Derby vinto e Champions in pugno. Cosa poteva pretendere di più la gente della Roma? Forse un gol di Dovbyk, a secco e infortunato dalla Befana, ma il suo tiretto è finito sul palo. Forse la rete d’addio di El Shaarawy, invocato da tutto lo stadio, ma la sua occasione è finita a lato, però dopo è stato portato in trionfo ugualmente. Il tutto negli ultimi minuti, quando ormai i giallorossi sono certi del successo e del rientro fra le prime quattro. Il giro di campo finale, con 50 mila spettatori in piedi, è un saluto per la stagione che si sta chiudendo con un epilogo piacevole quanto inatteso un mese fa. Le conseguenze Queste sono le istantanee calde di un mezzogiorno di passione all’Olimpico. Nel resto, la qualità della partita non è eccelsa, ma dopo un primo tempo macchinoso, la Roma nella ripresa legittima il successo.
Andrà a Verona padrona del suo destino, dopo il sorpasso sulla Juve. In giorni come questi, Gian Piero Gasperini ha la sua storia scritta in faccia. Se gli avessero detto l’estate scorsa che sarebbe arrivato all’ultimo turno con la Champions in tasca, avrebbe sorriso per la soddisfazione e il compiacimento. Adesso si inchina sotto la curva: da solo, per il tributo. Gasp si è preso tutto il potere nel club, deciderà ogni mossa con i Friedkin, e al ruolo onnicomprensivo può aggiungere anche i risultati, la coppa dei milio-ni. Sembra quasi che sia finito ieri il campionato della Roma, probabilmente perché la quarta vittoria consecutiva gdona un senso di invincibilità. Non sarà il Verona retrocesso a travestirsi da Lecce 86? Si vedrà domenica.
In un derby smunto, troppo influenzato dalle ultime vicende della Lazio, nervoso come da copione con i 20 falli del primo tempo e la rissa generale che costa il rosso a Rovella e Wesley (75′), decidono i calci d’an-golo. Gianluca Mancini entra nelle statistiche delle sfide capitoline con una doppietta di testa, saltando nella stessa posizione per due volte, fendendo le pieghe larghe della zona laziale. […]
Il successo della Roma è meritato. La Laziosi rammarica per le chance non sfruttate a metà primo tempo, quando il 4-3-3 sarriano copre bene il campo, però manca di cattiveria nell’avvicinarsi a Svilar. Superiore nelle verticalizzazioni (154-122)
la banda di Sarrisi perde poi nella finalizzazione e riesce a tirare solo 4 volte dentro l’area contro le 12 della Roma. Alla quale può bastare anche la giornata ordinaria di Malen, mentre Dybala cerca di meritarsi il rinnovo e convince con alcune giocate al velluto, pur fra qualche pausa. La Roma arriva a Verona con l’entusiasmo dei sopravvissuti e il suo calcio impastato di concretezza. Può bastare per entrare nella grande Europa.
(gasport)