Forse era meglio tenersi Ranieri

Roma, la Roma, po esse sogno, po esse incubo, alla stessa maniera delle mani di Mario Brega in Bianco, rosso e verdone. Claudio Ranieri di Testaccio era tornato all’Aesse da figliol prodigo il 14 novembre 2024. Aveva il compito, assai arduo a dire il vero, di provare a salvare una stagione che sembrava irrecuperabile. Ci riuscì. E talmente bene che alla presidenza americana era venuto in mente di tenerselo stretto e di affidargli il ruolo di senior advisor, in pratica una sorta di super-direttore sportivo, un po’ consigliere, un po’ mega direttore, soprattutto parafulmini. I Friedkin non avevano mai brillato per sagacia calcistica, ma l’idea sembrava buona, soprattutto sembrava funzionare. Claudio Ranieri era riuscito a mettere un cerotto ben resistente sulle ferite dei sogni traditi dei tifosi. C’era il sor Claudio a tenere le redini della parte sportiva della Roma, c’era Gian Piero Gasperini in panchina, finalmente si vedeva una vera idea di AS Roma. La scelta della proprietà era soprattutto stata dettata da una considerazione: Claudio Ranieri è uomo di tatto e pazienza, un professionista serio e capace di portare tutti a miti consigli. Uno, insomma, che non crea problemi, anzi di solito i problemi li risolve. Uno capace di passare su ogni cosa per la Roma.

Il problema che ha portato allo strappo con la società è stato il rapporto con l’allenatore, Gian Piero Gasperini. I due non si sono mai amati troppo. Troppo diversi per carattere e modi. Claudio Ranieri avrebbe voluto qualcun altro a guidare la Roma che aveva in mente. […]

Cosa si fossero detti il Gasp e la proprietà non è dato a sapersi. E neppure cosa fosse stato promesso all’allenatore per convincerlo ad accettare la panchina della Roma. Fatto sta che, almeno in parte, queste promesse non sono state rispettate. E il Gasp ha iniziato a lamentarsi. Le prime critiche al mercato erano iniziate a luglio, non sono mai terminate. Le lamentele di Gasperini non sono state indirizzate solo ai mancati acquisti, ma anche alla gestione tecnica. Gasp chiedeva di più, buttava in conferenza stampa mezze frasi sulle “mancanze” della dirigenza, scaricava sugli altri le colpe di una stagione non eccezionale. […]

Venerdì 24 aprile si è chiusa l’ultima avventura di Ranieri a Roma. La società ha preferito l’allenatore a chi era riuscito a fare da parafulmine.

(Il Foglio)

Sir Claudio e i tifosi: le illusioni perdute e la fede nel guru

Non bisognerebbe mai farsi illusioni. Non avrebbe dovuto cadere nella trappola mesi fa Claudio Ranieri, non dovrebbe farlo adesso il popolo romanista. L’illusione di Ranieri è stata credere che, come in una canzone dei Pooh, il mondo assomigliasse a lui e quindi non fosse in pericolo. Che esistesse uno spazio presidiato per la gratitudine, un parcheggio riservato dove potesse sistemare ogni giorno la sua storia e lucidarla. Invece viene sloggiato, si titola “licenziato”, come uno di quei direttori generali di passaggio a cavallo di un algoritmo. Pensava sarebbe bastato il mezzo miracolo compiuto l’anno scorso subentrando in panchina e portando la squadra dai fondali alla superficie europea. Non si ricordava più che non fosse stato sufficiente il miracolo intero e irripetibile di Leicester per salvaguardarlo l’anno successivo? Ma quella era Inghilterra, questa è Roma. E peggio mi sento.

La sua Roma cammina con lui, indossa i suoi abiti e quello è il confine. La città è immemore, cinica, ma soprattutto è votata a una speranza a buon prezzo, da imbonitori senz’altare, purché nuova. In fondo, che cosa ha vinto qui Ranieri? Ha sfiorato, raddrizzato, tenuto in corsa: e quindi? Ha pensato che un patto fosse un patto, chiunque lo avesse firmato. Che l’amore popolare fosse eterno, invece dura come un gatto sul grande raccordo anulare. […] Ha sopravvalutato la disponibilità altrui: di proprietà, curva e panchina. Ha sopravvalutato la sua pazienza, che si è incrinata facendogli sussurrare in pubblico cose che era meglio gridare in privato. Se ne va prima che la stagione finisca, ma è anche questa un’illusione: era finita, sarebbe stato meglio accorgersene e chiudere: non è più la sua Roma, il suo tempo, il suo modo. Forse ha perduto un’altra migliore occasione, ma se preferiva questa non abbia rimpianti, li lasci agli altri. Perché adesso è il popolo romanista a illudersi (e con lui la proprietà americana). […]

È passato Mourinho, è passato De Rossi, meglio non far passare anche Gasp. Gli adepti di una setta, quando si sono lasciati alle spalle la vita precedente, continuano a redere nel guru perfino se si accorgoño che le sue parole sono un copia incolla di vecchie parabole e i suoi miracoli trucchi da baraccone. La promessa di Gasp è ancora valida: oggi non si vola, domani sì. Magari avrà ragione, magari salendo a bordo del suo aereo più pazzo del mondo la Roma staccherà finalmente l’ombra da terra. Quell’ombra avrà la forma, elegante e sconsolata, di Claudio Ranieri.

(La Repubblica)

Il tecnico e le parole sul ds: il riferimento era a Sartori (e a Reja)

Il passato non si dimentica. Gasperini, parlando del «poco feeling tecnico» con Massara, si è ricordato di quanto accadde con Sartori nella prima stagione all’Atalanta. […]

«L’allenatore e il ds dovrebbero viaggiare in coppa Molto spesso succede che il direttore sportivo parla con l’allenatore. E poi con un altro tecnico per dirgli di tenersi pronto». Settima giornata, primo ottobre 2016: Gian Piero, a rischio esonero nonostante il successo di Crotone (era quartultimo con 6 punti), batte a Bergamo il Napoli (1-0). […] Poi, però, scopri che Sartori aveva già incontrato Reja. E la fiducia nel ds non fu mai più quella di prima.

(corsera)

Le grandi della Premier su Mile

[…] Tra i portieri della Serle A, quello romanista ha la percentuale più alta di parate (77%) e tra l’altro scende in campo da 71 gare consecutive. Per la sua continuità, abbinata a una qualità fuori dal comune, le big della Premier lo hanno nel mirino. United, Chelsea e Liverpool si sono interessate a Svilar. La Roma, che lo ha preso a parametro zero dal Benfica, In caso di cessione realizzerebbe una superplusvalenza, superiore certamente ai 60 milioni. Un contratto rinnovato giusto a luglio (fino al 2030) e la ferma volontà di trattenerlo al netto di proposte indecenti dovrebbe comunque evitare Il sacrificio. Anche Inter e Juventus In estate dovrebbero sondare il mercato per trovare un titolare tra i pali. […]

(corsport)

L’addio più amaro: “Scelta del club”

Chi lo conosce bene dice che questa “botta” è stata dura, più di qualsiasi esonero. Perché quando fai l’allenatore lo metti in conto, quando invece sei all’inizio di una nuova carriera da dirigente, per di più come garante di una fede che hai sempre sentito tua, è tutto più amplificato. Difficile da assorbire. Claudio Ranieri, nel pomeriggio di ieri, ha affidato all’Ansa un breve comunicato di commiato dalla Roma, in risposta a quello del club: «L’interruzione del rapporto di Senior advisor è dipesa da una determinazione unilaterale della società. Per dovere di trasparenza, chiarezza del proprio agire, fedeltà alla verità dei fatti e amore per la maglia che rappresenta la seconda pelle. […]

Nessun accenno a Gasperini o a Massara. Poco prima era stato il suo legale, l’Avvocato Mattia Grassani, a rivelare a Stile Tv: «La vicenda è delicata, lo tocca nel profondo, ma vista la fase iniziale in cui ci troviamo sono tenuto al massimo riserbo. Chiedo che venga rispettato Claudio Ranieri come uomo: ha la maglietta e la pelle incise con i colori della Roma, ha fatto una scelta significativa nell’assumere il ruolo di Senior Advisor e quindi ritengo che altre soluzioni, o altre esperienze professionali, prossime e future siano premature al momento». Ci sono state, poi, anche le parole del ministro dello Sport, Abodi: «La società decide ciò che vuole, mi dispiace per la circostanza: evidentemente c’è stato qualcosa che non ha funzionato. Rispettosamente mi limito a dire che Ranieri è un patrimonio del calcio italiano». […]

Per un po’, per un bel po’ di tempo, all’Olimpico non si vedrà, anche se continuerà a tifare per quei giocatori che ha allenato prima e scelto poi. I Friedkin hanno deciso di proseguire con Gasperini, Ranieri aveva evidentemente calcolato male tempi, modi e toni delle sue dichiarazioni prima del Pisa; la città, pur ringraziandolo per quanto fatto nel corso degli anni, è sostanzialmente dalla parte dell’allenatore. Anche se, nelle radio e sui social, ha comunque prevalso il ringraziamento per tutte le vol. te in cui Claudio Ranieri, chiamato dalla Roma, si sarebbe potuto voltare dall’altra parte e non lo ha fatto. Non è poco, non lo è mai stato.

(corsport)

La rivoluzione e l’idea Manna

I rinnovi sono sospesi, sui prestiti con diritto di riscatto non è stata ancora pronunciata l’ultima parola e per quanto riguarda il mercato in entrata, fin qui, nelle segrete stanze di Trigoria si è parlato più di profili e di posizioni da rinforzare che di veri e propri nomi ai quali dare la caccia. Nella Roma che ha allontanato il consulente Ranieri e in cui mancherebbero pure un amministratore delega-to, un direttore tecnico, un general manager o un direttore generale, entro la fine della stagione rischia di non esserci più neppure lo stesso direttore sportivo. Massara, senza lo scudo di Sir Claudio, è esposto ai venti. E le raffiche che arrivano da Houston non lasciano presagire nulla di buono. Tanto che la proprietà avrebbe già raccolto diverse informazioni su Giovanni Manna, l’attuale uomo mercato del Napoli, cercato un anno fa pure dal Milan.

Per liberarlo dal Napoli, col quale ha un contratto fino al 2029, Friedkin dovrebbe pagare una penale a De Laurentiis. Gasperini potrebbe trovare col giovane diesse quell’unità d’intenti mancata con Massara. «Niente di personale – ha detto ieri il tecnico – ma non è scattato il feeling e l’allenatore dovrebbe essere complementare al direttore sportivo».

Dicevamo, alla luce delle incertezze interne, di come Roma non abbia ancora fatto dei piani definitivi per il futuro. I ragionamenti, tra l’altro, sono in corso pure sullo staff medico, finito in rotta di collisione con quello tecnico per delle divergenze sul recupero dei calciatori. «Siamo impegnati sul presente», ha detto Gasperini, ma questo ragionamento è il segnale di una rivoluzione in fieri. «Crescere, migliorare e ottenere risultati» è la direttiva che Friedkin ha voluto spedire all’ambiente rinunciando a Ranieri. Il fatto che nel comunicato di ieri non ci sia stato alcun accenno alla posizione del direttore sportivo non esclude – anzi alimenta – una possibile svolta. Dopo Inter-Roma, il presidente ha rotto gli indugi e tracciato la linea (silenziosa, s’intende): la rivoluzione tecnica che ha in mente non coinvolgerà l’allenatore ma finirà per intaccare una parte sostanziosa della dirigenza e della rosa, alla quale viene imputata l’incapacità di andare oltre il limite del 5-6° posto. [..]

(corsport)

C’è Pisilli con Cristante. Torna Wesley

Wesley e Dybala dentro, Koné ancora fuori: l’allenamento di ieri ha confermato a Gasperini le previsioni del giorni scorsi. Il francese non sarà a disposizione per la partita di oggi pomeriggio al Dall’Ara, mentre Il brasiliano e l’argentino sì. Il primo giocherà dall’inizio, mentre Paulo verrà sganciato in corsa, probabilmente in un secondo tempo in cui potrà ricomporre il tridente con Soulé e Malen visto soltanto nella sfida del 25 gennaio col Milan. A completare l’attacco dovrebbe essere El Shaarawy, in leggero vantaggio su Venturino. […]

Il resto della formazione sarà il frutto delle prove tattiche di questi giorni, durante le quali Gasp ha insistito su un blocco di titolari. Il terzetto Mancini, N’Dicka ed Hermoso formerà la solita difesa a protezione di Svilar. Il redivivo Wesley tornerà sulla fascia sinistra con il collega Celik libero di scatenarsi a destra. In mezzo al campo, senza Koné, sarà ancora Pisilli a formare la cerniera assieme a Cristante. In quella posizione ieri è stato testato pure El Aynaoui. Il marocchino sarebbe la mossa a sorpresa e, nel caso, permetterebbe a Pisilli di avanzare sulla trequarti e andare a fare “Il Pellegrini”. […]

(corsport)

La fine del modo

Decisione inevitabile, sbagliato il modo. Un comunicato dietro l’altro e il romanzo di Claudio Ranieri con la Roma si è chiuso male. Malissimo. Con una scelta unilaterale, dal momento che giovedì scorso il senior advisor aveva chiarito a Jason Morrow e Ed Shipley, il braccio destro e il mister Wolf dei Friedkin, che non si sarebbe dimesso. Sollevato dall’incarico. La preghiamo, domani non si presenti a Trigoria: è andata più o meno in questo modo. Spiazzato ma non troppo, Ranieri ha inseguito una chiusura condivisa; soluzione che anche nella mattinata di ieri non è stata trovata. La sua irritazione ha toccato punte insospettabili non appena la società ha emesso un comunicato che l’ex allenatore ha considerato offensivo, in particolare nella parte finale che sfiorava temi tecnici. […]

L’aspetto paradossale della vicenda è che i Friedkin sono molto sensibili alla reazione della piazza e insomma mi sorprende che non abbiano calcolato il fatto che i tifosi della Roma – oggi in maggioranza dalla parte dell’allenatore e della società – avrebbero gradito un finale rapido e povero di veleni. Nelle pieghe della ruvidezza si nasconde il paradosso. Nel comunicato si celebrano i poteri assoluti di Gasperini e contestualmente lo si espone al massimo rischio. Ora, che sia vero o meno, incarna la figura che ha allontanato Ranieri e siccome il rapido oblío non risparmia nessuno, Gian Piero non potrà più sbagliare un solo passo ad iniziare al Dall’Ara. Se parte male, in questo mini-campionato di fine stagione giocato soprattutto con sé stesso, è fregato. Ha alle spalle la pesante ombra del passato, Ranieri, e davanti a sé un percorso in cui alla prima curva presa male gli rinfacceranno anche colpe non sue.
Con una risoluzione condivisa, anche solo di stampo dialettico, si sarebbero salvate le apparenze perché è vero che l’ipocrisia è deteriore, ma il momento in cui si esce di scena resta negli occhi e c’è anche un certo modo di non sembrare. Decidendo di andare à la guerre comme à la guerre i Friedkin hanno dato spazio alle fazioni, spalancato la Pandora giallorossa. Un gesto di una sottovalutata pericolosità che rischia di sporcare la stagione corrente. Anche Gasperini non meritava tutto questo. […]

(corsport)

BOLOGNA-ROMA: le probabili formazioni dei quotidiani. Torna Wesley dal 1′. El Shaarawy con Malen e Soulé

Battere il Bologna per restare in scia quarto posto e provare a tenere vivo il sogno della qualificazione alla prossima Champinos: è questo l’obiettivo della Roma per la sfida contro il Bologna di Vincenzo Italiano. Davanti a Svilar, Mancini rientra e stringe i denti, affiancherà Hermoso e Ndicka. Sulle fasce pronti Celik il ritorno di Wesley, la coppia Pisilli-Cristante dovrebbe essere quella titolare. Davanti dovrebbe esserci El Shaarawy insieme a Malen e Soulé.

LA GAZZETTA DELLO SPORT – Svilar; Mancini, N’Dicka, Hermoso; Çelik, Cristante, Pisilli, Wesley; Soulé, El Shaarawy; Malen. All. Gasperini.

CORRIERE DELLO SPORT – Svilar; Mancini, N’Dicka, Hermoso; Çelik, Cristante, Pisilli, Wesley; Soulé, El Shaarawy; Malen. All. Gasperini.

IL MESSAGGERO – Svilar; Mancini, N’Dicka, Hermoso; Çelik, Cristante, Pisilli, Wesley; Soulé, El Shaarawy; Malen. All. Gasperini.

CORRIERE DELLA SERA – Svilar; Mancini, N’Dicka, Hermoso; Çelik, Cristante, El Aynaoui, Wesley; Soulé, Pisilli; Malen. All. Gasperini.

IL TEMPO – Svilar; Mancini, N’Dicka, Hermoso; Çelik, Cristante, Pisilli, Wesley; Soulé, El Shaarawy; Malen. All. Gasperini.

IL ROMANISTA – Svilar; Mancini, N’Dicka, Hermoso; Çelik, Cristante, El Aynaoui, Wesley; Pisilli; Soulé; Malen. All. Gasperini.

Ranieri o Gasperini? Tifosi giallorossi divisi «Ma che cosa triste..»

La città si è spaccata in due tra Gasperini e Ranieri. Dalle famose dichiarazioni dell’ormai ex senior advisor prima di Roma-Pisa per le strade della Capitale non si parla di nient’altro e ognuno dice la sua tramite radio, social o al bar con gli amici. Gasp per anni è stato un rivale – sportivo, sia chiaro – e fino a qualche mese fa nessuno avrebbe mai pensato che una frangia della tifoseria si schierasse completamente dalla sua parte. Anche perché Sir Claudio è e rimarrà per sempre un simbolo giallorosso al quale undici mesi fa la Curva Sud ha dedicato una delle scenografie più belle degli ultimi anni. E in molti non dimenticano tutto quello che ha fatto per la Roma: «Società ingrata, l’anno scorso ci ha salvato dalla Serie B», ricordano alcuni.

Ci è andato giù pesante Alessandro Roia, attore ed ex genero di Ra: nieri, che ha lanciato delle frecciatine sui social: «Ho una lista di Giuda che, quando sarà il mo-mento, farò piangere forte e chiaro. Pecoroni che non siete altro». Più equilibrato Carlo Verdone: «Noi tifosi siamo molto confusi perché inizialmente c’era intesa tra loro due. Il motivo del deterioramento del rapporto è difficile individuarlo. Possiamo immaginare idee differenti di due uomini di calcio con forte personalità. Dispiace questa tensione perché la Roma ha bisogno di serenità e chiarezza. Senza questi due elementi la squadra difficilmente può salire nella classifica». «Non voglio commentare questo triste episodio che mi addolora profondamente – commenta sconsolato Enrico VanzinaRimpiango i tempi della Roma di Dino Viola e di Franco Sensi quando la proprietà ci metteva il cuore. Oggi si pensa solo a costruire uno stadio, senza dimostrare amore, passione e rispetto per i colori giallorossi». Oltre ai personaggi del mondo dello spettacolo hanno parlato anche gli sportivi. Tra i tifosi più illustri il tennista Cobolli, per esempio, ha ricondiviso la coreografia e le lacrime di Ranieri prima del match col Milan della passata stagione. […]

Nessuno potrà mai dimenticare quello che Ranieri ha fatto per la Roma, ma la carriera da allenatore è stata indubbiamente diversa da quella da dirigente durata poco più di dieci mesi. È un romano Doc e “testaccino”, ma i toni usati due settimane fa sono stati forti come ammette Leonardo Starace (Presidente del Roma Club Testaccio). […]

L’amarezza per come è finita questa storia rimane, ma da oggi si volta pagina. Fiducia totale a Gasperini almeno per il momento. Poi c’è l’attesa per la risposta dello stadio Olimpico. Oggi la Roma giocherà in trasferta a Bologna e i tifosi residenti nella Capitale non potranno esserci a causa del divieto che durerà fino al termine della stagione, tutto rimandato alla sfida del 4 maggio contro la Fiorentina. La Curva Sud difficilmente rimarrà impassibile e dopo aver chiesto alle parti in causa di rimanere uniti una settimana fa gli riserverà un saluto come gran parte dello stadio. Almeno li spaccature non ce ne sa-ranno: Nessuno è contro Ranieri, nessuno è contro Gasp.

(Il Messaggero)