Post Match – 82 giorni di Malen

LR24 (MIRKO BUSSI) – Il 16 gennaio Malen diventava ufficialmente un giocatore della Roma, il 18 gennaio debuttava e poneva la prima bandierina sulla Serie A, il 10 aprile l’ha praticamente capovolta diventando, in appena 82 giorni, il 3° marcatore di tutta la Serie A, dietro soltanto a Lautaro Martinez e Douvikas. 10 gol in neanche 3 mesi che diventano 11 allargando il conteggio alle coppe.

La fuga con cui ha squarciato la partita di venerdì sera, raccogliendo lo scarto prodotto dalla difesa avversaria, ha aperto un’altra categoria fin qui inesplorata nella collezione romanista di Malen: il gol dopo più di due tocchi. Finora l’olandese si era mostrato un predatore d’area di rigore, finalizzando all’interno o nei pressi dell’area piccola, prevalentemente a un tocco come richiede il manuale della situazione, sia contro il Cagliari che sull’assist di Zaragoza a Napoli o come, anche, nel 2-0 contro il Pisa. Degli 8 gol segnati su azione, 4 sono arrivati di “prima”, 3 con appena un controllo prima del tiro, per stappare la gara di venerdì sera invece ha dovuto far sfoggio anche della sua voracità in conduzione, prima di aprirsi il tiro rientrando sul destro. La rete numero 8 della collana, quella dell’1-0, è anche quella realizzata da maggior distanza dalla porta finora, seppur comunque, come tutte le altre, dall’interno dell’area di rigore. Fin qui, i 10 gol di Malen sono la conversione di 8,34 xG a disposizione.

La prima decade di gol di Malen in Serie A si è completata quasi come a chiudere un cerchio. A Torino, nel primo gol, aveva svelato quella capacità di eclissarsi nella zona cieca del proprio difendente, quella tendenza a muoversi fuori linea, ricevendo il pallone da Dybala prima di scaricarlo in porta. Nel 3-0 di domenica c’è ancora Malen che vive alle spalle del proprio marcatore, pronto nuovamente a ricevere da un mancino che converge verso l’interno, stavolta Soulé, al quale come a Torino chiama il passaggio con chiari cenni. Gli basterà un tocco, in questo caso, per battere il portiere avversario.

Negli 11 gol stagionali, poi, ci sono anche 3 rigori, tutti segnati con esecuzioni differenti: incrociando in basso, come a Como, aprendo in basso, come col Bologna, o in alto, come contro Milinkovic al ‘Maradona’. Una varietà di soluzioni che spiega al meglio, forse, il motivo per cui Malen risulti così deflagrante in Serie A: tende alla profondità, vive e respira in funzione della porta, ma con una strumentazione che mescola rapidità, più che velocità, ad un ampio bagaglio tecnico che lo porta a risultare imprevedibile. Al punto che, ad oggi, la conclusione vincente più ripetuta è un raffinato tocco sotto a scavalcare il portiere. Come quello su Perin, contro la Juventus, dopo un attacco alla profondità diretto sul filtrante di Koné, oppure quello contro il Cagliari, su una profondità “autoprodotta” grazie ad un controllo deluxe. E sono passati solo 82 giorni.

Serie A, Como-Inter 3-4: i lariani rimangono a -2 dalla Juve e a +1 dalla Roma

Termina 3-4 il match del Sinigaglia, un Inter molto cinica che, seppur con qualche brivido nel finale, riesce a tornare a Milano con i tre punti. Discorso scudetto praticamente chiuso per i nerazzurri (manca l’aritmetica, ma i 9 punti di vantaggio, a 6 giornate dalla fine, sembrano essere un margine rassicurante). Chi, invece, deve giocarsi ancora tutto è il Como, la squadra lombarda non riesce nel controsorpasso alla Juve e ora deve guardarsi alle spalle dalla Roma. Un Europa ancora tutta da decidere insomma, anche se, il calendario, almeno sulla carta, sorride agli uomini di Fabregas (nelle prossime 6 affronteranno solo una squadra posizionata tra le prime 10 della lega, il Napoli), con i bianconeri e, soprattutto, i giallorossi a cui aspetta un cammino decisamente più impegnativo ed insidioso

Pedullà duro su Ranieri: “Ha destabilizzato la Roma, con Gasperini nessun rapporto”

Arrivano parole pesanti sul momento della Roma. Il giornalista Alfredo Pedullà ha infatti criticato, sul suo canale YouTube, le parole dette dal Senior Advisor della Roma, Claudio Ranieri, nel pre-partita di Roma-Pisa, accusandolo di aver inciso negativamente sugli equilibri interni del club giallorosso, ecco le sue parole:

Prima di una partita non si può destabilizzare così. Con tutta la stima per Ranieri, per la sua Roma nel cuore, non può destabilizzare facendo capire che aveva contattato altri allenatori e Gasperini lo ha preso la società. E io avevo letto altre cose di Ranieri alla presentazione del tecnico. È sintomo di una distonia e di un rapporto inesistente“.

Il noto giornalista sportivo ha aggiunto: “Gasperini non lo scopriamo a 67 anni, è sempre stato questo. Con Sartori ha lavorato all’Atalanta per 6 anni da separato in casa e la società gestiva. Sono rimasti tanti anni pur non andando d’accordo, ma c’era una società che gestiva, smussava gli angoli, non metteva in piazza le cose“.

Serie A, il Bologna vince 2-0 contro il Lecce: adesso l’Atalanta è più vicina

Il Bologna di Italiano vince contro il Lecce di Di Francesco, l’avversaria della Roma in Europa League è passata in vantaggio al 26′ con Remo Freuler ed ha chiuso la partita con il gol al 92′ di Orsolini, che non segnava dalla 16′ giornata di Serie A. L’Atalanta adesso è a più 5, i rossoblù sperano che la squadra di Gasperini possa aiutali e fermare la dea anche nella prossima giornata, quando il Bologna se la dovrà vedere con una Juventus in ottima forma.

Serie A, il Parma ferma il Napoli sull’1-1: Azzurri a -6 dalla vetta

Colpo di scena al Tardini, con il Parma che ferma il Napoli sull’1-1 e chiude virtualmente la Serie A. Crociati in vantaggio con il gol di Strefezza dopo appena 38 secondi dall’inizio del match. La formazione di Antonio Conte la pareggia con McTominay ma non riesce a trovare il colpo del ko. Parma ora al quattordicesimo posto con 36 punti a +9 dalla retrocessione. Il Napoli invece consolida il secondo posto a +3 dal Milan ma da la possibilità all’Inter di chiudere la pratica Scudetto questa sera.

Roma-Pisa e il sogno esaudito del piccolo Bruno: “Un ricordo che lo accompagnerà per tutta la vita” (FOTO)

Roma-Pisa è stata una partita davvero speciale per Bruno, un bambino di quasi 10 anni colpito da un’ischemia infantile che ha compromesso i movimenti del lato sinistro del corpo. È un grande tifoso giallorosso e il club ha esaudito il suo desiderio di accompagnare i giocatori durante l’ingresso in campo. Ecco la storia raccontata dalla società capitolina: “C’era una mascotte speciale venerdì sera all’Olimpico. Si chiama Bruno e il 17 aprile compirà 10 anni.

Alla nascita è stato colpito da un’ischemia infantile che ha compromesso i movimenti del lato sinistro del corpo, in particolare della mano e del piede. Ogni giorno Bruno si impegna per compiere dei gesti che spesso nei bambini diamo per scontati: vestirsi da solo, allacciare i bottoni dei jeans, tenere insieme spazzolino e dentifricio. 

A raccontarci la sua storia è mamma Valentina.

“Mio figlio pratica karate da quando aveva 4 anni, ma il suo sogno era un altro: giocare a pallone”. Quel sogno, finora, non si è realizzato.

Oltre a far parte di “Fight The Stroke”, associazione che supporta giovani con disabilità derivanti da paralisi cerebrale infantile, Bruno è iscritto alla Federazione Italiana Sport Paralimpici e Sperimentali e alla scuola calcio inclusiva “Bimbi Sperduti”. Ma non è la stessa cosa che giocare per divertirsi insieme ai coetanei del proprio quartiere.

“Da mamma, a volte ho pensato che forse sia stato meglio così – riflette Valentina – perché almeno uno sport individuale come il karate non ti costringe a confrontarti con un gruppo che potrebbe colpevolizzarti in caso di sconfitta”.

“Credo – aggiunge – che non si dovrebbe avere paura di far giocare questi bambini: sono come gli altri, hanno gli stessi sogni, ma a volte viene negato loro il diritto di realizzarli”.

Tra i desideri di Bruno c’era anche quello di vedere da vicino i suoi idoli: i calciatori della Roma. “Malen, Soulé, Dybala e Svilar sono i suoi preferiti”, rivela la mamma.

E allora abbiamo pensato che almeno questo sogno Bruno avesse il diritto di vederlo esaudito. 

Così il Club lo ha invitato tra le mascotte che hanno accompagnato l’ingresso in campo dei nostri calciatori in occasione della sfida con il Pisa, insieme alla sua sorellina, mentre mamma e papà assistevano commossi dagli spalti.

“Io e mio marito Carmine – conclude Valentina – siamo riconoscenti per questa opportunità che la Roma ha dato a nostro figlio: il nostro cuore è colmo di gratitudine. Siamo felici per l’esperienza fatta da Bruno, e dalla sorella. E per come è stato trattato da tutto lo staff, compresi i giocatori, che gli hanno battuto il cinque”. 

“Questa esperienza ha superato ogni nostra aspettativa: ricevere delle attenzioni dai giocatori del cuore non è cosa da poco. È un ricordo che accompagnerà Bruno per tutta la vita””.

(aasroma.com)

VAI ALL’ARTICOLO ORIGINALE

Serie A, Genoa-Sassuolo 2-1: De Rossi vola a +9 sulla zona retrocessione. Espulsi all’intervallo Berardi ed Ellertsson per una rissa nel tunnel

Alle ore 12:30 è andato in scena allo Stadio Ferraris il match tra Genoa e Sassuolo, valido per la trentaduesima giornata di Serie A, e si è concluso con il risultato di 2-1 in favore dei padroni di casa. Il Grifone passa in vantaggio al minuto 18 con la perla di Malinosvkyi (assist di Baldanzi) dalla distanza, ma a rubare la scena è ciò che accade all’intervallo: nel tunnel Berardi battibecca con Sabelli e successivamente scatta una rissa che coinvolge il capitano dei neroverdi ed Ellertsson, i quali vengono alle mani e l’arbitro decide di espellerli. La ripresa parte quindi dieci contro dieci e il Sassuolo pareggia i conti al 57′ con Koné, che ristabilisce la parità con un tap-in. La gara si avvia verso la conclusione, ma all’84’ Messias si inventa una grande giocata sulla linea di fondo e serve Ekuban, il quale appoggia il pallone in porta e regala la vittoria al Genoa. Sorride De Rossi, che sale al tredicesimo posto in classifica con 36 punti e si porta a +9 sulla zona retrocessione. Il Sassuolo di Grosso, invece, resta undicesimo a quota 42.

AS Roma For Special, interrotta la collaborazione con la squadra. Il club: “L’obiettivo è ampliare ulteriormente l’impatto sociale del progetto”

Cambio di programma per l’AS Roma For Special, la squadra giallorossa composta da 22 atleti e atlete con disabilità intellettivo-relazionale. Dopo una collaborazione di tre anni, la società capitolina ha deciso di non rinnovare l’affiliazione con l’obiettivo di ampliare ulteriormente l’impatto del progetto e offrire anche ad altri ragazzi e ragazze di entrare a far parte del team.

“Nelle scorse settimane abbiamo incontrato i referenti della squadra a Trigoria, comunicando loro che, a partire dalla prossima stagione, l’affiliazione non sarà rinnovata – si legge nella nota -. Si tratta di una decisione coerente con la volontà del Club di ampliare ulteriormente l’impatto sociale del progetto, offrendo anche ad altri ragazzi e ragazze con disabilità del territorio la possibilità di entrare a far parte del team AS Roma for Special.

È importante sottolineare che l’accordo con la squadra aveva natura stagionale e veniva rinnovato di anno in anno; non è mai stata prevista né garantita alcuna forma di esclusività dell’affiliazione. In un’ottica di continuità e inclusione, abbiamo comunque proposto di mantenere attivo il rapporto attraverso nuove modalità di collaborazione, come l’organizzazione congiunta di tornei e il coinvolgimento di alcuni ragazzi nel ruolo di “Legend”, così da preservare il valore umano e sportivo costruito insieme.

La finalità del Club resta quella di offrire al maggior numero possibile di ragazzi con disabilità l’opportunità di praticare sport e indossare i colori societari, in linea con l’impegno che da sempre contraddistingue AS Roma sul territorio. Questo approccio si riflette anche in altre iniziative sociali, come il progetto di recupero delle eccedenze alimentari, passato nel tempo da Acli a Caritas, a testimonianza della volontà del Club di collaborare con diverse realtà locali per massimizzare l’impatto positivo.

Desidero infine evidenziare come la squadra abbia espresso la volontà di continuare a giocare insieme anche al di fuori del contesto giallorosso: un segnale molto positivo che conferma la coesione e il valore del percorso condiviso in questi anni, anche grazie al supporto ricevuto”.

Friedkin vuole Ranieri più operativo e vicino al club: proprietà disposta a parlare di un nuovo contratto

A Trigoria regna il caos e il clamoroso attacco di Claudio Ranieri a Gian Piero Gasperini nel prepartita di Roma-Pisa ha creato una profonda frattura tra le parti. L’allenatore non ha un buon rapporto nemmeno con il direttore sportivo Frederic Massara, il quale – come rivelato dall’edizione odierna del quotidiano – in diverse occasioni è tornato da solo da una trasferta e non con il pullman della squadra. Domani ci sarà l’incontro tra il Senior Advisor e il tecnico, con il primo che ha già fatto capire di essere pronto a farsi da parte. La famiglia Friedkin però punta molto su di lui, tanto da volerlo più operativo e vicino al club: la proprietà è disposta a parlare anche di un nuovo contratto, ma sarà Ranieri a decidere il suo futuro.

(La Repubblica)

Se decide Gasp

[…] Pensare che Ranieri e Gasperini possano lavorare ancora insieme è semplicemente utopico. Inutili, in questo senso, i tentativi dei mediatori più o meno improvvisati che ci hanno provato ieri.

Troppo diversi i caratteri, le attitudini, le mentalità, le modalità di lavoro, le filosofie tecniche. L’invito che Dan Friedkin aveva rivolto loro in una delle ultime riunioni, di trovare una sintesi per collaborare nella maniera più produttiva possibile, è andato disatteso. Ma forse non è neanche una questione di volontà: le crepe tra i due non sono rimarginabili e hanno un’origine neanche troppo recente, se è vero che già in agosto esplosero dei conflitti. […]

Nell’attesa decida Friedkin con quale assetto la Roma dovrà affrontare gli ultimi impegni della stagione e i primi della prossima: c’è da fare una squadra per vincere. Ma decida. Altrimenti il rischio è che a decidere sia Gasperini…

(Il Romanista – D. Lo Monaco)