Comune, oggi il sì al pubblico interesse

Il nuovo stadio della Roma compirà oggi un ulteriore step politico, forse il più atteso: con il voto in assemblea capitolina, previsto dalle ore 10, si concluderà infatti l’iter di competenza del comune, spalancando le porte alla nuova fase della conferenza del servizi decisoria in regione. A Roma Capitale spetterà il compito di confermare il pubblico interesse dopo la presentazione del progetto di fattibilità tecnico-economica dei Friedkin all’antivigilia di Natale, il successivo ok in Giunta e l’analisi del fascicolo delle commissioni patrimonio, lavori pubblici, sport, urbanistica, ambiente e mobilità. […]

Come già spiegato dal sindaco Gualtieri, non si tratterà solo di un impianto sportivo, bensì di un’opera pubblica che garantirà la riqualificazione di un intero quadrante della città.

(corsport)

X, gli auguri della Roma a De Sisti, Conti e Nela: “Tre campioni, tre miti che hanno fatto la storia del Club”

Il 13 marzo è una data speciale in casa Roma, con addirittura tre compleanni di calciatori che hanno scritto grandi pagine di storia con la maglia giallorossa. Compiono infatti gli anni Giancarlo De Sisti, Bruno Conti e Sebino Nela. 83 anni per De Sisti, 71 per Conti e 65 per Nela.

La Roma ha augurato buon compleanno alle sue tre bandiere con un post sui canali social, ricordando quanto di grande hanno fatto con la maglia giallorossa. “In tre hanno totalizzato 1078 presenze e 95 gol. Tre campioni, tre miti che hanno fatto la storia del Club“.

Lorenzo scaccia le critiche e i fantasmi «Siamo un gruppo vero, Malen è grande»

Le scuse social dopo l’errore di Genova erano servite a poco. Meglio rispondere sul campo e Pellegrini ha finalmente ritrovato il gol su azione che gli mancava da novembre, anche in quel caso in Europa League contro i Rangers: «Abbiamo parlato tanto questa settimana, dobbiamo cercare di essere più uniti possibile», ha detto il numero sette che ha poi aggiunto: «C’è da lottare. Chi gioca e chi entra può fare la diffe renza, per la Roma e per nessun altro». Gol numero sessanta con la maglia giallorossa: dalla sua prima rete nella stagione 2017/2018 solamente Calhanoglu (79) e Pasalic (68) hanno segnato di più tra i centrocampisti in Serie A. La fascia al braccio non ce l’ha più ma le parole di ieri sono da vero capitano. […]

Buona parte del suo gol è di Malen che di partita in partita è sempre più protagonista. E l’intesa tra i due migliora: «È veramente un giocatore che fa la differenza. Siamo tanto contenti di averlo qui, ci sta dando una grande mano, ma deve continuare a darcela. Questo è l’obiettivo da qui in avanti, ci giochiamo tanto ma spero che riusciremo a raggiungere i nostri obiettivi perché questa squadra, il gruppo, il mister e i nostri tifosi prima di tutti se lo meritano. Lotteremo fino alla fine». […]

(Il Messaggero)

Gasp si accontenta e pensa al ritorno. «Noi coraggiosi, la squadra ha carattere»

L’impressione è che la cosa che gli sia piaciuta di più è il risultato. A fine partita Gasperini gioca in difesa ma non gli riesce bene. È un attaccante nato e fatica a frenare i pensieri. A partire dalla pessima prestazione del fischietto tedesco Jablonski: «La nostra partita non la considero negativa, abbiamo avuto difficoltà ma anche il fattore campo era difficile. Probabilmente non sarà possibile questo comportamento all’Olimpico». Il riferimento è al metro di giudizio dell’arbitro, capace di cambiarlo di azione in azione: «E spiegatemi perché voleva annullare il gol di Pellegrini. Non riesco ancora a capirlo». Ma c’è di più. Perché la Roma continua ultimamente a subire la fisicità degli avversari e la loro aggressività: «Il coraggio non è mancato, abbiamo creato 4-5 situazioni, bisogna ricordarsi che c’è anche un avversario di valore di mezzo. Abbiamo avuto dei momenti di difficoltà ma siamo una squadra giovane, quindi qualche deficit di forza lo concediamo. Le seconde palle ormai sono determinanti, la pressione alta ti costringe a giocare la palla lunga. O hai un livello tecnico importante o si finisce a giocare a rugby», Per questo motivo Vaz è sembrato più idoneo rispetto a Zaragoza: «Robinio è entrato bene, per lo spagnolo queste partite non sono il massimo». […]

Restando sui singoli, alza il muro su Pellegrini: «Povero ragazzo lasciatelo perdere, alcune gare le gioca bene, altre meno ma come tutti. Non è che se una volta segna e un’altra no le valutazioni possono essere cosi diverse. Bisogna essere sempre oggettivi». Come bisogna ammettere che il Dall’Ara ha spinto molto il Bologna: «Sì, è vero, lo stadio ha condizionato positivamente i rossoblù. Ma giovedì toccherà a noi. E ringrazio quelli presenti, a Bologna, si sono sentiti molto soprattutto dopo la rete del pareggio». […]

(Il Messaggero)

Cuore Roma. Pari benedetto

Benedetto pari, stavolta. Anche se Vitik – proprio quando mancavano pochi minuti dal fischio del pessimo Jablonski – sembrava Gatti e la Roma stava per rintanarsi nell’incubo di quel maledetto finale della sfida con la Juve, che ha messo in pericolo l’obiettivo Champions. Ma la palla del ceco ha fatto il tatuaggio alla traversa, Svilar ha potuto tirare un sospirone di sollievo. Stavolta c’è aria d’Europa, e l’uno a uno firmato Bernardeschi-Pellegrini non decide, rimanda.

Un risultato che racconta il match, le difficoltà della Roma e i limiti del Bologna. I giallorossi tra una settimana non dovranno rimontare, dovranno semplicemente battere il Bologna per toccare i quarti di finale di Europa League. E non sarà impresa da poco, lo stesso vale per il Bologna. Ci vorrà sì il cuore messo in campo ieri al Dall’Ara, ma pure altro. […]

A Bologna, la Roma riemerge grazie a una rete del contestatissimo Pellegrini, che ultimamente non ne ha azzeccata una ma ieri si è fatto trovare al posto giusto nel momento giusto. Un piccolo passetto in avanti.
Una rete contestata dal Bologna, per presunto fallo di Malen su Freuler, dopo che l’olandese con la forza, su un recupero energico di Cristante su Joao Mario, si era costruito in area il pallone d’oro per l’ex capitano. Bernardeschi aveva garantito l’uno a zero a Italiano ad inizio ripresa, con un gol dei suoi: sinistro a giro sul palo lungo di Svilar. […]

La Roma produce poco, Zaragoza non convince e nella ripresa, affianco a Malen, si vede Vaz, che si batte e tiene in apprensione i centrali bolognesi, senza pungere più di tanto. Ma è subito il Bologna andare in gol, con il migliore in campo, ovvero Bernardeschi, che sfrutta una magia di Rowe, che si beve Rensch e Celik per poi servire la palla giusta all’ex azzurro, che deve solo estrarre dalla tasca il pezzo forte del suo repertorio. Malen ha l’occasione del pari, ma calcia sul palo esterno.

Rensch e Celik si arrendono davanti allo strapotere di Rowe (sic), Gasp inserisce Tsimikas, poi Hermoso e quindi Pellegrini per El Aynaoui. Proprio l’ex capitano colpisce quasi a porta vuota, regalando al minuto 26 il pari alla Roma a metà. Che di questi tempi va preso come un successo. Poi c’è Vitik che prende la traversa, ma questa è un’altra storia. Stavolta dal finale più lieto.

(Il Messaggero)

Resta tutto aperto ma prima bisogna andare a Como

IL TEMPO (T. CARMELLINI) – Un раreggio che per come si era messa la serata, va anche bene alla Roma pronta a giocarsi tutto la settimana prossima all’Olimpico nella gara di ritorno. Il Bologna sta meglio e si vede, arriva prima sul pallone e «mena» senza che l’arbitro dica praticamente nulla: mai. Bernardeschi devasta i giallorossi dalla sua parte e Rowe è lasciato troppo libero dalla retroguardia giallorossa. Chiaro: per la squadra di Italiano questa è la partita della vita, unica cosa che può dare un senso alla stagione.

E dall’altra parte c’è una Roma che invece inizia ad accusare la stanchezza degli «strappi» imposti dal gioco di Gasperini e che si ritrova con una panchina corta ora che i cambi iniziano a fare la differenza, L’assenza di Koné in una partita come questa pesa al pari di un macigno (costringe Gasperini a sacrificare in mediana Pisilli) e se si aggiunge a quella di Soulé il risultato è chiaro. Mancano qualità a centrocampo e, soprattutto, la fantasia dietro Malen: ancora una volta il migliore dei suoi. Stavolta non segna ma sulla rete di Pellegrini (cambio azzeccato del tecnico) c’è scritto bello grosso il suo nome.

L’altro degno di nota è Svilar che, al netto di un’uscita a vuoto a tempo scaduto, salva i suoi almeno in un paio di occasioni: miracolo nel primo tempo su Bernardeschi e grande uscita sui piedi di Pobega nella ripresa. Il bilancio di Gasperini alla fine è positivo, perché giovedì prossimo all’Olimpico potrà giocarsi tutto in una partita «aperta» nella quale ritroverà sicuramente Koné, Mancini e forse anche Soulé.

Ma prima il campionato con due strade diametralmente opposte. Il Bologna andrà a far visita al Sassuolo in una partita che per la classifica non ha granché da dire. La Roma invece si gioca la Champions a Como contro una delle squadre più in forma del campionato. Per Gasperini & Co. un crocevia fondamentale per la stagione che si decide nei prossimi sette giorni.

Gasp si aggrappa ancora a Malen l’assist per Pellegrini salva la Roma

Con due sterzate stava vincendo la partita. Da solo. Due semplici cambi di direzione che hanno mandato in tilt la difesa del Bologna. Ma la stella polare romanista Donyell Malen, questa volta, ha fatto il miracolo a metà: ispirando il pareggio di Pellegrini ma stampando sul palo il possibile gol della vittoria. Alla fine al Dall’Ara finisce 1-1, con Roma e Bologna che si danno appuntamento alla prossima settimana. (…) Per gli uomini di Gasperini è anche un grande sospiro di sollievo. Un pareggio, in rimonta, che rimette in piedi la qualificazione dopo l’iniziale svantaggio firmato Bernardeschi. O meglio, finalizzato dall’attaccante italiano ma pensato e costruito da Jonathan Rowe, ala sinistra di piede destro che per settanta minuti ha fatto impazzire la difesa giallorossa. Rowe, sinistro di piede destro. Sì, esattamente quel tipo di giocatore che la Roma rincorre da sei mesi e che ha portato ad acquistare nelle ultime ore del mercato di gennaio Zaragoza. (…) Talmente evanescente da far ripensare a Gasp il modulo scelto ad inizio partita. Fuori lo spagnolo, dentro Vaz. Rowe, dicevamo. Pensare che poteva essere un giocatore della Roma. Bloccato in estate dal club giallorosso in attesa che Sancho prendesse una decisione. Prestito con riscatto dal Marsiglia: era tutto deciso. Ma da Trigoria il semaforo verde non è mai arrivato. (…) Sliding doors. Che Pellegrini spera di aver riaperto con il gol del pareggio. Una risposta alle ultime opache prestazioni e forse una promessa per il futuro, tutto ancora da decifrare. Facendo quello che gli chiede Gasp. Assist e gol, da aggiungere a quelli di Malen. Perché senza Dybala, Soulé, Dovbyk e Ferguson, con Vaz ancora acerbo, Zaragoza e Venturino non giudicabili, l’attacco della Roma è tutto sulle spalle dell’olandese. E del numero 7. La miglior seconda punta a disposizione.

(La Repubblica)

Due su tutti

Bernardeschi da una parte e Malen dall’altra: il resto l’ho trovato abbastanza ordinario. Giusto Rowe e Ferguson hanno fatto qualcosa più degli altri. I rimpianti sono naturalmente tutti del Bologna che ha giocato di più e meglio, ma non è andato oltre il pari con una Roma priva di gran parte della sua qualità (Dybala, Soulé e per un’oretta Pellegrini) oltre che di Mancini e Hermoso, entrato solo nel finale. La provvisorietà del risultato non autorizza conclusioni particolari. […]

Lo ammetto, sono sorpreso, ma la personalità con la quale Berna si muove in campo e quel sinistro sofisticato – un po’ Savicevic e un po’ no – sono strumenti che potrebbero risultare molto utili nei playoff di fine mese.

Malen è l’altro sopra la media. Ma questa non è una novità: il suo inserimento ha cambiato i caratteri e la sostanza offensiva della Roma. Anche da una palla complicata l’olandese riesce sempre a ricavare un’occasione, non a caso è entrato nel gol del pari.

Non chiedetemi di Zaragoza e Robinio Vaz, please: non voglio esprimere giudizi affrettati in considerazione del fatto che il primo deve ritrovare tanta fiducia in sé stesso, visto che tra Osasuna e Celta non ha combinato grandi cose, mentre il ragazzo venuto dal Marsiglia – e peraltro strapagato – è ancora un pesce fuor d’acqua: tra pochi giorni, il 17, compirà 19 anni e ha solo una cinquantina di presenze nel calcio che conta. Dove ancora non conta.

(corsport)

Arrancare e poi reagire

È finito in parità il primo round di questo povero derby in Europa. Roma e Bologna si giocheranno allo stadio Olimpico, tra sei giorni, la possibilità di essere l’unica rappresentante italiana nei quarti di finale delle due principali competizioni europee, una magra consolazione a pochi giorni dal disperato tentativo della Nazionale di restare aggrappata al sogno Mondiale. Purtroppo è questo quel che resta del calcio italiano.

La dolce serata bolognese l’ha salvata Donny Malen, che appena ha avuto qualche pallone giocabile ha creato lo scompiglio nell’area rossoblù: due pali e l’assist per il gol di Pellegrini, entrato in campo da pochi minuti. Lunga vita al centravanti olandese. Gasperini sa che non può fare a meno di lui. […]

La squadra giallorossa ha subito per larghi tratti l’aggressività del Bologna, invece di imporre la sua. Le è mancato il furore gasperiniano, la supremazia atletica con la quale ha risolto tante partite nel periodo migliore della stagione La stanchezza si è fatta sentire, soprattutto in attacco, per le difficoltà di fare le rotazioni. La Roma ha risposto arrancando alla pressione dei padroni di casa, rigenerati da Italiano. Ha saputo reagire dopo essere passata in svantaggio, ma poi non ha saputo sfruttare gli evidenti limiti della difesa rossoblù.

In trasferta non riesce più a vincere. Tra sei giorni però si replica all’Olimpico: non sarà una passeggiata, per andare avanti in Europa servono ancora i gol di Donny Malen.

(corsport)

Bologna s’illude, Roma sorride l’euroderby lascia aperto il finale

deciderà all’Olimpico giovedì prossimo l’euroderby tutto italiano (anche nei marcatori a referto) dopo un primo round equilibrato e divertente. (…) La Roma senza la sua qualità argentina si è aggrappata ai soliti pragmatici senatori italiani Cristante e Pellegrini, autore del pareggio, mentre il Bologna più fantasioso in attacco, quanto fragile in difesa, ha spolverato per il ct Gattuso un Bernardeschi mvp scintillante come ai bei tempi e non solo perla rete dell’1-O. Si può rinunciare a uno così in uno spareggio mondiale? Meglio come gioco i rossoblù nella ripresa e nel finale, ma gli errori individuali nelle due aree sono stati pagati cari assai e la Roma non ha rubato niente approfittandone. La squadra di Italiano in Europa dà il suo meglio: 6 vinte, 4 pareggiate e solo una sconfitta a settembre. Non giocava una partita così intensa da tre mesi, ma non è bastato. “Fossimo stati questi da gennaio avremmo vinto più partite – è il commento di Italiano -, ottima prestazione, grande partita di Bernardeschi, potevamo raddoppiare e come sempre paghiamo ogni mezzo errore. La sfida è aperta, ce la giocheremo“. “Pareggio giusto – ha detto invece Gasperini – . Al ritorno l’arbitro non concederà tutto quello che è stato concesso al Bologna e avremo lo stadio dalla nostra“. Ma dell’arbitro s’è lamentato pure Italiano: “Ha consentito a Ndicka di giocare troppo sporco“. (…) Gasperini ha dovuto rinunciare a sei uomini mentre Italiano li aveva tutti. Nel primo tempo il Bologna ha avuto due grosse occasioni con Bernardeschi mentre Zaragoza ha sciupato quella romanista e non è riemerso dall’intervallo. Il numero 10 invece al 1‘ non ha trovato la palla sull’assist di Rowe davanti a Svilar che al 44‘ è volato sul suo sinistro rotante dal limite. La squadra di Italiano per 45 minuti ha faticato molto a costruire dal basso, ricorrendo a tante pallonate lunghe sulle quali Castro-Ndicka e Rowe-Celik hanno animato i loro match di wrestling senza esclusione di colpi. (…) I due migliori rossoblù hanno confezionato l’1-0 al 4‘ della ripresa: slalom speciale tra tre paletti giallorossi di Rowe e scarico per il mancino griffato di Bernardeschi. Il Bologna non ha affossato una Roma confusa e puntuale è arrivato l’harakiri a spianare l’1-1 di Lorenzo Pellegrini, appena entrato: patetico stop mancato di Joao Mario, scippato da Cristante, mischione con Malen, Freuler e Skorupski e rete a porta vuota di Pellegrini vivisezionata dal Var. E c’è mancato pochissimo che la Roma non raddoppiasse con Malen murato da Casale e autopalo di Lucumi.
Assalto rossoblù inutile alla fine con traversa di Vitik di testa e due botte fuori di Pobega e Freuler.

(La Repubblica)