All’Olimpico non vince nessuno. Anzi sì, esulta la Juventus, che legge la classifica e stasera può ipotecare la qualificazione alla Champions portandosi a +5 su Como e Roma a cinque giornate alla fine. Il pareggio non serve a Gasperini, che malinconicamente aggancia Fabregas ma fallisce il salto verso Spalletti. E lo fallisce davanti a un pubblico che alla fine fischia la squadra, al termine di 45 giorni in cui la stagione è stata buttata al vento: prima l’eliminazione dall’Europa League, adesso la quasi certezza di vedere in tv anche la prossima ChampionsLeague, come da prassi dell’era Friedkin. Hai voglia a parlare della querelle tra il senior advisor e l’allenatore, quest’ultimo applaudito dai suoi tifosi: qui sono i risultati a mancare in questa stagione, più che la commedia “Fratelli coltelli” andata in scena finora. A pensarci bene sorride di più Palladino, ragionando in ottica ritorno di Coppa Italia contro la Lazio: l’Atalanta è in salute e ha anche risparmiato energie, soprattutto nel secondo tempo. (…) Il gol con cui l’Atalanta ha complicato da subiti i piani di Gasperini è stato un regalo natalizio fuori stagione, una palla persa in uscita dopo una combinazione troppo rischiosa architettata da El Shaarawy ed Hermoso, roba che a Krstovic non è parso vero. (…) Fenomenale Carnesecchi che ha collezionato interventi, uno dopo l’altro su Soulé e due volte su Malen. La Roma teneva il campo, anche se per poco non regalava anche il raddoppio, con Ederson che non sfruttava l’omaggio di El Aynaoui. Poi a fine primo tempo Gasp si aggrappava al pareggio nella maniera meno immaginata possibile, costruita da tre difensori e gioiello finale di Hermoso in girata. Il secondo tempo è stata un’altra partita. Palladino ha pensato anche alla semifinale di Coppa Italia e ha gestito le sostituzioni. La Roma ha mostrato tutti i suoi limiti: è mancata nel momento più at-teso, paradigma perfetto di una stagione del “vorrei ma non posso“, per dirla come l’allenatore, “vorresti ma non riesci” per dirla coi pensieri dell’advisor. Carnesecchi ha nuovamente fermato Malen, la traversa ha negato a Hermoso la doppietta, l’ingresso di Vaz non ha cambiato il match. Addio (o quasi) Champions e Olimpico deluso. (…) “La Roma è una cosa seria“, hanno scritto i tifosi ammonendo i litiganti. Gasperini, invece, ha replicato a Ranieri: “La gente non merita questo teatrino — ha detto -. Io sono stato tirato dentro a questa situazione. Ma non voglio essere messo sullo stesso piano di chi ha fatto quelle dichiarazioni. Chiudiamo questo campionato, poi parleremo del futuro“.
Voleva pensare solo al campo Gasperini, ma inevitabilmente il focus si sposta sempre sul futuro e sullo scontro con Ranieri di questi giorni. È stato accolto con entusiasmo dai tifosi che al momento della sua uscita dal pullman gli hanno urlato: “Siamo con te“. Lui ha sorriso e ringraziato. Ma l’atmosfera allo stadio non era la solita e Gasp lo ha puntualizzato senza troppi giri di parole lanciando una frecciatina a Ranieri (presente all’Olimpico, ma mai inquadrato sui maxischermi): “Il pubblico non merita questo teatrino che non ho creato io. Mi dispiace essere coinvolto ma posso solo cercare di creare meno danno possibile con il silenzio. Ma non voglio essere messo sullo stesso piano perché io non ho alimentato questa situazione. Ringrazio i giocatori e il pubblico. Ho parlato con i Friedkin? Rispondo solamente a domande sulla squadra“. La Curva Sud ha preferito non prendere posizioni, chiedendo ai diretti interessati di rimanere uniti per il bene del club: “Qualsiasi sia il ruolo che uno occupa all’ombra di questo nome, siamo tutti obbligati a garantire romanismo, impegno e valore. L’AS Roma è una cosa seria“, questo lo striscione. Più duro un altro esposto nel settore opposto: “Proprietà muta, dirigenza chiacchierona. Chi pensa al bene della nostra Roma?“. Dopo aver chiuso la questione Ranieri, il tecnico ha dribblato la domanda sul futuro: “Bisogna chiudere benissimo questo campionato perché per me è stata un’esperienza straordinaria, sono arrivato con tanto scetticismo intorno e anche un po’ di rivalità“. (…) L’allenatore ha poi continuato il discorso: “La squadra mi ha seguito fortemente, continua a seguirmi e di questo sono grato ai giocatori come sono grato al pubblico. Di quello che sarà tra un mese lo vedremo a fine campionato. La commozione dell’altro giorno? Si vede che mi sto invecchiando“. A fine partita sono arrivati anche i fischi, ma Gasperini (…) continua a credere nel quarto posto che dista due punti in attesa della sfida di questa sera tra Juventus e Bologna: “Abbiamo preso il Como, tenendo distante l’Atalanta che è arrivata terza l’anno scorso. Vedendo anche i risultati della settimana scorsa, le partite diventano difficili, c’è più fatica, un clima diverso, possono esserci sorprese, anche in squadre che stanno per vincere lo scudetto e hanno fallito l’ultimo chilometro. L’ultimo chilometro è sempre un bel traguardo, qualcuno magari si pianta o altri accelerano. Noi siamo ancora dentro e meritavamo di battere l’Atalanta“. Sabato il match col Bologna. Verso il recupero Dybala, Wesley e Koné. Attesa per Rensch, (…) nessun problema per Mancini.
Segna Krstovic, risponde Hermoso. Servivano tre punti, ne arriva solo uno. Un bel problema per la Roma che oggi potrebbe trovarsi, dopo Juve-Bologna, a meno cinque dal quarto posto e quindi con l’ultimo obiettivo sempre più lontano. Il pari non serve di sicuro all’Atalanta, che ormai deve solo pensare alla semifinale di Coppa Italia contro la Lazio. Poteva andare peggio visto il peso e la lunghezza degli organici a disposizione di Gasperini e Palladino, ma la Roma ci ha abituato spesso a prestazioni oltre i propri limiti e anche stavolta, forse, meritava di più. (…) Ma alla fine il pubblico ha fischiato. Il problema di questa squadra, numeri alla mano, è che non è mai riuscita a imporsi contro le formazioni più forti e nemmeno di quelle di pari livello: dall’Inter all’Atalanta, è in perdita con tutte negli scontri diretti e ad oggi, il quinto posto in coabitazione con ii Como, in realtà è solo teorico, a rischio anche l’Europa League. Le diciotto vittorie contro squadre di medio basso livello sono tante, ma non hanno – per ora – garantito il salto in avanti auspicato: sul più bello sono venuti meno calciatori importati come Dybala, Soulé, i due centravanti e Pellegrini. Ambire al quarto posto, in queste condizioni, non era facile. (…) La Roma ha bisogno di ripensarsi, nelle varie componenti: l’organico va rinforzato ed è vero, ma pure il tecnico dovrà fare la differenza, come l’ha fatta in passato e solo in (buona) parte quest’anno. Non sempre i risultati non sono arrivati per via dell’organico, spesso tante scelte sono state al limite della comprensione, vedi il pari con la Juve. Capita. Gasperini non vince la battaglia per il recupero di Wesley e a sinistra manda Rensch, Pisilli è buono solo per la panchina e in mezzo al campo, al fianco di Cristante, compare El Aynaoui. ElSha è il prescelto come vice Pellegrini, con i vari Zaragoza e Venturino inizialmente in panchina. Palladino preferisce Krstovic a Scamacca e Bellanova a Bernasconi, con conseguente spostamento di Zappacosta a sinistra. La Roma non fa in tempo a fare la voce grossa e prende subito il gol, grazie a un pasticciaccio in uscita del duo Hermoso-El Shaarawy, de Roon scarica subito su Krostovic che piazza un diagonale alla destra di Svilar. Da quel momento in campo c’è solo la Roma, alla ricerca spasmodica del pari. Che arriverà solo alla fine del Primo tempo, con una giocata della strana coppia Rensh (di testa) ed Hermoso, che infila Carnesecchi con una mezza sforbiciata. Esulta, in tribuna, Ranieri, che aveva chiesto di non essere in quadrato della telecamere per non finire sui maxischermi e magari prendersi pure i fischi. (…) Tocca anche a Malen entrare nell’elenco di quelli che non ce l’hanno fatta: ben servito da ElSha, si fa ipnotizzare da Carnesecchi a un passo dalla gloria e poi, sempre l’olandese, calcia addosso al portiere. Svilar salva su Ederson poco prima del pareggio. Palladino comincia subito con tre cambi, si libera di De Ketelaere, che non ha mai dato prova della loro esistenza nei primi quarantacinque minuti, e di Kolasinac che, dal suo lato ha sofferto non poco Soulé, più Scalvini. Dentro Zalewski, Kossounou e Ahanor. Tre cambi di questo livello, e in un colpo solo, in questo momento, Gasp non può nemmeno sognarli. E come se non bastasse, Palladino otto minuti dopo toglie Bellanova e inserisce Bernasconi. L’Atalanta ha in altra faccia, la Roma e uguale se stessa, inevitabilmente fatica tenere palla e ad essere pericolosa con continuità. (…) Gasp risponde con le armi che ha: Venturino, Pisilli e Ghilardi per El Shaaarwy, El Aynaoui e Mancini (infortunato, l’ennesimo). (…) La Roma si regge su Malen, che ha Djimsiti come guardiano ma ogni volta che riesce a trovare un minimo di spazio per calciare in porta, l’Atalanta trema. Hermoso sfiora il bis, su una bella palla di Venturino, ma la girata di testa è debole. Entra anche Vaz (oltre a Tsimikas per l’infortunato Rensch, ultimo di una lunga serie), per un distrutto Soulé. La carta della speranza. Ma non basta.
Roma-Atalanta è terminata 1-1. Come Ranieri-Gasperini, in fondo. Le bordate del dirigente giallorosso a inizio settimana, le lacrime del pareggio dell’allenatore alla fine. Antonio Percassi, commosso, ha telefonato al suo ex mister venerdì sera. Nel mezzo l’assordate silenzio della proprietà americana. Forse l’appello più saggio è stato steso dai tifosi in Curva Sud: “La Roma è una cosa seria“. Cioè, l’invito a mettersi al lavoro per sciogliere i nodi e progettare un futuro degno della storia del club. Intanto sono arrivati fischi amari, perché è fallita la missione della serata: approfittare dello scivolone del Como per scavalcarlo e agganciare provvisoriamente la Juve al quarto posto. È riuscito solo l’aggancino a Fabregas, mentre oggi Spalletti può volare a +5, a 5 giornate dal termine. (…) Ieri una difficoltà in più: un superbo Carnesecchi che ha parato tutto, a cominciare da Malen e ha tenuto viva un’Atalanta che, dopo il vantaggio iniziale, ha pensato soprattutto a difendersi e a speculare, lontana dalla versione arrembante gasperiniana: 2 tiri in porta, nessuno nel secondo tempo ed una squadra distratta dal pensiero della Coppa Italia. (…) Futuro Penalizzato dal risultato, Gasperini, acclamato all’annuncio delle formazioni, ha preso atto una volta di più di cosa serve a questa Roma. Le idee e le linee di gioco ci sono e funzionano: 19 tiri, 9 nello specchio, il 64% di possesso nel primo tempo. In questi mesi, Gasp ha costruito la scatola giusta, ora bisogna riempirla di giocatori che esprimano più qualità di Rensch, Celik ed El Aynaoui. (…) Non si vive di solo Malen. Abbiamo visto come si è rimpicciolita l’Inter senza Lautaro, Calhanoglu e Dumfries. Con Dybala (non segna da ottobre), Koné e Soulé (non segnano da gennaio) sempre presenti, la prospettiva Champions non sarebbe l’utopia che appare oggi. Scappa la Dea Tra due squadre che si specchiano e si marcano a uomo, l’equilibrio può saltare per una giocata o per un errore. La seconda. El Shaarawy azzarda un passaggino sgrammaticato in orizzontale che Hermoso non controlla. DeRoon manda in rete Krstovic. Non bastava la settimana di passione. Partita in salita dopo soli 12 minuti. (…) Solo Soulé zampilla qualità a destra e mette in difficoltà il macchinoso Kolasinac. È dell’argentino il primo pericolo serio: Carnesecchi vola (18′). Il portiere diventa protagonista. Al 24′ El Shaarawy serve un cioccolatino a Malen, a un passo dalla porta. Tutti si aspettano che se lo mangi senza neppure scartarlo. Un cannibale che ha segnato 10 gol in 12 partite… E invece il guardiano della Dea vola come un angelo e disinnesca l’olandese (24′). Malen sbuffa dalle narici e carica poco dopo, ma Carnesecchi chiude ancora sul primo palo. L’Atalanta fatica a ripartire. Male De Ketelaere, meglio Raspadori, generosissimo in copertura. Serve un mezzo suicidio dello spettrale El Aynaoui (palla persa) per consentire a Ederson di arrivare fino in fondo e sprecare un mezzo match-point (33′). Il pareggio di Hermoso, assistito dal Rensch, arriva al 45′ consacrato dai numeri del primo tempo: 8 tiri a 3, 6 in porta a 2. (…) Palladino pensa anche alla semifinale di Coppa Italia, mercoledì, e ne lascia tre in spogliatoio (Scalvini, Kolasinac, CDK). Poi toglie anche Bellanova, spento, per Bernasconi. I cambi di Gasperini tirano invece a incattivire la fase offensiva con quel poco che ha a disposizione: dentro l’acciaccato Pisilli e il giovane Venturino, più tardi anche RobinioVaz, con Malen arretrato a sostegno. Anche il secondo atto lo recita soprattutto la Roma che sfiora più volte il vantaggio. (…) Malen invece prolunga la sua sfida personale con Carnesecchi e lo fa lavorare anche al 18′. Hermoso, che ci ha preso gusto, sfiora il secondo gol personale al 22′ ‘, di testa, e, sempre di testa, manda a rimbalzare sulla traversa un pallone velenoso che stava per beffare l’ottimo Carnesecchi (29′). Qualche interessante puntura laterale di Venturino, ma il pareggio non si schioda. (…) Alla fine della partita la Roma si avvicina alla Sud, riceve in cambio fischi, per l’amarezza di un sogno Champions ormai ridotto a un lumicino. Gasperini invece sembra soddisfatto della prestazione. Al fischio finale, applaude ed entra in campo per stringere la mano ai suoi uomini e per salutare quelli dell’Atalanta: il suo presente e il suo passato. Per il futuro, bisogna attendere.
Al termine del pareggio interno contro l’Atalanta Gian Piero Gasperini ha fatto il punto in conferenza stampa sulla situazione infortunati. Il tecnico spera di riavere dei pezzi fondamentali della rosa per le ultime cinque partite: “È una speranza. Mi auguro una certezza, però. Non so tra quanto ritornano. Ci conto molto. Quello più distante è Pellegrini, poi Koné, Dybala e Wesley sono in dirittura d’arrivo“.
La Roma non riesce a sbloccarsi negli scontri diretti e pareggia 1-1 contro l’Atalanta nel match valido per la trentatreesima giornata di Serie A. La Dea passa in vantaggio al minuto 12 con Krstovic, ma i giallorossi rispondono con Hermoso poco prima dell’intervallo. Al termine della partita Giacomo Raspadori ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni dei cronisti.
RASPADORI A SKY
Sei tornato nel momento chiave della stagione. Come stai? “Mi sento bene, sono rientrato bene. Ora abbiamo il momento più importante della stagione. Ora ci si gioca un po’ tutto. Abbiamo fatto un’ottima partita, poi è normale quando esce una partita così intensa tra le due squadre qualche errore tecnico esce. Possiamo dire che siamo mancati in alcune scelte finali. Sull’1-0 abbiamo avuto qualche occasione per portarci sul 2-0 però credo che dobbiamo essere felici della prestazione. Non è mai semplice giocare contro questa squadra in casa loro soprattutto“.
Come guardate la classifica? “Ora la testa finisce sulla partita di mercoledì. Sappiamo quanto ci teniamo. Giocheremo in casa nostra davanti ai nostri tifosi ed è un motivo in più per regalargli questa gioia. Per quanto riguarda il campionato mancano poche partite ma sono quelle decisive. È ancora tutto aperto, noi cercheremo se ci sarà uno spiraglio di farci trovare pronti“.
Ti manca quel sano egoismo in area di rigore. Cosa ne pensi? “Credo che per le mie caratteristiche ci sono delle situazioni in cui non ho l’egoismo dell’attaccante ma cerco di mettere avanti quello che è il lavoro di squadra, quello che mi viene chiesto dall’allenatore. Anche oggi mi sono trovato a fare un lavoro difensivo importante, era il piano gara. È normale sono un attaccante, sono felicissimo quando faccio gol quando ho tante occasioni per riuscire a portare alla squadra qualcosa a livello difensivo. Sono sicuro che devo lavorare tanto anche sull’aspetto offensivo, c’è sempre da fare un passettino in più. Il mio obiettivo è abbinare entrambe le cose per riuscire ad essere efficiente nella fase offensiva e in quella difensiva“.
RASPADORI A DAZN
Quanto sei contento della tua prestazione, era da tempo che non ti vedevamo con così tanta energia? “Sicuramente sono molto contento della partita, era un po che non giocavo 90 minuti, sono felice perché lavoro molto nel quotidiano. La squadra ha fatto una grande partita, è stato un match molto intenso, per questo c’è stato anche errore in più, anche su 1-0 abbiamo avuto occasione per fare di più, ma la Roma è forte, il pareggio è positivo“.
Caldara ha detto che oggi hai fatto una grande prestazione, anche difensivamente, con tanta dedizione e attenzione… “Grazie, l’avevamo preparata così, perché loro spesso facevano questo tipo di situazioni, il mister me lo aveva chiesto. Nonostante sia un giocatore offensivo penso che mettersi a disposizione così, come hanno fatto anche gli altri compagni, possa portare solo a qualcosa di positivo. Ora testa a mercoledì“.
Potevi giocare anche nell’altra squadra oggi… “L’interesse fa sempre piacere, anche di un grande club come la Roma. Sono molto contento e orgoglioso della mia scelta, ci tengo a sottolineare che tifosi mi hanno accolto alla grande“.
RASPADORI IN CONFERENZA
“Usciamo in maniera positiva da questa partita, abbiamo messo coraggio ed è stata una grande prestazione. Ci sono diversi giorni per recuperare, mercoledì abbiamo una partita importantissima per il nostro percorso, per noi la coppa Italia è uno obiettivo importante“.
“Sicuramente quello che sto cercando è la continuità. A Napoli ho vissuto un’esperienza stupenda, bellissima, che farà sempre parte del mio percorso. A gennaio l’Atalanta ha dimostrato una volontà incredibile di avermi. Io cercavo continuità, ora sto bene e voglio chiaramente lavorare per la squadra ed essere al top e cercare di raggiungere i nostri obiettivi“.
“Ho avuto la fortuna di avere l’interesse di diverse squadre, quando si parla di club come la Roma fa grandissimo piacere ricevere il corteggiamento per quella che è la piazza e il valore della squadra. Sono contentissimo della scelta che ho fatto e di quello che ha fatto l’Atalanta. Credo che la mia ambizione rispecchi quella della società e sono felice di far parte di questo progetto“.
La Roma non riesce a sbloccarsi negli scontri diretti e pareggia 1-1 contro l’Atalanta nel match valido per la trentatreesima giornata di Serie A. La Dea passa in vantaggio al minuto 12 con Krstovic, ma i giallorossi rispondono con Hermoso poco prima dell’intervallo. Al termine della partita Evan Ndicka ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni dei cronisti.
NDICKA A SKY SPORT
Ci racconti come è lo spogliatoio dopo questo risultato? “Siamo tranquilli, volevamo vincere e questo è certo. Abbiamo fatto una buona partita, penso che siamo stati più dominanti dell’Atalanta. Continuiamo così e vinceremo tante partite fino alla fine della stagione”.
Sei uno dei leader: come avete vissuto questa settimana molto difficile per le vicende societarie? “Non guardiamo queste cose. Siamo molto concentrati sul campo. Il nostro lavoro è di giocare bene al calcio e vincere le partite. Penso che se continuiamo così si possono fare grandi cose”.
Dopo aver disputato la Coppa d’Africa hai avvertito un po’ di fatica a riprendere il livello di prestazioni della prima parte di stagione? “Per me è un piacere giocare a calcio e giocare nella Roma. Non c’è fatica. Gli allenamenti sono duri e va bene”.
Sul gol forse non hai capito subito la pericolosità di Krstovic. Potevate fare qualcosa in più? “Si può sempre fare qualcosa in più. Lui ha calciato subito, ha fatto un bel tiro. Non penso che c’è tanto da fare. Quando siamo aperti così, se poi perdi palla è difficile. Si può sempre far meglio”.
NDICKA A DAZN
Gasperini era soddisfatto della partita: il punto di vista di un giocatore, soprattutto sull’ambiente? “Io mi concentro solo sul campo, sono più contento quando gioco. Il resto non ho visto molto”.
È stato complicato lasciare alle spalle questa settimana e l’ambiente caldissimo di Trigoria? “Da nostra parte non era così caldo, l’ambiente dei giocatori è bello e nello spogliatoio sono tutti contenti di giocare a calcio. Facciamo le cose per vincere, oggi non ci siamo riusciti, ma siamo sulla strada giusta”.
Quanto credete ancora alla Champions? “Ci crediamo tanto. Non dipende solo da noi, ma faremo il massimo per arrivare”.
NDICKA IN CONFERENZA STAMPA
Che effetto ha fatto vedere l’allenatore scoppiare a piangere in conferenza? Ti ha spinto a dare qualcosa in più? “Non so veramente che dire. Quello che sento da parte mia e dello spogliatoio, è che facciamo un lavoro serio. Si dicono tante cose, ma noi siamo concentrati”.
Credete ancora alla Champions? “Certo. Crediamo fortemente alla possibilità di vincere le prossime partite. Non dipende solo da noi, ma dobbiamo spingere senza pensare troppo. Noi lo facciamo bene e non ci guardiamo dietro. Oggi meritavamo di vincere”.
Che partita avresti voluto rigiocare? Che difficoltà ci sono contro l’Atalanta? “L’Atalanta è una grande squadra, lo era prima e lo è ora. Vincere in Serie A è sempre difficile contro tutti e lo abbiamo visto in Sassuolo-Como”.
La Roma non riesce a sbloccarsi negli scontri diretti e pareggia 1-1 contro l’Atalanta nel match valido per la trentatreesima giornata di Serie A. La Dea passa in vantaggio al minuto 12 con Krstovic, ma i giallorossi rispondono con Hermoso poco prima dell’intervallo. Al termine della partita Gian Piero Gasperini ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni dei cronisti.
GASPERINI A SKY SPORT
Abbiamo visto una partita divertente nel primo tempo. Se il portiere avversario è il migliore in campo significa che la Roma ha prodotto… “Carnesecchi è stato bravo in molte occasioni. Abbiamo provato più dell’Atalanta a vincere la partita. Nel secondo tempo è subentrata un po’ di fatica, qualche errore in più. Abbiamo cercato il risultato pieno fino alla fine”.
Negli scontri diretti tante volte siete stati vicini alla vittoria… “A volte ci sono state partite come con la Juve, il Milan, il Napoli… A Como, invece, abbiamo perso ma eravamo in 10. Nel ritorno poi non abbiamo mai perso tranne contro l’Inter”.
Perché secondo lei sono aumentati i gol subiti? “Fino a dicembre abbiamo avuto continuità di formazione che ci ha garantito grande tenuta difensiva. Poi con Malen abbiamo migliorato quella offensiva. Era difficile tenere quella media, era straordinaria”.
A fine stagione la proprietà dovrà fare una scelta tra lei o Ranieri... “Sono stato tirato dentro questa cosa. Da una settimana non si parla di altro. Non ho mai dato risposta e continuo a non darle. Non mi sembra una cosa piacevole per la gente che c’era allo stadio. Abbiamo ancora cinque partite in cui lottiamo per dei traguardi. A mio parere questa squadra ha fatto molto bene se ancora oggi siamo sopra di quattro punti sull’Atalanta. Sono concentrato su questa situazione. Bisogna chiudere bene il campionato. Per me è stata un’esperienza straordinaria, dove sono arrivato con scetticismo intorno e un po’ di rivalità dovuta agli ultimi anni. Sono grato a questi giocatori che mi hanno sempre seguito e per le gratificazioni che mi ha concesso il pubblico fino ad ora. Quello che sarà tra un mese si affronterà a fine campionato”.
GASPERINI A DAZN
Che sensazioni sta provando? “Soddisfazione di aver giocato una bella partita con squadra forte che ha giocato la Champions, ma noi siamo 4 punti avanti. Sono partite difficile ed equilibrate per tutti, non bisogna essere delusi perché abbiamo giocato bene con grande squadra. È stato molto bravo Carnesecchi in alcune occasioni…”.
Come ha vissuto questa settimana? L’impatto del pubblico oggi? “Il pubblico è sempre fantastico, ha sostenuto la squadra e ha sempre spinto. Ha fatto striscioni di grande maturità e la squadra ha dato ciò che poteva. Peccato non aver vinto”.
I fischi della curva vanno letti oltre la prestazione? “Esatto. La partita è stata ottima, quindi penso siano piuttosto per questa bruttissima settimana e sono giustissimi perché il pubblico non merita il teatrino che ha visto. Mi dispiace essere coinvolto, nel mio cerco di non dire altro e rimanere in silenzio”.
Champions ancora possibile? “Certo, anche se è più difficile perché partite sono di meno. Speriamo di avere a disposizione nostri giocatori che possano aiutarci molto”.
C’è Mattia Caldara qui in studio… “Grande Mattia, sei andato dall’altra parte. Ci siamo divertiti molto, è stato proprio l’inizio, c’era anche Bryan Cristante e l’anno dopo arrivò Mancini. Era una squadra molto giovane, prima della partita ricordo ancora il ticchettio dei tacchetti, ma spesso facevamo gol già dall’inizio e andavamo forte. Hai davanti una bella carriera da opinionista, sei giovane. Farai l’allenatore? Auguri allora (ride, ndr)”.
GASPERINI IN CONFERENZA STAMPA
La Champions è ancora un obiettivo concreto per la Roma? “Prima devi conquistare l’Europa League ed è una cosa matematica. Abbiamo raggiunto il Como e tenuto distante l’Atalanta che l’anno scorso era arrivata terza. Non è ancora tutto definitivo, c’è la Juventus a due punti e deve giocare domani. Vedendo i risultati di queste settimane, le partite diventano molto difficili, si fatica di più e può succedere davvero di tutto. Il campionato è famosissimo per delle sorprese anche di squadre che stanno per vincere lo scudetto e falliscono all’ultimo chilometro. Quello è sempre un bel traguardo, poi qualcuno si pianta e altri accelerano. Noi siamo ancora dentro. Ho visto una buona Roma contro una squadra forte, che ha una rosa di valore e ha giocato in Champions. Abbiamo fatto una bella partita, il primo tempo è finito 1-1 ma abbiamo avuto occasioni importanti nel primo tempo e nel secondo è subentrata un po’ di fatica e con i cambi le partite si modificano. Ma la squadra ha motivazioni, carattere, voglia di fare e ha fatto belle cose”.
Per una volta vorrei toccare un aspetto umano, la sua ultima immagine in conferenza… “Vuol dire che sto invecchiando, mi commuovo! (ride, ndr)”.
Il suo stato d’animo in queste ore? “La risposta della squadra è stata fantastica. Questa settimana sono stati ancora più grandi per come si sono allenati e come hanno giocato. Li ringrazio ancora di più. Il pubblico è sempre straordinario, oggi c’erano 60.000 persone. I tifosi hanno tutto il diritto di non essere contento di questo teatrino di questa settimana, è una cosa poco gratificante per tutti. Mi dispiace di essere indirettamente coinvolto e posso solo cercare di evitare l’argomento. Ma non voglio essere messo sullo stesso piano: non ho risposto e non voglio rispondere, non alimento e voglio chiudere. Mi dispiace per questa situazione, ringrazio i giocatori e il pubblico”.
Il modello Atalanta è applicabile a Roma? “Non è facile… È stato complicato in tutto il mondo, ma non per la qualità dei risultati. Tante squadre hanno vinto anche di più e hanno fatto percorsi straordinari. Il modello Atalanta ha fatto questo facendo tanti utili e questa è stata la differenza. Gli altri facevano fatica a fare quei risultati. L’Atalanta andava a giocare in Italia e in Europa, in stadi difficili. Ma la capacità di essere competitivi, facendo 10 anni di fila di grandi utili, era incredibile”.
Le condizioni di Mancini? “Si sa regolare molto bene. Aveva un crampo all’adduttore, si è fermato in tempo e sarà sicuramente disponibile per la prossima partita”.
Ha parlato con qualcuno del “teatrino”, magari di un gradino più alto… “Parlo solo della squadra”.
A maggio avrà qualche forza in più e recupererà qualcuno? “È una speranza, ma mi auguro una certezza. Quanto devono stare fuori? Non so tra quanto ritorneranno, ma ci conto molto. Quello più distante è Pellegrini. Koné, Dybala e Wesley sono in dirittura d’arrivo”.
GASPERINI AI CANALI UFFICIALI DEL CLUB
Una bellissima Roma contro un’Atalanta molto forte… “Sì. Soprattutto il primo tempo abbiamo fatto molto bene, meritavamo anche di andare in vantaggio. Abbiamo cercato di tenere tutta la partita. L’Atalanta è una squadra forte, con dei cambi anche importanti. Mi sembrava che loro si accontentassero molto più di noi del pareggio a un certo punto. Però è stata una partita equilibrata, difficile per tutte e due le squadre, ma la Roma ne è uscita molto bene”.
Carnesecchi è stato eletto migliore in campo. Questo è un segnale: una Roma che ha fatto bene anche in fase offensiva… “Sì. Ha tirato in porta, ha avuto ottime occasioni da gol, molte più di loro che ne hanno avuta qualcuna. Complimenti a tutti questi ragazzi. Questo è un periodo strano, difficile, basta vedere i risultati delle altre partite. Si arriva un po’ vicino al traguardo e quindi la pressione aumenta di più. Noi non molliamo e continuiamo a giocare così”.
Allo Stadio Olimpico è andato in scena lo scontro diretto tra Roma e Atalanta, valido per la trentatreesima giornata di Serie A, ed è terminato con il risultato di 1-1. Gian Piero Gasperini ha dovuto fare i conti con altri due infortuni, ovvero quelli di Gianluca Mancini e Devyne Rensch. Il terzino olandese è uscito per un problema al flessore della coscia destra e al suo posto è entrato Kostas Tsimikas. Il greco, fischiato dai tifosi al momento del cambio, si è reso protagonista di una svista incredibile: il classe ’96 stava entrando in campo con la maglia di Bryan Zaragoza, ma fortunatamente se ne è accorto poco prima di arrivare a bordocampo e ha subito cambiato la casacca.
LAROMA24.IT – Un punto che ha il sapore dell’occasione persa. Alla fine, contro l’Atalanta, è arrivato un pareggio: a Krstovic ha risposto Hermoso, il quale si è riscattato dopo l’errore che aveva portato gli ospiti in vantaggio. Tanti assenti per Gasperini, questo è indubbio, e la lista continua a crescere, ma nei big match sono arrivate quasi solo delusioni, questa sera compresa, nonostante una prestazione tutto sommato buona, che ha prodotto diverse occasioni nitide. Questa sera ha deluso Malen. Capita, anche lui è umano, purtroppo.
SVILAR 6,5 – Poco coinvolto, ma l’intervento su Ederson è decisivo e tanto basta.
MANCINI 6 – Lascia tutto sul rettangolo verde di gioco. Partita ordinata, tiene. DAL 60′ GHILARDI 6,5 – Personalità da vendere il ragazzo. Il colpo di tacco in uscita la fotografia di un ingresso convincente.
NDICKA 5,5 – Non esce vittorioso dallo scontro tutto fisico con Krstovic, anzi, va spesso in difficoltà.
HERMOSO 6,5 – Prima disfa, poi fa. Protagonista in entrambe le aree, ma dopo il gol del pareggio cresce e gioca con grande personalità, quella del veterano. Poi ci prende gusto e addirittura sfiora la doppietta.
CELIK 6 – Compitino, al massimo. Si fa vedere sempre troppo poco.
CRISTANTE 5,5 – Tanto lavoro sporco, poco pulito, purtroppo, anche quello con il pallone.
EL AYNAOUI 5 – Non sfrutta l’occasione, anzi, la spreca. Diversi errori, e tutti vistosi. Nel primo tempo Ederson scherza con lui due volte in pochi secondi, dei minuti dopo rimane in mente il passaggio sbagliato finito a metà strada. DAL 60′ PISILLI 5,5 – Non è al meglio e si vede. Fatica in tutti gli aspetti del gioco. L’errore da ultimo uomo, che porta al giallo, fa impazzire Gasperini.
RENSCH 6 – Propositivo, presente, frizzante: trova un assist prezioso, un altro, poi arriva l’ennesimo infortunio muscolare. DAL 78′ TSIMIKAS SV
SOULE 6,5 – Scintillante nella prima parte di gara, soprattutto con due tiri con i quali si avvicina al gol, poi cala con il passare dei minuti. DAL 71′ VAZ 5,5 – Non incide. Entra, ma non lascia traccia. E questo non può essere positivo.
EL SHAARAWY 6,5 – Vivace nel primo tempo, in particolare quando cerca e trova Malen e Rensch in area di rigore. Oggi, dopo un po’ di tempo, una partita da usato sicuro. DAL 60′ VENTURINO 6 – Cerca costantemente la combo scatto e cross, una volta trova Hermoso al centro dell’area.
MALEN 5,5 – Oggi proprio non era giornata. Nel primo tempo un errore non da lui sotto porta e un tiro poco convinto. Meglio nel secondo tempo, ma comunque non abbastanza. Human after all.
GASPERINI 6 – Due punti persi, così come l’occasione di superare il Como e mettersi in attesa di passi falsi della Juventus. Il polverone alzato da Ranieri non ha aiutato né lui né la squadra nel percorso di avvicinamento al match, così come non lo stanno aiutando i numerosi infortuni che stanno colpendo la squadra (e questa può essere un’aggravante). Un punto amaro, soprattutto visto l’avversario, nonostante una buona prestazione e diverse occasioni da gol create dai suoi. La corsa a ostacoli, interni ed esterni, prosegue.