Errori individuali e troppe reti prese. La difesa di ferro deve ritrovarsi

[…] Eravamo rimasti al silenzio polemico di Gasperini post Lecce e solamente ieri il tecnico ha rivisto a Trigoria i calciatori tornati dai vari ritiri in giro per il mondo. Tutti meno Wesley rientrato in anticipo a causa di una lesione muscolare che lo terrà fuori sicuramente per le prossime tre partite, anche se è già al lavoro per tentare il recupero per Bologna (25 aprile). Pellegrini mercoledì aveva svolto una sessione di allenamento personalizzato ma nulla di grave ed è arruolabile per San Siro. Tra gli Azzurri il più stremato dal punto di vista fisico (sotto l’aspetto mentale non ci dovrebbero essere distinzioni) è sicuramente Mancini. […] Ma contro l’Inter ci sarà e guiderà la difesa insieme a Ndicka e Hermoso. […] Pochi i dubbi per domenica: il terzetto difensivo titolare dovrà contrastare il miglior attacco del campionato. L’Inter di gol ne ha realizzati 66, ben 26 in più dei giallorossi che prima dell’arrivo di Malen faticavano tremendamente a segnare ma – statistiche alla mano – subivano pochissimo. Nel girone d’andata nessuno in Europa subiva meno reti di Mancini e compagni. Dodici nelle prime diciannove (0.63 a partita) mentre nel ritorno ne sono già arrivati undici in undici gare. Tra febbraio e marzo la poca solidità difensiva ha fatto scivolare la Roma dal quarto al sesto posto in classifica oltre alla cocente eliminazione con il Bologna in Europa League. […] Il momento negativo del pacchetto arretrato è coinciso con l’assenza di Hermoso che dal 25 gennaio ha saltato per infortunio sei delle ultime nove partite in campionato. Lo spagnolo – prossimo al rinnovo del contratto – è uno degli insostituibili di Gasperini. […] Inoltre, si sono aggiunti anche una serie di evidenti errori da parte di Ndicka e Mancini oltre a qualche disattenzione di Svilar. Sia chiaro, Mile è per distacco il miglior portiere in Serie A ma non è di certo un robot. […] In stagione ha mantenuto la porta inviolata ben tredici volte regalando punti quando la Roma non aveva neanche un bomber capace di togliere le castagne dal fuoco. […] A dare una mano non ci saranno neanche Koné e Wesley, ma la buona notizia è che Angeliño sta pian piano ritrovando la condizione migliore. […]

(Il Messaggero)

Malen e Lautaro, la sfida del gol

Quattro anni fa, in quell’Argentina-Olanda finito a schiaffoni in Qatar (16 ammoniti!), Lautaro era in campo. Malen no. […] Ora i due, beati loro, si incroceranno a giugno ai Mondiali. Ma prima avranno modo di confrontarsi domenica. C’è Inter-Roma, crocevia per lo scudetto da un lato e Champions dall’altro. Due squadre in difficoltà, mentalmente fragili, fisicamente in affanno che si aggrappano disperatamente a loro due. Rapidi, tecnici, seconde punte mancate, diventate prime a suon di gol. Lautaro, anche in una stagione non memorabile, è il capocannoniere della serie A (14) nonostante sia fermo da un mese e mezzo per infortunio; a Donyell sono bastate dieci partite per segnare la metà delle reti (7) dell’argentino e segnare più di tutti nel solo girone di ritorno. […] L’ex Aston Villa è il mister Wolf giallorosso, quello che risolve i problemi, della serie palla a Malen e ci abbracciamo. […] Uno olandese, l’altro argentino, pur venendo da due mondi diversi, l’incidenza che hanno in serie A è simile: nelle medie gol (0,7 a 0,6 per Donny), nei tiri in porta (1,4-1,3) e fuori (1,3-1,2) e soprattutto nella capacità di segnare di più di quanto le squadre li mettano in condizione di fare. […] Domenica Chivu e Gasp ripartono da loro due. Che sono il presente e la base sulla quale costruire il prossimo futuro. L’argentino ha un contratto fino al 2029, l’olandese sarà riscattato. L’accordo trovato a gennaio è chiaro: 2 milioni prestito oneroso, 25 per l’obbligo che scatta in caso di qualificazione alla Champions o all’Europa League e al 50% delle presenze da almeno 45′. Gasp lo ha individuato, ci ha puntato, lo ha convinto nel solo modo che conosce: il campo. «Vieni e giocherai centravanti», le parole del tecnico. […] Malen è uno che non fa sconti: per una squadra che ancora deve vincere uno scontro diretto, lui quando incrocia una big si esalta. Per informazioni chiedere a Napoli e Juve. Ora c’è l’Inter. Già affrontata in carriera due volte con il Psv sei anni fa. Due gare da subentrato, una volta a destra, un’altra a sinistra, con una sconfitta (1-2) e un pareggio. Domenica sarà un’altra storia. Malen ci arriva “riposato” essendosi risparmiato oltre 70 minuti dell’amichevole contro l’Ecuador. […] Chi gli giocherà vicino è ancora un rebus. Vaz scalpita dopo la rete da tre punti segnata contro il Lecce, Soulé continua ad allenarsi ma non gioca da un mese e mezzo. Sinora Gasp, dietro Malen, ha ruotato un po’ tutti: Pellegrini-Dybala (Torino), Dybala-Soulé (Milan), Pellegrini-Soulé (Udinese e Cagliari), Zaragoza-Pellegrini (Napoli e Cremonese), Cristante-Pellegrini (Juventus), Venturino-Pellegrini (Genoa), Zaragoza-Cristante (Bologna), Pellegrini-El Shaarawy (Como e Bologna), Pisilli-Pellegrini (Lecce). A guardare bene, l’unica certezza è Pellegrini.

(Il Messaggero)

Torino l’unica sicura, Firenze probabile. San Siro a rischio per le ultime inchieste

[…] Il terremoto in Federcalcio avrà ripercussioni almeno fino all’estate: le elezioni si terranno a ridosso della prima vera scadenza per Euro 2032, la cui assegnazione resta senza dubbio un merito del dimissionario Gravina. A ottobre si terrà l’evento in cui il Comitato Esecutivo Uefa deciderà le dieci location – cinque a testa in cui Italia e Turchia ospiteranno la competizione, ma già entro fine luglio, quando le città candidate dovranno trasmettere il rispettivo dossier definitivo alla Figc, il nostro Paese dovrà avere certezze. Servono almeno cinque venue (l’inglesismo per una volta aiuta, Nyon non valuta solo città e stadio) con un progetto esecutivo approvato, finanziato e cantierabile entro marzo 2027: al momento, l’unica certezza è Torino con l’Allianz Stadium, l’unico a rispettare i requisiti, anche se per le sue dimensioni ridotte non potrebbe ospitare la finale. […] A febbraio una delegazione Uefa, composta anche da Uva, è stata in via Allegri, dove oltre ai vertici federali ha incontrato la dirigenza del Cagliari e l’amministrazione comunale del capoluogo sardo: sono stati effettuati, inoltre, sopralluoghi a Firenze e all’Olimpico di Roma. La Capitale sarà sicuramente in lista ed è molto probabile che lo sia con due stadi: oltre all’Olimpico, il futuro impianto della Roma a Pietralata il cui progetto è stato visionato dagli emissari Uefa – ha tutte le carte in regola. […] Il grande interrogativo rimane San Siro: è impensabile non avere Milano tra le città ospitanti, ma le ultime inchieste gettano nuove ombre. La convinzione diffusa è che alla fine si troverà una soluzione, la verità è che a oggi nessuno può metterci la mano sul fuoco. l’altro rebus è Napoli, penalizzata dal fatto che il Comune e il club di Aurelio De Laurentiis viaggino su binari paralleli. […]

(Tuttosport)

Calciomercato Roma: occhi su Hojbjerg. Ci sono anche Inter e Juventus

Pierre-Emile Hojbjerg è l’esperto centrocampista da tempo nei pensieri della Juventus. I bianconeri lo seguono da quando giocava in Premier, e lo scorso gennaio hanno provato varie strade per far vacillare, senza successo, il muro del Marsiglia. […] Sia Roma sia Inter hanno ottimi rapporti con il Marsiglia, avendo portato a termine con i francesi, rispettivamente, l’operazione Luis Henrique e quella per Robinio Vaz. I mesi che precedono il mercato estivo permetteranno a Juve, Inter e Roma di capire le condizioni economiche dell’affare e la volontà dell’ex calciatore del Tottenham, da tempo attratto dal campionato italiano. Il prezzo, al momento, si aggira sui 12 milioni di euro più bonus, valutazione considerata alla portata per un centrocampista che abbina qualità e quantità, ma non più giovanissimo. Da parte sua, Hojbjerg è molto affascinato da un’avventura in Italia tanto che il suo agente, già nei mesi scorsi, ha avuto modo di confrontarsi con la Juve, che ha fatto il possibile per darlo a Spalletti già da gennaio. […]

(Corsport)

Alajbegovic il tesoretto della Roma

Alajbegovic sta dribblando la questione futuro con la stessa abilità che ha utilizzato per smarcare gli azzurri martedì sera a Zenica. […] La Roma ha virato con decisione sul 18enne, augurandosi che la moral suasion del connazionale Miralem Pjanic, bosniaco rimasto legato ai colori giallorossi, possa bastare a battere la ricca concorrenza europea. I tedeschi chiederebbero più del doppio per realizzare una ricca plusvalenza con il minimo sforzo: venduto a 2, ricomprato a 8, riceduto a 20, senza alcun impegno. Pensate che affare. Ma la Roma, quei soldi, li ha già? E soprattutto: li avrebbe anche senza qualificazione in Champions? La risposta è sì in entrambi i casi, per due ragioni. La prima: il ds Massara risparmierà i 13,5 milioni del riscatto di Zaragoza, stesso ruolo e caratteristiche simili al giovane Kerim, riversando quel tesoretto già accantonato per un altro acquisto offensivo. In attacco, dopotutto, dovrà completare una sorta di rivoluzione con le uscite degli svincolati Dybala ed El Shaarawy (più Pellegrini, se in queste settimane non trovasse l’accordo), mettendo in vendita Dovbyk e rispedendo al Brighton Ferguson senza esercitare il diritto di riscatto. Il secondo motivo ha a che fare con la visione di Dan Friedkin, al quale s’illuminano gli occhi quando sente parlare di investimenti under. Nell’ultimo anno e mezzo il club ha speso più di 200 milioni per i cartellini dei calciatori con meno di 24 anni, dai 30 per Soulé ai 18 per Koné, fino ad arrivare ai 25 per El Aynaoui, Wesley e Robinio Vaz, solo per citarne alcuni. Comprare baby non è solamente una moda, ma è un modus operandi che strizza l’occhio alla sostenibilità e allo scenario che abbraccia il concetto stesso di “player trading”, cioè di compravendita dei calciatori al fine di realizzare un surplus economico. […] L’operazione Alajbegovic avrebbe dunque il benestare del patron, anche se prima di tutto bisognerà approfondire la volontà del Leverkusen, oggi in una fase calante rispetto ai fasti della gestione Xabi Alonso. […]

(Corsport)

Nuova palestra azzurra

L’ipocrisia dei tribunali popolari e mediatici porta l’inevitabile conseguenza. L’Italia ripartirà dai talenti che il ct uscente Gattuso ha fatto debuttare senza esitazioni: Pio Esposito era già in campo a settembre nel tentativo di rincorsa alla Norvegia e ha segnato in azzurro in anticipo rispetto al suo primo gol in Serie A con l’Inter. Palestra è stato inserito nel gruppo convocato per i playoff e ha esordito a Bergamo con l’Irlanda del Nord. Ora possiamo rivelare un retroscena: Rino coltivava l’idea di lanciarlo a venti minuti dalla fine se l’Italia ci fosse arrivata con un paio di gol di vantaggio, Kean ha segnato il 2-0 a dieci minuti dalla fine e lo ha sganciato. […] Pisilli è un altro giovane su cui investire e forse l’unico appunto da muovere a Gattuso è perché non sia entrato a Zenica quando ha deciso di sostituire Barella. Frattesi forse è stato preferito perché gli serviva uno scattista per bucare la Bosnia in contropiede, tuttavia quest’anno non si è mai espresso ai suoi livelli. Gattuso, se non si fosse operato Verratti, probabilmente avrebbe lasciato l’interista a casa. Le prestazioni di Pisilli con la Roma erano state convincenti al punto di inserirlo nel gruppo. […] Il futuro ct potrà contare su Pio Esposito, Palestra e Pisilli, a patto che continuino a giocare con continuità, senza trascurare Kean, capace di segnare in sei partite consecutive. […]

    (Corsport)

    Gasp rivuole la super difesa per l’Inter e la corsa Champions

    […] C’è un reparto giallorosso, la difesa, che si ripresenta al completo e senza noie muscolari. Più unita che mai. Ed è una grande notizia per la Roma – scossa dagli infortuni di Dovbyk, Ferguson, Dybala, Wesley e Koné -, a 48 ore dalla sfida con l’Inter. Gianluca Mancini, Evan Ndicka e Mario Hermoso si ricompattano dopo un momento difficile e, contro i nerazzurri, cercheranno di far valere tutte le loro doti assortite: esperienza, muscoli, sortite offensive. La migliore difesa d’Europa fino al 22 febbraio, giorno di Roma-Cremonese (16 gol al passivo in 26 incontri fino a quel momento), è vero, ha sofferto molto nell’ultimo mese di marzo: 7 gol subiti in 4 partite (media 1,75 a gara), un solo clean sheet. […] I tre si presentano all’appuntamento col campionato e la lotta al quarto posto che vale la Champions dopo una fase particolare piena di eventi. Mancini è ancora “ferito”, come del resto l’interista Bastoni, per il Mondiale sfumato in Bosnia. L’ivoriano Ndicka è al centro della Roma, della Costa d’Avorio e anche di voci di mercato, anche se la Roma vuole almeno 35 milioni da un’eventuale cessione a fine stagione. Hermoso, smaltiti i problemi all’ileopsoas e l’ultimo affaticamento al polpaccio, è pronto a lottare sul centrosinistra. E con gli altri due cercherà di ritrovare l’equilibrio giusto pure con l’aiuto dei due esterni Celik e Rensch per formare nelle fasi più complicate una “cinque” efficace in modo da non avere problemi con i raddoppi dei terzini avversari. E proprio la gara d’andata contro l’Inter del 18 ottobre dell’anno scorso è stata in qualche modo la partita della svolta a livello tattico per i tre difensori e per la Roma. […] Da quel giorno Gasp rimodulò il reparto, giocando poi nella sfida successiva col Sassuolo dal 1′ col trio Celik, Mancini e Ndicka per poi arrivare alla formula di oggi, Mancini-Ndicka-Hermoso appunto, contro il Parma il 29 ottobre: trovando così la quadratura del cerchio, l’alchimia giusta per far rendere al meglio il reparto. […] Gli inserimenti a destra di Mancini rientrano ormai in una precisa strategia, come del resto le fughe in avanti di Ndicka puntuale con il gol (3 reti di fila in campionato) come un attaccante di ruolo e gli assist da sinistra di Hermoso: emblematico l’ultimo cross dello spagnolo per il gol di Vaz che ha deciso contro il Lecce una gara complessa e a tratti bloccata, con cui la Roma è riuscita a venir fuori dal tunnel di un periodo di crisi. […]

    (Gasport)

    Il mare di San Siro

    IL ROMANISTA (T. CAGNUCCI) – […] Dopo la Coppa, c’è la Supercoppa. Dal 17 maggio al 19 agosto 2007, in verità, non passa un giorno: i tifosi della Roma sono sempre lì, una mareaDiecimila almeno, anche se i tabellini non concordano sulle presenze nel settore ospiti: cinquemila è il minimo garantito, quindicimila per chi esagera. A me ancora oggi sembrano l’infinito. È il 33’ del secondo tempo, la Roma ha dominato la partita e adesso ha la possibilità di vincerla. […] C’è un calcio di rigore per la Roma. Perché, se la «Roma è in vantaggio» è la più bella frase d’amore del mondo, «calcio di rigore per la Roma» vale il primo appuntamento, è la definizione stessa del preliminare. […] È il 33’ del secondo tempo. Rigore. Va Totti. No. Non ci va. Per la prima volta da quando l’uomo ha inventato il cavallo, Totti non tira un rigore stando in campo: nessuno sciopero generale, nessun biennio rosso, nessun ammutinamento da Bounty: Totti non sta bene. Allora va De Rossi. […] Eccola la rincorsa, è il 32’ e 48”. Altro che Berlino! Altro che rigore contro Barthez da «buttace i guanti» (la frase che disse al portiere francese dopo aver realizzato un rigore valido solo per la Coppa del Mondo). Altro che Berlino! Vuoi mettere una Supercoppa di Lega con la Roma con un Mondiale?! Non c’è tifoso della Roma che non farebbe il cambio. De Rossi, che è un tifoso della Roma, va verso i suoi tifosi perché il rigore si tira sotto la Sud. È un rigore allo specchio. Va, con Totti in campo e tutti che lo guardano. Va. Tira alla destra di Julio Cesar che si stende alla sua destra, forse sfiora la palla, che pare troppo angolata, che forse verrà deviata, forse andrà sul palo, forse… Sognare. Gol. Gol. Nello scomporsi forsennato entusiasta di ventimila braccia che si dimenano contro le leghe lombarde sotto i mari, frana la Curva frana. È una Guernica della felicità la curva della Roma a San Siro. Il primo ad abbracciarlo è Aquilani, poi arriva TottiFrancesco e Daniele si abbracciano come fanno i tifosi dietro di loro, poi Daniele guarda Francesco per dirgli chiaro chiaro, netto, cosa ne pensa del più grande dono mai fatto da un compagno a un altro, cioè la concessione di un calcio di rigore valido per un trofeo contro i campioni d’Italia, a Milano, tre mesi soltanto dopo la Coppa Italia alzata sempre lì, mentre lo stadio cantava «Roma, Roma…».  Se lo abbraccia e gli dice indicando anche con la mano: «Mortacci tua». Tecnico. Letterale. Metaforico. Testuale. Inedulcorabile. De Core. Trilussa, Belli, la Magnani, Sordi non avrebbero saputo riassumere meglio in una battuta, in due parole due, contate, la romanità. […] Era il 19 agosto, ma come il 2001, sogni di notte di mezza estate che fanno brutta figura di fronte a una realtà che in quel momento era persino più bella. Sogni e promesse tricolori che non verranno mantenute per poco, per qualche fischio, o per destino, ma che in questo momento in cui Totti sta alzando al cielo la seconda Supercoppa della nostra storia non importa a nessuno. L’ultima fotografia è la stessa di maggio, la coppa al cielo mentre risuona «Roma, Roma» a San Siro. Cose che restano al di là di tutto, che vanno a finire dritte dritte nel cuore della storia della Roma. Per forza e per amore.

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    Trigoria: Soulé, Pellegrini e i nazionali in gruppo

    Buone notizie per Gian Piero Gasperini in vista del match contro l’Inter. Nella seduta di oggi il tecnico giallorosso ha ritrovato in gruppo Lorenzo Pellegrini, ieri impegnato con del lavoro specifico programmato, così come Matias Soulé e i nazionali, i quali ieri hanno svolto lavoro di scarico dopo gli impegni con le rispettive squadre.

    VIDEO – Verdone polemico: “La Lazio avrò lo stadio al centro, la Roma a Pietralata…”

    SUPERNOVA – Carlo Verdone, attore, comico e noto tifoso della Roma, è stato ospite del podcast di Alessandro Cattelan. Il comico si è mostrato polemico nei confronti della posizione scelta dalla Roma per il nuovo stadio: “L’Olimpico è comico. Ora finirà che la la Lazio avrà lo stadio al centro di Roma, lo rifanno, 50 mila spettatori, noi dovremo là…dov’è? Non mi ricordo…Pietralata“.