Momo Salah ha annunciato che lascerà il Liverpool a fine stagione. E tra i suoi ex compagni, anche il giallorosso Tsimikas ha voluto mandargli un messaggio: Ecco le parole del greco dedicate a Salah tramite un post su Instagram: «Mo Salah, ricordo che ti guardavo in tv e dicevo che eri uno dei giocatori più grandi della nostra generazione. La vita fa il suo corso e io ho avuto la fortuna di potertelo dire poi di persona così tante volte. Una vera leggenda che ho la fortuna di poter chiamare mio amico. Una delle amicizie più importanti e strette che ho creato finora nella mia carriera calcistica. Un ottimo ascoltatore, bravissimo a dare consigli e molto paziente con tutte le mie crisi. Mo, grazie per la tua compagnia ogni giorno negli ultimi cinque anni, le risate, le conversazioni, i traguardi; grazie per avermi spinto ad essere una persona migliore e anche per essere stato la mia ispirazione, dentro e fuori dal campo. Auguri per tutto quello che arriverà, fratello mio, lo auguro a te e alla tua famiglia. Il nostro “Egyptian King”, Y.N.W.A”. P.s: Sappiamo tutti che nel calcio sono io il tuo migliore amico».
Mese: Marzo 2026
FOTO – Relax per Gasperini: cena in un noto locale della Capitale per il tecnico
Serata di relax in un noto locale della Capitale per Gian Piero Gasperini. Il tecnico della Roma, infatti, ieri sera era a cena da “Casa Mezzo”, come dimostra lo scatto pubblicato dall’account Instagram del ristorante.
MATTIOLI: “Cedere Koné a 40 milioni sarebbe un affare” – BALZANI: “Brandt? Prenderebbe il posto di Pellegrini nel monte ingaggi”
Sosta per le Nazionali e tanti rumors di mercato intorno alla Roma. Dall’Inter che prova l’assalto per Koné, al nome nuovo di Julian Brandt in vista della prossima stagione, passando anche e soprattutto per il rientro in gruppo di Soulé. “Se la Roma vende Koné a 40 milioni fa un affare” ha detto Mario Mattioli. Matteo De Santis si sofferma sul mercato: “Se si vuole ambire a qualcosa di grande, a questa squadra servirebbero 4-5 titolari inamovibili come Malen e Wesley“.
_____
Questo e tanto altro in “Massimo Ascolto”, rubrica de LAROMA24.IT curata dalla redazione. Una passeggiata tra i più importanti programmi radiofonici. Buona lettura.
_____
Koné è un buon giocatore ma non ti alza l’asticella: per provare a fare un salto di qualità ci vuole altro. Comunque per cedere un calciatore del suo livello devi avere già un’alternativa (ROBERTO PRUZZO, Radio Radio, 104.5, Radio Radio Mattino Sport e News)
Se la Roma vende Koné a 40 milioni fa un affare (MARIO MATTIOLI, Radio Radio, 104.5, Radio Radio Mattino Sport e News)
Non so quanto l’Inter possa guadagnare dall’acquisto di Koné, mentre la Roma incasserebbe 40 milioni (FERNANDO ORSI, Radio Radio, 104.5, Radio Radio Mattino Sport e News)
Koné? In caso di addio prenderei Ederson dell’Atalanta. Pisilli è uno con cui puoi fare cassa e per 25 milioni forse mi metto seduto, ma preferirei non venderlo (PIERO TORRI, Manà Manà Sport, 90.9)
Se si vuole ambire a qualcosa di grande, a questa squadra servirebbero 4-5 titolari inamovibili come Malen e Wesley (MATTEO DE SANTIS, Manà Manà Sport, 90.9)
Tsimikas? In proporzione a ciò che mi aspettavo, è quello che ha fatto peggio di tutti dopo Bailey. Non c’è stato un solo momenti in cui il terzino greco mi ha acceso un minimo di fantasia, ha fatto male in tutte le partite ed è completamente scollegato dal resto della squadra (RICCARDO TREVISANI, Manà Manà Sport, 90.9)
Tsimikas? Mi immaginavo un altro sviluppo della sua avventura alla Roma soprattutto per i cinque anni trascorsi al Liverpool (DANIELE CECCHETTI, Manà Manà Sport, 90.9)
Brandt è un buon acquisto, non vale più 50 milioni come qualche anno fa, ma 25. Io lo prenderei, ha già giocato con Malen e si conoscono molto bene. Un giocatore che prendi a zero e ipoteticamente nel monte ingaggi ti prende il posto di Pellegrini (FRANCESCO BALZANI, Te la do io Tokyo, Tele Radio Stereo 92.7)
Brandt non è una soluzione fenomenale, ma è un giocatore collaudato. Prenderlo a zero però è un’operazione che rientra nelle cose possibili che puoi fare (ANTONIO FELICI, Te la do io Tokyo, Tele Radio Stereo 92.7)
X, 36 anni fa il gol di Bruno Conti contro il Verona. Il ricordo della Roma: “L’ultimo di una carriera leggendaria” (VIDEO)
Il 25 marzo 1990, precisamente 36 anni fa, Bruno Conti metteva a segno il suo ultimo gol con la maglia della Roma. Lo storico numero 7, campione d’Italia con i giallorossi nel 1983 e campione del mondo con la nazionale italiana nel 1982, è una delle più grandi leggende giallorosse. Oltre 50 anni di Roma, tra giocatore, allenatore e dirigente.
402 partite da calciatore, condite da 47 gol. L’ultimo nella sfida interna contro il Verona datata 25 marzo 1990. Una punizione potentissima calciata dalla lunga distanza che è terminata sotto la traversa. Un bolide imprendibile, un gol decisamente d’altri tempi. La Roma sul proprio profilo X ha pubblicato il video del gol di Conti. “36 anni fa il gol di Bruno Conti al Verona. L’ultimo di una carriera leggendaria” ha scritto il club sui social.
📅 36 anni fa il gol di Bruno Conti al Verona
— AS Roma (@OfficialASRoma) March 25, 2026
💛 L'ultimo di una carriera leggendaria ❤️#ASRoma pic.twitter.com/yYLGrzXBMr

Instagram, Malen in versione Ronaldo “Il Fenomeno”: Koné e Lang scherzano nei commenti (FOTO)
Un accostamento estetico che ormai da settimane impazza sui social e che ora è testimoniato direttamente da Manu Koné. Donyell Malen, infatti, dal suo arrivo alla Roma è stato paragonato a Ronaldo “Il fenomeno”, per l’aspetto fisico in primis ma anche per le prestazioni sontuose dell’olandese con la maglia giallorossa. Il numero 14 ha lasciato Trigoria per raggiungere la nazionale olandese in vista dei prossimi impegni durante la sosta e ha pubblicato una foto sul proprio profilo Instagram che ha scaturito la simpatica reazione di Koné e di un suo connazionale, Noa Lang.

Il centrocampista giallorosso, rimasto a Trigoria a causa di un infortunio muscolare, ha commentato il post del suo compagno di squadra con un eloquente: “R9“, mentre l’ex Napoli Lang lo ha seguito pubblicando una gif che ritrae proprio il campione brasiliano. Un paragone non esclusivamente estetico, visto il rendimento dell’attaccante con la maglia della Roma.
Julian Brandt: chi è? (VIDEO)
LAROMA24.IT – Dopo la conferma di Malen, la Roma pensa a Julian Brandt per ricreare la coppia che ha illuminato il Westfalendstadion di Dortmund, costruendo un’intesa fatta di velocità, tecnica e tante giocate decisive (con i gol dell’olandese e gli assist del tedesco). A rendere il profilo ancora più interessante è anche la situazione contrattuale: Brandt va verso la scadenza e potrebbe liberarsi a parametro zero al termine della stagione, un’occasione che Frederic Massara sta valutando con attenzione. Classe 1996, tedesco di proprietà del Borussia Dortmund, con cui, dal 2019, ha collezionato 300 presenze, segnando 56 gol e fornendo 56 assist, diventando una bandiera giallonera, tanto che i tifosi, quando hanno saputo del mancato rinnovo, hanno contestato il club.
La carriera
Nato il 2 maggio 1996 a Brema,Julian Brandt è cresciuto nelle giovanili del SC Borgfeld, FC Oberneuland e VfL Wolfsburg, firmando nel gennaio del 2014 per il Bayer Leverkusen. Il talentino tedesco debutta solo qualche settimana dopo, il 15 febbraio 2014, subentrando al posto di un certo Son Heung-min (anche lui un pò di strada ne ha fatta) negli ultimi di spezzoni della partita persa contro lo Schalke 04, entrando, appena 3 giorni dopo, anche nella gara di Champions League contro il Psg, persa 4-0. Inizierà a giocare con maggiore continuità l’anno seguente, diventando un titolare tra il 2015 ed il 2016. Con il Bayer, fino al 2019, l’anno del passaggio a Dortmund, totalizzando 215 presenze, scandite da 42 gol e 52 assist. Nella stagione 2019/2020 firma con il Borussia per 25 milioni, arrivando a toccare, a soli 23 anni, una valutazione di 50 milioni (Transfermarkt). Qui si è progressivamente imposto come uno dei punti di riferimento offensivi della squadra, diventando un elemento chiave per creatività e produzione offensiva, soprattutto grazie al suo contributo in termini di assist e partecipazione alla manovra. Con il passare degli anni ha assunto sempre più responsabilità tecniche, risultando spesso decisivo nelle fasi di costruzione e rifinitura del gioco.
Le carattersitiche tecnico-tattiche
Brandt è un trequartista moderno, estremamente duttile: può agire da numero 10, da mezzala offensiva o da esterno che si accentra. Da giovane talento offensivo puro, nel tempo ha imparato ad abbassarsi di qualche metro, diventando un vero e proprio regista avanzato, capace di gestire i ritmi oltre che rifinire l’azione. Il suo punto di forza principale, infatti, è proprio la visione di gioco, che gli permette di trovare linee di passaggio difficili e creare occasioni per i compagni. È molto abile nel muoversi tra le linee, nel giocare nello stretto e nel gestire i tempi dell’azione. Tecnicamente pulito, dispone di un buon controllo orientato e di una conduzione elegante, più basata sull’intelligenza che sull’esplosività. Non è un giocatore particolarmente rapido, ma compensa con letture, qualità e capacità di smarcamento. Sa anche rendersi pericoloso in zona gol, grazie a inserimenti e conclusioni dalla distanza.
La Roma punta quindi a ricomporre la coppia formata da Donyell Malen e Julian Brandt ai tempi del Borussia Dortmund. I due hanno giocato insieme 107 partite dalla stagione 2021/22 all’annata 2024/25 e hanno partecipato a 7 reti: 2 gol del trequartista su assist del centravanti e 5 del bomber olandese su passaggio del calciatore tedesco.
Open Var, Azzi (CEO Dazn): “Toglierlo peggiorerebbe la situazione”
Tiene banco il tema Open Var dopo le recenti polemiche, con l’ipotesi di una possibile cancellazione del format. Sulla questione è intervenuto Stefano Azzi, CEO di Dazn Italia, che ha espresso una posizione chiara in merito. Secondo Azzi eliminare il format “Peggiorerebbe la situazione. È una trasmissione nata dalla volontà di fare educazione al regolamento.
Lo abbiamo chiesto anche ai nostri clienti e il 90% vorrebbe avere l’audio e il video del Var e sentire le spiegazioni. Non c’è niente di più sano che parlare serenamente di un errore, quando accade“. L’obiettivo della trasmissione resta quello di fare chiarezza e contribuire a una maggiore comprensione del regolamento da parte del pubblico.
Stefano Azzi (CEO Dazn Italia) al #CorSport a proposito della possibile cancellazione di #OpenVar 👇 pic.twitter.com/DOIgyI2FEG
— Giovanni Capuano (@capuanogio) March 25, 2026
Gasp respira, riecco Soulé
Rivederlo in campo insieme ai compagni ha strappato un sorriso. E poco importa che sia stato un allenamento blando, insieme a tanti ragazzi della Primavera (Bah, Zinni, Troiani, Arduini e Seck) e Soulé non abbia forzato. Quello di ieri è stato un primo passo, ai quali ne seguiranno altri in questi giorni. Ma in un clima strano che si respira a Trigoria – con 12 nazionali sparsi per l’Europa e la città che parla ininterrottamente delle frizioni ormai venute allo scoperto tra Gasperini e la dirigenza – il ritorno di Matias è uno squarcio di sole.
Quanto è mancato l’argentino alla Roma, lo sa soltanto l’allenatore. Che lo ha lo ha perso nel momento in cui gli serviva di più, non avendo a disposizione nemmeno Dybala. […]
Il suo è stato un calvario. Soprattutto i tempi ad un certo punto si sono allungati, sorprendendo lo stesso calciatore. Perché quando dieci giorni prima di Roma-Juve Soulé si è sottoposto ad un trattamento specifico rigenerativo che ormai da anni i club utilizzano per riparare il tessuto connettivo danneggiato, riducendo l’infiammazione e alleviando il dolore cronico, la quasi certezza (anche grazie al lavoro dell’osteopata di fiducia) era quella di poter essere almeno convocabile per il match con i bianconeri. Niente di tutto ciò. Anzi, da quel momento in poi è iniziato un lungo tunnel dal quale Soulé ha messo fuori la testa soltanto ieri.
È chiaro che il calciatore in primis non intende forzare. Ma questa è un’idea comune a Trigoria. Anche perché restare fermo per 38 giorni, al di là del lavoro differenziato che viene svolto, fa sì che l’argentino debba recuperare un minimo di condizione. Tra l’altro proprio in questa pausa Gasperini ha immaginato un mini-richiamo di preparazione per provare a rilanciare in vista del rush finale. Massima cautela, quindi. Anche perché una ricaduta in questi casi, rischierebbe di compromettere il resto della stagione.
Otto partite dove Matias si gioca sì la Champions con la Roma ma anche le residue, seppur minime, possibilità di strappare una convocazione in extremis per il Mondiale. Il ct Scaloni, al di là delle solite parole di circo-stanza, non lo ha mai considerato più di tanto. Ma se Soulé dovesse trascinare la Roma tra le prime quattro a suon di gol, sarebbe difficile anche per una nazionale importante come quella argentina fare finta di nulla.
(Il Messaggero)
Gli azzurri di Roma a caccia del Mondiale
C’è chi un Mondiale l’ha addirittura vinto, vedi Bruno Conti, Perrotta, Totti, Peruzzi e Oddo e c’è chi ha fatto parte delle spedizioni fallimentari, e che ha conosciuto l’onta dell’eliminazione nel playoff. C’è chi, come De Rossi, ha vissuto entrambe le espe-rienze. Storie romane legate all’azzurro, che ha lasciato negli anni, in alcuni protagonisti di Roma e Lazio, dei ricordi sbiaditi.
L’Italia di Gattuso ci riprova, con una piccola colonia solo di giallorossi. E chissà se questa sarà la volta buona. Con Zaccagni, i romani potevano essere quattro in questa spedizione (contro Irlanda del Nord e forse con una tra Galles e Bosnia), cinque con Maldini, che in questi ultimi anni, spesso e volentieri, ha fatto parte del clan azzurro. Ma per infortunio Mattia e, per scelta di Gattuso, Daniel, i rappresentati di Roma, sul palcoscenico del mondo a inseguire l’imbarco per l’America, sono solo tre, e tutti giallorossi, Cristante, Mancini e Pisilli, in rigoroso ordine alfabetico. In questi anni, laziali e romanisti, hanno fatto parte della Nazionale, sempre in gruppi, se non consistenti, quanto meno significativi, ma sono stati, guardando il lato buono della faccenda, sfortunati, lasciando per strada un sogno chiamato Mondiale. In qualche modo anche loro, protagonisti dell’Italia ma nella fase più deprimente della sua storia. […]
Cristante e Mancini, che già hanno dato da questo punti di vista, ci riprovano anche stavolta, al loro fianco il talentino Pisilli, che non vede l’ora di dare una mano per invertire la rotta. «È una grande emozione – ha detto a RaiSport- e un motivo di orgoglio per me tornare in Nazionale. Dobbiamo trovare l’equilibrio mentale e avere la serenità di chi sa che con il cento per cento dell’impegno si può raggiungere l’obiettivo, ma anche con la consapevolezza di chi sa che si sta giocando qualcosa di importante. Cosa mi ha dato Gasperini? Con lui si fatica, ma serve per giocare meglio: credo di aver migliorato tanti aspetti come l’aggressività, il duello. Perché credere nell’Italia? Siamo un gruppo molto forte. I mondiali li ho solo visti in tv». Beh, ultimamente, anche noi.
(Il Messaggero)
La Roma ritrova Soulé: gol, assist e fantasia per la corsa Champions
Matias Soulé è tornato ad allenarsi con il gruppo, e già questa, per la Roma, è una notizia. L’argentino ieri ha ripreso regolarmente il lavoro con i compagni, riaccendendo una speranza che a Trigoria si erano quasi abituati a tenere sospesa: averlo a disposizione per la trasferta di Milano contro l’Inter il prossimo 5 aprile. (…) Soulé manca da oltre un mese, dall’ultima apparizione opaca del Maradona contro il Napoli, il 15 febbraio, e da allora la Roma ha perso uno dei pochi giocatori capaci di accendere la manovra offensiva.
Non è un caso che l’assenza dell’argentino si sia fatta sentire anche nei risultati. (…) Senza Soulé, e prima ancora che Malen cambiasse gli equilibri offensivi, la squadra ha perso imprevedibilità, peso tecnico, soluzioni nell’uno contro uno. Fino a quel momento, del resto, era stato lui il miglior marcatore stagionale della Roma. La buona notizia, però, non va confusa con una certezza. (…) La pubalgia, più di altri infortuni, non offre quasi mai tempi lineari. Non è una questione di guarigione netta, è una patologia che si gestisce giorno per giorno. (…) Per questo i prossimi allenamenti saranno decisivi. Se Soulé reagirà bene, senza fastidi né ricadute, allora la Roma potrà davvero alzare il ritmo del suo reinserimento e provare a portarlo in condizione per la trasferta di Milano. Se invece dovessero riaffacciarsi dolore o rigidità, lo staff medico e tecnico sceglierà inevitabilmente una linea più cauta, rinviando il rientro pieno per evitare di riaprire tutto da capo. Evitando nuovi casi Koné.
(La Repubblica)