LAROMA24 (Paolo Rosi) – La Roma, al lavoro per rinforzare il reparto offensivo al più presto, non perde di vista il futuro e monitora i migliori talenti del panorama europeo. L’ultimo nome accostato ai giallorossi è quello di Robinio Vaz, attaccante classe 2007 dell’Olympique Marsiglia, un profilo su cui c’è già la concorrenza di mezza Europa ma che la dirigenza romanista segue con grande attenzione.
LA CARRIERA – Nato il 17 febbraio 2007 a Mantes-la-Jolie, Vaz è un attaccante francese di origini guineane. Cresciuto nei settori giovanili di Mantes e Mantois, si trasferisce al Sochaux nel 2022, dove resta per due anni. Nell’estate del 2024, l’Olympique Marsiglia lo acquista per 200mila euro, aggregandolo inizialmente alla squadra riserve. L’esordio in prima squadra arriva il 14 gennaio 2025, in Coppa di Francia.
La stagione attuale, 2025-2026, è quella della sua progressiva affermazione. Nonostante i soli 18 anni, Vaz fa stabilmente parte della rosa della prima squadra, con cui ha già collezionato 14 presenze in Ligue 1 (con 4 gol e 2 assist) e 4 apparizioni in Champions League. Il suo impiego, tuttavia, è ancora limitato (24% dei minuti totali in campionato), ma il suo impatto ogni volta che viene chiamato in causa è degno di nota. Il suo contratto con l’OM scade il 30 giugno 2028. A livello di nazionale, ha fatto tutta la trafila delle giovanili francesi, dall’Under 16 fino alla recente convocazione con l’Under 20.
LE CARATTERISTICHE – Alto 1,85 m, Robinio Vaz è una punta centrale che unisce doti fisiche importanti a una sorprendente partecipazione alla manovra. Non è il classico centravanti statico, ma un attaccante moderno, abile nel pressing e nel lavoro difensivo (82° percentile per azioni difensive tra gli attaccanti).
Le sue statistiche avanzate (dati Fbref) evidenziano un profilo unico: pur non essendo un finalizzatore eccezionale (solo 2 tiri a partita, in media), ha una straordinaria efficienza sotto porta (0.74 gol su azione per 90 minuti, 95° percentile in Europa). È un giocatore che crea tantissimo per la squadra, come dimostrano i dati su assist (0.37 per 90′), azioni che creano un tiro (4.07 per 90′) e passaggi progressivi ricevuti (8.13 per 90′), tutti valori da top player europeo. Abile nel gioco aereo e nel proteggere palla, sa essere un punto di riferimento fondamentale per lo sviluppo del gioco offensivo. Un talento con un potenziale ancora tutto da esplorare.
Sarà Juan Luca Sacchi l’arbitro della sfida tra Lecce e Roma, valida per la diciannovesima giornata di Serie A e in programma domani alle ore 18 allo Stadio Via del Mare. La squadra capitolina ritrova il direttore di gara della sezione di Macerata dopo ben due anni: l’ultimo precedente risale al 26 febbraio 2024, quando i giallorossi vinsero 3-2 contro il Torino grazie alla tripletta di Paulo Dybala. Il classe ’84 ha arbitrato la Roma in cinque occasioni e il bilancio è positivo: una sconfitta all’esordio (2-0 contro la Sampdoria nell’annata 2020/21) e quattro successi consecutivi (1-3 e 2-1 contro l’Hellas Verona, 7-0 contro l’Empoli e 3-2 contro il Torino).
Il Lecce, invece, è la squadra più arbitrata da Sacchi in carriera al pari di Cittadella e Frosinone: in 17 precedenti la formazione salentina ha messo a referto 7 vittorie, 6 pareggi e 4 sconfitte. I pugliesi erano reduci da sei partite senza successi, ma hanno sfatato il tabù proprio in questa stagione grazie all’1-0 contro il Pisa (unico incrocio con l’arbitro nell’annata 2025/26).
LAROMA24.IT – Il salto dal Tor Tre Teste alla Roma dei grandi, la prima chiamata con i grandi in amichevole contro il NEOM e oggi la prima convocazione fra i grandi: Emanuele Lulli si sta facendo strada con la maglia giallorossa. Il giovane terzino nato il 17 agosto del 2007 si sta mettendo in mostra da tempo, ha iniziato nelle giovanili e ora si sta allenando spesso agli ordini di Gian Piero Gasperini. Un esterno fantasioso, destro di piede, creativo, impiegabile anche più alto sul campo, che ha fatto bene con tutti gli allenatori avuti fino a questo momento con la maglia giallorossa, da Falsini a Guidi.Antonio Rizzo nella Roma Under 15 lo ha impiegato a centrocampo, come mezz’ala. È stato Gianluca Falsini, invece, a spostarlo per la prima volta sulla corsia esterna, dove ha subito lasciato il segno.
Nel 2021 il passaggio in giallorosso, dopo essersi messo in mostra con la maglia del Tor Tre Teste: nella stagione 2024/2025 è arrivato lo Scudetto nella categoria under 17, con 17 presenze e un assist. Stefano Versari, suo primo allenatore, a Il Romanista ha raccontato: “Era un leader. Perché se non c’era lui in partita, i suoi compagni erano tristi. Arrivava lui e compariva il sorriso sul volto degli altri bambini! E ne parlo emozionato. Con lui era una festa“. Nella stagione corrente ha già totalizzato 2 gol e 5 assist e l’anno scorso, nel settembre del 2024, ha firmato il suo primo contratto professionistico con la Roma, fino al 2027. In estate è arrivato anche l’esordio con la maglia della nazionale italiana, con l’Italia Under 19, nel match contro la Scozia.
Come Jacopo Mirra, altro giovane recentemente convocato fra i grandi per la prima prima volta, anche Lulli è gestito dall’agenzia di Pocetta, la GP Soccer and management, agente che cura gli interessi di Lorenzo Pellegrini.
LAROMA24.IT – In cima alla letterina scritta da Gasperini, spergiurando di essersi comportato al meglio e di avere intenzione di fare lo stesso da qui in avanti, c’è almeno un attaccante, se non due. Le parole dopo Juventus-Roma dell’allenatore, d’altronde, avevano mollato definitivamente gli ultimi appigli di equilibrio dialettico dopo quasi metà stagione. “È evidente che stiamo cercando di migliorarci e di potenziarci in quella zona del campo”. Quella zona è l’attacco, per sineddoche il principale riferimento di quei 17 gol segnati appena, 6° peggior attacco della Serie A. Pari alla Fiorentina, per dire, punto più basso della classifica. Quanti il Cagliari o l’Udinese, meno di Sassuolo e Cremonese. Abbastanza per implorare un intervento dall’alto, quanto prima.
Un dato così basso, nelle prime 16 giornate, a Roma non veniva registrato da oltre 30 anni: era la stagione 1993/94, con Carlo Mazzone al timone, la seconda dall’apparizione ufficiale di Francesco Totti, Abel Balbo come principale finalizzatore che chiuderà la stagione con 13 reti segnate. Quella squadra, dopo l’1-1 con l’Inter alla 16a giornata, contava 15 reti segnate. Due in meno dello striminzito bottino attuale.
Nelle 31 stagioni che dividono l’attuale da quella che ferma il “record”, soltanto in due occasioni la Roma era scesa sotto la soglia dei 20 gol segnati nelle prime 16 giornate. Entrambe recenti, quasi premonitrici del picco negativo attuale: 19 gol nel 2022/23, 18 un anno fa. Sarà Dybala, con 18 reti di cui 12 in campionato, il miglior marcatore stagionale della squadra targata 2022/23. Scettro, per così dire, che finì a Dovbyk lo scorso anno, con lo stesso gruzzoletto in Serie A (12 gol) e uno in meno (17) complessivamente. Oggi, in condizioni residuali, seppur per motivi diversi, sono entrambi fermi a 2 reti stagionali. Per questo, anche per questo, Gasperini è arrivato a gridare aiuto.
I GOL SEGNATI DALLA ROMA ALLA 16a GIORNATA DAL 1990/91 AD OGGI:
Sarà Marco Di Bello l’arbitro della sfida tra Roma e Genoa, valida per la diciassettesima giornata di Serie A e in programma lunedì alle ore 20:45 allo Stadio Olimpico. Il direttore di gara incontrerà i giallorossi per la 32esima volta e i capitolini sono di gran lunga la squadra più arbitrata in carriera (secondo il Napoli a quota 24).
Il bilancio per la Roma è molto positivo: 18 vittorie, 6 pareggi e 7 sconfitte. I numeri sono migliorati soprattutto negli ultimi anni: i giallorossi sono imbattuti da 7 gare (ultimo ko il 2-0 contro l’Inter nei quarti di finale di Coppa Italia andati in scena l’8 febbraio 2022) e negli ultimi cinque incontri sono arrivati altrettanti successi con un solo gol subito in totale. L’ultimo precedente risale alla scorsa stagione, quando Di Bello arbitrò lo 0-2 della Roma in casa del Torino nell’ultima giornata di campionato. L’unico Roma-Genoa diretto in carriera (stagione 2018/19) finì 3-2 per i padroni di casa grazie alle reti di Federico Fazio, Justin Kluivert e Bryan Cristante.
Davvero negativo il rendimento del Grifone con il fischietto della sezione di Brindisi: 3 vittorie, 2 pareggi e 9 sconfitte in 14 precedenti (l’ultimo il 1° maggio 2023 in Serie B contro il Südtirol). Il successo più recente risale al 2021, quando il Genoa vinse 1-0 contro il Cagliari.
LAROMA24.IT (Paolo Rosi) – Un’altra prima volta per un ragazzo del settore giovanile. Dopo la convocazione di Bah, per la sfida contro la Juventus Gian Piero Gasperini ha deciso di convocare Jacopo Mirra, difensore centrale e capitano della Roma Primavera. Una chiamata che arriva come premio per una crescita costante e come soluzione numerica all’assenza di Evan Ndicka, impegnato in Coppa d’Africa. Per il giovane difensore, che indosserà la maglia numero 76, si tratta della prima convocazione ufficiale tra i “grandi” in una partita di Serie A.
Nato a Roma il 10 luglio 2006, Mirra è un difensore centrale moderno, alto 1,89 m e di piede destro. Si definisce “veloce e con buona tecnica”, ma consapevole di dover migliorare “nell’uno contro uno e nella marcatura sull’uomo”. Doti che gli hanno permesso di diventare un leader e un punto fermo della squadra di Federico Guidi, di cui è capitano.
Romano di Selva Candida, Jacopo Mirra inizia a giocare nel Casalotti, per poi passare all’Urbetevere. La svolta arriva a 9 anni, con la lettera che sancisce il suo ingresso nel settore giovanile della Roma. Da quel momento, un percorso netto che lo ha visto scalare tutte le categorie: Under 17, Under 18 (dove ha segnato 5 gol) e infine, dal luglio 2024, la Primavera.
Quest’anno, da capitano, si è imposto come leader della difesa, collezionando 12 presenze e giocando il 70% dei minuti totali. La sua crescita è stata notevole, soprattutto dopo un periodo difficile a livello fisico lo scorso anno. Come ha raccontato lui stesso, problemi al flessore lo hanno costretto a un lungo stop: “È stato un periodo buio, ma mi ha insegnato tanto: prevenzione, fisioterapia, palestra. Ora vengo prima agli allenamenti e lavoro su macchinari specifici”. La sua agenzia è la GP Soccer and Management Srl, la stessa di Pellegrini e Zalewski.
La maglia della prima squadra, però, Jacopo l’ha già assaggiata. Il 31 maggio 2024, a Perth, De Rossi lo fece esordire nell’amichevole di fine stagione contro il Milan, facendolo subentrare proprio al posto di Ndicka. Un segno del destino, visto che la convocazione di oggi arriva proprio per sopperire all’assenza del difensore ivoriano.
Romano e romanista, anche di famiglia (“papà era contentissimo quando mi hanno preso”), Mirra incarna l’orgoglio di vestire questi colori: “Ogni ragazzo romano e romanista vuole indossare questi colori. La maglia della Roma è bella, non pesante. È un orgoglio”. Un sogno che ora continua con la prima chiamata in Serie A, con la speranza di trasformare l’emozione in un punto di partenza.
LAROMA24.IT (Matteo Morale) – Si ferma a 59 la striscia di gare consecutive disputate da Evan Ndicka in Serie A. Partito martedì 16 dicembre per la Coppa d’Africa, il difensore della Costa d’Avorio rimarrà inutilizzabile almeno fino al 31 dicembre (data dell’ultima partita del girone) e al massimo fino al 18 gennaio del 2026, data della finale. Gian Piero Gasperini perde quindi un baluardo della sua Roma che fino ad adesso risulta essere la miglior difesa dei top 5 campionati Europei con solo 8 reti concesse. Prendendo in considerazione solamente la Serie A, la striscia di Ndicka parte ad Udine il 25 aprile del 2024. In panchina sedeva ancora Daniele De Rossi e il match era quello del Bluenergy Stadium (terminato 1-2 in favore dei capitolini grazie ad un gol in pieno recupero di Bryan Cristante) nonché il proseguimento di una partita sospesa 11 giorni prima: la sfida era iniziata il 14 aprile ed era poi stata interrotta al minuto 71 a causa di un malore accusato dallo stesso difensore ivoriano. Da quel giorno in poi, l’ex Eintracht Francoforte ha inanellato altre 58 partite consecutive, di cui 56 giocate dal primo al 90esimo minuto. Le eccezioni, oltre alla sfida contro l’Udinese, riguardano Roma-Hellas Verona del 28 settembre 2025 (in campo per 71 minuti) e Roma-Inter dello scorso 18 ottobre (in campo per 55 minuti).
Se invece si vuole allargare il discorso a tutte le competizioni, la striscia di match consecutivi disputati si ferma a 58. Dalla gara di Europa League del 7 novembre 2024 contro l’Union Saint-Gilloise, saltata per un attacco di febbre, Ndicka ha disputato in serie tutte e 14 le gare di Europa League, tutte le ultime 2 sfide di Coppa Italia e tutte e 42 le ultime gare di Serie A. Anche in questo caso il numero di partite non disputate per tutti e 90 i minuti è tre: oltre ai già citati match contro Hellas Verona ed Inter, infatti, c’è la sfida europea contro il Viktoria Plzen del 23 ottobre 2025, quando l’ivoriano è stato utilizzato per 16 minuti. Dopo 5237 minuti giocati Ndicka sarà dunque costretto a interrompere la sua striscia per andare a difendere la maglia del suo paese, altra squadra in cui la sua presenza è imprescindibile. La Roma dovrà fare a meno di lui e contando la sua importanza, la sua costanza e la sua affidabilità difensiva, sarà veramente difficile andarlo a sostituire.
Sarà Simone Sozza l’arbitro dell’attesissimo big match tra Juventus e Roma, valido per la sedicesima giornata di Serie A e in programma sabato alle ore 20:45. Per il fischietto della sezione di Seregno si tratta del secondo incrocio stagionale con i giallorossi e l’ultimo incontro è il Derby della Capitale del 21 settembre vinto per 0-1 grazie alla rete di Lorenzo Pellegrini.
I capitolini sono la squadra più arbitrata in carriera dal classe ’87 e il bilancio recita 8 vittorie, 3 pareggi e 4 sconfitte in 15 precedenti. Tra queste partite c’è anche uno Juventus-Roma risalente al 30 dicembre 2023: i bianconeri vinsero 1-0 e la firma fu di Adrien Rabiot.
Nonostante i risultati positivi, il rapporto tra la squadra giallorossa e Sozza è caratterizzato da alcuni episodi controversi e l’ultimo avvenne durante Atalanta-Roma della scorsa stagione, quando Claudio Ranieri andò su tutte le furie in seguito all’intervento del VAR per un contatto in area di rigore tra Mario Pasalic e Manu Koné: “Ci hanno sempre detto che il VAR interviene solo se c’è un evidente errore, ma qui si vede Pasalic sbagliare l’intervento e toccare il ginocchio del mio giocatore. L’arbitro aveva fischiato il penalty e doveva rimanere tale! Sul rigore possiamo discutere, ma spiegateci per giustizia sportiva perché il VAR è intervenuto. Sozza non mi ha dato spiegazioni, non ero degno di riceverle…”.
Un mese fa anche José Mourinho tornò all’attacco e lo fece al termine di una partita di Champions League tra Benfica e Bayer Leverkusen, arbitrata proprio da Sozza: “È un arbitro che purtroppo conosco bene. So che non nutre molto affetto per me e nemmeno io ne ho per lui, ma non credo che abbiamo perso per colpa sua. È raro comunque vedere un arbitro dare un cartellino giallo al portiere nel primo tempo… Il Leverkusen è stato antisportivo e quando una squadra si comporta così la colpa è di una sola persona: l’arbitro“.
Sono otto, invece, i precedenti con la Juventus e il bilancio recita 3 vittorie, 3 pareggi e 2 sconfitte. Le ultime due partite dei bianconeri dirette da Sozza sono state contro l’Atalanta: il 9 marzo 2025 la Dea di Gian Piero Gasperini vinse 0-4 in casa della Vecchia Signora, mentre quest’anno la squadra di Ivan Juric fermò gli uomini di Ivan Tudor sull’1-1 all’Allianz Stadium.
LAROMA24.IT (Emanuele Polzella) – Gian Piero Gasperini vuole rinforzare il reparto offensivo durante la sessione invernale di calciomercato e tra le sue richieste c’è anche un nuovo esterno d’attacco. Come svelato nella rassegna stampa odierna, l’ultima idea arriva dagli Stati Uniti e si tratta di Marco Pasalic dell’Orlando City: il nome del venticinquenne è stato proposto al direttore sportivo Frederic Massara e il club giallorosso lo sta valutando.
La carriera
Nato il 14 settembre 2000 a Karlsruhe (Germania) da genitori croati fuggiti dalla guerra in Jugoslavia, Marco Pasalic inizia a muovere i primi passi nel mondo del calcio in diverse società locali: “Per mio padre era importante che non restassi a casa tutto il giorno davanti alla televisione. Dato che uno dei miei fratelli aveva un’impresa edile, l’ho aiutato – il suo racconto in un’intervista al sito ufficiale della MLS -. Ogni mattina alle 8 io, mio fratello e due operai ci riunivamo. Dopo sei o sette mesi ho iniziato ad abituarmi, bisognava portare il pane a casa. Trascinavo e mescolavo il cemento al mattino, dipingevo i muri e applicavo l’intonaco e nel pomeriggio andavo ad allenarmi. Quando non facevo bene il mio lavoro mi davano un pugno sul naso. Dopo questa parentesi non ho mai più avuto a che fare con l’edilizia, ma se adesso fossi in Germania e mio fratello avesse bisogno di una mano lo aiuterei”.
Poi continua il suo racconto: “Non sono cresciuto in una zona ricca di Karlsruhe. Siamo in sei in famiglia e avevamo un appartamento di tre stanze. La strada e il calcio erano la libertà di cui avevo bisogno. Molti dei ragazzi con cui sono cresciuto sono finiti in giri criminali. A causa del calcio non avevo tempo per nient’altro e agli operai con cui lavoravo dicevo che un giorno avrei giocato per la nazionale croata. Fin da bambino il mio obiettivo era guadagnare soldi attraverso il calcio in modo che la mia famiglia potesse godersi una vita senza preoccupazioni. La strada mi ha plasmato ed è così che ho imparato ad affermarmi su un campo di calcio”.
In seguito alla chiamata dell’Hoffenheim (“Facevo il raccattapalle durante le partite della prima squadra, ma purtroppo l’esperienza in questo club non è andata nel migliore dei modi”), nel 2016 torna a casa e gioca nell’Under 17 del Karlsruhe. Tre anni più tardi accetta l’offerta della squadra B dello Stoccarda, dove in due stagioni mette a referto 14 reti e 12 passaggi vincenti in 52 presenze. Il salto di qualità arriva nell’annata 2020/21, quando si afferma nella Regionalliga Südwest (quarta serie tedesca): in 35 partite segna 8 gol e fornisce 12 assist. Le ottime prestazioni con la maglia dello Stoccarda attirano l’interesse del Bayern Monaco, ma alla fine l’affare non si concretizza: “Sono stato in prova al Bayern Monaco per alcuni giorni ed è stato entusiasmante. Avevo avuto diverse conversazioni positive soprattutto con Holger Seitz (all’epoca allenatore del Bayern Monaco II, ndr) e mi disse che avrebbe contato su di me. Quello che non sapevo, perché ero troppo ingenuo, è che il mio agente pretendeva molto denaro nella trattativa con il Bayern Monaco. Quella è stata la prima volta che ho capito che il calcio ha anche molti lati oscuri e che ci sono tante persone sbagliate che lavorano in questo settore”.
Successivamente è il turno del Borussia Dortmund, che lo acquista e lo inserisce nella seconda squadra. L’avventura di Pasalic nel BVB non va nel verso giusto ed è caratterizzata da alcuni infortuni importanti (out da settembre 2021 a gennaio 2022 per una lesione parziale dei legamenti sindesmotici della caviglia e da fine marzo 2022 ad agosto 2022 per un problema alla spalla): “Per la mia testa è stato davvero difficile, ti senti triste e un po’ depresso. Fai riabilitazione ogni giorno, sei lontano dalla famiglia e dagli amici e non puoi fare nulla per distrarti. Alcuni non riescono a riprendersi da questi infortuni, ma io volevo riuscirci”. Nonostante le difficoltà riesce comunque a debuttare con i “grandi”: l’esordio è datato 17 agosto 2021 e Marco entra a 12 minuti dal termine della finale della Supercoppa di Germania persa per 3-1 contro il Bayern Monaco. L’altra presenza in prima squadra è nel match contro il Wolfsburg (8 novembre 2022) e anche in questo caso colleziona appena 10 minuti.
L’esperienza al Borussia Dortmund si chiude dopo due anni complicati (solo 6 gol in 35 partite con la squadra B) e in seguito alla scadenza del contratto il classe 2000 riparte dalla Croazia, paese natale dei genitori. La scelta ricade sul Rijeka e qui torna a giocare con continuità, esordendo anche nella fase preliminare di Conference League (3 reti e un assist in 6 partite nella stagione 2023/24) ed Europa League (annata 2024/25): “Per me è stato positivo fare un’esperienza al Borussia Dortmund, ma è stata condizionata dagli infortuni. Quando sono andato in Croazia tutti mi criticavano: ‘Cosa vai a fare lì? Non ti conviene, è un passo indietro…’. Ma il Rijeka è stato come un sogno che si è avverato. Ho avuto un ottimo inizio, ho segnato molti gol nelle prime partite e ho giocato anche in Conference League. Sono grato di essere cresciuto in Germania e di aver ricevuto una determinata istruzione, ma nel mio cuore sono croato al 100%. Amo il mio Paese e ringrazio di essere croato”.
Nella prima parte della scorsa stagione mette a referto 4 gol e 4 assist in 19 partite e contribuisce alla vittoria finale del campionato (il secondo nella storia del Rijeka), ma lascia l’opera a metà perché a febbraio accetta la proposta dell’Orlando City e si trasferisce negli Stati Uniti: “È lo step successivo della mia carriera. Per me era meglio venire qui piuttosto che rimanere in Croazia. È un onore quando un club ti vuole davvero e anch’io volevo venire qui, motivo per cui non ci ho messo molto a decidere”.
In MLS Pasalic si presenta con una doppietta contro il Philadelphia Union e sin da subito diventa un perno dello scacchiere tattico di Oscar Pareja: “Siamo rimasti sorpresi dalla rapidità con cui si è adattato alla squadra. Ammiro molto quei giocatori che arrivano in un Paese che non conoscono e si integrano immediatamente con tutti. Ha fatto un ottimo lavoro sotto questo aspetto”. Negli USA si esalta e in 41 presenze colleziona 15 reti e 6 passaggi vincenti da ala destra.
Il campionato statunitense è terminato e l’Orlando City è fermo da ottobre, ma le sue ultime partite risalgono a novembre e le ha giocate con la Croazia. Il debutto in nazionale maggiore avviene il 18 novembre 2023 (“È stata la sensazione più bella della mia vita. Era il mio sogno fin da bambino dopo tanti anni difficili tra infortuni e gente che diceva che non ce l’avrei fatta, ma io sapevo che ci sarei riuscito. Non riesco a descrivere quanto ami la Croazia, per me è casa e amore puro”) e viene convocato dal commissario tecnico Zlatko Dalic anche per EURO2024 (zero presenze), ma entra stabilmente nelle rotazioni soltanto a partire da giugno 2025: “Mi sono trasferito al Rijeka e tre mesi dopo ero già nel giro della nazionale. Nessun giocatore del campionato croato ci era mai riuscito, sono stato il primo ad arrivarci così velocemente. Nonostante avessi giocato nel Borussia Dortmund, il trasferimento in Croazia mi ha aperto le porte al debutto in nazionale. È questione di pazienza e di rimanere sempre positivi”.
Le caratteristiche tecnico-tattiche
Alto 177 centimetri, Marco Pasalic è un attaccante esterno di piede mancino e viene utilizzato principalmente sulla fascia destra per tagliare all’interno del campo e calciare verso la porta avversaria: la sua giocata tipica, infatti, è partire da destra, accentrarsi e tirare con il sinistro dall’interno dell’area di rigore. Nel corso della carriera è stato schierato anche dall’altro lato, ma ama giocare a piede invertito. Nell’Orlando City Pasalic agisce sulla fascia destra e con l’allenatore Oscar Pareja ha ricoperto il ruolo di ala nel 4-3-3 e di esterno di centrocampo con compiti offensivi nel 4-4-2.
Inoltre sembra avere una buona capacità di recupero dal punto di vista fisico, dato che gli unici infortuni importanti risalgono al 2022 e negli ultimi anni non ha avuto particolari problemi. Dotato di buona velocità e grande tiro dal limite dell’area, è un calciatore molto tecnico, abile nel dribbling e nelle progressioni.
“La mia mentalità? Punto sempre a impegnarmi al massimo, in Germania tutti crescono con questa ambizione – le sue parole ai canali ufficiali dell’Orlando City -. Lavoro duramente ogni giorno, sono un grande lavoratore. So che nessuno ti regala nulla, dipende tutto da te e per avere successo devi lavorare sodo”. Poi svela: “Zlatan Ibrahimovic è il mio modello, da bambino lo sognavo spesso: mi si avvicinava e parlavamo, ma poi mi svegliavo”, racconta in un’intervista a Telegrafi.
Nell’ultima sessione invernale di calciomercato era seguito con grande attenzione dall’Hellas Verona, ma il Rijeka chiese 5 milioni di euro e alla fine si trasferì all’Orlando City (contratto fino al 31 dicembre 2027 con opzione di rinnovo per un ulteriore anno). Ora la Roma sta valutando il suo profilo e sulle sue tracce c’è anche il Borussia Mönchengladbach. Piccola curiosità: nonostante abbia lo stesso cognome, non c’è alcun grado di parentela con il calciatore dell’Atalanta Mario Pasalic, anche lui croato e nato in Germania.
LAROMA24.IT (Emanuele Polzella) – Gian Piero Gasperini ha deciso di regalare una giornata indimenticabile a un ragazzo della Primavera. L’allenatore della Roma ha convocato Muhammed Bah in vista della delicatissima partita contro il Como, in programma stasera allo Stadio Olimpico e valida per la quindicesima giornata di Serie A, e si tratta della prima chiamata tra i “grandi“. La scelta è ricaduta sul centrocampista classe 2007 (che ha scelto di indossare la maglia numero 69) in seguito al forfait di Neil El Aynaoui, il quale non ha ricevuto l’autorizzazione da parte del Marocco per posticipare di un giorno la partenza in vista della Coppa d’Africa.
Bah rappresenta il prototipo del centrocampista box to box moderno e abbina qualità (buona tecnica di base) e quantità (bravo nel recuperare palloni in mezzo al campo). Dotato di grande fisicità e ottime capacità di inserimento, nella Primavera di Federico Guidi gioca in coppia con Alessandro Romano e può essere utilizzato sia come mezzala sia come mediano.
La carriera
Nato il 24 febbraio 2007 a Banjul (capitale del Gambia), Muhammed Bah arriva nella Capitale nel 2022 e viene aggregato da sotto età nella Roma Under 17 di Marco Ciaralli. Il suo destino è legato al club giallorosso: è il cugino di EbrimaDarboe (ex centrocampista della Roma con 11 presenze in prima squadra e vincitore della Conference League) e si trasferisce al ‘Fulvio Bernardini’ di Trigoria insieme a Balagie Darboe (terzino destro classe 2008 e fratello di Ebrima).
Bah si mette subito in mostra e all’esordio in U17 segna nella vittoria per 4-2 contro il Bari. Basta un’altra partita per capire le sue qualità e viene immediatamente promosso in Under 18 nonostante giochi oltre due anni sotto età (esordio a 15 anni, 9 mesi e 3 giorni). Entrato in pianta stabile nella squadra di Tuğberk Tanrıvermiş, Muhammed “scende” nuovamente in U17 per disputare la fase finale del campionato e si rivela decisivo: titolare nella doppia sfida ai quarti contro l’Atalanta, gol nel successo per 2-0 in semifinale contro il Milan e 90 minuti in campo nella finale contro l’Inter vinta 1-2.
Laureatosi campione d’Italia, Bah diventa definitivamente un perno dell’U18 e mette a referto numerosi mostruosi per un centrocampista: 8 gol (doppietta contro Inter e Hellas Verona e tripletta contro la Sampdoria) e 1 assist in 10 partite. Il rendimento elevatissimo spinge l’allenatore della Primavera, Federico Guidi, a chiamarlo e il debutto arriva il 17 gennaio 2023 in un Genoa-Roma a 16 anni. Il 15 gennaio segna il suo primo gol in Primavera nel successo per 0-2 in casa del Bologna: “Bah è praticamente con noi dal ritiro estivo, sta facendo benissimo in Under 18, quando è sempre andato a giocare – le parole dell’allenatore -. Ha avuto una crescita costante, una crescita che mi ha fatto fare questo tipo di scelta, perché non guardiamo la carta d’identità quando dobbiamo fare delle scelte: guardiamo quello che durante la settimana ognuno di loro mette in mostra. E oggi ero stra-convinto di poterlo far partire titolare. Ha fatto molto bene, complimenti a lui. Ora non si deve sedere, perché questo deve essere un inizio, e soprattutto una spinta per continuare a crescere, a migliorare come ha fatto fino a oggi”.
Intanto anche Daniele De Rossi, allenatore della prima squadra, lo osserva con grande attenzione e lo aggrega agli allenamenti. La sua crescita però si ferma improvvisamente e a inizio febbraio, in una delle prime sedute agli ordini di DDR, si fa male: rottura del legamento crociato del ginocchio sinistro e stagione finita. La notizia è scioccante e Bah si opera a St. Mortiz nella clinica di fiducia dei Friedkin. Dopo aver bruciato tutte le tappe, il centrocampista è costretto a ripartire da zero e resta ai box per quasi un anno.
Il ritorno in campo è datato 9 dicembre 2024 e gioca un tempo con l’Under 18 nel match contro l’Inter. Alla seconda presenza post infortunio va a segno contro il Lecce e l’8 gennaio 2025 torna a vestire la maglia della Roma Primavera realizzando anche un gol nella sconfitta per 1-2 in Coppa Italia contro il Lecce: “È stato un bel momento, ma allo stesso tempo amaro a causa della sconfitta. Sono contento di essere tornato, punto a fare il mio meglio per aiutare la squadra. Ringrazio tutti per avermi aiutato in questi mesi difficili, ma ho imparato tante cose. Ora cerchiamo di guardare avanti”. Bah si alterna tra Under 18 e Primavera per completare definitivamente il recupero della condizione fisica e chiude la stagione con 7 reti e 3 passaggi vincenti in 21 partite.
In questa annata è un punto fermo dello scacchiere tattico di Guidi e anche i numeri parlano chiaro: 14 presenze (13 da titolare) impreziosite da un gol e 4 assist. Gasperini lo ha aggregato agli allenamenti della prima squadra in diverse occasioni e ora lo ha premiato con la convocazione in Roma-Como.