Settore giovanile: Under 14, 15 e Primavera vincono 1-0. L’U16 pareggia 3-3 contro la Fiorentina, manita dell’U18 a Cesena

LAROMA24.IT – La Roma di Gian Piero Gasperini sfiora il grande colpo, ma la rete realizzata da Gatti al 93′ fissa sul definitivo 3-3 il delicatissimo scontro diretto con la Juventus. La distanza in classifica tra i capitolini quarti (51 punti) e i bianconeri sesti (47) resta quindi di quattro lunghezze. Inoltre sono scese in campo anche le formazioni del settore giovanile giallorosso e si sono registrate quattro vittorie e un pareggio in cinque partite.

L’Under 14 di Valerio D’Andrea si rialza dopo la dolorosa sconfitta in casa del Perugia e batte 1-0 il Pescara al ‘Campo Agostino Di Bartolomei’ nel delicatissimo scontro diretto valido per la penultima giornata del Gruppo 6. A decidere è la rete di Eleuteri, il quale sfrutta l’assist di Bianchi e trafigge il portiere avversario in seguito a un bello slalom in area. La Roma aggancia proprio il Pescara al secondo posto in classifica a 37 punti, ma la distanza con la Lazio capolista (già sicura della prima posizione e prossima avversaria dei giallorossi) resta di cinque lunghezze a una giornata dal termine della Regular Season. Il Derby della Capitale deciderà il destino dei ragazzi di D’Andrea: le prime due classificate accederanno alla fase interregionale e la squadra biancoceleste ha già strappato il pass con una giornata d’anticipo grazie alla vittoria contro la Vis Pesaro, motivo per cui il secondo posto sarà di una tra Roma e Pescara.

L’Under 15 di Mirko Trombetti non sbaglia e vince 1-0 il delicatissimo scontro diretto con la Fiorentina in occasione della ventesima giornata di campionato. Il match winner è il solito Diofebo, il quale risponde alla convocazione in Nazionale con un gol importantissimo nel finale di gara. Grazie a questo successo la Roma blinda la vetta della classifica e sale a 45 punti, seguita dalla Lazio seconda a quota 42 e proprio dalla Viola a 39.

L’Under 16 di Marco Ciaralli sfiora il colpaccio, ma il big match con la Fiorentina andato in scena al ‘Campo Agostino Di Bartolomei’ termina con un rocambolesco 3-3. La partita si sblocca al 30′ con il colpo di testa di Giannelli, ma nove minuti più tardi gli ospiti rispondono con Croci. La Roma rientra male in campo e viene immediatamente punita a inizio ripresa da Gobbo, ma la reazione dei padroni di casa non si fa attendere e Sperlonga e Giannelli (splendida mezza rovesciata al volo e doppietta personale) firmano la rimonta tra il 50′ e il 61′. La gara si avvia verso la conclusione e la vittoria sembra ormai in tasca, ma Gobbo trascina ancora la Viola e segna la rete che vale il definitivo 3-3. I due migliori attacchi del campionato confermano il grande feeling sotto porta (62 gol per i giallorossi e 60 per i toscani) e in seguito a questo pareggio entrambe le squadre restano appaiate in vetta alla classifica a quota 46 punti (+6 sulla Lazio terza).

Altro stop per l’Under 17 di Alessandro Toti, che dopo la sosta per le nazionali è rimasta nuovamente ai box. La Roma sta vivendo un momento particolarmente negativo e nelle ultime tre giornate ha collezionato due sconfitte (7-0 contro l’Empoli e 1-2 contro il Palermo) e un pareggio (1-1 contro il Bari). I giallorossi torneranno in campo il prossimo weekend nella sfida casalinga contro il Catanzaro ottavo in classifica. La formazione capitolina è scivolata in quarta posizione con 38 punti dopo le tre partite consecutive senza vittoria ed è stata scavalcata dal Palermo (a quota 39). L’Empoli capolista, che però ha una partita in più, è volato a +9 dai giallorossi.

Calcio spettacolo dell’Under 18 di Mattia Scala, che domina in casa del Cesena e trionfa con una splendida manita. La partita si sblocca intorno alla mezz’ora grazie a Camara, il quale sfrutta un rimpallo e trafigge il portiere. A inizio ripresa la Roma si scatena e chiude i conti con due gol in rapida successione: al 55’ Piermattei fa 2-0 con un colpo di testa sugli sviluppi di un calcio di punizione e al 59’ Camara controlla un cross da calcio d’angolo e firma la doppietta personale. Il poker arriva all’81’ con Dal Bon bravo a sfruttare il cross del compagno e nel finale Raimondi segna lo 0-5 da solo davanti all’estremo difensore. In attesa del derby tra Milan e Inter, la Roma aggancia i nerazzurri al primo posto in classifica con 49 punti.

La Primavera di Federico Guidi dimentica il pareggio beffa contro il Cesena e batte 1-0 il Milan allo Stadio Tre Fontane nell’importantissima sfida valida per la ventisettesima giornata di campionato. A fare la differenza è la rete realizzata da Morucci (che alcuni minuti prima aveva sciupato clamorosamente la chance del vantaggio a tu per tu con il portiere) al 38’: tiro potentissimo di Almaviva, il difensore salva sulla linea ma l’attaccante giallorosso approfitta della respinta corta e appoggia in porta il gol che regala la vittoria. Da segnalare anche l’esordio in Primavera del portiere classe 2009 Kilvinger. Successo pesantissimo per i capitolini, che salgono a 48 punti e si riprendono la vetta della classifica in seguito alla sconfitta della Fiorentina (seconda a quota 46 come il Parma) contro il Cesena. “Il Milan ha tirato solo una volta in porta e abbiamo costruito diverse occasioni per chiudere il match – l’analisi di Guidi ai canali ufficiali del club -. C’è stata tanta attenzione nel finale e, nonostante la pressione dei rossoneri, non abbiamo concesso nulla. L’esordio di Kilvinger? Devo fargli i complimenti, ha dimostrato di avere delle grosse potenzialità”. Esulta anche il match winner Morucci: “È stata una partita un po’ complicata, ma abbiamo portato a casa i tre punti. Queste sono le sfide che ci fanno crescere anche nei momenti difficili”. Infine il commento di Jacopo Mirra: “Il nostro obiettivo è arrivare primi nella Regular Season e vincere lo scudetto. Dobbiamo continuare a giocare con coraggio, essere lucidi sotto porta e non concedere nulla”.

I calciatori della Roma in Nazionale

L’Italia Under 15 del commissario tecnico Enrico Battisti affronterà la Spagna in una doppia amichevole e le partite andranno in scena domani alle ore 15 e giovedì alle ore 10.30 al Riano Athletic Center. Tra i 22 convocati spiccano due calciatori della Roma: si tratta di Niccolò Chieffallo (difensore) ed Enzo Diofebo (attaccante).

I risultati delle partite della Roma

  • Under 14, 17a giornata di campionato: Roma-Pescara 1-0 (Eleuteri)
  • Under 15, 20a giornata di campionato: Roma-Fiorentina 1-0 (Diofebo)
  • Under 16, 20a giornata di campionato: Roma-Fiorentina 3-3 (2 Giannelli, Croci, 2 Gobbo, Sperlonga)
  • Under 17: nessun impegno causa turno di riposo
  • Under 18, 25a giornata di campionato: Cesena-Roma 0-5 (2 Camara, Piermattei, Dal Bon, Raimondi)
  • Primavera, 27a giornata di campionato: Roma-Milan 1-0 (Morucci)

I VOTI DEGLI ALTRI – Wesley “pennellata da vero artista”, Pisilli “da sacrificabile a fondamentale”. Cristante “avvio da cavaliere con due regali”, Gasperini “la grande beffa”

La Roma si butta via e sciupa un’occasione clamorosa facendosi rimontare dalla Juventus da 3-1 a 3-3 nel finale. La distanza tra i giallorossi quarti in classifica e i bianconeri sesti resta di quattro punti e a mantenere l’equilibrio è la rete realizzata da Federico Gatti al minuto 93. Prestazione super di Niccolò Pisilli (7.14): “Nella nuova versione d’assalto piace, eccome se piace. Da sacrificabile è diventato fondamentale. Gasp definisce la sua partita ‘pazzesca’. Ha ragione” (Il Messaggero). Molto bene anche Wesley (7.00), autore del primo gol: “Il gol con cui apre le danze è una pennellata da vero artista, anche se in generale riesce a pungere un po’ meno del solito, dovendo stare parecchio concentrato quando c’è da difendere” (Il Tempo). Nonostante il pareggio, Gian Piero Gasperini (6.50) è promosso: “La grande beffa. Una Roma da 8 fino a un quarto d’ora dalla fine, poi il crollo tra situazioni da palla inattiva, scelte sbagliate in campo e tattiche in corsa che non hanno reso come Gasp sperava” (Corriere dello Sport). Chi invece ha deluso di più è il capitano, Bryan Cristante (5.28): “Avvio da cavaliere, due regali alla Signora, uno perché non gli chiamano il nemico alle spalle. Anche dopo, una sì e una no” (Corriere della Sera).


LA MEDIA VOTI DELLE PAGELLE DEI QUOTIDIANI (La Gazzetta dello Sport, Il Messaggero, Il Corriere dello Sport, Il Corriere della Sera, La Repubblica, Il Tempo, Il Romanista)

Svilar 5.92
Mancini 6.07
Ndicka 6.57
Celik 5.35
Rensch 6.71
Koné 6.64
Cristante 5.28
Wesley 7.00
Pisilli 7.14
Pellegrini 6.14
Malen 7.14

El Aynaoui 5.35
Ghilardi 5.75
Zaragoza ng

Gasperini 6.50


LA GAZZETTA DELLO SPORT

Svilar 6
Mancini 6
Ndicka 7
Celik 6
Rensch 6
Koné 6.5
Cristante 6
Wesley 7
Pisilli 7
Pellegrini 5.5
Malen 7

El Aynaoui 5.5
Ghilardi 5.5
Zaragoza ng

Gasperini 6.5


IL MESSAGGERO

Svilar 6
Mancini 6
Ndicka 6
Celik 5.5
Rensch 7
Koné 6.5
Cristante 5.5
Wesley 7
Pisilli 7.5
Pellegrini 6
Malen 7.5

El Aynaoui 5.5
Ghilardi ng
Zaragoza ng

Gasperini 7


CORRIERE DELLO SPORT

Svilar 6
Mancini 6.5
Ndicka 7
Celik 5
Rensch 7
Koné 7
Cristante 5.5
Wesley 7
Pisilli 7.5
Pellegrini 6.5
Malen 7

El Aynaoui 5
Ghilardi 5.5
Zaragoza ng

Gasperini 6


CORRIERE DELLA SERA

Svilar 6
Mancini 6
Ndicka 6.5
Celik 5.5
Rensch 6.5
Koné 6.5
Cristante 5.5
Wesley 7
Pisilli 7
Pellegrini 6
Malen 7

El Aynaoui 6
Ghilardi 6
Zaragoza ng

Gasperini 6.5


LA REPUBBLICA

Svilar 6
Mancini 6
Ndicka 6.5
Celik 4
Rensch 6.5
Koné 7
Cristante 5
Wesley 7
Pisilli 7.5
Pellegrini 6.5
Malen 7.5

El Aynaoui 5
Ghilardi 6
Zaragoza ng

Gasperini 6.5


IL TEMPO

Svilar 6
Mancini 6
Ndicka 6.5
Celik 6
Rensch 7
Koné 6.5
Cristante 5
Wesley 6.5
Pisilli 7.5
Pellegrini 6.5
Malen 7

El Aynaoui 5.5
Ghilardi 6
Zaragoza ng

Gasperini 6.5


IL ROMANISTA

Svilar 5.5
Mancini 6
Ndicka 6.5
Celik 5.5
Rensch 7
Koné 6.5
Cristante 4.5
Wesley 7.5
Pisilli 7
Pellegrini 6
Malen 7

El Aynaoui 5
Ghilardi 5.5
Zaragoza ng

Gasperini 6.5

Arsenal, Calafiori: “Alla Roma non c’era più spazio per me. In futuro mi piacerebbe tornare perché l’ho lasciata a metà” (VIDEO)

SUPERNOVA – Riccardo Calafiori, ex difensore della Roma e ora in forza all’Arsenal, è stato invitato come ospite al podcast di Alessandro Cattelan e tra i vari temi trattati ha svelato il sogno di voler tornare a vestire la maglia giallorossa in futuro. Ecco le sue dichiarazioni.

Volevi fare il difensore fin da bambino?
“No, ero attaccante. Nelle giovanili della Roma eravamo 20 bambini e 17 erano attaccanti, quindi qualcuno doveva essere spostato dietro. C’erano molti più bravi di me dal punto di vista tecnico, io ero già strutturato e mi hanno messo in difesa“.

Quanti anni avevi quando hai segnato in Europa League? Cosa vuol dire segnare in Europa a quell’età?
“18 anni e lo feci con la Roma. Ti sembra di sognare. Sono ancora tifoso della Roma, prima ero sfegatato. L’unica pecca è che era durante il Covid, quindi non c’erano tifosi allo stadio altrimenti sarei andato immediatamente sotto la Sud. Emozione indescrivibile, la realizzi più avanti negli anni. Il passaggio tra Primavera e prima squadra è velocissimo, non te ne rendi nemmeno conto”.

Ti piacerebbe tornare alla Roma?
“Sì, mi piacerebbe tornare alla Roma prima o poi. Ovviamente non posso pianificare adesso tutta la mia carriera, ma vorrei tornare perché l’ho lasciata a metà. Come hai detto tu, è iniziato tutto benissimo: il gol (contro lo Young Boys, ndr) e la possibilità di giocare di più. Poi per vari motivi prima sono stato in prestito e infine venduto. Sicuramente non ho fatto come speravo per diversi motivi. Vorrei tornare per esultare sotto la Curva Sud davanti ai tifosi”.

Quest’anno con la maglia della Roma ha segnato il sedicenne Arena: mi ha colpito la sua esultanza…
“Pacata. Io feci un casino. Magari c’entra il ruolo, lui essendo attaccante è ‘abituato’ a segnare. Lui è molto consapevole dei suoi mezzi”.

Il prestito al Genoa?
“Inizio i primi sei mesi con Mourinho, all’inizio va anche benino e gioco titolare fornendo qualche assist. Dopo il 6-1 contro il Bodo/Glimt non ho più giocato e io volevo avere più spazio. Vado al Genoa, la situazione era complicata e ho fatto soltanto 3 presenze, di cui una da titolare. Ho fatto peggio di prima…”.

Hai avuto un momento in cui pensavi che non saresti diventato un campione?
“Sì. Dentro di me non mi sono mai rassegnato, ma l’idea era rimasta nella testa. In quel momento ero davvero giù. La Roma vinse la Conference League e i ragazzi che giocarono al posto mio fecero molto bene, quindi non c’era più spazio per me. Poi la Roma mi ha venduto al Basilea e all’inizio non ero contento, ma quando ho accettato il fatto di dover fare un passo indietro ho capito che sarebbe stato il posto giusto per me. Per un giovane era perfetto trovare continuità lì”.

Si parla tanto della comunicazione di De Rossi: che rapporto hai con lui?
“Sbagliane una Danié (ride, ndr). Con lui ho un rapporto fantastico. Quando avevo 16 anni molti calciatori mi aiutarono ma lui più di tutti. Vivevamo vicino e lui da un giorno all’altro mi disse: ‘Se ti serve un passaggio ti vengo a prendere io e ti riporto a casa… E così fece per 3/4 mesi. La prima volta avevo un’ansia incredibile, ma lui ti mette talmente a tuo agio che non ti fa pesare il fatto che lui sia De Rossi. A lui chiedevo tutti gli aneddoti sul passato, anche perché ero tifoso della Roma. Al semaforo la gente scendeva dalla macchina e si faceva le foto con lui. Lui ha un’umiltà incredibile, ancora devo conoscere una persona come lui nel calcio”.

Con chi ti sei appassionato al calcio?
“Io da bambino guardavo solo la Roma. Prima ero attaccante e per me Vucinic era… A lui non piacevano le cose facili, magari sbagliava i gol davanti alla porta. Prima di entrare alla Roma ero ancora attaccante e cercavo di imitarlo, mi sentivo come lui. Mi ricordo quando segnò all’ultimo minuto contro il Cagliari e si tolse i pantaloncini e io la domenica dopo lo imitai”.

Come hai vissuto l’arrivo di Bove in Inghilterra?
“Edo è uno dei miei migliori amici nel mondo del calcio. Ci conosciamo da piccoli, io sono entrato nel settore giovanile della Roma a 9 anni e lui a 10. Abbiamo fatto tutto il percorso insieme. Io non stavo guardando la partita (Fiorentina-Inter, ndr), ma mia madre mi chiamò in lacrime. Accesi la tv e vidi la partita sospesa: ‘Mi sa che è Edo’, disse mia mamma. Non era molto lucida. Momento bruttissimo, soprattutto per i familiari. Io ora però l’ho visto benissimo. Era la prima volta in cui stava facendo davvero bene e si stava sentendo giocatore anche fuori da Roma… Noi viviamo per il calcio, quindi perché non giocare? L’ho visto molto sicuro di sé, ovviamente la vita gli è cambiata ma se può continuare il suo sogno…”.

Roma-Juventus: la moviola dei quotidiani. Bremer rischia il rigore per una spinta su Malen, ma l’attaccante resta in piedi e calcia

L’attesissimo scontro diretto per la Champions League tra Roma e Juventus termina con il risultato di 3-3 e a mantenere l’equilibrio è Federico Gatti, il quale segna il gol del definitivo pareggio al minuto 93. La distanza in classifica tra le due squadre resta invariata, con i bianconeri ancora a -1 dai giallorossi quarti. Prestazione leggermente insufficiente dell’arbitro Simone Sozza (5.87), il quale non commette gravi errori ma non è preciso né dal punto di vista tecnico né disciplinare.


LA GAZZETTA DELLO SPORT – VOTO 6.5

[…] Al 26′ corretta l’ammonizione a Wesley: va diretto sull’uomo (McKennie)
disinteressandosi del pallone. Al 25′, spintone di Bremer a Malen in piena area: rischio enorme, ma il romanista prosegue e calcia. […] Nell’azione del 3-3 emerge un colpo di braccio: ma è di Ndicka.


CORRIERE DELLO SPORT – VOTO 5

Non sufficiente la partita di Sozza, sotto gli occhi di Rocchi: sbagliata sia dal punto di vista tecnico che disciplinare. […] Bremer spinge chiaramente Malen che resta in piedi e tira (pallone sulla faccia di Perin): non fosse riuscito a tirare, sarebbe stato rigore (spinta a due mani dietro la schiena). […] Se il metro è (giustamente) quello che ha portato al giallo per Wesley (ferma McKennie in ripartenza), allora non si capisce perché Sozza non faccia lo stesso con Kelly (Pellegrini lo anticipa e gli sposta il pallone, lui gli va addosso: imprudenza, Spa, equilibrio della partita) e soprattutto con Conceicao (mezzo pestone su Wesley che gli era andato via e andava verso la porta). […]


IL MESSAGGERO – VOTO 6

[…] Forse eccede nel giallo a Wesley e nel non comminarlo poco dopo su uno juventino, ma tutto sommato si conferma un arbitro affidabile.


IL ROMANISTA – VOTO 6

Ritmo altissimo nel primo tempo, Sozza lascia molto giocare, parte equanime nei contrasti e nelle trattenute, alza la soglia del fallo. Al 26’ Wesley entra con il corpo su McKennie che sta per andare in ripartenza, il fallo c’è e l’ammonizione, essendo SPA, inevitabile. E inevitabile sarebbe 9 minuti dopo, quando stavolta è Wesley a subire il fallo in ripartenza da Conceicao, che però viene inspiegabilmente graziato dal direttore di gara. Nella ripresa prosegue il filone di lasciar giocare ma Sozza lascia giocare di più la Juve e meno la Roma. […] La punizione da cui nasce il gol è cercata da Cambiaso, Pellegrini si appoggia lievemente sul filo dell’out laterale e Sozza concede un fallo “all’italiana”. […]

Ndicka amaro: “Abbiamo sbagliato” – Spalletti rilancia: “Vivo per il 4° posto”

La delusione è forte. Non solo nell’Olimpico ammutolito. (…) Ma è negli sguardi dei calciatori che leggi il contraccolpo per quello che poteva essere e non è stato. “La Roma è ancora quarta – rimarca Ndickaè chiaro che siamo delusi. Dopo il 3-1 pensavamo di avercela fatta, avevamo giocato una grande partita e invece… Peccato, anche se dobbiamo subito guardare avanti“. L’analisi dell’ivoriano è lucidissima: “Volevamo vincere, ci siamo andati vicinissimi ma il calcio è così, dobbiamo accontentarci di un punto. La Juve ha segnato tre gol su calci piazzati, bravi loro“. Un po’ meno lui (e prima Celik, sulla rete di Boga) nell’occasione del pareggio di Gatti, dopo che per l’ennesima volta aveva disputato una partita sontuosa, annullando David e segnando l’illusorio gol del 2-1 su assist di Pellegrini. “Dispiace, lo ripeto, Abbiamo commesso due errori. Fanno male, certo che fanno male a me e alla squadra. Restiamo però positivi, non buttiamo via tutto“. Proprio Ndicka si è reso protagonista durante la partita di un episodio che ha acceso gli animi: al minuto 39, dopo il gol di Wesley, il tecnico toscano è entrato in campo a pochi metri dalla zona nella quale i giallorossi stavano festeggiando la rete del brasiliano. Il difensore ha d’impulso chiesto l’ammonizione per Lucio che non l’ha presa bene.
Ne è nato un battibecco al termine del quale Ndicka ha chiesto scusa all’allenatore che però si è rifiutato di stringergli la mano. Proprio Spalletti a fine partita, sembra tirare un sospiro di sollievo: “Se si parla di reazione, sono soddisfatto. Se andiamo a vedere le situazioni che avevamo creato al primo tempo, no. Chiaro che avendo il fardello della Champions, del dispiacere di essere usciti da quella competizione, sotto di due gol era una montagna difficile da scalare… ma siamo stati leggeri sul secondo e sul terzo gol che abbiamo preso“. E alla domanda sulla corsa all’Europa (…): “Io vivo per il quarto posto. (…) Abbiamo avuto un momento in cui ci sono venute troppo cose addosso e non siamo stati fortunati, pur avendo fatto vedere delle cose importanti. Io vedo la squadra cresciuta sotto tutti gli aspetti, sono sicuro che faremo un grande finale di stagione“. Anche perché ora, dopo l’eliminazione dalla Champions, i bianconeri torneranno a disputare una partita a settimana: “In effetti abbiamo giocato molto e ne abbiamo disputate tre pure in inferiorità numerica per almeno un tempo, senza portare a casa il risultato. Sono cose che pesano al di là delle parole, ma devo dire che ci hanno aiutato anche i tifosi… quando sono al nostro fianco diventa meno il peso che c’è. Yildiz? Abbiamo calciatori come lui, Zhegrova e Boga che possono cambiarti la partita in qualsiasi momento“. La Roma, suo malgrado, se n’è accorta.

(Il Messaggero)

Gasp è oltre il pari: “Niente pessimismo. I miei giocatori vanno solo ringraziati”

Al triplice fischio, la reazione di Gasperini è un po’ quella di tutti i romanisti. Si mette le mani sui capelli. Incredulo. (…) La maledizione degli scontri diretti non va via: sono solamente tre i punti conquistati, otto in meno della Juventus. Il tecnico punta il dito sulla poco concentrazione nei minuti finali, fatali proprio come al ‘Maradona’ e a Cagliari: “Inter, Juve e Napoli addrizzano le partite nei minuti di recupero mettendo dentro dei giocatori bravi nel gioco aereo, è un merito. Non è un caso ed è studiato quando si costruiscono le squadre“. Il riferimento è alla punizione dalla quale nasce il pari di Gatti: “Siamo stati fermi, quasi come a subire un po’ questo calcio di punizione che invece andava aggredito. Il fallo di El Aynaoui? Si poteva evitare, questo sfortunatamente ha determinato il gol. Anche noi abbiamo segnato su piazzato, quindi non li abbiamo solo subiti. Dobbiamo avere un atteggiamento più vivo nelle situazioni finali, a cinque minuti non si può parlare di stanchezza sulle palle inattive. La Juve non ha avuto grandi occasioni, poteva segnare in quel modo“. Rammarico tanto, ma Gasperini difende la squadra (…): “Faccio fatica a caricarmi di energia negativa, questa squadra va ringraziata. Ci dispiace non aver portato a casa la vittoria. Loro hanno esultato come se avessero vinto e noi dobbiamo andare in depressione? Ce la dobbiamo giocare fino alla fine, mancano undici partite. Non possiamo deprimerci perché abbiamo preso un gol a un minuto dalla fine. Una squadra che gioca così merita un po’ di soddisfazione. La Juventus festeggia ma noi siamo quattro punti avanti’e sembra che abbiamo perso il campionato“. (…) Gasperini non vuole sentir parlare neanche di bicchiere mezzo vuoto: “Questo è il calcio. Le reti sono valide anche in quegli attimi. Ma non guardo il bicchiere mezzo vuoto, due punti in più sarebbero stati un bel passo. Il rammarico è grande e la prestazione è stata superlativa. Il risultato ci mantiene comunque in alto“. Nel 2026 quantomeno sono arrivati tre pareggi negli scontri diretti (…): “L’Inter sta facendo un campionato a sé. Con Napoli, Milan e Juventus abbiamo fatto dei passi in avanti. Siamo andati più vicino a vincerle che a perderle, abbiamo fatto tre partite di assoluto livello“. Esce a testa alta Gasp che poi concede anche una battuta in sala stampa: “Potevamo tenere più palla nel finale? Poi saremmo stati troppo perfetti, almeno abbiamo ancora qualcosa da fare“. Il messaggio è chiaro: non c’è da disperarsi, testa al Genoa.

(Il Messaggero)

Primavera: vittoria sul Milan per 1-0. Giallorossi in testa

IL TEMPO (EDO. INN.) – Vittoria di misura sul Milan e primo posto in solitaria, la Roma di Guidi inaugura il mese di marzo con in testa il sogno scudetto. Il gol di Morucci nel primo tempo al Tre Fontane porta i giallorossi a 48 punti in classifica, due lunghezze sopra Fiorentina e Parma. Ora ultimo terzo di campionato e poi sarà playoff, la Roma vuole l’accesso diretto in semifinale e la strada è quella giusta.

Con i rossoneri i ragazzi di Guidi peccano di cinismo e precisione, ma ritrovano quella solidità difensiva che non si era vista col Cesena nel turno precedente. Esordio con rete inviolata per il portiere ungherese classe 2009 Levente Kilvinger:
buona apparizione dopo una manciata di presenze con l’U17 giallorossa. Il sigillo sulla partita lo mette Morucci al 38′ che conclude un’azione cominciata da Almaviva con grande qualità. Le svariate occasioni fallite unico neo di una domenica da primo posto.

Ora il turno infrasettimanale per la 28ª giornata: mercoledì alle 12 Lazio-Lecce e alle 14 Frosinone-Roma.

Lo Scudetto e la Coppa: Roma in volo

La sosta per recuperare energie. La sosta per mettere a fuoco l’ultima parte di stagione che può regalare molte gioie. Inaspettate, anche: sì, perché la rivoluzione della scorsa estate qualche dubbio dentro la Roma l’aveva messo. Un tecnico nuovo alla prima esperienza nel calcio femminile, diversi addii di calciatrici che avevano scritto la storia di questa squadra e in generale la sensazione, anzi la certezza, dell’inizio di un nuovo ciclo che avrebbe avuto bisogno di tempo per tornare ad alzare trofei.

Ora, le giallorosse ancora non ne hanno portato a casa mezzo – hanno perso due finali contro la Juve, Coppa di Lega e Supercoppa – però quando mancano sette giornate al termine del campionato hanno sei punti di vantaggio sull’Inter (battuta in trasferta domenica scorsa grazie alla rete di Viens. una sentenza quando vede quei colori) e otto sulla Juventus, che ormai non sembra avere più la forza per rientrare. E, dopo le partite di qualificazione al Mondiale delle azzurre, il primo impegno sarà la semifinale d’andata di Coppa Italia proprio contro le nerazzurre il 12 marzo al Tre Fontane. […]

Il merito di questa squadra – da dare in grossa parte a Rossettini che alcune volte si è beccato delle critiche ingiuste – è quello di aver avuto nei momenti di calo fisiologico e nei momenti in cui si giocava ogni tre giorni, la forza di rimanere a galla. […] Infortuni quasi ogni settimana (18 tra traumatici e muscolari), saluti di un certo livello (Di Guglielmo, una colonna portante, è andata via a gennaio per affrontare l’avventura americana) e anche alcune prestazioni non proprio luccicanti. Nonostante questo parliamo di un gruppo che in campionato ha perso una sola volta (a Firenze, in inferiorità numerica) e che è riuscito con enorme carattere a tirarsi fuori da situazioni complicate. La maturità è stato il tema principale: Giugliano e compagne hanno imparato a gestire le partite nella propria interezza, soffrendo quando era il momento di farlo non guardando all’estetica e alla bellezza. […]

Andare a cinque gare dal termine mantenendo, nella peggiore delle ipotesi, il vantaggio accumulato fino al momento farebbe scattare solamente il conto alla rovescia per il terzo scudetto della storia. Forse quello più bello, perché impronosticabile e perché frutto di un lavoro diverso rispetto al passato. Una Roma che ha cambiato pelle e che nonostante tutto è rimasta competitiva ad altissimi livelli. […]

(Il Messaggero)

La Roma si butta via

Gatti fa piangere la Roma proprio all’ultimo sospiro e tiene in vita la Juve che, lo abbiamo capito, non muore mai. La squadra di Gasp ha sfiorato il successo con una partita quasi perfetta, è andata avanti due volte, di un gol (Wesley) e poi di due (Ndicka e Malen). E poi, si è buttata via, (…) con il 3-3 finale sfuma l’ennesima occasione, non c’è verso di battere una pari-classifica, una big (solo tre pari fino a ora). Un’occasione buttata via: superare la Juve sarebbe stata la svolta per la stagione, per la classifica, per il morale, per tutto. Con più sette sui bianconeri, il piazzamento
Champions sarebbe finito in cassaforte. (…) Sfuma l’aggancio al Napoli. Spalletti, invece, ora sorride e torna a sperare. Gasperini domina in lungo e in largo, Spalletti – fischiatissimo dall’Olimpico – resuscita con i cambi. (…) Gasp estrae dalla tasca la mossa anti-Spalletti, (…) una scelta filosofica. Ha un solo attaccante di cui si fida, Malen, e gli consegna le chiavi dell’attacco, pur correndo il rischio di fargli vivere una serata da lacrime e sangue, tutta corsa e spallate. Punta sui centrocampisti, e ne ha di buoni. Pisilli lo piazza su McKennie, Cristante su Koopmainers, poi direziona Celik a sinistra per raddoppiare su Conceicao, con Rensch, e qui siamo alla sorpresa nominale, a destra sull’indemoniato Yildiz. Se la gioca sull’agonismo, sulla forza, sapendo che la Juve, quelle poche risorse fisiche che ha, vista la notte lunga e amara di Champions con il Galatasaray, se le spende soprattutto nel primo tempo. E invece proprio nella ripresa, anzi nei secondi finali, emergono le sette vite juventine. Malen di occasioni ne respira davvero poche ma entra su tutte le azioni decisive. (…) Cristante sbaglia qualche passaggio di troppo e su quelli, la Juve, costruisce un paio di ripartenze velenose, che portano al tiro prima Yildiz e poi David. L’unica occasione degna di questo nome è nella testa di McKennie, che gira a lato di poco un cross di Kalulu, e lo juventino la ricorderà come l’unica cosa buona della prima frazione. Pisilli – che interpreta la partita in maniera perfetta sia quando ha la palla sia, e soprattutto, quando non ce l’ha – gli ruba il pallone due volte, con il primo, costringe Perin a una parata alla meno peggio e ispira l’occasione di Pellegrini, che arriva troppo in anticipo all’appuntamento; con la seconda manda in porta Wesley, che disegna un arcobaleno che parte dal vertice dell’area e finisce nell’angolino di Perin. (…) La ripresa si apre con un altro gioiello, stavolta la firma è di Conceicao. Che lascia partire un tiro preciso e potente su respinta della difesa della Roma. Non sono passati nemmeno due minuti e la Roma è costretta a ricominciare. Yildiz – che Lucio sposta nel ruolo di centravanti – sfiora la porta con un una rasoiata che esce di poco. Ndika raddoppia su dormita di Cambiaso in area: angolo a due tocchi, cross di Pellegrini e rete dell’ivoriano. La partita è definitivamente stappata, si capisce che può accadere di tutto, e infatti questo accade. Cristante pesca Malen, che si merita gli applausi tentando un colpo in rovesciata, ma il pallone viene solo ciccato. E l’antipasto, perché l’olandese firma il gol che manda in tilt la Juventus. Protagonista Koné, bravo a pescare Donny sulla corsa, una sgommata sul povero Kelly, tocco sotto su Perin e
l’Olimpico canta “vinceremo il tricolor”. Forse un po’ esagerato. Ma in quel momento, in effetti, sembrava tutto meraviglioso. (…) Gasp a dieci dalla fine, fa uscire dal campo Cristante, non nella sua miglior versione, e Rensch, autore di un’ottima prestazione, per inserire El Aynaoui e Ghilardi. Ma i cambi non si rivelano all’altezza, funzionano meglio quelli di Spalletti. Celik sbaglia in area, legge male il cross di Zhegrova e si fa anticipare da Yildiz: la Juve accorcia con Boga. Il finale è di fuoco, con la squadra di Spalletti che le prova tutte, affidandosi a Gatti, abile nel gioco aereo. Proprio il ditensore juventino – che sfrutta un’altra palla velenosa di Zhegrova beffando Ndicka e Svilar – farà piangere la Roma sull’ultima azione. Non è finita, ma tutto si complica, specie ora che tornano le coppe.

(Il Messaggero)