Bove presente agli 80 anni della Boreale: “Mi piacerebbe tornare a giocare in Italia. Roma in Champions? Speriamo, Gasp sta facendo una stagione importante” (FOTO e VIDEO)

Fondata nel 1946, l’Associazione Sportiva Dilettantistica Boreale celebra gli 80 anni dalla sua nascita e la nota società calcistica di Roma Nord ha organizzato un evento per festeggiare tale traguardo. Alla cerimonia è presente anche Edoardo Bove, il quale acquistò il club nel 2024. La Boreale milita attualmente nel campionato di Eccellenza Lazio e ha chiuso il Girone A in ottava posizione con 48 punti in 34 giornate.

embedgallery_1077293

Ecco la nota ufficiale: “La Boreale compie 80 anni e si appresta a celebrare il traguardo con una grande giornata di festa: il 7 giugno prossimo, sotto il Patrocinio del Comune di Roma, il Centro Sportivo CasaViola aprirà infatti le porte a una serie di iniziative, che vedranno coinvolti tesserati, ex calciatori, dirigenti di ieri e di oggi, assieme a tutti gli amici della famiglia viola. Nella circostanza sarà allestito un vero e proprio villaggio dello sport, composto da una serie di stand che ospiteranno una mostra fotografica dedicata alla storia del Club, la Coppa Italia Regionale conquistata proprio quest’anno, oltre ai gadget speciali e ai kit della prossima stagione. Inoltre, i ragazzi della scuola calcio daranno vita a tornei e sfide di abilità, mentre gli atleti delle categorie superiori si esibiranno in una gara sui calci di rigori. Nella stessa giornata è prevista la finale del torneo Passi, dedicato alla categoria 2013 e intitolato al primo, storico, presidente della Boreale. La giornata culminerà con una partita tra leggende del Club, vecchie glorie che affronteranno una squadra composta dagli attuali tecnici. Nella cerimonia di chiusura saranno consegnati premi speciali a chi ha svolto un ruolo speciale in questi 80 anni di storia.

“La Boreale è nata nel 1946 e negli anni difficili del dopoguerra ha utilizzato il gioco del calcio per distogliere i ragazzi più poveri dalla strada, cercando di insegnare loro che nella vita ogni tipo di risultato può essere raggiunto solo con il rispetto delle regole, la serietà e la costanza”, ha dichiarato il presidente della Boreale, Leandro Leonardi, richiamando le origini del Club. “Oggi conserva lo spirito e i principi con cui è nata: l’attività sportiva rappresenta un valore assoluto, che tuttavia non può prescindere dal perseguimento di obiettivi educativi e sociali. I risultati agonistici hanno senz’altro gratificato i nostri sforzi e oggi siamo felici di aver onorato i nostri primi 80 anni con la conquista della Coppa Italia Regionale e con la semifinale Nazionale. In occasione di questa ricorrenza mi preme però esporre altri trofei: faccio riferimento a tutti i ragazzi che hanno rappresentato i nostri colori, spesso sotto età, e alla nostra casa, il Centro Sportivo CasaViola, voluto, sostenuto e valorizzato dalla società insieme a compagni di viaggio eccezionali, quali Edoardo Bove e la sua famiglia”.

“Sono onorato di potermi considerare parte di questo lungo ed emozionante cammino, che ha portato la Boreale a compiere 80 anni – ha dichiarato Edoardo Bove -. Ogni calciatore in qualche modo appartiene alla prima società per cui ha giocato: nel mio caso ho voluto trasformare un indissolubile ricordo di infanzia in un legame ancora più profondo, fatto di impegno, progetti e visione condivisa con il presidente Leonardi. Per me la Boreale è stata tante volte casa, compreso in questo ultimo delicato anno della mia vita, dove l’affetto, i sorrisi e la disponibilità delle persone che popolano il Centro Sportivo sono stati di grande importanza, soprattutto nei momenti più difficili. Inoltre, sono particolarmente orgoglioso di aver visto CasaViola ospitare i programmi dedicati al Primo Soccorso: la mia sfida è presto diventata quella della gente della Boreale, che ha dimostrato un’attenzione e una sensibilità determinanti per la riuscita delle giornate formative”.

Negli anni Quaranta, nel quartiere romano di Tor di Quinto, Don Marino Marani inizia la propria opera educativa e spirituale in un contesto profondamente segnato dalla guerra, dove molti giovani della zona di Ponte Milvio crescono senza punti di riferimento. Per offrire ai ragazzi un luogo di aggregazione fondato sui valori cristiani, Don Marino dà vita ai “Legionari della Madonna di Fatima”, associazione mariana che diventa presto un riferimento per il territorio. Parallelamente dà vita a una polisportiva destinata a lasciare un segno profondo nella comunità: la Boreale. Attraverso lo sport, il sacerdote coinvolge centinaia di giovani, accompagnandoli con spirito paterno in un percorso umano, educativo e sportivo. Terminato il conflitto, nel 1946 prende ufficialmente forma la polisportiva tanto desiderata. Insieme a Don Marino Marani, Bernardino Passi, Vittorio Soldini e Orazio Marchetti fondano così l’Unione Sportiva Cattolica Boreale. Nel primo stemma del Club brilla la Stella Polare: una guida capace di indicare la direzione, riferimento ideale e morale per intere generazioni di giovani. Anche il colore sociale, il viola, racchiude un significato profondo, rappresentando l’umiltà e i valori con cui la Boreale intende vivere e onorare la propria esperienza sportiva.

Nel panorama del calcio romano, la Boreale rappresenta una realtà solida e in costante crescita. Sotto la presidenza di Leandro Leonardi, il club ha consolidato negli anni la propria struttura organizzativa e tecnica, puntando con continuità sulla valorizzazione dei giovani del vivaio. La scuola calcio conta circa 350 iscritti e alimenta un settore agonistico composto da cinque squadre impegnate nei campionati d’élite, ad eccezione dell’Under 16 che disputa il regionale. In questa stagione sono stati inseriti in prima squadra sei ragazzi classe 2008 provenienti dal settore giovanile, protagonisti di un’annata destinata a rimanere tra le più importanti della storia viola. Fondamentale anche il lavoro di un organigramma composto da dirigenti e tecnici qualificati, che negli anni ha contribuito alla crescita della società e alla costruzione di un’identità riconosciuta nel panorama calcistico regionale. Nell’anno dell’ottantesimo anniversario, la Boreale ha conquistato la Coppa Italia regionale di Eccellenza battendo in finale il Ferentino, successo che è valso anche la premiazione in Campidoglio per meriti sportivi. Il percorso si è poi esteso fino alla semifinale nazionale di Coppa Italia d’Eccellenza, persa soltanto ai rigori contro il Bisceglie dopo due pareggi tra andata e ritorno. Un cammino di grande valore, chiuso senza sconfitte nei tempi regolamentari tra fase regionale e nazionale”.


Nel corso dell’evento Edoardo Bove ha rilasciato alcune dichiarazioni: “Sono stato un giocatore della Boreale, quindi parte di questa storia. Per me è motivo di grandissimo orgoglio. Prima parlavate di me ed essere qui con voi mi scalda il cuore. Anche se non siete abituati a parlare in pubblico, ve la siete cavata bene (ride, ndr). Volevo ringraziarvi pubblicamente, ho sempre ringraziato la mia famiglia ma se ho raggiunto determinati obiettivi è anche merito vostro. Quando sto a Londra sono davvero tranquillo perché so che voi siete qui e insieme agli altri ragazzi cercate sempre di dare il massimo per offrire ai ragazzi il meglio. Questo mi fa stare tranquillo ed è motivo di grandissimo gioia. Sono partito dai ringraziamenti perché mi sentivo di farlo subito. Ma ora voglio parlare di ciò che provo io nell’essere qui oggi e far parte della Boreale in un modo differente. Io sto cercando di trasformare un ricordo di infanzia molto positivo in un legame ancora più grande. Sappiamo quanto siamo legati, ma questo legame professionale è motivo di grandissimo entusiasmo. Ho scelto di legarmi alla Boreale per dare la possibilità a ogni ragazzo di vivere il mio percorso e di farlo con la massima serenità possibile. Uno dei motivi per cui credo di essere diventato giocatore è di non aver sentito la pressione del dover arrivare. Inoltre non ho sentito nemmeno la pressione della famiglia, ovviamente tutti vorrebbero avere un figlio calciatore soprattutto in Italia. Ma questo tipo di volontà a volte inibisce i ragazzi, ma fortunatamente non è stato il mio caso. Questa è una cosa che viene molto sottovalutata. Prima parlavamo di risultati, ma a volte la voglia di fare risultati può esserti nemica. La ricerca della tranquillità e del crescere in un ambiente sereno è la cosa più importante. Voglio sottolineare l’impegno che mettiamo al di fuori del campo anche nelle iniziative sociali. Vi ringrazio perché tutti i corsi sul primo soccorso danno la possibilità a molte persone di informarsi su un argomento che è ancora arretrato. Qui cerchiamo di far si che tutti i ragazzi possano essere al corrente di tutte le manovre di primo soccorso, a partire dallo staff e dagli allenatori. Diamo grande importanza per l’episodio che mi è accaduto e per ciò che è successo dopo quello. Tutti si sono spaventati, ma dobbiamo cercare di concretizzare quello spavento. Fare qui i corsi di primo soccorso è stato motivo di grande gioia per me. Ringrazio i ragazzi della prima squadra perché questo anno è stato molto positivo per loro. Io sono venuto qui per moltissimo tempo ed era tanto che non lo facevo. Inoltre ho avuto anche la possibilità di stare con loro e di allenarmi insieme a loro, questa è stata una delle prime scintille che ha riportato in me una voglia matta di giocare. Non conta il livello a cui si gioca, siamo tutti malati di calcio e abbiamo questa passione che ci accomuna. Questo è stato il luogo di ritrovo, mi svegliavo e venivo al campo ad allenarsi da solo insieme a un preparatore. Ripartire da questo luogo è un segno del destino. Sono ripartito due volte da qui e sono contento di come sta andando. Mi dispiace di non essere così presente, ma ho avuto la fortuna di poter vivere tutte le persone che sono qui giornalmente. Il lavoro che viene fatto qui è eccellente, l’impegno che viene messo è il massimo a prescindere dalle strutture e dai risultati. Questa è una delle cose più importanti. Vi ringrazio di essere qui, è un grandissimo piacere per me”.

Successivamente l’ex centrocampista della Roma ha risposto alle domande dei giornalisti.

Qui hai iniziato la tua avventura calcistica…
“Essere qui è motivo di grandissimo orgoglio. Essere qui per gli 80 anni del club e aver fatto parte della società mi riempie di gioia. Ora sono tornato in vesti un po’ differenti, non so se notate il vestito (ride, ndr). A parte gli scherzi, tornare a casa fa sempre bene”.

Il tuo primo bilancio dell’esperienza in Inghilterra?
“Mi sono trovato bene, è un’esperienza nuova ed è la prima volta che sono andato a vivere fuori dall’Italia. Mi sto trovando bene. Il calcio è differente dal punto di vista dell’intensità, è un calcio un po’ più diretto e mi sta piacendo”.

Quanto ti dispiace non poter giocare in Italia?
“Non è un dispiacere. La Serie A è un campionato importante, in futuro non so come andranno le cose. Ritornare sarebbe un piacere, ma sono contento della mia esperienza all’estero ed era uno dei miei obiettivi giocare soprattutto in Inghilterra. Volevo confrontarmi con una realtà differente. Sono molto contento di come sta andando, vediamo cosa ci riserverà il futuro”.

In un post su Instagram hai ammesso le difficoltà: pensavi fosse più facile?
“Voglio giocare il maggior numero di partite possibili e solo durante le gare trovi un determinato ritmo dal punto di vista fisico. Forse non ho avuto la possibilità di mettere minuti consecutivi nelle gambe come mi aspettavo. Sono contento di come sta andando l’esperienza al Watford, ringrazio il club e i tifosi per come mi hanno accolto. Sono stati il punto da cui sono ripartito e anche le mie condizioni fisiche sono state assolutamente perfette. Per me era un test per vedere come mi sentivo e da questo punto di vista sono contento. Io sono tornato a giocare per farlo al massimo, è questa la parte che non è andata al meglio. Vediamo l’anno prossimo”.

Hai sentito i compagni della Fiorentina? La Roma andrà in Champions?
“Sento quasi tutti i compagni ed è questo che cerco dal calcio, sono dei rapporti che mi porto dietro. Ho parlato anche con ex calciatori e ciò che ti rimane dalle sconfitte sono i rapporti che crei con le persone. Ho sentito i calciatori della Fiorentina e sono contento per un club a cui sono affezionato. Inoltre questo club ha un rapporto con la Boreale, la Viola mi ha dato la possibilità di unire la Boreale alla maglia della Fiorentina. Celebrare gli 80 anni anche con l’affiliazione alla Fiorentina è un motivo di grandissimo orgoglio e li ringrazio per la loro disponibilità e vicinanza. Roma in Champions? Spero assolutamente per la piazza e per i compagni, non parliamo prima. Ieri è stata una partita molto importante”.

Ti stupisce ciò che succede a Roma? E’ quasi come se Roma fosse a un passo per diventare grande ma poi succedono cose che destabilizzano l’ambiente come il caso Ranieri-Gasperini…
“Io stavo a Londra (ride, ndr). Non entro nei dettagli, non ne sono nemmeno a conoscenza. Ho cercato di isolarmi perché per me era troppo importante ripartire al massimo e farlo nel modo più concentrato possibile. La Roma cerca sempre di fare tutto al massimo e l’ambizione è sempre quella. Sarà sempre così”.

Gasperini è la persona giusta?
“Non credo di essere la persona giusta per rispondere a questa domanda. Ognuno ha le sue idee, sappiamo la storia del mister. Sta facendo una stagione importante”.

Vai a vedere il derby?
“Sabato è il mio compleanno, speriamo che domenica mi facciano un bel regalino (ride, ndr). Io di solito preferisco vederlo a casa, sono un po’ più tranquillo. Non so se andrò allo stadio, non ti rispondo”.

La finale di Champions?
“Sto decidendo in questi giorni se andare allo stadio, dato che anche io dovrò andare in vacanza perché la stagione inizierà subito con il ritiro. Ne ho parlato anche con Calafiori, vediamo cosa uscirà fuori”.

Andrai a vedere Flavio (Cobolli, ndr). Dove può arrivare?
“Può arrivare in fondo, non gli voglio mettere pressione ma per come sta giocando ogni partita è la sua migliore versione. Sta migliorando in un modo incredibile, è motivo di esempio per tanti ragazzi, anche per me. Gli ho scritto anche, tramite lavoro sta raggiungendo un livello sempre più alto. Lo andrò a vedere stasera, la prima sul Centrale, sarà una grande emozione. Gli Internazionali è diventato il torneo dove è più difficile per trovare biglietti, anche per me lui ne ha pochi, oggi mi fa questo regalo”.

Il tennis sta prendendo molto spazio…
“Sicuramente i risultati di Sinner e degli altri italiani aiutano. Il tennis è sempre stato uno sport che appassiona, per i valori che condivido assolutamente. Sono valori puri, è uno sport che mi ha segnato molto. Questa crescita è dovuta al gran numero di risultati dei nostri tennisti”.

Calciomercato Roma, Gasperini spinge per il rinnovo di Dybala e Paredes lo chiama al Boca: per i giallorossi non è una priorità

Nel post partita dopo la vittoria contro il Parma di ieri, Paulo Dybala ha parlato del suo futuro. Il numero 21 ha affermato come la società non lo abbia ancora contattato per un possibile rinnovo di contratto, e che molto probabilmente il derby contro la Lazio sarà la sua ultima partita di fronte ai tifosi romanisti allo stadio Olimpico. Come riferito da Matteo Moretto sul canale Youtube di Fabrizio Romano, la possibilità che Dybala lasci la Roma al termine della stagione è molto concreta. L’entourage del calciatore e lo stesso Dybala sono a stretto contatto con il Boca Juniors. Il club argentino sta lavorando da mesi a questa pista, e anche Paredes, amico di Dybala e oggi al Boca Juniors, è coinvolto. Anche Riquelme, presidente del club, vorrebbe il ritorno di Dybala.



Gian Piero Gasperini
 intende spingere per la permanenza di Paulo Dybala. Secondo quanto riferito da Eleonora Trotta, l’allenatore giallorosso proverà a convincere la società a rinnovare il contratto dell’attaccante argentino, attualmente in scadenza a giugno 2026. Da parte sua, Dybala continua a dare la priorità alla Roma. Nonostante la volontà del calciatore di restare nella Capitale, non mancano le manifestazioni d’interesse dall’estero: nelle ultime settimane l’attaccante ha avuto contatti con il Boca Juniors, il Fenerbahce e alcuni club americani. La posizione di Gasperini potrebbe risultare decisiva per sbloccare la trattativa con la proprietà e blindare il futuro della “Joya”.

Corte serrata di Leandro Paredes per far trasferire la Joya al Boca. Come riferito da Eleonora Trotta su X, però, Dybala aspetta la Roma che oggi non considera il suo rinnovo una priorità, nonostante il pressing di Gasperini.

IL PUNTO DEL LUNEDÌ – FERRETTI: “La proprietà va a due all’ora. Gasp non ha ancora deciso niente” – SORRENTINO: “Il rigore lasciato a Malen da Dybala è stato un passaggio di consegne”

La Roma supera per 2-3 il Parma rimontando clamorosamente negli ultimi minuti di partita. 3 punti a dir poco pesanti per i giallorossi che restano aggrappati al treno per la Champions League e agguantano il Milan al quarto posto in classifica. Tutto si deciderà tra 180 minuti, in queste ultime due partite di campionato la Roma capirà in quale Europa giocherà nella prossima stagione. Gasperini, intanto, aspetta l’incontro con la proprietà, anche se resta concentrato sul campo, ma difficilmente può ancora aspettare e in merito è netto Mimmo Ferretti su Il Corriere dello Sport: “Nonostante tutto, la proprietà va (come al solito) a due all’ora, alimentando dubbi e incertezze nel cuore della tifoseria. Gasp continua a essere etichettato come il padrone assoluto delle prossime scelte romaniste questo, ha chiamato quell’altro) ma finora non ha deciso niente. Cosa, del resto, avrebbe dovuto/potuto decidere nell’immobilismo societario?”. Roma trascinata ancora una volta da Malen che ha calciato il rigore al posto di Dybala. L’argentino al termine della partita ha dato quasi un addio definitivo, e il rigore offerto a Malen è un passaggio di testimone come scritto da Andrea Sorrentino sulle colonne de Il Messaggero: “Anche per questo ieri Dybala gli ha volentieri affidato il rigore che ha tenuto vive le speranze di un popolo. È stato come un passaggio di consegne: da ieri, la Roma ha un nuovo capo. Uno con gambe da Champions, finalmente”.


Ecco i commenti di alcuni degli opinionisti più importanti della stampa, pubblicati sulle colonne dei quotidiani oggi in edicola.


G. D’UBALDO – IL CORRIERE DELLO SPORT La Roma resta in corsa per la Champions e vince a Parma all’ultimo respiro con due giocatori olandesi finiti sul tabellino dei marcatori: Donyell Malen e Devyne Rensch. Il centravanti si è confermato, ha firmato la sua terza doppietta, è arrivato quota tredici in campionato. E’ lui che con i suoi gol sta spingendo la Roma a credere nella Champions fino alla fine. E poi è spuntato Rensch, entrato a un quarto d’ora dalla fine al posto di Celik: ha realizzato un gol e si è procurato il rigore decisivo, che Dybala ha lasciato a Malen. Ha toccato 15 palloni, ma si è fatto trovare nel posto giusto al momento giusto, trasformando una sconfitta in una vittoria che sembrava insperata. La Roma ha aggredito il Parma nel primo tempo, arrivando a esercitare fino al 71 per cento del possesso palla. Poi ha avuto una flessione, ha rischiato già poco prima dell’intervallo e nella ripresa i soliti errori difensivi e un calo fisico hanno permesso alla squadra di Cuesta di ribaltare il risultato. Ma ancora una volta con i cambi Gasperini ha cambiato la partita e l’ingresso di Rensch è stato decisivo. L’olandese è arrivato lo scorso anno a gennaio dall’Ajax, con Ranieri era partito solo 5 volte dall’inizio. Con Gasperini non è titolare, nel ruolo di esterno a destra di solito viene preferito Celik (anche se entrambi hanno giocato anche a sinistra). E’ stato impiegato solo 11 volte dal primo minuto in campionato, ma Rensch si è fatto sempre trovare. È un onesto gregario, che comunque arriva dalla scuola Ajax. Ieri è arrivato il suo primo gol in giallorosso, ma al suo attivo ci sono anche 5 assist in questa stagione. […]


S. VERNAZZA – LA GAZZETTA DELLO SPORT […] Parma-Roma è stata romanzesca. Donyell Malen ha segnato due gol, altrettanti ne ha sbagliati. È salito a quota 13 in classifica marcatori, quattro gradini sotto il capocannoniere Lautaro. Tredici reti in 16 presenze di Serie A: se fosse arrivato in estate, e non a gennaio, quanti gol avrebbe fatto l’olandese? Candidiamo Malen al premio di miglior acquisto stagionale, ex aequo con Modric: il Milan è tracollato nel momento in cu il 40enne Pallone d’oro croato ha sofferto un calo fisico e poi si è rotto uno zigomo. Al Tardini si è rivisto un Paulo Dybala di cui avevamo perso la memoria. Deliziosi l’assist per il primo gol di Malen e il cross per il palo di Soulé. Che cosa sarebbe stato Dybala se non fosse stato condizionato dalla fragilità muscolare. Peccato che vada via, forse tornerà in Argentina. I giallorossi hanno ribaltato il risultato nel recupero, con due gol contestati dagli avversari. Ci sembra che nei due episodi le decisioni, prese con la tecnologia, siano state corrette. Non si può più prescindere dal Var, basta farne un uso essenziale, non abusarne. E bisogna accettario sempre, non solo quando si esprime a favore. […]


M. FERRETTI – CORRIERE DELLO SPORT A due partite dalla fine del campionato, la Roma è ancora in corsa per un posto Champions. La Roma, agganciato il Milan al quarto posto (a meno 1 dalla Juventus terza) non molla; non si arrende. E questa, in un periodo carico di punti interrogativi, è l’unica certezza reale che accompagna Gian Piero Gasperini. Il quale, aspetta. E spera. Spera che, più prima che poi, qualcuno della proprietà lo convochi per definire la strategia per la prossima stagione. Che non significa soltanto mercato, ma pure tutto ciò che appartiene alla normale vita quotidiana di un club che ha ambizioni internazionali. L’incontro con i Friedkin, mille volte sbandierato come imminente, non ha ancora avuto luogo. Da ogni parte si cerca di minimizzare: in fondo, anche gli altri non si stanno muovendo, ci sarà tempo per il futuro, ora conta il presente. Vero, anche/ soprattutto alla luce del risultato di Parma, ma non può non esserci un limite. Perché la Roma deve (ri)organizzare tutto, in primis l’assetto dirigenziale partendo dalla figura del direttore sportivo. E, sotto questo aspetto, ogni giorno senza novità è un giorno sprecato. Nulla contro Ricky Massara, per carità, se mai tutto a favore della Roma che oggi si trova in una situazione a dir poco strana. Goffa. Per colpe esclusivamente sue. Eppure, nonostante tutto, la proprietà va (come al solito) a due all’ora, alimentando dubbi e incertezze nel cuore della tifoseria. Gasp continua a essere etichettato come il padrone assoluto delle prossime scelte romaniste questo, ha chiamato quell’altro) ma finora non ha deciso niente. Cosa, del resto, avrebbe dovuto/potuto decidere nell’immobilismo societario? In questo clima di approssimazione, la squadra sta per chiudere una stagione disastrosa in Coppa Italia, deludente in Europa League ma ancora viva assai in campionato. A Parma, ieri, la Roma è riuscita a vincere una partita che, durante il recupero, sembrava (era…) persa. E addio Champions… Ma il gruppo di GPG non si dà mai per vinto. E con la (solita) doppietta di Malen, che fa notizia anche quando sbaglia, è riuscito a portare a casa un successo pesantissimo. […]


P. CONDÒ – IL CORRIERE DELLA SERA […] Come spesso succede quando le energie stanno scemando, e il peso di una stagione intera si fa sentire, l’accessorio risolutivo diventa la valigia del centravanti, e questo continua a essere il vuoto più cosmico del Milan. Altrove funziona diversamente. Lecce-Juve o-1: Vlahovic. Verona-Como o-1: Douvikas. Parma-Roma 2-3: doppietta di Malen. Sono tutte partite nelle quali l’abilità del bomber designato ha fatto la differenza, e siccome il tema del numero g ha attraversato l’annata di molte squadre non sorprende il suo rilievo in questa volata finale per la Champions. Douvikas passa spesso per il parente povero di una compagnia che contempla interpreti raffinati come Nico Paz o Baturina, ma i suoi 13 gol hanno motorizzato l’inseguimento riuscito del Como all’Europa (intanto). Partito in seconda fila per le note vicende contrattuali, Vlahovic ha vinto per k.o. il confronto con David e Openda malgrado la lunga degenza ai box, e adesso è lui la garanzia principale perché 1 gioco di Spalletti trovi lo sbocco necessario. Malen, poi… Donyell Malen ha raggiunto ieri, col magistrale controllo e tiro dell’i-o e la glaciale trasformazione del 3-2, la quota di 13 gol che ne fa il capocannoniere di sempre degli acquisti di gennaio. Ma l’impatto dell’olandese va anche al di là delle reti che segna, perché la possibilità di dialogare con un simile attaccante della profondità ha riattivato voglie e ispirazioni di Dybala, gustoso ieri come un panetto di burro sciolto in padella: era tutto più bello nella Roma in fase offensiva, meno negli equilibri perché Paulo e Soulé in tandem senza palla qualcosa costano. Chiamiamolo colesterolo calcistico, danno collaterale che il romanzesco finale di Parma ha reso più che accettabile, e vedremo se l’ormai possibile qualificazione Champions produrrà un anno ulteriore di Dybala romanista. Di certo l’energia molto gasperiniana con cui la squadra è risalita dal pozzo in cui era precipitata è una prova di salute fisica e mentale. Per il Milan non c’è notizia migliore del fatto che in caso di arrivo alla pari non ci sia spareggio.


T. CARMELLINI – IL TEMPO Centoquattro minuti si sofferenza per vincere contro un Parma che ha dato davvero tutto ed era riuscito a fare lo sgambetto ai giallorossi lanciati all’inseguimento dell’ultimo posto utile per l’Europa che conta. Il sogno Champions di Dybala &Co. ha rischiato di infrangersi al Tardini dove succede praticamente di tutto. La Roma va avanti, viene raggiunta e sorpassata nel giorno in cui Malen sbaglia i suoi primi due gol in giallorosso e infine miracolosamente la rimette in piedi e la vince proprio con l’olandese che si prende una grande responsabilità dal dischetto e con freddezza realizza il suo gol numero 13 con la maglia giallorossa: miglior marcatore di sempre di un calciatore arrivato a gennaio. Mica Malen… Gasperini in Emilia salva le penne ben oltre il tempo regolamentare (con l’aiuto del Var perché l’arbitro aveva sbagliato valutazione), ma è chiaro nelle due gare rimanenti servirà molto di più per continuare a sognare: un solo tempo non basta. Il resto lo ha fatto il Milan che, passato di slancio dalla Juventus, si è fatto raggiungere anche dalla Roma con la quale adesso condivide il quarto posto: pur essendo avanti negli scontri diretti. Il che vuole dire che in caso di arrivo a pari punti i rossoneri si qualificherebbero alla prossima Champions. Per Gasp & Co. sarebbe la beffa oltre al danno di una stagione che poteva andare in tutt’altro modo ma che in posto in Champions potrebbe in qualche modo salvare. Ma i conti si faranno solo alla fine e intanto bisogna pensare all’immediato futuro. Ora c’è il derby con la Lazio, una partita che potrebbe decidere tutto non solo per la classifica ma anche per il futuro delle due squadre della Capitale. Una partita tornata a essere decisiva come forse non accadeva da anni ormai. Pronostico? Impossibile da fare come sempre, ma sarà una sfida che verrà sicuramente condizionata dal risultato della finale di Coppa Italia in programma mercoledì sempre all’Olimpico. C’è solo da aspettare…


T. DAMASCELLI – IL GIORNALE Centottanta minuti alla chiusura ma, come nei film, ci può essere un
clamoroso colpo di scena finale. Come è accaduto a Parma, dove il Var ha deciso il risultato a favore della Roma, vittoria giallorossa tutta olandese, Malen-Rensch, il rigore non fischiato nel primo tempo è arrivato all’ultimo secondo, elementare Chiffi. Qualcosa di simile a San Siro, dove il Milan si è fatto umiliare dall’Atalanta per poi risorgere con l’uscita dal campo di Leao e sfiorare il pari; sconfitta acida, Milan agguantato proprio dalla Roma, si apre un periodo critico per Allegri e per la dirigenza rossonera. La premessa riguarda il combinato coppe europee e, ahi loro, i tormenti per restare in serie A. Punti pesanti, mucchio poco selvaggio, un paio di derby di mezzo, prima a Roma con la buffa gestione del calendario, poi a Torino, a chiusura. Roma-Lazio, fissata per domenica prossima, alle 12:30, già in orario bizzarro, nello stesso giorno della conclusione degli internazionali di Tennis è un caso comico, delle due l’una, o chi elabora il calendario usa l’agendina aziendale senza verificare coincidenze di eventi sportivi o no è adatto al compito e va rimosso. È intervenuto il Questore di Roma per sbrigare la pratica, posticipando l’evento a
lunedì. […]


A. SORRENTINO – IL MESSSAGGERO La carica del minuto 101 di Parma-Roma, quando quel demonio di Malen dipinge sotto l’incrocio il rigore della catarsi, durerà per tutta la settimana, soffierà nelle vele giallorosse e le depositerà belle gonfie sul derby. Che non è ancora chiaro quando si giocherà (domani sapremo) ma è già sicuro che sarà il più importante da anni. Non solo per la Roma, perché può valere una qualificazione in Champions League dopo una vita e grazie al quarto posto riagganciato ieri, ma anche per la Lazio che sogna uno sgambetto proprio sul più bello, mentre la rimontona di Gasperini su Milan e Juve è nel pieno del suo vigore. Ora non si sa come arriverà la Lazio al derby, visto che prima giocherà la finale di Coppa Italia con l’Inter di mercoledì, quindi l’unica cosa da fare è aspettare e trepidare. Con un occhio alle statistiche, che vogliono dire tutto e niente: la Lazio non vince un derby di campionato da tre anni, la Roma ha vinto 3 degli 4. […] Intanto nella lotta per il quarto posto la più fresca sembra proprio la Roma, visto che in prossimità dell’ultima curva è rispuntato Paulo Dybala, mentre Donyell Malen, che a Parma apre e chiude con i suoi gol una partita da fuori di testa, si conferma l’acquisto di gennaio più azzeccato nella storia della serie A: 13 reti nella seconda metà della stagione non li aveva mai segnati nessuno, d’altronde nessuno ha ancora trovato contromisure a quel suo scattare, ecco, come se andasse a una velocità sconosciuta o venisse dal pianeta Fleed, quello di Goldrake e Actarus. In effetti Malen, nonostante quell’espressione da placido allevatore di piccioni, entra in campo e si trasforma in un razzo missile con circuiti di mille valvole, tra le stelle sprinta e va, schiaccia un pulsante magico e diventa un ipergalattico. Così la Roma vola felice abbrancata a lui. Anche per questo ieri Dybala gli ha volentieri affidato il rigore che ha tenuto vive le speranze di un popolo. È stato come un passaggio di consegne: da ieri, la Roma ha un nuovo capo. Uno con gambe da Champions, finalmente.

Con la vittoria a Parma la Champions si avvicina. Dybala pronto all’addio

Il calcio è un gioco semplice: ventidue uomini rincorrono un pallone per novanta minuti e alla fine segna Malen. Le partite della Roma, da gennaio a questa parte, suonano tutte così. […]

Parma superato last minute, quando anche la speranza era rientrata nello spogliatoio: 3-2 al Tardini e Champions League ancora lì, a portata di mano. Merito del solista olandese (doppietta) che in sedici presenze ha firmato il tabellino 13 volte. Nessuno ha mai segnato tanto – superato anche Balotelli – da quando esiste il mercato invernale. L’uomo dei record ancora da scrivere. Questo ritmo, in Europa, lo tiene soltanto Harry Kane. […]

Può vederla, la Champions, lì davanti a lui (Juventus a -1), a due giornate dalla fine. Un quarto posto che ridisegnerebbe il futuro di Trigoria. Perché dai quasi venti milioni di euro garantiti dall’accesso diretto in Champions League passa molta di quella «programmazione» che il tecnico chiede da mesi. Non solo il direttore sportivo ancora da scegliere (Massara era in tribuna, ma la Roma continua il suo «casting»). Perché l’allenatore vuole costruire una rosa pronta e forte. Da subito.

Pretende il rinnovo di Paulo Dybala, un altro dei protagonisti (con assist) della vittoria di Parma. […] «La Roma non si è ancora fatta sentire per il rinnovo», punge l’ex Juventus, che sceglie parole d’addio: «Lotterò fino alla fine, ma dopo queste due partite il contratto dice che l’esperienza finisce qui». […]

(La Repubblica)

Olimpico e Foro Italico, allarme sicurezza: “Rinviare il derby”

La decisione definitiva non è ancora stata presa. Ma le parole del questore di Roma Roberto Massucci indicano una linea precisa: disputare il derby tra Roma e Lazio lunedì 18 maggio, evitando la concomitanza con la finale degli Internazionali d’Italia di tennis, sarebbe una scelta di «buonsenso».

La proposta è arrivata ieri mattina, a margine della partenza della Race for the Cure al Circo Massimo. Un’ipotesi che torna sul tavolo mentre proseguono le valutazioni sulla gestione dell’ordine pubblico in un weekend che si annuncia particolarmente delicato per la Capitale. […]

I nodi principali riguardano la sicurezza e la gestione dei flussi di tifosi e spettatori. Da una parte la tifoseria romanista, dall’altra il tifo organizzato della Lazio che, nel pieno della protesta contro il presidente Claudio Lotito, potrebbe disertare gli spalti dell’Olimpico e prolungare la permanenza a Ponte Milvio, tradizionale punto di ritrovo biancoceleste, costringendo le forze dell’ordine a mantenere operativo per molte ore l’imponente dispositivo di sicurezza per garantire l’afflusso e il deflusso di quanti entrerebbero allo stadio per seguire la partita e delle migliaia di persone radunate all’esterno.

Tifosi biancocelesti in contestazione con Lotito, ma anche ultrà giallorossi che potrebbero scegliere di non entrare proprio per presidiare i propri punti di ritrovo intorno all’Olimpico, come piazza Mancini e i chioschi sul Lungotevere a ridosso di ponte Duca d’Aosta, e cercare il contatto con gli avversari. […]

Tutto questo mentre al Foro Italico va in scena la finale degli Internazionali. L’orario è quello delle 17 e la speranza degli organizzatori è quella di vedere in campo Jannik Sinner, scenario che richiamerebbe oltre diecimila spettatori sul Centrale e migliaia di persone nell’intera area del Foro. […]

Le ipotesi sul tavolo sono limitate: la partita non può essere giocata di sera, dopo gli incidenti avvenuti la passata stagione. Rimangono due possibilità: domenica alle 12 e 30 oppure lunedì. […]

(La Repubblica)

Instagram, l’esultanza di un bambino al rigore decisivo di Malen: urla, gioia e lacrime. Spunta anche il commento di Koné (FOTO E VIDEO)

Per i romanisti quella di ieri è stata una giornata da batticuore. La Roma di Gasperini ha rimontato il Parma nei minuti di recupero, tenendo accesa la speranza Champions League. Un match folle al Tardini, la Roma è riuscita a ribaltare il punteggio quando tutto sembrava essere finito. Il rigore di Malen ha permesso a tutti i romanisti di esplodere di gioia, e non sono esclusi i piccoli tifosi. Un bambino è diventato virale sui social tramite un video pubblicato in cui viene ripresa la sua reazione al gol di Malen che ha regalato i 3 punti alla Roma.

Nel video il bambino vive l’attesa per il calcio di rigore e al momento del gol esplode di gioia. Urla, lacrime, commozione e tantissima felicità. L’essenza del tifo romanista. Sotto il post è spuntato anche un commento di Manu Koné che ha espresso con delle emoji la sua ammirazione e felicità.

Gasp si schiera: “Vorrei tenere Paulo. Dopo il 2-1 pensavo alla Conference…”

Gian Piero Gasperini l’ha giocata, questa partita, tanto è stata intensa: «Per la prima volta in vita non volevo vedere il rigore, così mi sono girato. Però c’era un tabellone enorme, alla fine l’ho visto lì…». […]

«Dybala ha detto che saluta? No, ha detto “potrebbe”, ha usato il condizionale. Vediamo cosa succede, se ne parlerà nelle prossime settimane. Io sarei contento di averlo la prossima stagione, peccato non sia stato a disposizione per tre mesi». […]

Sulla partita: «Dopo il 2-1 di Keita pensavo alla Conference…». […]

(corsera)

Roma e l’impero del Malen: rigore al 101′, Parma furioso

Centouno minuti di rabbia e veleni: «Ci hanno mancato di rispetto, tutta l’Italia ha visto quello che hanno fatto», sbraita il Cuesta furioso alla fine della follia – non ordinaria – di un Tardini modalità ring, dove il tecnico del Parma incassa last minute il gancio (3-2, Malen su rigore) che riesuma la Roma dall’inferno dove s’era cacciata.

La stagione di Gasperini era praticamente finita: «Per un attimo pensavo di andare in Conference League», confessa. Poi risorge. E con sarcasmo replica al collega rivale: «Cuesta? Ha ragione, tutta l’Italia vede le immagini, molto evidenti». […]

Malen – con la doppietta ha fatto 13 in Serie A – ribalta il Parma e avvelena Cuesta: «Meritiamo rispetto», s’infuria, contestando il rigore, il tocco di mano di Mancini in occasione del pareggio di Rensch e anche un fallo inesistente fischiato a Pellegrino prima della rimonta.

La Roma è quinta, Gasperini ha agganciato il Milan. Il rigore dell’olandese, però, mica voleva vederlo: «È la prima volta che non guardo il penalty di uno dei miei giocatori». Festa pazza dopo 101 minuti.

La storia infinita e quella finita di chi – Dybala – sceglie parole d’addio: «La Roma non si è ancora fatta sentire per il rinnovo», punge l’ex Juventus. «Il derby sarà la mia ultima partita davanti ai tifosi giallorossi. Così dice il contratto». Ma Gasperini non ci sta: «Sarebbe un peccato perderlo». Manda un segnale ai Friedkin. […]

Nessuna rivoluzione. Per ora, la presidenza americana tace. Stand-by totale: dalla scelta del nuovo direttore sportivo (Massara era in tribuna, ma è da tempo con un piede fuori da Trigoria) ai rinnovi, fino alla costruzione della rosa futura. Che passa soprattutto dai quasi venti milioni di euro che lo sbarco in Champions garantirebbe. Ma non vuole proprio rinunciare a Dybala, Gasperini. […]

C’è l’ansia per il futuro lucchettata nelle sue parole. Che riflettono incertezza: «Chi lo sa?», risponde quando gli chiedono ancora di Paulo. L’esatto contrario di quello che Gasperini pretende: sicurezza, stabilità, potere. Quello che i Friedkin gli hanno promesso, ma che ancora non si vede. La sola presenza di Corbin, fratello del vicepresidente Ryan, non gli basta. L’allenatore della Roma chiede da tempo un confronto – in presenza, basta chiamate – con i pezzi grossi del club. Solo così potrà iniziare la «programmazione».

(La Repubblica)

Rossettini: “Vinto lo scudetto senza proclami. La finale di Coppa Italia? La Juventus nella gara secca è la squadra più forte”

IL MESSAGGERO – Luca Rossettini ha guidato le ragazze della Roma femminile al terzo scudetto della storia giallorossa. Fresco campione d’Italia, alla prima stagione nella Capitale, il tecnico proverà anche a vincere la Coppa Italia nella finale contro la Juventus. Rossettini ha rilasciato un’intervista al quotidiano. Ecco alcuni passaggi.

Lo scudetto, una festa inaspettata?
«Una festa attesa, un percorso lungo e tortuoso. Con delle cadute e dei momenti di delusione. Alla fine è stato straordinario, siamo orgogliosi di quello che abbiamo fatto e della disponibilità che ci hanno messo le ragazze. Abbiamo vinto lo scudetto senza proclami ma consapevoli di quello che si stava creando».

Lei è al primo anno nel calcio femminile com’è nata la possibilità di arrivare alla Roma?
«In maniera casuale, da una chiacchierata con un’amica che conosceva le vicende del calcio femminile più di me. Stavo finendo il corso Uefa Pro a Coverciano, e in questa chiacchierata mi dice che c’era stato un cambiamento nella guida tecnica giallorossa e se mi sarebbe potuta interessare. Ero in un momento di riflessione nel mio percorso e sentivo il bisogno di provare una nuova avventura».

Cosa ha fatto la differenza? «I colloqui con la dirigenza della Roma, anzi approfitto per ringraziare tutti: Bavagnoli, Migliorati e Canovi con i quali abbiamo parlato e trovato subito feeling personale e umano». […]

C’è l’ultimo atto di Coppa Italia contro la Juventus che vi ha battute due volte in altrettante finali quest’anno.
«Nella partita secca sono la squadra più forte. Ma noi siamo una Roma diversa rispetto ai mesi passati. Siamo cresciuti tanto come collettivo e come singoli. Nella preparazione non ci sarà tanta differenza. Sarà una finale con una carica diversa».