Calciomercato Roma, fissata una deadline per il riscatto di Malen: i giallorossi devono esercitarlo entro il 30 giugno

Il riscatto di Malen è una delle priorità della Roma in vista della prossima stagione. Come scrive il quotidiano a tinte giallorosse all’interno dell’accordo stipulato tra giallorossi e Aston Villa, c’è una deadline ben precisa per esercitare il riscatto, ovvero il 30 giugno. Questo, scrive il quotidiano, potrebbe rappresentare un problema per il club giallorosso, dovendo fare i conti con il Fair Play Finanziario. Anche i Villans attendono liquidità entro il 30 giugno per sistemare le casse.

(Il Romanista)

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Con il Como il set point Scudetto

Un set point per lo scudetto. Stasera la Roma attende il Como al Tre Fontane [ore 18,
diretta su Dazn] nell’anticipo per avvicinarsi al tricolore e chiudere il discorso qualificazione in Champions League con cinque giomate d’anticipo. All’Eur sono attesi 900 spettatori, ma è probabile che saranno di più dato che si potranno acquistare i biglietti online al costo di 5 euro, ma anche last minute tramite il
call center (06.89386000]. […] L’allenatore ha recuperato anche Rieke, quindi la rosa è praticamente al completo se si esclude dall’elenco la lungodegente Van Diemen. In campo non mancherà il faro della squadra: Giugliano, infatti, insegue il gol numero 17 della sua stagione da incorniciare. Per il titolo di campionesse d’Italia, il terzo della storia, mancano tre vittorie da qui alla fine del campionato, se l’Inter non rallenta: il distacco, del resto, è di 6 punti e gli scontri diretti sorridono alla
Roma.

(Corsport)

La competenza e i successi. Solo Malagò può rialzarci

È il nostro dirigente sportivo più affermato: da una vita nell’ambiente, come presidente del Coni ha il record di medaglie per traffici di voti e quote di rappresentanza in consiglio federale, e men che meno per un’autocandidatura da parte dello stesso Malagò che secondo alcuni dovrebbe chiedere: «Permesso, mi
fate entrare?
». Semplicemente invece, il calcio italiano dovrebbe chiedere all’ex presidente del Coni l’immenso favore di mettersi alla guida del movimento per farlo ripartire. Basterebbe quello e il carrozzone del pallone riprenderebbe l’abbrivio necessario, poi il resto verrebbe da sé. […] Ma la questione è anche semplice perché il profilo perfetto è già tra noi ed è proprio Malagò, che oltre a essere un appassionato praticamente e competente di calcio (e pure tifoso della Roma, anzi notoriamente tifosissimo) è stato anche il presidente del Coni più medagliato della storia del nostro sport. […] Le ultime due edizioni estive dei Giochi (Tokyo e Parigi) hanno portato all’Italia il record storico di medaglie dal 1896 a oggi (40) e lo stesso dicasi per le ultime Olimpiadi invernali, chiuse con la mostruosa cifra di 30 medaglie, una quota mai nemmeno avvicinata nella storia (il massimo erano state le 20 di Lillehammer 1994). Esistono dirigenti sportivi in Italia che possono minimamente avvicinare certe cifre? Non risulta. […] È che per guidare una federazione servono dirigenti veri, e navigati, che sappiamo fare un lavoro difficilissimo, in bilico tra competenza sportiva, capacità politiche e visioni lungimiranti. Malagò è uno che sa parlare agli atleti e ai dirigenti per spronarli a dare il meglio, lo fa da una vita fin dal suo Circolo Canottieri Aniene, di cui è socio di spicco oltre a esserne stato presidente e tuttora ispiratore, un luogo di sport che è un’eccellenza italiana e non solo, con decine di grandi atleti azzurri che ne fanno parte. Inoltre, sul piano della stretta politica sportiva, ha esperienza e allori più di tutti. Giova ricordare che grazie a Malagò e alla sua reputazione nel mondo dello sport, l’Italia ha potuto organizzare le ultime Olimpiadi invernali in casa, per non parlare della famosa ferita ancora aperta di Roma 2024: alle Olimpiadi di Rio
nel 2016 e possiamo testimoniare che il gotha del Cio era stato già affascinato e avvinto dal progetto dei Giochi a Roma e l’Urbe avrebbe sicuramente ottenuto l’assegnazione, se poi Malagò non fosse stato stoppato proprio dal governo della sua
città. […]Aspetta solo una chiamata dal calcio, che lui ama da quando è nato, come e più degli altri sport che sono stati la sua vita e di cui ha una conoscenza enciclopedica. Ma il calcio si fa aspettare, e intanto conferma i suoi tempi biblici: ci vorrà l’assurdità di altri 81 giorni prima dell’elezione del nuovo presidente. Troppi. Infatti, come tante altre cose, le regole del gioco sono da cambiare. Malagò potrebbe fare anche quello. Ma chiamatelo, e di corsa.

(Corsera)

Soulé e Angeliño lavorano verso San Siro. Gasperini studia la formazione anti-Inter

IL ROMANISTA (D. FIDANZA) – […] Tra due giorni, nella domenica di pasqua, la Roma scenderà in campo a San Siro alle 20.45 contro l’Inter, in un delicato big match di giornata importante per le ambizioni di entrambe le squadre. Da una parte l’Inter deve difendere la vetta della classifica dagli assalti di Milan e Napoli – che si sfideranno in questo turno – mentre dall’altra la Roma dovrà cercare di portare a casa dei punti che possono essere cruciali alla fine della stagione nella corsa al quarto posto. […] Su tutti, i riflettori sono puntati ovviamente su Mati Soulé. L’attaccante argentino ha saltato praticamente tutto il mese di marzo a causa della pubalgia, ma dalla scorsa settimana ha ricominciato a lavorare a Trigoria per farsi trovare pronto all’appuntamento di domenica. Anche ieri Mati si è allenato forte e regolarmente in gruppo insieme ai compagni di squadra sotto la guida di Gasperini. […] Rimane da capire poi quale sarà la modalità del suo impiego, se dal primo minuto oppure se a gara in corso. Stesso discorso vale per l’altro rientrante, ovvero Angeliño. L’esterno spagnolo in realtà è già tornato in campo contro il Lecce nell’ultima giornata subentrando nel secondo tempo, e a causa dell’infortunio di Wesley è un candidato alla partita di domenica. […] Gli unici dubbi riguardano proprio i due citati. Se Soulé e Angeliño non dovessero farcela pronti rispettivamente El Aynaoui e uno tra Rensch e Tsimikas con Celik esterno dall’altra parte. Davanti Malen e Pellegrini con Pisilli e Cristante in mezzo. Dietro il solito terzetto con Mancini, Ndicka ed Hermoso davanti a Svilar pronto a proteggere i pali della porta romanista.

Gasperini punta sulla rinascita di primavera

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – Benedetta primavera. La Roma ha salutato l’inverno ritrovando la vittoria con il Lecce, ma è arrivata all’ultima sosta dell’anno con le gomme sgonfie, complice un’infermeria sempre più affollata. Durante la pausa, Gasperini ha lavorato con una rosa ridotta – dodici i nazionali giallorossi –
e, come al solito, ha intensificato l’attività atletica per farsi trovare pronti nel momento cruciale della stagione. Non a caso l’Atalanta di Gasp, dopo la sosta di marzo, è stata una garanzia. Nel 2018/19 e 2020/21 sono arrivati i finali di stagione migliori. In entrambi i casi, la Dea raggiunse anche la finale di Coppa Italia, perdendo rispettivamente con Lazio e Juventus. Nella stagione 2018/19, mantenne una media di 2,4 punti a partita nelle ultime dieci, passando dal settimo al terzo posto. Guadagnò una posizione – da quarta a terza – dopo la sosta di marzo della stagione 2020/21, con una media 2,3 punti nelle ultime dieci. Due anni fa, nonostante il sesto posto a metà marzo, si qualificò in Champions perdendo soltanto una delle ultime nove partite. In quella stagione, conquistò l’Europa League e raggiunse la finale di Coppa Italia (persa con la Juve). Tra aprile e maggio, Gasperini sa fare la differenza. L’obiettivo e restare in corsa per la Champions a fine mese, quando rientreranno gli infortunati.

Rebus esterni

IL TEMPO (L. PES) – Speranze e paure nella notte di Pasqua a San Siro. I destini di Roma e Inter passano per il big match che apre la fase finale del campionato tra il timore nerazzurro di perdere ancora punti sulle inseguitrici e la voglia dei giallorossi di restare aggrappati alla corsa al quarto posto fino alla fine. Tra assenze e recuperi Chivu e Gasperini attraversano momenti differenti. Il romeno perde Bisseck (risentimento al flessore) ma ritrova praticamente tutta la squadra compresi Lautaro e Mkhitaryan mentre il tecnico di Grugliasco può finalmente riabbracciare Soulé, che partirà verosimilmente dalla panchina, ma durante la sosta ha perso Wesley oltre ai forfait già noti di Dybala, Koné, Dovbyk e Ferguson. Un anno fa, più o meno, alla Roma di Ranieri riuscì il colpo al Meazza dopo otto anni di digiuno firmato proprio dall’argentino che assestò un colpo decisivo all’ultima Inter di Simone Inzaghi che chiuse alle spalle del Napoli. Moduli quasi speculari, almeno fino alla mediana con i nerazzurri stabilizzati ormai sul 3-5-2 e i giallorossi che potrebbero variare in base a quanti centrocampisti sceglierà di utilizzare il tecnico. Per questo, come capita spesso in contesti tattici simili, tanto del match si deciderà sulle fasce dove entrambe le squadre, per motivi diversi, in bilico tra poche certezze e tanti interrogativi. Chivu ha recuperato ormai da quasi un mese Dumfries, tornato anche in nazionale dove è stato espulso nell’ultima amichevole, freccia fondamentale del gioco nerazzurro. L’olandese, tra l’altro, sfiderà la corsia debole dei giallorossi che senza Wesley saranno costretti a schierare uno tra Rensch e Tsimikas, col connazionale di Dumfries favorito. Meno chance, invece, per Angelino che ha rivisto «davvero» il campo contro il Lecce ma al momento non sembra avere la condizione per un match di così elevata intensità. Più chiara la situazione dall’altro lato del campo: per la Roma agirà Celik che dovrà cercare di approfittare della condizione non ottimale di Dimarco, reduce dai novanta minuti molto complicati giocati in Bosnia con la Nazionale. Condizione fisica e mentale di certo non ottimale al contrario del turco giallorosso che in Kosovo ha strappato il pass Mondiale giocando praticamente tutta la partita. Duelli a tutto campo che accenderanno una partita che all’andata fu bella e intensa, vinta dall’Inter grazie a un gol precoce favorito dalla difesa romanista e i tanti errori degli attaccanti di Gasperini che graziarono Sommer. Le due squadre vivono momenti diversi rispetto all’incrocio di ottobre ma anche di situazione di classifica tra chi insegue e chi difende. Una maratona lunga ancora otto tappe che da questo snodo chiarirà ancora meglio le ambizioni di entrambe. Tornare da Milano con punti in cascina darebbe nuova linfa a una Roma che in questa stagione non è ancora riuscita a battere una delle prime quattro della classifica, migliorando gli score nel girone di ritorno con tre pareggi ma raccogliendo i rimpianti con Napoli e Juve. Ora, però, i rimpianti non servono più.

Totti soccer school: sequestrati i conti. Sotto inchiesta il fratello dell’ex campione

Conti correnti bloccati. Sequestro preventivo. Scatta il il blocco sui conti della Totti Soccer School: due rapporti bancari riconducibili a Riccardo Totti finiscono sotto chiave su disposizione del gip. Il fratello di Francesco Totti, da sempre legato alla società che porta il cognome dell’ex stella giallorossa, è ora al centro di un’indagine per mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice. Tradotto, secondo la pm Vittoria Bonfanti avrebbe aggirato un pignoramento. Al centro c’è la richiesta di una ex dipendente della società. La donna ha fatto causa sostenendo di aver lavorato nella Totti Soccer School nella segreteria senza essere pagata correttamente, per anni e con continuità. I giudici le hanno dato ragione, riconoscendole stipendi arretrati e risarcimenti per oltre centoventimila euro, tra differenze retributive e indennità. Soldi dovuti, nero su bianco. […] Quando scatta il controllo sui conti ufficiali della società, dentro c’è poco o nulla. Eppure l’academy incassa, soprattutto nei mesi estivi: iscrizioni, rette, ritiri, attività sportive. Flussi di denaro costanti, ben noti a chi frequenta la scuola calcio. Ed è qui che, per la finanza, il denaro cambia strada e smette di passare dai canali ufficiali. […] Il meccanismo è semplice: gli incassi finiscono su conti “paralleli”, mentre quelli pignorati restano vuoti. Ma le ricevute continuano a essere emesse a nome della società originaria, come se nulla fosse cambiato e come se i pagamenti seguissero ancora il percorso regolare. Le verifiche bancarie confermano il quadro: i conti ufficiali si svuotano, quelli alternativi si riempiono. E per il gip Luca Battinieri non è una coincidenza, ma una scelta mirata a sottrarre le somme alla procedura esecutiva e lasciare l’ex segretaria della Totti soccer school senza quanto le spetta, nonostante una sentenza le dia ragione. Da qui la decisione: bloccare subito quei conti. […]

(la Repubblica)

Gasp ritrova Soulé e si affida a Malen, l’uomo dei big match

Matias Soulé è tornato. La pubalgia che lo ha frenato nell’ultimo mese e mezzo è alle spalle. Da una settimana l’argentino si allena di nuovo in gruppo e punta con decisione una maglia da titolare domenica contro l’Inter. […] Accanto a lui, però, resta soprattutto Donyell Malen l’uomo a cui aggrapparsi nel momento del bisogno. Perché da quando è arrivato nella Capitale l’olandese ha cambiato passo all’attacco giallorosso: sette gol in dieci partite, impatto immediato e soprattutto peso specifico. Reti pesanti, come la doppietta al Napoli e il guizzo contro la Juventus. […] Il tabù per la Roma resta quello dei big match: tanti scontri diretti, ma ancora nessuna vittoria. A San Siro serve un segnale dopo le delusioni di Genoa e Como. Aggrappati ai gol di Malen. Gasperini se lo coccola e lo aspetta al centro dell’attacco giallorosso, insieme a Soulé. I due hanno giocato in coppia cinque partite prima dell’infortunio dell’argentino. Il saldo fa ben sperare Gasp: gol con il Torino, doppietta con il Cagliari e gol al Napoli. […]

(la Repubblica)

Malen cerca partner

[…] Solo in quattro partite vicino a Don hanno giocato gli stessi due compagni: Soulé e Pellegrini contro l’Udinese e il Cagliari e Zaragoza sempre con l’ex capitano contro il Napoli e la Cremonese. […] Davanti posto fisso solo per l’olandese. Sulla giostra giallorossa gli altri sono saliti a turno per giocare con lui. La storia si ripete pure in vista della trasferta di Milano. C’è da decidere su chi puntare in attacco. Di tentativo in tentativo, del resto, Gasperini non è ancora riuscito a scegliere in via definitiva la soluzione migliore. Che ha in testa, ma che, colpa degli imprevisti capitati negli ultimi due mesi, ha potuto schierare solo in un caso, il 25 gennaio contro il Milan all’Olimpico: Malen affiancato da Dybala, con Soulé subito dietro nel 3-4-1-2, cioè con due punte come fa (quasi) sempre quando gli avversari si difendono con la linea a quattro (quando è a tre, sistema due trequartisti dietro al centravanti). È questo il tridente preferito. L’ha detto in pubblico lo stesso Gian Piero. Ma l’intervento al menisco di Dybala, proprio durante il match contro il Milan, e il successivo stop di Soulé per la pubalgia, ha stravolto il piano dell’allenatore. Che ha provato ad arrangiarsi con gli interpreti rimasti a disposizione (sono usciti di scena pure i centravanti Dovbyk e Ferguson, operati entrambi in questo inizio di 2026), arrivando alla conclusione che in alcuni casi è possibile anche accompagnare Malen solo con centrocampisti, più o meno offensivi. […] Domenica sera contro l’Inter il tridente potrebbe essere ancora diverso. Da qualche giorno sta prendendo quota la candidatura di Vaz che ha lasciato il segno contro il Bologna in Europa League (rigore conquistato e assist) sia contro il Lecce in campionato (gol decisivo). Sono gli ultimi due match giocati dalla Roma. Robinio ha anche il vantaggio di essere rimasto a Trigoria durante la pausa. Gasperini ha quindi avuto la possibilità di dedicarsi, soprattutto tatticamente, al francesino. Che ha risposto bene durante l’addestramento. Aumentano, insomma, le sue chance di partire dall’inizio, anche se Gian Piero considera Vaz l’unico che gli possa permettere di cambiare in corsa il sistema di gioco. […] Gli altri canditati sono Vetturino, Zaragoza ed El Shaarawy. Oppure si ripartirà da Roma-lecce, con i quattro centrocampisti.

(Corsera)

Dalla Roma alla polvere: addio a Cherubini l’uomo vissuto due volte

Una vita vissuta sempre controcorrente, in campo e fuori. Anzi, due vite. Perché Gianluca Cherubini, ex difensore della Roma, scomparso mercoledì a soli 52 anni, è nato due volte. La prima a Roma, il 28 febbraio del 1974 nella quale arrivò a giocare insieme a Totti; la seconda a Teramo il 21 aprile di 20 anni fa quando si svegliò dal coma. […] Scampoli di una carriera che giusto trent’anni fa toccò il suo zenit, quando venne acquistato dalla Roma del presidente Sensi, allenata da Mazzone e con in squadra un giovanissimo Francesco Totti. Un arrivo last minute a Ferragosto, un mese dopo la conclusione del calciomercato. […] L’approdo alla Roma coronò una carriera vissuta…contromano. Lui, romano, partito dal vivaio di una squadra del nord, il Monza, per poi (dopo un passaggio alla Lodigiani, all’epoca terza squadra della Capitale) scendere a sud passando per Reggio Emilia e Vicenza. Nonostante curriculum e il “timbro qualità” di Ancelotti, la stagione andò male:appena 9 presenze fra campionato, coppa Italia e coppa Uefa, e ritorno al mittente. Tanto che suo malgrado, Cherubini divenne sinonimo della difficoltà per la Roma di reperire giocatori in grado di soddisfare le richieste dell’allenatore «voleva un terzino destro e gli hanno preso Cherubini…». Cinismo calcistico che chissà quanto pesò sull’animo di un ragazzo che, a soli 22 anni, aveva visto sfumare un decollo che poi non avvenne mai più: altre 47 partite in A con la Reggiana e poi tanta serie C in Abruzzo con Chieti e Giulianova. […] Così dalle pagine sportive Cherubini passo a quelle di cronaca nera: il 4 giugno del 2010, a Ostia, staccò un orecchio a morsi a un tizio “colpevole” di essersi intromesso in una lite con un suo rivale in amore. Per domare i mostri dell’anima, l’anno seguente entrò alla Comunità Incontro di Amelia in Umbria dove partecipò anche alle riprese di un film sulla vita di Don Pierino Gelmini. Ma il falò interiore non si spense: nel giugno del 2014 venne arrestato dai carabinieri perché trovato in possesso di una pistola calibro 7,65 rubata. E poi ancora l’anno successivo l’accusa di far parte di un’organizzazione criminale che operava sull’asse Roma-Olanda per spostare droga e auto di lusso. Ma a metterlo k.o. è stata la malattia, che l’ha battuto definitivamente mercoledì. All’ospedale di Tor Vergata il triplice fischio di una vita. Anzi, di due.

(Il Messaggero)