ECA: Dan Friedkin a Bruxelles per le riunioni del consiglio e del comitato esecutivo (FOTO)

Tappa in Belgio per Dan Friedkin: il presidente giallorosso ha partecipato a Bruxelles alle riunioni dell’ECA, associazione dei club europei di cui è membro. L’ECA si è riunita a Bruxelles per tenere i primi incontri del consiglio e del comitato esecutivo del 2025 con l’obiettivo, si legge nella nota dell’organismo, di rafforzare il legame con le principali istituzioni europee e promuovere il modello sportivo europeo.

HUMMELS: “A Bilbao l’errore più grande della mia carriera, i giorni successivi sono stati terribili”

Mats Hummels torna a parlare dell’errore che in Athletic Bilbao-Roma ha compromesso il match di Europa League. Il difensore tedesco ha apertamente commentato l’episodio del suo cartellino rosso nel suo podcast Alleine ist schwer. Ecco le sue parole.

“Ho fatto un esame di coscienza. Temo che possa essere stato il più grande errore della mia carriera. È stato davvero terribile stare negli spogliatoi e sperare per tutta la partita di farcela. Sai che ognuno dei tuoi compagni deve correre di più ora, solo per colpa tua. I giorni successivi sono stati davvero uno schifo. In Tv sembra anche peggiore, perché è ancora più evidente che questo passaggio non andava fatto. Raramente ho comunque sperimentato una reazione così buona da parte di una squadra a una cosa del genere”.

“A mio parere, non era un episodio da cartellino rosso perché è avvenuto a pochi metri nella nostra metà campo. Sono rimasto molto sorpreso dal fatto che abbia ricevuto un rosso diretto. Se l’arbitro avesse dato un giallo, non credo che il Var poi lo avrebbe cambiato con un rosso”.

Nicolini (Shakhtar): “Dovbyk esploderà, pochi come lui in Europa”

Carlo Nicolini, preparatore dello Shakhtar di cui poi è diventato dirigente, ha parlato all’emittente radiofonica di Dovbyk usando parole di grande elogio: “Artem è un grande calciatore, lo ha fatto vedere in Ucraina, poi in Spagna e ora in Italia ha comunque segnato 15 gol. Credo che le critiche che gli rivolge parte dell’ambiente romano siano dovute a due dinamiche: in primis perché forse è stato pagato troppo e quel prezzo pesa sulle aspettative di tutti; poi la Roma ha avuto delle vicissitudini tecniche quest’anno con diversi allenatori cambiati e una squadra che ha iniziato a funzionare nella seconda parte di questa stagione. Questo ha inciso sul suo rendimento”.

Continua Nicolini: “Da aggiungere a questo la dinamica famigliare incide tantissimo: credetemi per me che conosco l’Ucraina, quel paese, quella gente lì, pesa nel cuore di questi ragazzi avere la famiglia lì e svegliarsi ogni giorno sperando che nessuno dei propri cari sia morto”.

Non ha dubbi Nicolini sul potenziale di Dovbyk: “Artem secondo me esploderà, punte come lui ce ne sono poche in Europa. Ha cambiato tre paesi in tre anni, quando l’ho visto qui col Dnipro faceva reparto da solo e a sportellate con tutti, non credo si sia rammollito tutto insieme. Ha un’indole diversa da quella che forse a tratti ha mostrato a Roma. E’ un momento che passerà, dategli fiducia e vedrete”.

(Retesport)

Sozza: “VAR a chiamata? L’AIA è sempre stata favorevole e aperta alla tecnologia”

Nella serata odierna sta andando in scena la 40esima edizione del ‘Premio Maestrelli’, evento in cui sono stati premiati anche Claudio Ranieri e Carlo Ancelotti. A margine della cerimonia l’arbitro Simone Sozza ha rilasciato alcune dichiarazioni, soffermandosi anche sulla possibile introduzione del VAR a chiamata. Ecco le sue parole.

Si sente la pressione della categoria e della gestione che diventano sempre più complesse?
“Sì, la pressione c’è ed è giusto che ci sia. Affrontiamo partite importanti in un campionato altrettanto importante, che quest’anno è ancora più equilibrato e interessante. Quindi per noi la pressione è naturale ed è giusto che ci sia. Ma abbiamo tutte le risorse e le possibilità per affrontarla e gestire meglio le situazioni e le partite”.

Cresce sempre di più l’apporto della tecnologia: come viene percepito dal mondo arbitrale? Che idea si è fatto della possibilità del VAR a chiamata?
“L’AIA è sempre stata apertissima alla tecnologia. Non a caso siamo il primo paese ad aver iniziato a utilizzare il VAR e tutte le innovazioni tecnologiche, come il SOAT (il fuorigioco semiautomatico). Quindi, dal nostro lato, siamo assolutamente favorevoli. Per quanto riguarda eventuali modifiche al protocollo leggo che se ne sta parlando e l’AIA sarà sicuramente a disposizione per valutarle e, se necessario, implementare il protocollo attuale”.

Quanto vi preoccupa il fatto che spesso le proteste nei vostri confronti si ripercuotano sugli arbitri più giovani?
“Una protesta plateale o un gesto di un calciatore di Serie A, purtroppo, nei campi di periferia può trasformarsi in una spinta, un pugno o uno sputo. In Serie A siamo chiaramente tutelati, i calciatori sono professionisti e si comportano in determinati modi. In una categoria inferiore o provinciale, però, i calciatori hanno meno da perdere, quindi l’esempio deve partire dai campi più importanti, quelli più blasonati”.

Real Madrid, Ancelotti: “Ritorno in Italia? Ci vengo spesso, lunedì devo ritirare un altro premio…”

Carlo Ancelotti, allenatore del Real Madrid, è intervenuto tramite videochiamata alla cerimonia della 40esima edizione del ‘Premio Maestrelli’. Il tecnico dei Blancos, accostato alla Roma in vista della prossima stagione per sostituire Claudio Ranieri (anche lui premiato all’evento odierno), ha vinto il premio internazionale e tra i vari temi trattati ha parlato del possibile ritorno in Italia: “Sono molto onorato di ricevere questo prestigioso riconoscimento. È un premio importante e mi fa piacere riceverlo. Complimenti anche ai vincitori di quest’anno, è un onore per tutti noi”.

La rivedremo in Italia?
“In Italia ci vengo spesso. Come già detto lunedì vengo a ricevere un altro premio prestigioso e poi il mio passaporto è italiano…”.

Seleznyov (ex compagno Dovbyk): “Aspettate e vedrete il vero Artem. Entro un paio di anni sarà capocannoniere”

GAZZETTA.IT – Yevhen Seleznyov, ex compagno di squadra di Artem Dovbyk al Dnipro, ha rilasciato un’intervista all’edizione online del quotidiano e si è soffermato proprio sul centravanti della Roma. Ecco le sue parole.

Come lo vede Dovbyk in giallorosso?
“Credo che il fattore principale sia il tempo. La chiave è aspettare, dargli modo di ambientarsi e di prendere confidenza con il vostro calcio. Più tattico di quello spagnolo. Ma attenzione: se aspetterete un minimo, vedrete il vero Dovbyk”.

In cosa lo vede migliorato?
“Artem ha tutte le caratteristiche per fare bene nel vostro campionato. È veloce, forte fisicamente e sa attaccare la profondità. Appena si sarà ambientato del tutto, inizierà a segnare a raffica. Così come ha fatto in Spagna, lo stesso farà in Italia. Entro un paio d’anni sarà capocannoniere”.

È anche una questione di testa secondo lei?
“Assolutamente sì, è soprattutto una questione mentale. Parliamo di un ragazzo sensibile, un gran lavoratore. Però sa, a Roma, non è semplice. Hai tante pressioni e tante aspettative, non conosci la lingua e tante altre cose. Anche il feeling con i compagni sta migliorando”.

Quanti gol può fare in Italia secondo lei?
“Penso che sia sbagliato dare un giudizio adesso. A volte dopo le partite leggo delle critiche e credo siano ingiuste. Non le merita. Non è facile fare bene da subito. Ma i gol stanno arrivando, lasciatelo tranquillo e vi farà esultare”.

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Bournemouth, Huijsen: “Mi sarebbe piaciuto passare più tempo con Mourinho. De Rossi? È stato come un secondo padre per me”

RELEVO – Dean Huijsen, ex difensore della Roma e attualmente in forza al Bournemouth, ha rilasciato un’intervista al portale spagnolo e tra i vari temi trattati è tornato a parlare della sua avventura semestrale (da gennaio 2014 a giugno) nel club capitolino. Ecco le sue dichiarazioni: “Sono andato alla Juventus a 16 anni e ho fatto la trafila delle giovanili fino ad arrivare in prima squadra. La scorsa stagione sono andato in prestito alla Roma, dove ho giocato per metà anno finché non mi hanno acquistato in Inghilterra. Il motivo per cui sono andato in Italia è stato quello di migliorare dal punto di vista difensivo, volevo essere più completo. In Spagna ho migliorato il controllo del pallone e in Inghilterra l’intensità di gioco. Il ritmo elevato e il gioco uno contro uno mi hanno fatto imparare molto”.

Quale allenatore l’ha influenzata di più?
“Ho avuto buoni allenatori, Iraola ha avuto un grande impatto su di me. Prima di lui sono stato con Mourinho, De Rossi, Allegri…. Posso solo essere grato a loro perché mi hanno dato delle opportunità. Ho imparato qualcosa da tutti loro”.

Mourinho l’ha chiamata per convincerla ad andare alla Roma?
“Mi ha chiamato ed è stata un’esperienza. Da lui ho mantenuto la competitività e al livello difensivo ho imparato molto anche se sono stato poco tempo con lui. Mi sarebbe piaciuto passare più tempo con lui. Mi sono trovato molto bene anche con De Rossi, che per me è stato come un secondo padre. In Italia l’aspetto difensivo è fondamentale, lui mi aiutava anche fuori dal campo, si preoccupava di come stavo e cose del genere”.

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Fiorentina punita per la coreografia contro la Juventus: nel 2001 la squalifica della Curva Nord per la scritta offensiva nel derby

Nell’ultimo weekend prima della sosta per le nazionali è andato in scena il match tra Fiorentina e Juventus (terminato 3-0 in favore della Viola) e a far discutere è stata soprattutto la coreografia esposta dalla Curva Ferrovia poco prima del calcio d’inizio: “Juve m***a”, la scritta realizzata con i cartoncini bianchi. Nella giornata odierna è arrivato il referto del Giudice Sportivo e questa iniziativa è costata alla società toscana una multa da 50.000 euro con diffida.

Un episodio simile accadde nel Derby della Capitale del 29 aprile 2001: le telecamere de Stream evitarono infatti di inquadrare la coreografia della Curva Nord della Lazio composta da fratini e cappellini che formavano la scritta “Roma m***a”. Il settore era diffidato, motivo per cui arrivò la squalifica ma non solo: a causa di uno striscione razzista la Lazio fu punita con una partita a porte chiuse e una doppia multa (40 milioni di lire per l’insulto su carta e 20 per l’insulto scenografico). Sul caso intervenne addirittura la Cassazione, che ritenne la scritta “offensiva e una indiretta induzione alla violenza in forma di provocazione”, ma allo stesso tempo rientrava nel “libero diritto di manifestare”.

Diverso, invece, quanto accaduto nel Derby di quest’anno: la Curva Sud infatti espose la coreografia con la scritta “Anti Lazio” , ma dato che si trattò di opposizione e non insulto, la Roma fu punita soltanto con 10.000 di multa per il lancio di cinque fumogeni e un petardo.

(sportface.it)

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Lazio: distrazione muscolare al soleo sinistro per Castellanos

Problema muscolare per Valentin Castellanos. L’attaccante della Lazio è stato sottoposto a esami clini e strumentali che hanno evidenziato una distrazione muscolare al soleo sinistro. È in dubbio per il derby. La nota del club:

La S.S. Lazio comunica che il calciatore Valentin Castellanos è stato sottoposto ad esami clinici e strumentali presso Clinica Villa Mafalda. Gli accertamenti hanno evidenziato una distrazione muscolare a carico del soleo sinistro. Il calciatore ha già iniziato le cure specifiche del caso e verrà sottoposto a monitoraggio clinico quotidiano per quantificare i tempi di recupero”.

(sslazio.it)

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Kluivert: “Ho sbagliato a lasciare l’Olanda a 19 anni, ma pensavo fosse la scelta giusta per arrivare al Barcellona”

TELEGRAAF – Justin Kluivert, ex giocatore della Roma e oggi protagonista con la maglia del Bournemouth, ha rilasciato un’intervista al quotidiano olandese. Ecco le parole dell’ex giallorosso: “Con la squadra giovanile dell’Ajax vincevamo quasi sempre e io ero appena entrato in prima squadra quando abbiamo raggiunto la finale di Europa League“. Sul passaggio alla Roma a 19 anni: “Pensavo che sarebbe stato il modo più veloce per arrivare a Barcellona, ma ovviamente non è così semplice“. Sui diversi prestiti quando era sotto contratto con i giallorossi: “Sempre un nuovo club, una nuova concorrenza e un nuovo allenatore. Non lo consiglio a nessuno. Il Bournemouth alla fine è stata una buona scelta. Il mio allenatore Andoni Iraola pensava che non avrei dovuto giocare sulle fasce, ma dietro la punta. E ho continuato a giocare lì. La cosa divertente è che il direttore tecnico Marc Overmars dell’Ajax ha anche detto che avrei giocato come ‘dieci‘”.

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