Roma in ansia per Wesley ma Gasp recupera Soulè

Gian Piero Gasperini inizia la settimana che porterà la sua Roma a sfidare l’Inter, con due stati d’animo opposti. Da una parte l’ansia per Wesley, dall’altra l’attesa per Soulé. Due fronti aperti, due sensazioni diverse, ma la stessa urgenza: capire con quali uomini la Roma arriverà alla sfida di domenica prossima contro i nerazzurri di
Chivu. Il versante che preoccupa di più è quello di Wesley. L’esterno brasiliano ha riportato giovedì scorso nell’amichevole Brasile-Francia una lesione alla coscia destra che quasi sicuramente lo terrà fuori dalla sfida contro l’Inter. Il calciatore è rientrato ieri a Roma e oggi si sottoporrà ai controlli del caso. Il club vuole fare chiarezza sull’entità dell’infortunio, per capire se si tratta di uno stop gestibile in tempi brevi oppure di qualcosa di più delicato. Più incoraggiante, invece, il quadro che riguarda Soulé. L’argentino continua a lavorare a Trigoria con i compagni e manda segnali di graduale miglioramento. I prossimi giorni saranno decisivi per capire se potrà spingersi fino a una maglia da titolare o se, più realisticamente, il rientro passerà da una panchina iniziale. Ma rispetto alle ultime settimane la sensazione è cambiata: stavolta il ritorno tra i convocati non è più soltanto un’ipotesi. L’argentino sta provando a bruciare le tappe anche fuori dal campo. Sui social ha mostrato una parte della sua routine di recupero domestica, con il lavoro svolto dentro una camera iperbarica personale personalizzata con la scritta “DIO”, omaggio evidente a Diego Armando Maradona. Un dettaglio che racconta la volontà del giocatore di forzare i tempi del recupero per tornare a disposizione di Gasperini dopo oltre un mese e mezzo di assenza. Con l’allenatore che spera di ritrovare un attaccante in più, in vista del rush finale per la Champions League.

(Repubblica)

Soulè, fatiche da Champions

L’aereo per Milano è pronto a partire e Soulé non vuole rimanere ancora una volta senza biglietto. L’obiettivo è San Siro, lo stadio nel quale l’anno scorso ha praticamente tolto lo scudetto all’Inter e regalato alla Roma la speranza di poter lottare per la Champions League. E da lì riparte la rincorsa al quarto posto. Manca dal 15 febbraio, la pubalgia lo ha costretto ad alzare bandiera bianca proprio quando Gasperini aveva finalmente trovato il centravanti che tanto cercava. Malen e Soulé insieme dal primo minuto si sono visti solamente tre volte. L’argentino da quaranta giorni sta lavorando per tornare al top della condizione. Sessioni a Trigoria e quelle extra, anche ieri. Sedute specifiche in palestra e trattamenti speciali nella camera iperbarica. […] La pubalgia è un cliente scomodo e i tempi per il rientro in campo non sono mai certi. C’è anche chi ha scelto di operarsi come Zaccagni e Rovella, ma è una strada che non è stata presa in considerazione. Il conto dei gol si è fermato a sette tra campionato e Coppa. Ma nonostante lo stop forzato è ancora il secondo miglior marcatore in rosa, solo Malen ha fatto meglio. Domenica c è l’Inter e la voglia di esserci è tanta. Questa settimana sarà decisiva, aumenterà i carichi di lavoro e Gasperini deciderà se convocarlo o meno. Domani la ripresa degli allenamenti, mentre oggi sarà la giornata decisiva per Wesley. Effettuerà nuovi controlli per stabilire il grado della lesione alla coscia destra, il rischio è di perderlo per un mese.

(Il Messaggero)

Dzeko, il nemico che non ti aspetti: rilanciato dall’Italia, può affossarla

Ci risiamo, di nuovo Edin Dzeko. Dopo anni ad aver fatto le fortune di Roma ed Inter, domani potrebbe decretare il fallimento del calcio italiano. Con quello sguardo astuto e il faccino pulito è ancora lì a 40 anni con la fascia di capitano della Bosnia a indottrinare i suoi compagni su come fare male all’Italia e agguantare il suo secondo Mondiale. Un’Italia che gli ha regalato la sua seconda vita calcistica nell’ormai lontano 2015 quando, scartato dal Manchester City e dalla Premier League, è stato accolto alla Roma come un eroe in un agosto rovente, migliaia di romanisti sono andati a dargli il benvenuto all’aeroporto di Fiumicino intasando lo scalo. Lui non si aspettava un amore così grande a prima vista ed è subito diventato pazzo della gente e di quella città che con il tempo ha imparato ad apprezzare. Si è commosso all’addio di Totti e ha partecipato a quella storica semifinale contro il Liverpool arrivata dopo una clamorosa rimonta contro il Barcellona di Iniesta, Messi e Suarez. Alla Roma è rimasto sei stagioni, durante le quali è stato chiamato dal Chelsea per ritornare in quella Premier che se ne era liberata troppo in fretta. Lui ha rifiutato per continuare la sua avventura in Italia, è andato all’Inter dove ha disputato una finale di Champions e poi il flop alla Fiorentina di sei mesi. Domani tanti suoi amici, diventeranno nemici per una notte. Quel filo conduttore con il calcio italiano sembrava essersi spezzato a gennaio scorso con il suo trasferimento in
Germania ed invece destino ha voluto che si riannodasse. Forse per un ultima volta, quella in cui il passato torna a bussare senza chiedere permesso. Domani, nel gelo di Zenica, Edin avrà lo sguardo di chi sa già dove colpire. E potrebbe chiudere il cerchio nel modo più crudele provando a far male chi lo ha più amato.

(Il Messaggero)

Inter-Roma, sotto esame: Chivu anti-crisi. Lautaro e tutti i big dopo quasi 5 mesi

All’Inter serviva staccare la corrente, togliere la testa dal campionato, evitare l’eccesso di cattivi pensieri. Il bisogno di allentare la tensione scudetto valeva per i tanti rimasti comodamente a Milano, lontani dal rumore delle nazionali, o per chi come Marcus Thuram ha viaggiato in direzione Stati Uniti solo per dovere di firma, ma si è preso pure la piccola gioia del ritorno alla rete, sapore sconosciuto ormai. Ci sarà poi tempo per tornare da queste parti e ripensare al tricolore con animo tutto nuovo. Cristian Chivu, in fondo, ha proprio questo obiettivo preciso: fare da tranquillante, curare la mente piuttosto che il fisico. La causa del rallentamento dell’ultimo periodo, due punticini nelle ultime tre di Serie A, è stato individuato proprio in un blocco psicologico. Sarà, ma per Chivu è un momento delicato a prescindere, il più complesso da mesi: lo stesso club si aspetta che sia lui a raddrizzare la rotta già dalla prossima sfida con la sua Roma. […] Questa Inter non è più il carrarmato capace di vincere 14 partite su 15 prima del derby di ritorno, quello attraverso cui si poteva schiacciare tutti a +13. È accaduto l’esatto contrario e, proprio dopo aver perso contro il Diavolo, sono arrivati i due pari contro Dea e Fiorentina, entrambi carichi di polemiche e rimpianti. Domenica prossima, però, Chivu può appendersi all’abbondanza ritrovata: torna soprattutto Lautaro, mancato come il pane. L’unico che non festeggerà la Pasqua in campo è Henrikh Mkhitaryan: per lui serve lavoro supplementare. Considerando però l’arretramento dell’armeno nelle gerarchie, in mano al tecnico c’è comunque la sua squadra titolare: finalmente tutti i migliori di stagione insieme nella notte più importante. Ci si può pure concedere quel dubbio nel ruolo di partner del Toro tra Pio e Thuram. Questa calda coperta mancava da quasi cinque mesi, da Inter-Lazio del 9 novembre 2025, ultima partita prima dell’infortunio alla caviglia di Denzel Dumfries.

(gasport)

Gasp all’attacco: Soulé e Pellegrini in aiuto di Malen

Otto partite, in pratica otto finali. Ad iniziare proprio dalla sfida di San Siro, dove la Roma di Gian Piero Gasperini si gioca tanto, se non quasi tutto. Fare risultato contro l’Inter capolista vorrebbe dire infatti rilanciare a pieno titolo la propria candidatura per il quarto posto finale e la qualificazione alla prossima Champions League, oltre che dare una bella iniezione di fiducia a tutto l’ambiente giallorosso. Perdere, invece, al contrario vorrebbe dire se non salutare i sogni di gloria, almeno vederli complicarsi assai, considerando anche che le concorrenti dirette non avranno impegni sulla carta proibitivi: il Como va a Udine, la Juventus ospita il Genoa di De Rossi). Insomma, Gasperini domenica a San Siro va per svoltare la stagione giallorossa, in ogni senso. La voglia è ovviamente quella di tornare a casa con un gran bel sorriso, visto che proprio l’allenatore giallorosso tempo fa aveva alzato l’asticella delle aspettative. E allora, per raggiungere quel traguardo, bisogna fare una partita perfetta. Nonostante le tante difficoltà in cui naviga la barca romanista, tra assenze e infortuni. L’ultimo è quello del brasiliano Wesley, che priverà l’allenatore giallorosso di una delle sue principali bocche da fuoco. Il terzino verdeoro è rientrato solo ieri sera a Roma e oggi svolgerà gli esami strumentali per accertare l’entità della lesione alla coscia destra. Per sostituirlo Gasperini ha tre soluzioni: Angelino, Rensch e Tsimikas, che sarebbe il cambio naturale a sinistra, ma che ogni volta che è stato chiamato in causa ha fatto male, se non anche malissimo. E poi l’altro grande cruccio di Gasp è quello di cercare di aiutare il più possibile Donyell Malen nella produzione offensiva. Insomma, di non farlo sentire solo. O, almeno, di limitare al minimo la mancanza di Dybala, l’uomo con cui l’olandese aveva stabilito una compatibilità tecnica quasi perfetta. Certo, la situazione ideale sarebbe quella di recuperare dal via Matias Soulé che nella scorsa
settimana si è sempre allenato con il gruppo e che l’allenatore giallorosso spera di riavere a disposizione già da oggi. Altrimenti ci sarà da aspettare un’altra settimana, esattamente la sfida casalinga con il Pisa, anche se poi la gara dove serve davvero è quella di San Siro e non quella contro i toscani. Dall’altra parte, invece, ci sarà ancora Pellegrini. Perché vive un buon momento e perché Gasperini ha bisogno di mandare in campo i giocatori con il maggior tasso tecnico e la qualità più alta. […] Perché uscire con una sconfitta da San Siro vorrebbe dire per i giallorossi dare quasi addio ai sogni di gloria.

(gasport)

Roma, a Milano è ancora emergenza: Wesley, Soulè e Hermoso in dubbio

LEGGO (D. PETROSELLI) – La sosta per le Nazionali ancora deve terminare ma la Roma non vede già l’ora che lo sia. Infatti, come spesso è capitato negli ultimi anni, gli impegni internazionali hanno lasciato il segno nella rosa giallorossa. Contro l‘Inter domenica prossima una sfida che dirà tanto non solo sulla lotta Scudetto dei nerazzurri, che si vedono pressati da Napoli e Milan, ma anche per quella Champions, che vede la squadra di Gian Piero Gasperini dietro al Como di tre lunghezze, a braccetto con la Juve dell’ex Luciano Spalletti. Per la partita di San Siro possibile il rientro di Matias Soulé, alle prese con la pubalgia che ancora non gli da tregua. Dall’altra però riecco gli infortuni, a partire da quello di Konè, al quale si è aggiunto però nelle ultime ore quello di Wesley con il Brasile, che ha riportato una sospetta lesione alla coscia destra, che sarà valutata in queste ore. Possibile per l’esterno uno stop abbastanza lungo, con Gasperini che spera di riaverlo almeno per le partite contro Atalanta o Bologna, che potrebbero essere chiave per la corsa al quarto posto. E dietro la situazione per la Roma non è così rosea: infatti Hermoso, da poco rientrato, si sta allenando ormai da giorni con una vistosa fasciatura sul polpaccio sinistro, segno che la situazione è piuttosto delicata. E anche Celik con la Turchia non sembra al meglio. Il rischio è che Gasp per l’Inter sia di nuovo in emergenza totale, proprio nel momento clou.

Brasile, Ancelotti: “Wesley sta facendo benissimo nella Roma”

CORRIERE DEL TICINO – Carlo Ancelotti, commissario tecnico del Brasile, ha rilasciato un’intervista ai microfoni del quotidiano. Ecco la sua risposta sul giallorosso Wesley: “Cosa mi aspetto da Bremer e Wesley? Bremer è un gradito ritorno dopo tanto tempo, un rinforzo molto importante per la difesa. Wesley sta facendo benissimo nella Roma sulla fascia e potrebbe essere una delle rivelazioni“.

(cdt.ch)

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Marcandalli: “Il paragone di De Rossi con Rudiger? Devo migliorare in alcuni aspetti”

SKY SPORT – Alessandro Marcandalli, giovane difensore del Genoa, è stato paragonato da Daniele De Rossi ad Antonio Rudiger, ex difensore della Roma ed ex compagno del tecnico del Grifone, Ecco il suo commento: “L’elogio mi ha fatto molto piacere, mi dà benzina per continuare nel mio lavoro. Ricordo il primo Rudiger a Roma, era un difensore completo. Mi ci rivedo, ma devo migliorare in alcuni aspetti: lui era aggressivo e bravo con la palla”.

Instagram, Dybala si rilassa in famiglia tra recupero e relax: “Una domenica differente” (FOTO)

Paulo Dybala sta cercando di recuperare dall’ennesimo infortunio che quest’anno lo ha tenuto fuori dal campo. Intanto, tra il mistero sul suo futuro alla Roma e sul suo contratto, l’argentino si gode una domenica in famiglia con la moglie Oriana Sabatini e il loro figlio, nato da poche settimane. La Joya così su Instagram: “Una domenica differente”.

Pellegrini da leader a Trigoria: riprende i giovani per il loro atteggiamento

Tra i grandi esclusi dalle loro nazionali c’è anche Lorenzo Pellegrini che in silenzio sta cercando di conquistarsi il rinnovo con la sua Roma. Intanto, il centrocampista è rimasto a Trigoria per allenarsi con i pochi superstiti e continua a trascinare il gruppo da leader. Nel retroscena riportato dal giornalista di Sky Paolo Assogna a Manà Manà Sport, infatti, l’ex capitano giallorosso avrebbe ripreso dei giovani ragazzi in campo, accusandoli di non avere il giusto atteggiamento e di non rendersi conto di cosa sia la Roma. Questo nuovo lato di Pellegrini sta dunque convincendo anche Gian Piero Gasperini.

(romasport.eu)

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