Calciomercato Roma, Koné è la prima scelta dell’Inter: offerti Frattesi e Carlos Augusto in cambio. Monitorato anche Celik, seguito anche dalla Juve

La Roma si appresta a prendere alcune scelte definitive sui suoi giocatori. Per quanto riguarda le operazioni di mercato, secondo quanto riferito da Eleonora Trotta, si registrano movimenti attorno a Zeki Celik. Il terzino turco, che ha ribadito la propria disponibilità a rimanere in giallorosso, ha ricevuto richieste di informazioni dall’estero, oltre a un timido sondaggio dell’Inter e al monitoraggio della Juventus sullo sfondo. Sull’asse milanese si valuta anche il futuro di Manu Koné, ritenuto la primissima scelta dal tecnico dell’InterCristian Chivu, per rinforzare il proprio centrocampo. Per arrivare al mediano francese, dopo Davide Frattesi, i nerazzurri hanno offerto alla Roma il cartellino di Carlos Augusto. L’esterno sinistro brasiliano ha bloccato da tempo il rinnovo con l’Inter proprio per valutare l’opzione giallorossa, caldeggiata anche nei recenti colloqui tra la dirigenza capitolina e l’entourage di Riso.

Sul fronte contratti, proseguono i colloqui per il rinnovo di Paulo Dybala. La Roma ha formulato un’offerta con una base fissa da circa 2,5 milioni di euro a stagione, a cui andrebbero ad aggiungersi consistenti premi e bonus. Sebbene le cifre siano inferiori alle richieste iniziali dell’argentino, la proposta resta importante e novità sostanziali sono attese a partire da lunedì, mentre il Boca Juniors resta spettatore interessato. Nel frattempo, Massara ha portato avanti i contatti con l’agente Beppe Riso per i rinnovi di Gianluca Mancini e Bryan Cristante (in attesa delle firme insieme a Lorenzo Pellegrini) e per le posizioni di Baldanzi e Venturino.

Calciomercato Roma, dal Brasile: si continua a monitorare Yuri Alberto. Ripresi i contatti

Arrivano conferme sull’interesse per Yuri Alberto. L’attaccante classe 2001 di proprietà del Corinthians continua ad essere monitorato dal club giallorosso, dopo essere stato seguito nelle ultime due sessioni di calciomercato. La Roma sembra aver ripreso i contatti con il calciatore che in estate vorrebbe trasferirsi in Europa.

Il club brasiliano, però, attende delle offerte concrete per poter intavolare una possibile trattativa.

(espn.com.br)

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Caccia al ds: la Roma è la prima scelta di D’Amico. Sogliano ha dato la sua disponibilità, Tognozzi verso la Juventus (VIDEO)

Sono giorni caldissimi per un possibile valzer di direttori sportivi tra i club di Serie A. La Roma, ormai da settimane, sta cercando il nome giusto per sostituire Massara iniziare da subito a programmare in maniera concreta la prossima stagione. Uno dei nomi circolati in orbita giallorossa è quello di Matteo Tognozzi. Come rivelato da Alfredo Pedullà sul proprio canale Youtube, però, l’attuale dirigente del Rio Ave sembra poter tornare alla Juventus. Per Tognozzi è arrivata anche una proposta dal Nottingham Forest.

Il club capitolino, invece, è in attesa di capire gli sviluppi per un possibile approdo di Tony D’Amico, che piace molto anche al Milan. Il dirigente dell’Atalanta, che ha già lavorato insieme a Gasperini, sembra aver messo la Roma come prima scelta per il suo futuro.


La Roma si appresta a vivere giornate decisive per la definizione del nuovo assetto societario, che vedrà l’addio di Frederic Massara al termine di questa settimana. Secondo quanto riferito da Eleonora Trotta, la dirigenza giallorossa è vicina a una stretta finale per il ruolo di direttore sportivo. Sean Sogliano ha dato la sua totale disponibilità e accetterebbe con entusiasmo l’incarico. Resta calda anche la pista che porta a Tony D’Amico: il dirigente, formalmente ancora legato all’Atalanta, non ha ancora firmato con il Milan, club attualmente alle prese con una profonda rivoluzione societaria che vede in bilico sia Giorgio Furlani che Zlatan Ibrahimović.

Bologna, Italiano: “La qualificazione contro la Roma rimarrà nella storia”

Il cammino europeo della Roma in questa stagione si è interrotto per il secondo anno consecutivo agli ottavi di finale di Europa League. Un obiettivo sicuramente mancato dagli uomini di Gasperini che sono stati eliminati dall’altra italiana presente nella competizione, ovvero il Bologna. Nella conferenza stampa alla vigilia dell’ultimo match stagionale contro l’Inter, il tecnico dei felsinei Vincenzo Italiano è tornato sulla qualificazione ottenuta contro i giallorossi con il pirotecnico 3-4 maturato allo stadio Olimpico dopo l’1-1 del Dall’Ara: “Battere una squadra come la Roma agli ottavi è stato qualcosa di complicato e quella partita è stata bellissima, rimarrà nella storia“.

Giannini e l’aneddoto su Totti: “Ero l’unico con la camera singola, ma alla prima convocazione dormì con me. Non sapevo chi fosse. Gli ho insegnato a giocare a carte” (VIDEO)

Giuseppe Giannini, in un’intervista rilasciata a Gazzetta Regionale, ha parlato del primo incontro con Totti, che arrivato giovanissimo in prima squadra vedeva proprio in lui il suo grande idolo. L’ex centrocampista ha raccontato un curioso aneddoto: “All’inizio non sapevo che fossi il suo idolo. Lui venne aggregato in prima squadra in una trasferta all’ultimo momento. Io ero l’unico calciatore con la camera singola perché dormo poco, poi ero il capitano. A un certo punto arriva Fernando Fabbri e mi dice: ‘C’è un problema, il mister ha convocato un ragazzo ma l’albergo è pieno e non abbiamo posto. Tu hai due letti. Oltretutto sei il suo idolo’. Io gli risposi che non c’era problema, ma non sapevo nemmeno chi era. Da lì è iniziato questo rapporto con lui. è venuto in camera, mi guardava ma non parlava. Poi siamo entrati in confidenza”.

Un altro aneddoto riguarda le carte: “Lui giocava a carte, a entrambi piaceva giocare. Gli davo qualche indicazione”. Giannini ha raccontato anche un episodio legato al diciottesimo compleanno di Totti: “Esordivo a Malta in nazionale, tornavo la sera dalla trasferta. Dall’aeroporto sono andato direttamente al suo compleanno con la divisa della nazionale”.

Calciomercato Roma: Gasperini sogna la coppia Zirkzee-Malen

Nelle ultime ore il nome di Joshua Zirkzee sta tornando in orbita Roma in vista della prossima sessione estiva di calciomercato. A gennaio, l’attaccante in forza al Manchester United sembrava essere la priorità per rinforzare il reparto offensivo, ma la difficoltà dell’operazione dettata dai costi elevati e la necessità del club inglese di avere attaccanti a disposizione, sono stati fattori decisivi che hanno fatto in modo che l’operazione non decollasse. La Roma, poi, ha virato su un altro olandese, ovvero Malen, che di certo non ha fatto rimpiangere un’eventuale arrivo dell’ex Bologna.

Tuttavia, Gasperini, non sembra aver mollato la pista Zirkzee e vorrebbe una coppia offensiva tutta olandese insieme a Malen per la prossima stagione. Come riportato, il contratto di Zirkzee con il Manchester United scade nel 2029 e in estate potrebbe partire per una cifra compresa tra i 20 e i 25 milioni di euro. Il classe 2001 ha trovato pochissimo spazio a Manchester e non ha mai pienamente convinto.

(gazzetta.it)

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TORRI: “Verona-Roma è la partita più importante degli ultimi anni” – DE SANTIS: “Mi aspetto una squadra assatanata”

Due giorni a Verona-Roma, match che può decidere una stagione per la Roma. Così Piero Torri: “È la partita più importante degli ultimi anni dei giallorossi e può incidere profondamente sul futuro del club”. Questo invece il pensiero di Nando Orsi: “Hellas Verona-Roma? I giallorossi non possono cadere nel momento più semplice e non possono non sfruttare un’occasione del genere”

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Questo e tanto altro in “Massimo Ascolto“, rubrica de LAROMA24.IT curata dalla redazione. Una passeggiata tra i più importanti programmi radiofonici. Buona lettura.

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Scamacca? Ho seri dubbi sulla sua integrità fisica. Fosse per me, non lo prenderei (GIANLUCA PIACENTINI, Retesport, 104.2)

I 60 milioni della Champions League farebbero comodo e il discorso “Vado in Europa League così me la gioco e la vinco” non è affatto scontato. La Roma perse nell’anno in cui il Siviglia stava per retrocedere… (DAVID ROSSI, Retesport, 104.2)

Contro l’Hellas Verona la Roma deve fare due gol in un quarto d’ora e chiudere la partita (ROBERTO PRUZZORadio Radio, 104.5, Mattino – Sport e News)

Hellas Verona-Roma? I giallorossi non possono cadere nel momento più semplice e non possono non sfruttare un’occasione del genere (FERNANDO ORSIRadio Radio, 104.5, Mattino – Sport e News)

Giusto aver bloccato tutte le questioni extra-campo prima di Hellas Verona-Roma, dato che questa partita vale una stagione per i giallorossi (MARCO VALERIO ROSSOMANDOManà Manà Sport90.9)

Hellas Verona-Roma è la partita più importante degli ultimi anni dei giallorossi e può incidere profondamente sul futuro del club (PIERO TORRIManà Manà Sport90.9)

Leao? Lo prenderei domani mattina… (DANIELE CECCHETTIManà Manà Sport90.9)

Hellas Verona-Roma? Per me i giallorossi rispetteranno le aspettative dei tifosi. Bisogna vincere e basta (RICCARDO ANGELINIManà Manà Sport90.9)

Mi aspetto una Roma assatanata contro l’Hellas Verona e credo che in settimana Gasperini abbia pungolato molto la squadra sotto questo aspetto (MATTEO DE SANTISManà Manà Sport90.9)

Il rinnovo di Dybala? Non credo che l’annuncio arrivi lunedì… (MARCO JURICManà Manà Sport90.9)

Serie A: Svilar miglior portiere della stagione

La Serie A, attraverso i suoi canali social, ha svelato gli MVP della stagione divisi per ruolo. Per il secondo anno di fila, il premio come miglior portiere va a Mile Svilar, tra i protagonisti della squadra di Gasperini soprattutto nella prima parte. Palestra votato come miglior difensore, Nico Paz miglior centrocampista, mentre Lautaro vince la palma di migliore attaccante.

KONÈ: “Sappiamo dove siamo e dove stiamo andando. Voglio giocare la Champions ed entrare nella storia della Roma” (VIDEO)

Il centrocampista della Roma Manù Konè si è raccontanto in una lunga intervista al canale della Lega Serie A. Queste le sue parole: “Sono nato a Parigi. I mieri genitori sono ivoriani. Ho iniziato a giocae a calcio perchè già mio padre le praticava anche se non era professionista. Anche i miei amici lo praticavano quindi per me era la logica conseguenza. Quando sei piccolo giochi nei piccoli quartieri e cresci con questo, questo mi ha forgiato. Ora sono un professionista ed ho lavorato per questo, e per me è tutta la mia vita”

Sul calcio italiano…

“Il calcio italiano si guardava molto. Mio fratello maggiore alla playstation sceglieva sempre squadre italiane. Tutti guardavano l’Italia e la Serie A”

Sul gruppo..

“Sappiamo dove siamo e soprattutto dove si sta andando con lo stesso obiettivo comune, perchè siamo una squadra. In campo siamo 11 ma ci sono anche gli altri, lo staff, gli allenatori, i fisioterapisti, i preparatori. Penso che sia questo a fare una squadre ed è questo che fa la Roma”

Konè mostra la palestra di Trigoria…

“È qui che ci alleniamo tutti i giorni. Qui di solito facciamo il riscaldamento con i preparatori. C’è tutto il necessario per essere in forma e farsi trovare pronti la domenica per vincere le partite”

Sul modo di vivere le partite…

“Ogni partita è come una finale. La domenica c’è più atmosfera, c’è più stress. Devi vincere la partita. Ci sono più cose che la rendono divertente, sia per noi che per il pubblico. Ci piace che ci sia tanta gente, regalare emozioni ai tifosi. Con le vittorie è ancora meglio”

Sull’adattamento in Italia…

“Penso di essermi adattato bene, per me era un paese nuovo. In città sono tutti appassionati di calcio, e questo mi piace. È un po’ come in Francia. L’Italia è un paese che ama anche gli “stranieri”, ti fa sentire a tuo agio. Mi piacciono le persone anche al di fuori del campo. Passeggiare a Roma è come sfogliare un libro di storia”

Su Roma…

“Quando si parla di Roma, si parla di Colosseo, Vaticano, di tante cose. Oggi siamo a Garbatella, un quartiere importante per i romani. Sono contento di rappresentare questo e di venire qui. È simile, ma allo stesso tempo diverso, da dove abitavo da piccolo. C’erano più edifici, qui invece si vede più storia, le case antiche. Ma mi ricorda anche la mia gioventù, quando giocavamo per strada. Credo sia proprio questo a rendere bello questo posto”

Sulla famiglia…

“La mia famiglia viene a trovarmi ogni tanto. Mio padre a volte viene, anche mio fratello. Mio padre mi chiama dopo ogni partita, mi parla della partita. A volte non gli rispondo perchè sennò mi parla per 30 minuti. È molto attento ai piccoli dettagli. Mia madre a volte guarda le partite e mi dice che in campo non mi riconosce. Sul campo sei un po’ pazzo, capita di litigare. Il campo e la vita fuori sono due cose diverse. In campo vuoi vincere ma in fondo sono una persona timida. Quando ero piccolo ero nel mio angolo, anche a scuola. Quando sei un po’ più popolare la gente ti guarda diversamente, hai più fiducia e quindi sei più aperto. Qualche tempo fa ne parlavo con mia sorella,mi chiedeva che vita avessi fatto se non fossi diventato un calciatore. Penso che avrei lavorato in ospedale con mia madre. Sarei stata una persona semplice”

Sul valore dello sport…

“Lo sport può unire molte culture senza parlare la stessa lingua. Puoi prendere un francese, un giapponese, un italiano, un africano e si capiranno tutti senza necessariamente comunicare. Penso sia questo che permette di riunire anche altre culture, altre persone”

Sul derby?

“È stato perfetto, una sensazione incredibile. L’esultanza con la bandierina? Mi ero già preparato in caso di vittoria ma è una cosa che faccio da molto tempo, già in Germania. Ma nel derby è ancora più importante. Non lo faccio per irritare l’avversario, lo faccio per me e per i tifosi, lo ribadisco”

Sul primo contratto firmato…

“È stata una sensazione gioiosa perchè ho fatto tanta strada. Io e la mia famiglia eravamo felici, un momento che non ho mai dimenticato. Spero che a livello umano mi ricordino come una persona allegra, molto tranquillo, che ama accogliere le persone e che è un ottimo compagno. Per quanto riguarda il calcio, è importante qualificarci in Champions e disputarla. Se ne avremo l’opportunità di farlo so che si ricorderanno di me ed entrerò un pò nella storia, so che è passato molto tempo dall’ultima volta”

Vaz: che fare?

LR24.IT (A. CIARDI) – Tra un pensiero alla partita di domenica e mille altri sul futuro, c’è un nodo da sciogliere che necessita molta attenzione. Perché la Roma lo scorso gennaio si è esposta economicamente pagando assai il cartellino di Robinio Vaz. Già all’epoca sui media si aprirono tavoli di discussione. L’allenatore cercava disperatamente un attaccante pronto (sarebbe arrivato pochi giorni dopo grazie all’intervento del vice presidente perché fino a quel momento la dirigenza aveva fatto passare invano il tempo puntando e non centrando gli obiettivi Zirkzee e Raspadori, e avendo raggiunto l’accordo per Fullkrug, una follia stoppata da Gasperini, per fortuna), e chiedeva senza risposta esterni d’attacco (gli avrebbero presero Zaragoza…), e a metà mese sbarcò un giovane di belle speranze, evidentemente acerbo.

Erano i giorni di Arena che faceva gol in Coppa Italia proprio davanti agli occhi del suo nuovo giovane compagno di reparto, che aveva fatto in tempo a guardare Roma-Torino dalla tribuna dello stadio. Robinio Vaz. Operazione da oltre venti milioni di euro. Il talento si intravede, il lavoro per renderlo pronto sembra ancora lungo. Che fare? Prestarlo? Opzione delicata. Perche la Roma non è il Real Madrid che prenota e poi strapaga Endrick per poi mandarlo a giocare altrove dopo una manciata di mesi. La Roma costretta a fare i calcoli con il pallottoliere, se investe più di venti milioni per un cartellino, si presuppone che lo stia facendo per un calciatore pronto o a un millimetro dai blocchi di partenza. Tenere in rosa Vaz per un anno intero di palestra e di apparizioni al momento giusto? Sarebbe una buona idea, ma che comporta qualche rischio. Malen è un’ira di dio ma per un’intera stagione non può essere soltanto lui la punta in rosa. Serve almeno un altro centravanti. Magari mediamente esperto. A quel punto per Vaz rimarrebbero le briciole. Un anno nella palestra di Gasperini per lui equivarrebbe a un master. Ma erano queste le intenzioni del club? Pagare assai uno sbarbato di belle speranze anche a scapito del rafforzamento della squadra in ruoli chiave nel momento chiave della stagione? Massara non ci ha pensato più di tanto. Ha risposto sì e si è fatto dare l’ok dalla società per chiudere l’operazione Vaz. Assumendosi una bella responsabilità. Lascerà alla Roma l’incombenza di selezionare con cura la scelta da fare per il ragazzo e per il club, perché Vaz è un asset pagato a caro prezzo e la Roma sia finanziariamente sia tecnicamente non può disperderlo, svalutarlo, sminuirlo. A gennaio molti pensarono che fosse un atto di incoscienza acquistarlo. Mentre l’esercito della salvezza dei dirigenti della Roma in quelle settimane lo paragonava ai migliori attaccanti del pianeta Terra, e narrava blitz di Massara per soffiarlo al Barcellona, al PSG, al Bayern, al Brasile e all’NBA. Le solite storielle romane. Nel mondo reale, e non in quello delle chiacchiere faziose, c’è da capire in fretta come gestire il suo futuro, perché il talento di Vaz è reale, al netto del tifo pro o contro i dirigenti. Mentre non c’è niente di più malinconico dei pareri condizionati dai sentimenti, di amore o di odio, per i dirigenti calcistici.

In the box – @augustociardi75