Il questore: “Il buon senso dovrebbe far slittare il derby”

«Premesso che noi siamo attrezzati per gestire qualsiasi cosa, anche eventi difficili in concomitanza, mi sembrerebbe di buon senso non far giocare il derby nello stesso giorno delle finali maschili degli Internazionali di tennis», ribadisce il questore della Capitale, Roberto Massucci, spingendo ancora affinché Roma-Lazio possa slittare a lunedì 18 alle 18.

Ma per una questione legata ai diritti tv e alle sfide che si dovranno giocare in contemporanea per la lotta Champions e non solo, la Lega Serie A continua a dare solo la disponibilità per domenica 17 alle 12.30, forte anche del parere favorevole dell’Osservatorio. […]

(Il Messaggero)

Dybala: “Il derby? Per me forse è l’ultimo”. Gasp: “Sarei contento di averlo ancora”

L’ansia prima del rigore ha avvolto i tifosi della Roma e soprattutto Gasperini che ha vissuto quegli attimi come gran parte dei romanisti. Prima si è stretto al suo collaboratore Boccolini poi si è girato dall’altra parte: «Mi è capitato raramente di passare dal 2-1 al 2-3. Anche questo è un record, è la prima volta che non vedo il rigore. Stavo guardando i tifosi, invece c’era il tabellone che l’ha fatto vedere in diretta».

In stagione i giallorossi non avevano mai segnato dopo il novantesimo, a Parma è successo ben due volte. Meglio tardi che mai anche perché il pari sarebbe servito a poco (solamente all’aritmetica certezza di giocare in Europa il prossimo anno) mentre la corsa al quarto posto è più viva che mai. […]

La vittoria al fotofinish ha fatto storcere il naso a Cuesta che ha alzato un polverone per l’azione che ha portato al penalty che secondo lo spagnolo nasce da un fallo non fischiato su Pellegrino. A spegnere le polemiche ci ha pensato Gasp: «Ci sono le immagini, le vedrà tutta Italia, ha ragione Cuesta, mi sembrano tutte molto evidenti.
Capisco la delusione di aver perso nel recupero. I numeri parlano da soli, gli episodi idem, sarebbe stata una beffa perdere questa partita». […]

Il volto di Paulo era più triste del solito. Il futuro è ancora un rebus, il 30 giugno si avvicina e le parole di ieri sembrano d’addio: «Vorrei sapere anche io qualcosa sul mio futuro. A oggi il contratto dice che probabilmente il derby sarà l’ultima partita davanti ai tifosi della Roma. Non ho preso nessuna decisione, ma è quello che dice il contratto».

Contatti non ce ne sono stati e il ‘no’ con la testa alla domanda se qualcuno si è fatto sentire lo certificano. La volontà di Paulo è di rimanere (non ha ancora preso in considerazione la proposta del Boca Juniors) e anche Gasperini lo terrebbe volentieri: «Ha detto che va via? Ah, ‘da contratto’… magari, chi lo sa. C’è ancora una settimana prima di arrivare al derby». […]

(Il Messaggero)

L’ultima parola alla Lega Calcio ma lo spostamento di orario resta la soluzione più probabile

T utto si deciderà domani mattina a via Rossellini a Milano, sede della Lega Serie A. È qui che sarà messa l’ultima parola sul giorno e l’ora in cui giocare Roma-Lazio. Intanto rimane la suggestione del questore Massucci: far disputare il derby di lunedì. […] Per il derby, i precedenti di lunedì sono due. Il primo 18 aprile 2013, finito 1-1 con i gol di Hernanes e Totti. Il secondo, datato 25 maggio 2015, vinto dai giallorossi 2-1 con le reti di Iturbe e Yanga-Mbiwa. Qui si scelse il posticipo per consentire ai biancocelesti un giorno in più di recupero dopo la finale di Coppa Italia. Stavolta il quadro è diverso. La possibilità di giocare lunedì resta sul tavolo, ma la decisione finale spetta alla Lega Serie A. Che martedì mattina comunicherà date e orari di tutta la 37esima giornata di campionato. Il punto, infatti, non è soltanto Roma-Lazio ma tutto quello che il derby si porterebbe dietro. L’orientamento della Lega, al momento, pende più verso uno spostamento di orario che verso uno spostamento di giorno. Tradotto: derby confermato domenica 17 maggio, ma alle 12.30, nello stesso slot orario in cui si è giocata la gara di andata. È una fascia coerente con l’indicazione arrivata dal Viminale dopo i fatti della scorsa stagione sportiva: il derby di Roma, per ragioni di ordine pubblico, non deve scivolare di notte.

Il lunedì, inoltre, aprirebbe un problema più ampio. Perché nelle ultime due giornate la Lega applica il principio della contemporaneità: le squadre in corsa per gli stessi obiettivi devono giocare allo stesso orario. Vale per lo scudetto, per l’Europa e per la salvezza. La Roma, in questo caso, è in piena lotta Champions. Se il derby venisse spostato al lunedì, la Lega dovrebbe quindi valutare lo spostamento in contemporanea anche delle altre partite legate allo stesso obiettivo. Il blocco non sarebbe piccolo. […]

In sostanza, per spostare il derby al lunedì non basterebbe cambiare il calendario dell’Olimpico. Bisognerebbe intervenire anche sull’ordine pubblico di Tori-
no, Como, Milano e forse Napoli. È questo il nodo principale per la Lega. Da una parte c’è l’esigenza romana della contemporaneità con gli Internazionali. Dall’altra c’è l’impatto su un’intera giornata di campionato, con più stadi, più prefetture, più piani di sicurezza e più tifoserie da riorganizzare. La scelta, quindi, è tra due soluzioni. Accogliere l’invito del questore e spostare il derby al lunedì, trascinando con sé i disagi di un giorno lavorativo per mezza Italia. Oppure la: sciare Roma-Lazio alla domenica, anticipandola alle 12.30 per lasciare un cuscinetto gestibile di un paio d’ore tra il fischio finale del derby e il primo servizio della finale del torneo di tennis. Al momento è questa la strada più probabile. Ma la decisione verrà presa solo domani, quando la Lega avrà chiaro l’ultimo pezzo del puzzle.

(La Repubblica)

Impresa Roma, aggancio al Milan

La vittoria non poteva che arrivare al minuto 101, dopo una carica sospinta dai nervi e dal cuore più che dalla testa. Nervi che erano saltati a inizio ripresa, quando la Roma ha smesso di essere presente a se stessa e stava per regalare al Parma un successo (per niente) annunciato, visto il vantaggio (con Malen) ottenuto nel primo tempo, giocato a buonissimi livelli, per ritmo e qualità dei singoli.

Ma poi c’è il fato, c’è la follia, ci sono le due reti del Parma, di Strefezza e di Keita che cadono nella testa della Roma come pietre, c’è l’arbitro Chiffi che fa confusione (e per fortuna c’è il Var a riparare), e infine c’è Malen che segna il 2-3 su rigore dopo aver fallito un paio di occasioni grosse così, facendo fare un figurone a Suzuki. […]

Gasp se la ride, ma ha rischiato di tornare a casa senza punti e con un sogno (Champions) infranto, mentre ora tutto è meravigliosamente riacceso: al rigore di Malen si è pure girato verso la tribuna, il batticuore era salito pure a lui. Si è ritrovato in Conference e qualche minuto dopo di nuovo a sognare la Champions, anche grazie alla vittoria dell’Atalanta sul Milan, agganciato al quarto posto (ma va superato per gli scontri diretti a sfavore). La Roma è ancora lì, dopo una partita pazza e grazie a un controribaltone che ricorderemo a lungo. [….]

Chiffi ha cominciato penalizzando i giallorossi, negando un calcio di rigore (fallo su
Mancini) e poi agevolando la risalita giallorossa, prima annullando la rete di Pellegrino sull’1-1 (fuorigioco di Troilo) e poi concedendo – via Var – un rigore nel finale elettrico (fallo di Britschgi su Rensch), dopo che lo stesso olandese aveva portato la Roma sul 2-2. […]

Gasp non pensava di dover faticare così, voleva chiudere il discorso nel primo tempo. A sorpresa, infatti, ripropone Dybala titolare, che con Malen aveva giocato solo col Toro e col Milan: rinuncia inizialmente alla corsa di Pisilli perché sa che, contro una squadra che gioca più all’indietro che in avanti, meglio avere negli ultimi venti metri chi, la palla, la sa trattare con amore. […] Ed ecco che la Roma domina palla e campo, e proprio da un’azione a tre tocchi – e ad alta velocità – arriva la rete dell’uno a zero. […]

Rabbia ulteriore a inizio secondo tempo, con un errore in uscita di Hermoso, che lancia il contropiede corto di Nicolussi Caviglia e il conseguente pareggio di Strefezza. Da lì cominciano i guai. La difesa sbanda, subisce anche il raddoppio, con Keita, su dormita generale dei centrali difensivi. Malen si mangia un paio di gol, Suzuki si esalta su di lui e poco dopo su Pisilli, che era entrato con Venturino, Rensch e Ghilardi. Il portiere giapponese cade davanti alla botta di Rensch. Gli ultimi sei minuti, si scrive un pezzo di storia di questo campionato: Malen fa tredici su rigore e va ad abbracciare i tifosi presenti al Tardini. E alla prossima c’è il derby. To be continued.

(Il Messaggero)

Parma-Roma: la moviola dei quotidiani. Chiffi va in confusione. Il VAR lo salva nel finale

Una prestazione non brillante quella del fischietto di Padova che va in confusione e non riesce a gestire diversi episodi tra cui il possibile calcio di rigore negato ai giallorossi per un fallo di Valenti su Mancini. Gestione dei cartellini rivedibile per Chiffi, manca un giallo a Nicolussi Caviglia. Giusto annullare la rete di Pellegrino. Il 2-2 è regolare, Mancini sembra toccare con l’anca e si trova a terra, anche un fallo di mano non sarebbe stato punibile. Nel finale il VAR lo corregge e assegna il rigore decisivo alla Roma.


LA GAZZETTA DELLO SPORT – VOTO 5 […] Al 20′ contrasto Valenti-Mancini in area del Parma: episodio dubbio, con il difensore emiliano che colpisce gamba e palla. Al 54′ tolto il gol a Pellegrino: giusto, Troilo è davanti a Svilar. Nel finale succede di tutto: al 94′, sul gol di Rensch, Mancini sembra toccare la palla col fianco e comunque non c’è.


CORRIERE DELLO SPORT – VOTO 4 […]Per Chiffi, però, è l’ennesima partita sbagliata di un’annata sbagliata (e, onestamente, potremmo proseguire, lo abbiamo sempre sostenuto). Come faccia a non essere rigore quello su Rensch è difficile anche immaginarlo, dare fallo poi alla difesa è follia. Ma la gara non si vede nelle piccole cose: Almqvist ributta in campo un pallone mentre la Roma sta facendo la rimessa laterale solo per perdere tempo. Un arbitro presente a se stesso avrebbe ammonito. Disastroso.

IL TEMPO Partita davvero complessa per Chiffi, con tanti episodi al limite e difficili da leggere. Nel primo tempo la Roma chiede due rigori. Il primo: vero che Circati sbilancia Dybala con un braccio, ma l’obiettivo del difensore è farsi spazio nella ricerca del pallone, il contatto non è punibile. Più complesso il secondo. Rischia Valenti, che su un pallone spiovente rifila un calcione a Mancini. Quel che è certo è che dalla dinamica sembra che l’argentino colpisca la gamba dell’avversario da sotto. La sensazione, però, è che il VAR non intervenga perché, quasi contemporaneamente al contatto, il difensore riesce anche a rinviare il pallone. Nella ripresa, molto contestato l’annullamento del gol di Pellegrino per un fuorigioco di Troilo. «Non può intervenire», dice Chiffi all’attaccante del Parma, riferendosi a Svilar: il movimento di Troilo – che si trova nell’area di porta a circa un metro di distanza dal portiere – interferisce con il suo tuffo. Curioso che anche all’andata fosse stato revocato – con OFR – un gol a Soulé per la stessa fattispecie di fuorigioco. Silent check sul 2-2 di Rensch per un possibile tocco di braccio di Mancini da terra. L’impatto sembra col fianco, ma anche se fosse stato col braccio non sarebbe stato punibile perché non è un fallo di mano. Poi l’episodio che cambia tutto. Ci sono due elementi dirimenti nel rigore assegnato alla Roma con OFR. Il primo è che Rensch vada in vantaggio su Britschgi: quello che inizialmente è un corpo a corpo nei limiti della regolarità, con schermaglie anche con le braccia, nel momento in cui Rensch prende posizione e va davanti all’avversario, diventa falloso. Il secondo è che il pallone finisce effettivamente proprio li e, forse, senza quella trattenuta, Rensch sarebbe riuscito anche a concludere verso la porta.


IL ROMANISTA – VOTO 5 […] Al 19′ l’episodio più dubbio del primo tempo: Dybala serve Mancini in area, il romanista entra contemporaneamente a Valenti sul pallone. Chiffi non rileva nulla, oggettivamente non è semplice, ma ci mette poca personalità (è in buona posi-zione). Il check stavolta è più lungo ma il Var Mazzoleni non cede: non è rigore perché, mentre scalcia Mancini, Valenti tocca anche il pallone. Elemento che non scagiona il parmense, ma di fatto è il “comma” (cit.) che consente agli arbitri di interpretare ad libitum. Al 36′ Nicolussi Caviglia viene graziato dal giallo per un fallo netto su Koné: imprudenza. Nella ripresa, dopo il cartellino giallo rimediato da Strefezza che si toglie tutto dopo il il gps, arriva al 10′ il gol di Pellegrino del 2-1 annullato per fuorigioco: chiara la dinamica con Troilo nell’area piccola davanti a Svilar che si abbassa e quindi disturba (la procedura vorrebbe l’on field review ma il gol viene annullato da Lissone, decisione sacrosanta). Al 19′ ammonito Troilo per trattenuta su Malen e al 30′ è bravo Venturino a costringere al giallo Britschgi. Poi il clou finale: al 4′ di recupero la Roma pareggia con Rensch. Cuesta e compagni, frustrati dal pari, chiedono un braccio di Mancini che sembra più un anca, ma comunque non sarebbe punibile (in caduta a terra). Meno che mai c’è immediatezza perché a segnare non è Mancio. Poi al 6′ di recupero succede l’insperato: Rensch imbeccato ancora da un cross morbido di Dybala da una parte all’altra dell’area è in vantaggio su Britschgi, prende posizione, inizia la trattenuta dello svizzero che non pensa al pallone (c’è anche un braccio di Rensch, per divincolarsi) e stende l’olandese con una cintura prolungata. Chiffi si perde e dà il fallo in attacco… Stavolta è solare e Mazzoleni non può esimersi dal richiamarlo al monitor: calcio di rigore e seconda ammonizione, per comportamento antisportivo (niente depenalizzazione).
Nessun dubbio, quindi, lo diciamo a beneficio del cerchiobottismo mainstream e delle domande piumate dei vari cronisti agli allenatori. Solo diversi errori, ancora una volta potenzialmente decisivi (in negativo) per la Roma di Gasp. […]


IL MESSAGGERO – VOTO 5 Non fischia né al Var per un fallo di Valeri su Mancini in area di rigore del Parma.”Compensa” l’errore annullando il gol a Pellegrino […] e con il rigore concesso nel finale.

Domenica derby, il questore Massucci: “Giusto giocare lunedì”

IL TEMPO – Il derby di Roma? È ancora senza data. Continua infatti la querelle sull’orario tra autorità e Lega Calcio, che vuole la disputa del match di domenica alle 12.30, in contemporanea con tutte le altre partite della corsa per la Champions League. Non è dello stesso avviso il questore di Roma, Roberto Massucci: «Premesso che noi siamo attrezzati per gestire qualsiasi cosa, anche eventi difficili in concomitanza, però mi sembrerebbe di buon senso non far giocare nello stesso giorno degli Internazionali di tennis, che sono diventati un evento mondiale, un evento altrettanto importante come il derby».

Da giorni è partito infatti il pressing per non disputare il derby e la finale maschile degli Internazionali a poche ore di distanza, con una polemica che si sta trascinando senza sosta. Anche perché la sfida tra Roma e Lazio non può essere giocata, per motivi di ordine pubblico, nelle ore notturne. Sembra difficile che alla fine prevalga la posizione della Lega (e quindi delle televisioni).

Roma da impazzire, a Parma la ribalta con 2 gol nei minuti di recupero: 2-3

LEGGO (F. BALZANI) – Una partita folle e una rimonta pazzesca che ha rimesso la Roma sulla strada per la Champions dopo averla persa per 93 minuti. Fino a quel momento, infatti, la squadra di Gasperini era sotto per 2-1 a Parma e con una posizione che poteva garantire solo la Conference League. Poi l’eroe per caso: Rensch. L’olandese ha trovato prima il gol del pari e poi si è guadagnato il rigore dell’incredibile sorpasso al minuto 100.

Ma avvolgiamo il nastro. Perché nel primo tempo la scena l’ha presa soprattutto Dybala, al rientro da titolare dopo oltre cento giorni. La Joya ha regalato l’assist per la prima rete di Malen e altri spunti non sfruttati dai compagni, su tutti Soulé che ha colpito il palo a porta vuota. Sembrava una giornata facile, non lo è stata.

A inizio ripresa, infatti, un errore di Hermoso ha permesso a Strefezza di pareggiare. Da quel momento la Roma è andata in difficoltà con il Parma che ha trovato il 2-1 tre minuti dalla fine con Keita. Più bravo dei romanisti (tre occasioni enormi fallite da Malen e Pisilli) a infilare la porta di Svilar. Sembrava la fine di una stagione maledetta. Poi accade l’imponderabile. Rensch, entrato da pochi minuti, trova con un bel diagonale la rete del pari. La Roma attacca a testa bassa, mancano solo 2 minuti di recupero. Britscghi atterra Rensch in area di rigore, Chiffi inizialmente fischia fallo in attacco. Poi al Var cambia idea e assegna il penalty. Dal dischetto va Malen, Gasp non guarda ma l’olandese non tradisce e segna il gol numero 13 (mai nessun acquisto invernale ci era riuscito). Da sesta la Roma si ritrova al 4° posto insieme al Milan.

La nota negativa arriva proprio dalla bocca di Dybala. «Quella contro la Lazio sarà probabilmente la mia ultima partita all’Olimpico. Vorrei sapere anche io cosa mi riserva il futuro, il contratto dice che smetto con la Roma dopo le prossime due partite». I margini ci sono ancora.

I VOTI DEGLI ALTRI – Rensch “l’uomo della provvidenza”, Malen “magistrale”. Gasperini “chi vince ha sempre ragione”

La Roma supera con una rimonta folle il Parma. Al Tardini termina 2-3, decisive le reti arrivate negli ultimi minuti siglate da Rensch e Malen. Il primo viene definito “L’uomo della provvidenza”. (Corriere dello Sport) Mentre l’attaccante non smette più di stupire: “Un gol con uno stop a seguire spettacolare e una freddezza incredibile dal dischetto, oltre a quello annullato dove aveva tirato fuori una giocata incredibile. Magistrale”. (Il Tempo). Risultano vincenti i cambi di Gasperini: “Primo tempo perfetto, ripresa lacunosa. Con i cambi fa un po’ di confusione, ma alla fine vince. E chi vince ha sempre ragione”. (La Gazzetta dello Sport)

MEDIA VOTI DELLE PAGELLE DEI QUOTIDIANI (La Gazzetta dello Sport, Il Messaggero, Il Corriere dello Sport, Il Tempo, Il Romanista, Corriere della Sera, Repubblica)

Svilar 6
Mancini 5,5
Ndicka 5,42
Hermoso 5,07
Celik 5,71
Cristante 6
Konè 6,14
Wesley 6,21
Soulé 5,42
Dybala 7,21
Malen 8

Ghilardi 6,07
El Aynaoui 6,14
Pisilli 6,21
Rensch 7,71
Venturino 6,16

Gasperini 6,71


LA GAZZETTA DELLO SPORT

Svilar 6
Mancini 5
Ndicka 6
Hermoso 5
Celik 6
Cristante 5.5
Konè 6
Wesley 6
Soulé 5.5
Dybala 7
Malen 7.5

Ghilardi 6
El Aynaoui 6.5
Pisilli 6
Rensch 8
Venturino sv

Gasperini 6.5


IL MESSAGGERO

Svilar 6
Mancini 5.5
Ndicka 5
Hermoso 5
Celik 5.5
Cristante 6
Konè 6
Wesley 6.5
Soulé 5.5
Dybala 7
Malen 8

Ghilardi 6.5
El Aynaoui 6
Pisilli 6
Rensch 7.5
Venturino 6

Gasperini 6


CORRIERE DELLO SPORT

Svilar 6
Mancini 6
Ndicka 5.5
Hermoso 5
Celik 6
Cristante 6.5
Konè 6.5
Wesley 6.5
Soulé 5.5
Dybala 7.5
Malen 9

Ghilardi 6
El Aynaoui 6.5
Pisilli 7
Rensch 8
Venturino 6

Gasperini 8


IL TEMPO

Svilar 6
Mancini 5.5
Ndicka 5.5
Hermoso 5
Celik 5.5
Cristante 6
Konè 6
Wesley 6
Soulé 5
Dybala 7
Malen 7.5

Ghilardi 6
El Aynaoui 6
Pisilli 6
Rensch 7.5
Venturino 6.5

Gasperini 6.5


IL ROMANISTA

Svilar 6
Mancini 6.5
Ndicka 6
Hermoso 5.5
Celik 6
Cristante 6
Konè 6.5
Wesley 6.5
Soulé 6
Dybala 8
Malen 8.5

Ghilardi 6
El Aynaoui 6
Pisilli 6.5
Rensch 7.5
Venturino 6

Gasperini 7


LA REPUBBLICA

Svilar 6
Mancini 5
Ndicka 5
Hermoso 5
Celik 5.5
Cristante 6
Konè 5.5
Wesley 5.5
Soulé 5
Dybala 7
Malen 8

Ghilardi 6
El Aynaoui 6
Pisilli 6
Rensch 7.5
Venturino 6

Gasperini 6.5


CORRIERE DELLA SERA

Svilar 6
Mancini 5
Ndicka 5
Hermoso 5
Celik 5.5
Cristante 6
Konè 6.5
Wesley 6.5
Soulé 5.5
Dybala 7
Malen 7.5

Ghilardi 6
El Aynaoui 6
Pisilli 6
Rensch 8
Venturino 6

Gasperini 6.5

L’affondo di Dybala

Il ribaltone del Tardini, iniziato a metà recupero (93′ 14″), ha le firme di Dybala e Malen, protagonisti per più di cento minuti del match infinito contro il Parma. Con loro è decisivo, in entrambi i gol della rimonta della Roma, Rensch che segna e conquista il rigore del terzo successo consecutivo dei giallorossi, ancora in piena corsa Champions. Paulo e Don lasciano il campo felici e al tempo stesso distanti. Perché, con l’olandese che sale a quota 13 gol in 16 giornate (14 contando quello in Europa League), l’argentino annuncia invece l’addio al club di Friedkin con due giornate d’anticipo. La partita in Emilia non finisce mai. Prosegue con l’intervista a caldo di Dybala: «Vorrei sapere anche io del mio futuro. A oggi il contratto dice che finisce dopo queste due partite. Il derby potrebbe essere l’ultima partita mia davanti ai tifosi della Roma. Non ho preso nessuna decisione, ma è quello che dice il contratto». Paulo usa il condizionale per prendersi il suo tempo e magari vedere che cosa gli proporrà il club giallorosso. Il suo ingaggio è da 8 milioni più uno di bonus (lordi sono poco meno di 18 milioni). La proprietà – ascoltato il parere di Gasperini che lo confermerebbe – è intenzionata a ridurre il monte stipendi e quello di Paulo sarebbe tagliato almeno della metà, più qualche bonus legato alle presenze.
Bisogna vedere che cosa ha in mente l’argentino, chiamato dal Boca Juniors e dagli States. […]

«Questa squadra dà tutto fino alla fine, in settimana ci alleniamo tantissimo e diamo il massimo ogni giorno per giocare novanta minuti così. A Parma si sono viste la cattiveria e la voglia che ha questa squadra di raggiungere un posto in Champions. Sappiamo che non dipende da noi, ma lotteremo fino alla fine. Era fondamentale vincere in qualsiasi modo. Vincere così è bello. Sicuramente la gente a casa si è divertita ma ha anche sofferto. Speriamo che quelli sopra a noi cadano e di poter vincere ancora. Più carichi di così al derby non possiamo arrivare. Per i tifosi della Roma e per la classifica sarà bello giocarlo». Paulo ha ceduto il rigore a Malen: «È in un momento incredibile, era giusto lasciargli il pallone». […]

(Corsera)

“Pensavo già alla Conference e invece…”

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – Sembrava tutto finito. «Al gol di Keita pensavo alla Conference – ha ammesso Gasperini a Dazn – alle occasioni che avevamo avuto e alle parate di Suzuki straordinarie». Allo stesso tempo, «non pensiamo mai che una partita sia finita fino a quando l’arbitro non fischia». La Roma ha avuto la forza di reagire e di tenere vive le speranze Champions. «La partita è stata di livello. Abbiamo fatto un primo tempo buonissimo, ma abbiamo preso qualche contropiede di troppo – ha affermato il tecnico di Grugliasco – Non è facile recuperare le energie per riportarsi in vantaggio con una squadra che sta così bene come il Parma, abbiamo avuto un grande spirito sotto quell’aspetto. La squadra è straordinaria da inizio anno. Sembrava una partita un po’ stregata per il numero di occasioni. Sarebbe stata una beffa perdere questa partita. Fare gol nel recupero mi è capitato, ma rarissime volte di passare dal 2-1 al 2-3. È la prima volta che non guardo un rigore. Stavo guardando la gente, ma alla fine l’ho visto sul tabellone».
E Gasperini è certo che l’inserimento di Rensch ha rappresentato il cambio decisivo:
«Ha segnato e conquistato il rigore. In termini di risulta-to, ha cambiato la partita».

Cuesta si è lamentato per alcuni episodi arbitrali, ma per l’allenatore piemontese non esistono dubbi: «Ci sono le immagini, le vedrà tutta Italia, ma mi sembrano tutte molto evidenti. Il rigore è netto. Capisco la delusione per aver perso nel recupero, perché hanno giocato con uno spirito straordinario e questo è bello per il campionato. Aver vinto per noi è motivo di grande soddisfa-zione. Abbiamo avuto tante occasioni, i numeri parlano da soli e anche gli episodi». La doppietta del Tardini ha permesso a Malen di salire a quota tredici gol in campionato e diventare l’acquisto di gennaio ad aver segnato più reti nei primi mesi in Serie A. È un ragazzo tranquillo, non molto espansivo, ma si è inserito benissimo nello spogliatoio – ha dichiarato Gasperini – È un ragazzo straordinario. Ha sempre questo viso sereno e ci tiene moltissimo. Ha delle grandi motivazioni e ha alzato il livello in campo. Ci siamo affezionati anche al ragazzo». Il modo migliore, per la Roma, di arrivare al derby. Il protagonista a sorpresa è stato Rensch, prima con il gol, poi con il rigore conquistato: «Èstato un match pazzo, ma ci abbiamo creduto da squadra. Il derby è il derby, la partita più importante, e dobbiamo vincere».