IL PUNTO DEL GIOVEDÌ – D’UBALDO: “Una squadra che punta in alto non può avere giocatori così modesti” – CARMELLINI: “Il pesce puzza sempre dalla testa”

Dopo la sconfitta di San Siro, sulle colonne dei quotidiani si analizza l’ennesima debacle giallorossa. “Una squadra che punta in alto non può avere giocatori così modesti. Un festival della mediocrità che va avanti da tempo, perché la partecipazione alla Champions manca da sei anni”, scrive Guido D’Ubaldo sul Corriere dello Sport. Così invece Tiziano Carmellini de Il Tempo: “Ora, scaramanzie, tradizioni e maledizioni a parte la Roma deve fare una seria analisi sulla stagione in corso che dimostra ancora una volta, qualora ce ne fosse stato bisogno, che qualcosa non ha funzionato. E come «tradizione» insegna, il pesce puzza sempre dalla testa.”


Ecco i commenti di alcuni degli opinionisti più importanti della stampa, pubblicati sulle colonne dei quotidiani oggi in edicola.


U. TRANI – CORRIERE DELLO SPORT

Il mercato di oggi fa la differenza. E anche quello di ieri. Basta il primo tempo del quarto di Coppa Italia per avere il quadro esatto della situazione: il migliore centravanti della Roma – al momento – resta Abraham. Lo chiarisce anche lui a San Siro. E’ Tammy ad indirizzare la partita e lanciare il Milan (3-1). Ranieri, terzo allenatore giallorosso della stagione, non ha fatto in tempo ad incrociarlo. Probabilmente lo avrebbe confermato, se di questi tempi è riuscito a tenersi stresso addirittura Shomurodov. (…) Claudio, comunque, non l’ha scaricato. Non avendo altra scelta, lo ha fatto restare a Trigoria. E A Milano già ha garantito la staffetta con Dovbyk, entrato dopo l’intervallo per riaprire momentaneamente la sfida con il tredicesimo gol stagionale. Conceicao ha cinque finalizzatori: i due nuovi, più Abraham, Jovic e il giovane Camarda. La Roma, invece, si accontenta di Shomurodov come vice Dovbyk.


I. ZAZZARONI – CORRIERE DELLO SPORT

Lo dico subito: credo d’aver visto un’altra partita. Una partita che c’entra poco con quella che molto probabilmente leggerete da altre parti: la Roma avrebbe potuto farla sua e invece è andata al Milan. (…) La Roma ha perso così un’altra occasione, peccando soprattutto in personalità. La formazione del primo tempo non mi è comunque piaciuta: l’impiego contemporaneo di Shomurodov, Pisilli e Celik ha abbassato il livello di soluzioni e qualità della squadra che, non a caso, Ranieri ha corretto all’intervallo ottenendo qualcosa da Dovbyk, ma meno – lo ammetto – da Rensch e Pellegrini, non ancora pienamente centrato. La coppa Italia era una delle ultime opportunità concesse alla Roma per dare un senso a una stagione condizionata da una serie di scelte sbagliate e traumi non indifferenti. Ora non le resta che l’Europa League, oltre a una quindicina di partite di campionato per tentare di strappare un posticino nell’Europa terza fumatori. (…)


G. D’UBALDO – CORRIERE DELLO SPORT

La Roma si è svegliata solo dopo essere passata in svantaggio e nel miglior momento alla ricerca del pareggio ha incassato il secondo gol. Prima due gol di Abraham (un altro ex che ha punito la squadra giallorossa), poi il terzo confezionato dai nuovi acquisti: assist di Gimenez e gol di Joao Felix. Inutile il tentativo di rimonta. (…) La Roma si ritrova a giocare ancora con Celik, ieri impiegato al posto dello squalificato Mancini. E’ stato l’anello debole della difesa, un giocatore mediocre, che quest’anno si è ritrovato sorprendentemente titolare. E non c’è verso di vederlo relegato in panchina, anche adesso che è arrivato un altro terzino destro. E poi Shomurodov. In quello che doveva essere il mercato dì riparazione non si è intervenuti sull’altro ruolo che aveva bi-sogno di miglioramenti: quello di centravanti. Shomurodov, promesso fino all’ultimo a squadre che lottano per la salvezza e a qualche club straniero, è stato confermato dopo il gol rocambolesco contro l’Eintracht Francoforte. (…) Una squadra che punta in alto non può avere giocatori così modesti. Un festival della mediocrità che va avanti da tempo, perché la partecipazione alla Champions manca da sei anni. Per non parlare dei giocatori acquistati in estate da Ghisolfi che non hanno lasciato tracce e che a gennaio hanno fatto le valigie. Non serve solo acquistare giocatori (nell’ultima sessione di mercato sono arrivati elementi tutti da scoprire), ma ci vorrebbe anche un dirigente che conosca bene il mercato. Questa Roma è destinata a vivacchiare in campionato e ad aggrapparsi alla speranza di andare avanti in Europa League. Per il futuro le scelte devono dare garanzie assolute, a cominciare dal nuovo allenatore.


T. CARMELLINI – IL TEMPO

Le tradizioni a Roma sono roba sacra. È scritto nella storia della città, così come nella squadra che la rappresenta e che porta il suo nome. E le tradizioni giallorosse vanno di pari passo con le maledizioni e i tabù. Quello della «stella» della Coppa Italia continua ad essere entrambi. (…) E poi, sempre in tema di maledizioni e scaramanzie, quella dell’ex più che una legge inizia ad essere un tormentone. È successo di nuovo, l’ex giallorosso ha colpito ancora. Contro il Napoli tutti temevano il ritorno di Lukaku e invece cross di Juan Jesus e gol di Spinazzola. Ieri doppietta di Abraham, uno che non segnava più nemmeno dal macellaio, ieri ha realizzato due gol (non faceva una doppietta dal 20 maggio del 2022) contro la squadra che aveva creduto in lui e poi alla fine lo aveva ceduto per manifesta incapacità. Beh ieri, proprio lui, ha castigato i suoi ex compagni e fatto piangere i tifosi romanisti. Detto questo chi sbaglia paga e se metti Celik titolare devi sapere che l’errore è dietro l’angolo. Se nel primo gol del Milan Svilar era sembrato meno reattivo del solito (secondo errore consecutivo dopo Napoli), sulla seconda rete rossonera il terzino turco sbaglia il movimento e manda in tilt anche Hummels lasciando un’autostrada al pennellone inglese. Ora, scaramanzie, tradizioni e maledizioni a parte la Roma deve fare una seria analisi sulla stagione in corso che dimostra ancora una volta, qualora ce ne fosse stato bisogno, che qualcosa non ha funzionato. E come «tradizione» insegna, il pesce puzza sempre dalla testa.

Il tempo sospeso di Bove tra il tennis di Cobolli e un futuro da costruire

Il tempo si è fermato al minuto 16 di Fiorentina-Inter, il 1° dicembre. Il malore che lo colpisce all’improvviso, mentre la sua squadra deve battere un fallo laterale, e i due allenatori, Palladino e Inzaghi, dibattono animatamente per un gol annullato a Lautaro, proprio perché la palla era uscita in quell’azione. La vita e la carriera di Edoardo Bove sono cambiati in quell’istante, sotto gli occhi dei genitori e di Martina Durham, la sua compagna, che erano in tribuna e lo hanno raggiunto in ospedale. (…) C’è stato già un momento, in questi due mesi, in cui ha provato l’emozione di riannodare il filo. Fine gennaio, stadio Olimpico: la Fiorentina passa in casa della Lazio, il freddo polare cala sullo stadio, Palladino in sala stampa se la prende con chi raccontava di un gruppo disunito e disorientato dopo quell’episodio drammatico. E li, mentre lo stadio si era ormai svuotato, i viola festeggiavano nello spogliatoio e il giardiniere stava già facendo il suo lavoro per la prossima partita, sul campo è sbucata un’ombra dal tunnel, quella di un ragazzo con i suoi pensieri. Le mani in tasca, il passo scandito, gli occhi a ricercare una visuale familiare, stavolta da un’al-tra prospettiva però. Edoardo Bove si è commosso, nel “suo” stadio. Dall’ospedale è stato dimesso con un defibrillatore sottocuta-neo e la Fiorentina, dove è arrivato in prestito dalla Roma, ha scelto di rispettare il contratto fino a giugno. Stasera, come accade da oltre due mesi, sarà in panchina come calciatore aggiunto, grazie a una deroga della Federcalcio. (…) Qualche club euro-peo ha iniziato a interessarsi e a giugno, una volta tornato alla Roma, potrebbe decidere con più serenità quale passo compiere. In altri campionati è possibile giocare anche con il defibrillatore: anche in Premier League o in Spagna. Corre sui lungarni di Firenze, appena può vola dall’amico fraterno Flavio Cobolli, con il quale ha condiviso l’esperienza nelle giovanili della Roma: lo ha raggiunto fino a Rotterdam, dove dal suo box ha seguito il match contro Hurkacz. Poi è tornato al Viola Park, con il fischietto in bocca improvvisandosi collaboratore tecnico. La prossi-ma settimana potrebbe essere tra gli ospiti a Sanremo. (…)

(La Repubblica)

Bove &co: già 5 ex a segno

Sembra la regola del delitto perfetto. (…) La doppietta di Abraham ha fatto male ai romanisti, specialmente quelli presenti a San Siro e che poi lo hanno fischiato quando è uscito dal campo. E il centravanti inglese è solo l’ultimo ad aver purgato la Roma. Perché appena due partite fa ci ha pensato Spinazzola nella sfida contro il Napoli, mentre nella gara di andata è stato il turno di Lukaku. Ma non basta. Nella disfatta di Firenze, quel 5-1 sotto la guida di Juric ad andare a segno è stato Edoarbo Bove, mentre all’Olimpico è stato Zaniolo a festeggiare sotto il settore ospiti dell‘Atalanta. (…)

(corsport)

Il problema del FFP e quattro scelte per un futuro «verde»

Meglio tardi che mai, anche se era meglio dirlo prima. I tifosi giallorossi non sarebbero rimasti per un mese in attesa di un «grande colpo». Claudio Ranieri ha spiegato il mercato della Roma che pare aver scontentato la maggioranza dei tifosi: “Non potevamo muoverci per il Financial Fair Play, però devo fare i complimenti a Ghisolfi” (…) Il campo dirà se il lavoro di Ghisolfi è stato buono oppure no, però va riconosciuto al d.s. francese che questo mercato è stato comunque condotto con una logica. 1) È aumentata la fisicità della squadra: Nelsson 185 centimetri, Gorna-Douath 185, Salah-Eddine 180, Rensch 179. 2) È calato il monte ingaggi: il solo Mario Hermoso guadagnava 3,5 milioni netti a stagione (il Bayer Leverkusen pagherà i prossimi cinque mesi). 3) Si è guardato alla carta d’identità: Gourna-Douah 21 anni, Rensch 22, Salah-Eddine 23 e Nelsson 26. Un buon mix con i tanti veterani in rosa. 4) Si è preso tempo in attesa del nuovo allenatore: i nuovi arrivi non hanno inciso più di tanto sul bilancio. (…)

(corsera)

I VOTI DEGLI ALTRI – Celik “fa disperare Ranieri” – Angelino “uno dei pochi a fare qualcosa”

La Roma cade a San Siro contro il Milan e dice addio alla Coppa Italia. Una serata amara per Zeki Celik: “Fa disperare Ranieri, in ritardo i chiusura e banale in fase propositiva. Sale tardi sull’1-0 e resta fermo pure sul raddoppio” (La Gazzetta dello Sport). Male anche Evan Ndicka: “È il più vicino ad Abraham ma lo lascia saltare. NOn è l’unica sua svagatezza: diperso nel raddoppio rossonero. Appena meglio nella ripresa” (Corriere dello Sport).

Il migliore è ancora una volta Angelino: “Uno dei pochi a fare qualcosa per evitare di colare a picco. Mette il cross per Pisilli e quello che propizia la rete di Dovbyk. Preciso anche in fase difensiva con un intervento che leva una palla gol a Jimenez” (Il Tempo). Entra bene anche Artem Dovbyk: “Parte dalla panchina e ci mette 9 minuti a segnare il suo tredicesimo gol stagionale, sull’unico pallone utile che i compagni gli mettono a disposizione. Poco altro da aggiungere. Centravanti.” (Il Romanista)

LA MEDIA VOTI DELLE PAGELLE DEI QUOTIDIANI (La Gazzetta dello Sport, Il Corriere dello Sport,  Il Messaggero, Il Corriere della Sera, La Repubblica, Il Tempo, Il Romanista)

Svilar 5,78
Celik 4,71
Hummels 5,28
Ndicka 5,07
Saelemaekers 5,36
Konè 5,78
Paredes 5,43
Pisilli 6,00
Angelino 6,50
Shomurodov 5,50
Dybala 5,43

Dovbyk 6,36
Pellegrini 5,28
El Shaarawy NG
Rensch 5,14
Nelsson NG

Ranieri 5,21


LA GAZZETTA DELLO SPORT

Svilar 5,5
Celik 4,5
Hummels 6
Ndicka 5,5
Saelemaekers 5,5
Konè 5
Paredes 5,5
Pisilli 6
Angelino 6,5
Shomurodov 6
Dybala 6

Dovbyk 6,5
Pellegrini 5,5
El Shaarawy NG
Rensch 5
Nelsson NG

Ranieri 5,5


IL CORRIERE DELLO SPORT

Svilar 6
Celik 5
Hummels 5
Ndicka 5
Saelemaekers 5
Konè 6
Paredes 5,5
Pisilli 6
Angelino 6,5
Shomurodov 6
Dybala 5

Dovbyk 6,5
Pellegrini 5
El Shaarawy ng
Rensch 5,5
Nelsson ng

Ranieri 5,5


IL MESSAGGERO

Svilar 6
Celik 5
Hummels 5
Ndicka 5
Saelemaekers 6
Konè 6
Paredes 5,5
Pisilli 6
Angelino 6,5
Shomurodov 5
Dybala 6

Dovbyk 6,5
Pellegrini 5,5
El Shaarawy ng
Rensch 5,5
Nelsson ng

Ranieri 5


IL CORRIERE DELLA SERA

Svilar 6
Celik 4
Hummels 6
Ndicka 5
Saelemaekers 5
Konè 6
Paredes 5
Pisilli 5
Angelino 7
Shomurodov 5
Dybala 5

Dovbyk 6,5
Pellegrini 5
El Shaarawy ng
Rensch 5
Nelsson ng

Ranieri 5


IL TEMPO

Svilar 5,5
Celik 4,5
Hummels 4,5
Ndicka 5
Saelemaekers 5,5
Konè 5,5
Paredes 5
Pisilli 6
Angelino 6
Shomurodov 5,5
Dybala 5

Dovbyk 5,5
Pellegrini 5
El Shaarawy ng
Rensch 5
Nelsson ng

Ranieri 5


LA REPUBBLICA

Svilar 6
Celik 5
Hummels 5,5
Ndicka 5
Saelemaekers 5
Konè 6
Paredes 5,5
Pisilli 6,5
Angelino 6,5
Shomurodov 5,5
Dybala 6

Dovbyk 6,5
Pellegrini 6
El Shaarawy ng
Rensch 5
Nelsson ng

Ranieri 5,5

IL ROMANISTA

Svilar 5,5
Celik 5
Hummels 5
Ndicka 5
Saelemaekers 5,5
Konè 6
Paredes 6
Pisilli 6,5
Angelino 6,5
Shomurodov 5,5
Dybala 5

Dovbyk 6,5
Pellegrini 5
El Shaarawy ng
Rensch 5
Nelsson ng

Ranieri 5

Ranieri: “Abbiamo lottato, ma in attacco il Milan ha una qualità tremenda”

La metafora del telefono “cordless”, purtroppo per la Roma, torna d’attualità: oltre lo zerbino di casa non funziona. E nonostante le urla di Claudio Ranieri, che ha provato più volte a mettersi “in contatto” con alcuni dei suoi giocatori durante il match, la Roma lontano dall’Olimpico non è riuscita ancora una volta a riproporre il suo profilo migliore. Rivedendo a San Siro i fantasmi degli ultimi ko fuori casa contro Napoli e Como in campionato e Az Alkmaar inEuropa League. L’allenatore giallorosso ha ammesso: “Innanzitutto faccio i complimenti al Milan, ma la Roma ha lottato fino in fondo. Non dovevamo, certo, prendere gol in quella maniera, ma capita nelle migliori famiglie“. (…) Come in campionato abbiamo subito gol in ripartenza, ma è difficile dire che abbiamo fatto male .Il rimpianto magari c’è su quei 10 centimetri in fuorigioco (il gol annullato alla Roma dopo la deviazione di Reijnders, ndr), l’avremmo riaperta“. (…) Sulla scelta di Shomurodov dall’inizio che ha sorpreso un po’ tutti: “A lui avevo chiesto di giocare come contro il Napoli e di stare al fianco di Dybala, ma lui aveva speso troppo domenica e non c’è riuscito. Non posso rimproverarlo“. (…)

(La Repubblica)

Un altro ex fa male a Ranieri. Doppio Abraham e addio Coppa

Ci sono stagioni che nascono male. E nello corso dei mesi regalano più delusioni che gioie. La Roma è nel pieno di queste annate. Capace di macinare tanto gioco a casa del Milan, scoprire le lacune rossonere e aprire voragini nella difesa rossonera. Ma inadatta a sfruttare le occasioni. E punita due volte nel momento di maggiore sforzo. Ancora una volta con i gol di un suo ex calciatore. Espressione plastica di una stagione da cancellare il prima possibile. Il Milan vince 3-1, grazie al-la doppietta di Abraham e Joao Felix e accede alle semifinali di Coppa Italia. La Roma invece dice addio al primo obiettivo stagionale e adesso si tuffa su quel che resta del Campionato, coltivando la speranza chiamata Europa League. (…) Cinque calciatori con il dente avvelenato, quattro dei quali andati via da Trigoria solo la scorsa estate. Aveva iniziato Bove a fine ottobre con il gol del 4-1 nella debacle romanista contro la Fiorentina. Poi c’era stato Zaniolo all’Olimpico (con annessa esultanza provocatoria) nella vittoria dell’Atalanta a dicembre e Lukaku il giorno della vigilia di Natale nella sconfitta romanista a Napoli. Domenica scorsa è arrivato puntuale il bis azzurro con Spinazzola, in gol contro i suoi ex compagni. A San Siro è andata pure peggio. Con la prima doppietta stagionale di Abraham, il grande ex accompagnato alla porta questa estate per far spazio ai gol di Dovbyk. (…) Adesso per ja Roma arriva la trasferta a Venezia (domenica, ore 12.30). Stavolta, senza nessun ex dal dente avvelenato. (…)

(La Repubblica)

Venezia a rischio, settori chiusi in Europa

IL TEMPO (M. CIRULLI) – Dopo Bologna e Udine, l’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive continua a monitorare le trasferte dei tifosi romanisti. Il presidente Maurizio Improta ha infatti proposto il divieto di trasferta per i tifosi giallorossi residenti nel Lazio per la sfida contro il Venezia al Penzo, in programma domenica alle 12.30. Le motivazioni sarebbero legate ai rapporti di amicizia con il tifo organizzato di Udine, che, lo scorso fine settima-na, hanno assalito un treno diretto a Venezia con a bordo circa 1200 tifosi lagunari dopo la partita al Bluenergy Stadium. Anche la sfida tra Udinese e Napoli, prevista domenica sera alle 20.45 al Maradona, è considerata a rischio, data la possibilità di scontri tra le tifoserie e l’eventuale presenza di romanisti di partecipare alla trasferta della squadra friulana. A fronte di tali criticità, l’ONMS ha segnalato entrambe le partite ai prefetti delle città coinvolte affinché valutino l’emanazione del divieto di vendita dei biglietti. Attualmente, la vendita per i settori ospiti di entrambe le gare è sospesa, in attesa della decisioni del Gruppo Operativo Sicurezza. Non sarebbe una novità per i romanisti in stagione: dopo il derby, infatti, l’ONMS aveva già vietato le trasferta contro Bologna e Udinese. Il provvedimento venne però ridotto alla sola gara contro il felsinei in seguito al ricorso vinto dai tifosi romanisti, cui partecipò anche la Roma «ad adiuvandum», ovvero sposando le ragioni del ricorso. Arrivano brutte notizie anche per l’Europa League: la UEFA ha san-zionato la Roma in seguito avvenimenti dello scorso 30 gennaio nella sfida contro l’Eintracht Francoforte. Durante l’intervallo, alcuni ultras tedeschi avevano lanciato fumogeni e lacrimogeni verso i romanisti presenti in Curva Nord, costringendo steward e forze dell’ordine a intervenire per evitare il contatto tra le due tifoserie. La sanzione imposta dalla UEFA prevede una multa di 30mila euro e la chiusura parziale della Curva Nord, in particolare nei settori 46 e 47, per la prossima gara casalinga: il ritorno di playoff con il Porto. Nei prossimi giorni sono attesi ulteriori aggiornamenti sui posti effettivamente coinvolti dal provvedimento. La Roma garantirà comunque la possibilità di assistere alla partita per chi ha già acquistato un biglietto nei settori interessati.

Meledetta Coppa

IL TEMPO (L. PES) – Una maledizione lunga diciassette anni. La Roma esce per l’ennesima volta ai quarti di Coppa Italia arrendendosi al Milan di Conceicao che a San Siro vince 3-1. L’ultimo trofeo risale al 2008 ma nelle ultime stagioni questa competizione è diventata un vero e proprio incubo: basti pensare che l’ultima semifinale risale al 2017. Troppo tempo. Due sorprese nelle scelte iniziali di Ranieri: Dovbyk ancora escluso con Shomurodov accanto a Dybala, e Pisilli preferito a Pellegrini in un 3-5-2 che vede Celik vincere il ballottaggio con Rensch per il posto da difensore di destra. Inizio timido della Roma che non approccia al match con la fame che serve nelle serate da dentro o fuori. Dybala scalda i guanti a Maignan con un colpo di testa centrale ma il vantaggio lo trova il Milan, con l’immancabile gol dell’ex firmato da Abraham. Svilar respinge il tiro di Reijnders ma sullo sviluppo dell’azione arriva il cross di Theo che l’inglese mette all’angolino con un grande stacco di testa. La reazione della Roma è prepotente. Shomurodov per poco non beffa Maignan, Pisilli scheggia la traversa di destra e Dybala impegna ancora il portiere francese con un diagonale velenoso. Ma a pochi minuti dall’intervallo arriva il raddoppio rossonero ancora con Abraham pescato dalla verticalizzazione precisa di Theo sul contropiede del Milan. Grave l’errore di Celik che non segue il movimento di Hummels e lascia l’attaccante in posizione regolare. L’ultimo squillo è una bella punizione di Dybala deviata in corner da Maignan, ma il primo tempo per la Roma è un insieme di rimpianti e scelte sbagliate di Ranieri. Il tecnico giallorosso torna sui suoi passi e all’intervallo stravolge la squadra inserendo i calciatori ipotizzati titolari nelle previsioni. Entrano Rensch per Celik, Pellegrini per Paredes e Dovbyk per Shomurodov. La Roma si mette a specchio con la difesa a quattro ma dopo pochi minuti il Milan sfiora il tris con la traversa di Walker. Episodio al minuto 53 che ridà speranze alla Roma. Dovbyk mette subito la firma spingendo in porta un cross di Angelino sporcato da Walker. Conceicao vara la contromossa inserendo gli ultimi due arrivati Gimenez e Joao Felix al posto dei migliori uomini della serata: Pulisic e Abraham. Proprio il portoghese sfrutta un’altra disattenzione della rertroguardia romanista (Hummels forse troppo coraggioso nelle uscite) e firma il tris con la sua prima rete in rossonero. Un autogol di Reijnders stava per rimettere ancora in partita la Roma ma ad inizio azione c’era il fuorigioco di Dovbyk. Escono anche Saelemaekers e Hummels per far spazio a El Shaarawy e il neo acquisto Nelsson. I giallorossi tornano a spingere ma Pellegrini spedisce larghissimo un piattone che poteva essere sfruttato meglio a dieci minuti dalla fine. Subito la testa a Venezia, non c’è tempo per recriminare.

La Uefa chiude parte della Nord. Tifosi, Venezia trasferta a rischio

Una multa di 30 mila euro e la chiusura parziale della curva Nord dell’Olimpico (settori 46 e 47) questa ieri la decisione della Uefa in seguito ai disordini dell’ultima gara di Europa League con i tifosi dell’Eintracht Francoforte. (…) Trasferta a rischio, invece, domenica a Venezia: l’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive ha proposto il divieto per i tifosi giallorossi e per quelli dell’Udinese a Napoli. La ragione sta nel gemellaggio tra tifosi di Roma e Udinese e nell’alto rischio scontri in entrambe le partite, soprattutto con i tifosi del Venezia dopo l’assalto al treno, domenica scorsa, da parte di ultrà dell’Udinese e del Salisburgo.

(corsera)