Ultrà lancia un fumogeno sulla pista dell’Olimpico. I giudici: “Giusto il Daspo”

La procura potrà anche aver archiviato la propria inchiesta, ma il Daspo resiste. Chiamato (con tutta i probabilità) a intervenire sulla data e sull’orario di inizio del prossimo derby, il Tar del Lazio intanto si esprime sul tema dell’ordine pubblico. I giudici della prima sezione ter hanno fatto chiarezza su un episodio registrato durante la stracittadina del 12 novembre 2023: va punito chi accende fumogeni sugli spalti dello stadio Olimpico, peraltro con l’intenzione di lanciarli in campo. Secondo quanto ricostruito dai magistrati amministrativi, il protagonista di questa storia si trovava nel settore Distinti sud est, zona giallorossa, quando è stato pizzicato dalle telecamere a lanciare il fumogeno appena acceso sulla pista d’atletica che corre attorno al campo da gioco. Un episodio ritenuto dai giudici tanto più grave perché avvenuto proprio durante il derby. (…) Prima della sentenza datata 4 maggio, a dicembre il tifoso era stato assolto dal tribunale penale. Ma per il tribunale amministrativo questo non basta a far cadere il Daspo. Nella decisione, le toghe di via Flaminia chiariscono che l’accensione e il lancio del fumogeno resta accertato e non viene smentito dalla sentenza penale. Il fumogeno è stato lanciato verso una zona dove si trovavano steward, forze dell’ordine e fotografi. (…)

(La Repubblica)

“Il derby si gioca lunedì sera”. Ma resta l’incognita del Tar

Prima ancora del Tar, della prefettura, della Lega calcio e dell’incastro con il tennis, c’è la storia di chi il derby lo vive da tifoso. Non è soltanto rabbia sparsa sui social, ma una presa di posizione dei gruppi della curva Sud: se Roma-Lazio dovesse giocarsi lunedì sera, resteranno fuori dall’Olimpico. «A tut-to c’è un limite e quel limite è stato superato. La prefettura ha deciso? Noi pure», scrivono gli ultrà romanisti. «Non faremo i burattini di nessuno, per rispetto di tutti i tifosi della Roma che a seguito di queste assurde ed evitabili situazioni hanno speso inutilmente tempo e soldi. Se si dovesse giocare di lunedì, i gruppi organizzati rimarranno fuori». In poche righe c’è tutto il paradosso di Roma-Lazio: una partita spostata, per ora alle 20.45 di lunedì, e una città di tifosi lasciata in sospeso, costretta a organizzarsi, disdire e poi riorganizzarsi nel giro di poche ore. (…) C’è chi attacca la Lega per aver programmato il derby nello stesso giorno della finale degli Internazionali d’Italia (data che si conosce da un anno), chi se la prende con lo spostamento a lunedì. E poi c’è l’ironia: «Roma-Lazio potrebbe giocarsi l’11 giugno alle 21 ora italiana all’Azteca di Città del Messico. (…) Sopra tutto questo si è aggiunto il papocchio organizzativo: prima il derby fissato domenica alle 12.30, poi lo slittamento a lunedì alle 20.45 deciso per ragioni di ordine pubblico, quindi la nuova trattativa per riportarlo alla domenica, ma alle 12, provando a spostare in avanti di mezz’ora la finale maschile del tennis. Infine il «no» della prefettura, con la conferma del fischio d’inizio alle 20.45 di lunedì e lo spettro del ricorso al tribunale amministrativo. La trattativa è andata avanti per tutta la giornata di ieri. Da una parte la Lega serie A, dall’altra prefettura e Viminale con l’obiettivo di trovare una soluzione che evitasse lo strap-po. Il presidente della Lega, Ezio Maria Simonelli, avevae dettato la linea: «Dobbiamo affrontare un problema con lo spirito di risolverlo e non fare un braccio di ferro» (…) I romanisti attesi allo stadio per assistere al derby Roma-Lazio, fondamentale per la rincorsa al quarto posto e alla qualificazione in Champions League, i tifosi giallorossi hanno acquistato 47mila biglietti. Sono solo 700 i ticket staccati per i tifosi della Lazio: la maggior parte degli ultrà non entrerà all’Olimpico, continuando nello sciopero del tifo contro la gestione del club del presidente Claudio Lotito. I supporter biancocelesti si ritroveranno a Ponte Milvio per seguire la stracittadina a distanza. (…) Nella capitale che prova a tenere tutto insieme ,il derby, gli Internazionali, la finale di Coppa Italia, la sicurezza, il traffico, le tv, tifosi e turisti, si gioca lunedì. Sempre che i giudici oggi non ribaltino tutto.

(La Repubblica)

Ryan Friedkin a Trigoria da Gasp. Via ai rinnovi, partendo da Dybala

Ryan Friedkin a Trigoria. La presenza del figlio di Dan pesa, e anche tanto. Basta chiedere a Gasperini, che ieri pomeriggio si è subito confrontato con il vice presidente. (…) Il primo punto all’ordine del giorno riguarda i rinnovi di contratto. L’obiettivo della proprietà è chiaro: blindare i pilastri, ma riducendo in modo significativo il monte ingaggi. Entro il derby è previsto l’incontro decisivo con il manager di Paulo Dybala; la distanza tra domanda e offerta c’è, ma la volontà di chiudere è reciproca. Parallelamente, Ryan vedrà anche gli agenti di Celik (che ha incassato il gradimento tecnico di Gasp) e di Lorenzo Pellegrini. Per il capitano e per la Joya si profila una proposta di ridimensionamento dello stipendio, coerente con la nuova politica di sostenibilità del club. Mentre si lavora ai contratti dei calciatori, resta da sciogliere il nodo dirigenziale. (…)

(corsera)

Manna blindato: il ds sta già lavorando al Napoli del futuro e potrebbe rinnovare

Tutte le strade portano a Napoli. Andata e ritorno al futuro: Giovanni Manna, il direttore sportivo del quarto scudetto e della terza Supercoppa della storia del club, non è destinato a interrompere il ciclo inaugurato due anni fa. Anzi: potrebbe rinnovare e prolungare il suo rapporto, in scadenza nel 2029, con nuove ambizioni. Manna è una base, un punto fermo della società e della squadra che verrà. (…) La stima di Gasperini e la prestigiosa proposta della Roma, insomma, non sortiranno nuovi colpi di scena all’interno del domino dei direttori sportivi in atto in Serie A: il Napoli ha blindato Manna e sta già disegnando le strategie di un nuovo corso ispirato dai vecchi. Dopo due cicli di mercato estremamente dispendiosi, infatti, il club ha la necessità di abbattere il tetto ingaggi di una cinquantina di milioni e di orientare la campagna estiva di rafforzamento all’acquisto di talenti pieni di prospettive piuttosto che all’ingaggio di campioni dal curriculum lungo e prestigioso o di giocatori di grande esperienza. Manna, dicevamo, è già operativo e molto attivo su una serie di profili che rispondono a questi canoni. (…)

(corsport)

Soule o Pisilli: è l’unico dubbio con la Lazio

Negli uffici di Trigoria si lavora per il futuro mentre in campo la Roma prepara il derby. Ieri la ripresa degli allenamenti agli ordini di Gasperini che ha finalmente ritrovato in gruppo Pellegrini e Dovbyk. (…) Lorenzo ha voglia di ritagliarsi un ruolo da protagonista nella stracittadina come spesso gli è successo negli ultimi anni. Il tecnico lo avrebbe voluto portare anche a Parma, segnale che è in condizione ma è difficile ipotizzare un suo utilizzo dal primo minuto. Un posto sulla trequarti alle spalle del solito Malen – salvo colpi di scena- sarà occupato da Dybala e al suo fianco si giocano ima maglia Soulé e Pisilli. Ad oggi è questo l’unico dubbio di Gasperini che non ha intenzione di stravolgere la formazione vista domenica al Tardini. Matias è parso ancora lontano dalla miglior forma, per questo potrebbe iniziare dalla panchina. (…)

(Il Messaggero)

Sbarca Friedkin: il futuro è adesso

Nella settimana più importante dell’anno si rivede Ryan. L’arrivo in gran segreto tre giorni fa con un aereo proveniente da Londra, in perfetto stile Friedkin. L’approdo nella Capitale era nell’aria (due settimane fa si era visto il fratello Corbin) anche perché l’agenda è piena di impegni. Saranno giorni di fuoco nei quali finalmente si delineerà la Roma del prossimo anno che riparte da una certezza: Gian Piero Gasperini. Tanti i temi da trattare a parti-re dai rinnovi: ieri è andato in scena il primo colloquio. Si allontanano le possibilità di un prolungamento per El Shaarawy mentre restano vive le speranze per Dybala, Pellegrini e Celik. (…) Paulo ha messo in stand by diverse offerte arrivate dall’altra parte del mondo da Boca Juniors e Inter Miami. L’agente rimarrà nella Capitale anche dopo il derby e in programma c’è un incontro. Discorso simile per Pellegrini che gode della stima di Gasp e attende una chiama-ta dal club per discutere il prolungamento, anche per lui con ingaggio ridotto. Più avanti la trattativa per Celik il procuratore la scorsa settimana si è affacciato più volte dalle parti di Trigoria e sono ripartiti i contatti tra le parti. (…) In vetrina tra i big ci sono Svilar, Ndicka, Koné e Soulé. Non esistono incedibili – lo ha detto anche Gasperini – ma lo stesso allenatore si aspetta rinforzi di qualità. Sul tavolo anche il nodo legato al prossimo direttore sportivo. Massara è a un passo dall’addio, non appena verrà rescisso il contratto saluterà dopo neanche un anno dal suo arrivo. Nel suo futuro c’è la possibilità di un ritorno in Francia (Marsiglia) ma ad oggi nessuna trattativa avanzata. E neanche lato Roma non si registrano accelerazioni: il ds sarà scelto dai Friedkin e su questo non ci piove ma sarà decisivo anche il confronto con Gasperini. Manna era il nome che avrebbe messo d’accordo tutti ma De Laurentiis è un osso duro e non ha intenzione di liberarsene. Il rapporto tra i due è ottimo e vuole ripartire da lui anche la prossima stagione, con o senza Conte. In seconda linea c’è D’Amico che ha già parlato con il tecnico, ma ad oggi la pista non si è scaldata. Lascerà l’Atalanta (al suo posto Giuntoli che è pronto a firmare un contratto fino al 2029) e c’è da battere la concorrenza del Milan. Distanti Sogliano e Paratici, da non escludere la pista estera. Planes, per esempio, può diventare un’occasione. L’ex Bar-cellona saluterà l’Al-Ittihad ed ha voglia di tornare a lavorare in Europa. (…)

(Il Messaggero)

Derby, ancora scontro. L’ultima parola al Tar

Alla fine sarà il Tar a decidere, l’esito è atteso per oggi. La Lega, dopo aver recepito la decisione della Prefettura di giocare Roma-Lazio lunedì alle 20.45 annullando la programmazione che prevedeva il derby alle 12.30 di domenica, ha provato a rilanciare proponendo l’anticipo alle 12. Nulla di fatto: «Non è percorribile», hanno risposto le autorità. Dunque, per il principio di contemporaneità che vige nelle ultime due giornate di A per garantire la regolarità del campionato, si dovranno disputare in quel giorno e a quell’orario anche altri quattro match con le squadre in lotta per la Champions: Como-Parma, Genoa-Milan, Juventus-Fiorentina e Pisa-Napoli. È proprio su questo tema che fonderà il ricorso della Lega di Serie A perché, cambiare giorno al derby rispetto a quello stabilito, andrà a incidere sull’ordine pubblico di altre quattro Prefetture. Inoltre, i tifosi che avevano già programmato la trasferta acquistando biglietti di treni e aerei non sarebbero tutelati dal calcio italiano. (…) Il peccato originale, però, è stato compiuto proprio dalla Lega che in estate, nel cervellone che stila i calendari, non ha inserito la variabile Internazionali di tennis. O forse è stata inserita ma non si ci aspettava che la Lazio potesse finire in finale di Coppa Italia: «Non lo avevamo previsto, cosa che non si poteva prevedere all’inizio della stagione. Se lo avessimo saputo, avremmo probabilmente giocato il sabato», ha spiegato Simonelli. (…) i vertici della Lega sono andati incontro alla Prefettura proponendo di anticipare alle 12 tutte le cinque partite. A patto che la Fitp di Angelo Binaghi posticipi di mezz’ora la finale degli Internazionali d’Italia, alla quale assisterà anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, con inevitabile rafforzamento delle misure di sicurezza. Ma essendo il Centrale un campo scoperto, in caso di pioggia la partita dovrà slittare creando ulteriori disagi. Non trovando apertura dalla Prefettura, la Lega ha quindi deciso di rivolgersi al Tar anche se è consapevole che le chance di successo sono praticamente nulle. (…) Inoltre, la decisione della Prefettura va in controtendenza rispetto alle direttive emanate poco più di un anno fa, quando gli scontri tra tifosi avvenuti in un precedente derby spinsero i vertici delle forze dell’ordine a stabilire che la stracittadina si giocasse sempre di giorno. Evidentemente i rischi nel disputare la partita durante un evento come gli Internazionali, non sono trascurabili. Anche perché i tifosi della Lazio, in protesta contro la società, si raduneranno in tremila a Ponte Milvio durante il match e non entreranno allo stadio. Diserteranno l’Olimpico anche i gruppi organizzati della Roma.

(Il Messaggero)

Malen, adesso il riscatto è ufficiale. E l’Aston Villa in cambio vuole Soulé

Donyell Malen è ufficialmente un giocatore della Roma. La sconfitta della Lazio in Coppa Italia ha infatti certificato la qualificazione dei giallorossi almeno in Europa League. E la partecipazione a uno dei due tornei europei più importanti era una delle clausole inserite per trasformare il diritto in obbligo di riscatto per l’olandese, oltre al 50% delle presenze (obiettivo raggiunto da tempo). All’Aston Villa andranno 25 milioni dopo i 2 per il prestito e il 10% della futura rivendita. (…) Proprio l’Aston Villa nelle ultime ore ha intensificato il pressing per Soulé che in questi giorni incontrerà la proprietà per studiare il futuro. (…) Gasperini ha già pronta la lista per il sostituto in cui figurano Summerville del West Ham, Nusa del Lipsia e Tel del Tottenham.

(gasport)

Friedkin a Trigoria: con Gasperini si studia il futuro

Finalmente, verrebbe da dire. E molto probabilmente l’avrà pensato anche Gasperini, che aspettava con ansia questo momento da giorni, se non da settimane. Sta di fatto che da ieri a Trigoria c’è Ryan Friedkin, vicepresidente Roma, ed è una figura chiave. Perché nell’attuale vuoto dirigenziale, la presenza della proprietà è decisiva. Perché sul tavolo ci sono almeno 5 macrotemi fondamentali, di cui Friedkin ha iniziato a trattare con Gasperini già ieri. (…) Al primo pun-to, ovviamente, la scelta del nuovo direttore sportivo, visto che Frederic Massara è a tutti gli effetti in uscita ed è anche possibile che il commiato arrivi proprio in questi giorni, se non addirittura nelle prossime ore. La Roma da tempo ha avviato i contatti con Giovanni Manna del Napoli (a cui ha recapitato un’offerta quasi tre volte più ricca del suo attuale stipendio), ma c’è da superare la resistenza di Aurelio De Laurentiis. Nel mirino anche Tony D’Amico, con cui Gasp ha lavorato all’Atalanta. Questi sono i due nomi che il tecnico ha fatto ai Friedkin, non fosse altro perché sono i due che conosce direttamente (Manna provò a portarlo a Napoli prima di Conte). Poi nella lista ci sono altri 3-4 nomi, tra cui Giaretta del Pafos e Ramon Planes, ex Barcellona. Ma di società si parlerà anche relativamente a Francesco Totti, che Gasp vorrebbe a Trigoria e con cui Ryan dovrebbe riprendere i contatti prima del termine della stagione. (…) Il tecnico ha ribadito il desiderio di avere ancora con sé sia Pellegrini sia Dybala, che sono i due che oggi nella Roma guadagnano di più (6,5 e 8,5 mi-ioni) e che hanno i contratti in scadenza. Esattamente come Celik ed Hermoso, altri due a cui Gasp non vorrebbe rinunciare. (…) Difficile, invece, che possa restare El Shaarawy. Quindi i rinforzi, con Gasp che ha indicato tre priorità: l’esterno sinistra a tutta fascia e due trequartisti (quello sinistro di piede destro che chiede dalla scorsa estate e uno che giochi dall’altra parte). (…) Quindi le altre due questioni da andare ad affrontare il prima possibile: la scelta della sede del ritiro e la struttura dell’organico della prossima stagione. Gasperini invece che in Inghilterra (dove è stato lo scorso anno) vorrebbe fare un ritiro classico, in montagna, come era abituato a fare ai tempi dell’Atalanta (che andava spesso a Clusone, in Val Seriana). A Trigoria qualche sede la stanno studiando, anche all’estero, tra la Svizzera e l’Austria Ma i tempi sono ristretti, come su tutto il resto delle cose del resto. (…)

(gasport)

La Champions in soli 180′. Milan quello messo peggio, Juve avanti se resta cinica

Saranno i 180′ più importanti di un campionato minore eppure avvincente. Due giornate per assegnare tutti i posti nelle coppe, Inter esclusa. Con squadre che corrono (Roma, Juve) e altre in caduta libera (Milan), meno motivate (Napoli) o mai arrese (Como). (…) Un’analisi il più logica possibile dello scenario indicherebbe in Napoli, Juve e Milan le vincenti della volata. Sono davanti in classifica, II Milan è in vantaggio con la Roma per gli scontri diretti, e i loro calendari non sono proibitivi, cominciando dal prossimo turno: Pisa-Napoli, Juve-Fiorentina e Genoa-Milan. Rispetto al passato, però, se la qualità sembra essersi abbassata, non così la sportività: dal Sassuolo al Verona nessuno sventola già bandiera bianca. Ne sa qualcosa la Juve che, se avesse sconfitto i gialloblù, sarebbe seconda e a un passo dalla musichetta europea. (…) Quello messo peggio — psicologicamente e per gioco — è il Milan che alla 28° giornata, dopo l’1-0 nel derby, aveva forse coltivato sogni proibiti. Da allora è cominciato il declino, 7 punti in 9 turni. Più che paura dí volare, forse è inadeguatezza nel nuovo ruolo. Non è un caso che contro le grandi i rossoneri abbiano spesso fatto meglio. Finché c’era da attendere e colpire di rimessa tutto bene, quando il Milan s’è ritrovato a “dover” vincere sono cominciati i guai, alimentati da qualche scelta tattica (Leao 9) incomprensibile. Da quando c’è Spalletti, solo l’Inter ha fatto più punti della Juve, ma la Champions non è scontata vista la quantità industriale di occasioni sprecate. Il Napoli rallenta ma la classifica è rassicurante. Più dura per il Como. (…) Variabile impazzita è la Roma del piccolo Ronaldo (il Fenomeno) Malen con tutto il rispetto per i santi, l’olandese ricorda per movimenti, corsa e potenza il brasiliano, anche se la differenza con quello dell’Aston Villa, discorso che si può allargare a McTominay e altri big, semina perplessità sulla Serie A. La Roma però ha gioco e anima: le parole di Ranieri e poi l’addio traumatico potevano dare il colpo letale, invece sono seguiti tre successi di fila. Ma adesso viene il derby e qualsiasi regola non vale più.

(gasport)