Malen, Dybala e Soulé: il tridente di Gasp per il sogno Champions

Ci sono partite che non hanno bisogno di essere caricate. Verona-Roma, domani sera alle 20.45, appartiene alla categoria opposta: novanta minuti per rimettere piede in Champions League dopo sette anni, per chiudere il campionato almeno al quarto posto e trasformare una rincorsa lunga mesi in un ritorno atteso dal 2019. La Roma arriva all’ultima giornata con un solo obbligo: vincere. Tutto il resto, almeno per una notte, passa in secondo pianо.

Gasperini la formazione ce l’ha gia in testa, anche se la vigilia gli ha consegnato una piccola emergenza. Non ci sarà Wesley, fermato dalla squalifica. Non ci sarà Evan Ndicka, fuori per infortunio. E non ci sarà nemmeno Pellegrini, che non ha smaltito la lesione al flessore della coscia destra: anche ieri il capitano non si è allenato con il resto del gruppo e non sarà convocato per Verona. […] Fuori pure Tsimikas, bloccato dalla febbre. […] Torna, invece, Manu Koné. II francese aveva saltato il derby per un problema muscolare, ma domani riprenderà il suo posto in mezzo al campo. […]

Al posto dello squalificato Wesley ci sarà Rensch, chiamato a presidiare la fascia sinistra. In difesa, senza Ndicka, toccherà a Ghilardi completare il reparto. […] In attacco invece l’allenatore giallorosso potrebbe cambiare idea rispetto alle ultime gare. Dentro il tridente pesante: Dybala, Soulé e Malen insieme. […]

(La Repubblica)

    Svilar miglior portiere del campionato per la Lega di A. E le big lo cercano…

    […] Ieri ci ha pensato la Lega di Serie A, attraversi i propri canali social, a ufficializzare Mile Svilar come miglior portiere del campionato, staccando Maignan e Carnesecchi in classifica. Svilar succede a Milinkovic-Savic. […]

    Il nome di Svilar, non a caso, è sul taccuino di tutti i migliori club europei. E fino al 30 giugno non può essere depennato dalla lista dei possibili partenti, a fronte di un’offerta che aiuterebbe la Roma nell’ottica del financial fair play Uefa.

    (corsera)

    Tutta la Roma

    Tirana. Budapest. E poi Verona, che è la terza finale dell’era Friedkin. Non la più importante, ma quella che più delle altre due confermerebbe, in caso di successo, il percorso di crescita di una società che un anno fa ha cambiato modo di ragionare e di costruire.

    La Roma di Tirana e pure quella di Budapest pensavano all’oggi e basta. Quella che domani chiude a Verona è dentro un percorso che guarda al futuro, un processo di ringiovanimento e allo stesso tempo di arricchimento della rosa: ecco, questo processo domani può imboccare una scorciatoia notevole. È una finale, dunque. E come tale va trattata, lo sa pure Gian Piero Gasperini. Che infatti stasera per Verona imbarcherà tutta la rosa, compreso anche chi certamente non potrà giocare come gli infortunati Pellegrini e Ndicka oppure lo squalificato Wesley. Fuori resterà solo Ferguson, da tempo ormai assente da Trigoria, e forse pure Tsimikas, la cui febbre alta consiglia prudenza. Tutti vogliono esserci, tutti devono esserci. […]

    La vedrà pure il vicepresidente Ryan Friedkin, sempre più a contatto con i giocatori come da desiderio dello stesso allenatore. Il clima a Trigoria viene descritto di assoluta concentrazione: Gasperini non è stato costretto a fare alcun richiamo in tal senso, ha visto in questi giorni nei giocatori l’approccio e la mentalità giusti, molto più che il rischio di sottovalutare un avversario già retrocesso. La Roma ha il match point tra i piedi, condizione nettamente differente rispetto a un anno fa, quando era la Juventus a dare le carte. […]

    Verona-Roma è l’ultima partita di questa stagione ma anche la prima della prossima, perché condiziona il futuro ed è inutile girarci intorno, con 60 milioni (almeno) in più in cassa la prospettiva sarebbe più dolce. […]

    (corsera)

    Rensch e Ghilardi protagonisti per caso

    Tutti a Verona. Questo lo slogan di Gasperini che per l’ultima dell’anno ha chiesto anche agli infortunati/squalificati di partire con la squadra e non saranno pochi. Anche perché ai già noti Ndicka, Wesley, Zaragoza, Pellegrini e Ferguson (lui non è più a Roma da diversi mesi) si è aggiunto anche Tsimikas alla lista degli indisponibili. Tonsillite e febbre alta per lui, ieri non si è allenato con il gruppo e la sua avventura termina con novanta minuti d’anticipo.

    L’emergenza non abbandona i giallorossi neanche all’ultima curva e domani la pressione per riportare la Roma in Champions dopo sette anni sarà sia sui titolarissimi che sui gregari. A partire da Rensch, eroe quasi per caso della rimonta di questo mese. Una sorta di oggetto misterioso l’olandese che per lunghi tratti della stagione è rimasto in panchina per poi ritrovarsi da titolare in alcuni big match (Lazio, Como, Juventus, Atalanta e Inter). La firma, però, l’ha messa soprattutto nella trasferta di Parma. Gli sono bastati quindici minuti: gol e rigore procurato, tutto nel giro di trecento secondi, quanto basta per raddrizzare una partita che ha cambiato il destino europeo di questa squadra. Ora serve un ultimo passo e sulla sinistra ci sarà lui a sostituire Wesley. […] Tre gli assist nelle ultime sei partite giocate (Inter, Pisa e Atalanta), in totale sono quattro quelli realizzati in Serie A e tutti nel girone di ritorno. In rosa solamente Soulé (5) ha fatto meglio. […]

    Uno tra Ghilardi e Ziolkowski comporrà il terzetto difensivo, ma il primo è in vantaggio. La Champions passerà anche dall’ex Verona che meglio di tutti conosce il Bentegodi. Una stagione con la maglia dell’Hellas, ventiquattro presenze e una serie di buone prestazioni che hanno attirato l’attenzione di Massara che lo scorso agosto ha deciso di portarlo nella Capitale per circa 10 milioni. […]

    Scalpita anche El Aynaoui, spesso e volentieri criticato ma decisivo nel rush finale. Nell’ultimo mese ha riconquistato la fiducia di Gasperini che lo ha schierato titolare con Atalanta, Bologna (gol e assist) e Lazio. […]

    (Il Messaggero)

    I giorni di Koné

    Non sarà un’intervista a cambiare il futuro di Koné. Tuttavia le parole rilasciate ieri dal francese a “MadeInItaly“, format lanciato sui social della Serie A, non fanno altro che alimentare la sensazione che quella di Verona possa essere l’ultima partita in giallorosso: «Qualificarsi e disputare la Champions è importante per la squadra e per la Roma. […] Se avremo l’occasione di farlo, so che si ricorderanno di me perché posso entrare nella storia. So che è passato molto tempo dall’ultima volta. Voglio solo che mi ricordino come una persona allegra, che ama ridere e che ama prendere un po’ in giro la gente».

    Manu sembra essere vicino ai saluti. Da tempo viene indicato come il calciatore che sarà sacrificato sull’altare delle plusvalenze. Un po’ perché a bilancio figura a 10,8 milioni; un po’ perché è dalla scorsa estate che ha attirato l’attenzione di diversi club (Inter, Psg e Newcastle); un po’ perché nonostante l’opinione di Gasperini sia cambiata nel corso della stagione (a Ferragosto era disposto a sacrificarlo pur di smuovere il mercato, in quel momento fermo) qualcosa durante l’anno non l’ha convinto. […]

    L’ultimo forfait del francese al derby, ad esempio, non è passato inosservato agli occhi dell’allenatore. Per carità, il francese aveva riportato un affaticamento muscolare nella rifinitura, il Mondiale è alle porte e quest’anno ha già pagato per aver forzato il rientro contro il Bologna in Europa League. Tuttavia se avesse dato la sua disponibilità, se non proprio a giocare a sedere almeno in panchina, questa sarebbe stata molto apprezzata. Non è accaduto. […]

    Koné a Roma sta bene, lo ha ribadito a più riprese (anche nell’ultima intervista) ma dopo due anni nella Capitale è pronto per il grande salto. Questa disponibilità a guardarsi intorno, però, deve trovare riscontro con un’offerta che possa accontentare il club. Il probabile passaggio di Ederson al Manchester United per 50 milioni fissa la base dalla quale a Trigoria non vogliono discostarsi più di tanto. […] In più, rispetto a Ederson, ha la carta Mondiale da giocarsi. Ed è proprio questa la cosiddetta arma a doppio taglio per la Roma: venderlo prima e rischiare poi che la valutazione lieviti dopo un torneo giocato ad alti livelli oppure attendere almeno la prima fase a gironi (11-27 giugno)? A Trigoria sono davanti ad un bel dilemma. […]

    (Il Messaggero)

    Gasp all’ultimo metro: la velocità di Malen e le palle inattive, la Roma sogna così

    All’attacco della Champions. Perché da quel paradiso la Roma manca oramai da troppo tempo, sette lunghe stagioni. E perché salire fin lassù, in paradiso appunto, vorrebbe dire anche dare una bella sistemata ai conti giallorossi, anche in prospettiva.

    Ed allora domani Gian Piero Gasperini giocherà una partita offensiva, seguendo di fatto lo spartito che più gli appartiene, per andare a caccia di quei tre punti che renderebbero vano qualsiasi tentativo di sorpasso di Como (impegnato in casa della Cremonese) e Juventus (alle prese nel derby, con il Torino). Ma per giocare una partita d’attacco domani sera al Bentegodi sarebbe troppo semplice pensare solo a Malen ed ai due argentini, Dybala più Soulé. […] C’è molto altro, con gli inserimenti da dietro di Cristante e Koné, i braccetti (a turno Mancini piuttosto che Hermoso) che attaccano e accompagnano la manovra e gli schemi su calcio piazzato. […]

    Anche se poi, è ovvio, per vincere e lasciare il segno Gasp si aggrapperà soprattutto a Malen, l’uomo capace di segnare ben 14 gol nelle 19 partite disputate fin qui in giallorosso, con una media fantastica di 0,74 a partita. […] Prima di lui la Roma aveva segnato 24 reti in 20 partite, alla media molto poco invidiabile di 1,2 reti a gara. Da quando invece c’è l’olandese a guidare l’attacco romanista Gasperini ha segnato 33
    gol in 17 partite, con una media di 1,94 a partita. […]

    Malen anche a Verona cercherà di attaccare gli spazi, a caccia della profondità, soprattutto perché il Verona gioca con la difesa a tre ed allora sarà facile andare a fare i duelli, giocare uno contro uno contro il difensore. […] La Joya, infatti, può essere l’uomo in grado di mandare in porta Malen in qualsiasi momento della gara.

    Mancando invece Wesley, Gasperini dovrà per forza di cose affidarsi anche agli inserimenti da dietro, per variare il tipo di giocate e rendere la squadra ancora più imprevedibile. E quindi toccherà ai due centrocampisti centrali (Cristante e Koné) andare dentro a seconda delle situazioni, esattamente come ai braccetti (Hermoso e Mancini) accompagnare ed andare a creare superiorità numerica in mezzo al campo o addirittura a ridosso dell’area avversaria. […]

    E poi ci sono i calci da fermo, sui cui la Roma è quasi maestra. In particolare i calci d’angolo, tirati quasi sempre da Dybala o Soulé, ma recentemente anche da Pisilli (in assenza di Pellegrini, ancora out anche a Verona). […]

    (gasport)

    D’Amico si avvicina sempre di più: è lui il ds preferito da Gasperini

    […] Nelle ultime ore è tornata a scaldarsi particolarmente la pista che porta a Tony D’Amico, da sempre il primo nome della lista del tecnico. […] D’Amico – che a Bergamo sarà sostituito da Giuntoli – è corteggiato anche dal Milan ma avrebbe messo la Roma in cima alle sue preferenze. L’accelerata dovrebbe arrivare la prossima settimana, a campionato concluso e probabilmente a Champions acquisita. Anche per questo Gasp ha deciso di non andare a Grugliasco dopo la trasferta al Bentegodi, ma di tornare a Trigoria insieme a Ryan Friedkin per lavorare alla successione di Massara e alle mosse di mercato.

    In stand by Sean Sogliano che ha rimandato il rinnovo col Verona in attesa di avere più chiara la situazione mentre appare più complicata la strada per Tognozzi, nel mirino di Juve e Nottingham Forest.

    (gasport)

    Roma: le imprese in Champions League

    Ce ne sono alcune che i tifosi giallorossi porteranno sempre con sé, indipendentemente da tutto quello che è venuto dopo. Vittorie contro il Real Madrid al Bernabeu, rimonte impossibili, notti europee che sembravano scritte male e invece si sono concluse nel migliore dei modi. Prima di guardare avanti, vale la pena tornare indietro e ricordare quando la Roma ha saputo stupire davvero.

    Il Real Madrid, le debacle e quelle notti che nessuno si aspettava

    Le Merengues restano la squadra più titolata nella storia della Champions League, con dieci Coppe dalle grandi orecchie in bacheca. Il pronostico, quasi ogni volta che la Roma le ha incontrate, era a senso unico. E i maligni — quelli che ricordano le umiliazioni contro Manchester United, Bayern Monaco e Barcellona — non hanno tutti i torti a essere scettici.

    Ma la Roma, in Champions League, ha anche saputo emozionare con imprese che definire capolavori calcistici europei non è esagerato. Eccole, in ordine cronologico.

    Roma-Dundee United 3-0, 25 aprile 1984

    Questa è la madre di tutte le rimonte giallorosse in Europa. La Roma di Liedholm aveva perso 2-0 in Scozia e doveva vincere con tre gol di scarto per accedere alla finale. Roba da far tremare le gambe anche ai più temerari.

    Invece no. Già nel primo tempo Roberto Pruzzo, il Bomber, firma una doppietta e rimette tutto in equilibrio. Nella ripresa ci pensa Di Bartolomei dal dischetto a completare l’opera. La Roma vola in finale contro il Liverpool, nella sua unica partecipazione alla Coppa dei Campioni. Finirà male, ai rigori, ma quella semifinale resta ancora oggi il punto più alto mai raggiunto dal club nella competizione.

    Roma-Barcellona 3-0, 26 febbraio 2002

    La Roma campione d’Italia. Lo scudetto sul petto, il secondo girone di Champions, e all’Olimpico arriva il Barcellona. Primo tempo a reti bianche, niente di che. Poi nella ripresa succede qualcosa di straordinario.

    Emerson, Montella e Tommasi affondano i blaugrana in una serata che il pubblico romanista non ha mai dimenticato. Roma-Barcellona 3-0 è rimasta nell’immaginario collettivo anche se quella vittoria non è bastata per andare ai quarti. Forse proprio per questo ha quel sapore malinconico che la rende ancora più bella da ricordare.

    Real Madrid-Roma 0-1, 30 ottobre 2002

    Un anno dopo, stesso scenario europeo ma risultato opposto nella direzione: la Roma di Capello sbarca al Bernabeu e vince. Il match-winner? Francesco Totti, servito da Montella al 27′. Non è la prima volta che Totti segna in quello stadio — l’aveva già fatto un anno prima — ma questa volta il gol vale tre punti in Champions League contro il Real Madrid in casa loro.

    Difficile chiedere di più a un singolo gol.

    Valencia-Roma 0-3, 26 febbraio 2003

    A distanza di pochi mesi, la Roma di Capello replica con un’altra impresa da trasferta. Il Valencia di Rafa Benitez, campione di Spagna in carica, ospita i giallorossi al Mestalla. La partita è già chiusa nei primi 36 minuti: doppietta di Totti e sigillo di Emerson. Valencia-Roma 0-3 è forse la prestazione europea più dominante della Roma in quegli anni, ma è rimasta un po’ nell’ombra rispetto ad altre notti più celebrate.

    Lione-Roma 0-2, 6 marzo 2007: la prima volta ai quarti di Champions

    Arriviamo alla Roma di Spalletti, quella che giocava un calcio bello da vedere e che in Europa stava diventando una realtà credibile. Dopo lo 0-0 dell’andata all’Olimpico, la Roma vola allo Stade de Gerland dove ad aspettarla c’è il Lione probabilmente più forte della storia, una squadra abituata a dominare la Ligue 1 e a fare paura in Europa.

    Invece la Roma chiude il primo tempo già sul 2-0, con gol di Totti e Mancini. Il risultato non cambia. E per la prima volta nella sua storia in Champions League — da quando la Coppa dei Campioni ha assunto il formato attuale — la Roma accede ai quarti di finale. Una tappa storica, spesso sottovalutata.

    Real Madrid-Roma 1-2, 5 marzo 2008

    Un anno esatto dopo Lione, Spalletti porta la Roma di nuovo al Bernabeu. E di nuovo la Roma vince. Taddei apre al 72′, Raul pareggia quasi subito, ma al 93′ Vucinic fa esplodere il settore ospiti. Real Madrid-Roma 1-2, un risultato che fa il paio con il 2-1 dell’andata all’Olimpico: doppia vittoria contro i blancos, secondo anno consecutivo ai quarti di Champions.

    Vucinic, peraltro, era uno di quei giocatori che o spariva dalla partita o la decideva. Quella sera decise lui.

    Roma-Chelsea 3-1, 4 novembre 2008

    Stagione storta, quella 2008/09. La Roma chiuderà sesta in campionato, Spalletti lascerà a fine anno in circostanze poco felici. Ma in Champions League c’è una serata che vale da sola tutta la stagione.

    Il Chelsea di Scolari viene all’Olimpico e viene travolto. Apre Panucci al 34′, poi nella ripresa Vucinic — ancora lui — firma una doppietta e manda i Blues quasi fuori dalla partita. Terry accorcia le distanze, ma è troppo poco. Roma-Chelsea 3-1 permette ai giallorossi di chiudere il girone al primo posto per la prima volta nella storia: un record che in molti hanno dimenticato troppo in fretta.

    Roma-Bayern Monaco 3-2, 23 novembre 2010: la rimonta che vale una stagione

    Qui siamo in territori di pura epica romanista. I giallorossi di Ranieri devono vincere per restare in corsa nella competizione, ma il primo tempo è un disastro: Bayern Monaco avanti 2-0 grazie a una doppietta di Mario Gomez, tutto sembra già chiuso.

    Nella ripresa, con la Roma che attacca verso la Curva Sud, succede qualcosa di difficile da spiegare razionalmente. Borriello accorcia, De Rossi pareggia all’82’, Totti segna il rigore dell’84’. Roma-Bayern Monaco 3-2, una rimonta che ancora oggi fa venire i brividi a chi c’era.

    Il paradosso è che quella fu una stagione deludente: Ranieri si dimise a febbraio, Montella non riuscì a raddrizzare la barca, e il sesto posto finale fu una mezza delusione. Ma quella notte contro il Bayern resta lì, intatta, come una delle vette più alte di un club che sa ancora emozionare quando meno te lo aspetti.

    Se vuoi approfondire le analisi e i pronostici Champions League, puoi consultare una guida aggiornata con le previsioni sulle prossime partite della competizione.

    Domande Frequenti

    Qual è la miglior prestazione della Roma nella storia della Champions League?

    Il risultato più lontano raggiunto dalla Roma nella Champions League — intesa nella sua formula moderna — è la semifinale della stagione 2017/18, dove i giallorossi furono eliminati dal Liverpool. In precedenza, nell’unica partecipazione alla Coppa dei Campioni nel 1983/84, la Roma arrivò in finale, perdendo contro il Liverpool ai calci di rigore.

    Quante volte la Roma ha vinto al Bernabeu in Champions League?

    La Roma ha espugnato il Bernabeu almeno due volte nelle competizioni europee: nel 2002 con il gol di Totti e nel 2008 con il gol di Vucinic al 93′. In entrambe le occasioni si trattava di partite di Champions League.

    Da quando la Roma non partecipa alla Champions League?

    L’ultima partecipazione della Roma alla Champions League è stata nella stagione 2018/19, quando i giallorossi furono eliminati agli ottavi di finale dal Porto. Nelle stagioni successive il club ha disputato l’Europa League e la Conference League, competizione che ha vinto nel 2021/22.

    Lotta Champions serrata: come sfruttare i bonus senza deposito per puntare sulla Roma 

    La lotta per il quarto posto in Serie A entra nella fase decisiva e la Roma si gioca gran parte del proprio destino nell’ultima giornata, in un turno che promette emozioni fino all’ultimo minuto. Con la classifica ancora apertissima, i giallorossi affrontano il rush finale con la massima concentrazione, mentre la sfida a distanza con Milan e Juventus rende ogni dettaglio potenzialmente decisivo. In un clima di tensione e adrenalina, adattarsi velocemente a quanto accade in campo diventa un fattore chiave non solo per i giocatori, ma anche per i tifosi che vogliono puntare sulla propria squadra del cuore. Oggi farlo è più facile che mai utilizzando i bonus immediati senza deposito con spid. Si tratta di un metodo di registrazione che riduce praticamente a zero i tempi d’iscrizione e offre incentivi per effettuare giocate dall’esito molto incerto. Perché con i continui ribaltoni di classifica che ci sono stati nelle ultime settimane, le sorprese potrebbero non essere finite.

    Come la Roma sta affrontando le ultime gare dal punto di vista tattico

    La Roma, dal punto di vista tattico, sta affrontando questo rush finale con un atteggiamento molto aggressivo e orientato alla ricerca del risultato anche nei minuti conclusivi. La clamorosa vittoria contro il Parma arrivata in pieno recupero e la vittoria nel derby grazie alla doppietta di Mancini hanno dimostrato quanto la squadra abbia creduto fino in fondo al sogno Champions e quanto il gruppo sia disposto a spingersi oltre i propri limiti pur di conquistare questo traguardo: tutto dipende dalla forza dei giocatori di rimanere uniti e conquistare 3 punti importantissimi. In questo scenario, alcuni uomini chiave stanno facendo la differenza: da una parte l’esperienza e la qualità di Paulo Dybala, autore di una grandissima partita al derby, dall’altra la freddezza di Malen, rimasto a secco nella partita più sentita dai tifosi ma pronto ad aumentare il bottino di gol all’ultima contro la seconda peggiore difesa del campionato. La sensazione è che la Roma abbia trovato nuove certezze offensive proprio nel momento più complicato della stagione. Tuttavia, quest’ultima partita continua ad essere accompagnata da una pressione enorme, perché il margine di errore ormai è praticamente nullo.

    Il calendario dell’ultima giornata


    L’Inter campione d’Italia chiuderà il campionato in trasferta a Bologna oggi alle ore 18.00 mentre il Napoli, ormai certo della qualificazione, domenica alle 18.00 in casa contro l’Udinese. Roma, Milan, Juventus e Como giocheranno in contemporanea domenica alle 20.45 e terranno inchiodati migliaia di tifosi in una lotta Champions che non era così aperta e avvincente da anni fino all’ultima giornata. La possibilità di conquistare il quarto posto dipende unicamente dalla Roma che deve trovare la vittoria, e il calendario aiuta la squadra capitolina. La trasferta di Verona, rappresenta una partita decisamente alla portata per Malen e compagni, ma un eventuale pareggio e vittoria di una tra Juventus e Como potrebbe beffare la Roma sul più bello, visto anche gli incroci sfavorevoli avversarie. Proprio per questo motivo, la vittoria è categorica: ogni altro possibile scenario non dovrebbe essere nemmeno considerato. La Juventus e il Como chiuderanno entrambe giocando un derby tutt’altro con semplice: il Torino non ha più nulla da chiedere al campionato, ma la partita contro la Juventus è sentitissima da tifosi e ambiente e tre punti contro la Juventus potrebbe regalare l’ultima gioia in un campionato complicato. Il Como invece se la vedrà con la Cremonese, che è in piena lotta salvezza. Il Milan invece in casa contro il Cagliari è chiamata, come la Roma, a conquistare i tre punti, in un stadio che si preannuncia incandescente nonostante tutte le difficoltà e contestazioni delle ultime settimane. Insomma, un ultima giornata da non perdere.

    Come analizzare le quote delle ultime partite

    Naturalmente, chi decide di puntare sulle ultime partite della Roma dovrebbe evitare di limitarsi alle classiche scommesse 1X2. I mercati alternativi possono offrire opportunità molto più interessanti, specialmente in partite tese e combattute come quelle decisive per la corsa Champions. L’asian handicap, ad esempio, permette di gestire meglio il rischio in gare equilibrate, mentre le quote sui marcatori nei minuti finali possono risultare particolarmente intriganti considerando la capacità recente della Roma di trovare gol pesantissimi nei recuperi. Anche le scommesse live rappresentano una soluzione interessante per chi segue costantemente l’andamento delle partite e vuole reagire in tempo reale agli sviluppi del match. In questo senso, sfruttare un bonus senza deposito può diventare un modo intelligente per testare strategie più avanzate senza intaccare il proprio budget iniziale, mantenendo comunque alta l’attenzione su uno dei finali di stagione più emozionanti degli ultimi anni.

    Serie A, Fiorentina-Atalanta finisce 1-1 nell’anticipo dell’ultima giornata

    La Fiorentina e l’Atalanta hanno pareggiato 1-1 nell’anticipo della trentottesima e ultima giornata del campionato di Serie A. I padroni di casa si sono portati in vantaggio al 39′ grazie alla rete realizzata da Roberto Piccoli. Nella ripresa, all’82’, la formazione bergamasca ha trovato il gol del pareggio a causa di un’autorete del difensore viola Pietro Comuzzo.

    Con questo risultato, la Fiorentina sale al quattordicesimo posto in classifica con 42 punti, in attesa delle partite di Genoa e Cagliari. L’Atalanta chiude invece il proprio campionato in settima posizione a quota 59 punti.