Di Francesco ricorda la Roma campione d’Italia: “Con Totti bastava uno sguardo. Batistuta? Aveva una fame incredibile”

Nel giorno del 25° anniversario dello Scudetto del 2001, Eusebio Di Francesco è intervenuto ai microfoni di Radio Romanista, tornando a parlare di quella stagione indimenticabile vissuta con la maglia giallorossa. L’ex centrocampista ha ripercorso alcuni dei momenti più significativi di quell’annata, soffermandosi sul ruolo di Francesco Totti, Gabriel Batistuta e Fabio Capello. Di seguito le sue dichiarazioni.

Cosa ti viene in mente di quel giorno di 25 anni fa?
Quel giorno è stato unico e storico per tutti noi, anche per me che non sono stato così tanto protagonista in campo per via dell’infortunio. È stata una giornata fantastica, anche se con la paura finale dell’invasione di campo dei tifosi. Al di là del giorno specifico, è stato un po’ il percorso di un anno, non partito al meglio, ma dove c’è stata la costruzione di un gruppo che ha lavorato bene da subito. Mister Capello ha dato una grande mano, che serviva in una squadra come la Roma. L’ho risentito poco tempo fa e ogni volta che lo vedo mi dice ‘Io parlo sempre di te, di quanto eri importante all’interno dello spogliatoio’ “.

Nel momento in cui siete entrati un po’ in crisi, qual è stato il discorso, una frase, un pensiero, che vi siete portati dietro per raggiungere questa compattezza?
Innanzitutto noi avevamo costruito qualcosa già nel ritiro pre campionato in America, dove si sono create situazioni che ti fanno conoscere bene ogni componente della squadra. Nella difficoltà ci siamo detti che ognuno di noi avrebbe dovuto dare qualcosa in più per raggiungere questo risultato. Poi soprattutto Batistuta ci ha dato una grande cattiveria, così capisci l’importanza della determinazione, e lui è stato uno dei trascinatori. Noi eravamo uniti e ci rispettavamo. Non c’erano gelosie, c’erano ‘gerarchie riconosciute’, io le chiamo così, all’interno della squadra. Ad esempio se io se ero in difficoltà con la palla, andavo da Totti. Per di più c’era la voglia e la rivalsa perché l’anno prima aveva vinto lo scudetto la Lazio. Poi a capo ovviamente c’è sempre l’allenatore che ha dato sicuramente una direzione“.

Noi quest’anno abbiamo proposto le migliori dieci partite in Champions League qui su Radio Romanista, e una di queste è sicuramente Roma-Barcellona…
Anche quello è un percorso, perché poi ci dimentichiamo il 3-0 al Chelsea. Io rimpiango solo il secondo anno, dove meritavamo di andare avanti e quello è stato un po’ la mia discesa, un po’ è colpa mia che in quei momenti non avevo chi mi dava una forza per andare avanti“.

De Rossi mi disse: ‘se non avessimo avuto Eusebio in panchina non saremmo mai passati’
Eh mi fa piacere perché quella è stata una settimana in cui sono arrivate tante critiche per la partita con la Fiorentina. Chi vive questo mondo è consapevole che succede questo, non faccio una colpa a nessuno. Quella volta la strategia di gara e la strategia comunicativa hanno portato a una sfida eccellente, non ci credeva nessuno ma io ci credevo e dovevo trasmetterlo ai giocatori“.

A distanza di tempo, con quel gruppo vi sentite ancora?
Come no, c’è la chat attiva dove ci facciamo gli auguri ecc… I brasiliani fanno ridere, dicono di rivederci per fare una partita ma chi ce la fa (ride, ndr)? Una buona mangiata sì, il resto facciamo fatica. Poi sono diventati tutti giocatori di padel, che è uno sport di testa, per quello i calciatori sono avvantaggiati“.

Calciomercato Roma: per Greenwood il Marsiglia non scende dalla richiesta di 50 milioni più 5 di bonus. Accordo con il giocatore a 4,5 milioni a stagione (VIDEO)

Il Marsiglia non abbassa le proprie pretese per Mason Greenwood. Come riferito da Fabrizio Romano in un video sul suo canale Youtube, anche negli ultimi contatti fra la Roma e il club francese quest’ultimo ha ribadito la richiesta di 50 milioni di euro più 5 di bonus e i giallorossi sperano che la cifra si assottigli con il passare delle settimane. In ogni caso, il giocatore sa di essere la prima scelta di Gasperini.

Come riferito da Eleonora Trotta, la Roma ha offerto a Greenwood un contratto su base fissa da 4,5 milioni a stagione più eventuali bonus o premi, il che renderebbe l’inglese il giocatore più pagato della rosa insieme a Svilar.

Capello ricorda la Roma campione d’Italia: “Totti, la nostra bandiera. Presidente Sensi, grazie”

Fabio Capello ha raccontato al sito ufficiale del club tutti i protagonisti dello Scudetto di 25 anni. Il tecnico li ha nominati tutti, uno per uno, dedicando un pensiero anche al presidente Franco Sensi. Ecco i pensieri dell’allenatore campione d’Italia:

Su Sensi: “Qualche sostituzione la azzeccai in quella stagione. E poi, dopo la partita persa 3-2 a San Siro contro il Milan, entrai nello spogliatoio e dissi ai ragazzi che avremmo vinto il campionato. Non mi sono sbagliato. Ma ora occupiamoci dei ragazzi e del presidente…”.

Aldair Nascimento Santos: “Giocatore immenso. Grande personalità, sei un allenatore fortunato quando alleni un difensore così forte, campione del mondo“.

Antonioli Francesco: “Buon portiere, che segnalai io da portare dal Bologna alla Roma. Lo conoscevo dai tempi del Milan, quell’anno fu importante in alcuni momenti chiave“.

Assuncao Marcos: “Brasiliano, un centrocampista con doti non banali, tra queste quella di saper calciare molto bene le punizioni. E in alcune partite della stagione segnò dei gol fondamentali“.

Balbo Abel Eduardo: “Non giocò tanto, ma era una presenza nello spogliatoio, un punto di riferimento per tanti calciatori più giovani. E poi ebbe un merito, quello insieme ad altri di convincere Batistuta a venire a Roma“.

Batistuta Gabriel Omar: “L’uomo che ci mancava per il definitivo salto di qualità. Un goleador, un uomo d’area di rigore. Segnò 20 reti in campionato, sbloccando partite che sembravano segnate“.

Cafu Marcos: “Un giocatore di fascia destra unico nel suo genere, che correva per tutto il campo. Aveva grandissime qualità tecniche, si rivelò tra i protagonisti con tanti assist e qualche gol“.

Candela Vincent: “Vedi Cafu. Aveva questa capacità di essere determinante dal centrocampo in su. E io ebbi l’intuizione di sfruttare le caratteristiche offensive di questi due esterni“.

D’Agostino Gaetano: “Era uno dei giovani rampanti della nostra Primavera insieme a De Rossi e Aquilani. Lo feci esordire nella stagione dello scudetto in uno spezzone di gara a Brescia“.

Delvecchio Marco: “Una delle chiavi tattiche della nostra squadra. Con la sua capacità di sacrificio sulla sinistra, diede equilibrio, ma anche imprevedibilità quando si affacciava in area avversaria“.

Di Francesco Eusebio:Anche lui era uno dei leader silenziosi del gruppo, uno dei veterani che stava alla Roma da tempo. Si fece male a inizio stagione, ma poi ci diede una mano nel finale di campionato“.

Emerson Ferreira da Rosa: “Si infortunò al crociato nel mese di agosto. Tornò a nostra disposizione a gennaio e divenne rapidamente tra i calciatori determinanti. Portò forza e tattica al nostro centrocampo“.

Guigou Gianni: “Centrocampista uruguayano di buona tecnica, rientrò nelle rotazioni a metà campo. E, in alcuni momenti, fornì anche degli assist determinanti per alcuni gol“.

Lupatelli Cristiano: “Troppo simpatico. Un buon portiere, al quale mi affidai in alcuni match fondamentali della stagione, tra cui il derby di andata. Era il secondo ideale“.

Mangone Amedeo: “Centrale di difesa di esperienza, che prendemmo un anno prima dal Bologna insieme ad Antonioli e Rinaldi. Dava il cambio ai nostri difensori, garantendo sempre solidità“.

Montella Vincenzo: “Non era un centravanti di fisico, ma di assoluta qualità tecnica. In area di rigore sbagliava molto poco. E non a caso segnò 13 gol determinanti in campionato“.

Nakata Hidetoshi: “Quando lo feci entrare a Torino, contro la Juventus, al posto di Totti mi prendevano per matto. E invece fu la chiave di volta di quella gara. Segnò il primo gol e propiziò il pareggio di Montella“.

Rinaldi Alessandro: “Era un ragazzo che sapeva fare bene il centrale e anche il terzino destro. Non giocò tantissimo, ma sono sicuro che con i cinque cambi di oggi tanti di quella rosa avrebbero trovato più spazio“.

Samuel Walter Adrian: “Uno di quelli che contribuì alle nostre fortune. Difensore centrale argentino solidissimo e sempre concentrato, arrivò da noi che aveva solo 22 anni, ma per maturità ne dimostrava di più“.

Tommasi Damiano: “In quell’anno dello scudetto fece forse la sua migliore stagione da calciatore. Centrocampista generoso, presente in ogni zona del campo. E un leader del gruppo“.

Totti Francesco: “Che dire? Una bandiera, la nostra. La Roma. L’uomo che faceva passaggi a centrocampo che nessuno vedeva. E poi segnava come un attaccante. Di gol in quel campionato ne segnò 13 come Montella“.

Zago Antonio Carlos: “Uno di quegli elementi che non può mancarti quando devi vincere un campionato. Un centrale di difesa esperto, forte, completo. Un altro grande giocatore“.

Zanetti Cristiano:Uno di quelli che chiesi per rinforzare la rosa l’estate precedente al nostro Scudetto. Aveva fatto molto bene a Cagliari, lo prendemmo dall’Inter in cambio di Di Biagio“.

Zebina Jonathan: “Anche lui, come Zanetti, mi era piaciuto nel Cagliari. E alla Roma si confermò come una sorpresa positiva. Giocò le sue partite e diede il proprio contributo, da difensore fisico“.

Sensi Franco: “Il presidente e tutta la sua famiglia sono stati molto importanti per la mia carriera da tecnico. Mi ha dato la possibilità di allenare a Roma e di vincere un campionato grazie ai suoi investimenti sul mercato. Gli dico grazie per sempre“.

Calciomercato Roma: il Bologna pensa a Romano

Anche il Bologna sulle tracce di Alessandro Romano. Secondo quanto riferito dall’edizione odierna de Il Corriere dello Sport, infatti, nel mirino dell’area tecnica del Bologna è finito, tra gli altri, il talento giallorosso. La dirigenza felsinea ha iniziato a seguire Romano per le sue doti nella gestione in fase di costruzione del gioco.

Totti, il ricordo dello Scudetto: “Il giorno più bello delle nostre vite”

CORSPORT – Francesco Totti, bandiera della Roma e storico capitano, ha affidato al quotidiano sportivo un messaggio per ricordare lo Scudetto, vinto 15 anni fa. Ecco le sue parole: Venticinque anni fa, il giorno più bello delle nostre viteRicordo ogni singolo momento: l’attesa, l’arrivo allo stadio. Il gol. La partita. Sono sicuro che ricordate tutto anche voi. Per chi invece non c’era ancora… che vi siete persi! Con la speranza che possiamo presto tornare a vivere un giorno così. Forza Roma».

Dybala, sprint per il rinnovo. L’Arsenal accelera per Koné

LEGGO (F. BALZANI) – Dalla prima alla quarta, come cantava Cremonini. La Roma accelera dopo un periodo di empasse con particolare riferimento a rinnovi e plusvalenze da mettere a bilancio. Tra oggi e domani, infatti, è attesa la fumata bianca per il nuovo matrimonio con Dybala. L’entourage dell’argentino ha chiesto di aumentare la parte fissa, ma il vero nodo finora era legato ai diritti d’immagine della Joya. La volontà, da parte di tutti, è di trovarsi a metà strada e continuare ancora insieme. A meno di sorprese si arriverà all’accordo ben prima del 30 giugno sulla base di un biennale da 3,5 milioni più bonus a stagione. Stesso discorso per Celik che può godere ancora del Decreto Crescita e che quindi permetterà alla Roma di risparmiare circa la metà dello stipendio. Si avvicina a piccoli passi anche il rinnovo di Pellegrini, anche in questo caso con una forte decurtazione: da 6,5 a 3 milioni. Sostanzialmente ci sarà un risparmio complessivo di 8 milioni di euro. Che andrà a coprire il costo dell’ingaggio di Greenwood e dell’ala sinistra. Dopo la richiesta esagerata di sei milioni di Summerville (finito peraltro nel mirino del Manchester United), sono tornati in auge Tel e Ndoye. Ma ora la priorità riguarda le cessioni. Si lavora giorno e notte a quella di Soulè, ma fin qui per l’argentino non sono arrivate offerte ufficiali. Solo sondaggi da Borussia Dortmund e Aston Villa. Il suo agente si trova a Milano per tramutare l’interesse in proposte concrete e spera di portare risultati entro la fine della settimana. Intanto inizia a circolare anche la possibilità di una partenza anticipata di Koné. L’Arsenal, infatti, ha trovato l’accordo con l’entourage del francese e starebbe pensando di accontentare le richieste della Roma: 50 milioni. Il centrocampista – che ha rifiutato qualche giorno fa l’Atletico Madrid – non farà comunque pressioni per partire, anche perché spera in una chiamata dal suo Psg che lo riporterebbe a giocare a due passi da casa. Gasperini dal canto suo vorrebbe tenere Koné a Roma almeno fino alla fine del Mondiale, ma è consapevole che senza una cessione illustre difficilmente si sbloccherà il mercato in entrata e quindi pure il sogno Greenwood. In caso di addio di Manu a Roma potrebbe sbarcare l’altro Konè: il canadese Ismael che il Sassuolo dovrà cedere per ragioni di bilancio. Piace anche Danilo del Botafogo, valutato 35-40 milioni.

Calciomercato Roma: rinnovo Pellegrini, previsto in giornata l’incontro tra entourage e dirigenza

Giornata importante per il futuro di Lorenzo Pellegrini. Come riferito da Il Romanista, salvo imprevisti, oggi andrà in scena l’incontro fondamentale fra l’entourage del numero 7 giallorosso e la dirigenza della Roma per discutere il prolungamento del contratto. Sul piatto c’è un’offerta da 3 milioni di euro netti a stagione più bonus legati a obiettivi di squadra e prestazioni. Per Pellegrini sarà importante anche conoscere i piani tattici pensati per lui da Gasperini per il futuro.

Pisilli cerca la consacrazione con Gasperini

IL TEMPO (F. BIAFORA) – Niccolò Pisilli ha sposato la Roma con il rinnovo di contratto formalizzato a febbraio 2025 ed ora non ha alcuna intenzione di lasciare la Capitale. Il suo nome è sicuramente tra quelli appetibili sul mercato, soprattutto in ottica Fair Play Finanziario, essendo un prodotto del settore giovanile che garantirebbe una plusvalenza integrale. Ma il centrocampista ha fatto una scelta precisa un anno fa e, dopo una seconda parte di stagione in cui è stato utilizzato con regolarità da Gasperini, vuole continuare il proprio percorso vestendo ancora la maglia giallorossa. Fino alla partita contro l’Atalanta di gennaio il classe 2004 aveva racimolato appena 70 minuti in campionato. Da lì in poi, complice anche l’assenza di El Aynaoui per l’impegno in Coppa d’Africa, è arrivata la svolta, che ha spazzato via anche qualsiasi ipotesi di prestito al Genoa. Alla fine sono stati 1285 i minuti complessivi in Serie A, un dato che evidenzia un netto cambio di rotta nelle gerarchie di Gasperini, che lo ha sempre mandato in campo nelle gare disputate nel 2026, coppe comprese. La prossima stagione, che prenderà il via il 13 luglio con il ritiro di Trigoria, può (e forse deve) essere quella della consacrazione definitiva del numero 61 giallorosso, ora in vacanza negli Usa dopo il doppio impegno contro Lussemburgo e Grecia con la maglia della Nazionale. E una motivazione in più, per lui che è tifoso romanista, sarà sicuramente l’annata che porterà al centenario. Sul fronte uscite è stata colmata la minima distanza che c’era con il Genoa per Baldanzi, che resterà in Liguria alla corte di De Rossi, che aveva spinto a gennaio per averlo e ora per trasformare il prestito in un acquisto a titolo definitivo. È stato accontentato dalla società rossoblù.