Genoa, possibile stiramento alla coscia per Baldanzi: in dubbio per la Roma

A poco meno di una settimana dalla sfida di Serie A tra Genoa e Roma, Daniele De Rossi potrebbe dover rinunciare un’altra volta a Tommaso Baldanzi. Il trequartista di proprietà giallorossa, come riportato da Gianluca Di Marzio, ha accusato un possibile stiramento muscolare alla coscia sinistra durante il match contro l’Inter ed ora le sue condizioni sono da valutare per domenica prossima.

(gianlucadimarzio.com)

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Serie A, la Fiorentina crolla ancora: l’Udinese vince 3-0

Grandissima vittoria dell’Udinese, che in casa propria vince per 3-0 contro la Fiorentina. In rete Kabasele, Davis e Buksa. La Viola rimane a rischio retrocessione e al momento si trova al sedicesimo posto con 24 punti a parimerito con Cremonese e Lecce. I friulani, invece, superano la Lazio e si portano al decimo posto con 35 punti.

Serie A, Odgaard risolve in extremis la partita con il Pisa: il Bologna vince 0-1

Vittoria con il brivido per il Bologna di Vincenzo Italiano. I rossoblù battono il Pisa per 0-1 grazie al gol di Jens Odgaard arrivato al minuto 90. La squadra di Hiljemark perde ancora e resta ancorata all’ultimo posto in classifica a parimerito con l’Hellas Verona a 15 punti. Bologna che invece continua la rincorsa al settimo posto e raggiunge quota 39 punti.

Nainggolan senza filtri: “Nessun rimpianto, senza la mia vita non avrei reso così. Spalletti il più forte, Monchi un finto amico” (VIDEO)

Radja Nainggolan è tornato a parlare della sua carriera e, soprattutto, della sua esperienza con la maglia della Roma. Ospite del podcast SportiumFUN, il “Ninja” ha ripercorso con la sua consueta schiettezza i momenti chiave del suo percorso, dal rapporto viscerale con la piazza giallorossa agli allenatori che lo hanno segnato, non risparmiando aneddoti e retroscena inediti. Di seguito, le sue dichiarazioni.

Molti dicono che con una vita più da ‘calciatore ideale’ avresti potuto raggiungere traguardi ancora più alti. Hai qualche rimpianto?
“Sono discussioni che ho avuto tante volte con tanta gente. Mi hanno detto: ‘Se tu vivevi un pochino più con la testa verso il calciatore ideale, non bevendo, non fumando, potresti aver giocato nel Real Madrid, Barcellona’. Ma io dico sempre la stessa risposta: senza la mia vita non avrei avuto la mia felicità e non avrei reso come ho reso. Sono stato infortunato mai, ho avuto lesioni muscolari che sono normali. Ho giocato la semifinale di Champions League con uno strappo di un centimetro nel polpaccio, ma l’ho fatto. Quello che faccio fuori dal campo sono ca**i miei”.

Circola un aneddoto su Spalletti che ti avrebbe ‘chiuso’ a Trigoria per tenerti sotto controllo. Puoi raccontarlo?
“Sì, mi aveva tenuto là, non mi ricordo esattamente il motivo, ma mi diceva: ‘Adesso tu ‘sta settimana dormi con me perché non voglio che esci’. Magari c’era una partita importante o era una punizione. E lui dormiva nella camera a fianco e ogni sera, fino alle 22:30, veniva in camera da me perché aveva paura che scappassi”.

Perché hai lasciato Roma per andare all’Inter? È stata una tua scelta?
“Ho lasciato Roma perché purtroppo io come uomo devo stare bene con me stesso tutti i giorni. Sono uno con molta personalità, che non ha mai avuto problemi a dire le cose che penso. È arrivato il direttore Monchi che voleva fare la sua squadra, perché il genio di Siviglia pensava di poter costruire in Italia una squadra come voleva lui. Voleva vendere tutti i giocatori di Sabatini. Quando ho saputo che mi ha voluto vendere ho detto: ‘Guarda, decido io dove andare, ma con una persona come te che prima fa il finto amico in faccia e poi mi vuole vendere dietro le spalle, non ci sto’. Questa è stata la mia decisione per andare via, con tanto male al cuore, perché a Roma sono stato da Dio. Sento ancora tanto affetto dai tifosi della Roma”.

Che rapporto avevi con Luciano Spalletti?
“Bellissimo. Io lo continuo a dire, per me è stato l’allenatore più forte che ho avuto in carriera. La sua visione di calcio era scritta sulla mia pelle. Come persona è molto particolare, ma quando ti vuole bene, ti vuole bene. Quando senti la sua fiducia, capisci che persona è, però non è uno che accetta facilmente tutti quanti. Costruisce certi tipi di rapporti con un paio di giocatori e quando fai parte di questi senti cosa ti può dare. Io con lui ho avuto questo rapporto”.

E con Daniele De Rossi? Che rapporto vi legava?
“De Rossi è stato importante. Con lui formavamo un centrocampo completo, è stato uno dei giocatori più forti con cui abbia mai giocato. È una persona che mi ha dato tanto e quindi, quando ho potuto dargli qualcosa, l’ho fatto: fa parte di me. La gente che mi dà tanto cercherò di ricambiare sempre. Ho avuto la possibilità di andare alla Spal per lui, non perché volessi scendere di categoria”.

Sei famoso per la frase “meglio uno scudetto alla Roma che dieci alla Juventus”. Da dove nasceva quella rivalità?
“Io sono andato in una società come la Roma, che per me è stata l’episodio più bello della mia storia. Volevo battermi contro la Juve e comunque, nei cinque anni che ci sono stato, ce la siamo giocata. Mancava sempre qualcosina perché la Juve era troppo superiore. Il mio detto nasce perché quando una società come la Roma vince uno scudetto sarà festa per vent’anni, la Juve lo vinci e lo devi rivincere. È diverso come sentimento. E poi la cosa dei favori arbitrali: a Cagliari presi un rigore inesistente contro, pensai fossimo una squadra piccola. Poi arrivo alla Roma e alla prima partita allo Stadium perdiamo 3-2 con due rigori fuori area. E da lì mi nasce questa sensazione. Era la realtà, l’hanno visto tutti, solo che io riesco a dirlo, gli altri hanno paura”.

Hai parlato del tuo sogno di rendere tua madre orgogliosa, scomparsa prematuramente.
“Quando feci il mio primo gol in Serie A, due settimane dopo la sua morte, mi sono commosso in campo. L’unico mio sogno era vedere mia madre benestante, soddisfatta di tutti gli sforzi che ha fatto per farmi arrivare così lontano e non l’ha mai potuto vivere. Penso che sia stata orgogliosa di me, ma più per quello che ho fatto per la mia famiglia che per il campo”.

Europa League, Roma-Bologna: al via la vendita libera dei biglietti

La Roma ha comunicato, attraverso i propri canali social, l’inizio della fase di vendita libera per i biglietti del match di ritorno di Europa League contro il Bologna. La gara è in programma allo Stadio Olimpico il prossimo 19 marzo, con calcio d’inizio alle ore 21:00. Questa nuova fase di vendita segue quella terminata nei giorni scorsi, che era riservata in via prioritaria agli abbonati Coppe. Da questo momento, quindi, tutti i tifosi, anche quelli non in possesso di abbonamenti, possono acquistare i tagliandi per i posti rimasti disponibili.

L’acquisto è possibile, come di consueto, tramite la sezione biglietteria del sito ufficiale del club.

Femminile, Oladipo si racconta: “I tifosi della Roma? Mi hanno fatto piangere, sentire il mio nome è stato incredibile” (VIDEO)

Shukurat Oladipo, difensore della Roma Femminile e della nazionale nigeriana, si è raccontata in una lunga intervista pubblicata sui canali ufficiali del club. La calciatrice ha ripercorso le tappe della sua carriera, dagli inizi in Nigeria fino all’arrivo nella Capitale, soffermandosi in particolare sul legame speciale e inaspettato che ha instaurato con i tifosi giallorossi.

Il momento più emozionante, ha confessato Oladipo, è stato sentire per la prima volta il suo nome cantato dai tifosi. “Non mi aspettavo una cosa del genere. Il primo giorno, ero scioccata. Durante la partita in casa contro il Como, dalla tribuna hanno iniziato a cantare ‘Oladipo, olé olé olé’. Sono rimasta sbalordita, non mi era mai capitato che i tifosi cantassero il mio nome”. L’affetto del pubblico l’ha travolta: “Dopo la partita hanno continuato a cantare, alcuni mi hanno inviato messaggi con il coro. Mi sono sentita così emozionata che ho pianto, perché non mi sarei mai aspettata una cosa del genere da parte dei tifosi. È una cosa che non potrò mai dare per scontata, li ringrazio per il loro amore e il loro sostegno”.

L’adattamento iniziale nella Capitale ha presentato alcune sfide: “All’inizio ho avuto qualche difficoltà con il cibo, il clima, l’ambiente e lo stile di gioco. Ma devo fare i complimenti alle mie compagne, mi hanno sostenuto, mi sono sempre state vicine, mi hanno insegnato tante cose e incoraggiata”.

Oladipo ha ricordato i suoi primi calci a un pallone, a 10 anni, a piedi nudi per le strade di Lagos. Un ruolo fondamentale nel suo percorso lo ha avuto la stella del calcio nigeriano Asisat Oshoala: “È il mio idolo, fa parte del mio viaggio. Giocava nella mia stessa squadra, la FC Robo, e quando tornava si allenava con noi. Mi parlava, mi diceva che con le mie qualità avrei potuto giocare in Europa. Quando è arrivata la chiamata della Roma, ho parlato con lei e mi ha dato consigli. Mi ha motivata tantissimo”.

Infine, una riflessione sull’emozione di vestire la maglia della Nigeria: “Per me è un onore e un grande privilegio indossare la maglia della Nigeria. La prima volta che mi hanno chiamata è stato un sogno diventato realtà. Ero scioccata, non me lo aspettavo. Il calcio femminile in Nigeria sta crescendo passo dopo passo”.

CORSI: “La Roma nei momenti decisivi sembra aver paura di vincere” – TORRI: “Il destino resta nella mani dei giallorossi”

Dopo l’amaro pareggio contro la Juventus, nell’etere romano si analizza la sfida contro i bianconeri. “La Roma è squadra che, nei momenti decisivi, sembra avere paura di vincere. Non è una vergogna, perché non hai perso. Ma è una grande delusione. E non tanto per la classifica, quanto per il segnale: se non batti una “grande” ieri – che per me di grande ha poco – quando lo fai?”, il pensiero di Mario Corsi. Così invece Piero Torri: “Battere i bianconeri e andare a +7 avrebbe significato molto in chiave Champions League, ma il destino è comunque nelle mani dei giallorossi…”

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Questo e tanto altro in “Massimo Ascolto”, rubrica de LAROMA24.IT curata dalla redazione. Una passeggiata tra i più importanti programmi radiofonici. Buona lettura.

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Pareggio che suona a tutti gli effetti come una sconfitta (MATTEO CIRULLIManà Manà Sport, 90.9)

Roma-Juventus? Partita che ridimensiona i giallorossi. Probabilmente gli uomini di Gasperini non sono ancora maturi negli scontri diretti (GABRIELE CONFLITTIManà Manà Sport, 90.9)

In questo momento è una Roma molto più “gasperiniana” rispetto a prima: ora produce tanto in attacco ma subisce di più. Cristante? Una delle peggiori prestazioni in assoluto (MARCO VALERIO ROSSOMANDOManà Manà Sport, 90.9)

Resta l’amarezza per una partita sostanzialmente vinta, nella mia testa sembrava più possibile il quarto gol della Roma che il secondo della Juventus. Battere i bianconeri e andare a +7 avrebbe significato molto in chiave Champions League, ma il destino è comunque nelle mani dei giallorossi… (PIERO TORRIManà Manà Sport, 90.9)

Il pareggio è una tragedia? Assolutamente no, ma la Roma contro la Juventus meritava anche di più rispetto alla partita con il Napoli (RICCARDO ANGELINIManà Manà Sport, 90.9)

Cristante? Ieri la peggior partita degli ultimi tre anni. Ha fatto disastri su disastri, ma nei minuti finali non avrei rinunciato a lui (DANIELE CECCHETTIManà Manà Sport, 90.9)

Difese di Roma e Juventus da 4 in pagella. Gran gol di Wesley? Non sono d’accordo, come ha fatto Perin a non parare quel tiro… (ROBERTO PRUZZORadio Radio 104.5, Mattino – Sport e News)

Il pareggio è il risultato giusto per ciò che si è visto in campo (FERNANDO ORSIRadio Radio 104.5, Mattino – Sport e News)

Pisilli? Partitone assoluto. Mai visto giocare così, è straordinario (MARIO MATTIOLIRadio Radio 104.5, Mattino – Sport e News)

Nel finale la Roma ha commesso errori difensivi molto gravi (STEFANO AGRESTIRadio Radio 104.5, Mattino – Sport e News)

Tanto amaro in bocca ma nessun dramma, quest’anno ce la stiamo giocando con tutti. Il pareggio contro la Juventus non deve cancellare quanto fatto di buono: è un’occasione persa, ma le squadre di Gasperini non muoiono mai (MAX LEGGERI, Retesport, 104.2)

Il problema è che mentre Spalletti ha potuto pescare dalla panchina, Gasperini tra infortunati, giocatori recuperati in extremis e giovani non ha avuto la stessa possibilità. La partita di ieri denota che la Roma ha ancora delle mancanze, sul 3-1 deve vincere tenendo la palla vicino alla bandierina e non tornare da Svilar (FRANCESCO ODDO CASANO, Retesport, 104.2)

Ranieri non avrebbe mai perso la partita di ieri, la Roma ha regalato tre gol perché Mancini e Celik hanno dormito. È stato un errore non mettere Ziolkowski (GIANLUCA PIACENTINI, Retesport, 104.2)

Sono deluso per ieri, ma sono più le cose positive che quelle negative. I tre senatori? Pellegrini è arrivato… In una delle prestazioni più brutte di Cristante, il centrocampista ha comunque regalato qualche buona giocata (CLAUDIO MORONI, Retesport, 104.2)

La Roma è squadra che, nei momenti decisivi, sembra avere paura di vincere. Non è una vergogna, perché non hai perso. Ma è una grande delusione. E non tanto per la classifica, quanto per il segnale: se non batti una “grande” ieri – che per me di grande ha poco – quando lo fai? E mi imbufalisce il tifoso che dice che va sempre tutto bene, che non è successo nulla. È una frase che sento da una vita. E infatti abbiamo vinto poco e niente. Detto questo, il gol di Wesley è stato splendido. E molto bene Malen e Pisilli, protagonisti di una grande prestazione. (MARIO CORSI, Te la do io Tokyo, Tele Radio Stereo 92.7)

Calciomercato Roma, ag. Vlasic: “La sua stagione non è passata inosservata, ma ora è concentrato sul Torino”

Tonci Martic, agente di Nikola Vlasic, ha parlato del futuro del croto, fino nel mirino anche della Roma: “Certamente la sua bella stagione non è passata inosservata. Gioca come mezzala in maniera completa, facendo bene le due fasi, offensiva e difensiva. Ma Nikola è soprattutto concentrato su questa seconda parte di campionato, dove deve continuare a giocare in questo modo per guadagnare spazio, aiutando il Torino a riavvicinarsi verso la parte più alta della classifica”

(tmw.com)

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Fiocco rosa per Dybala e Oriana Sabatini: è nata Gia, la loro prima figlia. L’argentino su Instagram: “Un applauso a mamma e papà” (FOTO)

Fiocco rosa per Paulo Dybala e Oriana Sabatini. Questa mattina, infatti, è nata la primo figlia della Joya presso l’Ospedale Gemelli di Roma. Per la bambina la coppia ha scelto il nome Gia, in omaggio al personaggio interpretato da Angelina Jolie nel film “Una donna oltre ogni limite”. Dybala si era rivisto ieri in panchina per la sfida contro la Juventus; il suo rientro ora è atteso contro il Genoa.

L’argentino ha pubblicato un post su Instagram con il primo scatto della figlia, con il commento: “Un applauso a mamma e papà“.

IL PUNTO DEL LUNEDÌ – SORRENTINO: “Gasp l’aveva quasi vinta con un capolavoro di prudenza attiva” – FERRETTI: “Serata horror per la miglior difesa della Serie A”

La Roma va a un passo dal grande colpo, ma il gol di Federico Gatti al 93′ fissa il risultato dello scontro diretto sul definitivo 3-3 e la corsa Champions resta ancora apertissima. La distanza tra i giallorossi e i bianconeri resta invariata, con quest’ultimi a -4 dai capitolini quarti in classifica. “L’aveva quasi vinta Gasperini con un capolavoro di prudenza attiva, ovvero la strategia del pitone con cui la Roma aveva soffocato la Juve tra le sue spire. E invece il pareggio della Juve, che brucerà a lungo, arriva perle geniali intuizioni di quell’altro Sun Tzu della panchina, Luciano Spalletti, che manda in campo Boga e Gatti e quelli firmano il 3-3 dell’Olimpico” afferma Andrea Sorrentino del Messaggero. “Contro la Juventus, che le stava dietro di quattro lunghezze, la Roma, preso atto del ritorno al successo di Napoli e Milan, e della marcia spedita del Como, non è riuscita – però – a centrare la vittoria nonostante il vantaggio di due reti nella ripresa. La miglior difesa del campionato incappa in una serata horror e la Roma perde in malo modo l’occasione di lasciare un segno pesantissimo sul campionato” scrive Mimmo Ferretti sul Corriere dello Sport


Ecco i commenti di alcuni degli opinionisti più importanti della stampa, pubblicati sulle colonne dei quotidiani oggi in edicola.


S. VERNAZZA – LA GAZZETTA DELLO SPORT
(…) Complimenti alla Juve, per la rimonta pazzesca all’Olimpico contro la Roma, da 3-1 a 3-3, con gol di Gatti subentrato nei minuti finali a Bremer. Un’intuizione geniale di Luciano Spalletti, una mossa ai limiti della provocazione. Senza un centravanti all’altezza, aspettando che rientri Vlahovic, l’allenatore ha tolto Bremer e immesso Gatti, difensore centrale, e gli ha ordinato di muoversi da attaccante aggiunto. Gatti possiede il senso del gol e l’ha dimostrato una volta di più. Questa Juve è imperfetta, vari giocatori non sono funzionali a quel che Spalletti ha in mente, però il temperamento è forte, degno della casata. (…) La Roma ha sciupato l’occasione enorme di tagliare fuori la Juve dalla corsa per il quarto posto Champions. Il vero vincitore dell’Olimpico è il Como di Cesc Fabregas. (…) Dietro l’angolo, si intravvede Como-Roma, in calendario domenica 15 marzo. Lì si deciderà abbastanza, forse molto.


I. ZAZZARONI – CORRIERE DELLO SPORT
Ho assistito ad una signora partita. Una di quelle che non si vedono tanto spesso dalle nostre parti. (…) Ho visto due squadre ben fatte, disegnate sull’avversaria, una con un centravanti vero, Malen, l’altra con un’ipotesi, David. Ma ho visto anche la Roma buttarsi via in venti minuti. (…) Roma-Juve è stata molto più di quello che ci aspettavamo: Gasperini non ha sbagliato una scelta, Spalletti ha indovinato quelle decisive pretendendo la soluzione dalla panchina, da Boga e Gatti, uno che è abituato al gol nei minuti conclusivi. La più delusa è evidentemente la Roma, ma dal risultato, non dalla prestazione: eccellenti quelle di Pisilli e Koné, di livello la prova di Malen che se fosse arrivato ad agosto, e non a gennaio, avrebbe assicurato almeno 7, 8 punti in più a
Gasperini. (…) La Roma è stata staccata dal Napoli, la Juve sorpassata dal Como che a questo punto ha tutte le carte in regola per giocarsi il quarto posto. (…) La Roma è stata addirittura esaltante quando ha raggiunto il 3-1, le è mancata la difesa al momento di chiuderla, il reparto che abbiamo a lungo considerato il suo punto forte. Prima dell’arrivo di Malen che tutto ha riequilibrato.


A. SORRENTINO – IL MESSAGGERO
L’aveva quasi vinta Gasperini con un capolavoro di prudenza attiva, ovvero la strategia del pitone con cui la Roma aveva soffocato la Juve tra le sue spire. (…) E invece il pareggio della Juve, che brucerà a lungo, arriva perle geniali intuizioni di quell’altro Sun Tzu della panchina, Luciano Spalletti, che manda in campo
Boga e Gatti e quelli firmano il 3-3 dell’Olimpico. Alla Roma rimane un pugno di mosche, il numero zero alla casella delle vittorie contro le big e una sensazione di incompiutezza che peserà nelle prossime settimane. La XXVII giornata regala solo conferme. Come la tristezza infinita e seriale della Lazio (nona sconfitta), ma ormai da tempo allenatore e giocatori hanno l’enorme alibi di Lotito, che avrebbe la colpa di ogni cosa.


T. DAMASCELLI – IL GIORNALE
Pareggio folle. La giostra per un posto in champions resta
aperta, la Roma butta via il vantaggio e la vittoria, la
Juventus acchiappa il risultato con un difensore, Gatti, schierato centravanti e ritrova luce imprevista. La partita di Roma non chiarisce il quiz champions. (…) La Juventus continua a incassare troppi gol ma è anche vero che mai la squadra di Gasperini aveva subito tre reti in casa.


P. CONDÒ – CORRIERE DELLA SERA
Gli epiloghi gemelli di Roma-Juve e delle partite di Milan e Napoli raccontano molto del grado di tensione
stanchezza, ma anche di ambizione e desiderio, che l’ultimo terzo di campionato reca con sé. (…) Un posto tra le prime quattro vale economicamente (non sportivamente, ma quello è un altro discorso) molto più di un altro turno superato. Assegnato un seggio all’Inter, il Milan è vicino alla blindatura del secondo grazie a una difesa ormai registrata — soltanto la Roma ha subito un gol in meno — e alla capacità di produrre giocate in avanti col talento individuale. (…) La Roma ieri aveva staccato la Juve, spedita a meno 7, ma in coda a una gran partita l’innesto di un centravanti — Gatti, e non ridete perché Spalletti l’aveva messo dentro esattamente per questo, tanto è disperato coi suoi numeri nove — è bastato alla Juve per ricucire in extremis e restare a meno 4. (…) Fra Roma e Juve si è inserito il Como, che gioca bene, è fresco di testa e avrà in casa gli ultimi tre big-match.


M. FERRETTI – IL CORRIERE DELLO SPORT
Ci sono giornate in cui ti va tutto bene, chi ti sta davanti perde e quindi ti da la possibilità di avvicinarti. (…) Poi, però, ci sono pure quei weekend in cui tutto sembra allinearsi in maniera opposta e quindi non ti resta che portare a casa (altri) punti per non perdere di vista posizioni e ambizioni. Contro la Juventus, che le stava dietro di quattro lunghezze, la Roma, preso atto del ritorno al successo di Napoli e Milan, e della marcia spedita del Como, non è riuscita – però – a centrare la vittoria nonostante il vantaggio di due reti nella ripresa. (…) La miglior difesa del campionato incappa in una serata horror e la Roma perde in malo modo l’occasione di lasciare un segno pesantissimo sul campionato. (…) Una Roma inedita e ricca di centrocampisti, come era accaduto nel secondo tempo della partita contro la Cremonese. Cristante spesso più avanzato di Pisilli, Pellegrini come detto più alto del numero 4. Sistema di gioco molto elastico e condizionato dagli accoppiamenti uomo su uomo di Gasp. Roma pericolosa soltanto a tratti, (…) occasioni nitide, comunque, per Pellegrini, decentrato a destra, e per il solito Malen, con Perin autore di una parata di faccia. Qualche sbavatura
romanista di troppo nella fase offensiva, comunque, prima della prodezza balistica di Wesley per il vantaggio romanista, dopo un recupero da voto altissimo in pagella di Pisilli, più volte elogiato da Gasperini per il suo modo di interpretare la partita sia sul piano tecnico-tattico sia temperamentale. Il pareggio in avvio di ripresa di Conceiçao ha colpito ma non stordito la Roma, capace di tornare in vantaggio dopo pochi minuti con la solita azione da calcio d’angolo e ancora una volta con NDicka.
E di arrotondare il punteggio, una volta ripreso il controllo totale del gioco, con la rete di Malen. (…) Una pura illusione. Serataccia per la difesa della Roma, dicevamo. Complici errori di scelta di vario tipo.
Il gol di Boga ha riaperto i discorsi, poi ci ha pensato
Gatti in pieno recupero a ristabilire la parità. Alla Roma non resta altro da fare che prendersela con se stessa. E con i propri sbagli.


    T. CARMELLINI – IL TEMPO
    All’olimpico lo fa ancora una volta Spalletti che porta via
    una punto all’overtime dopo aver «perso» sul campo la sfida contro Gasperini. Ma alle fine contano i numeri e quelli dicono 3-3 con beffa finale per i giallorossi che recriminano un successo “buttato” via a tempo scaduto che avrebbe significato mettere in cassaforte la Champions. E invece i tabù restano intatti: la Roma non vince in casa contro la Juventus da tre anni (era marzo del 2023) e Spalletti da ex contro i giallorossi non ha ancora mai perso… mai! Certo, tutto ancora da giocare, i giallorossi restano quarti con quattro punti di vantaggio proprio sui bianconeri, ma quando stai vincendo 3-1 a venti minuti dalla fine una partita come questa, non puoi buttarla via così: perché mai come stavolta la differenza tra un pareggio e una vittoria fa tutta la differenza del mondo. Così come l’hanno fatta i cambi nel finale dei due allenatori: Spalletti mette dentro Gatti che gli fa «vincere» la serata, Gasperini infila El Aynaoui che commette il fallo inutile dal quale si innescherà il calcio piazzato e poi tiene in gioco proprio Gatti che segnerà la rete del 3-3 a tempo quattro minuti dopo il novantesimo.
    Peccato perché Olimpico ancora volta sold out, avrebbe meritato di godersi un successo. In una serata che, con le assenze pesanti di Soulé e Dybala, aveva visto dal primi minuto in campo Pisilli: migliore dei suoi. Il giovane talento romano mette prima in porta Pellegrini (che però la manda in Curva), poi recupero una gran palla a centrocampo (tunnel a Kalulu), ad innescare il brasiliano che segna un eurogol. Ma nel complesso c’è sempre per tutta la durata della sfida ed esce dallo stadio tra gli applausi di un popolo che ormai lo ha adottato. Il resto è storia e adesso Gasperini dovrà essere bravo a far espellere ai suoi le tossine negative di questa serata e a mettere in luce quanto di buono s’è visto. Perché questa Roma gioca da far paura e se riesce a fare un salto di qualità anche di testa, può diventare davvero una squadra difficile da battere.