IL TEMPO (L. PES) – Una notte d’amore. La testa per 1 99 anni della Roma ha attraversato la città dal cuore della Capitale fino allo spettacolo del Colosseo Quadrato all’Eur. Un’invasione di migliaia di tifosi riuniti, come ogni anno, per celebrare la nascita del club risalente al 1972. Via degli Uffici del Vicario come meta storica del corteo, che ieri ha riservato una sorpresa ai tifosi giallorossi. Affacciato dalla finestra, dopo lo scoccare della mezzanotte, c’era Paulo Dybala. L’argentino ha salutato la marea di tifosi presenti con un look particolare. La Joya indossava la prima divisa ufficiale della nuova stagione. Insieme a lui anche due calciatori storici della Roma come Vincent Candela e Ruggiero Rizzitelli. Grandi sorrisi e gli immancabili cori per il beniamino del pubblico che proprio una decina di giorni fa ha rinnovato il proprio contratto per un’altra stagione. Ieri, poi, in mattinata Roma e Adidas hanno annunciato la prima maglia con il classico lancio social con i protagonisti della squadra maschile e femminile. Presente lo stemma antico, che la società ha voluto inserire per l’anno del Centenario che ha preso il via proprio ieri. Sarà un anno ricco di celebrazioni e di iniziative che accompagnerà i tifosi verso la grande festa del luglio prossimo quando la data del 22 luglio assumerà contorni ancora più storici. La notte, come ormai da tradizione, è trascorsa tra cori, fumogeni e bandiere e la marcia dei tifosi da Piazza San Silvestro alla sede della fondazione della Roma. Un appuntamento ormai abituale e che raccoglie, oltre ai tifosi della Curva, anche famiglie e più giovani desiderosi di manifestare tutto il proprio amore e la passione per i colori giallorossi. Omaggi da parte anche dei calciatori tra qui Pellegrini, che in questi giorni sta trattando il nuovo contratto con la dirigenza. Oggi non è ufficialmente un calciatore giallorosso ma l’obiettivo è quello di tornare a Trigoria. A proposito di amore, anche la campagna abbonamenti procede a gonfie vele con la quota dei 35 mila nella fase del rinnovo per gli abbonati provenienti dalla waiting list. Oggi inizia la fase del rinnovo senza conferma del posto, poi dal 29 luglio, la vendita libera per le poche tessere che resteranno disponibili visto l’enorme afflusso di conferma che in questi primi giorni di campagna sta portando a grandi passi verso la quota 40 mila dello scorso anno. Numeri da capogiro.
Mese: Luglio 2026
Sulla maglia torna lo stemma della tradizione
La Roma celebra i suoi primi 99 anni indossando la storia. Nel I giorno dell’anniversario della fondazione, il club giallorosso e Adidas hanno presentato la nuova maglia Home per la stagione 2026/27, caratterizzata dal ritorno dello Stemma della Tradizione e dalle tonalità classiche della squadra, reinterpretate con un disegno essenziale e moderno. L’annuncio è arrivato poche ore dopo la grande festa dei tifosi in centro. Oltre cinquemila sostenitori si sono ritrovati a piazza San Silvestro per aspettare insieme la mezzanotte del 22 luglio. (…) La nuova maglia è interamente costruita intorno ai colori storici della Roma. La base rossa è accompagnata dalle classiche finiture gialle, con linee pulite e il girocollo che riporta sul retro la scritta “Con tutte le nostre forze”. Sul petto torna lo Stemma della Tradizione, già utilizzato dalla squadra nella stagione 2023/24 e indossato anche nel derby vinto 1-0 il 6 aprile 2024. Il disegno, secondo il club, vuole celebrare la “Virtus” romana, intesa come unione di coraggio, forza e determi-nazione. Nella notte di martedì, da piazza San Silvestro era partito il corteo diretto verso via del Corso. In testa al gruppo uno striscione con il vecchio scudetto societario e la scritta “Lo stemma del popolo“, diventato il simbolo della notte giallorossa. (…) Da un balcone si sono affacciati Paulo Dybala (già vestito con il nuovo kit), Vincent Candela e Ruggiero Rizzitelli, accolti dai cori della folla radunata sotto il palazzo. Una celebrazione a metà strada tra il compleanno e il conto alla rovescia verso il centenario, che cadrà il prossimo anno.
(La Repubblica)
Scippi e tradimenti povera Serie A non affascina più
Prima e dopo i milioni degli altri. Prima degli arabi, della scintillante Premier League, della crescita della Turchia, dell’interesse della Cina, c’era il campionato più bello del mondo. In Italia. Una favola finita, dove c’è chi vive felice e contento, ma altrove. In Inghilterra, dove il Chelsea paga all’Aston Villa 137 milioni per Morgan Rogers che forse neanche sarà titolare, o dove Elliot Anderson può passare dal Nottingham Forest al Manchester City per 135 milioni, Tonali per 107 va al Tottenham e dove arriva Palestra che rifiuta l’Inter per un ingaggio doppio. O in Turchia, dove va Greenwood che dice no alla Roma per i 10 milioni di stipendio che gli dà il Fenerbahçe e dove troverà Trossard, un altro che qui ci sogniamo. O in Arabia, dove le offerte irresistibili di Al-Hilal, Al-Ittihad, Al-Nassr, tutte a doppia cifra, sono la tentazione per giocatori giovani sul viale di tramonto e nel pieno della carriera, campioni, allenatori, a volte perfino ct. I soldi non faranno la felicità, ma fanno le squadre. E la Serie A? Ormai fa un altro campionato, non è più competitiva, a volte non riesce a tesserare nemmeno giocatori svincolati, perché gli ingaggi degli altri sono più verdi. “Il declino è vicino“, l’amara sintesi di Dario Canovi, primo procuratore italiano, che ha visto cambiare l’italia, la Serie A, il calciomercato. “Il nostro campionato è antico, noioso, poco competitivo. È antidiluviano. Ma chi vuole pagare i diritti per un prodotto così poco televisivo? Immagini uno Juventus-Milan 0-0 senza tiri in porta: può essere visto in Giappone o in America? Finché la nostra mentalità è questa, se il motto del nostro calcio non è “spettaco-l0”, ma “primo: non prenderle” non saremo mai all’altezza. Perdono valore i diritti tv, ma non abbiamo fascino per i giocatori. Perché dovrebbero voler giocare in un campionato così poco interessante?“. E infatti, come dice Canovi, il divario tra serie A e Premier sui ricavi dai diritti tv è abnorme: secondo l’ultimo report Uefa, il campionato inglese è irraggiungibile per tutti (3,4 miliardi), mentre quello italiano incassa poco più di 1 miliardo. (…) “Abbiamo tanti problemi e limiti. Ma c’è da dire che i calciatori sono ingordi. Il denaro per molti è più importante di tutto: maglia, città, vita. Ma la responsabilità è anche di chi li assiste, che pensa solo alla commissione“. Il procuratore è infatti una figura quasi arcaica: ci sono mediatori, intermediari, factotum, piattaforme di agenti. Tutti proiettati verso i mercati che offrono di più. “Non è più una cosa umana – sostiene Silvano Martina, ex procuratore di Buffon – si può vincere anche senza troppi soldi, ma anche il Milan di Berlusconi aveva i campioni. Siamo in difficoltà, arriviamo prima degli altri perché siamo più bravi. Ma poi loro offrono il triplo e così è impossibile competere. A volte alcuni direttori sportivi sono insicuri, se un giocatore lo vuole uno allora arrivano in tre. Invece ognuno deve fare il suo programma“. E così non siamo più irresistibili, il calcio italiano non è più un’isola felice. Sta diventando l’isola che non c’è.
(La Repubblica)
Da Pellegrini auguri al club, ma il rinnovo resta fermo
“A te, grande amore”. Poche parole, concetto chiaro. Questo l’augurio che Pellegrini ha rivolto alla Roma tramite il suo profilo Instagram, nel giorno in cui il club ha simbolicamente soffiato su 99 candeline. Un secondo messaggio nel giro di pochi giorni, dopo la storia postata dal Grande Raccordo Anulare, quando qualche fantasiosa ricostruzione lo dava a Torino, pronto come Celik a scegliere la Juventus. Invece no, la priorità di Pellegrini era e rimane la Roma, nonostante da 23 giorni ormai sia svincolato. D’altra parte però i contatti per il suo rinnovo, voluto da Gasperini, procedono a rilento. L’ultima chiacchierata tra D’Amico e Pocetta, agente del classe 1996, risale a venerdì scorso, prima che il nuovo ds romanista fosse travolto dall’affare Summerville. La distanza è sempre sulla durata (due gli anni proposti dalla società, tre quelli richiesti dall’entourage) più che sull’aspetto economico, con un’intesa a 2,5 milioni più bonus. Pellegrini, intanto, lavora a Forte dei Marmi con un preparatore, aspettando di poter ritrovare Gasperini e il suo “grande amore”: la Roma.
(corsera)
Pisilli, problema muscolare: salta il test contro il Trastevere
Problema muscolare per Niccolò Pisilli. Come riferito da Filippo Biafora, il centrocampista della Roma non prenderà parte al test in programma oggi contro il Trastevere. Per conoscere l’entità dell’infortunio sarà però necessario attendere l’esito degli esami strumentali. Solo dopo gli accertamenti sarà possibile stabilire con maggiore precisione i tempi di recupero del giovane giallorosso.
A bocca asciutta
Con qualche ora di ritardo rispetto alla tabella di marcia, ma alla fine il sì di Summerville all’Arabia è arrivato. L’olandese lascia il West Ham e va all’Al-Hilal, a godersi i 15 milioni a stagione che per quattro anni gonfieranno il suo conto in banca, mentre alla Roma non resta che leccarsi le ferite e partire alla caccia di nuovi obiettivi. Anche perché al 23 luglio la casella acquisti è ancora vuota (un record negativo per il club) e Summerville rappresenta la terza delusione in poco tempo, dopo quelle legate a Greenwood e Celik. Certo, rimane la convinzione d’aver fatto tutto il possibile. (…) Palla ai Friedkin e a D’Amico, che già si è mosso nelle ultime ore su Nusa. Già, perché nonostante la risposta definitiva di Summerville sia arrivata soltanto ieri pomeriggio, è da martedì che a Trigoria avevano capito come ormai il lieto fine somigliasse più a un’utopia. Nonostante questo, nella scorsa notte, l’ultimo tentativo c’è stato. Non un rilancio economico, quanto di prospettive tecniche, con la Roma che rispetto all’Al-Hilal di Inzaghi poteva garantire al classe 2001 la vetrina della Champions League. (…) Per questo, come detto, D’Amico ha ravvivato i contatti con l’entourage di Nusa, un altro “piano a” della lista stilata con Gasperini per il ruolo d’esterno d’attacco di piede destro. La pista che porta al nazionale norvegese è complicata, per concorrenza dalla Premier League (Newcastle su tutti) e valutazione da 60 milioni da parte del Lipsia. L’obiettivo è cercare una sponda lato giocatore. (…) Nel frattempo, Garnacho è a un passo dal diventare un nuovo giocatore dell’Aston Villa, che rispetto ai giallorossi ha garantito al Chelsea l’obbligo di riscatto, da 42 milioni, dopo l’anno di prestito. El Mala e Uzun sono altri nomi sul taccuino di D’Amico, ma non si registrano accelerate. Il ds vuole accontentare Gasperini, che intanto ieri ha ritrovato Malen e Ndicka e oggi, a Trigoria, sfida il Trastevere in amichevole. Aspettando rinforzi.
(corsera)
Incidente in casa, Montella perde la sorella
Lutto per l’allenatore di calcio Vincenzo Montella . È morta a 65 anni la sorella Caterina, ricoverata da circa un mese in seguito a una caduta in casa a Scisciano, nel Napoletano. La donna aveva riportato un trauma cranico.Trasportata prima all’ospedale di Nola, era stata poi trasferita al SanGiovanni Bosco di Napoli. I funerali sono stati celebrati ieri. Al ct della Turchia le condoglianze della Federazione turca, della Roma e del Milan, oltre che di tanti tifosi.
(corsera)
L’attacco è servito
(…) La Roma pensa norvegese. Vuoi per richieste economiche eccessive, vuoi per tempi troppo lunghi nelle trattative, sono sfumati i primi grandi obiettivi di questo mercato: Mason Greenwood, Crysencio Summerville e Alejandro Garnacho. Le alternative si cercano in quella Nazionale che tra un risultato storico e la Viking Row ha tanto impressionato alla Coppa del Mondo: al ds Tony D’Amico piacciono gli esterni Antonio Nusa e Andreas Schjelderup. (…)
(corsera)
Summerville va in Arabia: Roma su Nusa
La risposta ufficiale è arrivata ieri pomeriggio ma la Roma dall’ora di pranzo era già oltre Summerville. Il tira e molla del ragazzo, degli agenti e degli intermediari non è piaciuto a Trigoria che si rimprovera poco stavolta. Anche i tentativi nella notte di martedì di riaprire una trattativa ormai compromessa dallo scatto dell’Al Hilal, sono andati a vuoto. Quello che si poteva fare è stato fatto. (…) Perché D’Amico si trova nella scomoda situazione che tutti i club in giro per l’Europa sanno che a Trigoria dispongono di una forte somma da spendere. Ergo, un calciatore che vale 30 milioni, inevitabilmente per i giallorossi costerà, almeno di partenza, qualche milione in più. Un esempio è El Mala: il ds nei giorni scorsi – subodorando le difficoltà per arrivare a Summerville – aveva chiesto informazioni al Colonia. La risposta? Cinquanta milioni. Così il tempo passa e a un mese dall’inizio del campionato la Roma è ancora ferma al palo. Una difficoltà che Gasperini aveva messo in preventivo, avendo deciso di aggiungere allo zoccolo duro della rosa pochi innesti (3-4) e tra questi almeno un profilo top. Il problema è che oltre a non rinnovare Celik e a tenere Pellegrini ancora in stand-by, Greenwood è andato al Fenerbahce e Summerville ha deciso di proseguire la sua carriera in Arabia. Resta, nel mazzo degli assi giallorossi, l’ultima carta da giocarsi: Nusa. Forse il primo al quale il club aveva pensato in previsione del mercato estivo, dopo aver tagliato il traguardo Champions, e il primo anche ad esser stato accantonato vista la prima richiesta del Lipsia (60 milioni). (…) Ieri a Trigoria è andata in scena una riunione operativa alla quale è poi seguito un primo contatto per Nusa. Il giocatore è sul mercato, costa tanto ma D’Amico vuole provare a dribblare l’ennesima telenovela. Il ragazzo aspettava proposte dalla Premier che però tardano ad arrivare. Ci sono stati un paio di sondaggi dell’Arsenal e del Newcastle che però non si sono materializzati ancora in offerte concrete. Quello che ha in mente la Roma. Obbligata, visti gli ultimi eventi, a fare in fretta, per evitare un copia e incolla di quanto accaduto sia con Greenwood che con Summerville. (…) D’Amico è disposto a girare la somma che aveva pensato per l’olandese sul norvegese ma non è detto che basti. Nusa in Germania ha uno stipendio sotto i 2 milioni. Accontentarlo non dovrebbe essere quindi difficile. Trovare un’intesa con il Lipsia, invece, club abile come pochi ad alimentare aste per i propri calciatori, rischia di essere più complicato.
(Il Messaggero)
United e Al-Ahli: Koné più lontano
La testa prova a liberarsi dalle scorie del Mondiale, il mercato invece non concede tregua. Manu Koné è ora in vacanza per smaltire una delusione ancora difficile da digerire, ma il cellulare resta acceso, sempre. (…) l’Inghilterra resta la pista più concreta, ma attenzione anche all’Arabia Saudita, dove l’Al- Ahli ha rotto gli indugi avviando i primi contatti sia con la Roma sia con l’entourage del giocatore per capire margini e fattibilità dell’operazione. Un sondaggio che potrebbe presto trasformarsi in qualcosa di molto più concreto. (…) D’Amico non ha alcuna intenzione di svendere uno dei pezzi più pregiati della rosa. Anzi. La Roma ha bisogno di fare cassa, sia per rispettare gli obiettivi del settlement agreement sia per aumentare il tesoretto destinato al mercato in entrata, e proprio per questo spera che attorno a Koné possa accendersi una vera e propria asta internazionale. Il Manchester United, al momento, resta il club più avanti. I contatti con l’entourage sono continui e tra le parti esiste già un accordo di massima, mentre D’Amico aspetta il passo decisivo degli inglesi, pronti a mettere sul tavolo un’offerta vicina ai 50 milioni di euro. Una cifra importante, ma che potrebbe non bastare. Perché sullo sfondo continuano a muoversi altri pre-tendenti. l’Atletico Madrid non ha mollato definitivamente la presa, pur essendosi defilato dopo il rifiuto incassato davanti ai 40 milioni proposti un paio di settimane fa. E soprattutto c’è l’Al-Ahli, deciso a tornare a fare affari con la Roma dopo l’acquisto di Ibañez tre stagioni fa. Il club saudita sogna un colpo di spessore per rafforzare il centrocampo e lanciare l’assalto al titolo contro l’Al-Hilal (di Summerville) e l’Al-Nassr di Cristiano Ronaldo. Prima, però, servirà liberare uno slot destinato agli stranieri. Un passaggio fondamentale che potrebbe rallentare l’operazione, ma non spegnere l’interesse. Anzi. Se i contatti dovessero intensificarsi, la Roma sarebbe pronta ad alzare ulteriormente le proprie pretese, spingendo la valutazione del cartellino oltre i 60 milioni di euro. E il mercato, si sa, non ama le attese. Per questo resta viva anche l’ipotesi Chelsea. (…) Attorno a Manu Koné il traffico è sempre più intenso e a Trigoria aspettano soltanto che qualcuno decida di affondare il colpo. A quel punto, il futuro del francese potrebbe cambiare definitivamente volto, anche prima di tornare dalle vacanze.
(corsport)