Nazionale, anche Buffon si dimette: “L’obiettivo era il Mondiale e non ci siamo riusciti. Abbiamo costruito tanto come gruppo”

Dopo l’addio del presidente Gabriele Gravina, si compie un altro passaggio chiave della rivoluzione in seno alla FIGC. Attraverso un lungo messaggio sui propri canali social, Gianluigi Buffon ha ufficializzato le proprie dimissioni dal ruolo ricoperto all’interno del Club Italia. L’ex portiere ha rivelato di aver maturato la scelta immediatamente dopo la sconfitta contro la Bosnia, ma di aver atteso il passo indietro del vertice federale prima di rendere pubblica la decisione.

“Rassegnare le mie dimissioni un minuto dopo la fine della gara contro la Bosnia era un atto impellente”, ha spiegato Buffon, sottolineando come il mancato raggiungimento della qualificazione mondiale sia stato il fattore determinante. “Pur nella convinzione di aver costruito tanto a livello di spirito e di gruppo con Rino Gattuso, l’obiettivo principale era riportare l’Italia al Mondiale. E non ci siamo riusciti”. Buffon ha rivendicato il lavoro svolto nel settore giovanile e nella ricerca di una maggiore sinergia tra le varie selezioni azzurre, concludendo che è giusto lasciare alla nuova governance la piena libertà di scelta per il futuro.

Italia: Gravina si è dimesso, il 22 giugno le elezioni del nuovo presidente FIGC. La nota della FIGC: “Gravina rammaricato per l’interpretazione delle sue parole sugli altri sport”

Sono ore frenetiche per la Federcalcio. La terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali arrivata dopo il ko ai calci di rigore contro la Bosnia, ha decretato un abisso mai raggiunto. È tempo di rivoluzione, e ormai sembra vicinissimo l’addio del presidente della FIGC Gravina. Verso le dimissioni anche Gattuso e Buffon.

Il giornalista Michele Criscitiello, tramite un tweet, ha annunciato come Gravina abbia deciso: nella giornata di oggi arriveranno le dimissioni. Ma non solo, perché come detto a lasciare saranno anche Gattuso e Buffon. Abodi, si legge, avrebbe già chiamato Roberto Mancini per un possibile ritorno in panchina, ma prima si attende di capire chi prenderà il posto di Gravina. Oggi è prevista una riunione tra tutte le componenti della FIGC, si attendono solamente le ufficialità.


Arriva la svolta definitiva: Gabriele Gravina ha rassegnato le proprie dimissioni e non è più il presidente della FIGC. L’annuncio ufficiale è giunto nel pomeriggio di oggi proprio nel corso della riunione convocata con tutte le componenti del sistema calcio italiano. L’addio di Gravina segna l’inizio della fase di transizione: secondo quanto riportato da Sky Sport, i primi profili emersi per la successione sono quelli di Giovanni Malagò, ex presidente del CONI, e di Giancarlo Abete, attuale numero uno della LND e già presidente federale in passato. È stata inoltre fissata la data per il nuovo corso: le elezioni federali si terranno il prossimo 22 giugno. Resta ora da formalizzare l’uscita del Commissario Tecnico Gennaro Gattuso, la cui posizione era legata a quella del presidente dimissionario dopo il fallimento del playoff contro la Bosnia.

Nella nota ufficiale della FIGC, è stato affrontato anche il tema delle recenti polemiche post-Bosnia: Gravina si è detto “rammaricato per l’interpretazione delle sue parole sulla differenza tra sport dilettantistici e professionistici, che non volevano assolutamente essere offensive nei confronti di alcuna disciplina sportiva”, chiarendo che il riferimento era esclusivamente legato alle diverse regolamentazioni normative e alle autonomie delle Leghe.

(figc.it)

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Italia, Gattuso verso l’addio: Conte e Allegri in pole per sostituirlo

Il terremoto nella Nazionale italiana è solo all’inizio. Il pesantissimo ko contro la Bosnia che ha portato alla terza mancata partecipazione di fila al Mondiale porterà, stando alle ultime indiscrezioni, a dei cambiamenti di peso ai piani alti. A differenza di quanto successo quattro anni fa, infatti, a fare un passo indietro potrebbero essere tutti i vertici, dal Presidente della Federazione Gabriele Gravina in poi.

Fortemente in bilico anche la posizione di Gennaro Gattuso. Il commissario tecnico, che ha chiesto scusa subito dopo la sconfitta, potrebbe lasciare l’incarico già nelle prossime ore. Inoltre, stando a quanto riportato da Sky Sport, ci sarebbero già i due papabili favoriti per la sostituzione: Massimiliano Allegri e Antonio Conte, ma molto dipenderà dai loro contratti con Milan e Napoli.

Nazionale: Mancini, Cristante e Pisilli rientrano separati dal gruppo azzurro, a bordo di un aereo inviato dalla Roma

La spedizione azzurra in Bosnia si è conclusa con una delusione storica. Per i tesserati della Roma il rientro nella Capitale è avvenuto con modalità differenti rispetto al resto della squadra. Mentre il gruppo guidato da Gennaro Gattuso faceva ritorno in Italia sul volo di linea della Nazionale, Gianluca Mancini, Bryan Cristante e Niccolò Pisilli sono atterrati a Roma a bordo di un jet privato inviato direttamente dal club giallorosso. La scelta della società di mettere a disposizione un volo dedicato ha permesso ai tre calciatori di accorciare i tempi del viaggio e di rientrare immediatamente a casa per smaltire le scorie fisiche e mentali della sconfitta di Zenica. A riportare l’accaduto è stato il giornalista Francesco Repice, intervenuto ai microfoni di Radio Romanista: “Sono tornato in Italia con gli Azzurri, c’era tanta sofferenza a bordo. I giallorossi però non c’erano, la società ha mandato un aereo a prenderli per riportarli subito a Roma”.

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Mondiale 2026, l’Italia spera nel ripescaggio in caso di ritiro dell’Iran: il regolamento e la decisione della FIFA

La Bosnia supera l’Italia ai calci di rigore e fa cadere, per la terza volta consecutiva, la nazionale italiana nell’abisso. In America, Canada e Messico, la spedizione azzurra non ci sarà. Nelle ultime ore sta circolando, anche per cercare una speranza di fatto irreale, la possibilità di unripescaggio per gli azzurri. La questione aperta è quella che riguarda l’Iran, che potrebbe ritirarsi dalla competizione a causa della guerra con gli Stati Uniti. Il presidente della FIFA Infantino ha dichiarato che l’Iran ci sarà, ma nel caso di ritiro l’articolo 6 comma 7 lascia spazio ad interpretazioni.

L’articolo 6.7 del regolamento FIFA recita infatti: “Se una federazione partecipante si ritira e/o viene esclusa dalla Coppa del Mondo FIFA 2026, la FIFA deciderà sulla questione a propria esclusiva discrezione e prenderà qualsiasi provvedimento ritenuto necessario. La FIFA potrà decidere di sostituire la federazione partecipante in questione con un’altra federazione”. Non esiste, quindi, un ripescaggio diretto, la scelta è della FIFA a “propria esclusiva discrezione“.

Uno scenario che lascia spazio a interpretazioni e a possibilità per l’Italia, che tra le non qualificate è la prima nel ranking mondiale, occupando la dodicesima posizione. A ridurre notevolmente le speranze degli azzurri è che in caso di ritiro dell’Iran, la FIFA con altissima probabilità effettuerà il ripescaggio con un’altra squadra asiatica, quindi della stessa federazione. In questo caso ad accedere al Mondiale sarebbe la nazionale degli Emirati Arabi Uniti.

Il regolamento non mette, di fatto, nessun paletto, con la FIFA libera di scegliere, ma il ripescaggio dell’Italia resta comunque un’opzione remota, di fatto quasi impossibile.

(fanpage.it)

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LIVE – Italia, Gattuso verso le dimissioni. Domani la riunione tra le componenti della FIGC: previste le dimissioni di Gravina

L’Italia è nel periodo più buio della sua storia calcistica e la sconfitta ai calci di rigore contro la Bosnia ha sancito la mancata partecipazione al Mondiale per la terza volta consecutiva. La clamorosa debacle porterà a una rivoluzione all’interno della FIGC e i prossimi giorni saranno decisivi. Ecco tutti gli aggiornamenti sul futuro del commissario tecnico Gennaro Gattuso e il presidente della Federcalcio Gabriele Gravina.

LIVE

17:46 – Secondo quanto anticipato dal giornalista Fabio Ravezzani e riportato da Daniele Longo, il Presidente della FIGC Gabriele Gravina sarebbe prossimo a rassegnare le proprie dimissioni, che dovrebbero essere ufficializzate nella giornata di domani. Se confermata, la decisione segnerebbe un cambio istituzionale atteso da ieri, arrivando dopo le crescenti pressioni e i dibattiti sulla necessità di un rilancio totale del sistema calcio nazionale.

17:26 – Sulla questione del necessario rinnovamento del sistema calcistico nazionale è intervenuto da Cagliari anche il presidente della Lega Serie A, Ezio Simonelli: “Non faccio commenti sulle cose degli altri, so che c’è una grossa pressione, credo comunque ci saranno delle riunioni a breve su questo tema, quindi non mi voglio pronunciare. E’ chiaro che bisogna trovare delle forme di rilancio del calcio italiano, col ministro Abodi ne stavamo già parlando da prima perché è evidente che è un problema che esiste da anni, non è che ci siamo accorti all’improvviso di non essere più un calcio di vertice. C’è da fare un ragionamento complesso, mettere al tavolo tanti interlocutori ma certo qualcosa va fatto”.

14:30 – Arrivano ulteriori aggiornamenti sul caos generato dalla sconfitta dell’Italia contro la Bosnia. A Roma, infatti, nella notte ci sarebbe stato un lancio di uova contro la sede della Federcalcio, a sostegno dei malumori del popolo italiano. Inoltre, poi, sarebbero apparsi degli striscioni denigratori nei confronti del presidente della FIGC, Gabriele Gravina. Sono chieste a gran voce le sue dimissioni.

13:20 – Come rivelato dall’emittente televisiva, il presidente della FIGC Gabriele Gravina ha convocato per domani una riunione con tutte le componenti del calcio italiano (Serie A, Serie B, Serie C, Lega Nazionale Dilettanti, Assoallenatori e Assocalciatori) per sondarne l’orientamento in vista del Consiglio Federale in programma la prossima settimana.

13:00 – “Come sto? Bene, bene”: sono queste le parole di Gabriele Gravina poco prima di entrare all’interno della sede della FIGC a Via Allegri.

12:55 – Come confermato dal sito del quotidiano, Gennaro Gattuso sembra essere sempre più vicino all’addio: secondo quanto appreso da fonti vicine all’allenatore, il ct va verso le dimissioni.

(ilmessaggero.it)

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12:50 – Federico Ferri, direttore dell’emittente televisiva, ha svelato quattro possibili scenari sul futuro della FIGC: le dimissioni del presidente Gabriele Gravina, il commissariamento (breve per andare subito a nuove elezioni o speciale per tentare di risolvere i problemi) della Federcalcio da parte del CONI, la convocazione delle elezioni da parte di Gravina oppure la nomina di Giovanni Malagò come presidente della FIGC. Quest’ultima opzione viene particolarmente caldeggiata da diversi presidenti di club di Serie A, i quali hanno già sondato l’eventuale disponibilità dell’ex numero uno del CONI, e si tratta di un’ipotesi concreta.

In bilico anche il futuro del commissario tecnico Gennaro Gattuso, il quale potrebbe lasciare la Nazionale in seguito all’eliminazione. Tra le possibilità c’è anche il ritorno di Antonio Conte, il quale è stato sulla panchina dell’Italia dal 2014 al 2016. “Al momento si tratta di ipotesi abbastanza precoci ma non campate in aria”, le parole di Ferri.

(Sky Sport)

12:24 – Andrea Abodi, ministro per lo Sport, chiede a gran voce le dimissioni del presidente della FIGC Gabriele Gravina: “Il calcio è uno sport e, in un tempo di crisi militari ed economiche come questo, non va caricato di significati eccessivi. D’altra parte è innegabile che non sia solo uno sport. Particolarmente in Italia, dove il calcio si fa cultura popolare, rito comunitario, prestigio internazionale – scrive in una nota ufficiale –. Mi dispiace pensare che ci sia un’intera generazione di bambini e ragazzi che non abbia ancora provato l’emozione di veder giocare la Nazionale in un mondiale di calcio. Ringrazio la squadra e il suo allenatore per l’impegno che hanno dimostrato anche ieri sera, ma è evidente a tutti che il calcio italiano va rifondato e che questo processo debba ripartire da un rinnovamento dei vertici della FIGC. Il Governo ha dimostrato concretamente, in questi anni, l’impegno a favore di tutto il movimento sportivo italiano. I nostri atleti ci hanno regalato enormi soddisfazioni in tante discipline, e io reputo obiettivamente scorretto tentare di negare le proprie responsabilità sulla terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali di calcio, accusando le Istituzioni di una presunta inadempienza e sminuendo l’importanza e il livello professionistico di altri sport. Noi continueremo, come abbiamo fatto finora, a fare ciò che compete alle Istituzioni ma serve responsabilità, umiltà e rispetto da parte di tutti. L’Italia deve tornare ad essere l’Italia, anche nel calcio mondiale”.

Abodi chiede le dimissioni di Gravina: “Il calcio italiano va rifondato a partire dai vertici della FIGC”

Andrea Abodi, ministro per lo Sport, ha diramato una nota all’indomani della clamorosa sconfitta dell’Italia contro la Bosnia e la conseguente mancata partecipazione al Mondiale per la terza volta consecutiva. Ecco il suo messaggio: “Il calcio è uno sport e, in un tempo di crisi militari ed economiche come questo, non va caricato di significati eccessivi. D’altra parte è innegabile che non sia solo uno sport. Particolarmente in Italia, dove il calcio si fa cultura popolare, rito comunitario, prestigio internazionale. Mi dispiace pensare che ci sia un’intera generazione di bambini e ragazzi che non abbia ancora provato l’emozione di veder giocare la Nazionale in un mondiale di calcio. Ringrazio la squadra e il suo allenatore per l’impegno che hanno dimostrato anche ieri sera, ma è evidente a tutti che il calcio italiano va rifondato e che questo processo debba ripartire da un rinnovamento dei vertici della FIGC. Il Governo ha dimostrato concretamente, in questi anni, l’impegno a favore di tutto il movimento sportivo italiano. I nostri atleti ci hanno regalato enormi soddisfazioni in tante discipline, e io reputo obiettivamente scorretto tentare di negare le proprie responsabilità sulla terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali di calcio, accusando le Istituzioni di una presunta inadempienza e sminuendo l’importanza e il livello professionistico di altri sport. Noi continueremo, come abbiamo fatto finora, a fare ciò che compete alle Istituzioni ma serve responsabilità, umiltà e rispetto da parte di tutti. L’Italia deve tornare ad essere l’Italia, anche nel calcio mondiale”.

Bosnia-Italia, Dzeko consola i suoi ex compagni alla Roma: gli abbracci con Mancini, Cristante e Calafiori (FOTO)

L’Italia cade ancora e per la terza volta consecutiva non riesce a qualificarsi al Mondiale. La Bosnia vince ai rigori, dopo 120 minuti terminati con il punteggio di 1-1. Un dramma calcistico senza precedenti e che non sembra avere fine. La Bosnia guidata da Edin Dzeko, invece, ha staccato il pass per la kermesse e l’ex centravanti della Roma nella serata di Zenica ha affrontato diversi suoi ex compagni in giallorosso: Mancini, Cristante e Calafiori.

Al termine del match, l’attaccante bosniaco si è dimostrato ancora una volta un uomo dal cuore d’oro e con grande empatia. Dzeko, infatti, ha cercato uno ad uno i suoi ex compagni nella Roma abbracciandoli in un momento di profonda tristezza e delusione.

U18, Irlanda-Italia 1-2: doppietta di Arena

Notte da protagonista per Antonio Arena. Il giovane attaccante giallorosso è stato il match winner della gara U18 fra Irlanda e Italia. Gli Azzurri hanno così confermato il posto in classifica in vista della qualificazione all’Europeo U19 del 2027.