I VOTI DEGLI ALTRI – Hermoso “un gol da centravanti vero”, Soulé “segnali incoraggianti”. El Aynaoui “giocatore involuto”, Gasperini “ora per la champions è dura”

Buona partita che però non basta alla Roma per superare ed agganciare le dirette rivali alla Champions, recuperato un solo punto al Como (adesso a 58 come i giallorossi) e alla Juventus, che rimane dunque a +2 con una partita in meno (giocherà oggi, domenica 19 aprile, alle 20:45 contro il Bologna). A Krstovic risponde Hermoso, oltre a questo una sola vera occasione dell’Atalanta con Ederson e poi solo Roma, che ci prova più volte con il difensore spagnolo, Soulé e Malen che non riescono a superare un Carnesecchi fenomenale. Tra i migliori in campo Mario Hermoso (6.50), lo spagnolo è colpevole, insieme ad Elsha, del primo gol subito dai giallorossi, ma si rifà con il gol, sfiorando anche la doppietta “Un gol da centravanti vero. Non soltanto per quella bella girata al volo in area di rigore, ma anche per come è riuscito a eludere la marcatura sia di De Ketelaere che di Djimsiti. Ci ha riprovato altre due volte nella ripre sa: una parata, e una traversa” (Corriere dello Sport). Non male anche Matias Soulé (6.00), probabilmente non ancora al 100%, ma l’argentino sta scaldando i motori, sarà importantissimo per quest’ultima parte di stagione “Uno dei più attivi fin dalle battute iniziali, per due volte i suoi tentativi dal limite si infrangono sugli avversari, difensori e portiere. Cala alla distanza, eppure i segnali sono più che incoraggianti” (Il Romanista). Chi invece deve tornare a convincere è Neil El Aynaoui (5.57), che qualcosa ha fatto anche vedere, ma iniziano ad essere troppi, e troppo evidenti. gli errori concessi nelle ultime partite “Duella con Ederson ma perde. Per un po’ sta più a terra che in piedi, ancora del tutto fuori giri. Giocatore involuto” (Gazzetta dello Sport). Fa ciò che può il mister, Gian Piero Gasperini (6.28), che con dei ricambi certamente non all’altezza di quelli proposti dall’Atalanta non solo se la gioca, ma fa anche la partita, che sia di buon auspicio… “La Roma c’è, nonostante le assenze e la settimana tribolata. Poi, quando inevitabilmente cala, ha poco materiale per cambiare la gara. Non è un alibi ma condiziona l’assalto finale. Ora per la Champions è dura” (Il Messaggero).


MEDIA VOTI DELLE PAGELLE DEI QUOTIDIANI (La Gazzetta dello Sport, Il Messaggero, Il Corriere dello Sport, Il Corriere della Sera, Il Romanista)

Svilar 6.35
Mancini 6.07
Ndicka 5.92
Hermoso 6.50
Celik 5.64
Cristante 5.71
El Aynaoui 5.57
Rensch 6.14
El Shaarawy 6.07
Soulé 6.00
Malen 6.28

Pisilli 5.71
Ghilardi 6.21
Venturino 6.07
Vaz 5.78
Tsimikas S.V.

Gasperini 6.28

LA GAZZETTA DELLO SPORT

Svilar 6.5
Mancini 6
Ndicka 6
Hermoso 6.5
Celik 5.5
Cristante 6
El Aynaoui 5
Rensch 6
El Shaarawy 6
Soulé 6.5
Malen 6.5

Pisilli 5.5
Ghilardi 6
Venturino 6
Vaz 6
Tsimikas S.V.

Gasperini 6

IL MESSAGGERO

Svilar 6.5
Mancini 6
Ndicka 6
Hermoso 6.5
Celik 5
Cristante 5.5
El Aynaoui 5.5
Rensch 6
El Shaarawy 6
Soulé 6
Malen 7

Pisilli 5.5
Ghilardi 6
Venturino 6
Vaz 6
Tsimikas S.V.

Gasperini 6.5

CORRIERE DELLO SPORT

Svilar 6.5
Mancini 6
Ndicka 6
Hermoso 7
Celik 6.5
Cristante 6.5
El Aynaoui 6
Rensch 6.5
El Shaarawy 6.5
Soulé 6
Malen 6

Pisilli 5.5
Ghilardi 6
Venturino 6
Vaz 5.5
Tsimikas S.V.

Gasperini 6.5

CORRIERE DELLA SERA

Svilar 6
Mancini 6
Ndicka 6
Hermoso 6.5
Celik 5.5
Cristante 5
El Aynaoui 6
Rensch 6
El Shaarawy 6
Soulé 5
Malen 6

Pisilli 6
Ghilardi 6
Venturino 6
Vaz 6
Tsimikas S.V.

Gasperini 6

LA REPUBBLICA

Svilar 6.5
Mancini 6
Ndicka 5.5
Hermoso 6.5
Celik 6
Cristante 6
El Aynaoui 5
Rensch 6
El Shaarawy 5.5
Soulé 6.5
Malen 6

Pisilli 6
Ghilardi 6.5
Venturino 6.5
Vaz 5
Tsimikas S.V.

Gasperini 6

IL TEMPO

Svilar 6.5
Mancini 6
Ndicka 5.5
Hermoso 6.5
Celik 5.5
Cristante 5.5
El Aynaoui 5
Rensch 6.5
El Shaarawy 6
Soulé 5.5
Malen 5.5

Pisilli 5.5
Ghilardi 6.5
Venturino 5.5
Vaz 6
Tsimikas S.V.

Gasperini 6

IL ROMANISTA

Svilar 6
Mancini 6.5
Ndicka 6.5
Hermoso 6
Celik 5.5
Cristante 5.5
El Aynaoui 6.5
Rensch 6
El Shaarawy 6.5
Soulé 6.5
Malen 7

Pisilli 6
Ghilardi 6.5
Venturino 6.5
Vaz 6
Tsimikas S.V.

Gasperini 7

Vorrei ma non posso

La rimonta della Roma è a metà: 1-1 contro l’Atalanta, con Hermoso che, prima dell’intervallo, risponde a Kristovic. Nella ripresa il palo, colpito di testa dal difensore spagnolo, a conferma che la squadra ha provato a ribaltare i valori tecnici in campo. Ma l’assenza di giocatori come Wesley, Koné, Pellegrini e Dybala ha pesato. Palladino ha avuto più opzioni pure in corsa. Il pari serve a raggiungere il Como, ma va a incidere sulla volata Champions. Stasera la Juve, impegnata a Torino contro il Bologna e a +2 in classifica, ha la possibilità di blindare il quarto posto, con l’allungo decisivo. L’Olimpico fischia i giocatori che – a fine partita – vanno a ringraziare la Sud. Gasperini guarda la scena. E dispiaciuto perché al suo gruppo non può proprio chiedere di più. (…) La gente, già prima dell’inizio del match, ha confermato di non aver gradito quanto successo negli ultimi giorni. E si è schierata. Solo accanto alla Roma, però. Critica la tifoseria giallorossa soprattutto con la proprietà. (…) La Sud: “Adesso basta! La Roma prima di tutto… e di tutti!“. E insiste al momento dell’ingresso in campo delle squadre: “Qualsiasi sia il ruolo che uno occupa all’ombra di questo nome, siamo tutti obbligati a garantire romanismo, impegno e valore“. Sotto, con caratteri più grandi: “L’AS Roma è una cosa seria!“. La Nord aspetta a intervenire. Ma nello spicchio sotto la collina di Monte Mario è durissima: “Proprietà muta, dirigenza chiacchierona: chi pensa al bene della nostra Roma?“. I protagonisti della settimana della discordia sono al loro posto. Gasperini – davanti alla panchina giallorossa – incassa l’applauso del pubblico alla lettura delle formazioni. Il consenso non manca nella notte più lunga. Ranieri è in tribuna, come sempre accanto a Massara. Viene inquadrato solo dalle telecamere a circuito chiuso, sui televisori in tribuna stampa. Mai sui tabelloni. (…) Gasperini promuove la prova della Roma: “Buona, non sufficiente. Carnesecchi è stato molto bravo in più occasioni. Svilar una volta. Noi abbiamo cercato la vittoria più dell’Atalanta. Meglio il primo tempo, nel secondo è subentrata la fatica. Ma abbiamo cercato il risultato pieno fino all’ultimo“. Evita di tornare sui contrasti con Ranieri: “Sono stato tirato dentro questa cosa. Da una settimana non si parla d’altro. Io preferisco non rispondere. Non mi sembra bello per la gente. Mancano cinque partite ancora per raggiungere i possibili traguardi. Il nostro destino dipende dagli altri“. Sul pubblico: “È stato straordinario come sempre. Ha fatto striscioni di grande maturità. Penso che i fischi siano per questa bruttissima settimana. Giustificatissimi. Chi va allo stadio non merita questo teatrino. Mi dispiace essere coinvolto ma posso solo cercare di creare meno danno possibile con il silenzio“.

(corsera)

Torna Soulé, l’uomo giusto per Malen. Gasp si affida a loro per sperare ancora

Qualche sprazzo di vero Soulé si era intravisto col Pisa con l’assist per Malen. Ma con tutto il rispetto per i toscani, il vero banco di prova per testare la sua condizione era quello di ieri sera. Con l’Atalanta il livello di difficoltà si è alzato e l’argentino ha risposto presente. (…) La prima conclusione da fuori è stata deviata da De Roon in angolo mentre sulla seconda ci ha pensato Carnesecchi con un grande intervento a negargli la gioia del gol. dolori dovuti alla pubalgia si fanno sentire di meno. (…) È stato lontano dal campo per quaranta giorni prima di ritornare la domenica di Pasqua nella disfatta contro l’Inter. E senza di lui la Roma ha sofferto e non poco. Nel momento clou della stagione Gasperini si è ritrovato senza un giocatore da sei gol e cinque assist. Il 31% delle reti in Serie A dei giallorossi sono arrivate dal suo sinistro. Non male. Soulé nella prima parte di stagione è stato decisivo quando l’apporto offensivo dei centravanti era inesistente. Poi ci ha pensato Malen a mettere le cose in ordine. (…) La Roma nonostante il bomber olandese, pero, ha faticato e non poco. Anche perché mancava la qualità alle spalle. Dybala è stato costretto a finire sotto i ferri mentre Matias ha saltato le partite con Cremonese, Juventus, Genoa, Como e Lecce. Sette punti conquistati su quindici disponibili che hanno fatto scivolare i giallorossi in classifica. In mezzo anche la cocente eliminazione contro il Bologna in Europa League. (…) Ora Gasperini si affida a lui per la rincorsa Champions. Non sarà facile, ma oltre a lui dai prossimi giorni inizierà pian piano a recuperare i pezzi. Domani è atteso il ritorno in gruppo di Dybala che punta alla convocazione contro il Bologna. Poi tornerà Wesley che il tecnico avrebbe voluto prima, ma non ha ricevuto l’ok dei medici. Tra fine aprile e inizio maggio si rivedrà anche Koné. Gruppo quasi al completo per il rush finale della stagione. Serviranno i gol e gli assist di Soulé per il quarto posto. Difficile se non impossibile raggiungere il Mondiale per lui. La pubalgia lo ha frenato, ma Scaloni non lo aveva preso in considerazione neanche prima. Ci riproverà tra quattro anni, ora conta il presente per provare a riportare la Roma nell’Europa che conta.

(Il Messaggero)

Gasp non ci sta: “Io e Ranieri? Non metteteci sullo stesso pianо…”

Al via della partita l’applausometro dell’Olimpico nei suoi confronti era stato più alto di altre volte. Al fischio finale Gian Piero Gasperini corre in campo. Va incontro ai suoi giocatori e incrocia anche i suoi ex dell’Atalanta. Mani e abbracci che si intrecciano. (…) I tre punti nel mirino per accelerare il passo verso la zona Champions non sono arrivati e lasciano un vuoto che poi viene pure sommerso dai fischi della Curva Sud mentre i giallorossi stanno per dirigersi nel rito del dopo partita. Ma è il futuro del tecnico con la Roma è al centro di ogni discorso dopo le tensioni con Claudio Ranieri, senior advisor giallorosso. “Sono stato tirato dentro questa cosa – le parole di Gasperini -. Da una settimana non si parla di altro. Non ho mai dato risposte e continuo a non darle. Non mi sembra una cosa piacevole per la gente che c’era allo stadio. Abbiamo ancora cinque partite in cui lottiamo per dei traguardi. A mio parere questa squadra ha fatto molto bene se ancora oggi siamo sopra di quattro punti sull’Atalanta. Sono concentrato su questa situazione. Bisogna chiudere bene il campionato. Per me è stata un’esperienza straordinaria. Qui sono arrivato con scetticismo intorno e un po’ di rivalità dovuta agli ultimi anni. Sono grato a questi giocatori che mi hanno sempre seguito e per le gratificazioni che mi ha concesso il pubblico finora. Quello che sarà tra un mese si affronterà a fine campionato. La partita è stata ottima, quindi penso che i fischi (della Curva Sud, ndr) siano piuttosto per questa bruttissima settimana e sono giustissimi perché il pubblico non merita il teatrino che ha visto. Mi dispiace essere coinvolto. Non sono io che alimento queste cose e non voglio essere messo sullo stesso piano“. Poi Gasperini sulla partita: “Carnesecchi è stato bravo in molte occasioni. Abbiamo provato più dell’Atalanta a vincere la partita. Nel secondo tempo è subentrata un po’ di fatica, qualche errore in più. Comunque abbiamo cercato il risultato pieno fino alla fine. Champions possibile? Certo, anche se è più difficile perché le partite sono di me-no. Speriamo di avere a disposizione I nostri giocatori che possano aiutarci molto“.
In tribuna, al fianco del d.s. Frederic Massara, come al solito il senior advisor, Claudio Ranieri. Una settimana fa le sue dichiarazioni avevano acceso un fuoco di polemiche. (…) Questa volta nel prepartita ha parlato Massara che ha subito replicato alla domanda sulle tensioni tra Ranieri e Gasperini. “Una situazione di una dialettica normale che esiste in tutte le società.
Abbiamo tutti l’unico obiettivo di rendere la Roma sempre più forte. È iniziato un percorso quest’anno che ci sta dando già delle soddisfazioni e e lavoriamo nella direzione di costruire qualcosa di importante
“. Il ds ha poi spiegato la posizione dei Friedkin sulla questione: “La proprietà parla con i fat-ti. Abbiamo la fortuna di avere una grande proprietà che sta facendo grandi investimenti, sta supportando il club in tutte le sue componenti per svilupparlo davvero ai massimi livelli“.

(gasport)

Parola di Prandelli: “La Signora corre. Vlahovic da tenere”

GAZZETTA DELLO SPORT (F. CORNACCHIA) – “La Juventus ha l’occasione di cambiare marcia per la Champions e di andare a più cinque, ma occhio al Bologna: la squadra di Italiano è tosta, soprattutto in trasferta“. Cesare Prandelli, ct dell’Italia vicecampione d’Europa 2012, “gioca” la corsa all’Europa che conta, sempre più trafficata, imprevedibile e avvincente tra scatti e frenate delle protagoniste.

Il Como ha perso, la Roma ha pareggiato: la Juventus resta quarta senza giocare…
Un successo contro il Bologna regalerebbe a Spalletti un jolly per le ultime cinque giornate: sembrano poche, ma in realtà non è così“.

Perché?
Perché, al di là degli ultimi risultati, non mi aspetto che il Como molli: Fabregas può vincere tutte le ultime cinque giornate. Nemmeno Gasp frenerà, anche se una vittoria sull’Atalanta sarebbe stata fondamentale per accantonare le tensioni dell’ultimo periodo con Ranieri. Stimo sia Claudio che Gian Piero, ma da allenatore mi è sembrata una brutta storia, spiazzante“.

La Roma non decolla

IL TEMPO (L. PES) – Un punto e poco altro. La Roma non va oltre il pareggio nell’anticipo dell’Olimpico contro l’Atalanta, non sfruttando il passo falso del Como a Reggio Emilia e in attesa del match della Juve che stasera, In casa col Bologna, tenta l’allungo decisivo. I giallorossi ora sono quinti con gli stessi punti del Como e a due lunghezze dai bianconeri che hanno una gara in meno. Nessuna sorpresa nelle scelte iniziali per Gasperini che affida a El Shaarawy l’ultima maglia dell’attacco per completare il tridente con Soulé e Malen. I giallorossi partono con un buon piglio ma a passare in vantaggio è l’Atalata con il bel diagonale di Krstovic dopo dodici minuti. El Shaarawy ed Hermoso pasticciano a centrocampo e ne approfitta De Roon che lancia l’ex centravanti del Lecce bravo poi a freddare Svilar, complice anche una marcatura piuttosto rivedibile di N’Dicka. La Roma reagisce, rischia un paio di ripartenze, soprattutto quando Ederson (su erroraccio di El Aynaoui) viene fermato solo dall’uscita provvidenziale di Svilar, ma sfiora in più occasioni il pari, soprattutto con Malen apparso meno lucido del solito. A pochi secondi dall’intervallo la squadra di Gasp trova l’1-1: cross di Celik che trova dall’altro lato la sponda di Rensch per il tiro al volo di Hermoso che si fa perdonare dell’errore in occasione del gol bergamasco e rimette in parità una gara che certamente i giallorossi, dopo i primi quarantacinque minuti non meritavano di perdere. Primi cambi all’ora di gioco per Gasp: dentro Venturino, Pisilli e Ghilardi per El Shaarawy, El Aynaoui e Mancini con quest’ultimo che tornava dall’infortunio. La Roma poco dopo mette paura alla Dea con una grande imbucata di Soulé per Malen che viene fermato solo dai riflessi di Carnesecchi. Poi è Celik ad andare alla conclusione, pescato bene da Malen. Ma l’occasione migliore ce l’ha ancora Hermoso di testa sul bel cross di Venturino, troppo facile per il portiere avversario bloccare. A venti dalla fine Gasp si gioca la carta Vaz che entra al posto di Soulé con Malen che si allarga più sulla sinistra e Venturino a destra. Ancora Hermoso ad andare vicino al gol, sempre di testa, con la palla che colpisce la traversa. Si deve arrendere Rensch a causa di un problema muscolare e al suo posto, per l’ultimo cambio, c’è Tsimikas che entra beccato dai fischi del pubblico. A parte in una breve fase centrale di pressione la Roma, nel secondo tempo, fa davvero poco per impensierire un’Atalanta che sembrava essere con la testa alla Coppa Italia che giocherà tra pochi giorni. Sabato i giallorossi saranno di scena a Bologna mentre continua la maledizione Atalanta (ultimo successo con i nerazzurri nel 2022) e quella dei big match con un altro pareggio come con Milan, Napoli e Juve.

Gasp e il suo passato, un pari che non serve a Roma e Atalanta

Un solo punto è troppo poco per cucire una ferita.
Almeno una così profonda. Non basta un pareggio, un 1-1 combattuto, cercato, voluto, a rimediare a un divorzio annunciato, a nascondere i problemi, a rimandarli a data da destinarsi. Forse una vittoria avrebbe aiutato la Roma in un momento di paranoia, ma con un solo punto contro l’Atalanta la qualificazione alla Champions diventa un buon proposito non realizzato. La Juve è a due punti e può allungare contro il Bologna. Aver raggiunto il Como al quinto posto serve a poco. I fischi a fine partita della Curva Sud, immeritati vista la reazione dei giocatori e il buon secondo tempo, danno la misura della tensione e del fastidio. (…) Del resto non basta mai un cerotto a fermare un’emorragia, ora va solo capito come-quando-dove, sapendo che se una storia è finita, è finita. Sono inutili pause di riflessione, parole promesse e discussioni, infatti Massara, il ds, che Gasp non ama, dopo attacchi e accuse tra Ranieri e l’allenatore, sceglie prima della partita il profilo basso: “Solo normale dialettica”. La rottura è profonda, Gasperini da una parte, la dirigenza dall’altra. La pace è lontana, la tregua è precaria. (…) Il pubblico lo sa, ci sono gli striscioni: la Roma prima di tutto e tutti. Dirigenza chiacchierona. E sui maxischermi: niente. Ranieri non viene mai inquadrato. Neanche Massara seduto accanto a lui. Meglio evitare: quella immagine può essere fischi o applausi. Dopo le critiche e gli attacchi, l’oblio. (…) Partita alla Gasperini. “Il primo tempo è stato più bello, nel secondo è entrata la fatica, ma abbiamo cercato sempre la vittoria e Carnesecchi è stato il migliore“, la sintesi del tecnico. “Ranieri? Sono stato tirato dentro questa cosa, da una settimana non si parla d’altro, non mi sembra piacevole per tanta gente e per questo non voglio dire nulla. Bisogna chiudere benissimo questo campionato, sono arrivato tra tanto scetticismo, ho una squadra che continua a seguirmi. Tra un mese affronteremo tutto“.
In una gara a ritmi alti, con continui ribaltamenti di fronte, c’è tutto il calcio dell’allenatore della Roma.
Con le sue idee portate avanti da Palladino, uno dei suoi eredi (aggressione alta, pallone senza in verticale, costruzione veloce senza fraseggio) De Roon e Krstovic (che senza pressione con il destro sa fare male) confezionano I’1-0, ma mettono in mostra l’attitudine offensiva della squadra che resta uguale a quella mostrata a mezza Europa con il vecchio allenatore per anni. Anche il pari di Hermoso pochi secondi prima dell’intervallo è un classico alla Gasperini: passaggio da esterno a esterno, Celik per Rensch, in mezzo per il centrale che si inserisce. Finisce con un punto che serve a nulla, fischi, silenzi, e una enorme frattura che ha già lasciato il segno.

(La Repubblica)

Roma-Atalanta, solo pari. Applausi per Gasperini e fischi alla squadra

All’Olimpico non vince nessuno. Anzi sì, esulta la Juventus, che legge la classifica e stasera può ipotecare la qualificazione alla Champions portandosi a +5 su Como e Roma a cinque giornate alla fine. Il pareggio non serve a Gasperini, che malinconicamente aggancia Fabregas ma fallisce il salto verso Spalletti. E lo fallisce davanti a un pubblico che alla fine fischia la squadra, al termine di 45 giorni in cui la stagione è stata buttata al vento: prima l’eliminazione dall’Europa League, adesso la quasi certezza di vedere in tv anche la prossima Champions League, come da prassi dell’era Friedkin. Hai voglia a parlare della querelle tra il senior advisor e l’allenatore, quest’ultimo applaudito dai suoi tifosi: qui sono i risultati a mancare in questa stagione, più che la commedia “Fratelli coltelli” andata in scena finora. A pensarci bene sorride di più Palladino, ragionando in ottica ritorno di Coppa Italia contro la Lazio: l’Atalanta è in salute e ha anche risparmiato energie, soprattutto nel secondo tempo. (…) Il gol con cui l’Atalanta ha complicato da subiti i piani di Gasperini è stato un regalo natalizio fuori stagione, una palla persa in uscita dopo una combinazione troppo rischiosa architettata da El Shaarawy ed Hermoso, roba che a Krstovic non è parso vero. (…) Fenomenale Carnesecchi che ha collezionato interventi, uno dopo l’altro su Soulé e due volte su Malen. La Roma teneva il campo, anche se per poco non regalava anche il raddoppio, con Ederson che non sfruttava l’omaggio di El Aynaoui. Poi a fine primo tempo Gasp si aggrappava al pareggio nella maniera meno immaginata possibile, costruita da tre difensori e gioiello finale di Hermoso in girata. Il secondo tempo è stata un’altra partita. Palladino ha pensato anche alla semifinale di Coppa Italia e ha gestito le sostituzioni. La Roma ha mostrato tutti i suoi limiti: è mancata nel momento più at-teso, paradigma perfetto di una stagione del “vorrei ma non posso“, per dirla come l’allenatore, “vorresti ma non riesci” per dirla coi pensieri dell’advisor. Carnesecchi ha nuovamente fermato Malen, la traversa ha negato a Hermoso la doppietta, l’ingresso di Vaz non ha cambiato il match. Addio (o quasi) Champions e Olimpico deluso.
(…) “La Roma è una cosa seria“, hanno scritto i tifosi ammonendo i litiganti. Gasperini, invece, ha replicato a Ranieri: “La gente non merita questo teatrino — ha detto
-. Io sono stato tirato dentro a questa situazione. Ma non voglio essere messo sullo stesso piano di chi ha fatto quelle dichiarazioni. Chiudiamo questo campionato, poi parleremo del futuro“.

(corsera)

Gasperini dribbla il futuro e Ranieri: “Cosa accadrà lo vedremo tra un mese”

Voleva pensare solo al campo Gasperini, ma inevitabilmente il focus si sposta sempre sul futuro e sullo scontro con Ranieri di questi giorni. È stato accolto con entusiasmo dai tifosi che al momento della sua uscita dal pullman gli hanno urlato: “Siamo con te“. Lui ha sorriso e ringraziato. Ma l’atmosfera allo stadio non era la solita e Gasp lo ha puntualizzato senza troppi giri di parole lanciando una frecciatina a Ranieri (presente all’Olimpico, ma mai inquadrato sui maxischermi): “Il pubblico non merita questo teatrino che non ho creato io. Mi dispiace essere coinvolto ma posso solo cercare di creare meno danno possibile con il silenzio. Ma non voglio essere messo sullo stesso piano perché io non ho alimentato questa situazione. Ringrazio i giocatori e il pubblico. Ho parlato con i Friedkin? Rispondo solamente a domande sulla squadra“. La Curva Sud ha preferito non prendere posizioni, chiedendo ai diretti interessati di rimanere uniti per il bene del club: “Qualsiasi sia il ruolo che uno occupa all’ombra di questo nome, siamo tutti obbligati a garantire romanismo, impegno e valore. L’AS Roma è una cosa seria“, questo lo striscione. Più duro un altro esposto nel settore opposto: “Proprietà muta, dirigenza chiacchierona. Chi pensa al bene della nostra Roma?“. Dopo aver chiuso la questione Ranieri, il tecnico ha dribblato la domanda sul futuro: “Bisogna chiudere benissimo questo campionato perché per me è stata un’esperienza straordinaria, sono arrivato con tanto scetticismo intorno e anche un po’ di rivalità“. (…) L’allenatore ha poi continuato il discorso: “La squadra mi ha seguito fortemente, continua a seguirmi e di questo sono grato ai giocatori come sono grato al pubblico. Di quello che sarà tra un mese lo vedremo a fine campionato. La commozione dell’altro giorno? Si vede che mi sto invecchiando“. A fine partita sono arrivati anche i fischi, ma Gasperini (…) continua a credere nel quarto posto che dista due punti in attesa della sfida di questa sera tra Juventus e Bologna: “Abbiamo preso il Como, tenendo distante l’Atalanta che è arrivata terza l’anno scorso. Vedendo anche i risultati della settimana scorsa, le partite diventano difficili, c’è più fatica, un clima diverso, possono esserci sorprese, anche in squadre che stanno per vincere lo scudetto e hanno fallito l’ultimo chilometro. L’ultimo chilometro è sempre un bel traguardo, qualcuno magari si pianta o altri accelerano. Noi siamo ancora dentro e meritavamo di battere l’Atalanta“. Sabato il match col Bologna. Verso il recupero Dybala, Wesley e Koné. Attesa per Rensch, (…) nessun problema per Mancini.

(Il Messaggero)

La Roma non sfonda. Champions, è dura

Segna Krstovic, risponde Hermoso. Servivano tre punti, ne arriva solo uno. Un bel problema per la Roma che oggi potrebbe trovarsi, dopo Juve-Bologna, a meno cinque dal quarto posto e quindi con l’ultimo obiettivo sempre più lontano. Il pari non serve di sicuro all’Atalanta, che ormai deve solo pensare alla semifinale di Coppa Italia contro la Lazio. Poteva andare peggio visto il peso e la lunghezza degli organici a disposizione di Gasperini e Palladino, ma la Roma ci ha abituato spesso a prestazioni oltre i propri limiti e anche stavolta, forse, meritava di più. (…) Ma alla fine il pubblico ha fischiato. Il problema di questa squadra, numeri alla mano, è che non è mai riuscita a imporsi contro le formazioni più forti e nemmeno di quelle di pari livello: dall’Inter all’Atalanta, è in perdita con tutte negli scontri diretti e ad oggi, il quinto posto in coabitazione con ii Como, in realtà è solo teorico, a rischio anche l’Europa League. Le diciotto vittorie contro squadre di medio basso livello sono tante, ma non hanno – per ora – garantito il salto in avanti auspicato: sul più bello sono venuti meno calciatori importati come Dybala, Soulé, i due centravanti e Pellegrini. Ambire al quarto posto, in queste condizioni, non era facile. (…) La Roma ha bisogno di ripensarsi, nelle varie componenti: l’organico va rinforzato ed è vero, ma pure il tecnico dovrà fare la differenza, come l’ha fatta in passato e solo in (buona) parte quest’anno. Non sempre i risultati non sono arrivati per via dell’organico, spesso tante scelte sono state al limite della comprensione, vedi il pari con la Juve. Capita. Gasperini non vince la battaglia per il recupero di Wesley e a sinistra manda Rensch, Pisilli è buono solo per la panchina e in mezzo al campo, al fianco di Cristante, compare El Aynaoui. ElSha è il prescelto come vice Pellegrini, con i vari Zaragoza e Venturino inizialmente in panchina. Palladino preferisce Krstovic a Scamacca e Bellanova a Bernasconi, con conseguente spostamento di Zappacosta a sinistra. La Roma non fa in tempo a fare la voce grossa e prende subito il gol, grazie a un pasticciaccio in uscita del duo Hermoso-El Shaarawy, de Roon scarica subito su Krostovic che piazza un diagonale alla destra di Svilar. Da quel momento in campo c’è solo la Roma, alla ricerca spasmodica del pari. Che arriverà solo alla fine del Primo tempo, con una giocata della strana coppia Rensh (di testa) ed Hermoso, che infila Carnesecchi con una mezza sforbiciata.
Esulta, in tribuna, Ranieri, che aveva chiesto di non essere in quadrato della telecamere per non finire sui maxischermi e magari prendersi pure i fischi. (…) Tocca anche a Malen entrare nell’elenco di quelli che non ce l’hanno fatta: ben servito da ElSha, si fa ipnotizzare da Carnesecchi a un passo dalla gloria e poi, sempre l’olandese, calcia addosso al portiere. Svilar salva su Ederson poco prima del pareggio. Palladino comincia subito con tre cambi, si libera di De Ketelaere, che non ha mai dato prova della loro esistenza nei primi quarantacinque minuti, e di Kolasinac che, dal suo lato ha sofferto non poco Soulé, più Scalvini. Dentro Zalewski, Kossounou e Ahanor. Tre cambi di questo livello, e in un colpo solo, in questo momento, Gasp non può nemmeno sognarli. E come se non bastasse, Palladino otto minuti dopo toglie Bellanova e inserisce Bernasconi. L’Atalanta ha in altra faccia, la Roma e uguale se stessa, inevitabilmente fatica tenere palla e ad essere pericolosa con continuità. (…) Gasp risponde con le armi che ha: Venturino, Pisilli e Ghilardi per El Shaaarwy, El Aynaoui e Mancini (infortunato, l’ennesimo). (…) La Roma si regge su Malen, che ha Djimsiti come guardiano ma ogni volta che riesce a trovare un minimo di spazio per calciare in porta, l’Atalanta trema. Hermoso sfiora il bis, su una bella palla di Venturino, ma la girata di testa è debole. Entra anche Vaz (oltre a Tsimikas per l’infortunato Rensch, ultimo di una lunga serie), per un distrutto Soulé. La carta della speranza. Ma non basta.

(Il Messaggero)