Diritti tv internazionali, per la Serie A arriva il maxi-risarcimento

Nella notte tra lunedì e martedì ai club di Serie A è stata recapitata la proposta ufficiale di transazione per un importo di 300 milioni da parte di Img, uno dei tre intermediari (gli altri sono MP & Silva e B4), che hanno costituito un cartello anti-concorrenziale tra il 2008 e il 2018, frenando la rendita dei diritti televisivi internazionali del massimo campionato di calcio, come accertato da un procedimento avviato nel 2017 dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato.
Il Tribunale di Milano, presso cui ieri mattina si è svolta l’udienza del processo civile scaturito dalla procedura antitrust, ha perso atto della negoziazione in corso che potrebbe condurre all’estinzione del contenzioso con Img, in attesa di capire se anche gli altri due intermediari (finiti nel frattempo in liquidazione) sceglieranno la stessa via. L’intesa restrittiva della concorrenza realizzata dai tre operatori che hanno coordinato preventivamente le rispettive condotte nelle gare per l’assegnazione dei diritti
esteri di Serie A e Coppa Italia, definendo a monte la successiva ripartizione dei pacchetti, è emersa soprattutto grazie all’auto-denuncia del colosso Usa dei diritti sportivi Img che ha scelto di collaborare con l’Antitrust italiana in modo da esporsi a una sanzione ridotta (300mila euro).
Nel 2019 sono scattate sanzioni per circa 67 milioni di euro (per MP Silva una multa da 63,6 milioni, mentre B4 Capital dovrà pagarne una di 3,1 milioni), provvedimento confermato – nella sostanza – dal Tar Lazio e dal Consiglio di Stato. L’Agcom, peraltro, ha rilevato come questa condotta illecita avesse causato un decremento del valore dei diritti internazionali, danneggiando la Lega Serie A e le società beneficiarie dei ricavi. (…) In effetti, la Premier league che nella stagione 2009/10 incassava dalle tv estere circa 330 milioni di euro, quest’anno ne ottiene 2.560, la Liga spagnola nello stesso lasso di tempo è salita da 160 a 835 milioni, mentre le Serie è passata da 90 a 242 milioni. Un danno strutturale, tanto più grave se si considera che i diritti audiovisivi rappresentano tuttora la principale fonte di ricavo del calcio professionistico italiano. Ecco perché ancora prima che l’iter della procedura antitrust si chiudesse, diversi club si sono rivolti al Tribunale di Milano – tra i primi a muoversi la Fiorentina, il Torino, la Roma, il Palermo, il Chievo, l’Empoli, il Pescara e il Perugia, assistiti da BonelliErede, con i soci Francesco Anglani e Vittorio Allavena – con un’azione che ha poi incluso la stessa Lega e quasi 30 società (quelle che hanno militato in Serie A tra il 2008 e il 2018). Il processo diretto a ottenere un risarcimento dei danni. (…) Una sentenza parziale ha riconosciuto la fondatezza delle domande delle società, superando le principali eccezioni procedurali degli intermediarie affidando a due economisti la quantificazione del danno. La consulenza tecnica d’ufficio depositata qualche mese fa – dopo che lo scorso anno non era stata raggiunta l’intesa su un accordo transattivo del valore di 180 milioni ricostruendo con puntualità l’andamento dei diritti esteri della Serie A per confronto con Premier League, Liga, Bundesliga e Ligue 1, ha stimato un pregiudizio complessivo per i team italiani vicino al miliardo di euro. A seguito della perizia tecnica è stata accelerata la ricerca di un’inte-satrale partie da Img è arrivata come detto ieri l’offerta di 300 milioni. Si tratta di circa un terzo del potenziale risarcimento che i club danneggiati potrebbero ottenere. (…) Nei prossimi giorni, tutte le parti in causa dovranno comunque siglare una specifica transazione con Img per un importo calcolato in base agli anni di permanenza in A ed ai parametri di ripartizione fissati per la distribuzione dei proventi televisivi all’epoca dei fatti, quando è entrata in vigore la legge Melandri che ha reintrodotto la vendita collettiva al posto di quella soggettiva fin lì in vigore.

(Il Sole 24 Ore)

La Roma ricorda Dino Viola: omaggio social nel giorno della nascita

Giornata di memoria per la Roma, che attraverso i propri canali ufficiali ha voluto rendere omaggio a Dino Viola nel giorno della sua nascita. Il club giallorosso ha pubblicato uno scatto storico accompagnato da un semplice ma significativo messaggio: “Dino Viola”, con i colori simbolici della Roma. Sotto la guida dell’ex presidente i giallorossi vissero uno dei periodi più importanti della loro storia, registrando la vittoria dello Scudetto nella stagione 1982/1983, la vittoria di 5 Coppe Italia e la finale di Coppa dei Campioni della stagione 1983/1984 (vinta dal Liverpool)

Rizzitelli: “Champions buttata via ma Gasp è l’uomo giusto”

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – Tensioni, speranze champions e prospettive future. L’ex giallorosso Ruggiero Rizzitelli ha analizzato il momento che sta vivendo la Roma.


Arrivare in Champions è di-ventato impossibile?
Credo di sì perché cinque punti sono tanti e la Juve sta facendo bene. Ora avrà lo scontro diretto con il Milan e la Roma deve provare ad approfittarne vincendo a Bologna. Il pareggio, ormai, è come una scontitta“.

Perché la Roma fatica con le grandi?
Puoi essere bravo quanto vuoi, ma senza personalità non vai avanti. Purtroppo, la Roma non ha carattere. Ha dei buoni giocatori che non riescono a tirare fuori gli attrbuti quando serve. Il pareggio con la Juve ti ha tagliato le gambe, perché era una partita che avevi vinto“.


L’ha sorpresa l’uscita pubblica di Ranieri?
Faccio una premessa. Ranieri andrà sempre ringraziato per quello che ha tatto per la nostra Roma. Ma non mi aspettavo quelle parole, soprattutto ın un momento delicato della stagione, prima di una partita. Non hanno giovato alla Roma. Probabilmente covava qualcosa dentro da tempo ed è bottato, ma non è da lui. I panni sporchi si lavano in famiglia“.


Il dualismo non è una novità nell’era Friedkin. Prima Pinto-Mourinho, poi Souloukou-De Rossi, ora Ranieri-Gasperini…
Se fossero più presenti, si eviterebbe tutto questo. Quando non c’è qualcuno che comanda, ognuno fa come gli pare. Gli imprenditori devono fare gli imprenditori, ma il calcio è un’azienda diversa. Il calcio è della gente e la gente va vissuta. Fin quando non si capirà questo, ci saranno sempre dei problemi. Anche in questo momento non c’è stata una presa di posizione forte. È impensabile andare avanti così. Mi auguro che non venga compromessa la stagione del centenario”.


Condivide la strategia di mercato di Gasperini:
Tutti vogliamo i grandi giocatori, ma ci sono diverse componenti. Bisogna, soprattutto, avere i soldi per comprarli. È facile dire voglio questo o quell’altro“.

Come valuta il suo lavoro?
Si poteva fare qualcosa in più sia perché la Roma ha una rosa che può ambire alla Champions, sia per i problemi avuti dalle avversarie. È vero che ci sono stati gli infortuni nel momento più delicato, ma la cosa assurda è che una volta trovato l’attaccante, è venuta a mancare la difesa. La storia, però, è la stessa da troppi anni. Sono cambiati tanti allenatori, na non si può dare la colpa sempre a loro. E che sono tutti bolliti? I giocatori devono assumersi le loro responsabilità, altrimenti resti una squadra da quinto o sesto posto. Dopo tanti anni, poi, sarebbe auspicabile un rinnovamento della rosa“.

Punterebbe ancora su Gasperini per il prossimo anno?
È l’allenatore giusto perché adesso ha capito l’ambiente e non voglio ricominciare da zero. Molti dicono che è anti-patico, scontroso, ma lo sapevamo che era così, non arriva da Marte. Anche Mouriho non era simpatico, ma na fatto due finali, una vinta e una rubata. Ranieri non può essere sorpreso dal carattere di Gasperini, perché lui stesso ha detto chiaramente che arrivava un allenatore antipatico“.

L’ultimo sprint

IL TEMPO (L. PES) – Tre mesi esatti. Tanto ha dovuto aspettare Dybala per tornare in campo, e tanto ha dovuto aspettare Gasperini per riavere a disposizione il talento dell’argentino. La Joya è tornata ad allenarsi con il gruppo 45 giorni dopo l’operazione al menisco che lo ha tenuto ai box dopo un mese e mezzo di calvario. L’ultima apparizione, infatti, risale allo scorso 25 gennaio nel match col Milan all’Olimpico, poi i dolori. La convocazione simbolica di Atene, dove ha trascorso tutto il match in panchina, prima di fermarsi per un dolore che non passava. Troppo tardi è arrivata la diagnosi della rottura del menisco esterno che ha portato l’attaccante lo scorso 6 marzo ad operarsi a Villa Stuart dal professor Mariani. Ora però il peggio è alle spalle. Dybala sarà convocato per la trasferta di Bologna in programma sabato (tre mesi esatti appunto, essendo 25 aprile) e potrebbe scendere in campo per uno spezzone finale di partita. Se tutto procederà per il meglio, dopo oltre due settimane di lavoro sul campo già alle spalle, sarà una settimana piena di lavoro col gruppo che lo consegnerà al tecnico giallorosso. Il talento del numero ventuno è mancato terribilmente all’allenatore di Grugliasco. I lampi di intesa visti a Torino con Malen, data dell’ultimo gol di Paulo e, curiosamente, dell’ultima vittoria della Roma in trasferta, sono stati solo un ricordo per tutto il girone di ritorno dove il rendimento giallorosso è terribilmente calato. Inevitabilmente la Joya non potrà essere al massimo della condizione da subito, ma la voglia di aiutare la squadra per la parte finale del campionato non manca. Cinque partite per provare a inseguire una qualificazione alla Champions quasi impossibile, ma da tentare fino all’ultimo minuto della stagione. Poi, molto probabilmente, i saluti. Il suo contratto, rinnovatosi lo scorso anno per un’ulteriore stagione grazie alle clausole inserite nel triennale firmato a luglio 2022, scade il 30 giugno e finora di proposte di rinnovo sul tavolo del suo entourage non ne sono arrivate. Difficile pensare che qualcosa da qui in avanti possa cambiare. Prima di tutto per una questione di costi, con l’argentino che dovrebbe ridimensionare totalmente l’ingaggio che oggi percepisce da 8.5 milioni a stagione. Poi per la questione fisica che nelle ultime due stagioni è stato un tema centrale nella gestione del suo talento. Eppure Gasperini nonostante i dubbi iniziali della scorsa estate non ci rinuncerebbe, anche se consapevole di non poterlo avere sempre a disposizione. Margini per un rinnovo in extremis ne restano davvero pochissimi, soprattutto vista l’incertezza che regna a Trigoria dopo lo strappo definitivo tra Gasperini e Ranieri. Passi in avanti non si registrano nemmeno per gli altri calciatori in scadenza. Distanza che resta incolmabile con Celik tra domanda e offerta con il turco che comincia a valutare offerte di altri club. Tutto fermo anche con Pellegrini dopo qualche colloquio iniziale mentre l’accordo con El Shaarawy non sarà prolungato.

Se Tonetto si riscopre autista Uber

(…) A Roma, tra la Magliana e il raccordo, può capitare di chiamare Uber, salire su un’auto e trovare alla guida Max Tonetto. Niente sceneggiatura hollywoodiana, però. E soprattutto niente storie di ex campioni finiti in rovina costretti a reinventarsi per tirare avanti. (…) Tonetto, instancabile terzino sinistro nella Roma di Luciano Spalletti e prima ancora con la Sampdoria, con il Lecce, il Bologna e il Milan, ha deciso di buttarsi in una nuova avventura: aprire una società di Ncc (noleggio con conducente). Per ottenere tutti i permessi, tra i requisiti richiesti c’è anche quello di accumulare un certo numero di ore di guida. E allora Tonetto ha deciso di fare come in campo: partire dal lavoro sporco. (…) Il suo profilo Uber, che conta già 191 corse, è subito diventato un caso su
X. E ora chi prenota una macchina per le strade della capitale potrebbe trovarsi a parlare di derby, di spogliatoi e di partite all’Olimpico con un autista, che fino a qualche anno fa giocava in Champions League.
(…) Solo traffico, semafori e chilometri da mettere insieme. E un ricordo che segna i primi giorni da romanista. Maggio 2006: Tonetto arriva nella capitale per sostenere le visite mediche. Sale su un taxi e trova l’immancabile radio che parla di Roma. Il tema è caldo: mercato partito in sordina, morale basso. “È arrivato Tonetto“, dice lo speaker. Il tassista, in un impeto di sensibilità, abbassa il volume. A raccontarlo è stato l’ex calciatore, che a Genova, invece, si era fatto ritirare la patente. Vent’anni dopo, Tonetto riparte proprio da un taxi. Non per necessità, ma per costruire un nuovo percorso.

(La Repubblica)

Roma, Gasperini ritrova Wesley e Dybala

Non solo idee diverse sul piano sportivo: alla base dello scontro c’è altro. Qualcosa che tocca la sfera umana e caratteriale di un rapporto inesistente. Quello che tutti hanno visto sul palcoscenico (l’attacco frontale di Claudio Ranieri e le continue frecciate di Gian Piero Gasperini) è una parte della trama. Quel «teatrino» (così l’ha chiamato il tecnico) faceva parte del botta e risposta mediatico che lui e il senior advisor avevano già intavolato da mesi. (…) Per questo Gasperini e il fronte di Ranieristaff compreso – hanno smesso di confrontarsi da tempo. Alcuni comportamenti sono risultati sgraditi. E così a Trigoria prosegue lo slalom reciproco in attesa del traguardo: se il tecnico resterà in panchina, il senior advisor e il suo gruppo potrebbero lasciare. O lui o loro. Uno scenario che però i Friedkin sperano ancora di evitare. La riconoscenza e la stima per Claudio e lo staff non traballano, anzi. Perché non si può cancellare l’impresa dello scorso anno. Come non si può cancellare – di nuovo – un progetto tecnico appena cominciato: per la società Gasperini resta l’uomo giusto per la panchina della Roma. (…) Gli unici sorrisi di Gasperini arrivano quando guarda il campo: ha ritrovato Wesley – che per il tecnico era già pronto a rientrare da qualche giorno – e Dybala. Mentre Kone, Rensch, Pellegrini e Dovbyk hanno svolto lavoro differenziato. (…) Così da poter affrontare con un pizzico di serenità in più lo sprint finale di una stagione che può dire ancora tanto. Non solo dal punto di vista dei risultati.

(La Repubblica)

Plusvalenze da 80 milioni entro giugno, sponsor e cessioni: il piano di rientro

Se da una parte i Friedkin – per il momento – hanno scelto di non prendere una decisione definitiva sulla querelle Gasperini-Ranieri, c’è un altro aspetto dal quale non si può scappare. Ed è quello economico legato ormai dal 2022 al famoso settlement agreement siglato con la Uefa. Entro il 30 giugno la Roma dovrà registrare circa 80 milioni di plusvalenze, è questa la cifra monstre che da un po’ di tempo preoccupa e non poco. Almeno un big andrà ceduto, ma il club è a caccia di introiti in questi mesi per alleggerire la somma. Grazie al lavoro del CRO Gandler in questa stagione sono stati siglati due accordi con dei nuovi sponsor: uno è quello di manica (Wizz Air) che permetterà di incassare a giugno 2 milioni mentre l’altro è Eurobet.live che verserà nella casse giallorosse una prima tranche da circa 8. E non finisce qui. Secondo una stima fatta a Trigoria ne potrebbero arrivare altri 15 grazie all’accordo tra la Lega Serie A e IMG che dovrà versarne ben 300 da dividere con altre 17 squadre. (…) Grazie a dei ricavi extra campo può respirare mentre non avrà una mano da quelli sportivi. Il cammino in Europa League è stato quasi un disastro: solamente 21,6 i milioni incassati. (…) Poi c’è il solito scoglio della Champions che ormai manca dalla stagione 2018/2019 e che ogni anno rende più povera la Roma. Aritmeticamente il quarto posto è ancora raggiungibile, la Juve dista cinque punti. Ma in pochi ci credono, forse anche Gasperini ci pensa meno. La Roma rispetto agli anni scorsi ha certamente aumentato i ricavi, ma non basta. Massara è già al lavoro da settimane per definire le prime cessioni. La prima sarà quella di Baldanzi che ha convinto tutti a Genova e a meno di clamorosi di colpi di scena verrà riscattato per 10 milioni che produrranno una piccola plusvalenza da 4,5. Anche Salah-Eddine potrebbe essere ceduto a titolo definitivo per 8 milioni al PSV Eindhoven, ma in questo caso la Roma rientrerà semplicemente della spesa di un anno e mezzo fa. Altri soldi arriveranno dalla cessione di Shomurodov e anche Angeliño che ha chiesto di essere venduto. Poi ci sono i big: da Svilar a Koné passando per Ndicka, almeno uno sarà costretto a salutare. Il francese rimane nel mirino dell’Inter e ad oggi è quello più vicino ad un eventuale addio. La richiesta rimane di 45 milioni. Capitolo mercato in entrata: occhi su Munoz dell’Osasuna, piace a Gasp e già a gennaio era stata presentata una prima offerta per l’attaccante esterno.

(Il Messaggero)

Le cinque giornate di Dybala

Dal 25 gennaio al 25 aprile, tre mesi esatti per risorgere. E forse, dobbiamo ammetterlo. (…) Paulo ispira questo sentimento di una bellezza per certi versi imperfetta. Peccato, perché tanti sogni erano stati riposti su questo calciatore fenomenale e fragile, quando nell’estate del 2022, scaduto il contratto con la Juve, si è sentito libero di accettare la proposta di Mourinho, con cui ha sfiorato il successo in Europa League, fallendo pure le varie qualificazioni in Champions. Tanta luce, poi fasi di buio. Con Mou era il periodo di “c’è una Roma con Dybala e una Roma senza”. (…) Da tre mesi a questa parte, una stagione maledetta, con ventidue presenze e tre sole reti. “Ah se fosse stato al meglio in quella finale contro il Siviglia”, quando non è bastato un suo gol, sarebbe stato decisivo anche nei rigori; “ah, se quest anno Gasperini ce lo avesse avuto sempre al meglio”. Possiamo continuare con gli “ah” e i “se” Non, lo faremo, il concetto è chiaro: la Roma raramente in queste quattro stagioni si è goduta il vero Dybala: non ha mai toccato le trenta presenze in campionato, 25 la prima, 28 la seconda, 24 la terza e ora è fermo a l7 con la speranza di arrivare a 22: ieri si è allenato in gruppo, sta bene. (…) Paulo è stato un sogno, è stato un rimpianto, è stato tanto e poteva essere di più. E’ stato a un passo dall’addio, per poi decidere di restare, si è guadagnato con le presenze l’ultimo anno di contratto. E ora? Appeso all’incertezza, anche lui. Non ha avuto nemmeno il tempo di affiancare Malen. (…) Quattro anni di bellezza e di vuoti, di giocate fantastiche, di stop visionari, e di dolorini qua e là, paure, fraintendimenti, due interventi tosti, che lo hanno allontanato dalla squadra nel finale della scorsa stagione e in quella attuale. L’ultima volta che lo abbiamo visto in campo, tre mesi fa, nella serata con il Milan, nella quale ha accusato un dolore al ginocchio e ci hanno messo un po’ a capire che doveva essere operato: Gasp non l’ha presa benissimo. Tempo perso, tempo rubato all’arte, alla Roma, alle sue ambizioni e a quelle di Paulo, che sognava il suo ultimo mondiale. Sabato ricomparirà nella lista dei convocati, starà a Gasperini capire se e quanto potrà essere utile, difficilmente lo vedremo tra i titolari. Era bello, a inizio stagione, parlare del suo (presunto) dualismo con Soulè, sarebbe stato stimolante pure raccontare i suoi assist o i duetti con Malen, ma con l’olandese ha giocato solo due volte e una palla gol, almeno, gliel’ha regalata, invece oggi l’attualità ci porta a riferire dell’ambiente trigoriano deteriorato dalle liti interne e da un futuro tutto da ricostruire. Futuro che probabilmente non vedrà Dybala protagonista da queste parti: è a scadenza di contratto e i soldi che guadagna ora (tanti), ha fatto sapere la Roma, non sono più un argomento di discussione. Paulo, chissà, sceglierà di finire la sua carriera negli Usa, oppure nel suo amato Boca, ma dentro di sé coltiva ancora la speranza che si riesca a trovare una strada su cui viaggiare ancora insieme. (…) Dybala sarebbe disposto ad abbassarsi l’ingaggio, al momento non ci sono schiarite, né segnali chiari di apertura da parte della società, alle prese in questo momento con altrı problemi. C’è solo quel “siamo aperti a ogni eventualità” che il ds Massara continua a pronunciare in ogni intervista, riferendosi pure a Pellegrini. Staremo a vedere, intanto Gasp si aggrappa a lui (e a Wesley, un altro neo recuperato) in queste ultime cinque giornate di speranza Champions e di passione. Da Bologna a Verona, con un sinistro magico in più. E chissà se sentiremo ancora quel “Daje Roma daje” con cui si è presentato quattro anni ta al Colosseo Quadrato dell’Eur, davanti a migliaia di tifosi sognanti.

(Il Messaggero)

Priorità Malen, sacrificio Ndicka

A Trigoria c’è un futuro che va oltre la questione Gasperini-Ranieri. C’è la Roma dell’anno prossimo da programmare e molti nodi da sciogliere, alcuni da risolvere anche al più presto. Senza la Champions League serve un piano B. (…) Donyell Malen ad esempio è una priorità assoluta: il riscatto da 25 milioni, dilazionato, è considerato imprescindibile. Ma dilazionare non significa risparmiare, serve quindi un tesoretto. La soluzione può essere nei prestiti: Salah-Eddine ha convinto il Psv, che riflette su un riscatto da circa 8 milioni. Tommaso Baldanzi, al Genoa, ha trovato continuità e soprattutto estimatori: piace molto a Daniele De Rossi, con un’opzione riscatto di circa 10 milioni. Poi ci sono le operazioni già impostate: Shomurodov, con 2,7 milioni ancora da incassare dal Basaksehir, e Saud Abdulhamid, che può portarne altri 4 dal Lens. Il conto è di 25 milioni, esattamente quanto serve per Malen. E poi ci sono i rinnovi, il terreno più scivoloso. Pellegrini e Dybala sono i dossier più pesanti, seguiti da Celik ed El Shaarawy. “Dialogo aperto con tutti“, è la linea ribadita recentemente da Massara. (…) Gli intoccabili individuati dal club rimangono Wesley, Koné, Malen, Svilar, Pisilli e Ndicka, ma tra questi potrebbe esserci il sacrificabile entro il 30 giugno, termine ultimo per rispettare il settlement agreement e portare a casa una cessione pesante. Tutti gli indizi sembrano portare al centrale ivoriano: Ndicka è arrivato alla Roma a parametro zero nel 2023, propio per questo una sua eventuale cessione produrrebbe una plusvalenza quasi piena, oggi preziosissima per i conti del club. (…) Per questo c’è un futuro da programmare al più presto.

(Tuttosport)

L’input di Friedkin sui rinnovi

I rinnovi sono in stand-by. La crisi di risultati del mese di marzo, che ha preceduto quella interna deflagrata con lo sfogo di Ranieri, ha di fatto congelato ogni ragionamento in essere sui prolungamenti di contratto: sia su quelli a scadenza immediata: Pellegrini, Dybala, Celik ed El Shaarawy sia per quanto riguarda Mancini e Cristante, entrambi con un orizzonte temporale fissato al 2027. La proprietà ha fatto arrivare alla dirigenza un messaggio inequivocabile: nessun nuovo accordo potrà essere sottoscritto prima di capire quale obiettivo verrà raggiunto dal gruppo alla fine di maggio. (…) La Champions, inevitabilmente, renderebbe tutto più semplice. Di sicuro Massara non ha smesso di lavorare sul tavolo dei prolungamenti. Le trattative con Mancini e Cristante erano state di fatto chiuse prima dello stop della proprietà. Mentre quella con Pellegrini, il più vicino alla permanenza tra i quattro che potrebbero salutare la Roma il 1° luglio, non potrà avanzare finché a Trigoria si respirerà questo clima di incertezza. Friedkin, (…) dopo il pesante ko con l’Inter ha messo tutti in discussione, a parte Gasperini.

(corsport)