Torna a parlare Gian Piero Gasperini. L’allenatore della Roma è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia del big match contro l’Inter, valido per la trentunesima giornata di Serie A e in programma domani alle ore 20:45 allo Stadio San Siro. Tra i vari temi trattati il tecnico giallorosso si è soffermato sull’importanza di entrare in Champions League soprattutto dal punto di vista economico: “Sono argomenti dei quali si parla e che sicuramente condizionano moltissimo la prossima stagione, indipendentemente da come finirà questo campionato. È chiaro che tutti ci auguriamo di raggiungere la Champions, soprattutto per il beneficio economico che porterebbe alla società. Allo stesso tempo, il club sta già ragionando su ciò che dovrà fare in futuro: è evidente che alcune situazioni ereditate dalle precedenti gestioni stanno arrivando a un momento che pesa e che porterà la Società a prendere delle decisioni importanti per affrontare il futuro”.
🐺 “Tutti ci auguriamo di raggiungerlo, soprattutto per il beneficio economico che porterebbe alla società. Il club sta ragionando su ciò che può e deve fare in vista della prossima stagione” 💰#ASRoma#InterRomapic.twitter.com/3CJbszF726
DAZN – Alla vigilia della sfida contro la Roma, Lautaro Martinez ha rilasciato una lunga intervista. Le sue parole: “Nazionali italiani delusi? Siamo qua sempre per essere vicini ai compagni, importante che loro abbiano già la testa tutta sull’Inter. Il calcio è così, bisogna voltare pagina. Abbiamo due obiettivi importanti sul nostro cammino, non c’è tempo per pensare a ciò che successo: bisogna pensare a ciò che viene, è troppo importante per noi. Nella scorsa stagione abbiamo vissuto momenti molto duri, ma dobbiamo lasciarci tutto alle spalle. Abbiamo iniziato un nuovo cammino, ora abbiamo due obiettivi di fronte e mi fido di tutti i compagni, dello staff e della gente che lavora intorno a noi. Insieme si va a prendere quegli obiettivi. Bisogna rilassarci, essere sereni e divertirci, questo ha portato successi all’Inter”.
Torna a parlare Gian Piero Gasperini. L’allenatore della Roma è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia del big match contro l’Inter, valido per la trentunesima giornata di Serie A e in programma domani alle ore 20:45 allo Stadio San Siro. Tra i vari temi trattati il tecnico giallorosso si è soffermato sulle voci che lo hanno accostato alla panchina della Nazionale in seguito all’addio del commissario tecnico Gennaro Gattuso: “È un momento in cui vengono fatti i nomi un po’ di tutti, ma il discorso è quello che dicevo prima: non riguarda semplicemente una posizione. Il problema è più ampio e riguarda un riassetto complessivo, una nuova visione per riportare il nostro calcio, i nostri giovani e i nostri ragazzi a un certo livello. Questo è molto più importante che decidere il nome del commissario tecnico”.
Brutta sconfitta per la Roma Primavera di mister Guidi. I giallorossi, infatti, si fanno rimontare dall’Atalanta dopo l’iniziale vantaggio di Seck al 19′. Poco prima dell’intervallo la pareggiano gli orobici con la rete di Baldi. Nell ripresa il gol di Camara che decide la sfida, con i giallorossi che falliscono anche un calcio di rigore con Almaviva. Un ko che brucia e che non consente alla Roma di superare il Parma capolista, ora a +2 dai giallorossi. Ora la squadra di Guidi dovrà guardarsi anche dal ritorno di Fiorentina e Cesena.
78′ – Ci prova da fuori Di Nunzio su assist di Belmonte, para Anelli.
60′ – Vantaggio Atalanta. Baldo lancia Camara, il quale riesce a infilarsi tra Seck e Mirra, dribbla De Marzi e realizza il 2-1 poco dopo il rigore sbagliato da Almaviva.
56′ – Almaviva s’incarica della battuta, incrocia il tiro ma Anelli respinge.
55′ – Rigore per la Roma! Combinazione nello stretto tra Maccaroni e Arena, tiro di quest’ultimo diretto in porta e deviato con il braccio largo da Isoa.
45′ – Al via la ripresa
Primo tempo
45’+1′ – Fine primo tempo.
45′ – Pareggio dell’Atalanta: Camara tira, De Marzi respinge e sulla ribattuta si avventa Baldo che sigla la rete dell’1-1 da pochi passi.
43′ – L’Atalanta si riaffaccia in avanti con Pedretti, ma la sua conclusione viene mandata in angolo da un’ottima chiusura di Nardin.
30′ – Poche emozioni in questa fase del match.
19′ – ROMA IN VANTAGGIO! Calcio d’angolo battuto da Almaviva e grande colpo di testa di Seck, il quale buca il portiere avversario e segna lo 0-1.
18′ – Ancora Atalanta pericolosa: questa volta è Artesani a sfiorare l’1-0, ma il colpo di testa sfiora il palo della porta difesa da De Marzi.
13′ – Atalanta vicino al vantaggio: cross di Arrigoni per il colpo di testa di Ramaj, ma la sua girata termina di poco al lato.
Daniele De Rossi, allenatore del Genoa, è intervenuto in conferenza stampa a due giorni dal match contro la Juventus, in programma lunedì alle ore 18 all’Allianz Stadium. Tra i vari temi trattati DDR si è soffermato sull’amicizia con Luciano Spalletti, suo tecnico ai tempi della Roma. Ecco le sue parole: “Spallettiè stato importante per me come allenatore, sono stati gli anni più belli della mia carriera, ma anche come persona e faccio ancora fatica a vederlo come un mio ex tecnico, piuttosto lo inquadro nella sfera quasi familiare della mia vita. Come una persona amica che mi ha lasciato tanto”.
Il paragone con Mazzone? “Se faccio gol vado sotto la curva della Juve (ride, ndr). Io ho esordito come raccattapalle proprio quando Mazzone allenava la Roma e la sua squadra trascinava lo stadio e per me è un onore essere accostato a lui”.
E nella conferenza stampa di vigilia di Juventus-Genoa, Luciano Spalletti ha risposto alle parole al miele di De Rossi: “È sicuramente uno dei miei figli del calcio, gli voglio bene come credo lui me ne voglia. Penso di essergli rimasto qualche volta sulle scatole come potrebbe essere un padre. Penso che sia uno di quei allenatori che caratterizza la squadra, non è solo un tecnica. Questo è il Genoa di De Rossi: l’ha creato a sua misura perché si vedono sue caratteristiche di quando giocava”
Cristian Chivu, ex giocatore della Roma e attuale allenatore dell’Inter, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia del big match contro la sua ex squadra. La partita andrà in scena domani alle ore 20:45 allo Stadio San Siro e il tecnico ha risposto alle domande dei cronisti riguardanti la sfida.
Come arriva la squadra? “Arriva dopo la sosta, chi è rimasto qua si è goduto anche di un po’ di riposo e poi in allenamento ha fatto dei bei carichi. Poi ci sono i nazionali che hanno staccato un po’ dopo gli ultimi mesi di gruppo squadra. Purtroppo alcuni non sono riusciti a raggiungere il loro obiettivo e il loro desiderio: ma sono tornati sapendo che ci aspetta un finale impegnativo, dobbiamo essere pronti ed essere competitivi”.
Preoccupato dalla condizione mentale degli azzurri? “Ho a che fare con grandi campioni dal punto di vista umano: l’hanno fatto vedere, hanno sempre saputo rialzarsi sempre dopo l’amarezza. Hanno imparato che far parte di una squadra di calcio ogni tanto vuol dire cascare: ma quello che conta è la reazione e il carattere per il rispetto di una società che rappresentano e per l’amore dei tifosi. Lo sanno anche loro che le delusioni fanno parte del gioco, è lo sport e bisogna accettarlo. Non sono preoccupato, in questi otto mesi me l’hanno fatto vedere che abbiamo con uomini che hanno valori, qualità e molte certezze nel gruppo”.
Il ritorno di Lautaro? “Per me i risultati fanno parte di una maratona. I drammi con un pareggio si fanno solo all’Inter, non con le altre: fa parte dell’andamento di un campionato in una domenica normale. Volevamo di più ma ci prendiamo quello che abbiamo meritato: siamo primi e siamo riusciti a mantenere le nostre aspettative soprattutto. A livello individuale ogni giocatore è indispensabile, Lautaro come Luis Henrique e Diouf. Ognuno sa l’apporto da dare e quanto è importante avere tutti pronti mentalmente e fisicamente”.
Che Roma troverete? “Sappiamo tutti la loro forza, di un allenatore che in poco tempo ha imposto la sua identità oltre ogni aspettativa. Mancano otto partite, per noi la prossima è la più importante: dobbiamo trovare convinzione e intensità, accettare quello che la Roma ti propone in campo. Bisogna avere coraggio e l’ambizione giusta per portare a buon fine una gara complicata”.
Cosa ti senti di dire a questa squadra? “Ho parlato prima di qualità umane e di valori: il gruppo ne ha, ha imparato dagli errori del passato. Quello che conta è quello che siamo diventati e abbiamo sempre alzato la testa mettendoci sempre la faccia. Parlo anche di Bastoni: io l’ho lasciato in stampelle e poi l’ho trovato in campo con la Nazionale tre giorni dopo. La faccia l’hanno sempre messa e accettano ogni critica nei momenti di difficoltà: consapevoli del fatto che di riconoscenza nel calcio ce n’è poca, si punta sempre il dito e si cerca qualcosa che non ha a che fare coi suoi valori. L’ha fatto lui e lo fanno anche gli altri: hanno imparato dal passato e si troveranno pronti nel finale di stagione”.
Come sta Bastoni? “Quello che conta è il rispetto dei compagni, il lavoro e quello che sei tu umanamente. Lui in questo momento è dispiaciuto per l’accaduto ma è contento del fatto che ha ricevuto il sostegno dei compagni: la faccia l’ha messa, in un momento di difficoltà si è presentato con quello che aveva per rappresentare un paese e portare a buon fine il suo sogno. Nonostante le condizioni in cui era in quel momento ha dato la disponibilità: per me da uomo che capisce certe dinamiche e sa cosa vuol dire dieci giorni di stampelle vale tanto. Ci ha messo la faccia e si è preso la responsabilità: quello che conta è quello che ricevi, l’amore e la stima dei compagni perché sanno che la faccia l’hai messa”.
C’è la sensazione che si aspetti che l’Inter debba perdere il campionato? “Questo dovete spiegarmelo voi. Io vedo, sento, ascolto cose che non hanno a che fare con i valori dello sport che io ho. Per dare un esempio l’episodio post Juve in cui si è creata una gogna mediatica io non l’ho più vista. Finché si tratta dell’Inter e se si dice che ci sono favori allora diventa una gogna mediatica e si mettono squadra, società e giocatori in piazza per tirare i sassi. Ma negli episodi contro nessuno dice nulla. E’ una domanda che devo fare io a voi: noi accettiamo i pensieri esterni sapendo che storicamente in Italia chi è primo è il più odiato da sempre. Ma non vuol dire che noi non manteniamo un livello alto: rappresentiamo una società grandiosa e tifosi meravigliosi. La colpa per la Nazionale non è sicuramente dei giocatori dell’Inter: noi avevamo 5 convocati e non è colpa loro. Anzi per noi è un orgoglio averli nella nostra squadra: cercano di regalare qualcosa di importante al calcio. Poi si può perdere o vincere, si dà sempre il meglio per il nostro dovere”.
Si è stupito da Esposito che ha calciato il primo rigore? “Io gli ho domandato se ha chiesto lui: mi è bastata la sua risposta, era sì. Prendersi la responsabilità ad un’età molto giovane con l’importanza di quella partita, basta quello: di rigori se ne sbagliano e ne sbaglierà, ma l’importante è che ha avuto il coraggio di metterci la faccia. E’ un buon segno anche per noi e per la Nazionale il fatto che lui se l’è presa”.
Ti sembra normale che arbitri che non vogliono arbitrare il Napoli possano essere designati per l’Inter? “Io le mie energie me le tengo per scegliere la miglior formazione che posso mettere in campo ogni partita. Spesso mi chiedete chi gioca e io non rispondo per i tanti dubbi: pensate se comincio a pensare agli arbitri e i varisti, è una cosa che non mi compete e non mi interessa. Mi interessa mettere la miglior formazione e la nostra preoccupazione in campo per essere dominanti e dare sempre il massimo. Questo deve essere il mio lavoro: se analizziamo altri vuol dire che analizziamo i fantasmi e abbiamo paura. Ma io mi affido al buon senso e la mia unica preoccupazione è portare la squadra ogni domenica al massimo”.
Come ha trovato Thuram? “Si parla sempre di lui nelle ultime conferenze: sono contento che abbia segnato in nazionale, è un momento importante anche per la Francia e Deschamps farà fatica a scegliere 7-8 attaccanti. Lui è una costante importante e l’ha dimostrato: si può fare affidamento ad un attaccante di quello spessore. Noi sappiamo il suo valore e la sua qualità: lo è consapevole anche lui e sta lavorando per aiutarci ed essere decisivo in determinati momenti con gol, assist e il lavoro da fare. Lo vedo molto preoccupato nell’essere focalizzato per farsi trovare pronto”.
Che consiglio ha dato a Bastoni? “Io devo dargli serenità, fiducia come a tutti gli altri: io non posso controllare il suo futuro e quello che vorrebbe fare. Io so che è contentissimo di far parte della nostra squadra e che da quando è qui ha sempre messo la faccia e dato il 100%. Non serve che dica cos’è lui, starà a lui decidere il suo futuro così come ognuno deve essere responsabile delle sue decisioni. Ma finché è qua io sono convinto che darà più del 100% per noi, che sia per due mesi o due anni io non posso condizionare le sue scelte. Sarei felice se lui rimanesse e se io rimarrò perché le incertezze nel calcio sono queste. Deciderà lui e l’ha dimostrato che è vaccinato e sa prendere decisioni giuste: il calcio mondiale si godrà sempre un giocatore di alta qualità”.
Torna a parlare Gian Piero Gasperini. L’allenatore della Roma è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia del big match contro l’Inter, valido per la trentunesima giornata di Serie A e in programma domani alle ore 20:45 allo Stadio San Siro. Tra i vari temi trattati il tecnico giallorosso si è soffermato sul suo futuro, confermando la volontà di restare sulla panchina della Roma anche in vista della prossima stagione: “Me lo auguro sicuramente, che si possa continuare a fare un percorso dove non devo essere solo soddisfatto io bensì devono essere soddisfatte tutte le componenti, è chiaro. Siamo partiti, intanto giochiamo con l’Inter, poi dopo il primo luglio non so…”.
📍 “Io mi auguro di restare qui e di continuare questo percorso, ma devono essere soddisfatte tutte le componenti” 👥#InterRomapic.twitter.com/E2HOfUxRLc
Riprende il campionato, la Roma è attesa dal rush finale della stagione con gli ultimi otto impegni di Serie A. La caccia al quarto posto è aperta, ma molto del destino dei giallorossi passerà anche dalla trasferta contro la capolista Inter. Oggi, giornata di vigilia della partita, Gian Piero Gasperini interverrà in conferenza stampa direttamente dalla sala stampa del “Fulvio Bernardini” di Trigoria alle ore ore 13:30. Come di consueto, LAROMA24.IT seguirà l’evento in diretta.
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Come arriva la Roma a questa partita? Riesce a recuperare Soulé? “Soulé si è allenato con noi, sta molto meglio anche se chiaramente è stato fuori tanto tempo. Questa settimana era di nuovo lui. Wesley e Koné sono ancora fermi, anche se la situazione di entrambi è più positiva rispetto alla diagnosi”.
Qual è il primo tema da affrontare per contrastare la crisi del calcio italiano? “Non lo so, non esiste un problema unico o qualcosa che possa risolvere tutta la situazione. C’è un sistema che non funziona. Ci sono tanti ragazzini che giocano a calcio, c’è una base enorme, molto più di altri paesi. Ci sono strutture, c’è una storia. Si tratta di un problema strutturale. Andrà affrontato in modo più globale. Il calcio non è solo uno sport, c’è l’aspetto sociale”.
Considerando l’assenza di Wesley, può essere una soluzione giusta Renschper contrastare Dumfries? “Rensch ha fatto delle partite molto buone, in altre ha avuto degli improvvisi cali di attenzione. Per domani ci sono due soluzioni, o lui o Tsimikas. C’è anche quella di Angelino che cresce, ma non mi sembra prontissimo per giocare delle partite, ma rispetto a mesi fa ha fatto passi in avanti notevoli”.
Per la Nazionale è stato fatto anche il nome di Gasperini… “Il nome dell’allenatore non è importante in questo momento. Vengono fatti i nomi di tutti. Il problema riguarda un riassetto del nostro calcio. Sono sparite tante squadre, non so se è un bene o un male, erano un serbatoio importante. Non credo che all’improvviso non si sappia più giocare a calcio in Italia. Riguarda tutto il sistema”.
Dopo le ultime partite si è parlato tanto di confronti tra lei, Massara e Ranieri. C’è ancora unità nel percorso o è cambiato qualcosa? “In questo momento siamo concentrati sul campionati. Ci sono otto partite decisive, noi stiamo lì. Il mio impegno è in modo totale su questo”.
Come ha visto la squadra dal punto di vista della condizione fisica. C’è stato un lavoro specifico? “Abbiamo fatto un buon lavoro, con pochi giocatori a disposizione. Le ultime partite sono state giocate molto bene, purtroppo non sono concise con la vittoria. L’unica settimana brutta è stata quella con le due sconfitte consecutive con Genoa e Como. E lì mi fermo, non sono state due partite fortunate”.
L’obiettivo della Champions League quanto è importante in prospettiva del prossimo anno per il fair play finanziario? “Sono argomenti di cui si parla. Tutti ci auguriamo di arrivare in Champions per un fattore economico, solo per quello. La società sta ragionando su cosa e può fare nella prossima stagione. Ciò che ci si porta dietro dalle precedenti stagioni è qualcosa che pesa e che porterà la società a prendere delle decisioni importanti per affrontare il futuro”.
Si sente di aver buttato delle basi importanti per il futuro? “Bisogna vederli alla fine questi conti. La stagione non è finita, siamo dentro a una volata. Fino ad ora sono contento di questa scelta e dell’esperienza. Sono contento per la fiducia che sono riuscito a conquistare con gran parte della tifoseria e soprattutto per il rapporto con la squadra. La squadra è stata la parte importante, è la cosa prioritaria su tutto”.
Quanto peserà in vista di domani l’aspetto psicologico di chi arriva dalla Nazionale? “Riguarda tutte le società che si ritrovano dei nazionali che tornano. Si devono calare di nuovo nel campionato, ma è la forza di questi giocatori, guardare sempre avanti. Entrambe le squadre giocano una partita importante per i rispettivi obiettivi. I margini di errore alla fine sono meno. Siamo arrivati a otto giornate dalla fine, a pari punti con la Juve e a 3 dalla Champions, con alti e bassi nei risultati ma non nelle prestazioni”.
In vista degli obiettivi futuri si sente sostenuto? “Con la proprietà ho un rapporto schietto. La Roma è un’avventura fantastica, nonostante le difficoltà. Per me la priorità è la squadra, il mio obiettivo è di migliorarla tramite il mio modo di vedere il calcio”.
Il 1 luglio Gasperini sarà ancora l’allenatore della Roma? “Me lo auguro sicuramente che si possa continuare a fare un percorso dove tutte le componenti devono essere soddisfatte. Intanto giochiamo con l’Inter, poi il 1 luglio non lo so”.
Si aspettava di più da Zaragoza? “Sicuramente sì, ci aspettavamo più capacità di avere quelle accelerazioni, come il gol di Malen a Napoli. Però non è mai facile a gennaio. Speriamo possa dare quello che credevamo nel momento decisivo”.
Lei è ancora convinto come il primo giorno? “Il calcio è sempre così, è una bella scuola di vita. Ti insegna a perdere, a non esaltarti quando vinci. Quello che conta è rialzare la testa quando perdi, la voglia di migliorarsi, ma non solo nello sport anche nella vita”.
Il futuro di Malen? “Ha convinto tutti, poi ci sono delle valutazioni economiche che deve fare la società. Sul valore del giocatore non c’è nessun dubbio. Questa è una buona squadra, va migliorata ma non smantellata. Se siamo lì abbiamo dei valori. La squadra ha una base molto solida. Ho sentito qualche critica di chi dice che questo gruppo arriva fino al quinto o sesto posto, ma senza di loro come niente puoi finire al dodicesimo o tredicesimo posto. Il gruppo va migliorato per renderlo ancora più competitivo e forte”.
Come si pone sulla presenza di bandiere nel club? “Su Conti posso dire solo che è stato un mio grande idolo. Non ho letto niente su un suo addio”.
GASPORT – Santiago Castro, attaccante del Bologna, ha rilasciato un’intervista all’edizione odierna del quotidiano e tra i vari temi trattai è tornato a parlare dell’incredibile vittoria contro la Roma negli ottavi di finale di Europa League. Ecco le sue parole.
Coppa Italia e magari Europa League? “Corretto. Ho letto che prima della doppia sfida contro la Roma, Fede (Bernardeschi, ndr) ha detto: “Vogliamo arrivare in finale”. Sembrava un eccesso, ma poi l’ostacolo, durissimo, l’abbiamo superato. Mi trovo spesso d’accordo con Berna. Il verbo “voglio” è un chiodo fisso, poi è chiaro che lo devi accompagnare con il lavoro costante, duro. La sola parola non porta a niente. A livello di obiettivi devi sempre cercare tutto, pure la finale e il massimo di Europa League”.
Più forte l’Aston Villa o la Roma? “La Roma ti fa più giocare e palleggiare; l’altra va diretta, ti colpisce al cuore, è forte, ha giocatori veloci ed è forse la vera favorita per la vittoria finale. Noi sfavoriti? Beh: ci siamo, poi si vedrà”.
Santiago, il suo cammino parla di 21 gol. Il top? “Faccio il podio: quello alla Roma in Europa League, quello di tacco a Genova e poi insieme quelli a Fiorentina e Toro”.
La Roma guarda oltre oceano. In vista della prossima sessione estiva di calciomercato il direttore sportivo Massara sta già muovendo i primi passi e sembra aver messo gli occhi sul difensore messicano Israel Reyes. Il classe 2000, di proprietà del Club America, può ricoprire diverse posizioni nel reparto arretrato: difensore centrale o terzino destro.
Non solo la Roma, perché come riferito da il portale messicano Reyes sembra essere finito nel mirino anche di altri club europei. In estate giocherà il Mondiale con il Messico, una vetrina importante per cercare di mettersi in mostra e un suo possibile trasferimento dipenderà anche dalle prestazioni con la maglia della nazionale messicana durante la kermesse.