Venturino saluta la Nazionale. Ora l’intervento al tendine

Rientro alla base anticipato per Lorenzo Venturino, in questi giorni a Coverciano con la Nazionale: per sostituirlo il ct Baldini ha inserito nella lista Tommaso Berti (Cesena). L’esterno offensivo, nato e cresciuto nel settore giovanile del Grifone, è alle prese con un fastidio al tendine rotuleo che si sta trascinando ormai da un po’ di tempo. (…) Dovrà cosi rinviare il suo esordio in maglia azzurra, a Coverciano ha lasciato gli amici Ekhator, Fini e Lipani, tutti lguri e genoani. Venturino, che ha esordito in Serie A nel 2025 a 18 anni e un anno fa segnò una doppietta al Bologna nell’ultima gara del campionato, è reduce dal prestito alla Roma e nei prossimi giorni si deciderà il suo futuro, che si intreccia con quello di Baldanzi, a sua volta in prestito dalla Roma al Genoa. Per entrambi è previsto un diritto di riscatto da parte dei club in cui hanno giocato negli ultimi sei mesi: 10 milioni per Baldanzi, 7 per Venturino. Le voci in arrivo dalla Capitale indicano una volontà della Roma di non esercitare il proprio diritto, con un ritorno quindi di Venturino a Genova. (…) Certo il problema al tendine nell’ultimo periodo lo ha un po’ frenato ma dopo l’intervento è pronto a ripartire. A volerlo è anche il Como, che aveva già provato a prenderlo un anno e mezzo fa, prima che rinnovasse il suo contratto con il Genoa. E adesso Fabregas ci sta facendo un pensierino, soprattutto nell’ottica di inserimento di giocatori giovani italiani nella squadra lombarda in vista della Champions. De Rossi, dal canto suo, si prepara a riaccoglierlo, anche se le caratteristiche di Venturino non sembrano molto adatte al modulo del tecnico.

(Il Secolo XIX)

La giusta distanza tra Luis e Gian Piero

Se l’obiettivo è Luis Enrique, non necessariamente per il fatto che abbia vinto per due volte di seguito la Champions League ma per come si è impiantato
sul tetto d’Europa e attraverso quali passaggi, si può pensare che la strada sia ancora lunga. Eppure quell’uomo lì è lo stesso che da una certa parte di questa città e di questo ambiente è stato cacciato tra sorrisini di scherno e pesanti contestazioni tecniche, per quanto oggi suonino risibili. Tre anni dopo la “fuga” da Roma, Luis ha alzato i primi trofei (Champions, campionato e coppa di Spagna guidando il Barcellona) e da allora non ha praticamente mai smesso: in seguito ci ha aggiunto un altro campionato e altre due coppe e una supercoppa nazionali, e una supercoppa europea e un mondiale per club; e poi, in Francia, altre due Champions, tre campionati, due coppe e due supercoppe nazionali, una supercoppa europea e una Coppa Intercontinentale. Ventuno titoli in undici anni. Mentre noi, tra i brontolii di quelli che ogni anno contestano gli allenatori, nello stesso lasso di tempo abbiamo alzato una coppa della Conference League, che ci ha fatto giustamente festeggiare per giorni e che ci inorgoglisce ad ogni ricorrenza, perché Tirana, sia chiaro, resta per sempre.
Ma ad ogni anno si è (quasi) sempre ripartiti da zero. (…) Tanti bei progetti, naufragati uno dopo l’altro, con qualche risultato estemporaneo perfino di rilievo (certi secondi posti, certe qualificazioni europee), presto sconfessato da esoneri e ribaltamenti tecnici. (…) Solo una cosa non e mai mancata: l’appoggio entusiasta del pubblico. Uno slancio fideistico cresciuto addirittura nel tempo. Che prescinde (quasi) da allenatori e dirigenti, da prezzi dei biglietti e slogan di campagne abbonamenti. Eppure oggi si vede un’orizzonte: mentre in altre piazze si litiga e magari si fanno i conti con i mancati introiti della Champions, qui c’è un allenatore che ha saputo condurre la squadra fino al terzo posto in classifica e oggi sembra avere le idee chiarissime su come potenziare la squadra, (…) per cominciare a ridurre quella misura con le squadre che dominano la Champions. Perché tra Gasperini e Luis Enrique non c’è poi tanta distanza. Basta averlo capito.

(Il Romanista)

Gasp blinda Svilar. Ndicka e Koné per sistemare i conti

Mile Svilar non è sul mercato. E non lo è per una ragione semplice: per Gian Piero Gasperini, insieme a Malen, rappresenta uno dei due nomi da cui ripartire senza discussioni. La Roma può anche dover fare i conti con il settlement agreement e con la necessità di chiudere cessioni pesanti entro il 30 giugno, ma il portiere e l’attaccante sono nella categoria degli imprescindibili. Anche perché, al di là di qualche manifestazione di interesse emersa nelle scorse settimane per il calciatore serbo-belga, al club non è arrivata nessuna offerta vera. E senza una proposta fuori scala, la linea è chiara: Svilar non si vende. (…) Un anno fa la Roma e il suo portiere hanno scelto di andare avanti insieme fino al 30 giugno 2030. Il nuovo contratto, firmato nel luglio 2025, vale circa 4 milioni di euro a stagione tra parte fissa e bonus. Un investimento con cui il club ha scelto il suo portiere del presente e del futuro. E lo stesso Svilar, dopo la firma e i tentennamenti, adesso, non ha nessuna intenzione di andar via. In più c’è il rapporto con i tifosi della Roma che negli ultimi due anni è diventato profondissimo. (…) Poi ci sono i numeri, che spiegano ancora meglio perché Gasperini non voglia nemmeno sentir parlare di una sua cessione. Svilar ha chiuso l’ultima stagione in Serie A con 18 clean sheet, secondo miglior dato del campionato dietro i 19 di Jean Butez e 104 parate totali. Molte, decisive. Un dato che lo colloca tra i migliori portieri romanisti degli ultimi 25 anni, davanti ad Alisson
(17 cleen sheet nel 2017-18) e dietro solo a De Sanctis (21 nel 2013-14). Una continuità che migliora anche il rendimento di Svilar dell’anno scorso, quando aveva tenuto la porta inviolata 16 volte e si era preso il premio di miglior portiere della Serie A. Bissato quest’anno.
Il paradosso, semmai, è che proprio uno così farebbe comodissimo anche ai conti. Per età, rendimento e plusvalenza, Svilar sarebbe uno dei profili più appetibili sul mercato internazionale. Ma la Roma, che pure deve muoversi entro il 30 giugno per rientrare nei parametri Uefa, per ora tiene il punto: ci sono altri nomi più esposti per fare cassa, da Koné a Ndicka (…).

(La Repubblica)

Florenzi: “Andare in Champions per la Roma deve diventare la normalità”

Intervistato da La Repubblica, Alessandro Florenzi ha commentato il ritorno della Roma in Champions League, soffermandosi sulle prospettive future del club giallorosso. L’ex numero 24 romanista ha parlato dell’importanza di rendere la qualificazione alla massima competizione europea una consuetudine, esprimendosi inoltre su Gian Piero Gasperini e su Donyell Malen. Di seguito uno stralcio delle sue dichiarazioni.

La Roma è tornata in Champions. Come andrà?
Le prospettive sono rosee. Bisogna godersi quello che verrà, senza cercare cose che possono intralciare un percorso incredibile. Andare in Champions per la Roma deve diventare la normalità, non una novità. Io su quel palcoscenico ho vissuto momenti che porterò sempre con me: la semifinale con il Liverpool, il gol al Barcellona…“.

A Malen sono bastati 5 mesi per fare 15 gol.
Un exploit fantastico. Mi fa impazzire il suo primo stop orientato, sempre verso la porta“.

Gasperini si è scontrato con Ranieri e ha avuto la meglio.
Cose loro, non voglio mettermi in mezzo. Sono abituato a lavare i panni sporchi in famiglia“.

Ma Gasp può ripetere il percorso di Bergamo?
Penso di sì. Dalla sua ha una città intera pronta a sostenerlo“.

(La Repubblica)

Il mese verità per la Roma. Dopo le cessioni caccia a tre colpi

Scatta il mese della verità per la Roma. La seconda stagione di Gasperini che coincide anche con quello che, soprattutto nella pianificazione, sarà il nuovo corso della proprietà Friedkin. Da oggi, con l’inizio di giugno, la società giallorossa avrà alcuni appuntamenti cruciali per migliorare la rosa secondo le indicazioni che Gian Piero ha dato, già da qualche settimana. (…) La prima scadenza, la più vicina, è l’insediamento del nuovo direttore sportivo: a ore è atteso il comunicato dell’incarico a D’Amico che prenderà il posto di Massara. (…) Il primo step per D’Amico: i rinnovi dei tre giocatori in scadenza che Gasperini vuole confermare nell’organico della prossima stagione: Dybala, Pellegrini e Celik. Il quarto, El Shaarawy che ha salutato con il gol di Verona, è l’unico lasciato libero da Gian Piero di trovarsi una nuova sistemazione. Gli altri tre, a meno di sorprese dell’ultima ora, resteranno in giallorosso. (…) Si aspetta che i manager dei calciatori inseriti nella lista dei possibili partenti presentino al direttore sportivo offerte che permettano al club giallorosso di portare nel forziere dei Friedkin le necessarie plusvalenze richieste dal Financial Fair Play. Da Ndicka a Koné, da Pisilli a Soulé. Morrow e
Lombardo si stanno intanto dedicando da fine campionato ai conti per definire la cifra esatta che, comprensiva di sanzione, possa permettere alla Roma di dedicarsi subito ai nuovi acquisti, a partire dal primo luglio. La cifra sarà inferiore ai 60 milioni.
Così poi Gasperini potrà essere accontentato. Con due esterni d’attacco di primo piano e un giocatore di fascia per il centrocampo. Il resto, sarà fatto tutto più avanti.

(corsera)

Greenwood prima scelta della Roma

Rieccolo. Rino Gattuso domani dovrebbe firmare il contratto che lo legherà alla Lazio come nuovo allenatore. Accordo fino al 2028 da 1,7 milioni a stagione con opzione per una terza stagione. La prima mossa dell’ex ct della nazionale italiana da tecnico biancoceleste prevede la blindatura dei gioielli della squadra. Motivo per cui la Lazio proverà a resistere agli assalti per capitan Mattia Zaccagni (piaceva al Marsiglia) e al centrale Mario Gila (cercato da Napoli, Milan, Juve, Atletico Madrid e Bournemouth); mentre va seguita la vicenda riguardante Alessio Romagnoli. Il centrale classe 1995 resta nel mirino dell’Al Sadd, che è pronto a tornare alla carica per portarlo in Qatar. (…) Filtrano smentite invece sulle indiscrezioni relative all’interesse con relativa offerta da 450 milioni da parte del gruppo JP Morgan per l’acquisizione della Lazio, che non è in vendita da parte del presidente Lotito. Da una sponda all’altra del Tevere, dove la Roma sogna in grande dopo il ritorno in Champions League. La prima scelta come esterno offensivo è Mason Greenwood del Marsiglia; mentre come terzino piace il brasiliano Dodò (Fiorentina). Intanto i giallorossi sono in chiusura per i rinnovi di Mancini, Cristante e Pellegrini (con ingaggio dimezzato) fino al 2029; mentre Dybala viaggia verso il prolungamento biennale con notevole riduzione dello stipendio dagli attuali 8 milioni più bonus a 2,5 milioni annui più premi. In uscita da Trigoria Ziolkowski (piace al Nottingham Forest), Dovbyk (si cercano acquirenti) e Ferguson (rispedito al Brighton). (…) Il Genoa punta a rilevare a titolo definitivo il trequartista Baldanzi dalla Roma (riscatto fissato a 10 milioni e contratto fino al 2030 per il calciatore). (…)

(Tuttosport)

Rotta verso Cardiff con test da Premier

Un antipasto bollente, un secondo piatto decisamente più fresco. Così si presenta non soltanto il menù dell’estate romanista, ma anche il clima che accompagnerà la preparazione. Si partirà il 13 luglio con il sole di Trigoria in faccia, come d’abitudine consolidata dal momento in cui, pur di avere privacy, è stato bandito forse per sempre il ritiro in montagna, e si finirà probabilmente sotto il cielo plumbeo del Galles, dove i giallorossi sono attesi tra la fine di luglio (probabilmente dal 30 o dal 31) e i primi dieci giorni di agosto. Il club ha sondato anche delle opzioni in Olanda e in Germania, alla fine però sembra deciso a orientarsi verso Cardiff per un motivo molto semplice: in Gran Bretagna sarà più facile organizzare le amichevoli che vuole il tecnico, quelle contro squadre competitive e che viaggiano a ritmi alti. Squadre da Premier, quindi da Champions. Il primo appuntamen-
to dopo il rompete le righe del “day after” di Verona-Roma sarà al Fulvio Bernardini. Lì comincerà a prendere forma la seconda versione della Roma di Gasperini. (…) Il tecnico avrà dunque la possibilità di spremere i suoi per almeno due settimane, partendo dalle consuete visite mediche e passando per il solito lavoro fisico estremo “non abbiamo mai lavorato così tanto con nessun altro allenatore“, sussurravano i calciatori un anno fa – e dalle prime sedute tattiche, fino alle amichevoli per testare la bontà della preparazione. (…) Un paio di squadre dilettantistica per cominciare e una semiprofessionista per proseguire. Poi un paio di giorni di riposo e il trasferimento a sud-ovest della Gran Bretagna, dove si alzerà anche i livello delle sfide. Il Brighton potrebbe essere una delle avversarie in questa fase. La Roma è attesa a Hensol, nei pressi di Cardiff, all’interno del Welsh Rugby Union National Centre of Excellence, il quartier generale della nazionale di rugby e di calcio. In questo luogo, dove hanno soggiornato anche Liverpool, Real Madrid, Arsenal e Manchester United, si possono trovare 7 campi conformi agli standard Fifa, altri polivalenti e utilizzabili in qualsiasi condizione atmosferica, un’arena al coperto, palestre, sale riunioni, sale fitness e una piscina. l’estate scorsa la Roma tornò a Burton e sudò al St. George’s Park, la casa della nazionale inglese, replicando la scelta fatta dodici mesi prima da De Rossi. Cambierà il luogo ma non il tipo di struttura: un centro polifunzionale all’avanguardia. Il 15 agosto l’ultimo test contro il Borussia Dortmund: al cospetto del Muro Giallo, le prove generali a una settimana dall’inizio del campionato.

(corsport)

L’attesa per D’Amico ha due spiegazioni

Tra oggi e domani è attesa la fumata bianca per il nuovo diesse. Il club ha scelto Tony D’Amico, l’uomo mercato con il quale Gasp ha concluso il suo ciclo all’Atalanta, conquistando l’Europa League del 2024. Dopo l’addio di Massara (…) la proprietà ha puntato su un dirigente che conosce bene il tecnico, augurandosi che quel “bisogna essere un tutt’uno coni direttori sportivi andando in sinergia” cioè l’invito esplicito di Gian Piero a individuare una figura compatibile – possa davvero concretizzarsi. L’attesa di questi giorni ha una duplice spiegazione: una forma di rispetto nei confronti di Massara (non si voleva annunciare il suo successore a stretto giro) e il contratto di D’Amico con la Dea ancora formalmente da chiudere. Il cerchio sta per chiudersi.

(corsport)

Malen-Brandt, gioco a due

“Die Zwillinge”. Nel loro modo di pronunciare anche le parole belle, all’apparenza così duro e rigido, i tedeschi avevano individuato per Julian e Donny il modo più dolce per descrivere un legame: “i gemelli”. Così erano conosciuti Brandt e Malen ai tempi di Dortmund.
Il fantasista di Brema, trequartista che danza sulle punte senza rinunciare a una spiccata dinamicità, ha il contratto in scadenza con il Borussia e rappresenta forse l’occasione più interessate del mercato europeo nel rapporto qualità-prezzo per il ruolo che Gasperini chiede da mesi di rinforzare. Ha la stoffa del dieci ma anche il vizio del gol, e nonostante piedi molto educati (soprattutto il destro) non disdegna i corpo a corpo. Donny, anzi “Bobby” per i romanisti, è quel centravanti predatore che prima di incontrare Gasp non sapeva neppure di saper dominare l’area, capace di segnare 14 gol e di scalare la classifica marcatori in quattro mesi. La Serie A lo considera un marziano. Insieme, (…) Brandt e Malen hanno realizzato 73 reti e confezionato 62 assist in appena 3 anni e mezzo. (…) Le loro strade potrebbero incrociarsi di nuovo nella città in cui tutte, prima o poi, conducono. L’ex Massara aveva sondato la disponibilità di Brandt a trasferirsi verso marzo, incassando un primo gradimento. Questo diesse oggi non c’è più, nel frattempo però Malen ha trascinato la Roma in Champions, è stato riscattato e si è legato ai giallorossi per quattro stagioni. Mettendo radici, vorrebbe accanto a sé un calciatore che considera amico oltre che partner ideale. Così due giorni fa, prima di raggiungere il ritiro della nazionale, lo ha chiamato e gli ha chiesto se fosse ancora intenzionato a raggiungerlo. La risposta? Ovviamente positiva. (…) Quello di Brandt, 82 presenze in Champions, 307 gare e 70 assist al Dortmund, che nel 2024 ha trascinato in finale col Real Madrid (lui l’ha giocata da titolare, Malen no) non sarebbe uno stipendio soft, ma neppure fuori portata. Per firmare chiede almeno 4 milioni. Se l’operazione low-cost andasse in porto, la società potrebbe dedicare il tesoretto dell’attacco ad Alajbegovic, al quale era stata chiesta una risposta entro il 31 maggio. La frase “la Roma è un club top, sono pronto per la Serie A” dà il via libera alla trattativa con il Leverkusen. I tedeschi chiedono una cifra superiore ai 25 milioni, il ds in pectore D’Amico proverà a limarla prima che il Mondiale faccia lievitare il valore del 18enne e la sua considerazione su scala globale. In dieci giorni l’affare si farà, oppure si complicherà.

(corsport)

Gasp riparte da Wesley, Rensch e Celik. Obrador e Methalie gli osservati speciali

Una freccia d’oro, anzi verdeoro. Wesley e pronto per il suo primo Mondiale, (…) pronto per mettersi al servizio di Ancelotti che lo ha elogiato: “È andato molto bene alla Roma come terzino sinistro. E stata una sorpresa. Ma abbiamo bisogno di lui qui come terzino destro. In quella posizione con lui potrebbe esserci Ibañez, che ha un profilo più difensivo“. Una stagione infinita per il brasiliano che non si e mai fermato: sessantotto partite da marzo 2025 tra campionato brasiliano, Mondiale per Club, Roma e nazionale. E l’impatto con la Serie A è stato devastante, cinque i gol e sulla qualificazione alla prossima Champions League c’è la sua firma. La coppia Gasperini-D’Amico ci aveva già visto lungo nell’estate del 2024, la trattativa per portarlo a Bergamo però si è interrotta al momento delle firme mandando su tutte le furie il tecnico che poi è stato ‘accontentato’ con Bellanova. (…) E proprio in Sudamerica la Roma sta iniziando a muoversi per trovare un altro Wesley che nel frattempo è diventato un jolly di assoluto livello. (…) Secondo il Cies (Osservatorio calcistico internazionale) il suo valore di mercato è tra i 50 e i 58 milioni di euro. Prezzo praticamente raddoppiato in meno di un anno, a luglio i giallorossi ne versarono circa 25 per strapparlo al Flamengo. Non male. L’altro esterno della Roma che sarà protagonista al Mondiale è
Celik. Il destino del turco è cambiato nel giro di un anno. A gennaio 2025 era un passo dall’addio (direzione Fulham) poi Ranieri bloccò la sua partenza e ora ha convinto anche Gasperini che chiesto la permanenza. I discorsi per il rinnovo, però, sono ancora in stand by anche perché senza l’insediamento ufficiale di D’Amico i discorsi non sono andati avanti. La distanza tra domanda e offerta è di 600mila euro. (…) Sulla sinistra ha già salutato Tsimikas che farà ritorno a Liverpool mentre Angeliño rimane un punto interrogativo. I vari problemi fisici durante la stagione lo hanno condizionato e l’ultima partita giocata dal primo minuto è rimasta quella del 28 settembre contro il Verona all’Olimpico, una vita fa. Al rientro dalle vacanze parlerà con la società e insieme a tecnico e direttore sportivo sceglierà il suo futuro che al momento è ancora un rebus. L’ultimo tassello è Rensch, eroe a sorpresa della rincorsa alla Champions League e terzo in rosa per numero di assist (4) alle spalle di Soulé e Dybala. Il prossimo anno il livello si alzerà e la batteria di esterni andrà rinforzata, oltre a Wesley servirà un nuovo titolare. Dodô piace, ma ad oggi la trattativa non è in fase avanzata. Per rinforzare la fascia sinistra, invece, gli obiettivi sono Methalie del Tolosa e Obrador di proprietà del Benfica. Il lavoro per D’Amico non mancherà.

(Il Messaggero)