VIDEO – Derby, Pellegrini verso la panchina della Lazio dopo l’espulsione a Wesley

Lorenzo Pellegrini non è potuto scendere in campo nell’ultimo derby della Capitale a causa dell’infortunio che lo ha tenuto ai box nell’ultimo mese non ancora smaltito. Il numero 7, però, nonostante non fosse a disposizione ha scelto di rimanere vicino alla squadra sedendosi in panchina. Al 70′ è scoppiato il nervosismo in campo con delle scintille che hanno portato alle espulsioni di Wesley e Rovella. Pellegrini, a quel punto, molto nervoso, si è avvicinato alla panchina degli avversari protestando animatamente per quanto successo.

Real Madrid: pagata la clausola da 3 milioni di euro al Benfica. Ora Mourinho è libero di firmare

Manca solo l’ufficialità per il ritorno di Josè Mourinho sulla panchina del Real Madrid. Il tecnico ex Roma ha concluso la sua esperienza al Benfica ed è pronto a tornare a Madrid. Il club di Florentino Perez ha pagato la clausola rescissoria da 3 milioni di euro che legava Mourinho al Benfica. L’allenatore ora ha risolto il suo contratto e può firmare con i Blancos. Per lui pronto un contratto biennale.

(sport.sky.it)

VAI ALL’ARTICOLO

Calciomercato Roma, dal Portogallo: Sporting Lisbona vicino a chiudere per Doumbia. Club di Premier League provano il sorpasso

Sembra essere sfumato definitivamente un possibile approdo alla Roma di Issa Doumbia, centrocampista di proprietà del Venezia protagonista di un’ottima stagione in Serie B. Nelle scorse settimane si è registrato l’interesse nei confronti del calciatore dei più importanti club di Serie A, tra cui Roma, Milan, Inter e Atalanta.

Doumbia, però, è molto vicino a trasferirsi allo Sporting Lisbona. Il club portoghese è in netto vantaggio ed è pronto a chiudere l’accordo con il Venezia per un affare tra i 20 e i 25 milioni di euro. Come riportato, però, anche alcuni club di Premier League, tra cui il Newcastle stanno tentando il sorpasso.

(ojogo.pt)

VAI ALL’ARTICOLO ORIGINALE

Calciomercato Roma: anche Inter e Napoli interessate a Ndoye. Il Nottingham Forest non apre al prestito

Possibile ritorno in Serie A per Dan Ndoye dopo l’esperienza in Inghilterra al Nottingham Forest. Il rendimento dell’esterno svizzero nel campionato italiano con la maglia del Bologna è stato senza dubbio di alto livello e in Premier League non è riuscito ad esprimersi allo stesso modo. Solamente due gol e due assist complessivi e prestazioni poco convincenti. Già nei scorsi giorni Ndoye è stato accostato alla Roma in vista della prossima sessione di calciomercato, ma anche Inter e Napoli osservano la situazione.

Come riferito dal sito, però, il Nottingham Forest non apre a una possibile cessione in prestito e valuta solo un trasferimento a titolo definitivo. Il club inglese spara alto e chiede una cifra intorno ai 42 milioni di euro.

(calciomercato.it)

VAI ALL’ARTICOLO ORIGINALE

DE SANTIS: “Gasperini è l’unico che ha creduto nella Champions” – CORSI: “Si è preso la Roma in meno di un anno”

L’entusiasmo per la vittoria nel derby domina i dibattiti dell’etere romano, con i riflettori puntati sul grande impatto di Gian Piero Gasperini sul mondo giallorosso. Matteo De Santis sottolinea la determinazione del tecnico nella rincorsa all’Europa più prestigiosa: “Gasperini è l’unico che ha creduto nella Champions League e ieri è stato bravissimo nella lettura della partita”. Mario Corsi esalta invece la rapidità con cui l’allenatore ha plasmato la squadra, celebrando i protagonisti del match: “Gasperini si è preso la Roma in meno di un anno e la doppietta di Mancini è stata davvero la ciliegina sulla torta”.

____

Questo e tanto altro in “Massimo Ascolto“, rubrica de LAROMA24.IT curata dalla redazione. Una passeggiata tra i più importanti programmi radiofonici. Buona lettura.

____

Una vittoria pulita della Roma, mettendo in luce le peculiarità che questa squadra ha sempre avuto. I giallorossi hanno vinto senza strafare e con tutti i crismi della regolarità (MARIO MATTIOLIRadio Radio, 104.5, Mattino – Sport e News)

La Roma ha acquistato Malen per 25 milioni, ma ad oggi già ne vale il triplo (XAVIER JACOBELLIRadio Radio, 104.5, Mattino – Sport e News)

Bisogna essere in due per giocare una partita di livello, ma la Lazio non ha mai dato l’impressione di poter segnare. Il 3-3 contro la Juventus sarebbe potuto essere mortale, ma da quella partita la Roma ha trovato fiducia, risorse ed energie che le hanno permesso di vincere sfide non facili (ROBERTO PRUZZORadio Radio, 104.5, Mattino – Sport e News)

Sarebbe stato grave se la Lazio avesse vinto il derby… La Roma merita di andare in Champions (TONY DAMASCELLIRadio Radio, 104.5, Mattino – Sport e News)

Giornata perfetta per la Roma, anche per la sconfitta della Juventus. I giallorossi sono più forti della Lazio e lo hanno dimostrato (STEFANO AGRESTIRadio Radio, 104.5, Mattino – Sport e News)

Contro il Verona non è una partita da sottovalutare, ma non devi pensare di giocare contro il Barcellona. Va tenuta la tensione alta, ma senza esagerare altrimenti arrivi troppo nervoso. Quest’anno sono mancati gli scontri diretti, hai vinto solo una partita contro il Como. I derby non li considero come tali… (MARCO VALERIO ROSSOMANDOManà Manà Sport90.9)

Champions? Gasperini ci ha creduto più di tutti e lo ha trasmesso anche alla squadra, ma al momento non è stato fatto ancora niente. El Aynaoui? Mi è piaciuto tantissimo, è tornato ai livelli pre-Coppa d’Africa (PIERO TORRIManà Manà Sport90.9)

Gasperini è l’unico che ha creduto nella Champions League e ieri è stato bravissimo nella lettura della partita (MATTEO DE SANTISManà Manà Sport90.9)

Hellas Verona-Roma? Io ho paura di questa trasferta… (MARCO JURICManà Manà Sport90.9)

Fino all’1-0 è stata una partita super equilibrata e la Roma ha avuto delle difficoltà oggettive (RICCARDO TREVISANIManà Manà Sport90.9)

Gasperini si è preso la Roma in meno di un anno e la doppietta di Mancini è stata davvero la ciliegina sulla torta. Mancio è l’uomo derby per eccellenza. Dybala? Quando sta in piedi, disegna calcio (MARIO CORSITele Radio Stereo, Te la do io Tokyo, 92.7)

Ieri si è manifestata una superiorità tecnica della Roma sulla Lazio, un abisso tra i due gruppi, avevo già la percezione di un risultato favorevole per la Roma (PAOLO ASSOGNAManà Manà Sport90.9)

La Champions sposterebbe tanto. Il fatturato aumenta e ci si può avvicinare al bilancio UEFA. La Roma ha la possibilità di rimandare di un anno il vincolo FairPlay , perché con la Champions puoi evitare qualche cessione importante (FILIPPO BIAFORAManà Manà Sport90.9)

SALOMONE: “Il momento più basso nella storia della Lazio” – RAMBAUDI: “Derby che non contava nulla” – COLANTONI: “Contento per il ko del Palermo, se salisse in A potrebbe scavalcarci”

Di solito è il ‘Massimo’, oggi, dopo la vittoria della Roma per 2-0 nel Derby della Capitale grazie alla doppietta di Gianluca Mancini, ci sembra il ‘minimo’ fare un giro sulle radio altrui. Dall’altra parte, le analisi del giorno dopo sono molto diverse: “Ieri si è celebrato il momento più basso nella storia della Lazio”, l’amarezza di Luigi Salomone. “Perso per degli episodi, anche se si sa che per noi non contava nulla questa partita…”, dice Roberto Rambaudi. Paolo Colantoni, invece, si preoccupa dell’ultima neopromossa dalla Serie B alla A: “Sono contento che il Palermo abbia perso contro il Catanzaro nel playoff, perché ho paura che con la società che ha in Serie A ci possa scavalcare”.

____

Questo e tanto altro in “Minimo Ascolto”, edizione speciale della rubrica de LAROMA24.IT, curata dalla redazione. Una passeggiata sull’altra sponda dell’etere romano. Buona lettura.

____

C’è in atto un’eutanasia: si vuole puntare su una squadra a Roma, mentre sull’altra nessuno interviene. Ieri si è celebrato il momento più basso nella storia della Lazio. Un punto positivo? Che peggio di così non si può fare… (LUIGI SALOMONE, Radio Radio 104.5, Mattino – Sport e News)

I gol sono arrivati su calcio d’angolo perché la Lazio non sa marcare: il 2-0 è un risultato largo, non c’è stato tutto questo dominio. In generale non ho visto una Roma strepitosa (FERNANDO ORSIRadio Radio, 104.5, Mattino – Sport e News)

Nella Lazio non c’è nemmeno l’umiltà per creare un progetto tecnico sulle richieste dell’allenatore. Una società modello su quello che non si dovrebbe fare (DARIO CADEDDU, Radio Sei, 98.1)

Il derby? Ho visto due squadre di valore tecnico uguale, poca roba in campo. La Lazio ha fatto meglio nel primo tempo ma non ha concretizzato e ha perso la partita per degli episodi. Questa sconfitta fa sì che la stagione diventi ancora più negativa, anche se si sa che per noi non contava nulla questa gara… (ROBERTO RAMBAUDI, Radio Sei, 98.1)

La Lazio di Lotito sta morendo: i giocatori e l’allenatore se ne vogliono andare e non ha nemmeno più l’affetto della gente. Se un presidente non capisce la situazione e subito dopo un derby perso va a fare la passerella agli Internazionali possiamo farci poco… (STEFANO MATTEI, Radio Sei, 98.1)

Anche la Roma non ha capito come ha fatto la Lazio a non segnare nel primo tempo. La squadra ha pagato la mancanza tecnica sotto porta e i soliti errori da calcio d’angolo (GIULIO CARDONE, Radio Sei, 98.1)

La settimana è finita malissimo. Peggio di così non poteva andare, è il coronamento di quanto fatto da questa società. Ieri la squadra ha fatto il possibile, a un certo punto della partita la Lazio ha giocato un derby dignitoso ma lo ha perso perché non ha i mezzi per vincerlo dato che ci sono calciatori tecnicamente inferiori. La Roma ha vinto anche sul fatto che si è giocato di domenica, mentre Sarri avrebbe voluto giocare di lunedì per migliorare il calcio (GUIDO DE ANGELIS, Radio Sei, 98.1)

Questa è una situazione molto delicata che per fortuna, che per merito della maturità dei tifosi della Lazio, non sta sfociando in altro. Se tutta questa situazione fosse successa al contrario… (STEFANO MORELLI, Radio Sei, 98.1)

Quello che si è visto ieri è coerente con la stagione e la gestione della Lazio: il ciclo di Lotito è finito ed è evidente. Sono contento che il Palermo abbia perso contro il Catanzaro nel playoff, perché ho paura che con la società che ha in Serie A ti possa scavalcare. Le prime cinque sono Inter, Napoli, Juventus, Milan e Roma. Se tutto va bene la Lazio è una squadra che arriva tra l’ottavo e il decimo posto e la sensazione è che non cambierà niente (PAOLO COLANTONI, Radio Olympia, 90.7)

Mourinho torna al Real Madrid: pronto un contratto di due anni. Manca solo la firma

Tutto fatto per il ritorno di José Mourinho sulla panchina del Real Madrid. Il tecnico portoghese lascerà il Benfica, e farà ritorno a Madrid dopo la sua esperienza dal 2010 al 2013 con i Blancos. Come riportato da Fabrizio Romano, per l’ex Roma è pronto un contratto di due anni e a breve ci saranno le firme sui documenti per ufficializzare l’ingaggio. Mourinho volerà a Madrid dopo la partita del Real contro l’Athletic Bilbao.

Stadio della Roma: ancora in corso le verifiche sull’area e relativi vincoli. Il TAR boccia un altro ricorso dei Comitati del ‘No’ sul taglio degli alberi

Gli scavi per il nuovo stadio della Roma a Pietralata vengono rimandati. Lo snodo principale riguarda il TAR, che come riferito su X da Alessio Di Francesco, deve trovare l’applicazione dell’articolo 34 inerente alla procedura amministrativa che rende inammissibile la doglianza. Questo perché sono ancora in corso le verifiche sull’area in questione e i relativi vincoli a cui deve sottostare la Roma.

Come aggiunto dal giornalista Fernando Magliaro, il TAR ha bocciato e dichiarato inammissibile un altro ricorso dei ‘Comitati No Stadio’. La questione relativa al taglio degli alberi, quindi, è stata archiaviata ancora una volta.

Le due facce della Capitale

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – Orgoglio, passione, senso di appartenenza. Senza rinunciare alla classica dosc di sano sfottò da derby. È stata una domenica all’insegna dei festeggiamenti per la sponda giallorossa della Capitale, che nel giorno della stracittadina ha messo in scena il solito spettacolo di colori. Approfittando dell’assenza dei tifosi laziali, il popolo giallorosso ha dato vita ad una scenografia che ha coinvolto quasi tutto l’Olimpico. In Tribuna Tevere, a pochi istanti dal fischio d’inizio, è comparsa a caratteri cubitali la scritta «Romani sumus filii lupae capitolinae», ovvero «Siamo romani, figli della lupa capitolina».
Nel momento in cui è stata sventolata la bandiera dedicata ad Antonio De Falchi, invece, la Curva Sud si è riempita di lupi, accompagnati dalla scritta SPQR, mentre nei Distinti sono comparse due figure riferibili a Roma antica (uno è un bucinator, un trombettiere dell’esercito romano). Sullo sfondo un incessante sventolio di bandiere gialle, rosse e bianche. Immancabili, poi, i messaggi di scherno rivolti ai rivali di sempre.

Già fuori dallo stadio, quando è stato esposto lo striscione «Colpi de testa da fa ‘ncanta…Marusic, la porta è quella de la’!» legato all’autogol dell’esterno montenegrino nella finale di Coppa Italia persa contro l’Inter mercoledì scorso. Ma anche durante la fase di riscaldamento per ricordare a Nuno Tavares l’errore nel derby d’andata, con la palla recuperata da Rensch che ha avviato l’azione del gol di Pellegri-ni, e quello in finale di Coppa Italia, quando a rubare palla fu Dumfries: «Nuno su mille…non ce la fa!». Non è stato risparmiato neanche il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri, che aveva promesso di non presentarsi allo stadio qualora la partita si fosse giocata domenica all’ora di pranzo: «Sarri uomo vero: alle 12:30 vengono loro, tu alle 12». In una Curva Nord vuota, ha campeggiato per novanta minuti la scritta «Dignità e rispetto valgono più di un derby». Immediata la risposta della Curva Sud: «Ma vale meno di una finale».
Il riferimento è alla presenza del popolo laziale all’Olimpico in occasione dell’ultimo atto della Coppa Italia. Erano poco più di mille i tifosi biancocelesti sugli spalti in occasione del derby. Un numero esiguo che il cuore pulsante del tifo giallorosso ha voluto sottolineare: «Complimenti! Oggi siete più numerosi del solito!», «Oggi sì che tutta Roma è qui per te!». Un messaggio, poi, anche per il presidente della Lazio: «Lotito liberali dal Malen». Novanta minuti intensi, in cui i 50.000 ti si giallorossi non hanno fatto mancare il loro sostegno alla squadra. Cori, ovazioni e, ovviamente, boati in occasione delle due reti realizzate da Mancini. Il triplice fischio ha sancito l’inizio della testa. La squadra si è riunita al centro del campo, prima del giro per ringraziare tutto l’Olimpico. Tra i più celebrati Mancini, eroe di giornata, Dybala ed El Shaarawy, alla sua ultima partita davanti al popolo giallorosso. L’ultima immagine della giornata sono i saltelli di Gasperini sotto la Curva Sud.

Doppietta e rinnovo per Mancini. 90 minuti da eroe

Baciamano alla Roma, inchino alla Curva Sud. Che romanticone, Mancini, gentleman spietato quando vede biancoceleste. Il suo derby è la promessa di un matrimonio eterno: a Trigoria fino al 2030; manca solo la ratifica del contratto già confezionato. Lo si legge pure in quel sorriso strappato a Ryan Friedkin, vicepresidente che prima della partita s’è inventato uomo spogliatoio. Discorso motivazionale alla squadra dopo le richieste del tecnico Gasperini: «Ryan, fatti conoscere meglio dal gruppo».
Detto fatto, neanche avesse la bacchetta magica: «Non mi sarei mai aspettato di fare doppietta», confessa Gianluca mentre consola l’El Shaarawy piangente («Stephan, sei un ragazzo d’oro, questa resterà sempre casa tua») e tiene in braccio la figlioletta Bianca.

Parla con il cuore, l’eroe dei due derby. E con la testa, suo marchio registrato che già il 6 aprile del 2024 aveva condannato la Lazio. Stesso timbro, anche stavolta, ma doppio: nessun difensore, nella storia del derby di Roma, c’era mai riuscito. è spinto due volte oltre le colonne d’Ercole della sua area di rigore, Mancini senza confini: centrale, terzino, centravanti perché no? Il destino preso a testate, riscritto come vuole lui. «Ragazzo del sesto posto» a chi? Quell’etichetta se l’è strappata di dosso, con tutta la forza possibile, come quando afferra tra le mani lo stemma della maglia sbrillentata, quasi accartocciata per tempestarla di baci. E come pure aveva chiesto Gasperini: «I miei giocatori non sono mica la banda del sesto posto. Non chiamateli così, per favore. Mi dà fastidio», la preghiera dell’allenatore qualche settimana fa. Non ce ne sarà più bisogno, se la Roma ora quarta e padrona del suo destino a una giornata dal termine – centrerà la qualificazione alla prossima Champions League.
Profumo d’Europa, quella che conta. La stessa che Mancini e compagni avevano sognato e accarezzato, per 120 minuti e oltre, durante la maledetta finale di Budapest del 2023. […]

Numeri pazzi, i suoi e quelli dei colleghi di reparto che indossano la maschera degli attaccanti: cinque stagionali anche per Ndicka; tre per Hermoso; uno per Ziolkowski. Senza contare quelli dei terzini, difensori solo in teoria: la cinquina di Wesley e i gol – uno a testa – di Celik e Rensch. Le statistiche di una Roma che non è solo Malen. […]

(La Repubblica)