(…) L’obiettivo numero uno per la difesa dell’Inter resta Oumar Solet, francese classe 2000 dell’Udinese valutato dai bianconeri 25 milioni. Il giocatore firmerebbe anche subito ma l’intesa tra le parti ancora deve essere trovata. (…) Ma occhio anche a un altro 2000: Yann Bisseck. Il tedescone ha chiuso la passata stagione con 36 presenze in totale, impreziosite da 3 gol e altrettanti assist, ma vedrà il Mondiale da spettatore perché escluso dalla lista di Julian Nagelsmann. Ma non è detto che la sua estate non sia comunque movimentata. Bisseck infatti continua a essere un profilo che interessa, e non poco, al Bayern Monaco. (…) Perché qualora proprio lui dovesse lasciare l’Inter, il club proverà a (ri)piombare su Evan Ndicka della Roma. L’asse tra Viale della Liberazione e la capitale può surriscaldarsi da un momento all’altro in base a come si muoveranno determinate pedine e non va dimenticato che la società dei Friedkin entro il 30 giugno dovrà fare plusvalenze per rispettare i paletti del Fair Play Finanziario. Una scadenza perentoria e davanti alla quale si potranno prevedere anche partenze “eccellenti” pur di raggiungere o quantomeno avvicinarsi alla cifra richiesta dalla Uefa. Ndicka nell’ultima stagione con Gian Piero Gasperini è stato un titolare praticamente inamovibile della squadra, un elemento che ha saltato in campionato 7 partite ma di queste 5 sono state assenze giustificate per la Coppa d’Africa, una per squalifica e solo l’ultima per infortunio. Ma oltre Ndicka, sulla direttrice Milano-Roma nelle ultime ore è balzata fuori anche un’altra idea in giallo e rosso, che porta al nome di Gianluca Mancini. Il centrale di Pontedera ha il contratto in scadenza nel 2027 e, qualora le parti non dovessero trovare un’intesa per il rinnovo, ecco che l’Inter sarebbe pronta a inserirsi per il 30enne.
La Roma ha scelto Mason Greenwood. L’esterno del Marsiglia è la prima scelta di Gian Piero Gasperini e nei prossimi giorni sono previsti i primi contatti con il club francese per capire la fattibilità dell’operazione, visto che la richiesta iniziale supera i 50 milioni di euro. I giallorossi vogliano provarci.
Fabrizio Romano, sul proprio canale, ha aggiunto che i contatti tra la Roma e il Marsiglia sono partiti e si sta cercando di capire quali sono i costi e le richieste dell’operazione. Gasperini impazzisce per Greenwood e crede che possa essere l’uomo giusto per far compiere il salto di qualità alla sua squadra. La concorrenza, però, non manca: il Fenerbahce rimane sulle tracce dell’inglese.
L’Inter pensa a Gianluca Mancini. Secondo quanto riferito da Gianluca Di Marzio di Sky Sport i nerazzurri stanno seguendo con interesse la situazione legata al rinnovo del numero 23 giallorosso, vista l’impasse per il rinnovo con i giallorossi. Se la fumata bianca per il prolungamento dovesse complicarsi o tardare ulteriormente, la dirigenza dell’Inter sarebbe pronta a inserirsi. I prossimi giorni saranno decisivi per lo sviluppo della situazione.
Rafael Obrador torna al Benfica ed ora è nel mirino della Roma. Il laterale spagnolo non è stato riscattato dal Torino, lasciando scadere il diritto di acquisto fissato a 9 milioni da esercitare entro il 31 maggio, così ora è tornato nella squadra che detiene il suo cartellino.
Sardar Azmoun è stato escluso dalla lista dei convocati dell’Iran per il Mondiale. Secondo quanto riportato dai media di Teheran dietro l’esclusione ci sarebbe un presunto atto di slealtà nei confronti del governo, riporta La7. L’ex giallorosso è stato criticato da alcuni media locali a marzo scorso quando su Instagram aveva pubblicato una foto che lo ritraeva accanto al Primo Ministro degli Emirati Arabi Uniti, alleato di Washington nella sua guerra contro Teheran. Per questo Azmoun è stato accusato di tradimento. Le scuse, arrivate tramite un post, non sono bastate a evitargli l’esclusione dai Mondiali.
El Aynaoui non è andato neanche in panchina nel match amichevole fra Marocco e Madagascar. Come riportato da Soccer212, infatti, il centrocampista giallorosso ha sofferto una lieve intossicazione alimentare.
🚨 INFO SOCCER212
Concernant Neil El Aynaoui il s’agit d’une petite intoxication alimentaire/virus.
Stagione in archivio quindi è tempo di statistiche. E la Lega Serie A, sul proprio profilo Instagram, ha pubblicato la classifica dei calciatori che hanno fatto il maggior numero di tackle in stagione. C’è anche Bryan Cristante, con 107 interventi, all’ottavo posto di questa speciale graduatoria. Il centrocampista giallorosso, sempre utilizzato da Gasperini nel corso dell’annata, è stato determinante per la qualificazione alla Champions League. In testa Pierotti del Lecce con 147 tackles. Tra le big del campionato solamente Locatelli (123) e NicoPaz (120) hanno fatto di più sotto questo particolare aspetto del centrale giallorosso. Gli altri, come potrete vedere dalla grafica sotto, sono uomini di club che lottano per obiettivi diversi rispetto a quello giallorosso.
LAROMA24.IT – Il Mondiale è ormai è alle porte e i vari commissari tecnici hanno diramato ufficialmente le liste dei convocati. La Roma avrà 6 tesserati tra Stati Uniti, Canada e Messico: Wesley (Brasile), El Aynaoui (Marocco), Celik (Turchia), Ndicka (Costa D’Avorio), Malen (Olanda) e Koné (Francia).
Solamente altri tre club, in Italia, avranno più giocatori impegnati rispetto alla truppa di Gasperini: Milan (10), Atalanta (7) e Inter (7). A quota sei c’è anche la Juventus (Holm che era stato convocato si è infortunato) mentre solamente Lecce e Lazio , di tutta la Serie A, non ne ha nessuno. E dall’altra sponda del Tevere questa cosa non succedeva da 40 anni.
Sicuro del posto da titolare, dopo una seconda parte di stagione devastante, è Malen. Anche nell’amichevole che l’Olanda giocherà domani contro l’Algeria dovrebbe essere in campo dal primo minuto. Pure Ndicka è un pilastro della sua nazionale. El Ayanoui ha giocato tutto la Coppa d’Africa senza saltare un minuto mentre si gioca un posto (con ottime possibilità di scendere in campo dall’inizio nelle prime partite che contano) Celik (con Vincenzo Montella in panchina).
Difficile pensare che Koné ad oggi possa essere un titolare inamovibile della squadra di Deschamps: la concorrenza dentro i transalpini è spietata e il rientro di Kanté (una mezza sorpresa) toglie un po’ di spazio. Un discorso a parte va fatto per Wesley, che Ancelotti ha convocato immediatamente appena preso il posto sulla panchina del Brasile. L’esterno giallorosso potrebbe essere la “sorpresa” dei verdeoro, visto che, a quanto pare, il ct italiano lo tiene proprio in considerazione.
Arrivano nuove indiscrezioni sulla possibile maglia da trasferta della Romaper la prossima stagione, quella del ritorno in Champions League. Ecco alcune foto di quella che potrebbe essere la nuova divisa della truppa di Gasperini. Il kit come potete vedere è su base bianca e con una banda orizzontale giallorossa sul petto. Al centro ci sarà il vecchio stemma utilizzato dal club tra il 1945 e il 1949 e sopra sarà presente l’iconico trifoglio dell’Adidas. Le maniche, le spalle e il colletto avranno dei dettagli giallorossi.
CRONACHE DI SPOGLIATOIO – Donyell Malen si è raccontato in una lunga intervista in cui ha parlato degli inizi con il calcio, fino al suo arrivo alla Roma. Ecco le parole dell’attaccante olandese.
Sei cresciuto in un’area rurale dell’Olanda, in una fattoria. È vero? “Sì, non vengo dalla città, ma dalla zona nord, più tranquilla. Non ci sono tante persone e sono invece presenti molte fattorie. È un po’ diverso da quello che le persone immaginano, ma sono molto orgoglioso di essere arrivato da lì. I miei nonni vivevano lì, a circa 30 secondi da casa; abbiamo vissuto praticamente insieme, tra una casa e l’altra, giocavo all’aperto, a calcio, con mio nonno. Si tratta di un ricordo vivo dell’infanzia e ci ripenso sempre con grande piacere. Mi chiamavano il contadino”
Gli inizi con il calcio “Dovevamo guidare molto. Mamma mi accompagnava fino ai 13 anni, andavamo ad Amsterdam e tornavamo. Lei lavorava anche, quando ero più piccolo, dormivo spesso con le mie nonne. È successo tanto tempo fa.”
Per i tuoi compagni era strano avere qualcuno che viveva in una piccola città? “Credo che fosse più strano per me. Penso che però dopo due mesi mi sentissi a mio agio con tutti, sono stati gentili con me. Ho quattro figli, li ho portati nell’area in cui giocavamo. C’era una recinzione, poi le mucche… E l’odore si diffondeva in tutto il parco giochi! Mi hanno detto: ‘Qui puzza’. O cose del genere. Io ero abituato a stare con gli animali, una cosa davvero divertente”
Quando eri all’Ajax hai organizzato una festa e tutti i tuoi compagni si sono persi “Non sapevano da dove venissi! Con mia madre ho detto, mentre andavamo verso la fine dell’anno, di organizzare una festa nei dintorni di Amsterdam, in modo tale che fosse più facile per tutti. Ma abbiamo poi pensato che potevamo farla a casa, dato che abbiamo un grande giardino. Sono venuti tutti da noi ed è stato molto complicato per loro! Ognuno si è perso, ma alla fine, quando incontro i miei ex compagni, parlo sempre di quel giorno: è stato molto diverso da quello a cui erano abituati!”
L’arrivo all’Arsenale il rapporto con Henry all’epoca tuo allenatore “Il trasferimento fu un grande cambiamento. Si passa da un piccolo posto a una grande città, un grande club, con mentalità e culture diverse. Penso però di essermi adattato e che sia stata un’esperienza utile nella mia carriera. Mi ha fatto crescere come persona e calciatore. Henry? Sì è stato il mio allenatore all’Arsenal penso per un anno e mezzo”
Henry ti ha insegnato i movimenti dell’attaccante “Sì! Ci aiutava a capire come calciare, come segnare. Sono molto grato per ciò che ha fatto, anche se solo in una piccola parte della mia carriera. Stare con lui ti aiuta e penso che sia un momento speciale, fantastico”
Scrivevi frasi sul muro per non smettere di credere nel tuo sogno “Sì! Scrivevo sempre frasi come ‘devo farcela’, ‘continua così’. Erano muri in legno, si potevano vedere bene”
Sei un artista “No, no. Non le leggevo online, scrivevo quello che provavo quando ero giovane. Cose emozionali: scrivevo cose che provavo quando ero deluso o cose del genere”
Su Roma “Mi piace, penso che i tifosi e la città siano fantastica e mi piacciono anche le condizioni climatiche, oltre al cibo… Mi piace la pasta, così come la pizza. Ma è la città stessa ad essere bella. Chiedete ai miei compagni di squadra: sono sempre in giro per la città! Mi piace stare all’aria aperta”.
E qual è stato il primo impatto a Roma? “Quando sono arrivato e i tifosi aspettavano in aeroporto, urlavano… Sì, il modo in cui mi hanno accolto e abbracciato è stato bellissimo: l’ho apprezzato molto”
Se fossi arrivato a inizio stagione avresti vinto la classifica marcatori? “Avrei avuto buone possibilità. Ma il calcio non funziona così, sono arrivato a gennaio e ho fatto del mio meglio per aiutare la Roma a raggiungere i suoi obiettivi. Questo è molto più importante rispetto all’essere titolare fisso”
È vero che i compagni ti chiamano ‘D9’ in riferimento a Ronaldo “A volte! Lo fanno quando gioco bene. Quando gioco male, mi chiamano in un altro modo!”
C’è stato un compagno di squadra che è stato più importante all’inizio? “Tutti lo sono stati. Conoscevo Rensch con cui avevo giocato nell’Olanda. Ma penso che tutti abbiano cercato di creare un legame. Alcuni non parlano un inglese perfetto, ma non importa. Qui si parla di sentimenti, di stare insieme, penso di essermi integrato bene”
C’è qualcosa che ti ha aiutato ad avere questo impatto? “Non penso che ci sia qualcosa di particolare legato al campo. Penso che il calcio sia fatto di momenti, basta essere lì. Ho lavorato sodo, mi sono allenato molto per arrivare qui, mi sentivo pronto. Ma a volte le cose devono solo andare per il verso giusto. Bisogna impegnarsi a fondo”
Sul Mondiale “Come sarà? Abbiamo buone possibilità, ottimi giocatori. Stiamo insieme da molto tempo e siamo molto emozionati”
Il tuo giocatore italiano preferito? “Ho seguito molto la Serie A perché molti olandesi giocano qui, ma è un po’ imbarazzante dirlo… Totti era davvero speciale!”
Un modello che segui? “Ora no… Solo Malen! In Italia, le difese si chiudono, ci sono squadre molto tattiche. A volte pressano uomo contro uomo e i difensori a volte sono alti e bravi”