Gasp, la Roma e il match ball del lavoro

Non è fatta – e sarebbe imperdonabile pensare a una passeggiata a Verona – ma la vittoria nel derby ha lanciato la Roma verso la Champions. Un obiettivo che i giallorossi non riescono a centrare da sette anni e rappresenterebbe il “battesimo” per i Friedkin, che hanno finora inutilmente investito oltre un miliardo di euro. Tagliare il traguardo sarebbe una soddisfazione immensa per loro, una gioia per un pubblico fantastico, una dimensione quasi sconosciuta per molti giocatori e un’altra perla nella carriera di Gasperini. Con un dato, oggettivo, che sta li a dimostrare la bontà del suo lavoro: se riuscisse a chiudere il cerchio, sarebbe l’unico allenatore insieme a Conte – nel vorticoso giro delle panchine – ad aver centrato la Champions negli ultimi due anni. […]

Impossibile non considerarlo uno specialista: con cinque partecipazioni in sette anni nerazzurri. Di sicuro il suo lavoro alla Roma, è racchiuso nella regolarità che ha avuto in campionato, tra assenze prolungate e momenti ad alta tensione: 36 punti nel girone d’andata, 34 nel ritorno. Con undici sconfitte, di cui si è tanto parlato, bilanciate da 22 vittorie nelle altre 26 partite: perché il suo è un calcio aggressivo, a volte rischioso ma che parte da un presupposto: meglio provarci, sempre, che accontentarsi. Il secondo derby portato a casa gli ha dunque regalato il classico match ball. […]

(gasport)

Mancini e Gasp, inchini e balli: “Prendiamoci la Champions”

La mente e il braccio della Roma tornata quarta a una giornata dal traguardo: Gasperini e Mancini per il derby della svolta. La disponibilità e l’affidabilità di Gianluca che dà l’esempio nello spogliatoio proprio come chiede Gian Piero. Che lo incorona: «Questa doppietta sarà indelebile nella sua carriera». Ancora uomo derby. E superandosi. È il primo difensore a segnare due reti nel derby della Capitale. Decisivo già il 6 aprile del 2024, sempre di testa e ancora Dybala a ispirarlo da calcio d’angolo come nella ripresa. Con la Roma 23 gol, a digiuno solo nell’annata 2021-22. Quest’anno a quota a 5 (4 in campionato) e il suo record è di 7, due anni fa (4 in A e 3 in Europa League). Ma questi stordiscono. Anche lui: «Fare due gol non me lo sarei mai aspettato, al secondo gol non sapevo che fare». Il doppio inchino davanti alla curva Sud. «E ho abbracciato Pellegrini perché ci teneva a esserci e a giocare, volevo farlo sentire con noi». A proposito di amici, ha portato in trionfo El Shaaraawy, nel giorno del saluto di Stephan, sotto la curva: «È un ragazzo d’oro e un professionista serio. In campo gli dicevo di fare gol, se lo sarebbe meritato. Ci mancherà, ma quello che ha fatto in questi dieci anni non lo cancella nessuno».

Gasperini, in attesa del viaggio a Verona, conta fino a 70: sono i punti della Roma che la famiglia Eriedkin, da quando si è insediata a Trigoria (6 agosto del 2020), non aveva mai festeggiato. È il miglior raccolto dalla stagione 2017-2018, terzo posto con Di Francesco e 77 punti per l’ultima qualificazione in Champions. Ecco il nuovo corso: Ryan sorride in tribuna già al primo gol, Gian Piero balla sotto la Sud che canta «la società dei magnaccioni». «Fatece largo», appunto. «Avere lo stadio sempre pieno avviene in pochissimi posti. Sapevo che ero piemontese, scuola
Juve, cittadino onorario di Bergamo, con l’Atalanta acerrima rivale di questi anni, ero il candidato meno adatto per entrare in sintonia, ma sono qui per fare calcio e la gente ha apprezzato questo. Qui si viene per importante e stata aver conquistato la credibilità della gente e per me questo è più grande di uno scudetto. Mi sono dato tre anni di tempo per vincere. In queste piazze non se ne possono aspettare dieci…». […]

Un anno fa la Juventus appena scavalcata in classifica ha tentennato e lui ha scelto la Roma. «Non penso agli altri. Io sono felice qui con i miei giocatori e mi godo quanto abbiamo fatto».

(corsera)

Massucci (Questore di Roma): “La Roma avrebbe dovuto sostenere le decisioni delle autorità di sicurezza e tutelare tutti i tifosi, non solo gli ultras”

LA REPUBBLICA – Il Questore di Roma, Roberto Massucci, ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano in cui si è chiaramente soffermato sul derby della Capitale tra Roma e Lazio e sui giorni precedenti, in cui ha regnato il caos per la scelta del giorno e dell’orario in cui si sarebbe dovuta disputare la partita. Il bilancio è assolutamente positivo, l’evento, andato in sovrapposizione alla finale degli Internazionali di tennis, non ha registrato disagi e scontri. Massucci, però, avrebbe voluto un aiuto consistente da parte della Roma per far giocare il derby lunedì: “La città ha risposto bene come sempre, ma dalle società ci aspettiamo qualcosa in più. La Roma doveva sostenere le decisioni delle autorità di sicurezza e tutelare tutti i tifosi, non solo gli ultras». […]

Perché era così temuta questa partita?
«Il livello di conflittualità era molto elevato. Dal lato Lazio c’era la protesta contro il presidente Lotito e quindi l’esigenza di presidiare un territorio esterno allo stadio, dove non ci sono garanzie come le techologie e i meccanismi di separazione. Dall’altro una tifoseria, guella romanista, che presenta situazioni di criticità come quelle viste in passato e che quest’anno ci hanno visto impegnati in un lavoro serralo, soprattutto sul lato curva Sud».

Secondo lei si poteva evitare a inizio anno la concomitanza tra derby e Internazionali? «È evidente che in fase di pianificazione questi due eventi insieme vadano evitati e che, quando si commettono errori, si possano correggere lavorando insieme. Il buon senso, in questo caso, indicava due possibili strade. La scelta più ovvia era lo spostamento al lunedì della partita di campionato. Questa decisione poi si è portata dietro tutte le polemiche che abbiamo visto, fino a un deterioramento del quadro informativo e del livello di conflittualità tra tifoserie, che ci saremmo ritrovati entrambe in mezzo alla strada, con noi in mezzo. Sarebbe stata una polveriera».

Quindi non c’è stato un dietrofront dettato dalla Lega e dalle esigenze delle tv?
«No, l’ordinanza del prefetto è nata in un contesto in cui quell’ordinanza era necessaria. Poi la valutazione del rischio va monitorata, aggiornata e riformulata ora dopo ora e in base all’evoluzione delle cose. La Lega ha riconosciuto l’err, e che aveva fatto e si è messa a disposizione. I 200 steward nelle vie d’accesso che hanno indirizzato i tifosi sono stati un investimento della Lega». […]

La Roma si è schierata accanto alle frange più estreme del tifo, che avevano dichiarato che non sarebbero entrate allo stadio di lunedi. Se lo aspettava?
«Io dico che nei rapporti tra i club e i propri tifosi c’è qualcosa da rivedere e la Roma non è immune da questo. Ci lavoreremo. La figura del supporter liaison officer, chele autorità sportive hanno inserito ed è prevista dalle regole Uefa e Fifa, non funziona come vorremmo».

A cosa fa riferimento?
«I rapporti tra tifosi e squadre di calcio sono regolati, esiste una struttura organizzativa, un modello che funziona in tanti altri paesi. Esistono i dipartimenti del tifo, attraverso cui il club si occupa dei propri tifosi. Il rapporto con i tifosi non è qualcosa che si gioca tra società e ultras: i tifosi sono tutti».

Numerose inchieste hanno evidenziato rapporti tra membri della curva di Roma e Lazio e la criminalità organizzata. Questo legame è ancora presente?
«Per dare una risposta netta servirebbe una risposta processuale, cioè una sentenza passata in giudicato. Dal punto di vista di un osservatore esperto, però, dico che la situazione non mi lascia tranquillo».

Però la stagione si è chiusa senza incidenti.
«Non è ancora finita, ma siamo a incidenti zero. La nostra strategia, soprattutto sul lato romanista, è di assoluto rigore. Ovviamente riguarda anche gli ultras della Lazio. Continueremo anche il prossimo anno».

A Verona senza Wesley. Stop Ndicka, dubbio Koné

IL ROMANISTA (S. VALDARCHI) – Il momento della festa, giusta, legittima e piena, è già finito. Da oggi, il focus dentro Trigoria è tutto spostato verso Verona. L’ultimo passo, il traguardo da tagliare, col destino (in ottica Champions) che è tornato tra i piedi dei romanisti. Lo sa Gasperini, che ha sottolineato però come non sia finita, anche perché domenica al Bentegodi sarà una gara vera. […]


Di sicuro, Gasperini dovrà fare a meno di Wesley. Il brasiliano è sfato espulso da Maresca nel secondo tempo del derby vinto, sarà squalificato e l’appuntamento con lui è rimandato alla prossima stagione. Con ogni probabilità, non ci sarà neanche Ndicka, che verso la fine del primo tempo ha alzato bandiera bianca per un problema al flessore. Presto per dare una diagnosi, nelle prossime ore si sottoporrà agli esami strumentali del caso.

Gasp, invece, spera di poter recuperare nel corso della settimana Pellegrini, che dopo una settimana in gruppo avvertiva ancora fastidio alla coscia e ha visto il derby a bordocampo. Oltre a lui, potrebbero tornare anche Koné e Venturino, fermato da una leggera infiammazione al ginocchio. Nessun problema, invece, per Pisilli, sostituito all’intervallo per scelta tecnica. […]

Dall’Olimpico al Foro, sicurezza e viabilità. Ha funzionato tutto

Gli unici momenti caldi della giornata a margine del derby si vivono attorno a Ponte Milvio. E dopo la vittoria della Roma: sui social è virale il video di una coppia di tifosi romanisti, forse turisti fatti scendere da un ncc nel posto evidentemente sbagliato, affrontati da un gruppo di ultrà laziali perché indossano la maglia giallorossa, invitati a togliersela e quindi portati via dai vigili urbani su un’auto di servizio per evitare guai peggiori. Ma ieri pomeriggio ci sono stati anche un altro tifoso della Roma schiaffeggiato sempre nelle vicinanze e quindi una litigio, ancora per il passaggio con la maglia giallorossa davanti ai laziali presenti in via Flaminia e un confronto fatto di slogan e insulti quando altri romanisti sono transitati sul lungotevere, all’altezza di piazzale Cardinale Consalvi, suonando il clacson di auto e scooter dopo la vittoria, e un drappello di sostenitori biancocelesti sul marciapiede.


La presenza di un nutrito contingente della polizia ha evitato anche qui il peggio, al contrario di quanto accaduto dopo il derby d’andata. Tensioni senza grosse conseguenze che hanno seguito ieri la stracittadina già finita nei giorni scorsi al centro delle polemiche fra Prefettura e Lega di serie A sulla data e sull’ orario in cui far disputare Roma-Lazio visto il rischio di sovrapposizioni con le finali degli
Internazionali di tennis al Foro Italico, e in particolare con quella di Jannik Sinner con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in tribuna al Centrale.
Alla fine il servizio d’ordine coordinato dalla Questura con migliaia di poliziotti, carabinieri, finanzieri e vigili urbani ha evitato incidenti. Con un aggiornamento rispetto al piano di sicurezza iniziale: il lungotevere non è stato chiuso come previsto da Prati a Tor di Quinto, ma solo il tratto compreso fra l’obelisco e piazzale di Ponte Milvio a partire dalle 10, come su ponte Duca d’Aosta, mentre invece la circolazione stradale non è stata interrotta altrove. Al clima derby fuori dall’Olimpico hanno contribuito petardi, fumogeni, striscioni dà una parte e dall’altra, con i romanisti entrati all’Olimpico prima di mezzogiorno e i laziali – circa un migliaio – attestati invece a Ponte Milvio con le bandiere e i cori contro il presidente Claudio Lotito. […]

«Il derby si è svolto in un clima sereno grazie al lavoro straordinario di tutte le forze dell’ordine, della Questura e della Prefettura, della polizia locale, degli operatori del trasporto pubblico e di tutte le persone impegnate nel dispositivo di sicurezza e accoglienza», conferma in serata il sindaco Roberto Gualtieri. Per il primo cittadino, che ha esaltato i successi agli Internazionali di Jannik Sinner e della coppia di doppio Simone Bolelli e Andrea Vavassori, «Roma ha dimostrato ancora una volta di essere una grande capitale europea capace di ospitare eventi complessi e molto partecipati, garantendo sicurezza, organizzazione e vivibilità». Proprio fuori dal Foro Italico i carabinieri hanno denunciato quattro bagarini con 136 biglietti d’ingresso falsi e sequestrato 25 pass della Feder-tennis usati in modo improprio.

(corsera)

El Shaarawy, il saluto dell’Olimpico: “Per sempre casa tua”

IL TEMPO (L. PES) – «Roma sarà sempre casa tua. Grazie di tutto Faraone». Con questo striscione al termine del derby vinto contro la Lazio la Curva Sud saluta Stephan El Shaarawy. Quella contro la Lazio, infatti, è stata la sua ultima partita con la maglia della Roma davanti ai propri tifosi dopo l’annuncio social dello scorso venerdì. Il suo contratto terminerà il 30 giugno dopo dieci anni, escluso l’anno e mezzo in Cina, in giallorosso. Gasperini lo ha inserito all’intervallo e il Faraone nel finale ha anche sfiorato la gioia del gol. Dopo il novantesimo il saluto speciale della Sud con i compagni che lo hanno acclamato e lanciato in aria sotto il settore caldo dei tifosi. «Roma mi ha dato tanto. Sono emozioni veramente forti. Ora ci rimane l’ultima partita e non possiamo sbagliare. Meritiamo la Champions», le sue parole al termine del match.

«Qui per vincere in tre anni. Col tifo legame da scudetto»

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – Non ha mai smesso di crederci, neanche dopo il gol di Gatti che sembrava aver capovolto la stagione. Gasperini, adesso, è a pochi centimetri dalla qualificazione in Champions. «Dobbiamo festeggiare la vittoria nel derby, poi abbiamo una settimana per concentrarci e cercare di raggiungere un traguardo straordinario – ha affermato il piemontese ai microfoni di Dazn – Ci ho sempre creduto perché anche le altre volte che sono andato in Champions, non l’ho mai fatto con cinque giornate d’anticipo. Speravamo in un passo falso delle altre, ma siamo stati bravi a concentrarci soltanto sulla nostra patita».


Per l’ennesima volta, il tecnico giallorosso ha avuto le risposte che si aspettava dal gruppo: «Mancini ha fatto una doppietta in un derby che resterà indelebile nella sua carriera, ma questa squadra ha sempre avuto tanti capitani. È un gruppo veramente solido. Non ho mai avuto problemi di nessun tipo, hanno sempre cercato di dare il massimo tutti. Non abbiamo ancora raggiunto il traguardo, ma il giudizio su questi ragazzı non cambierà».

Ci sarà tempo, poi, per discuter del rinnovo di Dybala: «Questa è materia della prossima settimana. La fortuna è che c’è qui la proprietà e, quando ci sono loro, diventa tutto più facile. Sono in grado di prendere decisioni nell’immediato. C’è la volontà sia della società che del giocatore. Sarei molto contento per lui e per tanti altri. Avevamo una squadra con diversi giocatori in scadenza, ma sono stati di una professionalità e di un attaccamento eccezionale».


Il legame tra Gasperini e il popolo giallorosso sta diventando sempre più stretto. Dallo scettiscismo di alcuni di dodici mesi fa al balletto, sulle note de «La società dei magnaccioni», sotto la Curva Sud dopo il trionfo nel derby. «Essendo piemontese, scuola Juve, cittadino onorario di Bergamo, con l’Atalanta rivale in questi anni, ero il candidato meno adatto per entrare in sintonia con in tifosi, ma sono qui per fare calcio e la gente ha apprezzato questo. E chiaro che contano i risultati, però la cosa più importante è aver conquistato la credibilità della gente, è un successo più grande dello scudetto – ha ammesso l’allenatore di Grugliasco – Sono venuto a Roma per vincere e mi sono dato tre anni di tempo. In queste piazze non puoi stare dieci anni senza avere risultati. Le squadre sono sostenibili quando fanno risultati e alzi il livello di tutti i giocatori, dei giovani e non solo. L’obiettivo è creare una squadra forte».

Wesley squalificato. N’Dicka ko, Koné spera

IL TEMPO (F. BIAFORA) – Un ultimo sforzo prima del rompete le righe. Gasperini è pronto, da domani, a dirigere l’ultima settimana di allenamenti prima della fine del campionato, con gli occhi puntati sui giocatori a rischio per il Verona. N’Dicka è stato costretto al cambio nel primo tempo per un problema al flessore: smorfia di dolore e sensazioni non buone. Con anche un occhio rivolto al Mondiale sembra difficile vedere l’ivoriano al Bentegodi. Da sciogliere i nodi su Koné e Pellegrini, che ieri non sono andati neanche in panchina. Il francese ha avvertito un problema nella rifinitura e ha dovuto dare forfait, ma Gasp proverà un difficile recupero in questi giorni. Il numero 7 era invece tornato ad allenarsi in gruppo mercoledì scorso, non riuscendo però a trovare le giuste sensazioni per essere a disposizione con i biancocelesti. Da capire se con un’altra settimana di lavoro smaltirà il problema. Chi sarà sicuramente assente in Veneto è Wesley: il brasiliano è stato espulso nel parapiglia con Rovella e salterà il match per squalifica.

Friedkin jr e la carica del gruppo

IL TEMPO (F. BIAFORA) – Ryan Friedkin sempre più vicino alla squadra. «La sua presenza è fondamentale. Tutto funziona meglio», aveva detto Gasperini alla vigilia del derby e il vicepresidente giallorosso ha voluto far sentire ancora di più il supporto al gruppo, con un discorso nello spogliatoio prima dell’inizio della partita. «Sono contento per la vostra stagione, avete dato il massimo in tutti i momenti, anche quelli difficili. Ora serve uno sforzo nelle ultime due partite, date ancora una volta tutto quello che avete», il succo delle parole di Friedkin, sbarcato nella Capitale ad inizio settimana per dare un’accelerata a tutti i dossier aperti per la programmazione del futuro.

In particolare i vertici del club sono impegnati con la ricerca del direttore sportivo, con Manna, la prima scelta, che non riesce in alcun modo a liberarsi dal Napoli. D’Amico, Sogliano, Tognozzi e Giaretta sono tutti altri nomi sondati negli ultimi giorni. L’altra tematica calda è quella dei rinnovi di contratto, con in particolare la trattativa per il prolungamento di Dybala che tiene impegnato lo stesso
Friedkin. Contatti continui con il procuratore Novel, che spinge affinché l’argentino accetti la proposta presentata dalla società.

Le combinazioni per gli ultimi due pass: quattro partite domenica alle 20:45

Quattro squadre per gli ultimi due posti. […] Milan e Roma (a 70 punti) cosi come Como e Juventus (a 68) dovranno lottare ancora per 90′ (tutti in campo domenica alle 20.45, oggi l’ufficialità). L’ultima giornata prevede Milan-Cagliari, Verona-Roma, Torino-Juventus e Cremonese-Como. A questo punto Milan e Roma (in foto Gasperini) sono le favorite in quanto padrone del proprio destino. Con una vittoria sarebbero certamente qualificate, mentre le altre devono sperare in un loro passo falso. C’è ancora la possibilità che le quattro squadre arrivino tutte a pari merito con i pareggi di Milan e Roma e le vittorie di Juventus e Como. Così in Champions ci andrebbero Allegri e Fabregas. In caso di arrivo a pari merito di tre squadre, invece, si possono verificare diverse combinazioni. Si qualificano le prime due: 1) Milan, Roma e Como; 2) Como, Roma e Juventus; 3) Como, Milan, Juventus; 4) Juventus, Milan e Roma. In caso di arrivo a pari merito fra due squadre: Juve ok con la Roma ma male con il Como; Milan ok con Roma e Como. Nel caso in cui terminassero con gli stessi punti Juve-Milan e Roma-Como si analizzerebbe la differenza reti totale (Juve +27, Milan +19, Roma +26 e Como +33).

(corsera)