Zago: “Corsa Champions? Il Como sta meglio. Gasperini deve assolutamente restare, Wesley ha dimostrato di essere un campione”

IL TEMPO – Campione d’Italia nel 2001 con la maglia giallorossa e uno dei più grandi difensori nella storia della Roma, Antonio Carlos Zago è un’icona del popolo romanista. Nel prepartita di Roma-Bologna, il brasiliano è stato accolto dai suoi tifosi sotto la Curva Sud: “Grande felicità. È sempre importante per un ex calciatore tornare dove ha vissuto degli anni bellissimi, costruendo tante amicizie. La vittoria dello scudetto ti porta ad essere amato. Purtroppo, abbiamo sbagliato un po’ troppo in quella partita. Ora, testa al campionato”. L’ex difensore al quotidiano ha toccato anche altri temi molto importanti.

Come mai la Roma subisce così tanto ultimamente? “Credo che i tanti gol subiti siano dovuti ad una mancanza di concentrazione. Hai sbagliato con il Como, con la Juventus e poi con il Bologna. C è bisogno di più attenzione e grinta nelle ultime gare. Forse ha inciso anche un po’ di stanchezza, ma mancano otto partite e ognuno deve tirare fuori il massimo per cercare di riportare la Roma in Champions”.

Gasperini è l’allenatore che serviva alla Roma? “Per me è uno dei più importanti allenatori negli ultimi anni in Italia, se non il più importante. Ha fatto un lavoro straordinario all’Atalanta. La Roma ha fatto benissimo a prendere Gasperini. È qui da otto mesi e merita il giusto tempo per costruire qualcosa di diverso rispetto agli anni precedenti. Deve assolutamente restare anche nella prossima stagione. Ci ho parlato la scorsa estate a Liverpool e per certi versi mi ricorda Capello. Mi è sembrata una persona seria”.

Un difensore che la colpisce particolarmente? “Mi è sempre piaciuto Mancini, non solo quest’anno. Non sta attraversando un periodo positivo, ma è un ragazzo grintoso che dà sempre tutto in campo. Anche in Nazionale ha fatto un’ottima partita co l’Irlanda del Nord. Spero che ritrovi la solita continuità per contribuire alla conquista del quarto posto”.

Nel frattempo, sta crescendo Ghilardi “Lo seguivo già al Verona e mi ha sempre impressionato. È forte fisicamente, sa portare bene la palla ed è bravo in fase di impostazione. Il prossimo anno può tranquillamente essere un titolare della Roma”.

Si aspettava da Wesley questo impatto in Serie A? “C’era un po’ di scetticismo tra i tifosi, ma conoscendolo sapevo che avrebbe potuto fare benissimo in Italia. In Brasile è aumentato il livello del campionato e già al Flamengo aveva dimostrato di essere forte. Ha giocato fin da subito con una personalità incredibile e sta mantenendo un livello alto anche sulla fascia sinistra. La Roma deve puntare su Wesley per il futuro perché al primo anno in Serie A ha dimostrato di essere un campione. Con Gasperini e Ancelotti può diventare uno degli esterni più forti al mondo”.

Avrebbe faticato a marcare uno come Malen?
“A miei tempi c’erano Ronaldo, Chiesa, Bierhoff, Amoruso, Boksic, gente importante (ride, ndr), ma tutti sono marcabili. Dipende da come ti posizioni. Malen è quel giocatore che mancava alla Roma, perché è più veloce e più abile di Dovbyk e Ferguson. È un attaccante forte e va trattenuto a tutti i costi”.

Che idea si è fatto su Dybala e Pellegrini?
“Dybala è stato sempre forte, ma i problemi fisici lo hanno condizionato. Capirei la Roma se volesse puntare su un giocatore che garantisce più presenze. Il discorso vale anche per Pellegrini. Il suo futuro è incerto, ma sta dimostrando grande attaccamento alla maglia”.

Chi va in Champions?
“In questo momento il Como è la squadra che sta meglio, ma mancano ancora otto partite. Spero che possa andarci la Roma, magari recuperando qualche giocatore a cominciare da Soulé. Dopo la sosta ci sarà l’Inter e potrebbe essere la partita della svolta nella corsa per la Champions”.

Aldair: “Gasperini l’uomo giusto, ma la Juve è favorita per la Champions. Totti? Mi aspettavo di vederlo in società già tempo fa…”

CORSERA – Dopo aver preso parte all’evento di Operazione Nostalgia al Palasport di Roma, l’ex colonna giallorossa “Pluto” Aldair ha parlato del momento della Roma e del rush finale che attende il gruppo di Gian Piero Gasperini. Il brasiliano si è esposto in particolar modo sulla corsa Champions League che vede la Roma in questo momento rincorrere in classifica e con la gara di San Siro contro l’Inter come prossimo impegno: “La qualificazione in Champions non dipenderà esclusivamente dalla gara contro l’Inter. Sono più forti e quindi favoriti, ma poi ci sono 7 giornate da giocare. La Roma è vicina al quarto posto, un eventuale passo falso non può e non deve essere considerato fatale” ha detto il brasiliano al quotidiano.

Chi vede favorita nella corsa Champions League? “La Roma parte leggermente dietro. Ma facendo punti su un campo difficile come quello di San Siro manderebbe un segnale forte. Ci sono però altre squadre davanti a lei. […] Onestamente però che credo che la favorita sia la Juventus. Di solito quando i bianconeri arrivano alle ultime giornate con un obiettivo da raggiungere, non sbagliano. La storia, in tal senso, ha un peso. Mi aspetto un filotto di vittorie da parte loro. Sta alla Roma tenere la battaglia aperta fino all’ultimo e complicare la loro vita.”

Sul lavoro svolto da Gasperini “È al primo anno qua e non è semplice riuscire a imporre il proprio gioco, dunque va considerato positivo. Ha portato l’Atalanta a grandi livelli, ma Bergamo è una piazza diversa, quindi non si può pretendere che incida subito allo stesso modo. Anche lui ha bisogno di tempo. A me però sembra che stia seminando bene: è la persona giusta per aiutare la Roma a raggiungere uno status più importante rispetto a quello attuale”.

Riporterebbe Totti dentro la società? “Onestamente mi aspettavo di vederlo in un ruolo dirigenziale già tempo fa. Al momento ancora non c’è, ma mi auguro per lui e per il bene della società che presto si possa trovare un ruolo adatto a lui. […] Totti deve stare dentro questo club perché nessuno lo rappresenta più di lui.”[…]

Un giocatore che l’ha sorpresa quest’anno? “Devo dire Wesley. Il primo anno solitamente è molto difficile. Quello italiano è un campionato equilibrato, eppure lui ha avuto un impatto positivo.”[…]

Paolo Verdone e lo scherzo del padre Carlo: “Al telefono finse una chiamata con l’agente di Totti”

CORSERA – Paolo Verdone, figlio del noto attore Carlo Verdone, ha rilasciato un’intervista all’edizione odierna del quotidiano e tra i vari temi trattati ha svelato un divertente scherzo a tinte romaniste con suo padre (in collaborazione con lo sceneggiatore Pasquale Plastino) che finse una chiamata con l’agente di Francesco Totti. Ecco le sue parole: “Mio padre era famoso per gli scherzi. Ne fece uno anche a me. A 10 anni giocavo a calcio nel Valle Aurelia. Davanti a papà feci una doppietta. In casa siamo romanisti. La mattina dopo, una persona al telefono sosteneva di essere l’agente di Totti, di avermi visto giocare e di volermi convocare a Trigoria per un provino. Ma la voce era dello sceneggiatore di papà, Pasquale Plastino. Poi prese la cornetta papà, ‘Paolo è uno scherzo, sono io!’. Rimasi di sasso. Mi chiese scusa, ma restai offeso. Lo perdonai solo quando mi portò a conoscere Totti per davvero“.

Dovbyk: ultima risonanza magnetica nella seconda metà di aprile. Obiettivo convocazione entro inizio maggio

L’ultima apparizione in giallorosso è datata 6 gennaio 2026, nella vittoria per 0-2 in casa del Lecce in cui è riuscito anche ad andare a segno dopo un periodo di stop. Poi, un altro infortunio proprio nella trasferta contro i salentini, ancora più importante, lesione al tendine che lo ha costretto all’operazione. Una stagione a dir poco travagliata quella di Artem Dovbyk, che sta procedendo nella fase di riabilitazione dall’infortunio.

La sua stagione, però, potrebbe non essere necessariamente finita. L’ucraino lavora per rientrare nella seconda metà di aprile, in tempo per gli sgoccioli di campionato in cui la Roma spera di giocarsi ancora l’accesso alla prossima Champions League. Come rivelato dall’edizione odierna del quotidiano, l’attaccante nella parte finale del mese di aprile si sottoporrà all’ultima risonanza magnetica di controllo per avere il via libera dai medici e punta ad essere convocato tra la fine di aprile e i primi giorni di maggio. Dovbyk vuole esserci per aiutare i suoi compagni a raggiungere l’obiettivo. L’ucraino potrebbe rappresentare una risorsa in più per Gasperini.

(Il Tempo)

X, la Roma festeggia il compleanno di Mexes: “Auguri Phil” (FOTO)

Centrale di difesa che con la maglia della Roma ha ottenuto ben tre trofei, due coppe Italia e una Supercoppa italiana, per un totale di 267 presenze e 15 gol in giallorosso. Philippe Mexès, oggi 30 marzo, compie 44 anni. Forte fisicamente, dotato di una buona tecnica e abile nel gioco aereo, il francese ha vestito la maglia della Roma dal 2004 al 2011. Il club, tramite un post su X, ha voluto augurare buon compleanno all’ex difensore.

Soulé, parla il personal trainer Viggiano: “Troppi antinfiammatori, il corpo doveva recuperare”

Tra i grandi assenti dell’ultimo mese della Roma di Gian Piero Gasperini c’è Matias Soulé, fermato dalla pubalgia dopo 5 mesi da trascinatore dei giallorossi. L’argentino sta combattendo con un dolore che non gli permette di scendere in campo, ma, dopo la sosta potrà tornare in campo. L’obiettivo è infatti quello di riaverlo a disposizione fin da subito dal match di San Siro contro l’Inter. Il suo preparatore fisico ed osteopata, Guido Viggiano, peró non si sbilancia. Il personal trainer ha raccontato a Il Messaggero il lungo calvario dell’ex Juventus. Ecco le sue parole.

Ha giocato tantissime partite, l’intensità degli allenamenti di Gasperini è altissima e sono arrivati i primi dolori. Giocando così tanto era importante iniziare a lavorare sul recupero che è fondamentale quando ci sono tante gare ravvicinate. E abbiamo pensato alla camera iperbarica che non serve solamente a curare la pubalgia. La funzione principale è far arrivare l’ossigeno a tutte le zone del corpo e nei tessuti. Passa un’ora dentro questo macchinario. Utilizziamo anche la pompa diamagnetica oltre a tanto lavoro in palestra e trattamenti osteopatici. Il fastidio più forte lo ha avuto all’adduttore destro, ora per fortuna sta meglio ma ci sono volute 3/4 settimane. Questo problema, però, non è come un infortunio muscolare e non ci sono dei tempi precisi. Dopo Napoli ha deciso di fermarsi, ma non era al 100% neanche prima. Per tre mesi ha stretto i denti utilizzando gli antinfiammatori e non è positivo per un calciatore di 22 anni. Dopo la partita contro il Napoli ha iniziato la fase di riabilitazione. É stato il primo infortunio che ha avuto nella Capitale. Ha giocato tantissimo e il corpo aveva bisogno di riposo, ma senza intervento. A Milano ci sarà? Non posso dirlo io, sarebbe fantastico e quello è l’obiettivo. Vuole arrivare a quella partita in forma ma è fermo da cinque settimane. Vedere le partite da fuori non è facile. È triste perché non ha potuto aiutare la squadra in Serie A e in Europa League. Appena ricomincerà a giocare non si fermerà più. Il Mondiale? Ci spera ma non sa se verrà convocato.Ora pensa solo alla Roma”.

Gli ostacoli ai nuovi stadi: Roma, rebus Commissario. Lazio, nodo Beni Culturali

Da una parte del Tevere, la giallorossa, il rischio che svanisca l’opzione veloce del Commissario per lo stadio di Pietralata. Dall’altra, la biancoceleste, il timore che si debba ricominciare daccapo ricalibrando il progetto sul Flaminio. […] Riguarda l’impianto della Roma sul quale, in Campidoglio, è appena stato rinnovato l’interesse pubblico con l’auspicio di far rientrare lo stadio nella procedura fast agevolata dal Commissario degli stadi di Euro 2032. Per altro col possibile turbo amministrativo legato all’investitura di un sub-commissario, forse addirittura il sindaco Roberto
Gualtieri. È che lì a Pietralata, durante i carotaggi archeologici, sono spuntati campioni avvelenati dall’arsenico che, sì, potrebbero anche essere ricondotti alla natura stessa del suolo e che comunque, in assoluto, non rappresentano un problema insormontabile. Ma che necessitano di ulteriori analisi. Così come gli idrocarburi pesanti, emersi durante gli stessi scavi, che potrebbero invece avere origine antropica, ovvero banali sversamenti da zozzone seriale in un’area abbandonata. E quella a Pietralata lo era, almeno finché la Roma non si è interessata a lei. Già a dicembre il club si è mosso per segnalare le presenze sgradite nel terreno e, va detto, sta portando avanti i propri sondaggi con grande precisione. L’Arpa, una volta tirata in ballo, dovrà però effettuare i suoi in contraddittorio attraverso una procedura che prende due mesi. Pronta a partire, vero, ma solo quando gli archeologi avranno finito di scavare, un mesetto o giù di lì. Il che, quindi, finisce per allungare i tempi quel tanto che basta per sfilare lo Stadio della Roma dal dossier Euro 2032: cioè, niente iter velocizzato dal Commissario Massimo Sessa, e via a quello ordinario in Conferenza dei servizi. Che non spaventa la Roma, ma che qualche trappola in più può presentarla. Il coefficiente di giallo è alto pure sul fronte Lazio Flaminio. Ed è legato a quello che manca nel plico del progetto presentato dal patron Claudio Lotito. […]

(corsera)

La Roma dà un taglio

Un sogno sostenibile. Non è più tempo di spese pazze nel calcio, neppure
per quelle proprietà facoltose che ambiscono a vincere e non s’accontentano di partecipare. La Roma di Friedkin, secondo patron più ricco della Serie A dopo la famiglia Hartono, si avvicina alla stagione del centenario giallorosso da una parte con la voglia di scrivere una pagina di storia e dall’altra con l’esigenza di continuare ad abbattere il monte ingaggi, quello che ancora oggi rappresenta la voce di spesa più corposa in società. Dan, al suo arrivo, ha trovato una situazione abbastanza critica: il club viveva al di sopra delle proprie possibilità, pagava troppo i calciatori, elargiva stipendi faraonici e contava un numero esagerato di dipendenti in tutte le aree, dalla dirigenza alla comunicazione. Negli ultimi cinque anni a Trigoria è stato un continuo sforbiciare e l’operazione non può dirsi ancora conclusa. Solamente per il parco giocatori e lo staff di supporto alla squadra, dalle casse della Roma in questa stagione usciranno 140 milioni lordi circa di emolumenti. L’obiettivo della proprietà è scendere sotto quota 100 nel giro di un paio di stagioni al massimo. Non è semplice, ma neppure impossibile. Basti pensare che i calciatori con il contratto in scadenza al 30 giugno, cioè Dybala, El Shaarawy, Pellegrini e Celik, messi insieme, pesano sul monte ingaggi più di 30 milioni di euro. Lo stallo attuale nelle contrattazioni è quindi una spiegazione plausibile sul perché la direzione sportiva del club non abbia ancora approfondito i dialoghi per gli eventuali rinnovi. In quest’ottica va ricordato come la Roma, nel 2022, abbia siglato con l’Uefa un patto per rientrare nei confini del fair play finanziario entro il 2025-26. Oltre agli ammortamenti, cioè la distribuzione della cifra spesa per gli acquisti dei cartellini in base agli anni di contratto dei calciatori, a pesare è anche il costo dei giocatori in lista che dovrebbe essere inferiore alla stagione precedente. La società ha pagato delle piccole multe strada facendo, ma i conti sono in netto miglioramento e questo fa ben sperare in vista della valutazione finale. In qualsiasi caso, delle plusvalenze al 30 giugno saranno necessarie e la prospettiva di dover sacrificare un big appare concreta. La Roma deve rispettare i parametri Figc legati al costo del lavoro allargato e come tutti i club europei anche la “Squad Cost Rule”, la norma Uefa che stabilisce come il costo della rosa non debba superare il 70% dei ricavi. La logica è comune: solo aumentando le entrate una società può permettersi di pagare stipendi più alti o acquistare per cifre maggiori. La top 11 dei giallorossi più remunerati conta 77 milioni lordi di stipendi. Da Dovbyk (più di 6 annui) a Tsimikas (4,6) fino a Ferguson (3,3), alcuni sono già fuori o ai margini del progetto tecnico. Tagliare, in alcuni casi, non sarà doloroso.

(corsport)

E il gruppo è sempre più giovane

L’allestimento di una squadra economicamente sostenibile passa, per forza di cose, dal ringiovanimento della rosa. È un’equazione che il mondo del calcio conosce bene: nella fascia d’età 25-30 gli stipendi del calciatori sono inevitabilmente più alti. Ecco perché comprare giovani significa investire più che spendere, risparmiando sul costo del lavoro. Nell’ultimo anno e mezzo, Dan Friedkin ha messo mani al portafoglio con un esborso economico da oltre 200 milioni di euro per i cartellini di giocatori tutti al di sotto dei 24 anni: da Matias Soulé, pagato alla Juve 26 milioni più altri 4 di bonus, a Robinio Vaz, l’ultimo colpo under in un mercato in cui Gasperini si aspettava, in realtà, più acquisti alla Malen. Gli arrivi di Ghilardi, Ziolkowski, El Aynaoui, Wesley, Venturino e Zaragoza rientrano in questa visione. Delle divergenze di prospettive tra area tecnica e sportiva si è già detto molto; in qualsiasi caso, la proprietà continua a battere la strada della gioventù. Nel 2023-24 i giallorossi avevano una rosa con quasi 28 anni di media ed erano la terza squadra più esperta del campionato dietro a Lazio e Inter. Oggi l’età del gruppo è scesa a 26 anni: in Italia non c’è big più giovane della Roma.

(corsport)

Oggi la verità sullo stop di Wesley: Roma in ansia

IL TEMPO (F. BIAFORA) – Tutti a Trigoria hanno le dita incrociate, ma le notizie arrivate dallo staff del Brasile lasciano davvero poche speranze. Ieri Wesley è tornato in Italia dopo aver dovuto abbandonare in anticipo il ritiro dei verdeoro per via di un infortunio muscolare alla coscia destra avvertito durante l’amichevole contro la Francia. Oggi il laterale si sottoporrà agli esami strumentali con i medici della Roma, che sono stati avvisati dai colleghi brasiliani di una diagnosi di lesione, con uno stop di almeno 2-3 settimane. I tempi di recupero saranno più precisi soltanto dopo la nuova risonanza magnetica, ma non ci sono margini per vederlo
contro l’Inter. Una bella tegola per Gasperini, che dovrà decidere chi schierare tra Rensch e Tsimikas sulla corsia di sinistra. Difficile invece che Angelino possa partire dall’inizio dopo lo spezzone disputato nell’ultima partita con il Lecce.
Contro i nerazzurri Gasp, che fa gli scongiuri per gli altri giocatori impegnati in nazionale, conta di vedere in panchina Soulé dopo la lunga assenza per la pubalgia.
Dall’infermeria non arriveranno altre buone notizie: appuntamento con il Bologna per Koné, anche lui alle prese con una lesione alla coscia, mentre Dybala sta lavo-rando, con le prime apparizioni in campo, per rientrare nella seconda metà di aprile dopo l’operazione al menisco. Proprio in quei giorni Dovbyk si sottoporrà all’ultima risonanza magnetica di controllo per avere il via libera definitivo per il ritorno dopo l’intervento per la lesione al tendine. L’ucraino vuole essere convocato tra la fine di aprile e l’inizio di maggio, in modo da dare una mano nello sprint finale per raggiungere la Champions League.