di marzo, che ha preceduto quella interna deflagrata con lo sfogo di Ranieri, ha di fatto congelato ogni ragionamento in essere sui prolungamenti di contratto: sia su quelli a scadenza immediata: Pellegrini, Dybala, Celik ed El Shaarawy sia per quanto riguarda Mancini e Cristante, entrambi con un orizzonte temporale fissato al 2027. La proprietà ha fatto arrivare alla dirigenza un messaggio inequivocabile: nessun nuovo accordo potrà essere sottoscritto prima di capire quale obiettivo verrà raggiunto dal gruppo alla fine di maggio. (…) La Champions, inevitabilmente, renderebbe tutto più semplice. Di sicuro Massara non ha smesso di lavorare sul tavolo dei prolungamenti. Le trattative con Mancini e Cristante erano state di fatto chiuse prima dello stop della proprietà. Mentre quella con Pellegrini, il più vicino alla permanenza tra i quattro che potrebbero salutare la Roma il 1° luglio, non potrà avanzare finché a Trigoria si respirerà questo clima di incertezza. Friedkin, (…) dopo il pesante ko con l’Inter ha messo tutti in discussione, a parte Gasperini.

(corsport)

Alajbegovic, la Roma accelera

Un’Ala in più per Gasp. E che Ala. La Roma cerca l’affondo, cerca la sorpresa, cerca quel colpo ad effetto che possa chiudere le tensioni interne e mettere d’accordo tutti. Un nome, un predestinato: Kerim Alajbegovic. Metti un pranzo sotto al sole primaverile di Roma tra Miralem Pjanic e Semin Alajbegovic, il papà del diciottenne. Poi una passeggiata tra le meraviglie della Città Eterna. (…) È una scenografia perfetta per un affare che può cambiare il futuro. Pjanic conosce Roma a memoria, la respira. Accanto a lui un ospite speciale, il padre e agente del talento bosniaco che ha stregato mezza Serie A con le sue giocate contro l’Italia. Un tour, sì. Ma soprattutto un impegno di mercato. Il diesse Massara ha affondato il colpo. Incontro diretto, faccia a faccia, per portare avanti un’operazione che la Roma vuole trasformare in priorità. Perché su Alajbegovic c’è la volontà chiara di anticipare la concorrenza di Napoli e Milan. La mediazione di Pjanic non è nata ieri. I primi contatti risalgono a fine marzo. Far vedere Trigoria, raccontare il progetto Friedkin, spiegare perché la Roma oggi è un laboratorio di crescita, con Gasperini pronto a trasformare il talento in rendimento. Un racconto concrto, non promesse vuote. Anche perché sul tavolo ci sono numeri chiari. l’ingaggio non spaventa: base sotto il milione di euro, con una crescita progressiva tra bonus e parte fissa. (…) Il nodo vero è il cartellino. Kerim Alajbegovic gioca nel Salisburgo ma è stato riacquistato dal Bayern Leverkusen per otto milioni. (…) Con una valutazione che oscilla tra i 25 e i 30 milioni. Una cifra importante, che accende l’interesse di club in tutta Europa. Per questo il padre sta continuando il suo giro: Inghilterra, Spagna, Italia. La Roma è stata la prima a muoversi in Serie A, ma non sarà l’unica: Napoli e Milano (sponda rossonera) potrebbero essere le città del nuovo giro “turistico” di Semin e Pjanic. Eppure qualcosa si è acceso nella Capitale. (…) Un’ala pura, ambidestra, elettrica. Rapido, feroce nell’uno contro uno, con un istinto naturale per l’area di rigore. Dodici gol e quattro assist alla prima stagione tra i grandi, a soli diciotto anni. Gasperini lo ha osservato, studiato, apprezzato. (…) La Roma cerca proprio questo. Giovani, ambizione, futuro. E in mezzo a una passeggiata romana, tra storia e bellezza, può essere nato qualcosa di molto più grande: un’idea concreta, un progetto, forse un colpo. Alajbegovic è un diamante ancora da levigare, ma già abbastanza brillante per far sognare.

(corsport)

Si cerca un’ala: è sprint per Alajbegovic

Si chiama Kerim Alajbegovic, ma in Italia da qualche settimana non ha (purtroppo) bisogno di presentazioni. Uno dei giustizieri degli azzurri nei play off, infatti, è diventato uno dei primi obiettivi per la Roma del futuro. E l’ala sinistra, 18 anni e già con il record digiocatore bosniaco più giovane ad aver esordito in nazionale, ha due sponsor d’eccezione come Miralem Pjanic ed Edin Dzeko. Proprio l’ex centrocampista giallorosso ha pranzato in un ristorante della capitale con Semin Alajbegovic, papà-agente del calciatore. (…) Una visita non casuale che punta ad avvicinare la Roma ed Alajbegovic e a superare la concorrenza di Milan e Napoli. Pjanic, infatti, sta studiando da procuratore e farà da intermediario tra Massara e l’entourage del baby prodigio della Bosnia che ha ricevuto pure il consiglio di Dzeko in nazionale: “Alla Roma puoi fare il grande salto“. Prima però c’è da convincere il Bayer Leverkusen. (…) L’obiettivo è ottenerne 20 dalla cessione. Nel mirino di Massara però c’è anche Victor Munoz dell’Osasuna già nel giro della nazionale spagnola. L’ala sinistra 22enne, cresciuta nelle giovanili del Barcellona e sbocciata nel Real Madrid B, ha una clausola da 40 milioni e in caso di attivazione la metà della somma finirebbe proprio nelle casse dei Blancos. Dopo essere stato pagato appena 5 milioni la scorsa estate, però. Munoz può partire anche per una cifra inferiore.

(gasport)

Ranieri non molla: niente dimissioni. E Friedkin lo vuole alla Roma

I conti si faranno solo alla fine, probabilmente dopo quel Verona-Roma del 24 maggio che sancirà la fine ufficiale della stagione giallorossa. Anche se poi, di fatto, le scelte verranno fatte prima, sia nella mente della proprietà sia dei due contendenti. Di certo però c’è una cosa, che se da una parte Gian Piero Gasperini vuole andare avanti nel suo progetto-Roma (a patto, però, che i Friedkin lo seguano su tutta una serie di cose), dall’altra Claudio Ranieri ha tutta la voglia e il desiderio di dare ancora il suo contributo alla causa giallorossa. Il senior
advisor dei Friedkin, infatti, ha incassato la rinnovata fiducia da parte della proprietà, con Dan e Ryan che anche nei colloqui avuti con lo stesso Gasperini hanno ribadito la centralità della figura dell’ex allenatore giallorosso. Insomma, un concetto molto simile ad un “Ranieri non si tocca” o giù di lì. (…) Il tecnico, infatti, tra le richieste esposte alla presidenza romanista ha messo anche quella di non avere più rapporti di lavoro diretti con lo stesso Ranieri. Ranieri (…) dopo le due famose interviste rilasciate poco prima di Roma-Pisa è stato investito anche da molte critiche, (…) con quell’ipotesi delle dimissioni che – in realtà – non ha mai preso davvero piede nella sua testa. Né prima né tantomeno ora. Ranieri prima del Pisa sa di aver parlato cercando di fare il bene della Roma, per difendere un gruppo di giocatori (e di lavoro) e una squadra nel suo complesso. (…) Se avesse davvero creato un problema alla Roma esprimendo concetti non “condivisi” è evidente come
i Friedkin avrebbero già preso una decisione, in tal senso. (…) Ed allora è chiaro come da qui alla fine del campionato resteranno in vita entrambi i contendenti: da una parte Ranieri e dall’altra Gasperini. Ci sarà una “convivenza” forzata, anche se poi è assai complicato che la convivenza diventi tregua o armistizio. Che poi è quello in cui invece sperano i Friedkin. Il sogno della proprietà giallorossa è infatti proprio questo. (…) Fattispecie francamente difficile (se non impossibile) per mille motivi, ad iniziare oramai dall’acclarata incompatibilità su tanti temi: dalla diversa visione con cui approcciarsi alle risorse umane ed ai gruppi di lavoro alla gestione delle dinamiche interne di Trigoria. Del resto, anche Ranieri ha un contratto per un altro anno (fino al 30 giugno 2027) e la grande voglia di dimostrare di essere all’altezza della situazione anche come dirigente, dopo aver fatto meraviglie in panchina (…)

(gasport)

Massimo Mauro: “Conte non resterà al Napoli, lo vedo bene alla Roma. E Gasperini potrebbe fare il percorso inverso”

LA REPUBBLICA – L’opinionista nella sua rubrica del quotidiano nominata “Visti dall’Ala” si è pronunciato sul possibile futuro di Antonio Conte. L’ex Inter e Juventus tra le altre, ha ancora un contratto con il Napoli fino al 2027, ma potrebbe lasciare il club partenopeo a fine stagione.

Per Mauro il futuro di Conte potrebbe essere nella Capitale sponda Roma: “Conte l’ho visto assai teso, e se dovessi fare una previsione sulla sua permanenza direi di no. Secondo me, se si libera la panchina della Roma viste le forti tensioni tra Ranieri e Gasperini, proprio lui sarebbe l’uomo giusto. E chissà se invece Gasperini possa andare da De Laurentiis, sia pure con due anni di ritardo”.

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Ranieri torna a Trigoria: colloquio con Shipley. Nessun chiarimento con Gasperini

Nella giornata di ieri Claudio Ranieri ha fatto ritorno a Trigoria. Come scrive il quotidiano non c’è stato alcun incontro o chiarimento con Gasperini, con i due che continuano ad ignorarsi. Il senior advisor ha parlato, invece, con l’uomo di fiducia dei Friedkin, Shipley, che dalla scorsa settimana è stato inviato a Trigoria da Dan per provare – almeno a riportare un po’ di pace.

(Il Messaggero)