Calciomercato Roma, Gasperini vuole almeno un esterno: al tecnico piace Dodo

Gian Piero Gasperini chiede a gran voce dei rinforzi in vista della prossima stagione e tra gli obiettivi di mercato, oltre all’attacco completamente da rifondare, ci sono uno o due esterni. Come rivelato dall’edizione odierna del quotidiano, l’allenatore ha già messo nel mirino un profilo e si tratta di Dodo della Fiorentina: il tecnico di Grugliasco apprezza particolarmente il classe ’98, il quale ha il contratto in scadenza il 30 giugno 2027.

(Il Messaggero)

L’inchiesta si allarga, è “Sistema Arbitri”

Più partite al vaglio degli inquirenti e diversi indagati. Il sistema arbitrale di Serie A e B è nel mirino della Procura di Milano, che ha aperto un fascicolo per frode sportiva, e i primi a comparire davanti al pm Maurizio Ascione saranno, giovedì prossimo, il designatore degli arbitri Gianluca Rocchi e il supervisore Var Andrea Gervasoni. Destinatari di un avviso di garanzia nell’ambito dell’inchiesta innescata dall’esposto presentato a maggio 2025 dell’assistente arbitrale Domenico Rocca, ascoltato un mese dopo dal pm come persona informata sui fatti. Un atto formale preceduto da una lettera indirizzata alla Commissione arbitri nazionale dell’Aia, nella quale annunciava che avrebbe denunciato una serie di casi alle “autorità federali, per la violazione dei principi di lealtà, correttezza e trasparenza nelle designazioni e nelle valutazioni, nonché alle competenti autorità ordinarie per valutare eventuali profili civilmente e penalmente rilevanti“. Nelle quattro pagine di missiva, Rocca cita diversi episodi di presunte irregolarità su più incontri, tra cui la «bussata» di Rocchi alla sala Var di Lissone nel corso di Udinese-Parma del primo marzo 2025 per fare assegnare un calcio di rigore e Inter-Roma del 27 aprile 2025 con trattenuta su Bisseck in area e penalty non dato ai nerazzurri. Quindi un Milan-Atalanta, quando “l’assistente commette il gravissimo errore di segnalare un fuorigioco di oltre un metro a un giocatore del Milan che partiva da una posizione nettamente regolare“. Ma questo “è solo un accenno – sottolinea RoccaDa inizio stagione ne potrei raccontare tantissime, tra arbitri, assistenti e Var, di casi simili o addirittura anche casi peggiori, naturalmente sono tutti scritti da parte poiché ne parleremo più avanti nelle opportune sedi”. E così ha fatto. A Gianluca Rocchi, che sabato si è autosospeso, viene contestato dal pm l’ipotizzato condizionamento in Udinese-Parma, di aver favorito l’Inter con una designazione arbitrale nella trasferta a Bologna del 20 aprile 2025 e di essersi attivato – con un supposto accordo avvenuto il 2 aprile 2025 allo stadio di San Siro – affinché il “poco gradito” ai nerazzurri Daniele Doveri non li arbitrasse nella delicata fase finale del campionato. L’avvocato Antonio D’Avirro, legale di Rocchi, è perplesso: “Sono contestazioni che non si riescono a capire, perché si segnala un concorso di più persone, ma queste altre persone non vengono indicate, ignoriamo chi siano”. Quanto al patto del Meazza, “Rocchi girava tutti gli stadi e comunque la Procura deve indicare chi sono queste altre persone. Io ne ho fatti di processi per frode sportiva e non ho mai visto che nell’imputazione non si dica chi sia l’altro soggetto“. E questo vale anche per le altre due imputazioni, perché “la frode sportiva è un reato plurisoggettivo“. (…) Valutazione in corso anche per Gervasoni: “È un invito a comparire al buio e quindi dobbiamo ancora soppesare la strategia. Ad ogni modo gli si contesta di essere intervenuto su una partita di Serie B, quando lui era supervisore per la serie A“, fa notare il suo avvocato Michele Ducci. Nell’avviso di garanzia notificato al supervisore Var si legge che “durante lo svolgimento della partita Salernitana-Modena con la concessione del calcio di rigore a favore della squadra emiliana da parte del direttore di gara Antonio Giuia incalzava e sollecitava l’addetto Var Luigi Nasca affinché questi richiamasse Giua all’on field review ai fini della decisione iniziale sull’episodio di gioco”. I fatti risalgono all’8 marzo 2025 e “quella era una partita di B, ma Gervasoni faceva il supervisore per la A anche in quel fine settimana“, rimarca Ducci.

(Il Messaggero)

Da Gasp a Malen: Roma, è già futuro

Gian Piero Gasperini ha delle idee per alzare il livello. Ne avrà anche altre per evitare di abbassarlo, o di tenerlo al di sotto delle aspettative. E parliamo di rinunce, non certo dolorose: Tsimikas, Ferguson, arrivati la scorsa estate, di sicuro non li rivedremo nella prossima stagione. Sarà così pure per Zaragoza e probabilmente per Venturino e magari Vaz, se la Roma troverà una squadra dove farlo crescere.

Altri, come El Aynaoui, sono rivedibili, soggetti agli eventi da mercato. Nella lista dei partenti c’è pure El Shaarawy, e qui non si parla di una mancanza di stima da parte del tecnico, ma semplicemente di un contratto che scade e che nessuno, al momento, e forse nemmeno tra qualche tempo, riterrà utile rinnovare. […]

L’aspetto tecnico, la scelta dei calciatori, dovrà passare da lui. E queste idee di cui parla sono ignote se parliamo di singoli calciatori, ma sono facilmente intuibili se ci si riferisce al ruoli. Uno o due difensori esterni (ad esempio, al tecnico piace Dodò della Fiorentina) e un attacco totalmente da ristrutturare. […]

In avanti non ci sarà più posto nemmeno per Dovbyk, attualmente infortunato ma non la punta dei sogni del tecnico di Grugliasco. Artem al momento non ha mercato, la Roma se lo dovrà inventare. Diverso il discorso per Dybala, la partita è tutta da giocare. […]

La sua opera di abbattimento dello status precedente si concluderà con l’allontanamento di Massara (che non ha intenzione di dimettersi) e con l’assunzione dei pieni poteri tecnici e il suggerimento di altri uomini in società. […]

Gasperini vuole ottenere ciò che non ha ricevuto (o secondo lui è accaduto solo in parte) in queste due finestre di mercato: attaccanti, attaccanti e attaccanti. Soulé e Malen non bastano, serve almeno un altro centravanti (che non sia Dovbyk e non ancora Vaz), almeno tre ali sul modello Lookman; un altro mancino che giochi a destra e un paio di destri che sappiano stare a sinistra. Il problema sarà a giugno, quando la Roma sarà costretta a tirar fuori 80 milioni di plusvalenze dalla cessioni. I nomi caldi, i piu spendibili sul mercato vanno da Koné a Ndicka, con Svilar il sacrificabile da evitare.

(Il Messaggero)

Gli “indesiderati” rinviano l’addio

E ora provate a dargli torto: «Se ho delle responsabilità tecniche allora è giusto avere credibilità e che io venga accontentato». Il discorso di Gasp nel post-gara di Bologna non fa una piega. […] E se l’allenatore, in tempi non sospetti, va contro l’umore popolare e il diktat societario (congelamento rinnovi di Mancini e Cristante e via alla rivoluzione), chiedendo la conferma del nucleo storico, va seguito. Perché non si può sposare Gasp soltanto per le cose che piacciono. […]

Se l’allenatore vuole la conferma di Cristante, Mancini e Pellegrini e chiede di fare un tentativo per Dybala e Celik, va quantomeno ascoltato. Chiaramente andando a braccetto con le possibilità economiche del club. Tradotto: se Paulo, esempio limite, continua a chiedere 8 milioni, lo si ringrazia e si guarda avanti. Se l’argentino invece abbassa le pretese con un fisso che rientra nei parametri indicati dal club (3 milioni) al quale aggiungere dei bonus a rendimento e presenze, il discorso può cambiare. Ma questo vale per lui, per Lorenzo, per chiunque. Anche perché l’idea dell’allenatore è chiara: i titolari inamovibili di oggi, debbono diventare le alternative di lusso di domani. […]

Se oggi a fronte di un investimento futuribile di 20 milioni per Vaz (al netto di quanto il ragazzino incide a bilancio e del fatto che un club come la Roma è quasi costretta a fare questo tipo di operazioni) chiede di dirottare quei soldi per un calciatore già pronto e in un altro ruolo, va seguito. Poi se è giovane tanto meglio. […]

(Il Messaggero)

Tra Gasperson e la vergine cuccia

Finché c’è campionato c’è speranza, e la Roma può ringalluzzirsi. Dopo la trentaquattresima giornata e il previsto pareggiotto di San Siro tra Milan e Juve, Gasperini è a -3 dai bianconeri, anche se è un -4 visto lo svantaggio nello scontro diretto; ma tutto è ancora in ballo per il quarto posto da Champions. Tra l’altro finora gli scontri diretti non sono stati così decisivi, visto che l’Inter dominatrice è in Svantaggio nei confronti col Napoli e col Milan, e in parità con la Juventus. E’ il resto del cammino che conta, e per questo gli ultimi 360 minuti saranno davvero decisivi, con Juve e Roma (ma c’è pure il Como di mezzo) che affronteranno squadre
retrocesse o già salve, ma anche un derby a testa. (…) Ranieri via dalla Roma e tutti improvvisamente più sereni: pazzesco. A cominciare da Gasperini, finalmente solo, finalmente al comando, plenipotenziario e libero da lacci e lacciuoli, ora potrà gestire la Roma come dice lui. (…) Anche se non ci torna affatto l’idea di Friedkin che affidi a una sola persona la responsabilità di Trigoria, del mercato e della squadra, e infatti ne vedremo delle belle, a noi la storia recente tra Gasperini e Ranieri ha invece ricordato il brano del “Giorno” di Giuseppe Parini che ci facevano studiare al liceo, quello della vergine cuccia de le Grazie alunna. Il racconto in versi della cagnetta adorata della gran dama che morde il piede del servo (con / eburneo dente), lui che le molla un calcione d’istinto e di dolore, lei che rotola e piange e urla aita aita, lo sconcerto e l’affannarsi dei cortigiani, finché il servo viene licenziato in tronco, nonostante i tanti anni di lavoro in quella casa. E alla fine la cagnetta che rimane li, isti superba, padrona del territorio. Un po come l’allenatore della Roma, che però ora non avrà più paracadute possibili, li da solo a fluttuare sulle cose romaniste, nel bene e nel male.
Auguri.

(Il Messaggero – A. Sorrentino)

Sia fatta la sua volontà

Dopo giorni e notti di chiacchiere, indiscrezioni, rivelazioni, ricostruzioni, scoop in esclusiva o presunti tali, comunicati, sorrisi e polemiche, la parola è tornata al campo. Primo atto della Roma PR, post Ranieri (vietato pensare a public relations. a Trigoria…), e fa un po’ effetto pensare che solo pochi mesi fa eravamo qui a celebrare con enfasi la Roma del MAGARA, Massara-Gasperini e appunto Ranieri. Il calcio ci mette un attimo a cancellare uomini, figure e storie, e nella Roma dei Friedkin questo andazzo rappresenta la singolare, spesso acida, specialità della casa. (…) Tutto in mano a Gasperini, che significa pure tutto sulle spalle di Gasperini che, in attesa del domani, oggi a Trigoria è ancora più solo. Il campo, sabato a Bologna, ha parlato chiaro e ha detto, in primis, che la Roma è ancora una squadra. (…) E, poi, la partita di Bologna ha ribadito che la Roma ha come centravanti un giocatore, nel campionato italiano, di un’altra categoria. Lo dicono i numeri, lo confermano le sue prestazioni e soltanto chi non vuole vedere non vede. Donny Malen fa la differenza perché non confeziona mai una giocata banale: lui sa cosa fare ancora già prima che gli arrivi il pallone sui piedi. Roba che appartiene solo a quelli bravi, ma bravi davvero. Qui non si vuole rivangare un recente, polemico passato ma la realtà ci dice che se riuscirà a prendere altri giocatori del valore dell’olandese (e di Wesley…) la Roma farà un salto di qualità esponenziale.
Non è ancora dato sapere che Europa ci sara per la Roma nella prossima stagione, ma di certo GPG sa (già) dove mettere le mani. E sabato non ci ha pensato due volte prima di renderlo pubblico. (…) A Bologna, emergono in maniera solare le lacune tecniche della Roma. Facile ipotizzare che Gasp chiederà a chi di dovere (ma chi sarà di dovere?) soprattutto gente per migliorare l’attacco, partendo dal luminoso esempio di Malen. Seguitemi (cioè, compratemi i giocatori che vi chiedo) e vi porterò al traguardo a braccia alzare. Poche scommesse, molte certezze, zero salti nel buio. Che non significa non affidarsi ai giovani, a patto – pero – che siano giovani vecchi, cioè pronti per sfidare le insidie del campionato italiano. (…) Sembra di rileggere un testo invecchiato male
di giugno 2025…

(corsport – M. Ferretti)

La coppia d’oro nel rush finale

Quattro giornate dalla fine del campionato la Roma ritrova i suoi gioielli. Nel rush finale per un posto nell’Europa che conta Dybala e Malen possono tornare a giocare insieme. (…) Contro il Torino, pochi giorni dopo lo sbarco del centravanti a Ciampino e subito un’intesa folgorante. Bastarono 26 minuti a Donyell per segnare il primo dei suoi 12 gol in maglia giallorossa, su assist di Dybala. (…) Con Pellegrini infortunato e Soulè che sta recuperando dopo essere guarito dalla pubalgia, già da lunedì contro la Fiorentina Gasperini potrebbe affidarsi alla migliore formula offensiva, Dybala e Soulè alle spalle di Malen. Recuperare su Juventus e Como non è facile, ma la Roma è li e non mollerà fino alla fine. (…) Insieme tutti e tre anno giocato solo 92 minuti, contro Torino e Milan. In quelle due partite la Roma ha creato tante occasioni da gol e ha subito una sola rete. Con il ritorno a questo assetto offensivo la squadra di Gasperini può diventare più pericolosa in attacco. (…) Al tecnico sono mancati giocatori più importanti nella fase cruciale della stagione e ha avuto difficoltà nel trovare i partner in attacco per Malen. In compenso la difesa, dopo la sbandata contro l’Inter, con i cinque gol incassati, è tornata ad essere più solida: solo una rete incassata nelle ultime tre partite. In alcune situazioni si è rivisto lo Svilar dei tempi migliori e il ritorno di tutti i titolari ha restituito affidabilità a una difesa che fino a metà stagione era la migliore della serie A. Restano quattro partite per chiudere in modo positivo una stagione tormentata, ma anche per porre le basi per il futuro.

(corsport – G. Ubaldo)

Verso la Fiorentina: Koné pronto al recupero, attesa Celik

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – Adesso, tocca a Koné. Dopo la seduta di ieri mattina, i giallorossi avranno quarantotto ore di riposo. L’appuntamento a Trigoria, dunque, è fissato per mercoledì pomeriggio, quando tornerà anche Gasperini. Il tecnico non è rientrato a Roma dopo il successo al Dall’Ara per trascorrere del tempo in famiglia. E dopodomani accoglierà nuovamente in gruppo Koné, che ha smaltito la lesione al bicipite femorale della gamba destra rimediata a metà marzo. L’allenatore piemontese avrebbe voluto accorciare i tempi e convocarlo per il match con il Bologna, ma si è dovuto scontrare con lo stop da parte dello staff medico, con cui il rapporto si è incrinato da tempo. Si tratta dell’ennesimo recupero prezioso in vista della gara con la Fiorentina, considerando pure l’assenza di El Aynaoui per squalifica. Spera di strappare una convocazione anche Dovbyk, fermo da inizio gennaio per lesione miotendinea alla coscia sinistra che l’ha costretto ad operarsi. Il centravanti ucraino, intanto, ha ripreso a lavorare sul campo e ad effettuare esercizi con il pallone. Pellegrini, invece, proverà in tutti i modi a tornare per l’impegno con il Parma di domenica 10 maggio. Il recupero per quel giorno, però, appare piuttosto complicato. Il numero sette giallorosso dovrebbe rientrare tra i convocati per il derby con la Lazio. Oggi, poi, Celik svolgerà gli esami per capire l’entità dell’infortunio al flessore della gamba destra.

Roma sogna con Malen

IL TEMPO (F. BIAFORA) – La Roma ringrazia il Milan e si aggrappa a Malen per continuare ad inseguire il sogno
Champions League. A quattro turni dal termine del campionato – il calendario dei giallorossi prevede le sfide con Fiorentina, Parma, Lazio e Verona – la squadra di Gasperini è quinta a pari merito con il Como ed ha rosicchiato due punti alla Juventus. Sono quindi tre le lunghezze che separano la Roma dai bianconeri, che possono però contare sul vantaggio negli scontri diretti. L’impresa, nonostante la distanza sia ridotta, è quasi disperata e Gasp punta tutto su Malen per provare a compiere il miracolo. L’olandese, arrivato a gennaio in prestito con obbligo di riscatto condizionato, ha già toccato quota 11 gol e non ha alcuna intenzione di fermarsi nel finale di stagione. Il suo impatto è stato straordinario, sia dal punto di vista dei numeri che della qualità di gioco. Un attaccante con così tanta voglia di segnare, di puntare la porta e di mangiarsi i difensori avversari con quel suo primo tocco fulminante non si vedeva da tempo nella Capitale. Se Malen, e in generale tutta la squadra, riusciranno a girare e a produrre gol e giocate nello sprint decisivo il sogno si potrà ancora accarezzare. “Dobbiamo credere di poter vincere ogni partita. Non siamo mica morti“, il messaggio lanciato dal tecnico dopo il match col Bologna. Parole non di circostanza: crede fermamente nel gruppo e fino alla fine chiederà ai giocatori di provarci. Parallelamente ai discorsi sul campo, vanno avanti quelli per la programmazione futura. Con Gasperini messo al centro della pianificazione del progetto romanista. La prima urgenza a Trigoria riguarda la scelta del direttore sportivo, dopo la sfiducia pubblica del tecnico nei confronti di Massara. La volontà è quella di effettuare il passaggio di testimone in tempi brevi, visti tanti dossier aperti sul tavolo della dirigenza, specialmente quello relativo alle esigenze del Fair Play Finanziario entro il 30 giugno (N’Dicka ha divorziato con lo storico procuratore).
D’Amico e Giuntoli sono al momento in prima fila, mentre le piste che portano a Manna e Paratici sono molto più complicate visti i rapporti dei due con Napoli e Fiorentina. Da sciogliere poi i nodi dei rinnovi di contratto dei calciatori in scadenza e quello relativo allo staff medico, con l’attuale coordinatore sanitario Petrucci destinato ad essere sostituito: i rapporti con l’allenatore sono inesistenti. Del Vescovo è in pole position per l’incarico (sarebbe un ritorno). Situazione correlata e in divenire pure sul settore giovanile (non è detta l’ultima parola su Bruno Conti), con Tarantino che era pronto alla firma. La chiamata per mettere il tutto nero su bianco non è ancora arrivata e diversi rumors parlano di una pausa di riflessione e di una chiamata della Roma a Sbravati, promesso sposo con l’Inter, dove avrebbe preso proprio il posto di Tarantino da responsabile del settore giovanile. Bisogna fare tutto in fretta.

Scaricato da Gasp: Massara lavora alle plusvalenze

Londra, Trigoria, telefonate, dossier aperti. Mentre la Roma cambia pelle, Frederic Massara continua a muoversi come farebbe un direttore sportivo nel pieno delle sue funzioni. Nei giorni in cui Claudio Ranieri veniva licenziato, era in viaggio verso Londra. Nelle ore successive è tornato a Trigoria, ha ripreso a lavorare sui rinnovi, sulle cessioni, sulle operazioni da imbastire entro il 30 giugno per il settlement agreement. (…) Da quando Ranieri è stato messo alla porta, Massara non ha ricevuto nessuna comunicazione da parte dei Friedkin. È rimasto al suo posto senza una conferma, ma nemmeno senza un cenno che lasciasse pensare a un’interruzione del rapporto con la Roma. (…) Il comunicato della proprietà ha affidato di fatto la guida del club a Gian Piero Gasperini, chiudendo la partita interna con Ranieri. E poco dopo è stato lo stesso allenatore a rendere pubblica la distanza con il ds: “Ricky è una bravissima persona, ma sotto l’aspetto tecnico non siamo riusciti ad avere feeling“. Praticamente un benservito davanti ai microfoni. Eppure Massara è ancora Il. Il dirigente non ha intenzione di dimettersi e continua a lavorare. Anche perché la Roma, da qui a fine giugno, ha un passaggio troppo delicato da gestire per permettersi vuoti gestionali: bisogna studiare le uscite, provare a tenere in piedi i conti, preparare il mercato e insieme centrare i paletti del piano di rientro su cui ha trovato l’intesa con la Uefa. In altre parole, la parte più scomoda del lavoro passa dalle sue mani. Intanto, però, si muove già radio-mercato. (…) Tra i nomi che circolano c’è soprattutto quello di Giuntoli, fermo dopo la Juventus e molto stimato da Gasperini. Sullo sfondo D’Amico, che con l’allenatore ha già lavorato a Bergamo, Manna del Napoli e Sogliano, in uscita dal Verona. Massara, intanto, resta in piedi in questa terra di mezzo. Con decine di dossier aperti sul tavolo, il telefono bollente e un club che, almeno formalmente, continua ancora a bussare alla porta del suo ufficio.

(La Repubblica)