Friedkin jr nello spogliatoio: “Adesso l’ultimo sforzo”

Se Ryan Friedkin accontenterà Gian Piero Gasperini sul mercato come accaduto fuori dal campo negli ultimi due giorni, allora sarà un’estate scoppiettante. Cronaca recente: il tecnico sabato in conferenza stampa aveva fatto capire di gradire una proprietà vicina alla squadra, proprio alla vita di spogliatoio. «Mi auguro che Ryan abbia anche un rapporto di conoscenza con i giocatori», aveva sussurrato Gasp. Eccoci qua, detto e fatto. Il vicepresidente ha viaggiato dal ritiro di Trigoria fino allo stadio Olimpico con la squadra e l’allenatore, assaporando le emozioni e la passione dei tifosi che hanno atteso l’arrivo del pullman, come al solito, davanti al Ponte della Musica.

Ma Friedkin junior non si è limitato a questo. Una volta arrivato allo stadio, prima del discorso motivazionale di Gasperini, nello spogliatoio ha preso la parola e alla squadra ha espresso direttamente un paio di concetto:
«Ci tengo a ringraziarvi per il grande lavoro svolto durante questa stagione. Si tratta di fare un ultimo sforzo, non molliamo la presa adesso, fate quel che sapete». Facile capire la gioia del vicepresidente alla fine della partita, per una vittoria che avvicina un traguardo mai raggiunto dall’attuale proprietà come la qualificazione Champions. La settimana che inizia oggi ballerà tra il campo e la programmazione. Si aspettano le accelerate decisive per i rinnovi di Dybala e Celik, mentre quello di Pellegrini arriverà con ogni probabilità subito dopo la fine del campionato. C’è poi la questione direttore sportivo da risolvere: i prossimi giorni potrebbero essere quelli buoni per la scelta definitiva. […]

(corsera)

Il derby è della Roma: la festa giallorossa esplode nella Capitale

Sotto il sole cocente di mezzogiorno, una doppietta di Mancini blinda il derby e lo porta dritto in casa giallorossa. Di più: la Roma riesce quasi a toccare con mano il sogno della Champions League. Certo, lo dirà l’ultima di campionato contro il Verona, ancora da giocare. Ma ieri i romanisti si sono lasciati andare a una festa che si spiega sì con la vittoria sulla Lazio-così anche il derby di andata – ma soprattutto con l’orizzonte europeo che si fa sempre più vicino.

La mattinata dei romanisti, in realtà, era cominciata già all’alba. Quando circa duecento ultrà giallorossi sono partiti da San Lorenzo direzione Curva Sud dello stadio per preparare la coreografia: lupi all’attacco con la scritta “Spqr” in Sud e la frase in latino in tribuna Tevere «siamo romani, figli della lupa capitolina».
Dalla Curva Nord, stavolta, nessuna risposta. I laziali, circa un migliaio, hanno seguito il derby da Ponte Milvio, in polemica con il presidente Claudio Lotito, tra fumogeni, cori e petardi. Un boato si è sollevato al momento della rete, poi annullata, di Dia. Invece, ai gol di Mancini, solo silenzio, senza però mai smettere di sventolare le bandiere. Il botta e risposta a distanza c’è comunque stato a suon di sfottò tramite striscioni, ma l’afflusso e deflusso dei tifosi si è comunque svolto senza particolari tensioni, sia all’Olimpico sia a Ponte Milvio. Merito anche del maxipiano di sicurezza di una domenica di “fuoco”, tra derby e finale degli Internazionali di tennis: migliaia di agenti tra polizia, locale, carabinieri e Guardia di finanza, centinaia di steward, con quattro punti di controllo per il coordinamento dei flussi. Poi, su ordine della Questura, le limitazioni di circolazione sul lungotevere e divieti di sosta attorno al Foro Italico. Da segnalare, solo il malore nella zona del bar River di un 70enne – subito soccorso – e l’avventura di un romanista finito tra i biancocelesti a Ponte Milvio e che è stato subito fatto allontanare dalla polizia.

Per il resto, è stata solo festa giallorossa. Dentro lo stadio – con la squadra che si è stretta attorno all’allenatore Gasperini – e anche fuori, tra cori, clacson, sciarpe sollevate al cielo, birre e risate. La festa in realtà si è allargata a tutta Roma: a Testaccio alcuni tifosi sono scesi in strada accendendo fumogeni, mentre per le vie del Centro ancora clacson, cori e sciarpe. […]

(Il Messaggero)

Il derby del sorpasso. Supera la Lazio e sale al 4° posto: con 3 punti è dentro

Derby vinto e Champions in pugno. Cosa poteva pretendere di più la gente della Roma? Forse un gol di Dovbyk, a secco e infortunato dalla Befana, ma il suo tiretto è finito sul palo. Forse la rete d’addio di El Shaarawy, invocato da tutto lo stadio, ma la sua occasione è finita a lato, però dopo è stato portato in trionfo ugualmente. Il tutto negli ultimi minuti, quando ormai i giallorossi sono certi del successo e del rientro fra le prime quattro. Il giro di campo finale, con 50 mila spettatori in piedi, è un saluto per la stagione che si sta chiudendo con un epilogo piacevole quanto inatteso un mese fa. Le conseguenze Queste sono le istantanee calde di un mezzogiorno di passione all’Olimpico. Nel resto, la qualità della partita non è eccelsa, ma dopo un primo tempo macchinoso, la Roma nella ripresa legittima il successo.


Andrà a Verona padrona del suo destino, dopo il sorpasso sulla Juve. In giorni come questi, Gian Piero Gasperini ha la sua storia scritta in faccia. Se gli avessero detto l’estate scorsa che sarebbe arrivato all’ultimo turno con la Champions in tasca, avrebbe sorriso per la soddisfazione e il compiacimento. Adesso si inchina sotto la curva: da solo, per il tributo. Gasp si è preso tutto il potere nel club, deciderà ogni mossa con i Friedkin, e al ruolo onnicomprensivo può aggiungere anche i risultati, la coppa dei milio-ni. Sembra quasi che sia finito ieri il campionato della Roma, probabilmente perché la quarta vittoria consecutiva gdona un senso di invincibilità. Non sarà il Verona retrocesso a travestirsi da Lecce 86? Si vedrà domenica.

In un derby smunto, troppo influenzato dalle ultime vicende della Lazio, nervoso come da copione con i 20 falli del primo tempo e la rissa generale che costa il rosso a Rovella e Wesley (75′), decidono i calci d’an-golo. Gianluca Mancini entra nelle statistiche delle sfide capitoline con una doppietta di testa, saltando nella stessa posizione per due volte, fendendo le pieghe larghe della zona laziale. […]

Il successo della Roma è meritato. La Laziosi rammarica per le chance non sfruttate a metà primo tempo, quando il 4-3-3 sarriano copre bene il campo, però manca di cattiveria nell’avvicinarsi a Svilar. Superiore nelle verticalizzazioni (154-122)
la banda di Sarrisi perde poi nella finalizzazione e riesce a tirare solo 4 volte dentro l’area contro le 12 della Roma. Alla quale può bastare anche la giornata ordinaria di Malen, mentre Dybala cerca di meritarsi il rinnovo e convince con alcune giocate al velluto, pur fra qualche pausa. La Roma arriva a Verona con l’entusiasmo dei sopravvissuti e il suo calcio impastato di concretezza. Può bastare per entrare nella grande Europa.

(gasport)

Addio da brividi ad El Shaarawy: “Grazie di tutto”

Gli applausi al suo ingresso, il gol d’addio sfiorato poi la festa sotto la Sud. L’ultimo derby di Stephan El Shaarawy è stato un mix di emozioni, con le lacrime del Faraone portato in trionfo da Mancini e compagni. […]

Ieri ha ricevuto l’abbraccio che meritava con tanto di striscione: «Roma sarà sempre casa tua, grazie di tutto Faraone». E lui ha ringraziato: «Orgoglioso di aver vestito questa maglia, voglio chiudere con la Champions».

(gasport)

Mancini-show, l’uomo derby. Doppietta e futuro da leader: “Non sapevo come esultare”

Difensore o bomber? Nel dubbio, i tifosi della Roma continuano a stringersi attorno al loro guerriero, l’eroe della Curva Sud, attaccante aggiunto per Gasperini: lui, Gianluca Mancini, e chi altrimenti. Nato pronto, prontissimo, come si dice alle latitudini della Capitale, e ora deciso a spingere la sua squadra in un’altra dimensione da Champions, quella che manca da queste parti da ben sette anni.

Perché il centrale da combattimento ha in testa idee meravigliose per la sua gente. E ieri ha rivissuto momenti esaltanti. Ha deciso cioè un altro derby con la Lazio dopo la stracittadina del 6 aprile 2024: in quell’occasione a servirgli l’assist direttamente da calcio d’angolo per il colpo di testa vincente era stato Paulo Dybala, come ieri nell’azione decisiva del 2-0. L’idolo dell’Olimpico ha iniziato a correre proprio verso la sua gente in tribuna, inchinandosi in un gesto di riconoscenza per il sostegno di questi anni e festeggiando in particolare anche dopo il triplice fischio con i “fratelli” Lorenzo Pellegrini (che gli dedicano una storia social) e Stephan El Shaarawy, all’ultimo derby in giallorosso: «Sono stati momenti belli, non me lo sarei mai aspettato – ha detto nel dopo gara Mancini -. Al secondo gol non ci credevo nemmeno di aver segnato, non sapevo come esultare. E allora sono andato dal mio amico Lorenzo che non ha potuto giocare: c’è una grande amicizia con lui, gli voglio un bene infinito. E sono stato contento di averlo abbracciato». Quindi, si è soffermato su ElSha, l’altro alleato in tante battaglie già vissute: «Stephan è un ragazzo d’oro, non lo devo dire io. Ci ho giocato insieme sei anni, è sempre andato a mille: è entrato anche stavolta molto bene in partita, speravo facesse gol. Ci mancherà, ma sappiamo che il calcio è così. E io gli vorrò sempre un mondo di bene». Così il leader della Roma si è preso tutto, gol, abbracci e copertina, confermandosi “retrorazzo” di una squadra alla quarta vittoria di fila che, sotto la gestione di Gasp, sta sprigionando torto il suo potenziale, trovando nel gladiatore toscano un trascinatore carismatico, in grado di dare la scossa ai compagni nei momenti più difficili. Le incursioni nell’area altrui sono ormai un tratto distintivo della sua presenza in campo. E non a caso è il secondo difensore con più gol (23) nella storia giallorossa dietro a Christian
Panucci (31). […]

Il leader della Roma è il punto fermo del presente e lo sarà anche per il futuro.
Il suo rinnovo fino al 2029 è imminente, come quello del resto di Bryan Cristante, e
non è un mistero che il difensore desideri chiudere la carriera in giallorosso, pronto a proseguire nel migliore dei modi il progetto di Gasp a cui è legato fin dai tempi di Bergamo. […]

(gasport)

Gasp padrone di Roma. Vola a un passo dalla Champions: “Io voglio vincere”

A fine partita non sapeva neanche più come esultare. Prima è corso ad abbracciare un po’ tutti, poi ha radunato la squadra e l’ha portata a fare il giro d’onore intorno all’Olimpico per ringraziare i tifosi e infine ha accolto l’invito di Alessandro
Esposito, lo Slo (colui che si occupa dei rapporti tra club e tifoseria) della Roma, ad andare sotto la Curva Sud a prendersi gli applausi dei tifosi. Già, perché Gian Piero Gasperini in precedenza era rimasto in disparte, quasi timido e rispettoso dei sentimenti dei suoi giocatori e di quelli della gente giallorossa. Ed invece quando la curva ha chiesto proprio ad Esposito di portare l’allenatore lì sotto, al suo cospetto, allora Gasp ha accettato. Ed era felice, eccome se era felice, perché quel gesto è l’ultima crepa che ha fatto andare giù il muro (iniziale), quello della diffidenza. Ed allora via: balli, danze, tanti sorrisi e foto di rito per un momento che gli resterà per sempre impresso nella mente. Le promesse «Io sono piemontese, di scuola Juve, cittadino onorario di Bergamo e con nove anni di Atalanta alle spalle, un’acerrima nemica – dice a fine gara l’allenatore della Roma. Insomma, so che ero la persona meno adatta per entrare in sintonia con questa gente ma sono venuto qui per fare calcio e credo che i tifosi mi abbiano apprezzato per questo. Poi, è ovvio, contano i risultati. Ma aver conquistato la credibilità della gente vale più di uno scudetto».


Anche perché in molti a Roma qualche riserve se la sono tenuta fino in fondo, per farla poi crollare proprio ieri pomeriggio, a fine derby. I risultati, contano, è vero. E anche tanto. E questo Gasperini lo sa bene e da uomo scaltro e furbo qual è si è lanciato subito in una promessa: «Sono venuto qui per vince-re, mi sono dato tre anni per riuscirci». […]

Un consenso, però, che Gasperini si è meritato eccome. E che ha consolidato proprio nell’ultimo mese, da quando i Friedkin hanno deciso di dargli pieni poteri, allontanando il senior advisor Claudio Ranieri. Da quella scelta il rapporto tra l’allenatore e la proprietà giallorossa è diventato ancora più stretto, più profondo, tanto che anche ieri prima della partita è stato Ryan Friedkin a parlare alla squadra. Un discorso che ha preceduto quello del tecnico e che era stato concordato proprio con lui. Ma soprattutto un discorso in cui Ryan – vicepresidente del club – si è detto soddisfatto per la stagione della squadra e per l’impegno messo fino a quel momento dal gruppo. Con la richiesta di dare il massimo nelle ultime due partite, ad iniziare proprio dal derby, l’obiettivo di dare un’ulteriore gioia alla tifoseria romanista. Missione poi puntualmente portata a compimento. «Quando la proprietà è presente diventa tutto più semplice – ha detto anche ieri Gasperini – Perché si ottengono risposte immediate e si possono prendere decisioni sul momento». Già, a differenza invece di quando i Friedkin sono lontano da Roma, dove spesso e volentieri bisogna aspettare risposte, consensi e autorizzazioni varie.

Ora bisognerà pensare al futuro. Che poi vuol dire il rinnovo di Dybala («C’è la volontà della società e quella del giocatore di arrivare a farlo e nel caso io sarei molto contento per lui e per tanti altri», il commento di Gasp), ma soprattutto la sfida di Verona. Perché poi il futuro vero passa proprio da li, da quella partita da vincere che da sola vale oltre cinquanta milioni, il minimo garantito dalla partecipazione alla prossima Champions. […]

(gasport)

La strada

LR24.IT (A. CIARDI) – Premessa obbligatoria e paracula: non è finita, Verona-Roma sarà una partita complicatissima. Detta questa banalità, sta per arrivare il momento di tirare le somme. Il calcio spesso è deciso da episodi. Il gol di Gatti al novantatreesimo ha dato ossigeno a una Juventus che altrimenti sarebbe in vacanza da due mesi. Il rigore di Malen, più o meno allo stesso minuto di Parma-Roma, ha ribaltato la stagione della Roma. Che però ci ha sempre creduto. Anche quando, dopo il flop del Meazza, non ci credeva più neanche il tifoso più ottimista.

In testa al gruppo c’è Gasperini. Più che altro c’è solo lui, solo al comando per delega della proprietà. Perché la proprietà fa notizia quando è presente, un assurdo tipico della Roma da quindici anni a questa parte. Dirigenti e paradirigenti si sono più o meno chiamati fuori alla spicciolata. A un passo dal traguardo sarebbe il caso, vada come vada al Bentegodi, di riordinare le idee e di capire una volta per tutte che la Roma ha esattamente bisogno di gente come Gasperini. Che pure quando borbotta non cerca alibi. Che, a differenza di quasi tutti quelli che hanno orbitato attorno a Trigoria negli ultimi anni, ha dimostrato di sapere come si fa a essere competitivi. Vada come vada. Perché se andasse male a Verona, dovremmo parlare di episodio negativo e non di flop in campionato. Settanta punti in trentasette partite nonostante la sindrome da scontro diretto si prolunghi di un anno. Due derby vinti (non accadeva da dieci anni) senza subire gol.

Difficoltà affrontate senza cercare scuse nonostante, per indole, non le abbia mai mandate a dire quando ha ritenuto opportuno evidenziare le storture “interne”. Se a Verona andasse male, sarebbe un peccato enorme, ci si potrebbe mangiare le mani, ma non si dovrebbe parlare di stagione buttata. Perché le basi sono state gettate. E sono solide. Nel corso della conferenza stampa di ieri, Gasperini ha evidenziato l’importanza della presenza dei proprietari, affinché gli “intermediari” non debbano entrare in azione per spostare anche le opinioni involontariamente o…volontariamente. Un “mondo di mezzo” nella Roma che ha francamente rotto i coglioni. Gasperini ha capito tutto. Anche se non ha convinto tutti. Ma forse è meglio così.

In the box – @augustociardi75

Instagram, il messaggio ironico di Dybala per Guendouzi: “Anche se non c’era il mio amico… mi sono divertito lo stesso. Magica Roma” (FOTO)

Un Paulo Dybala decisivo nel derby della Capitale. Il numero 21 ha servito da calcio d’angolo Gianluca Mancini per il gol del definitivo 2-0. Ma non solo, perché Dybala ha fatto vedere anche alcuni lampi della sua immensa classe in quello che potrebbe essere stato il suo ultimo “ballo” all’Olimpico. Su Instagram il campione del mondo argentino ha pubblicato un post con un messaggio ironico, nei confronti dell’ex laziale Guendouzi, con il quale ha avuto degli screzi accesi negli ultimi derby: “Anche se non c’era il mio amico… mi sono divertito lo stesso. Magica Roma“.

Instagram, Malen dopo il derby: “La città è nostra”. Mancini: “Noi siamo la Roma”. Wesley: “Forza Roma”. Celik: “Daje Roma” (FOTO)

Entusiasmo alle stelle per la Roma dopo la vittoria per 2-0 nel derby contro la Lazio. Gli ultimi novanta minuti stagionali contro il Verona saranno decisivi per la qualificazione alla prossima Champions League, con i giallorossi che si trovano al quarto posto e sono padroni del proprio destino. Primo derby per Malen che ha commentato così il successo: “La città è nostra stasera”

“Roma è giallorossa” invece il messaggio social di Rensch.

Anche Wesley ha commentato su Instagram il derby vinto: “Forza Roma”.

Anche Zeki Celik ha voluto commentare la vittoria sulla Lazio con un “Daje Roma”.

“Derby speciale vinto per l’ultima in casa! Roma è giallorossa” ha scritto invece Mile Svilar.

Anche il protagonista indiscusso del derby, Gianluca Mancini, ha pubblicato un post con scritto: “Noi siamo la Roma”.

Trigoria: domani giorno di riposo. Ripresa martedì pomeriggio

La Roma arriva con il vento in poppa all’ultimo appuntamento stagionale contro il Verona che potrebbe valere l’accesso alla prossima Champions League. Dopo il derby vinto per 2-0, il tecnico Gian Piero Gasperini ha concesso una giornata di riposo alla squadra. La ripresa degli allenamenti a Trigoria è fissata per martedì pomeriggio.