Tutto su Greenwood: pronta offerta all’OM

IL TEMPO (L. PES) – Roma chiama Greenwood. Nonostante le promesse dalla Turchia e le difficoltà dettate dalle alte richieste del Marsiglia i giallorossi insistono per l’attaccante inglese che Gasperini ha messo in cima alla lista dei suoi desideri per il mercato estivo. Gli intermediari al lavoro soprattutto col padre del ragazzo per trovare tutti gli accordi tra società e calciatore prima di presentare ai francesi un’offerta credibile. La richiesta è di oltre 50 milioni ma la volontà della Roma e quella di abbassare le pretese dell’OM viste anche le difficoltà economiche della squadra della Provenza. Inoltre, come da accordi chiusi due anni fa col Manchester United, il 40% della rivendita di Greenwood andrà proprio nelle casse degli inglesi. Motivo che spinge il Marsiglia a sparare alto per il cartellino dell’attaccante, ma la sensazione è che sulla base di una proposta di circa 45 milioni, magari aggiungendo dei bonus si possa arrivare alla chiusura. Da parte della Roma c’è grande voglia di accontentare il tecnico e per questo ad oggi l’ex Manchester rappresenta la priorità assoluta in un reparto dove l’allenatore piemontese ha chiesto interventi pesanti. L’operazione resta comunque in salita viste le cifre e andrà inevitabilmente anche a incidere sul resto del mercato. Molto dipenderà anche dalle strategie legate al Fair Play Finanziario e dalle uscite ma quel che è certo è che prima di virare su altri obiettivi si tenterà il tutto per tutto. Intanto dalla Turchia sono arrivate le dichiarazioni del nuovo presidente del Fenerbahce Yildirim. Anche se era stato il candidato sconfitto Safi ad annunciare un accordo col calciaore inglese, il nome di Greenwood resta attuale a Istanbul. “Se Greenwood ci servirà, lo prenderemo. Rivedremo la costruzione della rosa con il nostro comitato e prenderemo una decisione su questo trasferimento“. Il vantaggio del club turco resta quello al poter offrire ingaggi difficilmente avvicinabili per il calcio italiano, mala Roma va avanti per la sua strada. Tra i piani B apprezzati da Gasperini restano i nomi di Tel, Tzolis e Summerville, anche se su quest’ulimo restano alcuni dubbi legati alla tenuta fisica. Tutti profili individuati già da settimane e sul quale Gasp ha dato parere positivo mai costi alti restano un ostacolo per ognuna di queste eventuali operazioni. D’altronde nell’anno del centenario e del ritorno in Champions è stato il tecnico stesso a chiedere un salto di qualità nel reparto ritenuto fondamentale per la costruzione della squadra. Gasp, in realtà, preferirebbe avere due innesti titolari da poter affiancare a Malen. Combinazione che con l’imminente rinnovo di Dybala apre la strada a un addio di Soulé che appare sempre più probabile. L’argentino è valutato attorno ai 35-40 milioni a già in passato aveva avuto richieste da Premier e Bundesliga. La sua permanenza sembra essere sempre più a rischio.
Ruolo, quello dietro la punta, che insieme all’esterno a tutta fascia rappresentano i primi in ordine di priorità per un mercato in entrata che comunque si ravviverà nelle prossime settimane visto l’imminente inizio del Mondiale in America. Intanto la Roma non vuole perdere altro tempo e prepara l’assalto a Greenwood. Ambizione resta la parola chiave del triennio di Gasp nella Capitale. Ora parola ai fatti.

Ecco D’Amico, il signor plusvalenza

Chi trova D’Amico trova un tesoro, ne è consapevole la Roma e forse anche per questo motivo ha atteso alla finestra fino al 10 giugno che il dirigente si liberasse. In giornata il club è pronto a ufficializzare il nuovo direttore sportivo che tuttavia senza deroga potrà essere operativo soltanto dall’1 luglio. Prima il Verona, poi l’Atalanta ora la Roma, scelto su consiglio di Gasperini anche per il suo modo di operare […]. Capace come pochi altri di dare vita alle tanto agognate plusvalenze che stanno facendo perdere il sonno ai tifosi della Roma. Al Verona fu capace di regalare una plusvalenza di 26, 5 milioni per Kumbulla, ma non vanno dimenticate Amrabat, Rrahami, Okoli, Ruggeri, Hojlund, Retegui […].

Il piano della Roma non cambia: l’obiettivo è chiudere ogni discorso per il Settlement Agreement entro il 30 giugno. Poi è chiaro, se il club dovesse capire che all’avvicinarsi della scadenza il traguardo è irraggiungibile avrebbe come exit strategy quella di posticipare di un anno le scadenza.

(Il Messaggero)

Olimpico in corsa per la prima Italia con il nuovo ct

L’Italia di Mancini o di Conte dovrebbe debuttare a Roma il 25 settembre. Per la prima partita del nuovo ct e del nuovo presidente, nel gruppo di Nations League, la Figc sta lavorando sull’Olimpico. A Roma l’ultima volta si è giocato il 10 ottobre 2024, con Spalletti ct, sempre contro il Belgio e sempre in Nations. Manca ancora l’ufficialità. Italia-Turchia, il 5 ottobre, sarà quasi sicuramente a Bologna.

(gasport)

Come si calcolano le quote per le scommesse online sui portali: i criteri, i numeri e le scelte

Le quote pubblicate dai portali online di scommesse non sono numeri casuali né semplici intuizioni di un esperto sportivo. Sono il risultato di un processo industriale in cui statistica, gestione del rischio, dati in tempo reale, margine commerciale e vincoli regolatori si combinano in pochi decimali. Dietro una quota su una partita di calcio, su un match di tennis o su un evento live c’è un sistema che trasforma una probabilità stimata in un prezzo di mercato. Quel prezzo deve essere competitivo, comprensibile per l’utente e sostenibile per l’operatore.

Nel linguaggio comune la quota viene spesso letta come “quanto si può vincere”. Per i bookmaker, invece, è prima di tutto una traduzione matematica della probabilità. Una quota bassa indica un evento ritenuto più probabile; una quota alta segnala un esito meno atteso e quindi più remunerativo in caso di successo. Ma tra la probabilità reale stimata e la quota visibile al pubblico c’è uno spazio decisivo: il margine del bookmaker.

Dalla probabilità alla quota: il punto di partenza

Il primo passaggio nella costruzione di una quota è la stima della probabilità di ciascun esito. Nel caso più semplice, una partita di tennis ha due risultati possibili: vittoria del giocatore A o vittoria del giocatore B. Una partita di calcio tradizionale, invece, presenta tre esiti principali: vittoria della squadra di casa, pareggio, vittoria della squadra ospite.

Gli analisti e i modelli previsionali per le scommesse online partono da una base di dati. Nel calcio, per esempio, possono entrare nel calcolo la forma recente delle squadre, il rendimento in casa e in trasferta, gli infortuni, le squalifiche, la densità del calendario, i precedenti, gli indicatori avanzati come expected goals e tiri concessi, oltre a variabili meno stabili come motivazioni, condizioni meteo o turnover. Nel tennis pesano superficie, stato fisico, ranking, rendimento al servizio, precedenti diretti e adattabilità al contesto.

Il risultato di questa analisi è una probabilità “fair”, cioè teoricamente equa. Se una squadra viene stimata al 50% di probabilità di vincere, la quota equa in formato decimale sarebbe 2,00. Se un esito è stimato al 25%, la quota equa sarebbe 4,00. Il principio è semplice: quota decimale e probabilità implicita sono grandezze inverse. Una quota 2,00 equivale a una probabilità implicita del 50%; una quota 1,50 a circa il 66,7%; una quota 3,00 a circa il 33,3%.

Il margine del bookmaker: perché le probabilità superano il 100%

La quota offerta all’utente, però, non coincide quasi mai con la quota equa. Il bookmaker inserisce un margine, spesso chiamato overround o lavagna, che rappresenta il vantaggio economico dell’operatore nel lungo periodo. È qui che la matematica delle scommesse si distingue da una previsione sportiva pura.

In un mercato equo a tre esiti, la somma delle probabilità implicite dovrebbe essere pari al 100%. Se una partita di calcio fosse prezzata con probabilità del 45% per la squadra di casa, 30% per il pareggio e 25% per la squadra ospite, il totale sarebbe esattamente 100%. Ma un portale di scommesse può trasformare quelle stime in quote che, una volta riconvertite in probabilità implicite, sommano per esempio 106% o 108%. La differenza oltre il 100% costituisce il margine lordo incorporato nel mercato.

Questo non significa che il bookmaker guadagni su ogni singolo evento. Il risultato di una partita può produrre perdite anche rilevanti. Il margine funziona su grandi numeri: distribuito su migliaia di mercati, consente all’operatore di avere un vantaggio statistico, purché le quote siano costruite correttamente e il rischio sia gestito con disciplina.

Modelli statistici, trader e fornitori di dati

La formazione delle quote non è affidata solo a un algoritmo né solo a un team umano. Nei principali mercati online convivono modelli automatici, trader specializzati e feed di dati forniti da società esterne. I modelli calcolano probabilità iniziali e aggiornamenti rapidi; i trader intervengono per correggere, sospendere, riaprire o ribilanciare mercati quando emergono informazioni nuove.

Nei mercati pre-match il tempo di analisi è maggiore. L’operatore può preparare le quote con anticipo, confrontarle con il mercato e correggerle in base alle notizie. Nel live betting, invece, tutto avviene in modo molto più rapido. Un gol, un cartellino rosso, un break nel tennis o un infortunio modificano immediatamente la probabilità degli esiti. I sistemi devono aggiornare le quote quasi in tempo reale, spesso sospendendo temporaneamente il mercato per evitare che l’utente scommetta su un prezzo non più coerente con ciò che sta accadendo.

Il ruolo del mercato: le quote cambiano anche per le puntate

Una volta pubblicata, una quota entra in un mercato. Da quel momento non conta più soltanto la previsione iniziale del bookmaker, ma anche il comportamento degli scommettitori. Se molte puntate arrivano su un determinato esito, l’operatore può abbassarne la quota e alzare quelle degli esiti opposti. Questo movimento serve a contenere l’esposizione, cioè il rischio di dover pagare vincite elevate se quell’esito si verifica.

Non tutte le puntate, però, hanno lo stesso peso informativo. I bookmaker osservano con particolare attenzione gli scommettitori considerati più competenti, spesso definiti “sharp”. Una puntata importante proveniente da un profilo ritenuto esperto può spostare una quota più di una massa di piccole giocate casuali. In questo senso, la quota non è solo una previsione: è anche un prezzo che incorpora informazioni diffuse nel mercato.

Competizione tra operatori e confronto delle lavagne

I portali online non vivono isolati. Ogni operatore osserva il mercato, confronta le proprie quote con quelle dei concorrenti e decide quanto essere aggressivo. Su eventi molto popolari, come la Champions League o i tornei principali di tennis, i margini tendono spesso a essere più contenuti perché la concorrenza è forte e le informazioni disponibili sono abbondanti. Su sport minori, campionati meno liquidi o mercati speciali, il margine può essere più alto perché l’incertezza è maggiore e il volume di gioco più ridotto.

La liquidità è un fattore decisivo. Un mercato con molte puntate consente all’operatore di correggere più facilmente gli errori e distribuire il rischio. Un mercato sottile, invece, può essere più vulnerabile a informazioni asimmetriche, puntate anomale o manipolazioni. Per questo gli operatori tendono a offrire limiti di puntata diversi a seconda dello sport, della competizione e del tipo di mercato.

Quote fisse, responsabilità regolatoria e trasparenza

Nei sistemi regolamentati, le scommesse online devono rispettare norme tecniche e autorizzazioni precise. In Italia il gioco a distanza e le scommesse a quota fissa rientrano nel perimetro controllato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Questo non significa che l’autorità calcoli le quote al posto degli operatori, ma che l’offerta debba avvenire all’interno di un quadro autorizzato, con regole su raccolta, sistemi tecnici, comunicazioni e presidio del gioco legale.

La distinzione è importante: il bookmaker costruisce il prezzo, ma lo fa in un ambiente regolato. Le piattaforme autorizzate devono garantire tracciabilità, correttezza operativa e rispetto delle regole sul gioco responsabile. Anche il monitoraggio dell’integrità sportiva è diventato un tema centrale: flussi anomali di puntate, movimenti improvvisi delle quote o comportamenti sospetti possono attivare segnalazioni e verifiche, soprattutto quando riguardano eventi minori o mercati vulnerabili.

Perché una quota non è una previsione neutrale

L’errore più comune è pensare che la quota dica semplicemente “cosa accadrà”. In realtà, la quota dice qualcosa di più complesso: mostra la probabilità stimata dall’operatore, corretta dal margine, influenzata dal mercato e adattata al rischio commerciale. È una previsione, ma anche un prezzo. È informazione, ma anche prodotto.

Per l’utente questo significa che leggere una quota richiede prudenza. Una quota bassa non garantisce un esito; una quota alta non è automaticamente conveniente. Il concetto chiave è il valore: una scommessa avrebbe valore solo se la probabilità reale di un evento fosse superiore a quella implicita nella quota offerta. Stabilire questo, però, è molto difficile, perché il bookmaker dispone di modelli, dati e meccanismi di correzione sofisticati.

World Cup 2026: dove si sposterà il tifo degli italiani? Le preferenze dei tifosi raccontate dai dati SNAI

Dopo la mancata qualificazione dell’Italia alla World Cup – mondiali 2026, i tifosi italiani hanno spostato la loro attenzione verso le squadre che, a differenza della Nazionale italiana, sono riuscite ad approdare alla fase finale della manifestazione sportiva. È ovvio che, per raccontare il tifo, le logiche razionali non siano sufficienti, tuttavia con l’ausilio dei preziosi dati antepost sui mondiali raccolti da SNAI è possibile ricostruire una fotografia delle squadre verso le quali i tifosi del Belpaese stanno mostrando maggior interesse.

Facendo riferimento alle statistiche dei quotisti, le selezioni più giocate in Italia dagli utenti si dispongono nell’ordine seguente:

  1. Francia – 21,59%
  2. Brasile – 20,77%
  3. Portogallo – 16,51%
  4. Spagna – 14,70%
  5. Argentina – 5,88%
  6. Inghilterra – 5,00%
  7. Germania – 2,84%
  8. Norvegia – 2,80%
  9. Messico – 2,38%
  10.  Olanda – 2,08%
  11.  Marocco – 1,41%

La “classifica” fornita vede un interessante miscellanea di storiche big del calcio, outsider in  affermazione e squadre trainate da giocatori top player in grado di spostare l’interesse mediatico e smuovere l’emotività del pubblico. L’elenco fornito rappresenta più di un dato tecnico, prestando il fianco a un’interpretazione che indichi le formazioni catalizzatrici del sentiment positivo in vista della World Cup 2026. E’ interessante notare che le prime cinque squadre coprano i 2/3 circa delle preferenze.

Il quadro si arricchirà una volta che saranno acquisiti anche i dati dalle nuove opzioni di gioco MyCombo grazie alle quali gli utenti possono combinare diversi pronostici per uno stesso evento, restituendo una visione ancora più dettagliata dei dati raccolti dal portale di gioco SNAI, recentemente rinnovato sia nelle sue funzionalità che nell’esperienza utente, posizionando il brand al top dell’offerta.

L’evoluzione stessa della World Cup potrà determinare uno spostamento degli equilibri statistici, e sarà di estremo interesse osservare e misurare l’evolversi delle preferenze via via che il nucleo delle squadre in gara si ridurrà a seguito delle prime eliminazioni.

Il dominio UEFA nelle preferenze di tifo degli italiani

La Confederazione Europea detiene il dominio netto della graduatoria fornita dai quotisti SNAI.  Francia, Portogallo, Spagna, Inghilterra, Germania, Norvegia e Olanda sono il blocco continentale più consistente tra le Nazionali a cui gli italiani stanno dando la loro fiducia.

Con il 21,59% di share, la Francia è prima nella classifica delle squadre con maggior seguito in Italia, e questo dato è in linea con il valore della rosa dei francesi. I Blues si distinguono infatti per qualità dei singoli calciatori, profondità tecnica, continuità internazionale e il forte appeal di alcune punte di diamante del reparto offensivo. Mbappé, ambito anche dalle squadre più blasonate della Serie A, è uno dei giocatori più seguiti al mondo, e questo potrebbe contribuire a rendere la Francia una delle squadre a cui gli italiani stanno guardando con maggiore interesse in occasione della World Cup 2026.

Dopo il Brasile, di cui parleremo tra poco, troviamo al terzo posto il Portogallo (16,51% di share), che può contare sull’attenzione mediatica da sempre rivolta in Italia a Cristiano Ronaldo, soprattutto dopo gli anni di presenza nella Juventus. Ma il Portogallo si caratterizza anche per l’intero gruppo ricco di intensità offensiva, talento e qualità, e la percezione della Seleção das Quinas più diffusa oggi in Italia è quella di una formazione che unisce leadership, esperienza internazionale e nuove soluzioni offensive.

La Nazionale iberica conquista un 14,70% di preferenze. Le Furie Rosse sono note anche in Italia per la qualità tecnica, la gestione del ritmo partita e un’identità tattica ben delineata, senza contare che i club spagnoli più titolati competono stabilmente nelle competizioni europee, aumentando la familiarità del pubblico italiano con il calcio iberico e, di riflesso, con le imprese della Roja.

Inghilterra e Germania sono presenti, ma non mostrano numeri altrettanto consistenti di Francia, Portogallo e Spagna. Guardando solo al caso dell’Inghilterra, la fama e il seguito della Premier League in Italia non si traducono immediatamente in un alto piazzamento nel ranking SNAI.

Sorprende invece la presenza della Norvegia, con percentuali basse ma comunque inaspettate. È possibile che ciò dipenda dalla presenza nella rosa di Erling Haaland, l’attaccante del Manchester City oggi considerato uno dei volti dominanti del calcio a livello non solo locale ma internazionale.

Arriva poi l’Olanda, con il 2,08% di preferenze per gli Oranje, che evidentemente continuano ad attrarre e ad essere accreditati presso i tifosi italiani in virtù della loro ricca storia di calcio tecnico e spettacolare. Anche se non primeggia tra le squadre preferite dagli italiani nella classifica SNAI, quella olandese resta pur sempre una Nazionale con una forte credibilità e in grado di attirare le simpatie del pubblico nostrano.

Il Messico nel ranking SNAI come rappresentante unico della CONCACAF

Anche grazie al fatto che parte dei match si giocheranno sul suolo messicano, El Tri è riuscito ad attirare l’attenzione del pubblico, posizionandosi nel ranking SNAI al nono posto, con uno share del 2,38%.

Ma il Messico è sempre stato tra le squadre più seguite in vista delle competizioni di livello mondiale, ed è perciò quasi scontato che i tifosi italiani lo stiano prendendo in considerazione per le proprie giocate, anche in virtù del fatto che la nazionale centroamericana è spesso imprevedibile e sa come regalare sorprese ai suoi ammiratori.

Confederazione sudamericana: l’intramontabile attrazione dei tifosi italiani per le squadre del CONMEBOL

Due formazioni corazzate come Argentina e Brasile non potevano mancare nella classifica delle preferenze degli italiani elaborata da SNAI a partire dai suoi dati.

Il Brasile colleziona il 20,77% delle giocate e continua ad essere per i tifosi italiani l’emblema del calcio funambolico e spettacolare. Se per il pubblico italiano la Seleção è una delle squadre più affascinanti, lo si deve sia alla sua qualità tecnica che al legame emotivo che storicamente unisce Italia e Brasile grazie all’adozione da parte della Serie A di numerosi fuoriclasse brasiliani, tra cui spiccano i nomi di Ronaldo, Kaká, Ronaldinho, Cafu e Thiago Silva.

L’Argentina vanta una storica connessione culturale con l’Italia, e questo si riflette anche nel sostegno dei tifosi nostrani alla Nazionale di calcio. Al contempo, la presenza nella formazione albiceleste di un campione del calibro di Lionel Messi non può che aumentare il fascino dell’Argentina agli occhi del pubblico calcistico del Belpaese.

Confederazione Africana di Calcio: il Marocco emerge e si afferma nelle competizioni internazionali

Cresciuto grazie alle prestazioni ottenute nella World Cup 2022 e alla vittoria della Coppa delle Nazioni Africane (2025), la formazione marocchina ha fatto il suo ingresso in una nuova dimensione internazionale, dove sono venute fuori la sua solidità difensiva, la qualità tecnica e l’organizzazione tattica di cui è capace. Gli italiani hanno perciò modificato la propria percezione della squadra nordafricana, che oggi viene considerata una possibile outsider in grado di sorprendere anche in una manifestazione sportiva come la World Cup.

I tifosi italiani fotografati nelle loro preferenze: un viaggio tra dati statistici, narrativa e sentiment

Le scelte antepost riassunte dalle statistiche appena descritte non possono tradursi in modo meccanico in una dimensione matematica che descriva compiutamente la composizione del tifo italiano, tuttavia offrono importanti spunti di riflessione per avanzare i primi ragionamenti, con l’obiettivo di individuare le Nazionali verso cui si sta polarizzando l’interesse del pubblico italiano alla vigilia della World Cup.

Esiste di sicuro una chiara predominanza delle big europee e sudamericane, anche se non mancano le squadre emergenti come il Marocco o le outsider trascinate dalle punte di diamante come la Norvegia.

Gli aggiornamenti che si acquisiranno attraverso le opzioni MyCombo metteranno a nostra disposizione un quadro ancora più dettagliato, e consentiranno non solo di analizzare le squadre più sostenute, ma anche di evidenziare i giocatori o le dinamiche tattiche che susciteranno maggiore interesse durante la World Cup 2026.

Calciomercato Roma: idea Zappacosta per la difesa, ma i rapporti tra D’Amico e l’Atalanta si sono raffreddati

Oltre a Lorenzo Bernasconi, il nuovo ds della Roma, Tony D’Amico, avrebbe sondato l’idea di riportare Davide Zappacosta in giallorosso. Come riportato da Alfredo Pedullà sul proprio sito, però, i rapporti tra il dirigente e l’Atalanta si sono raffreddati a causa di alcune decisioni sbagliate prese quest’anno. Per la Dea il terzino è una pedina preziosa e il modo in cui si sono separate le parti non ha fatto piacere. Inoltre, D’Amico sta lavorando anche all’affare Baldanzi con il Genoa. Nella trattativa potrebbe rientrare anche Lorenzo Venturino, il quale però rischierebbe di finire fuori dalle liste e giocare in maniera ridotta.

(alfredopedulla.com)

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Real Madrid, ufficiale l’ingaggio di Mourinho: pagata la clausola di 15 milioni al Benfica

Josè Mourinho torna al Real Madrid. Lo Special One è ufficialmente il nuovo allenatore dei Blancos, che hanno pagato la clausola di 15 milioni di euro al Benfica. Il portoghese ex Roma torna in Spagna dopo l’esperienza durata dal 2010 al 2013. A comunicarlo è stato il club portoghese sui propri profili.

Calciomercato Roma, nuovi contatti per Alajbegovic: l’operazione ha l’ok di Gasperini

Nonostante la Roma non abbia ancora un direttore sportivo in maniera ufficiale, i giallorossi continuano a sondare il terreno per cercare di rinforzare la rosa. Tra i nomi più quotati c’è anche Kerim Alajbegovic, che come riportato da Gianluca Di Marzio è ancora uno dei profili più caldi per l’attacco. L’operazione ha anche l’ok di Gian Piero Gasperini, tanto che la Roma ha avviato nuovi contatti con il Bayer Leverkusen. Il prezzo per il cartellino del bosniaco è di circa 30 milioni di euro e sulle sue tracce c’è anche il Sunderland.

(gianlucadimarzio.com)

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Calciomercato Roma, vicina l’ufficialità di D’Amico: il dirigente vorrebbe Bernasconi, l’Atalanta chiede 20 milioni di euro

Tra pochissimo la Roma ufficializzerà Tony D’Amico come nuovo direttore sportivo dopo alcuni giorni di trattativa con l’Atalanta. Secondo quanto riportato da Eleonora Trotta sul suo account Tiktok, il dirigente italiano avrebbe rinunciato a qualcosa pur di velocizzare l’intesa con i giallorossi. Inoltre, D’Amico vorrebbe portarsi dietro nella Capitale Lorenzo Bernasconi, terzino classe 2003 della Dea che è valutato 20-25 milioni di euro. Il giocatore avrebbe anche il gradimento di Gian Piero Gasperini.

@eleonora.trotta5

D’Amico, nuovo ds della Roma, vorrebbe un giocatore dell’Atalanta. Ma i rapporti sono molto tesi 👀 Che ne pensate? 👇

♬ audio originale – Eleonora Trotta

Younes El Aynaoui, padre di Neil: “Sono orgoglioso di lui, è molto competitivo. Ci teneva a trovare spazio in un grande club”

Younès El Aynaoui, ex tennista professionista, ha rilasciato un’intervista all’emittente belga RTBF per parlare della crescita e della carriera di suo figlio, il centrocampista della Roma Neil El Aynaoui.

Younès, c’è un grande sorriso sul suo volto quando si parla di suo figlio Neil. È l’orgoglio di un papà…
“Sono molto orgoglioso di quello che sta facendo per il momento. Conosco il rovescio della medaglia del professionismo, gli infortuni, i momenti in cui si resta in panchina. Onestamente, abbiamo sempre un po’ il cuore stretto quando siamo allo stadio, sperando non gli succeda nulla”.

Lei conosce lo sport dall’interno. Quali valori ha voluto trasmettergli fin da piccolo?
“Ho iniziato con la nutrizione. Gli ho spiegato che per essere un atleta serve un’alimentazione particolare per evitare infortuni e progredire. Sul sonno e sullo stile di vita posso aiutarlo, sulla tecnica del calcio invece preferisco lasciare fare agli allenatori”.

Ha mai esitato tra il tennis e il calcio?
“No. Quando è nato vivevamo a Barcellona e a scuola tutti i bambini tifavano per il club blaugrana. È cresciuto in quell’atmosfera. A 11-12 anni ci siamo trasferiti e si è iscritto al settore giovanile del Nancy. Poi ha giocato con i professionisti, si è trasferito al Lens e attualmente gioca alla Roma”.

Neil gioca per la nazionale del Marocco ed è già indispensabile in vista del Mondiale. Inoltre, la Roma giocherà la Champions League…
“Ci teneva a giocare per la nazionale del Marocco arrivando però dalla porta principale, ovvero trovando spazio in un grande club. Ci è riuscito. Ora c’è il Mondiale alle porte con la prima sfida contro il Brasile. Inoltre, la Roma ha chiuso al terzo posto in campionato e parteciperà alla Champions League la prossima stagione. Tutti i semafori sono verdi, speriamo continui così”.

Suo figlio ha un carattere molto combattivo in campo. Pensa che derivi da lei?
“Lui è peggio di me. Se fa un errore diventa subito aggressivo sul terreno di gioco perché è deluso. È competitivo in tutto, anche alla PlayStation. Sulla scelta di calciare il rigore decisivo alla Coppa d’Africa, io trovo sia una questione di fortuna, ma lui si è proposto quando ha visto gli altri compagni restii. È andata bene, perché sbagliare un penalty può lasciare ferite psicologiche importanti, specialmente in un giovane”.

In passato lei era Younès El Aynaoui, ora è diventato “il padre di Neil”. È il massimo per un genitore?
“Sì, è vero, si parla molto di me per via dei suoi successi. In Marocco dicono ancora ‘è il figlio del tennista’, ma all’estero, specialmente in Italia, ormai sono io il papà del calciatore”.

Il nuovo ct del Marocco, Mohamed Ouahbi, è belga-marocchino. Cosa ne pensate?
“Sì, è una novità. Sembra molto contento di Neil, e mio figlio è felice del rapporto con il mister. Auguriamo loro il meglio per il Mondiale. Il precedente ct, Walid Regragui, ha alzato molto l’asticella con la semifinale di quattro anni fa, speriamo di poter arrivare in finale stavolta”.

(rtbf.be)

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