Roma-Genoa, striscioni di sfottò per Bernabé. Da “Juan tieni duro” a “L’unico stemma che te rimane è la protesi imperiale” (FOTO)

Il caso del falconiere della Lazio Juan Bernabé, licenziato per aver mostrato le foto di una protesi peniale, non è di certo passato inosservato. I tifosi della Roma ne hanno subito “approfittato” portando uno striscione di sfottò fuori dallo stadio Olimpico prima della sfida tra i giallorossi e il Genoa: “L’unico stemma che te rimane è la protesi imperiale”. 

Un altro striscione, all’interno dello stadio, recitava: “Juan tieni duro”

(LR24 – Emanuele Grilli)

Chalamet e la battuta su Totti per l’uscita del nuovo film: “Sto aspettando il suo endorsement” (VIDEO)

Timothée Chalamet, noto attore e protagonista di moltissimi film tra cui Interstellar, è intervenuto nel corso della presentazione del film “A Complete Unknown” all’Auditorium Parco della Musica e ha citato Francesco Totti: “Sto aspettando il suo endorsement. Sto aspettando che veda il film”, la battuta dello statunitense. Successivamente una fan gli ha rivelato che il Capitano aveva già visto il video andato virale sui social: “Di già? Davvero? Wow!”, la risposta incredula di Chalamet.

AS Roma, i Friedkin rinviano di un anno l’aumento di capitale: aggiunti 130 milioni

Zitti zitti i Friedkin non hanno chiuso l’aumento di capitale della As Roma fino a 520 milioni di euro previsto entro il 31 dicembre 2024 e l’hanno rinviato di un anno, stabilendo che il nuovo apporto di capitale in una o più tranches potrà avvenire fino a raggiungere un massimo di 650 milioni di euro, quindi 130 milioni di euro oltre le originarie previsioni.

L’attuale capitale sociale della As Roma risulta sottoscritto e versato per 93.942.205,19 euro ma è largamente insufficiente rispetto alle condizioni patrimoniali della società. Secondo l’ultimo bilancio della squadra di calcio della capitale al 30 giugno 2024 dopo avere registrato una perdita operativa di 81,3 milioni di euro il patrimonio netto consolidato della As Roma risultava essere negativo di 407,7 milioni di euro. La Romulus and Remus investments Llc, controllata dalla Need dei Friedkin, negli ultimi due anni ha erogato alla società 322,5 milioni di euro di finanziamenti (235 milioni nel 2022-23 e 90 milioni nel 2023- 24) a cui si sono aggiunti fino a metà dicembre altri 10 milioni di euro, ma gran parte di queste somme sono state utilizzate per il rimborso del prestito obbligazionario emesso nel 2019.

Per fare fronte al grave squilibrio patrimoniale i proprietari americani della squadra di calcio della capitale nell’ultimo anno hanno deciso di convertire 110,076 milioni di euro di debiti della società verso i soci (quindi verso i Friedkin) in riserva azionisti in conto futuro aumento di capitale della società. Questa voce, dopo precedenti scelte simili, ammonta oggi in bilancio a 505,427 milioni di euro. […]

(open.online)

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Tancredi: “Lo Scudetto nel 1983? Quella squadra era costruita per trionfare. Forse con il VAR avremmo vinto la Coppa dei Campioni e qualche campionato in più…”

ASROMA.COM – Franco Tancredi, ex portiere della Roma, ha rilasciato un’intervista ai canali ufficiali del club nel corso del podcast “Serie A Preview” e ha ricordato tutti i momenti vissuti con la maglia giallorossa tra cui la vittoria dello Scudetto nel 1983. Ecco le sue parole.

Sei ancora un mito per tutte le generazioni dei tifosi della Roma…
“Sono orgoglioso e felice di essere stato un portiere che ha fatto il bene di questa eccellente società. Non finirò mai di ringraziarvi, soprattutto la società e il presidente Dino Viola. Abbiamo fatto qualcosa di importante, ma ci è mancato qualcosina per entrare nella storia e mi riferisco alla Coppa dei Campioni. Mi è rimasta sul groppone quella finale”.

Il percorso di quella squadra è stato splendido…
“Sì perché è stato programmato tutto. Ci è mancato poco, è stato un percorso mirato a partire dalla vittoria della Coppa Italia fino alla finale della Coppa dei Campioni. Quella sera mi è mancato qualcosa… Inoltre avevamo dei rigoristi fantastici come Maldera, Cerezo, Pruzzo. Siamo stati sfortunati e la fortuna serve”.

Hai scoperto di essere diventato un giocatore della Roma alla radio?
“Sì. Ero con mia moglie e mia suocera, il mercato chiudeva alle 18 e io ero seguito da diverse squadre. Quando sentimmo l’offerta della Roma eravamo tutti felici, c’era anche la possibilità di stare vicino casa e inoltre mi affascinava venire a giocare nella Capitale. Questo è stato un colpo di fortuna”.

Hai giocato 288 partite con la Roma, di cui 258 consecutive…
“Ci tengo tantissimo. Ho giocato quasi sempre e devo ringraziare anche Liedholm, il quale mi ha aiutato tantissimo e mi ha dato la possibilità di arrivare ad alti livelli. A volte sentivo la necessità di riposare, ma lui non voleva. Ha avuto grande coraggio perché mise fuori squadra Paolo Conti, che reputo un grande portiere. Ha scelto me e non mi ha più tolto. Va detto che si facevano 30 partite e non 38 in un campionato”.

Ti vedi ancora con i tuoi ex compagni di squadra?
“Sì, io sono entrato da 6/7 mesi ed è veramente fantastico. Ci divertiamo e andiamo a mangiare sempre al ristorante per ritrovarci. Con noi viene anche Bruno Giordano. Parliamo di calcio e a Giordano ricordo sempre che gli ho parato un rigore al derby (ride, ndr).

Segui ancora il calcio?
“Sono aggiornato e vedo con piacere, anche se è un altro calcio. C’è tutta un’altra tensione e situazione, ora i calciatori girano parecchio. Fanno i professionisti, i calciatori non hanno più la possibilità di avere un giorno libero e giocano sempre. Sono dei piccoli Superman, giocano tantissimo e lo fanno a grandi livelli e velocità”.

Con il calcio di oggi avresti almeno il doppio delle presenze…
“Prima c’era il portiere titolare e poi la riserva fissa, mentre ora spesso si alternano nelle coppe”.

Quando viene nominato il Genoa ai tifosi della Roma viene solo un ricordo: 8 maggio 1983, Roma Campione d’Italia.
“L’abbiamo voluto, il presidente Viola e Liedholm l’avevano programmato. Forse avremmo potuto fare qualcosa in più in campionato se ci fosse stato il VAR, perché il gol di Turone era valido. E forse anche la Coppa dei Campioni, perché non fu fischiato il fallo su di me per la regola del vantaggio… La cosa più bella dopo la partita di Genova è quando siamo arrivati a Ciampino e c’era tutta la gente in piazza, c’era un entusiasmo incredibile. Abbiamo meritato quello Scudetto e ammazzato sul piano del gioco e della personalità. Quella era una squadra fatta per vincere, anche gli avversari hanno riconosciuto la nostra grandezza”.

Avete regalato una gioia incredibile ai tifosi della Roma.
“Come posso dimenticare lo striscione fatto per me quando tornai all’Olimpico con la maglia del Torino nell’ultimo anno in cui ho giocato a calcio? Ti ripaga di tutti i sacrifici che hai fatto, è indimenticabile quello striscione e lo porto sempre nel mio cuore. Mi ha emozionato, la maggior parte delle emozioni che ho provato nella vita le devo a questa città e questa società. Poi sono diventato preparatore dei portieri e ho girato il mondo, ma non c’è paragone con ciò che è stato fatto nel 1983.

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RANIERI: “A fine stagione smetto: il club cercherà un allenatore per portare la Roma nell’élite del calcio”

RAI SPORT – Claudio Ranieri parlerà a ‘Dribbling’, storica trasmissione in onda ora il sabato alle 18.30. Un’anticipazione delle parole del tecnico della Roma che si esprime così sul futuro allenatore dei giallorossi: “Il club cercherà un nuovo allenatore in grado di portare la squadra nell’elite del calcio italiano ed europeo”.

Claudio Ranieri sembra poi fare definitivamente chiarezza su quello che succederà al termine della stagione: “A fine stagione smetto di allenare, è il momento di dire basta”.

Lazio, Bernabé: “Questa mattina è arrivata la polizia, ma non sono barricato. Ho fatto il video a scopo medico”

RADIO 24 – Nuovi sviluppi della vicenda dell’ex falconiere della Lazio, Juan Bernabé, licenziato dopo aver mostrato sui social il risultato della protesi peniena. Lo spagnolo è intervenuto ai microfoni della trasmissione radiofonica ‘La Zanzara’, stesso programma in cui ieri ha parlato Claudio Lotito. “Questa mattina è arrivata la polizia, ma non sono barricato. Ho un certificato, non posso muovermi – le sue parole -. Chiedo un estremo perdono per il danno che ho causato e che ammetto. Sono stato uno stupido. C’è un tabù in questa società. Che differenza c’è tra un pene e un dito, o un altro organo del nostro corpo? Se mi fossi masturbato in quella foto sarebbe stato un conto ma ho semplicemente fatto un video dove si vedeva un’erezione indotta da quel dispositivo. Quello che ho fatto era a scopo medico”.

Roma-Genoa: le info per i tifosi. Cancelli aperti alle 18:45

Domani sera alle 20:45 la Roma sarà impegnata all’Olimpico contro il Genoa di Vieira. Come fa sapere il club, saranno presenti oltre 60mila spettatori. I cancelli dello stadio verranno aperti alle ore 18:45. Tra il primo e il secondo tempo del match, inoltre, la squadra femminile di Alessandro Spugna farà il giro di campo dell’Olimpico sfilando con la Supercoppa Italiana vinta recentemente contro la Fiorentina.

Arsenal, Calafiori ricorda l’infortunio in Roma-Viktoria Plzen: “Mi ha segnato e da quel momento sono cambiato”

SKY SPORT – Riccardo Calafiori, ex calciatore della Roma e ora in forza all’Arsenal, ha rilasciato un’intervista all’emittente televisiva e tra i vari temi trattati è tornato a parlare del bruttissimo infortunio rimediato nel 2018 nel corso del match di UEFA Youth League tra Roma e Viktoria Plzen. Ecco le sue parole.

Quando ha capito che sarebbe diventato un calciatore?
“Dopo l’infortunio che avevo avuto a 16 anni. Mi dissero che probabilmente non sarei tornato a giocare. Mi ricordo come ero prima, poi sono cambiato perché quell’esperienza mi ha segnato. Quando sono tornato in campo ero convinto che sarei diventato calciatore, ma neanche nei momenti migliori mi aspettavo di arrivare a questi livelli”.

Perotti: “Soulé? Colpo pazzesco della Roma, Ranieri riuscirà a valorizzarlo. La stagione dei giallorossi inizia adesso”

RADIO MANÀ MANÀ SPORT – Diego Perotti, ex calciatore della Roma, è intervenuto ai microfoni dell’emittente radiofonica e si è soffermato su numerose tematiche riguardanti il mondo giallorosso a partire dalla sua avventura fino ad arrivare a Claudio Ranieri e Matias Soulé. Ecco le sue parole.

Quale è stata la Roma più forte in cui hai giocato?
“Sicuramente quella dei primi sei mesi con Spalletti e l’anno successivo. Entravamo in campo ed eravamo sicuri di fare almeno 2/3 gol. C’era gente come Salah, Totti, Nainggolan, De Rossi e Alisson… Purtroppo, non siamo riusciti a vincere niente”.

Il tuo modo di calciare i rigori?
“Quando tiravo i rigori cercavo di guardare fino all’ultimo il portiere, il quale prima o poi avrebbe dovuto fare una piccola mossa. Sono ancora dispiaciuto per il rigore sbagliato con la maglia della Salernitana, ma per fortuna ci siamo salvati lo stesso. Se avessi fatto quel gol forse avrei giocato ancora in Serie A”.

Il gol con la rabona contro il Viktoria Plzen?
“Ho crossato, sono sincero. Se dicessi che era voluto verrei insultato”.

Cosa è cambiato con Ranieri?
“La stagione della Roma inizia adesso, il derby ti dà qualcosa in più. I giallorossi l’hanno vinto molto bene, peccato non abbiano trovato continuità contro il Bologna. Alcuni giocatori, come Dybala e Paredes, hanno ritrovato fiducia. La Roma ha calciatori forti. Ranieri è riuscito a tirare fuori il meglio da loro e ad infondere fiducia”.

Soulé?
“La Roma ha fatto un colpo pazzesco con Matias. Sta giocando meno adesso, ma è uno che ha coraggio e non ha paura di farsi dare la palla. Gli manca un po’ di fiducia, ma sa giocare a calcio. Sono sicuro che Ranieri riuscirà a valorizzarlo, è uno molto vicino ai giocatori e ti fa stare sereno”.

Che idea hai di Dovbyk?
“Anche Dzeko è stato molto criticato all’inizio, addirittura faceva panchina a me che giocavo falso nove, poi sappiamo come è andata. Dovbyk è al primo anno, ma i gol li sta facendo. Può fare e farà meglio ma è appena arrivato. Deve trovare fiducia e anche un pizzico di fortuna”.

Lazio: il falconiere Bernabé si barrica a Formello. Lotito: “Non c’è perdono”

Sono ore caotiche a Formello, come racconta il sito del quotidiano, dopo il licenziamento del falconiere Juan Bernabé e dell’urologo Gabriele Antonini: nei giorni scorsi Bernabé si era sottoposto a intervento di protesi peniena mostrando sui social il risultato. Ora lo spagnolo, che da 15 anni vive presso il centro sportivo del club biancoceleste, sta invocando il perdono ma Claudio Lotito sembra irremovibile. Per questo Bernabé nelle ultime ore si è chiuso nella sua stanza continuando a disperarsi, dando segni di profondo strazio e si teme perfino per la sua incolumità. […]

(roma.corriere.it)

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Intervenuto ai microfoni del programma radiofonico ‘La Zanzara’ Claudio Lotito è tornato a commentare la vicenda del falconiere licenziato: Di fronte a una cosa del genere non c’è perdono, la Lazio è quotata in borsa. Mostrare il pene meglio di fare il saluto romano? A casa mia non è così. Il falconiere va nelle scuole coi bambini di 9 anni. Va internato! Se fai il falconiere e porti l’aquila, non vai a dire in giro che devi eiaculare due volte al giorno. Se no fai il rappresentante del casino. Questa è la Lazio mica stiamo a parlà de Cicciolina!”.

(Radio 24)