Ai Mondiali: Malen ed El Aynaoui rivali per un giorno, l’olandese cerca ancora il primo gol

Malen contro El Aynaoui: c’è da scommettere che davanti alla tv, spettatore interessato, ci sarà anche Gian Piero Gasperini. (…) Stanotte, alle 3 della mattina, si gioca Olanda-Marocco, uno dei sedicesimi di finale più interessanti del Mondiale in corso. Si affronteranno due giallorossi, che stanno disputando il torneo con risultati (personali) opposti.L’attaccante è in crisi di fiducia, il ct Koeman l’ha riportato a giocare in fascia e lui non ha ancora trovato il gol. Il centrocampista, invece, si sta rivelando uno dei migliori interpreti della competizione, dando seguito all’ultimo mese positivo disputato in giallorosso. Chissà per chi farà il tifo Gasp

(corsera)

Soulé-Roma ai ferri corti: la cessione è lontana, e le offerte non arrivano

Un braccio di ferro, anche un filo antipatico, tra Matias Soulé e la Roma. Con una scadenza imminente, con qualche malumore pregresso, con i fantasmi dell’Arabia e pure della Germania. L’argentino si è sentito scaricato dal club. Messo sul mercato quando meno se lo aspettava, per di più dopo una seconda parte di stagione passata a combattere con la pubalgia. E dopo un’infinità di partite per le quali ha dato la disponibilità a giocare anche a costo di fare brutta figura, prima di arrendersi. (…) Perché proprio nella sua posizione Gian Piero Gasperini ha da tempo in mente Mason Greenwood. E perché sempre da quelle parti la Roma sta per annunciare il rinnovo di Paulo Dybala. Soulé saluta, allora. Alt, fermi tutti. L’unica squadra, a ieri, che ha bussato alla porta della Roma per chiedere informazioni in questo mese di giugno è stato lo Stoccarda. (…) E sì, per la verità ci sono un paio di club arabi, tra cui uno è sicuramente l’AI Ahli, che invece hanno sondato direttamente la disponibilità del giocatore. La prima risposta è stata un netto rifiuto, legato alla scarsa voglia di andare a giocare da quelle parti a soli 23 anni, allontanandosi dai palcoscenici più importanti e da quella Champions conquistata sul campo. (…) Se il giocatore dovesse aprire, l’affare si chiude anche a cifre inferiori rispetto ai 40 milioni inizialmente chiesti, magari intorno ai 35 bonus compresi. Altrimenti, amici come prima (e poi si vedrà a luglio, nel caso). Amici come prima, forse, pure con la Uefa per il settlement agreement. Nel senso che la società non avrebbe completato il mandato imposto dall’accordo con Nyon. Mandato di cui — è bene specificarlo — a Trigoria sono consapevoli tutti: non è un caso che lo stesso ds D’Amico lo abbia recepito dalla proprietà, appena sbarcato a Trigoria. Con ogni probabilità però nulla accadrà, entro domani. Forse solo il ritorno di Salah-Eddine al Psv, questo sì. A meno che non ci siano club che vogliano stupire con offerte last minute, la Roma si presenterà alla Uefa in autunno con l’idea di non andare oltre una multa, seppur pesante. Le cose sono due: o si sta correndo un rischio enorme, oppure tra Nyon e casa Friedkin i dialoghi di queste settimane sono stati rassicuranti…

(corsera)

Greenwood a luglio: pronta la maxi-offerta

Lavoriamo sotto traccia“, queste erano state le parole di Gasperini quasi un mese fa, pochi giorni prima di parlare sia con Greenwood che con il padre agente. (…) Prima è stato trovato l’accordo con il giocatore per il quale è pronto un contratto a poco meno di 5 milioni a stagione. Ora la palla passa direttamente alla proprietà e i Friedkin parleranno con McCourt, proprietario del Marsiglia anche lui americano. La prima offerta da 40 milioni più bonus (i francesi per ora ne chiedono 50 più bonus) è pronta ma verrà inviata solamente dopo l’ormai famoso 30 giugno per dare un segnale alla Uefa e dimostrare che in questo mese la Roma ha lavorato quasi ed esclusivamente per risolvere il nodo legato alle plusvalenze. Entro il 13 luglio Gasperini vorrebbe abbracciare Greenwood e anche l’inglese ha voglia di cambiare aria e soprattutto di giocare la Champions. Ha messo in stand by il Fenerbahce e aspetta i giallorossi, a patto che la trattativa non diventi nauseante come quella per Sancho. (…) Summerville è sfumato mentre rimangono in lista Tel e Sauer. Fari puntati anche sulla destra per l’esterno di centrocampo. La pista Dodô non si scalda, piace Molina ma Gasperini in quel ruolo vorrebbe un profilo più giovane (l’argentino ha 28 anni). In difesa è caccia a un vice Hermoso mentre Ostigard arriverebbe solamente in caso di cessione di Ndicka che al momento è intoccabile. Nessun passo in avanti per Freuler che non è una priorità. Oggi inizia ufficialmente il mercato, via alle danze.

(Il Messaggero)

Soulé tentenna, la Roma si ferma

Il vento d’Arabia soffia forte, ma non abbastanza da spostare Soulé che ancora non ha preso una decisione sul suo futuro. L’AI Ahli continua il pressing senza però ancora aver presentato un’offerta ufficiale. (…) La richiesta è di 40 milioni, ma il club giallorosso sarebbe disposto ad accettarne anche 5 in meno. Il 10% inoltre andrà alla Juventus e anche per questo i bianconeri hanno provato a riaffacciarsi senza però approfondire più di tanto i discorsi. Matias avrebbe accettato volentieri la Germania ma né Borussia DortmundStoccarda hanno messo sul piatto i soldi richiesti. Il tempo, però, è tiranno e il 30 giugno è ormai arriva-to. Se Matias non accetterà l’Arabia Saudita la Roma rischia di concludere la prima parte di calciomercato con le sole cessioni di Sangaré, Saud, Baldazi, Romano oltre ai soldi incassati da IMG per i diritti Tv internazionali. In extremis potrebbero arrivare quelli dall’assicurazione per il caso Bove (10/15) mentre è ancora rimandato l’accordo col Basilea per i 6 milioni della querelle Calafiori. Nelle ultime 48 ore D’Amico proverà a cedere le seconde linee e qualche giovane. In uscita rimangono Mannini e Cherubini (piace a Torino e Frosinone) e proseguono i discorsi col PSV per Salah-Eddine che vorrebbe acquistare a titolo definitivo il terzino. Ma anche chiudere le trattative ‘minori’ è tutt’altro che semplice. Gli addii di Angeliño e Dovbyk sono rimandati. (…) Salvo stravolgimenti delle ultime ore la Roma, quindi, rimarrà lontana dai 50 milioni di plusvalenze che avrebbe dovuto registrare entro il 30 giugno. A novembre è previsto il verdetto della Uefa e la speranza del club giallorosso è quella di ricevere solamente una multa, magari più salata rispetto a quelle degli anni scorsi. Tra le possibili sanzioni anche la limitazione della lista Uefa. L’importante è non subire stangate come il Marsiglia che è a rischio esclusione dalle coppe e potrà operare sul mercato senza troppa libertà. Uno scenario che però a Trigoria ad oggi escludono. (…) I Friedkin, in primo luogo, hanno deciso di non svendere i propri gioielli, neanche quelli in vetrina come Soulé e Koné. La richiesta per l’argentino è sempre stata di 40 milioni, mentre per il francese circa una decina in più e il Mondiale rischia di far aumentare ancora di più il valore. Nel corso delle settimane le big inglesi hanno chiesto informazioni per Svilar (no secco anche alla Juventus) e per Wesley. Il Chelsea prima di virare su Palestra aveva bussato alla porta di Trigoria ricevendo addirittura un doppio rifiuto: sia dal club che dal calciatore. Stesso discorso per Pisilli e Ndicka entrambi ritenuti incedibili per il momento. La Roma ha scelto di non farsi ‘strozzare’ dalle altre squadre europee a meno che in queste ultime 48 ore arrivino offerte davvero irrinunciabili. Difficile, forse impossibile.

(Il Messaggero)

Soulé resiste all’Arabia

IL TEMPO (F. BIAFORA) – Mati Soulé non ha alcuna voglia di giocare in Arabia Saudita. Nell’ultimo mese il nome dell’attaccante argentino è salito in cima alla lista dei sacrificabili per provare a rispettare i paletti dell’accordo sottoscritto con l’Uefa. Ma a 48 ore dalla data spartiacque del 30 giugno non c’è alcuna situazione avanzata o una cessione imminente. In particolare dalla fine del campionato è aumentata la pressione da parte di alcuni intermediari incaricati di trovare una quadra tra la Roma e le società saudite, oltre che con il calciatore e il suo entourage. Un’insistenza che non ha però scalfito i pensieri dell’ex Juventus, che ha mantenuto sempre la stessa linea nelle ultime settimane: se deve lasciare la Roma vuole restare in Europa. Una sorta di deja vu per Soulè, che a gennaio 2024 (allora indossava la maglia del Frosinone, ma era di proprietà dei bianconeri) era stato corteggiato con insistenza dall’Al-Ittihad. Anche lì fu lui a chiudere la porta, nonostante i vari rilanci della società di Gedda sullo stipendio e un accordo di massima già trovato per il cartellino con la Juventus (30 milioni più bonus). L’esterno offensivo ha ora memorizzato che il club giallorosso non ha la volontà di scaricarlo, ma più che altro è stato messo sul mercato per esigenze economiche. Un addio, anche dopo la chiusura del bilancio 2025/26, non è però da escludere, con i vari club tedeschi che hanno richiesto informazioni che sono rimasti però “spaventati” dalla richiesta di 40 milioni complessivi fatta da D’Amico. Una cifra che andrebbe poi vista al ribasso, vista una doppia clausola stabilita al momento dell’acquisto effettuato da Ghisolfi e Souloukou. Alla Juventus spetta infatti il 10% del profitto realizzato dalla Roma rispetto a quanto corrisposto per l’acquisto (comprensivo dei bonus scattati). Inoltre lo stesso calciatore ha diritto, in caso di vendita, ad un 4% sul profitto ottenuto dalla Roma (qui nel conteggio rientrano anche le varie commissioni pagate). Come tante altre trattative effettuate con il mondo arabo hanno insegnato, non è mai da escludere che un maxi-rilancio sull’ingaggio faccia vacillare Soulé e il suo procuratore sulla destinazione saudita. Al momento però c’è assoluta fermezza su un trasferimento di questo tipo. La Roma si avvia quindi, salvo colpi di scena, a chiudere senza la partenza di alcun big la prima fase del mercato. Negli scorsi giorni infatti alcuni agenti si sono avvicinati per provare ad impostare delle trattative riguardanti SvilarPisilli e Wesley. Non c’è stata però da parte della dirigenza giallorossa (e anche da parte degli stessi giocatori) alcuna ipotesi di apertura ad una separazione: Sono tutti elementi che Gasperini reputa fondamentali per migliorare il risultato della sua prima stagione nella Capitale. L’arrivo del 1 luglio segna pure l’avvio del motore del mercato in entrata, rimasto in secondo piano – non di certo abbandonato – per evitare di dare segnali negativi all’Uefa in merito alla solita questione del Settlement Agreement. L’obiettivo numero uno è indiscutibilmente Greenwood, con la Roma che oltre a lui è a caccia di un altro esterno d’attacco e di un laterale per le fasce del centrocampo. Si guarda pure a un difensore centrale mancino che possa sostituire Hermoso in caso d’emergenza.

A Gasp piace Puerta, seguito anche Engels

Aspettando le cessioni la Roma inizia ora a stringere il cerchio sugli acquisti chiesti da Gian Piero Gasperini. (…) Per Mason Greenwood verrà presentata nei prossimi giorni la prima offerta ufficiale al Marsiglia che non intende scendere dalla richiesta di 50 milioni più bonus, la stessa ribadita in queste ore anche al Fenerbahce. Ma il tecnico ha chiesto anche un centrocampista soprattutto in considerazione della possibile partenza di Manu Koné. Tra i profili graditi c’è Gustavo Puerta che si sta mettendo in mostra al Mondiale con la Colombia. Il classe 2003 lascerà II Racing Santander, ma la concorrenza non manca e vede anche Bologna e Porto tra le pretendenti. Valutazione: 20 milioni. La stessa di Arne Engels del Celtic, altro nome nell’agenda di D’Amico. Piace da tempo, invece, Matt O’Riley che Gasp aveva già chiesto ai tempi dell’Atalanta. Il centrocampista danese lascerà il Brighton, probabilmente in prestito con diritto di riscatto (…).

(gasport)

La Roma vede la multa: Soulé indeciso, senza plusvalenze sanzioni dell’Uefa

Una corsa contro il tempo, anche se il rischio è quello di arrivare con il fiato grosso e non riuscire a tagliare il traguardo. Entro domani sera, infatti, la Roma deve mettere a segno delle plusvalenze importanti (sembra ancora più di 50 milioni, ma la cifra è variabile) per rispettare il settlement agreement firmato con l’Uefa nel 2022. Una spada di Damocle che i Friedkin vogliono togliersi una volta per tutte e che, appunto, li ha portati a scegliere di non allungare l’accordo di un ulteriore anno. Anche perché per farlo, comunque, la Roma dovrebbe almeno avvicinarsi all’obiettivo finale, fattispecie che oggi sembra lontana da diventare realtà. Ecco perché si proverà fino all’ultimo momento a convincere Matias Soulé ad accettare la corte araba. Ieri ad Al-Ahli e Al-Hilal si è aggiunta anche TAl-Diriyah, squadra neopromossa nella Saudi Pro League e che sarebbe pronta a versare 35 milioni al club giallorosso, oltre che pareggiare l’offerta maxi (circa 10 milioni di euro a stagione) fatta al giocatore dalle altre due pretendenti. Solo che Soulé continua a non essere convinto per niente. (….) A destra a Trigoria hanno deciso di puntare su Dybala (rinnovo in arrivo) e Greenwood (prima scelta di Gasp). Ma l’argentino spera sempre in un ritorno di fiamma della Juventus o in una soluzione diversa, tra Premier e Bundesliga. (…) La Roma cercherà di rimpinguare con le cessioni in queste ore dei vari Salah-Eddine, Mannini e Cherubini, sperando anche che qualcosa possa riaccendersi proprio in extremis anche per Ziolkowski. Nel caso – oramai molto probabile – in cui la Roma non riesca a restare dentro i paletti del settlement agree-ment, a novembre prossimo verrà sanzionata dall’Uefa in vista della stagione 2027/28. Arriverà di certo una multa, (…) la prospettiva è un’ulteriore sanzione di 10-12 milioni, anche se l’entità dipenderà appunto da quanto sarà grande lo sforamento finale dei conti giallorossi. A questa multa, probabilmente, si aggiungerà anche la limitazione della rosa, l il che vuol dire che alla Roma verrà permesso di mettere in lista al massimo 22 giocatori invece dei consueti 25. E ci dovremmo fermare qui, (…) considerando anche gli ottimi rapporti tra i Friedkin e Ceferin e la voglia dell’Uefa di “accompagnare” i club virtuosi. E la Roma di fatto lo è, visto che da quattro anni abbassa puntualmente il rosso di bilancio. Tra l’altro la prossima stagione sarà quella in cui il fatturato potrà esplodere, passando dai circa 270 milioni attuali ad una previsione di oltre 350, considerando i ricavi della Champions League e quelli del Centenario. Insomma, ci sono tutte le possibilità per pensare in positivo. Nonostante tutto, arriverà il male minore…

(gasport)

Calciomercato Roma, dal Belgio: Greenwood ha rifiutato le offerte dall’Arabia Saudita. Il Fenerbahce continua a trattare

Il futuro di Mason Greenwood continua ad essere molto incerto. L’inglese è il grande obiettivo di mercato della Roma, che vorrebbe regalare a Gasperini il calciatore ideale per rinforzare l’attacco. L’operazione resta complessa, tra costi e concorrenza, la trattativa Greenwood sembra diventare sempre di più una partita a scacchi, con la certezza che, il Marsiglia, club proprietario del cartellino, ha necessità di vendere

La pista turca che porta al Fenerbahce non sembra essere tramontata, ma anche alcuni club Arabi si sono fatti avanti per Greenwood. Come riportato su X dal giornalista belga, Sacha Tovalieri, il calciatore, però, avrebbe rifiutato delle importanti offerte economiche dall’Al-Ahli, Al Qadsiash e Al-Diriyah. Come affermato dal giornalista, il Fenerbahce continua a credere all’acquisto di Greenwood e proseguono i dialoghi con l’attaccante il club francese. 

Falcao: “I tifosi della Roma sono unici. Lo Scudetto fu fantastico. La finale contro il Liverpool? Giocai con delle iniezioni, non stavo bene”

La leggenda giallorossa, Paulo Roberto Falcao, ha rilasciato un’intervista al programma “Extratime” di Rai Radio 1. Il brasiliano ha toccato diversi argomenti, tra il passato con la maglia del Brasile e quello con la Roma. Un fuoriclasse che ha scritto la storia del club capitolino, protagonista dello scudetto vinto nel 1983: “Ricordo che dovevamo scendere a Fiumicino e invece scesi a Ciampino, c’era tanta gente: fu una cosa fantastica. Non si vinceva lo Scudetto da 40 anni, fu un momento unico per la tifoseria. Alla fine sono loro la cosa principale in una squadra. Uno striscione diceva che “La Roma non si discute, si ama”. A me non piaceva perché significava accettare qualsiasi rendimento sul campo, mentre una squadra come la Roma meritava di vincere. Questo mi ha dato la spinta, perché questa Roma doveva costruire qualcosa di diverso. I tifosi sono unici, inizialmente andavano in pochi in trasferta, poi ricordo che nell’anno dello Scudetto vidi lo stadio del Pisa tutto giallorosso”.

Prima di arrivare alla Roma avevi vinto con l’Internacional di Porto Alegre. Avevi trovato lo stesso entusiasmo che hai vissuto successivamente a Roma?                                                                        “Dopo la partita contro il Genoa i tifosi invasero il campo, fu una cosa unica. Si capiva che la Roma era arrivata a farsi rispettare in Italia, perché aveva giocato meglio, perché aveva giocatori con forza. Contro il Genoa segnò Pruzzo di testa, era un momento unico perché da tanto non si viveva quello. Avevo vinto qualche anno prima il campionato col Porto Alegre da imbattuti, un record ai tempi. Ma lo Scudetto con la Roma fu bellissimo”

I tifosi ti chiamavano il “Divino” per il tuo impatto anche culturale su una squadra che non era abituata a vincere. Che effetto ti fa aver cambiato la storia di una squadra come la Roma? 

“Forse il mio contributo è stato più nello spogliatoio che in campo. Non lo dico io, ma ho sentito Bruno Conti e Pruzzo anche dire così. Ero convinto che potessimo fare di più, che potessimo vincere in Italia giocando meglio degli altri, anche fuori casa. Perché in casa giochi come tra le braccia di mamma e papà, ma l’importante è vincere fuori. E poi non posso dimenticare il gol di Turone: quella Roma poteva vincere due Scudetti, è stato lo scandalo più grande del calcio italiano”

Dicesti che quando ti accadeva qualcosa che non andava bene nei rapporti con qualcuno, passavi il tempo a capire come rimediare. Eri cosciente di essere una guida e un’ispirazione per i giovani?              

“Penso di non essermi mai preoccupato di questo, mi sono preoccupato di giocare bene e di far giocare bene gli altri. Non mi piace fare nomi, perché ti scordi sempre qualcuno, ma veramente oltre a me c’era un grande gruppo guidato da Liedholm. Eravamo pochi, perché oggi le rose hanno 30 calciatori e noi eravamo 17-18. Ma avevamo piacere nel giocare, contro anche squadre più forti come Inter e Milan, pensando a giocare bene e che poteva dipendere solo da noi. La vittoria di domenica partiva da martedì”

La finale di Coppa Campioni nel 1984. Qual è stato il momento più esaltante di quella cavalcata? 

“Penso che contro il Sofia abbiamo fatto una bellissima partita, feci  gol con assist di Pruzzo, e poi per fortuna salvai un gol aiutando Tancredi. Contro il Dundee non giocai per un problema al ginocchio destro dopo un fallo di un giocatore interista: giocavo con le punture. Dovevamo vincere e vincemmo 3-0, fu un momento importante per la storia”

Quanto ha pesato la pressione?                                                       

“Forse, è sempre molto facile parlare dopo. Il Liverpool era una squadra forte, superiore, può servire di esperienza visto che anche quest’anno giocheremo in Champions”

Anche contro il Liverpool giocasti con delle iniezioni?                         

“Sì, e giocammo anche i supplementari. Purtroppo poi è tornato fuori il dolore, ed ebbi anche un brutto contrasto. Non stavo bene, ma penso che abbiamo comunque fatto una grandissima partita”

La tua mentalità e razionalità, paradossalmente ti viene rimproverata perché non tirasti il rigore contro il Liverpool a causa delle tue condizioni                         

“C’era di più. Pochi giorni dopo lo Scudetto della Juventus a causa del gol di Turone, vincemmo ai rigori contro il Torino in Coppa Italia. Io tirai il quinto. Liedholm, che era superstizioso, mi disse che contro il Liverpool avrei tirato il quinto, visto che ero anche il numero 5. In quel momento lì, non abbiamo tirato il quinto rigore, perché loro vinsero prima”

Tornando indietro, lo tireresti?                                                               

“No, non è questa la situazione, perché non saremmo arrivati al quinto”

VAI ALL’INTERVISTA INTEGRALE

Soulé prende tempo per il futuro: smentita la pista Juve. Koné non è nei piani dell’Atletico. Kessie e Freuler non sono delle priorità

Il 30 giugno è ormai molto vicino e le probabilità che un big della rosa giallorossa lasci la Capitale entro questa scadenza sono sempre meno. Delle offerte concrete non sono arrivate, nonostante negli ultimi giorni si sia registrato un forte interessamento di alcuni club arabi per Mati Soulé. L’argentino, però, non è convinto della destinazione e vuole decidere con calma il proprio futuro. Alcuni intermediari del club, però, stanno cercando di convincere il classe 2003 ad accettare la destinazione. Mentre è stato smentito un possibile interessamento da parte della Juventus. 

Sempre per quanto concerne le possibili uscite, l’altro big che risulta essere in uscita è Manu Koné. Nelle scorse settimane il francese è finito nell’orbita dell’Atletico Madrid, ma il club spagnolo, per ora, ha come priorità altri obiettivi per rinforzare il proprio centrocampo. In entrata, invece, arrivano smentite sui possibili arrivi di Freuler e Kessie

Infine, Niccolò Pisilli, ha rifiutato personalmente un’importante offerta proveniente dall’estero: il classe 2004 è totalmente focalizzato sulla Roma e vuole rimanere. 

I LINK ALLE NEWS PIÙ IMPORTANTI DELLA GIORNATA

CORSPORT – LA ROMA NON SI PIEGA, RIFIUTATE OFFERTE AL RIBASSO PER SVILAR E NDICKA

CORSPORT – RISCHIO ZERO CESSIONI PER LA ROMA: MA I FRIEDKIN SONO SERENI 

CORSERA – KESSIE SI OFFRE, IL CLUB DICE NO 

CALCIOMERCATO ROMA, SI ALLONTANA FREULER: PER IL CLUB NON È UNA PRIORITÀ

CALCIOMERCATO ROMA, NESSUN CONTATTO TRA SOULÉ E LA JUVENTUS: SMENTITE LE INDESCRIZIONI DI MERCATO 

CALCIOMERCATO ROMA: SOULÉ VUOLE DECIDERE CON CALMA IL SUO FUTURO. SU DI LUI STOCCARDA, BORUSSIA DORTMUND, WEST HAM E ASTON VILLA

CALCIOMERCATO ROMA: PROPOSTA DALL’ESTERO PER PISILLI. “NO” DEL CENTROCAMPISTA 

CALCIOMERCATO ROMA, PER L’ATLETICO MADRID KONÉ NON È UNA PRIORITÁ