Mati-Mason, l’Arabia e l’orgoglio. La Roma spinge Soulé all’Al-Ahli, Greenwood spera

Il mercato della Roma potrebbe accendersi grazie a un provvidenziale incastro proveniente dall’Arabia Saudita. L’Al-Ahli — club di Gedda che tre anni fa acquistò Roger Ibañez per 30 milioni — ha avviato i contatti per Matias Soulé. I sauditi avevano inizialmente sondato Mason Greenwood, ma l’inglese ha dato la sua parola alla Roma e intende aspettarla almeno fino alla prima settimana di luglio (dopo si riterrà libero di valutare altre offerte, tra cui quella del Fenerbahçe). Di conseguenza, l’Al-Ahli ha virato sul talento argentino, una mossa che garantirebbe alla Roma una ricca plusvalenza entro la scadenza del 30 giugno e i fondi necessari per l’assalto definitivo a Greenwood.

(…) Gasperini considera Soulé un titolare, ma con i rinnovi ormai prossimi di Dybala e Pellegrini gli spazi in attacco rischiano di ridursi. Il procuratore dell’argentino ha già incontrato la società: sebbene il giocatore desideri restare, una cessione converrebbe a tutti. Con Soulé a bilancio per circa 15 milioni, un’offerta superiore ai 40 garantirebbe una plusvalenza fondamentale per i paletti del Fair Play Finanziario, a cui andrebbero sommati i ricavi per le cessioni di Romano al Cagliari (circa 5-6,5 milioni) e Salah-Eddine al PSV (8 milioni). Anche se il tempo stringe, la Roma potrebbe avvicinarsi molto ai parametri UEFA, preferendo eventualmente pagare una sanzione minima a Nyon piuttosto che farsi trovare impreparata.

(…) L’intera liquidità incassata per Soulé — attratto da un ingaggio da 10 milioni a stagione — verrebbe immediatamente dirottata su Greenwood per assecondare la richiesta da 50 milioni del Marsiglia. Per ragioni di bilancio, l’eventuale tesseramento dell’inglese verrebbe formalizzato solo a partire dal 1° luglio, un incastro che farebbe comodo anche alle casse dei francesi. Ora si attende solo il via libera definitivo di Soulé per far partire l’intero effetto domino.

(corsport)

I guai finanziari del Marsiglia avvicinano Greenwood

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – Un’altra stangata per il Marsiglia, un altro assist per la Roma. Perché il club giallorosso non ha minimamente perso di vista Greenwood nonostante sia impegnato sul fronte delle cessioni. Nella giornata di martedì la DNCG, l’organismo che controlla i bilanci e la gestione economica dei club francesi, ha esaminato la situazione del Marsiglia e, ieri, ha inflitto una doppia sanzione. Una restrizione del tetto salariale e una limitazione sulle spese destinate ai trasferimenti in entrata. In Francia sono convinti che le garanzie offerte dal proprietario Frank McCourt siano stati sufficienti per evitare punizioni più pesanti, come la retrocessione in Ligue 2, ma la società della Provenza resta comunque chiamata a sistemare i propri conti. Secondo la DNCG, le perdite del Marsiglia sono cresciute esponenzialmente nel corso degli anni, fino ad arrivare ad un deficit di 105 milioni nella stagione 2024-2025. 

L’ennesimo duro colpo che il club francese ha incassato dopo quello giunto dalla UEFA, che ha inflitto una multa di dieci milioni. L‘OM, inoltre, rimane sotto la lente d’ingrandimento con il rischio di subire un’esclusione dalla prossima competizione europea nelle prossime tre stagioni. Il Marsiglia è consapevole che Greenwood è la risorsa più pregiata, ma la richiesta non scende sotto i 50 milioni più bonus. La Roma aspetta i primi giorni di luglio per sferrare l’affondo decisivo.

Braccio di ferro con Koné e Soulé

Tre giorni al termine del Settlement Agreement e la situazione legata alla cessioni non si sblocca. La vendita di Romano al Cagliari (cambiata nel frattempo la formula: prestito con obbligo di riscatto) non attenua più di tanto l’esposizione del club con la Uefa. Per azzerare i conti-al netto delle entrate inattese legate ai diritti tv Img e le plusvalenze minori – servirebbe la cessione di uno tra Koné (meglio, perché a bilancio figura a 11,8 milioni) e Soulé. E invece per diversi motivi, i due calciatori continuano a prendere tempo.

Anzi, a dirla verità, in camera caritatis chi è vicino al ragazzo del Mar del Plata ieri manifestava disappunto per questa situazione. Matias, arrivato un paio di anni fa con la prospettiva di diventare l’erede di Dybala (e anche al nostro giornale disse ad ottobre: «Se chiudo gli occhi mi immagino di restare qui a vita»), si ritrova – dopo una stagione nella quale fino a gennaio è stato protagonista assoluto per poi patire problemi di pubalgia, nonostante i quali ha giocato per un altro mese prima di fermarsi – quasi messo alla porta. 

Mentre la Joya, a 32 anni e un’annata sicuramente non memorabile ad un passo dal rinnovo. Preso atto delle esigenze della Roma, Soulé sarebbe anche disposto-a malincuore – a salutare. Ma un conto è la Germania, un altro l’ipotesi araba che, al di là della proposta economica allettante – non lo convince. Perché, si domanda l’entourage, Matias a 23 anni dovrebbe trasferirsi in un campionato di secondo livello, rischiando di finire ancora di più ai margini della nazionale argentina, sogno che gli ha fatto rifiutare la possibile/probabile convocazione con l’Italia? Domande a voce alta che spesso nel mondo del calcio trovano risposta da rilanci sullo stipendio, anche se da quanto trapela, la possibilità che Matias il 13 luglio si presenti a Trigoria per il raduno è alta. […] 

Diverso il discorso per Koné. Manu da tempo è entrato nell’ordine di idee di cambiare aria. Qualcosa sul finire del campionato a livello di feeling si è incrinato con l’allenatore in più c’è la speranza, coltivata e alimentata dal suo agente, di poter giocare in Premier. Tuttavia al di là di un paio di sondaggi di Arsenal […] e Chelsea, l’unico club a farsi avanti è stato l’Atletico Madrid, messo in stand-by. A Trigoria non l’hanno presa bene anche perché la sensazione è che chi segue il ragazzo voglia presentarsi con una proposta al ribasso in queste ore o a luglio inoltrato, provando a forzare la mano. D’Amico è stato chiaro: o si risolve tutto entro martedì oppure dal 1 luglio la Roma chiederà per il cartellino una somma superiore rispetto ai 45 milioni (magari da rimpinguare con qualche bonus) che servirebbero oggi. E diventato quindi un braccio di ferro con la Roma che sta provando in tutti modi a non finire spalle al muro. Ma l’esigenza di cedere resta. […] 

(Il Messaggero)

MALEN: “Non vedo l’ora di giocare la Champions con la Roma. L’obiettivo ora è vincere un trofeo”

GASPORT – Protagonista al Mondiale con l’Olanda, Donyell Malen ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano in cui ha parlato della competizione iridata in corso, del suo impatto alla Roma e al futuro che lo aspetta in maglia giallorossa. Malen non ha ancora trovato la via del gol al Mondiale, ma per lui l’importante è mettersi a disposizione dei compagni. L’obiettivo, non è un segreto, è arrivare fino in fondo. 

Come sta andando l’avventura?                                                                “Tutto bene. Abbiamo vinto il girone, giocato un buon calcio e ora ci prepariamo per la seconda fase. Vedo una squadra in crescita. E molto carica”

Il Marocco è un avversario difficile                                                                      “E vero ma lo sono tutti, quando sale il livello. Ci faremo trovare pronti come abbiamo fatto finora”

Il suo torneo è cominciato benino, da centravanti contro il Giappone. A destra invece ha faticato di più, nelle successive partite                       Lo so ma non posso farci niente (allarga le braccia, ndi). L’allenatore ora ha bisogno di me in quella posizione e io devo adattarmi. Sono cose che nelle squadre accadono. E poi l’importante è giocare”

L’esplosione di Brobbey la sta quasi “danneggiando”: due gol alla Svezia e uno alla Tunisia                                                                                         “Ma questo non è sorprendente. Conosco bene Brian, è un grande attaccante. Sta vivendo un ottimo periodo di forma e sono contento per lui. Capisco che Koeman abbia trovato un assetto che funziona e quindi non voglia modificarlo”

Alla Roma invece non ci sono dubbi: il centravanti titolare era e resta Donyell Malen                                                                                                           “Credo di sì (ride, ndi). Uno dei motivi che a gennaio mi hanno convinto a lasciare la Premier League per trasferirmi in Italia è stato la garanzia che avrei giocato al centro dell’attacco. Il colloquio con Gasperini ha orientato la mia decisione. Per me era un elemento molto importante” 

Nessuno se ne è pentito, a quanto pare                                                            “Io sono più che convinto di aver fatto la scelta giusta. Per ora è tutto magnifico: l’accoglienza, l’integrazione, il rapporto con la gente. Roma è un posto fantastico dove stare. Siamo tutti molto felici, perché mi sono calato nella realtà velocemente”

Si aspettava di segnare così tanto? Ha rischiato di vincere la classifica cannonieri pur avendo giocato mezzo campionato…             “Non saprei. Io sono arrivato pieno di entusiasmo e di motivazioni. Poi per fortuna è andato tutto bene. Ma è stato merito della Roma, non mio. Se non avessimo remato tutti dalla stessa parte, non avremmo raggiunto il nostro obiettivo”

Ha fatto 14 gol in un girone, non era così prolifico dai tempi del Psv…                                                                                                                               “Io cerco sempre di dare il massimo. A volte ci riesco, a volte meno”

La Champions mancava da sette stagioni. Malen ha grandi meriti nell’averla riportata a Roma                                                                                  “È stato bellissimo. I tifosi erano tanto contenti: per un calciatore è emozionante. Adesso non vedo l’ora di giocare la Champions all’Olimpico. Immagino un’atmosfera fantastica, come e più del solito”

A maggio avete ottenuto un grande piazzamento, l’anno prossimo puntate a qualcosa di più?                                                                      “Certamente. Noi vogliamo vincere qualcosa. È Il nostro obiettivo”

Koopmeiners ha appena detto che l’Olanda può vincere il Mondiale. Ma è davvero così?                                                                                                 “Mi sembra logico. Perché no? Siamo venuti in America per questo”

L’Al-Ahli piomba su Soulé: la Roma chiede 35 milioni

L’Al-Ahli fa sul serio per Soulé. E la Roma spera. Cedere l’argentino agli arabi è il primo passo necessario per avvicinarsi al target economico fissato dall’UEFA, da rispettare entro il 30 giugno. Perché di rischiare sanzioni pesanti Trigoria non ha voglia.

Quindi la dirigenza giallorossa, rinforzata dalla piena operatività del direttore sportivo Tony D’Amico, ha tracciato il suo piano: vendere subito, incassando il più possibile. La prima cessione sarà quella di Soulé. La trattativa con l’Al-Ahli è avanzata: la Roma chiede 30 milioni di euro più bonus per garantirsene almeno 12 di plusvalenza. Per l’ingaggio, gli arabi ne mettono sul piatto 10, cifra su cui si stanno interrogando Matias e il suo entourage. Una volta chiuso il capitolo Soulé, la Roma dovrà piazzare un altro dei suoi big. La speranza di cavarsela con una sola cessione importante è tramontata negli ultimi giorni. Con l’UEFA, in sostanza, non ci sarà la possibilità di trattare un rinvio degli obblighi finanziari. Per questo Koné resta sul mercato. La Roma fissa il prezzo intorno ai 40 milioni di euro, con l’obiettivo di garantirsene almeno 25 di plusvalenza per arrivare a un totale di circa 50. Ma trattare con il francese, impegnato al Mondiall, non è semplicissimo. L’offerta dell’Atletico Madrid era perfetta per Trigoria, ma non per il giocatore, che continua a guardare con maggiore interesse alla Premier League, soprattutto all’Arsenal. Ma il tempo scorre e la Roma non può permettersi di aspettare ancora. Del resto, sugli altri big, da Ndicka SvilarGasperini ha posto il suo veto. Il piano è tracciato: cedere Soulé e poi Koné. E dal primo luglio all-in sugli acquisti.

(La Repubblica)

Il piano di Gasp per l’estate

Mancano sedici giorni al via ufficiale della nuova stagione, ma per Gasp il conto alla rovescia è già iniziato. Anzi, non si è mai fermato.

Il tecnico vuole una Roma pronta a correre fin dal primo giorno e non ha alcuna intenzione di aspettare il 13 luglio, data del raduno al Fulvio Bernardini, per accendere i motori del nuovo corso giallorosso. La parola d’ordine è una sola: anticipo. Anticipare i tempi, anticipare il lavoro, anticipare eventuali problemi. Gasperini vuole arrivare al primo allenamento con una squadra già pronta a spingere forte, senza rallentamenti e senza ritardi da recuperare strada facendo. Per questo sta studiando una mossa che racconta perfettamente la sua filosofia: convocare i giocatori a a Trigoria circa una settimana prima del raduno ufficiale per un primo monitoraggio approfondito delle condizioni fisiche. Un controllo totale. Peso, massa muscolare, stato di forma generale. Tutto sotto osservazione. Nessun dettaglio lasciato al caso. Lo staff tecnico vuole avere una fotografia precisa della situazione prima ancora che inizi la stagione, così da intervenire immediatamente su alimentazione, allenamenti individuali e programmi personalizzati. È il marchio di fabbrica di Gasperini: organizzazione, rigore e controllo. Perché ogni giorno può fare la differenza. Poi arriverà il 13 luglio e scatterà il vero lavoro sul campo. Test fisici, prime corse, prime sedute e le prime amichevoli contro Trastevere Boreale per iniziare a mettere minuti nelle gambe e assorbire i principi del nuovo allenatore. Ma la sensazione è che la preparazione, in realtà, sia già cominciata. I calciatori sono in vacanza, ma soltanto sulla carta. Tutti stanno seguendo programmi specifici di allenamento e alimentazione preparati dai professionisti del club. Alcuni hanno scelto addirittura di farsi seguire quotidianamente da preparatori personali. È il caso di SvilarWesleyDybala Soulé, già immersi in un percorso mirato per presentarsi a Trigoria nelle migliori condizioni possibili. E non è difficile capire il motivo. Tutti sanno cosa li aspetta. Tutti conoscono la reputazione di Gasp quando si parla di preparazione atletica. Fatica, sudore, intensità, ritmi elevatissimi. Una macchina che corre senza tregua e che non aspetta chi resta indietro. Per questo nessuno vuole farsi trovare impreparato. La rincorsa verso la nuova stagione è già partita. Con un mese d’anticipo e con un obiettivo preciso: presentarsi ai nastri di partenza senza alibi e senza ritardi. Perché nella Roma che verrà, chi corre da subito avrà già un vantaggio.

(corsport)

Ora anche la Ligue 1 pressa il Marsiglia: assist per Greenwood

Chi di bilancio perisce, di bilancio ferisce. Il proverbio non era proprio così, ma mentre la Roma è impegnata a cercare plusvalenze entro fine mese, dalla Francia arriva un altro assist per Greenwood.

Dopo la Uefa, che ha sanzionato il Marsiglia minacciando anche l’esclusione dalle coppe nella stagione 2027-28, anche la Ligue 1 ha chiesto all’OM di migliorare i conti al più presto. Nello specifico martedì la DN-CG (organo che controlla i conti delle società francesi) ha sospeso il giudizio sul Marsiglia, fissando tra un paio di settimane un’udienza con i vertici del club, chiamato nel frattempo a fornire ulteriori numeri all’inizio della prossima settimana. Insomma, è sempre questione di soldi scadenze, ma in questo caso i due fattori giocano a favore di D’Amico, che potrebbe sfruttare le problematiche del Marsiglia per regalare a Gasperini il primo innesto in attacco. Un giocatore forte, come Greenwood, ma a condizioni favorevoli. La prima richiesta dalla Francia era di 55 milioni, bonus compresi, ma a Trigoria sono convinti di poter chiudere a 40 milioni più bonus, forti dell’accordo raggiunto da tempo con il padre-agente e di un contatto avvenuto tra Gasp e l’ex Manchester United. In Francia circolano voci su interessi dall’Arabia Saudita, ma l’unico vero club concorrente è il Fenerbahce, comunque indietro rispetto alla Roma. 

Tornando alle note dolenti, 1l 30 giugno è sempre più vicino e anche ieri di offerte formali per Soulé e Koné non ne sono arrivate. Il fine settimana porterà inevitabilmente aggiornamenti, con lo Stoccarda che sta valutando i margini di manovra per affondare il colpo sull’argentino, poco attratto dalle sirene arabe. La Roma parte da una valutazione di 35-40 milioni per Soulé, visto il peso residuo a bilancio (circa 18 milioni) e il 10% da riconoscere alla Juventus. Si attendono segnali anche dalle due sponde di Londra, Arsenal e Chelsea, per Koné, che vorrebbe andare in Premier League e ha messo in stand-by l’Atletico Madrid. D’Amico ha detto all’agente del francese però di fare presto, perché da luglio in poi le condizioni cambierebbero, riportando il club romanista in una situazione di maggior potere. […] 

(corsera)

Inter, dimenticare Palestra: idea Wesley, ma per Gasp è incedibile

I nerazzurri si leccano le ferite dopo il dietrofront dell’azzurro e pensano all’esterno della Roma. Solet resta nel mirino ma si inserisce l’Atletico Madrid. E allora occhio al centrale del Chelsea. L’epilogo può lasciare ancora l’amaro in bocca ma già da ieri, all’indomani del dietrofront dell’esterno, l’Inter ha iniziato a voltare pagina e a lasciarsi Marco Palestra, e una trattativa tanto lunga quanto binario morto, alle spalle. Resta la delusione, e anche la rabbia, per un colpo che era a un passo dall’essere piazzato e invece è stato ricevuto, incassato. (…) Ora lo scenario è cambiato. L’Inter avrebbe costruito insieme e per Palestra un certo tipo di percorso, tattico (Cristian Chivu era il primo estimatore del 21enne, col quale si era anche complimentato dopo l’ultima gara a San Siro contro il Cagliari) ma anche di crescita all’interno del club che fa delle quote azzurre un consolidato punto di forza. (…) Il Chelsea ha convinto l’Atalanta e soprattutto il giocatore con 30 milioni di stipendio nei prossimi 6 anni. (…) Per l’identikit dell’esterno destro perfetto è sempre lo stesso: gioventù, grande gamba, capacità propositiva ma anche di ripiegamento, piedi buoni per arrivare sul fondo e trovare gli attaccanti o chi si inserisce in mezzo. E magari anche una buona capacità di dribbling, pregio sempre riconosciuto a Palestra in grado di sfoggiarlo però anche sul terreno del calciomercato. Uno alla Wesley della Roma, tanto per fare il nome di un profilo ideale ma che tuttavia non ha mai scavalcato il recinto delle idee, anche perché Gian Piero Gasperini lo considera praticamente un inamovibile della sua rosa che l’anno prossimo tornerà in Champions League.

(gasport)

Il Marsiglia è nei guai: Greenwood sempre più in uscita

Non solo l’Uefa, con la sanzione economica di 10 milioni e la “minaccia” di non partecipare alle competizioni europee nella stagione 2027-28. A peggiorare la situazione, già di suo molto complicata del Marsiglia, ci si è messa anche la DNCG. Cosa sarebbe? La Direction Nationale du Contrôle de Gestion, ovvero il garante finanziario del calcio francese, l’organo che vigila sulla salute del calcio transalpino. E cosa viene contestato al club marsigliese? Un deficit record, che oscilla tra i 104 e i 105 milioni di euro per l’esercizio chiuso a giugno 2025, e un tetto salariale imponente di circa 153 milioni di euro, che rappresenta quasi il 70% del budget totale del club (ben oltre la soglia raccomandata del 60%). […] Attenzione però: se le risposte e le garanzie integrative non convinceranno la DNCG, l’OM rischia sanzioni davvero pesanti che vanno dal blocco/limitazione del mercato all’obbligo di tetti salariali stringenti, fino a scenari ben più drastici. In attesa di rivedersi, il Marsiglia ha ad ogni modo promesso alla DNCG di effettuare tre cessioni rapide, con ulteriori partenze previste per gennaio e giugno 2027. […] La Roma rimane concentrata sulle cessioni e sui rinnovi, ma sa di avere due alleati inattesi, Uefa DNCG, per arrivare a dama sulla trattativa che può portare il talento inglese in maglia giallorossa. La quotazione rimane vicina ai 50 milioni, ma l’urgenza di far cassa potrebbe presto far scendere il prezzo.

(ilromanista.eu)

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Porta Juve, c’è anche Svilar

Il bisogno, quasi disperato, di fare cassa entro il 30 giugno. La necessità di registrare a bilancio delle plusvalenze in grado di sistemare i conti. È un andazzo ricorrente: tante squadre si ritrovano a dover convivere con un destino comune. Vale soprattutto per Juve e Roma, pur con numeri e proporzioni ben diverse. […] In un contesto in cui Tony D’Amico, fresco di nomina, non ha potuto mettere mano alle faccende romaniste prima di metà mese poiché impegnato a risolvere il contratto in essere con l’Atalanta. Visto l’importo da trovare in così poco tempo, la Roma sta provando ad attingere anche dal bacino dei cosiddetti intoccabili. Dei giocatori che Gian Piero Gasperini sperava in ogni modo di trattenere. La cassa più semplice si può ottenere da questi magnifici sei: Kone, Wesley, Ndicka, Pisilli, Soulè e Svilar. […] Per il portiere – certamente indispensabile per Gasp ormai rassegnato di fronte ad una cessione di questo spessore – si è invece aperto uno spiraglio. […] Alla Continassa si è accesa una lampadina che può diventare un faro abbagliante. Perché Svilar in chiave Juve? Il primo motivo è il più semplice di tutti: i bianconeri hanno la necessità di trovare un nuovo numero uno. Lo sanno in tutta Europa. La Roma finora non ha mai pensato di privarsi del belga per meno di 50/60 milioni, ma la necessità di sistemare i conti può portare ad un netto ridimensionamento delle richieste. Insomma, se un qualsiasi club si presentasse da D’Amico con 35-40 milioni per Svilar sarebbe difficile fare melina. […] In un colpo solo o quasi, in questa maniera, la Roma si metterebbe al riparo da qualsiasi guaio relativo al bilancio. Senza dover mettere sul mercato altri asset di Gasperini. I due club, per il momento tramite intermediari, stanno dialogando. […] A Torino, in ogni caso, le altre piste sono ancora vive: i discorsi per Dibu Martinez, proprio perché si sta discutendo con la stessa agenzia di Svilar, restano in piedi soltanto se l’Aston Villa dovesse quasi azzerare le richieste economiche sul cartellino dell’argentino. Occhio anche al Dibu in chiave Roma: se parte Svilar, verrà fatto più di un pensiero per lui. […]

(Tuttosport)