IL TEMPO (G. TURCHETTI) – Non ha mai smesso di crederci, neanche dopo il gol di Gatti che sembrava aver capovolto la stagione. Gasperini, adesso, è a pochi centimetri dalla qualificazione in Champions. «Dobbiamo festeggiare la vittoria nel derby, poi abbiamo una settimana per concentrarci e cercare di raggiungere un traguardo straordinario – ha affermato il piemontese ai microfoni di Dazn – Ci ho sempre creduto perché anche le altre volte che sono andato in Champions, non l’ho mai fatto con cinque giornate d’anticipo. Speravamo in un passo falso delle altre, ma siamo stati bravi a concentrarci soltanto sulla nostra patita».
Per l’ennesima volta, il tecnico giallorosso ha avuto le risposte che si aspettava dal gruppo: «Mancini ha fatto una doppietta in un derby che resterà indelebile nella sua carriera, ma questa squadra ha sempre avuto tanti capitani. È un gruppo veramente solido. Non ho mai avuto problemi di nessun tipo, hanno sempre cercato di dare il massimo tutti. Non abbiamo ancora raggiunto il traguardo, ma il giudizio su questi ragazzı non cambierà».
Ci sarà tempo, poi, per discuter del rinnovo di Dybala: «Questa è materia della prossima settimana. La fortuna è che c’è qui la proprietà e, quando ci sono loro, diventa tutto più facile. Sono in grado di prendere decisioni nell’immediato. C’è la volontà sia della società che del giocatore. Sarei molto contento per lui e per tanti altri. Avevamo una squadra con diversi giocatori in scadenza, ma sono stati di una professionalità e di un attaccamento eccezionale».
Il legame tra Gasperini e il popolo giallorosso sta diventando sempre più stretto. Dallo scettiscismo di alcuni di dodici mesi fa al balletto, sulle note de «La società dei magnaccioni», sotto la Curva Sud dopo il trionfo nel derby. «Essendo piemontese, scuola Juve, cittadino onorario di Bergamo, con l’Atalanta rivale in questi anni, ero il candidato meno adatto per entrare in sintonia con in tifosi, ma sono qui per fare calcio e la gente ha apprezzato questo. E chiaro che contano i risultati, però la cosa più importante è aver conquistato la credibilità della gente, è un successo più grande dello scudetto – ha ammesso l’allenatore di Grugliasco – Sono venuto a Roma per vincere e mi sono dato tre anni di tempo. In queste piazze non puoi stare dieci anni senza avere risultati. Le squadre sono sostenibili quando fanno risultati e alzi il livello di tutti i giocatori, dei giovani e non solo. L’obiettivo è creare una squadra forte».