LEGGO (F. BALZANI) – Cinque partite, quindici giorni e due vie per la Champions. La road map della Roma di Gasperini sta per entrare in quel tratto di strada in cui si determina la stagione. E forse anche il futuro economico del club. Dopo il pareggio amaro con la Juve, infatti, la squadra giallorossa è chiamata a rialzare subito la testa domenica a Marassi dove troverà Daniele De Rossi e un Genoa a caccia di punti salvezza. Prima tappa di un tour de force che proseguirà giovedì prossimo a Bologna nell’andata degli ottavi di Europa League. Poi lo scontro diretto a Como di domenica 15 e subito dopo il ritorno all’Olimpico coi rossoblu che arriva tre giorni prima della sfida interna con il Lecce di un altro ex come Eusebio Di Francesco. Obbligatorio mantenere il vantaggio per il quarto posto e ottenere il pass per i quarti per quella che di fatto è l’unica squadra italiana tra le prime sei in classifica a correre per il doppio obiettivo. A mettere ottimismo nel carburante della macchina di Gasperini, però, c’è anche la storia. Le squadre del tecnico di Grugliasco tendono a concludere in crescendo, con una media gol decisamente alta tra marzo e maggio (1,96 a partita nell’era Atalanta) e un’intensità che spesso mette in difficoltà gli avversari. Un esempio? Nel 2024 arrivò lo storico successo sul Liverpool nei quarti di Europa League e anche l’accelerata decisiva in campionato. L’ostacolo coppe, infatti, per Gasp non è così importante. «Più si gioca, meglio è», è il suo diktat. A patto di non subire infortuni. Anche perché Gasp dovrà ricorrere al turn over. L’aiuto sta per arrivare dall’infermeria. Dybala ieri ha svolto lavoro personalizzato, ma era in programma dopo il giorno di permesso per la nascita della figlia. Oggi, a meno di sorprese, sarà in gruppo per rispondere presente domenica. Discorso diverso per Soulé che continua a sottoporsi alle terapie per la pubalgia e punta a tornare a Bologna la prossima settimana. Ancora out Ferguson che ieri è volato di nuovo a Brighton per sottoporsi a una nuova visita specialistica alla caviglia (possibile l’operazione).
Autore: FedericoL
Stadio Roma: convocata per il 5 marzo la commissione Patrimonio
Si va definendo il calendario della varie commissioni consiliari per quanto riguarda il nuovo stadio della Roma a Pietralata. È stata convocata per il 5 marzo alle ore 9 la commissione Patrimonio, Come scrive il giornalista Alessio Di Francesco, c’è la possibilità che possa essere congiunta con quella dei Lavori Pubblici.
#StadiodellaRoma convocata la commissione Patrimonio per giovedì 5 marzo alle 9:00, c'è la possibilità che possa essere congiunta con quella Lavori Pubblici pic.twitter.com/e2cKuSv6h3
— ALESSIO DI FRANCESCO (@DiFrancescoAle) March 3, 2026
Come Falcao, Gasp va a Mixer
IL ROMANISTA (T, CAGNUCCI) – Non avrei mai pensato che dopo un Roma-Juventus le parole più romaniste le avrei ascoltate da uno nato a Grugliasco. «Hanno festeggiato un pareggio, abbiamo fatto una partita straordinaria, siamo a + 4, mancano undici partite, non accetto questa depressione. Su! Forza! Animo!». Un romanista pensa e parla così. (…) Una volta Falcao prima del derby del 23 ottobre 1983 disse: “Siamo avvantaggiati perché abbiamo giocato in settimana”… Ora, capisco, la mente di Falcao non è un metro di paragone nemmeno per Einstein, però non occorre avere la sua fronte alta per capire che giocare di più, sicuramente, può affaticare, ma a livelli così alti, in cui le squadra più o meno si equivalgono, la differenza la fa la testa, il non arrendersi, il restare sul pezzo, il crederci. Chi piange oggi riproduce l’atteggiamento che ci ha fatto pareggiare. Chi piange oggi è lo stesso che imputa alla Roma di aver sbragato. Non è successo niente. Si deve lottare e lo si sarebbe dovuto fare anche a +7. (…) Ah, tanto per esagerare, in quella settimana sempre quel maestro di pensiero e di estetica che è Falcao si presentò a Rai2, a Mixer, da Minoli perché aveva avvertito chiaramente la paura e la depressione della gente romanista dopo quella sconfitta (ma lì, un po’ lo posso capire: io ero distrutto, ma avevo 10 anni). Minoli gli chiese: “La Juve ha detto che crede allo Scudetto”. Falcao rispose: “Noi ci crediamo di più”. Ora vi pare che noi siamo depressi per un pari festeggiato dalla Juve come l’Ascoli? (…)
Stadio, la Roma fa gol: affare da 1 mld. Al Comune le briciole
Rome e la Roma avanzano a braccetto verso il nuovo stadio giallorosso a Pietralata: un progetto da oltre 1 miliardo che farà le fortune economiche del proponente privato (il club giallorosso) e quelle politiche dell’amministratore pubblico che lo renderà possibile proprio sotto le elezioni (il sindaco Gualtieri). Lasciando nelle casse comunali solo le briciole. La settimana scorsa, la giunta ha approvato la proposta di delibera per la presa d’atto della verifica del Progetto di fattibilità tecnica ed economica, l’ultimo passo prima della conferma definitiva del pubblico interesse da parte del Consiglio comunale, prevista nell’assemblea del 13 marzo. I documenti consegnati dalla Roma raccontano i numeri del progetto, al di là della propaganda su cui società, amministrazione e media locali non sono mai stati così concordi. Per lo stadio da 60mila posti (ma anche 30 punti vendita, 2lmila mq di hospitality e 1.800 di fan store) si prevede un investimento complessivo di oltre 1 miliardo di euro, di cui però solo 633 milioni per l’impianto vero e proprio. Sono altre le voci che fanno lievitare il conto: 120 milioni tra imprevisti e accantonamenti, 80 di spese tecniche (progettazione e direzione dei lavori). (…) L’affidamento sarà regolato da una convenzione tra club e Comune, e una delle prescrizioni fondamentali della delibera sul pubblico interesse era “il pagamento di un canone da parte del Concessionario a beneficio del Concedente per tutta la durata della concessione”. La cifra, però, è irrisoria: l’affitto è stato concordato in appena 66mila euro (aggiornato annualmente, a partire dal secondo anno, con una maggiorazione fissa del 2%). Certo, poi ci sono i vari oneri. Quelli per la concessione del diritto di superficie, un corrispettivo onnicomprensivo di 13,7 milioni di euro, e il contributo straordinario di urbanizzazione, altri 10 milioni: questi però vengono compensati attraverso la realizzazione del Parco centrale e altri lavori infrastrutturali. Stesso discorso per i quasi 16 milioni di oneri di urbanizzazione, scontati dalla realizzazione di interventi strutturali, funzionali allo stesso stadio, come la passerella di via dei Monti di Pietralata, della Stazione Tiburtina e di via Livorno, e la strategica ristrutturazione della stazione metro Quintiliani. (…)
(Il Fatto Quotidiano)
Stadio, canone da 66mila euro alla Roma. La società investirà più di 1,3 miliardi
Mentre va definendosi il calendario dei passaggi nelle varie commissioni consiliari (sono 6: Urbanistica, Mobilità, Ambiente, Lavori pubblici, Patrimonio e Sport) in vista della seduta per il voto di conferma del pubblico interesse allo stadio della Roma, al momento in calendario il prossimo 13 marzo alle 10 con il sindaco, Roberto Gualtieri; prende corpo anche una parte dell’aspetto economico del progetto giallorosso: il costo annuo del canone di concessione. Sono 66mila euro ogni anno per 90 anni. Com’è facile intuire, non si tratta di un canone irrisorio, come qualche inesperto potrebbe pensare. Come spiegano da Palazzo Senatorio «qui non parliamo di una concessione di un bene da cui estrarre un profitto economico, ma di una concessione di un’area per un progetto di finanza in cui l’equilibrio economico è definito da un piano economico certificato da cui derivano anche i costi di concessione». È ragionevole comprendere quindi che le aree in grado di generare valore sono pagate tramite diritto di superficie e contributo straordinario, mentre gran parte delle altre aree in concessione non genera profitti ma costi come tutte le aree a parco e le strade». Chiariamo: il Comune è e rimarrà proprietario delle aree. Per 90 anni darà alla Roma una concessione sfruttando le norme che regolano il diritto di superficie. La concessione servirà per costruire lo stadio che, alla fine dei 90 anni, diventerà di proprietà comunale. La Roma, inoltre, pagherà questa concessione sotto forma di opere pubbliche e con soldi contanti, il contributo straordinario. (…) «Per quanto concerne il pagamento del canone di concessione – dicono dall’Urbanistica capitolina – si precisa che l’importo è quello già definito nello studio di fattibilità del 2023: non vi è alcuna novità né riduzione. Il suo ammontare deriva dall’equilibrio del piano economico che è alla base delle operazioni in Project Financing, come quella in oggetto, in cui il promotore dell’iniziativa realizza l’opera senza contributi da parte di Roma Capitale. (…)
(Il Messaggero)
Baldanzi: guai muscolari, deve fermarsi
II Genoa riprende gli allenamenti stamattina al Sigmorini, dopo due giorni di riposo. E in vista del match contro la Roma deve fare i conti con l’allarme Baldanzi. Il trequarti-sta ha accusato un fastidio muscolare nel match di sabato sera contro l’Inter: si profila uno stiramento; la sua presenza per domenica è in forte dubbio; le sue condizioni saranno valutate giorno dopo giorno nel corso della settimana, ma fortunatamente non si tratta di una recidiva. Stavolta, infatti, ad avergli dato problemi non è stata la coscia destra, bensì la sinistra. Quando era ancora alla Roma, Baldanzi aveva iniziato il 2026 con uno stiramento al retto femorale della coscia destra. E nell’ultimo allenamento a Trigoria, prima di arrivare in rossoblù, aveva accusato un fastidio nella stessa zona. (…) Baldanzi ha dimostrato subito di poter essere molto importante per questo Genoa. Anche se in quella posizione, da mezzala offensiva. (…)
(Il Secolo XIX)
Sabatini: “Incestuoso vedere De Rossi contro la Roma”
IL SECOLO XIX – Walter Sabatini ha rilasciato un’intervista al quotidiano ligure, parlando tra le altre cose della Roma e della prossima gara contro il Genoa di Daniele De Rossi. Le sue parole:
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Sabatini, De Rossi rivale della Roma: che effetto le fa?
“Incroci del genere sembrano sempre cose contro natura, incestuose, se vogliamo esagerare con i termini. Per Daniele sarà una sfida molto complicata da vivere, non da fare, perché il calcio è sempre bello giocarlo. Ma lui sa cosa serve: una grande partita. E sarà probabilmente che il Genoa la farà, perché sta migliorando molto, con un calcio bello da vedere. Però anche la Roma mostra progressi tangibili in ogni partita. Si sfideranno due squadre che vivono momenti importanti”.
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Cosa le ha fatto capire che De Rossi sarebbe diventato allenatore?
“Non mi ha mai raccontato una partita o parlato di calcio come un calciatore, si è sem-pre espresso con una visione complessiva e non è una cosa che i giocatori fanno in modo naturale. Se fai le osservazioni che mi faceva lui vuol dire che dentro sei già proiettato in un altro universo. Una cosa è giocare, un’altra è allenare. Daniele, già in campo, pensava al calcio, facendolo giocare agli altri. E poi in lui c’è il bisogno di gareggiare, primeggiare. Per fare sport ad alti livelli il segreto è essere molto competitivo e lui lo è sempre stato. Per cui è normale che senta il bisogno di adrenalina, di vivere lo stress della partita. La sua scelta di allenare per me non è solo comprensibile, ma per uno come lui era inevitabile».
(…)
Come valuta Gasperini?
“Sta facendo benissimo. La Roma non è una squadra casuale, è molto caratterizzata, il suo lavoro si vede, non dargliene atto sarebbe una bestemmia calcistica. Penso alla rete di Wesley alla Juve: quel gran gol c’è perché Gasperini lo fa giocare a sinistra, sul lato sbagliato, consentendogli di tirare col piede giusto, il destro. Peccato per i due punti persi con la Juve. Ma nei miglioramenti dei calciatori giallorossi, così veloci, c’è tanto merito di Gasperini. La squadra è motivata, tutti rincorrono la palla, 4-5 in modo eroico, perché c’è la giusta mentalità”.
(…)
Rensch sostituirà Wesley a Genova
La corsa della Roma verso il prossimo impegno passa anche da un’assenza pesante. Contro il Genoa, domenica a Marassi, Wesley non ci sarà. L’esterno brasiliano è stato squalificato dopo l’ammonizione rimediata nel match contro la Juve. (…) A Marassi toccherà Rensch, pronto a raccogliere reredità sulla fascia destra. L’olandese arriva da una prova molto convincente proprio contro la Juventus: attenzione difensiva, personalità e spinta continua, senza mai andare in affanno. Una prestazione che ha convinto lo staff e acceso le sue ambizioni. (…)
(corsport)
Il paradosso del gol
C’era una volta una Roma che segnava poco, molto poco ma che riusciva a capitalizzare al meglio il suo “mal di gol” facendo leva su una difesa ai limiti della perfezione. A quella Roma bastava confezionare un golletto, cioè andare in vantaggio, per avere la quasi certezza di vincere la partita grazie al lavoro del muro difensivo. Poi, ironia (paradosso?) del calcio, quella stessa Roma ha cominciato a segnare di più, Donny Malen è diventato un protagonista assoluto del campionato, ma non ha più difeso come in precedenza. A Napoli in vantaggio di una rete a due passi dallo striscione del traguardo, sì è fatta raggiungere; peggio ancora è accaduto contro la Juventus visto che i gol di vantaggio erano due. Da “il miglior attacco è la difesa” a la difesa non vale l’attacco” è stato un attimo. Cosa è accaduto? La logica impone che, in casi come questo, sul banco degli imputati non finiscano soltanto i diretti interessati, cioè i difensori, e che la faccenda chiami in causa l’intera fase difensiva della squadra. Questo ovviamente non vieta di sottolineare che alcune individualità non stanno rendendo come in passato. (…) Troppi gli errori tecnici e mentali. Il terzo gol preso in pienissimo recupero contro la Juventus è il manifesto perfetto di cosa non si deve fare a cento secondi dalla fine della partita. In quelle situazioni, lo insegnano i vecchi maestri, il pallone va bucato. Si deve smettere di giocare. Usando intelligenza e furbizia, non mezzi illeciti. È brutto e forse sbagliato fare ì conti, ma la Roma tra Napoli e la Juventus ha buttato quattro punti nel cestino dell’indifferenziata per colpe esclusivamente proprie.(…) Siamo stati troppo passivi, il giudizio di Gasp sui due gol presi nel finale contro la Juve. Già, ma cosa intendeva? Probabilmente si aspettava più presenza a due passi dalla
linea bianca, avrebbe voluto più fisicità e un’attenzione maggiore in marcatura. Avrebbe desiderato ammirare una Roma più “cattiva”, determinata a portare a casa con le unghie e con i. denti il successo, più coraggio da parte di qualche interprete eccessivamente timido; invece gli è toccato vedere un reparto moscio, quasi spettatore non pagante di quanto stava accadendo in area. (…) Con 33 punti ancora a disposizione può succedere di tutto, in un senso o nell’altro. Ma la squadra deve guarire al più presto dal suo nuovo “mal di gol”, quelli al passivo.
(corsport)
Il veleno nella coda
“Non è che ci mettiamo sotto il tavolo”. Sotto il tavolo no, ma a lavorare sì. E quando Gasperini fa lavorare la Roma, qualcosa di buono di solito esce. Prendi i calci piazzati. Ecco, non si fa fatica a pensare che oggi, alla ripresa degli allenamenti a Trigoria, il tecnico parlerà alla squadra di altri aspetti da migliorare. (…) Quell’atteggiamento che lui stesso ha definito passivo nel finale, nella fase difensiva. Con i numeri bisogna farci i conti, intorno ai numeri c’è da ragionare. Dal minuto 76 in avanti la Roma ha un problema evidente: dei 19 gol incassati in 27 giornate — che ne fanno ancora la miglior difesa del campionato, nonostante le tre reti dalla Juve – sette sono arrivati nell’ultimissima fetta di partita. Cinque punti in meno, che oggi riscriverebbero la classifica in maniera completamente diversa. È tipico delle grandi squadre trovare la giocata decisiva al fotofinish, lo stesso Gasperini ne parlò pubblicamente alcune settimane fa. Alla Roma non accade. (…) La qualificazione Champions si gioca sui dettagli, le grandi partite si giocano sui dettagli, perché gli avversari di livello sanno appoggiarsi sulle debolezze altrui. E infatti 11 dei 19 gol incassati in campionato sono arrivati con le big four, ovvero Inter, Milan, Napoli e Juventus. Così è sfuggito l’ennesimo scontro diretto. (…)
(corsera)