IL TEMPO (L. PES) – La Roma risponde. Lo fa sul campo dopo l’ennesima settimana di polemiche e ribaltoni societari battendo il Bologna al Dall’Ara e riavvicinando, almeno per una notte, la zona Champions. Decidono 1 gol di Malen ed El Aynaoui nel primo tempo, con i due protagonisti che si scambiano gli assist e trascinano la squadra di Gasp protagonista di un primo tempo di ottimo livello. Complice certamente un Bologna vacanziero che nella ripresa crea qualche grattacapo in più a Svilar, ma l’approccio dei giallorossi e decisivo per portare a casa tre punti che in trasferta mancavano da tre mesi. Anche a Bologna la Roma non vinceva da tempo, esattamente dal 2020 e ieri nel pomeriggio emiliano il gruppo ha dimostrato compattezza e serietà cercando di restare in corsa fino all’ultimo per il quarto posto con la Juve, che stasera se la vedrà col Milan a San Siro, ora distante due punti e col Como ora sesto a -3 e oggi di scena al Ferraris contro il Genoa di De Rossi. A rompere l’equilibrio ci pensa il solito Malen dopo appena sette minuti con l’undicesimo gol del suo campionato (a una sola rete c’è il record di Balotelli del 2013 come miglior marcatore del campionato arrivato a gennaio) propiziato dall’ottimo recupero di El Aynaoui che poi beneficerà del cross dell’olandese per firmare il suo primo gol del campionato. Tutto in quarantacinque minuti per la Roma che poi, nella ripresa, gestisce rischiando poco o nulla a parte un legno di Orsolini e una chance importante per De Silvestri al 90′. Gasperini è riuscito nell’intento di isolare la squadra preparando al meglio la partita. Il piemontese ritrova Wesley e lo schiera dall’inizio in un 3-4-1-2 con Pisilli a supporto della coppia Soulé-Malen e Cristante in mediana insieme ad El Aynaoui. Nella ripresa spazio anche per Rensch (al posto di Celik), Ghilardi, Vaz e il ritorno in campo di Dybala a tre mesi esatti dall’ultima gara ufficiale giocata. La Joya potrà sicuramente dare un contributo in queste ultime quattro gare vista anche la forma non brillante di Soulé che non ha ancora definitivamente superato i fastidi legati alla pubalgia. L’ancora alla quali giallorossi continuano ad aggrapparsi, ovviamente, si chiama Malen. Undici gol in quattordici presenze e un killer instinct da bomber di razza. Sarà lui l’arma in più fino alla fine della stagione e, soprattutto, per l’anno prossimo. Intanto l’obiettivo resta di essere fino all’ultimo minuto del campionato con il prossimo impegno che sarà lunedì 4 maggio all’Olimpico contro la Fiorentina, gara da non sbagliare prima del terzetto finale Parma, Lazio e Verona. Da Bologna la Roma di Gasp torna a casa con tre punti e 61 in classifica (miglior risultato alla 34ª dal 2018), ma non è ancora finita.
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Malen vola, la Roma ora spera
La Roma batte il Bologna con un mese e mezzo di ritardo. C’è sempre Malen al centro del mondo giallorosso, un gol (potevano essere tre), un assist. (…) La squadra di Italiano è piuttosto spenta, non in grado di imporsi, insomma non è la stessa che ha segnato quattro gol all’Olimpico nel ritorno degli ottavi di Europa League e ha imposto il pari qui al Dall’Ara nell’andata; quella di Gasp sembra aver lasciato alle spalle le sue negatività tecniche e societarie. (…) Non si vedeva un successo in trasferta da Torino-Roma, 18 gennaio scorso, da quella sera quattro sconfitte e un pareggio, servono si per sperare ancora in un posto al sole nella prossima Champions (oggi la Juve, quarta a più due dai giallorossi è attesa dal Milan e il Como, a meno tre dalla Roma, con il Genoa a Marassi), ma soprattutto tornano utili per consolidare il piazzamento in Europa League, che per Gasp, visti gli obiettivi dichiarati da lui stesso, è un contentino, ma da queste parti siamo abituati. E’ una Roma pulita, seria, verticale, con la testa libera e le gambe un po’ pesanti. (…) Gasp sorride, è un nomo nuovo, pensa al calcio (cit) e recupera qualche pezzo importante per fare bella almeno una bella figura a Bologna: uno è Wesley, l’altro è Dybala, che inizialmente si siede in panchina, entrerà. Il brasiliano risulterà decisivo, e si sa, quando non c’è, ed è accaduto spesso ultimamente, la squadra è più prevedibile, ha meno inventiva, cambi di ritmo, poca corsa. Wesley entra nel primo e nel secondo gol, con due recuperi palla decisivi. (…) Un “sempre lui”, da quando la Fifa ha introdotto il calciomercato invernale, cioè dal 2001/02, solo un giocatore arrivato a gennaio ha segnato undici reti come Malen, Maxi López col Catania 2009/10, e solo uno ha fatto meglio, Balotelli, con dodici gol nel Milan 2012/13) e un “finalmente lui”, ovvero Neil, che abbiamo aspettato come Godot. I due segnano e si scambiano pure gli assist.
Gasp sceglie il marocchino e non una punta di ruolo (alzando Pisilli nella linea di Soulé), concedendogli in campionato la settima da titolare. E oggi cala solo il dubbio se, con il marocchino in campo con maggiore continuità (e fiducia), il tecnico avrebbe cresciuto un’alternativa credibile. (…) Il dubbio resterà appeso anche nella testa di Massara (oltre che del licenziato e infuriato Ranieri), il quale se ne andrà da sconfitto senza – almeno – aver commesso troppi guai. La Roma nella prima frazione segna due reti e se ne mangia almeno un altro paio: entrambe le volte con Malen, lanciato da Wesley, che prima, solo davanti a Ravaglia, scucchiaia fuori di poco, e poi – servito da Pisilli – si fa sporcare il tiro da Helland. La solita amnesia arriva in area di rigore della Roma e quella non manca mai: Hermoso e Ndicka lasciano il tiro a Orsolini, ma c’è Svilar in versione Superman. (…) Italiano prova a riaddrizzare il match con gli ingressi di Odgaard e Zortea, mentre Gasp risponde con Rensch per un affaticato (esce per precauzione) Celik. Il Bologna si sveglia un po’, Rowe sembra il calciatore che ha fatto la differenza negli ottavi di Europa League e da quella parte Rensch e Mancini vanno in apnea, infatti Gasp cambia marcature. Orsolini colpisce la traversa. Escono Hermoso e Soulè, per Ghilardi, che finisce sull’esterno inglese, e Vaz. (…) Il momento di Dybala arriva alla mezz’ora: Paulo tre mesi dopo, non con Malen ma al suo posto. (…) A Bologna si consuma qualche rimpianto, ma almeno la Roma va a casa con una vittoria. Che di questi tempi fa sempre bene.
(Il Messaggero)
Massara in silenzio, Dan riflette
La strada del silenzio, in questi tempi di decisioni drastiche che anticipano la prossima rivoluzione in casa Roma, dev’essere considerata la via più saggia.
Dopo le parole di Gasperini sul “feeling mai scattato”, Massara ieri ha preferito non replicare. A rilasciare l’intervista pochi minuti prima della sfida del Dall’Ara è stato ancora una volta il tecnico. La versione ufficiale del club è stata quella dell’alternanza: dovrebbe parlare una volta il ds e una volta il tecnico. (…) Così da poter evitare che il diesse si ritrovasse nelle condizioni di dover replicare al suo allenatore dopo giorni di polemiche e in seguito al licenziamento di Claudio Ranieri, e così è andata. Dando la propria opinione sulla sintonia che in teoria dovrebbe esserci tra guida tecnica e guida sportiva, e aggiungendo come questa non ci sia di fatto mai stata a Trigoria, Gasperini nella conferenza stampa di venerdì sembrava aver evidenziato il desiderio di costruire la squadra del futuro con un altro profilo al suo fianco. “Decide la società“, ha poi aggiunto, giusto per togliersi dall’imbarazzo di un discorso che avrebbe potuto comprometterlo. Ma è chiaro che i ripetuti dissidi con Massara (“solo questioni tecniche, niente di personale“) lo hanno portato a spiegare anche a Dan Friedkin la necessità di avviare un percorso differente. Gli americani (…) hanno già raccolto informazioni dettagliate su Giovanni Manna, il diesse del Napoli campione d’Italia con un passato alla Juve, dove ha lanciato e coltivato decine di talenti fuoriusciti dalla NextGen. È giovane (37 anni) e ha lavorato con i giovani, proprio quello che la Roma cerca nell’ottica di valorizzare gli under e tornare a un sano player trading. Anche se, va ricordato, pure Massara ha seguito sempre questa direzione. (…) Tra i ds sono molto apprezzati pure Sogliano del Verona e Giuntoli, al momento libero sul mercato. Se il tempo di Massara a Trigoria fosse davvero concluso lo scopriremo nei prossimi giorni, quando Friedkin, dopo lo strappo con Ranieri, dovrà inevitabilmente valutare pure l’altro rapporto compromesso, quello appunto tra l’allenatore e il direttore sportivo. Tra Ranieri e Gasp le prime crepe sono nate proprio sulla diversità di vedute in merito all’operato di Massara. Sir Claudio ha provato a difenderlo e sappiamo tutti come è finita.
(corsport)
Koné-Dovbyk ora puntano la Fiorentina
A Bologna si è fermato Celik, che ha accusato un problema muscolare al flessore destro: le sue condizioni verranno valutate già oggi. (…) Salvo clamorose comunicazioni dello staff medico, Manu Koné e Artem Dovbyk da questa settimana cominceranno infatti
a lavorare nuovamente con il gruppo con l’obiettivo di tornare tra i convocati per la partita di lunedì 4 maggio contro la Fiorentina. Un rientro fondamentale quello del francese, che darebbe nuove soluzioni in mezzo al campo a Gasperini. Quanto all’ucraino, la sua ultima apparizione in campo risale allo scorso 6 gennaio, la trasferta di Lecce decisa proprio da un suo gol. (…) Artem spera di tornare pienamente a disposizione nella gara successiva contro il Parma. Che è lo stesso obiettivo di Lorenzo Pellegrini, fermo dalla sfida contro il Pisa per una lesione: il ragazzo sta cercando di accorciare i tempi di recupero ed esserci per la trasferta emiliana.
(corsport)
Arbitri nel fango: Calciopoli 20 anni fa sconvolse tutto
Di arbitri si è sempre chiacchierato molto, nel calcio italiano. Comprati, venduti, per non dire altro, ma fino al fatale 2006 di Calciopoli, non risultavano episodi conclamati di corruzione. (…) Nel 1974, l’arbitro fiorentino Gino Menicucci denunciò un tentativo di corruzione, disse che il Foggia aveva offerto orologi di valore, a lui e ai guardalinee, per favorire il Foggia contro il Milan. Alla fine il Foggia venne penalizzato di sei punti e retrocesse in Serie B. Sempre in tema di orologi, non si possono dimenticare i Rolex che Franco Sensi, allora presidente della Roma, inviava ai direttori di gara per Natale. Parliamo delle stagioni di inizio millennio, in particolare del 2002-2003: secondo certe ricostruzioni. Rolex d’oro per designatori, Rolex d’acciaio per gli arbitri e Patek Philippe ai guardalinee. Grande scandalo e sconcerto, ma Sensi e la Roma vennero prosciolti in ogni sede. In fondo, i regali natalizi ai designatori e agli arbitri erano una prassi praticata da molte squadre. (…) Se allarghiamo l’orizzonte all’Europa, come dimenticare le presunte escort, che avrebbero intrattenuto le terne arbitrali designate per le partite casalinghe del Torino in Coppa Uefa nei primi anni Novanta? Luciano Moggi, che di quel Toro era general manager, si difese sostenendo di non sapere nulla di eventuali prostitute e di aver fornito alle terne delle interpreti (prima versione resa agli inquirenti) e delle hostess (seconda versione). L’Uefa archiviò il caso.
Nella primavera del 2006, vent’anni fa esatti, deflagrò Calciopoli, lo scandalo degli scandali, con Luciano Moggi quale imputato numero uno, accusato di essere il grande burattinaio del calcio italiano. Luciano Moggi, direttore generale della Juve, venne processato sia dalla giustizia sportiva sia da quella ordinaria. (…) La Juve fu retrocessa in Serie B e ai bianconeri vennero revocati due scudetti. Fiorentina, Milan, Lazio, Reggina e Arezzo subirono penalizzazioni. Moggi aveva creato un sistema di potere vasto: interagiva con i designatori Bergamo e Pairetto per condizionarne le designazioni; aveva distribuito sim straniere per dribblare le intercettazioni; manovrava una discreta porzione dei media. È tutto scritto nelle motivazioni della sentenza della Cassazione: “È venuto alla luce un vero e proprio mondo sommerso la cui caratteristica di offensività degli interessi ultra individuali è stata ritenuta particolarmente intensa e tale da sconvolgere l’assetto del sistema calcio, fino a screditarlo in modo inimmaginabile e minarlo nelle sue fondamenta“. E poi, a proposito di Moggi: “Più che di potere si deve parlare, come sostanzialmente riconosce la Corte territoriale, di uno strapotere esteso anche agli ambienti giornalistici ed ai media televisivi che lo osannavano come una vera e propria autorità assoluta, tanto che da suoi giudizi potevano dipendere le sorti di questo o quel giocatore e, come la Corte territoriale ha accertato, di questo o quel direttore di gara con tutte le conseguenze che ne potevano derivare per le società calcistiche di volta in volta interessate. (..) L’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di frodi sportive era ampiamente strutturata e capillarmente diffusa nel territorio con la piena consapevolezza per i singoli partecipi di agire in vista del condizionamento degli arbitri attraverso la formazione delle griglie considerate quale primo segmento di una condotta fraudolenta. (..) È infatti il Moggi, come riferito da Paparesta Gianluca, primo ricettore di una delle schede estere, ad ideare quel sistema di comunicazione impenetrabile e riservato (per vero ammesso dallo stesso Moggi anche se con giustificazione di-versa, ma del tutto implausibile) per comunicare con arbitri ed altri tesserati. Tanto basterebbe già a riconoscere la patente di ideatore del sistema“. Nel 2011, il procuratore federale Stefano Palazzi archiviò per prescrizione il procedimento sull’Inter, accusata di illecito sportivo, sulla base di intercettazioni considerate non rilevanti nel 2006 e fornite da Moggi e dal suo staff legale. In base ad alcune di queste telefonate, in particolare una, del 17 maggio 2005, con il designatore Bergamo, sembrava che l’allora presidente Giacinto Facchetti, scomparso nel settembre del 2006, cercasse di condizionare alcune designazioni ed arbitraggi.
(gasport)
Gasp oltre i veleni vede la Champions, Bologna fischiato
di nuovo il campo a liberare la Roma dai suoi litigi e dalle sue nevrosi. Due settimane fa il 3-0 al Pisa appena dopo i tuoni pre-partita di Ranieri contro Gasperini, adesso il primo successo esterno dopo oltre tre mesi chiude la tempesta culminata con il divorzio da Sor Claudio. La Roma non ha ancora smontato le tende dall’accampamento Champions: guarda a Milan-Juve come possibile chiave di rientro in gioco, si avvicina a due punti dal quarto posto e crede di aver ritrovato la serenità. (…) Mette in mostra anche protagonisti a lungo nascosti, come il miglior El Aynaoui della stagione (una rete e un assist), o per troppo tempo infortunati. Il rientro di Wesley ha variato la scelta delle proposte offensive, ora più continue e con maggior qualità. Nel finale poi si è visto anche Dybala, fuori dal 25 gennaio. Potrà servire nelle prossime quattro partite. (…) Vincenzo Italiano ha un contratto anche per la prossima annata, potrebbe non essere sicurissimo di continuare. (…) Il tecnico saluta l’Europa e con tutta la squadra sente fischi fragorosi dopo il primo tempo, quando la gara è già consegnata alla Roma, e meno decisi ma comunque numerosi alla fine. (…) È la quarta volta che Bologna e Roma si incontrano in questa stagione, Europa League compresa, favorevole ai rossoblù. Non si può dire che non si conoscano: quindi Italiano tenta l’improvvisata, per la prima volta da quando è qui parte con la difesa a tre. Si rivela un fallimento, facilmente attaccabile in mezzo e in sofferenza ai lati. Il 3-4-3 è diverso dal 3-4-2-1 gasperiniano proprio per la composizione dell’attacco: il Bologna ha tre punte vere, centrali (Castro e poi Odgaard) o esterne (Orsolini e Rowe); stanno larghe e alte, mentre Gasp con Pisilli e Soule dietro a Malen piazza due trequartisti, quasi centrocampisti, abbastanza vicini e diligenti nella pressione. Al di là dei sistemi è comunque l’atteggiamento a fare la differenza. (…) La palla fatica tantissimo a superare metà campo, perché le marcature della Roma sono rigidissime e a un certo punto solo Ravaglia è libero di giocare. Da un lancio del portiere nasce l’unica chance della prima parte del Bologna, con Svilar che respinge su Orsolini, ma intanto la Roma segna due volte e potrebbe fare ancora più male(n), perché il delizioso olandese, oltre a un gol e un assist, in due flash non infila Ravaglia davanti alla porta. Da una parte manca Bernardeschi, dall’altra si rivede Wesley dopo quattro gare out. Il brasiliano firmò la sfida dell’andata, lontanissima nel tempo (23 agosto) ma alla prima giornata fece capire di essere un rinforzo indovinato. (…) La Roma senza punte larghe sistema Wesley spesso come esterno alto, e lui batte sistematicamente Joao Mario. Dà il via al primo centro, rifinito poi dal marocchino per Malen, costruisce anche il raddoppio con una fuga e invito che l’olandese non raggiunge ma poi è lesto sul contro cross, con sei bolognesi che dormono in area e bastano due romanisti a stenderli: El Aynaoui ringrazia. E’ impossibile che la Roma tenga la stessa pressione anche nella ripresa; Italiano mette subito Zortea e Odgaard per Miranda e Castro, ma oltre alla traversa di Orsolini, il suo ottavo legno stagionale, non va. Il match è più equilibrato, che non significa ribaltato, e spariscono le occasioni. La Roma ora spera, il Bologna vive nel malumore.
(gasport)
Roma femminile: profumo di titolo
L’aria è frizzante. Inevitabile nel giorno di Juventus-Roma, una sfida che sa di passaggio di testimone perché alle giallorosse mancano due vittorie per strap pare lo scudetto alle eterne rivali. In realtà il cerchio magico si potrebbe chiudere già stasera. Ma le ragazze di Rossettini, per festeggiare il terzo titolo della loro storia, devono vincere a Biella e vedere poi il Genoa, ultimo della classe, battere l’Inter, la diretta inseguitrice di Giugliano e compagne, indietro di 6 punti e anche negli scontri diretti.
«È una partita importante e affascinante, contro una squadra forte che vorrà sicuramente fare il massimo. Per noi sono stati tutti big match quest’anno, affrontiamo ogni avversaria con la stessa mentalità. Vogliamo vincere, ma il risultato non è mai scontato. I precedenti? Abbiamo sempre fatto buone partite contro la Juventus raccogliendo meno del previsto. C’è un po’ di rabbia per questo motivo e la metteremo in sampo», ha detto Rossettini alla vigilia. […]
Gli uomini di Gasp
«Noi guardiamo ancora avanti. Poi quando non potremmo farlo più ci accontenteremo di altre cose». Niente obiettivo minimo. Gasperini non nomina mai Ranieri in conferenza stampa e sposta invece il mirino sul campionato. Non si chiama fuori, dunque, dalla corsa Champions, nonostante la Roma sia al sesto posto e abbia 5 punti di distacco (6 per lo svantaggio negli scontri diretti) dalla
Juve. […]
Lo farà con i suoi fedelissimi. I senatori Hermoso, Mancini e Cristante che aspettano di sapere se resteranno anche nella prossima stagione. E i suoi acquisti chic, Wesley e Malen. Magari più avanti si affiderà anche a Dybala che ha seguito i compagni in
Emilia. Ripartirà dalla panchina. «Paulo ha ricominciato questa settimana dopo quasi 90 giorni. Escludo di metterlo dall’inizio, è una questione di fiducia. Non di condizione ma nel calciare, nel contrasto». […]
Nella lista dei 23 convocati riappare quindi Dybala dopo tre mesi. C’è Rensch, ma torna Wesley che sarà titolare. L’esterno brasiliano ha saltato le ultime quattro partite di campionato (la prima per squalifica a e le altre tre, da infortunato, dopo la sosta). Anche Venturino è a Bologna, nonostante in settimana si sia allenato poco per una contusione. L’unico ballottaggio è tra El Shaarawy ed El Aynaoui: se gioca, il marocchino in coppia con Cristante e Pisilli di nuovo trequartista.
(corsera)
La Roma prima di tutto. Anche di un comunicato
IL ROMANISTA (T. CAGNUCCI) – Lo striscione “Totti è la Roma” l’ho sempre voluto interpretare nel senso che uno che ha passato quasi trent’anni a giocare e a segnare solo con quella maglia, non può non essere la Roma. Ma anche Di Bartolomei è la Roma, Francesco Rocca è la Roma, Forlivesi è la Roma, Giorgio Rossi è la Roma, De Rossi è la Roma, Taccola è la Roma, Giannini è la Roma, Aldo Maldera è la Roma e perdonate gli eccetera. Però tutti questi, pure messi insieme, non fanno un attimo della grandezza della Roma. Pensa a tutti i romanisti che andavano a piedi da San Giovanni a largo dei Colli Albani per vedersi la Roma nel 1927 al Motovelodromo Appio! Pensa se dite loro che la Roma è un giocatore o un allenatore che nascerà 50 anni dopo e loro stanno facendo tutto questo per niente, tanto non c’erano post sui social da mettere? O quelli di Testaccio. […]
I romanisti valgono tutti, nessuno è la Roma perché la Roma è più grande di tutti.
La Roma va messa prima di tutto, anche del codice fiscale. Nascere a Roma è un privilegio, anzi, perdonate, un’enorme botta di culo, un onore, non un merito. Se ci sei nato dovrebbe essere sia naturale, sia doveroso onorare sto splendore che ci circonda, se sei nato in Antartide o a Spoleto ma l’ami, ti voglio pure un po’ più bene.
L’AS Roma va messa prima di tutto anche di un comunicato: andava messa prima di tutto dopo i fatti di Budapest e invece è stata lasciata sola come Mourinho in quel garage e poi a Trigoria; non andava fatto piangere prima un allenatore che aveva innamorato una città e che un po’ (tanto) se ne era innamorato e poi Daniele De Rossi, fratello oltre che figlio di questa città; andava messa prima di tutto capendo per tempo quello che stava facendo Lina Souloukou dentro via Tolstoj, andrebbe ancora messa davanti a tutto a Trigoria dove qualcuno che si occupa di strategie magari non conosce Di Bartolomei. La Roma va messa prima di tutto sostenendola ad ogni passo, standoci se non con lo sguardo, col pensiero, costruendo insieme un traguardo da raggiungere (anche una ca…volo di Coppa Italia, anche qualsiasi partita si giochi!), prefiggersi un unico, solo, grande obiettivo comune: fare felice la gente che la segue. […]
La spinta di trentamila cuori: quasi sfiorato il tutto esaurito
Al Dall’Ara trepideranno in trentamila: trentamila buone ragioni per scongiurare in finale di stagione in infradito. A ieri il cassiere rossoblù aveva venduto 29 mila
biglietti per quella che sarà la terzultima gara casalinga dei rossoblù della stagione. […]
A non fare il ‘sold out’ rischia di essere lo spicchio di curva ospiti i servato ai tifosi giallorossi. Con le trasferte parzialmente vietate fino a fine stagione potevano acquistare il biglietto solo i residenti fuori dalla provincia di Roma. […]
(Il Resto Del Carlino)