Stadio Roma, Zaratti: “Dietro il progetto mostruosi interessi speculativi”. Veloccia: “Rilievi sbagliati e fuorvianti” – Casu: “Non corrisponde alla realtà”

Filiberto Zaratti (Deputato di AVS, co-presidente del Consiglio Federale Nazionale e co-portavoce di Europa Verde Lazio) ha contestato duramente il progetto del nuovo Stadio della Roma a Pietralata. Le critiche riguardano i rischi idrogeologici, i danni al patrimonio archeologico e un impatto insostenibile su viabilità e ambiente. “Dietro il progetto esistono mostruosi interessi speculativi e affari a vantaggio della società calcistica, nulla resta per la città”, il suo commento.

(Adnkronos)


Successivamente è arrivata la risposta di Maurizio Veloccia, assessore all’Urbanistica del Comune di Roma. Ecco le sue parole: “In merito alle affermazioni dell’Onorevole Zaratti, come ormai consuetudine, è necessario rettificare alcune questioni di fondo e spiegare il perché i rilievi mossi sono sbagliati e fuorvianti. In primo luogo è opportuno ricordare il volume di investimenti che la Roma farà per realizzare il nuovo Stadio: oltre un miliardo di euro per la realizzazione dell’impianto, la trasformazione dell’area di progetto, la creazione di un parco di oltre sette ettari, la gestione e la manutenzione di tutta l’area in concessione. Dovrebbe essere scontato, ma pare evidente che non lo sia, che noi non stiamo consegnando un impianto già realizzato da noi, chiavi in mano e pronto a produrre un profitto, ma stiamo consegnando un’area pubblica dismessa e abbandonata da decenni, che sarà trasformata attraverso la realizzazione dello stadio e delle altre opere previste, con un progetto di finanza e con un investimento enorme, per poi essere riconsegnata in proprietà all’Amministrazione alla fine della concessione. Per questo è sbagliato citare solo il canone di concessione e non l’investimento di oltre un miliardo. Per questo è sbagliato far finta di non sapere che insieme all’investimento la Roma corrisponderà oneri di urbanizzazione, diritto di superficie e contributo straordinario, oltre a versare il costo di costruzione, oneri complessivi per circa 80 milioni di euro. Il fatto che parte di questi oneri sia destinato alla realizzazione di alcune opere infrastrutturali non è un vezzo, ma è legato alla norma: gli oneri di urbanizzazione e il contributo straordinario si chiamano così perché servono a urbanizzare, a creare strade e parcheggi nell’ambito di intervento. Inoltre, il fatto che la Roma si assuma la responsabilità di realizzare direttamente le opere a scomputo, oltre a essere una fattispecie prevista dal codice dei contratti, sposta la responsabilità dell’esecuzione delle stesse e dei rischi relativi (obbligo a facere) dal pubblico al privato. Cosa questa che dovrebbe essere salutata come positiva da parte di tutti. Infine sulle reiterate obiezioni rispetto al verde e ai ritrovamenti archeologici, rispondono le carte: circa 12 ettari di verde, finalmente fruibili a tutti i romani e non soltanto agli occupanti abusivi, e ritrovamenti archeologici integrati nel progetto. Ricordo inoltre, a riprova che nulla è nascosto o poco chiaro, che l’Assemblea Capitolina ora è chiamata a esprimersi nuovamente proprio perché abbiamo voluto inserire un passaggio ulteriore non richiesto dalla Legge sugli stadi per garantire maggiore partecipazione e trasparenza all’intero procedimento. Infine, sottolineo che ogni soluzione indicata nel progetto verrà poi formalmente verificata dalla conferenza dei servizi decisoria, che è lo strumento di legge deputato a verificare il progetto dal punto di vista tecnico/economico. Concludo sottolineando che questo progetto utilizza previsioni edificatorie dello SDO di Pietralata senza aggiungere cubature a quelle già previste dal Piano regolatore; non beneficia di contributi pubblici, che peraltro sarebbero possibili dalla legge sugli stati; non prevede di costruire cubature aggiuntive per sostenere la realizzazione dello stadio come era previsto, ad esempio, in precedenti progetti. Insomma: si può essere ideologicamente contrari alla realizzazione di nuovi stadi, ma non necessariamente cercare pretesti per dar forza ai propri pregiudizi”.

(Agenparl)


Arriva anche il commento di Andrea Casu, deputato del Partito Democratico: “Le dichiarazioni dell’onorevole Zaratti dipingono uno scenario che non corrisponde in nessun modo alla realtà e oltretutto non tiene conto dello straordinario lavoro istituzionale svolto in questi anni. Lo stadio della Roma a Pietralata non è affatto un’operazione speculativa ma un progetto che è stato dichiarato di pubblico interesse dall’Assemblea Capitolina dopo un percorso di valutazione molto approfondito. Parliamo di un investimento privato di oltre un miliardo di euro che consentirà di realizzare uno stadio moderno e soprattutto un intervento di rigenerazione urbana molto importante per Pietralata. Prevede infatti parchi, spazi pubblici, piazze, percorsi ciclopedonali, collegamenti con il nodo della stazione Tiburtina e nuove infrastrutture a servizio di tutto il quartiere. Continuare a parlare di speculazione davanti a un progetto che porterà benefici concreti alla città significa semplicemente ignorare i fatti e alimentare polemiche ideologiche che hanno il solo obiettivo di penalizzare Roma”.

(Agenparl)


“A quanto pare è già iniziata la campagna elettorale a Roma… Le parole del collega Zaratti sono inconcepibili, dipinge un quadro dello stadio della Roma totalmente al di fuori della realtà – afferma la deputata del PD Patrizia Prestipino -. E perché proprio oggi che siamo alle battute finali del progetto? Il nuovo stadio della Roma a Pietralata rappresenta una grandissima opera di riqualificazione urbana oltre al fatto che porterà un indotto economico straordinario alla città di Roma e a tutto il Paese. Il progetto è uno dei più belli del mondo, con parchi, zone pedonali, ciclabili in linea con tutti i progetti di riqualificazione urbana ed ecosostenibili come richiesto espressamente dall’amministrazione Gualtieri. Mi auguro che quello di Zaratti sia solo un abbaglio dovuto alla sua fede calcistica per la Lazio”.

(Agenparl)

CASANO: “Il 3-3 contro la Juventus è quasi una sconfitta” – TORRI: “Nelle prossime cinque partite capiremo il destino della Roma”

All’interno delle trasmissioni delle emittenti radiofoniche della Capitale l’argomento principale è il rammarico legato al rocambolesco 3-3 contro la Juventus: “Il pareggio contro i bianconeri è quasi una sconfitta”, afferma Francesco Oddo Casano. Piero Torri, invece, guarda al futuro: “Le prossime cinque partite faranno capire quale sarà il destino della Roma”.

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Questo e tanto altro in “Massimo Ascolto”, rubrica de LAROMA24.IT curata dalla redazione. Una passeggiata tra i più importanti programmi radiofonici. Buona lettura.

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Il pareggio con la Juventus è quasi una sconfitta: con la vittoria la Roma si sarebbe avvicinata anche al Milan e ora con il calendario avrà sarà difficile recuperare tutti questi punti (FRANCESCO ODDO CASANO, Retesport, 104.2)

Uno con la qualità di Totti sa riconoscere il calciatore? I migliori talent scout spesso non sono stati campioni assoluti di calcio, ma quelli che riescono a capire quali giovani hanno la testa per continuare, il comportamento, la famiglia, i valori… (TIZIANO MORONI, Retesport, 104.2)

Il sorriso che fece Gasperini in conferenza stampa quando gli chiesero di Totti mi rasserena, perché lì si è capito quanto l’allenatore abbia bisogno di uno come lui (CLAUDIO MORONI, Retesport, 104.2)

In questo momento la Roma è Malen-dipendente (ILARIO DI GIOVAMBATTISTARadio Radio, 104.5, Radio Radio Lo Sport)

La Roma è abituata a fare un certo gioco, ma quando deve gestire determinate situazioni con lucidità e intelligenza perde qualcosa. La squadra deve raggiungere questo livello di maturità (LUIGI FERRAJOLORadio Radio, 104.5, Radio Radio Lo Sport)

Il 3-3 contro la Juventus? L’errore è stato provare a gestire il vantaggio non avendo giocatori con le caratteristiche per farlo (ALESSANDRO VOCALELLIRadio Radio, 104.5, Radio Radio Lo Sport)

Temo che rimpiangeremo tanto il 3-3 contro la Juventus. Genoa-Roma partita importantissima, i giallorossi devono rimettere le cose a posto dopo la botta subita con i bianconeri (MARCO VALERIO ROSSOMANDOManà Manà Sport, 90.9)

Le prossime cinque partite faranno capire quale sarà il destino della Roma (PIERO TORRI, Manà Manà Sport, 90.9)

Ho paura della partita con il Genoa… (MARCO JURICManà Manà Sport, 90.9)

Pisilli? Contro la Juventus ha dimostrato di essere entrato nello zoccolo duro che voleva Gasperini a inizio stagione (ANGELO MANGIANTEManà Manà Sport, 90.9)

Calciomercato Roma: la Juventus monitora Malen in caso di mancato riscatto da parte dei giallorossi

La Juventus è a caccia di un nuovo centravanti in vista della prossima stagione e l’eventuale conferma di Dusan Vlahovic non interromperebbe la ricerca. La permanenza di Jonathan David e Lois Openda è in bilico, motivo per cui la Vecchia Signora sembrerebbe intenzionata a rifarsi sotto per Randal Kolo Muani del PSG: l’obiettivo è riportare il francese (attualmente al Tottenham) a casa a titolo definitivo per massimo 45 milioni di euro. Come svelato dall’edizione odierna del quotidiano, l’altra opzione riguarda Donyell Malen: l’attaccante olandese si trova alla Roma con la formula del prestito e in caso di approdo in Champions League sarebbe certo di restare nella Capitale. Senza qualificazione, invece, la conferma sarebbe a rischio o comunque legata a una cessione illustre a causa dei paletti del Fair Play Finanziario che condizionano il mercato della società giallorossa. Sullo sfondo restano i profili di Jean-Filippe Mateta del Crystal Palace e Alexander Sørloth dell’Atletico Madrid.

(tuttosport)

Il tifoso finlandese Juha: “L’amore per la Roma mi ha cambiato la vita. Ho visto oltre 500 partite allo stadio”

ASROMA.COM – Juha Ahtinen è uno dei tifosi della Roma “stranieri” più noti e ha seguito dal vivo oltre 500 partite della squadra giallorossa pur vivendo in Finlandia. Il 63enne ha raccontato in un’intervista ai canali ufficiali del club il suo amore per questa squadra e ha svelato di essersi trasferito da alcuni mesi nella Capitale. Ecco le sue parole.

Come nasce il tuo amore per la Roma, dalla Finlandia?
“Si dice che romanisti si nasca, non si diventi. Ma si dice anche che l’eccezione conferma la regola. Ecco, io sono l’eccezione. Sono diventato romanista attraverso tre fasi. La prima: sebbene l’hockey su ghiaccio sia sempre stato lo sport nazionale finlandese, sono nato e cresciuto in una famiglia in cui il calcio aveva un ruolo importante. Guardavo sempre i Mondiali in tv con mio padre e i miei amici. Nel 1974 si giocavano in Germania Ovest. Avevo 11 anni. Mio padre disse che, quando la Finlandia non era in campo, ognuno di noi doveva scegliere un’altra nazionale. Io scelsi l’Italia. Non so spiegare il motivo, ma da più di 50 anni sono tifoso del calcio italiano. La seconda fase: ho visitato Roma per la prima volta nel 1984 durante un viaggio in Interrail. Mi sono innamorato della città in un batter d’occhio. Dopo il primo giorno dissi al mio compagno di viaggio, Petri, che avevo avuto una strana sensazione: mi sembrava di essere tornato a casa. Di Roma mi è piaciuto tutto: la storia, l’atmosfera, la lingua, la gente, il cibo. Era amore a prima vista. Dopo due giorni dovevamo ripartire. Sul treno diretto verso sud gli dissi che un giorno mi sarei trasferito a Roma. La terza fase: negli anni ’90 seguivo da vicino la carriera di Jari Litmanen, il miglior calciatore finlandese di tutti i tempi. Giocava nell’Ajax e molti grandi club erano interessati a lui. Anche la Roma. Una dichiarazione di Franco Sensi durante il Trofeo Città di Roma – “Totti è più bravo di Litmanen” – mi incuriosì. Iniziai a seguire quel giovane talento e, insieme a lui, l’AS Roma. Posso dire che devo ringraziare anche il Capitano per essere diventato romanista”.

Qual è stata la prima partita che ti ha fatto dire: “Mi sono innamorato di questi colori”?
“La fine degli anni ’90 è stata intensa: mio figlio Juuso è nato nel 1995 e mia figlia Maria nel 1997, e stavo costruendo la mia carriera. Non avevo molte possibilità di viaggiare. La mia prima partita all’Olimpico è arrivata nei primi anni 2000: Roma-Reggina. Finì 3-0 e segnò anche Totti con un grande gol. L’atmosfera era incredibile, assordante. Mi diede i brividi. Mi lasciò un’impressione fortissima e creò in me il desiderio di tornare. Da allora non mi sono più fermato. Anzi, ho accelerato anno dopo anno”.

Hai calcolato quanti viaggi hai fatto per seguire la Roma?
“Finora ho visto più di 500 partite della Roma allo stadio. Seguo anche la Roma Femminile e la Primavera maschile. Fino alla fine del 2022, per me tutte le partite erano trasferte, tranne HJK-Roma giocata a Helsinki. Ho visto la Roma in 26 Paesi diversi, anche in Australia, Giappone, Stati Uniti e Arabia Saudita. All’inizio degli anni 2000 riuscivo a vedere 5-6 partite a stagione. Poi sono diventate circa 10. Negli anni prima del Covid arrivavo a 20-25 partite. Dopo il Covid ho iniziato a lavorare da remoto. Questo mi ha cambiato la vita. Ho potuto seguire tutte le partite allo stadio: casa, trasferte in Italia e in Europa, amichevoli, ritiri estivi. Da agosto 2021 a dicembre 2025 ho totalizzato 310 presenze. Ogni anno viaggiavo per 150-170 giorni. Solo dopo il Covid ho percorso 900.000 chilometri in aereo: 22 volte il giro del mondo. Il mio slogan è: Quando chiama la Roma, si risponde presente. Mi chiedono spesso quanti soldi abbia sprecato. Rispondo sempre: la passione non ha prezzo. Punto”.

Hai fatto una scelta forte: trasferirti a vivere a Roma. Quando hai capito che non sarebbe più stata solo una “seconda casa”?
“Dopo quel primo giorno del 1984 mi sono sentito a casa. Sono sicuro che nella mia vita precedente ero romano. Roma è la città più bella del mondo. Dopo 42 anni il mio sogno si è avverato. Ora le partite in casa sono davvero partite in casa anche per me. È meraviglioso andare all’Olimpico senza dover prendere un volo”. […]

Non ti perdi un match della Roma Femminile. Quando è nato questo legame?
“Ho iniziato a seguire seriamente la Roma Femminile nel 2018, dopo l’acquisizione del titolo sportivo da parte dell’AS Roma. Sono sempre presente, tranne quando gioca in contemporanea la squadra maschile. Faccio anche le trasferte in Italia e in Europa. È stato bello vedere la crescita del calcio femminile. L’Italia è ancora dietro rispetto a Inghilterra, Spagna e Germania, ma lo sviluppo è stato rapido. Il calcio è per tutti. Sono felice che la Roma Femminile stia attirando sempre più pubblico”.

Ci hai subito detto: “La Roma è una. Una sola”. Cosa significa per te?
“Che la Roma ci unisce. Tutte le partite sono importanti. L’importante è esserci e sostenere i nostri colori. Per me non c’è una Roma Maschile e una Roma Femminile: esiste una sola Roma”. […]

Se dovessi spiegare cos’è la Roma a chi non la conosce?
“La Roma nun se po’ spiega’. Ma ci provo. La Roma è una grande famiglia. Tutti i romanisti nel mondo sono miei fratelli e sorelle. Si tifa per la maglia, per la storia, per i colori, per la città. È un patto d’amore incondizionato. Un legame romantico. Bisogna saper soffrire. E Totti è la Roma. La sua lealtà vale più di qualsiasi trofeo.  L’amore per la Roma ha cambiato la mia vita. Mi ha dato una nuova famiglia, amici leali, mi ha portato a vivere qui. Sono sempre orgoglioso di dire che sono romanista. Oggi più di ieri: sempre forza Roma”.

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Primavera, FROSINONE-ROMA 0-2: decidono Carlaccini e Seck. Giallorossi a 51 punti e ancora in testa alla classifica

La Roma Primavera di Federico Guidi mette a referto la seconda vittoria consecutiva e, dopo l’1-0 contro il Milan, batte 0-2 il Frosinone nell’impegno infrasettimanale della ventottesima giornata di campionato. I giallorossi gestiscono la gara dal primo all’ultimo minuto e si impongono sulla formazione ciociara con un gol per tempo: al 10′ è Carlaccini a sbloccare il match sulla sponda di Terlizzi e al 54′ il colpo di testa di Seck sulla spizzata di Arena chiude definitivamente i conti. In attesa delle altre partite, la Roma vola a 51 punti e resta in vetta alla classifica. Il Frosinone, invece, è terzultimo a quota 26.

IL TABELLINO

FROSINONE: Minicangeli; Obleac, Pelosi (90′ Luchetti), Ndoye; Grosso, Schietroma, Majdenic (46′ Buonpane), Toci (62′ Molignano), Befani; Colley (62′ Cichero), Gori (76′ Mboumbou).
A disp.: Di Giosia, Rodolfo, De Filippis, Zorzetto, Jobe, Carpentieri.
All.: Cinelli.

ROMA: De Marzi; Mirra, Seck, Terlizzi; Carlaccini (72′ Nardin), Di Nunzio (82′ Arduini), Bah, Litti; Almaviva (57′ Della Rocca), Maccaroni (82′ Panico); Arena. 
A disp.: Kilvinger, Tumminelli, Zinni, Morucci, Scacchi, Paratici, Bonifazi. 
All.: Guidi.

Arbitro: Caruso. Assistenti: D’Ascanio – Granata.

Marcatori: 10′ Carlaccini, 54′ Seck.

Ammoniti: Colley (F), Toci (F), Maccaroni (R).


LA CRONACA DELLA PARTITA

Secondo tempo

96′ – Finisce qui: Frosinone 0-2 Roma.

95′ – Calcia Arena, para Minicangeli.

91′ – Ci prova Della Rocca, tiro ribattuto.

90′ – Cambio Frosinone: fuori Pelosi e dentro Luchetti. Assegnati 6 minuti di recupero.

88′ – Della Rocca mette a segno il gol dello 0-3, ma l’arbitro ferma tutto per fuorigioco di Arduini.

85′ – De Marzi para con il piede il tiro di Cichero, ma il guardalinee alza la bandierina e l’arbitro fischia fuorigioco.

82′ – Doppio cambio Roma: fuori Maccaroni e Di Nunzio, dentro Panico e Arduini.

79′ – Ammonito Maccaroni per un fallo su Molignano.

78′ – Terlizzi mura il tiro di Schietroma.

76′ – Sostituzione Frosinone: esce Gori ed entra Mboumbou.

72′ – Cambio Roma: fuori Carlaccini e dentro Nardin.

65′ – Poche occasioni in questa fase del match, la Roma gestisce il possesso palla dopo lo 0-2.

62′ – Doppio cambio Frosinone: fuori Colley e Toci e dentro Cichero e Molignano.

57′ – Sostituzione Roma: esce Almaviva ed entra Della Rocca.

54′ – 0-2 ROMA! Calcio d’angolo di Almaviva, spizzata di Arena e incornata di Seck.

46′ – Al via la ripresa. Un cambio per il Frosinone: fuori Majdenic e dentro Buonpane.

Primo tempo

45’+1′ – Fine primo tempo: Frosinone-Roma 0-1.

45′ – Un minuto di recupero.

43′ – Ci provano Almaviva e Arena, ma le loro conclusioni vengono contrastate dalla difesa avversaria.

38′ – Roma a un passo dal raddoppio: Maccaroni calcia praticamente a botta sicura, ma Minicangeli lo ipnotizza con un super intervento ed evita lo 0-2.

37′ – Ammonito Toci per un fallo su Litti.

29′ – Fallo di Colley (già ammonito) su Di Nunzio, la Roma chiede il secondo giallo ma l’arbitro grazia il calciatore del Frosinone.

24′ – Ancora Terlizzi pericoloso, ma Minicangeli respinge in corner la conclusione del difensore giallorosso.

22′ – Ammonito Colley per un fallo su Mirra.

20′ – Arena prova a spaventare il portiere avversario con una conclusione dal limite dell’area, ma il suo sinistro è debole e l’estremo difensore del Frosinone blocca con grande facilità.

10′ – ROMA IN VANTAGGIO! Sponda di testa di Terlizzi e gol di Carlaccini, il quale deve soltanto spingere il pallone in rete dalla linea di porta.

8′ – Grande chance per Terlizzi, il quale non inquadra la porta dall’interno dell’area di rigore in seguito alla conclusione di Di Nunzio.

1′ – Al via il match.


PREPARTITA

13:39 – La Roma annuncia la formazione ufficiale.

X, a 8 anni dalla sua scomparsa la Roma ricorda Astori: “Per sempre Davide”

Era il 4 marzo del 2018 e il mondo del calcio si era fermato dopo la tragica notizia della scomparsa di Davide Astori, calciatore della Fiorentina che si è spento in una camera di albergo di Udine prima di una partita. L’ex capitano della Viola ed ex giocatore della Roma, è stato ricordato dal club giallorosso su X a 8 anni dalla sua morte: “Per sempre Davide”.

Una lacrima sul visto

LR24 (AUGUSTO CIARDI) – È colpa di El Aynaoui. Svilar non para più come prima. Gasperini ha buttato la partita. Cristante, Pellegrini e Mancini sono il male della Roma. È tutto finito. Con Allegri, Conte e Mourinho non l’avresti mai pareggiata. Si descrive l’apocalisse da domenica sera, con la parziale giustificazione di stati d’animo minati dalla beffa. Perché la Roma non ha perso con la Juventus, si mangia le mani per la mancata vittoria. Sbagliato eccedere in questo momento nell’autolesionismo tipico delle piazze poco inclini alla vittoria. Perché è vero che El Aynaoui è stato avventato nell’intervento che ha causato la punizione fatale, così come è vero che Svilar ha avuto un leggero calo di rendimento. È ovvio che Gasperini possa avere delle responsabilità nella gestione del match come ogni allenatore al mondo, ed è legittimo non poterne più dei senatori. È inutile però fare paragoni con altri tecnici, perché il più pragmatico di tutti, Mourinho, partendo dal tre a uno sempre contro la Juventus, la perse. Quattro a tre. E si incazzò a morte, perché nei minuti finali i calciatori non devono essere telecomandati da bordo campo. Mentre Allegri e Conte, meno offensivi di Gasperini, tre gol alla Juventus avendo in attacco soltanto Malen, non li avrebbero mai fatti. La Roma che in campo si mangia le mani ma non perde, soccombe nel post match. Esagerando nel disfattismo. Perché guardando la classifica a undici giornate dalla fine, occupa il quarto posto, con tre punti sulla quinta che non è la Juventus ma il Como, perché la Juventus è rimasta a meno quattro, e ha esultato a fine partita come se avesse vinto la Champions League. Come farebbe il Pisa se strappasse un punto in extremis in casa di una big. Il gol della Juventus deve essere una lacrima da asciugare perché la Roma ha tutte le carte in regola per strappare finalmente il visto per la Champions League. La Roma poteva dare a Spalletti il colpo di grazia, vero, ma quel folle quarto d’ora finale non fa calare il sipario. Come è possibile passare in pochi minuti da una prestazione magistrale alle ingiustificabili distrazioni sul finire della partita? È possibile quando sei da quarto/quinto posto, ossia una squadra imperfetta, perché a quel livello hai tanti pregi e altrettanti difetti. Siamo abituati a fagocitare skill e a contare i chilometri dei calciatori registrati dal reggipetto con il GPS. In base a numeri e YouTube valutiamo i livelli dei calciatori. Dimenticando aspetti fondamentali, quali la costanza di rendimento e la personalità. Prendiamo come esempio Mirko Vucinic. Attaccante delizioso quando era in giornata, urticante nei momenti prolungati di indolenza. Luogo comune: fuoriclasse o uomo in meno a seconda di come si svegliava la mattina. A fine carriera però uno deve fare la media. Vucinic è stato un calciatore da sei più, forse sei e mezzo, un buon calciatore, non un campione e tantomeno una pippa inguardabile. Ecco, la Roma attuale è Vucinic, ogni tanto stacca la spina complicando il percorso. Perché hai dei limiti ancora evidenti. Sta cercando una via alternativa a quella degli ultimi anni, ha scelto uno dei migliori allenatori d’Italia, fra i più bravi anche nel non farsi contaminare da ambienti pigri e tendenti al vittimismo. La Roma ha aggiunto calciatori con la testa giusta come Malen e Wesley, altri che danno la sensazione di essere fatti della stessa pasta, come Ghilardi ed El Aynaoui, ma il complesso squadra fa ancora i conti coi limiti strutturali che si porta dietro da quasi dieci anni. Sta facendo il massimo. Giusto imprecare per avere dilapidato un patrimonio a causa di un quarto d’ora scellerato. Assurdo dare per scontato che sia tutto finito. Insensato indicare in Gasperini la causa del mancato ko alla Juventus. Come se a difesa schierata avrebbe dovuto essere lui a staccare di testa nell’area sotto la curva nord nei minuti di recupero.

In the box – @augustociardi

Cronache di Narnia: divieto di Bologna

IL ROMANISTA (T. CAGNUCCI) – Adesso è pure ufficiale quello già sapevamo tutti (ci fate solo perdere tempo, cantava il poeta). Se vivi a Roma non puoi andare a vedere la Roma a Bologna, però a Genk, Mombasa , Sidney o a Narnia sì. Se vivi a Civita Castellana o a Voghera, e trovi biglietto e modo, puoi pure andare anche in Curva Andrea Costa in mezzo ai Forever Ultras, sennò te la devi vedere in TV (a pagamento, sia chiaro). Dicono che non sia anticostituzionale perché si appellano alla Pubblica Sicurezza e di fatto non è limitata la libertà di movimento. Hanno ragione: questo divieto non vieta di andare sull’autostrada a scontrarsi, ma di tifare per la tua squadra del cuore per cui spendi tempo, soldi, km, affetto, ricordi e tante cose di cui evidentemente non si ha nemmeno idea. Questo divieto vieta di tifare, vieta la ragione del pallone, vieta la soluzione culturale alla violenza: l’emozione. Non si interrompe un’emozione, si diceva al cinema contro le pubblicità, qui ti vietano proprio di emozionarti. Vi prego, non dite che ci sono cose più serie perché altrimenti parliamo solo di quelle. E ci sto. Come chi dice che rispetto alla costruzione di stadi ci sono altre urgenze, principio secondo cui non bisognerebbe costruire nulla che non siano ospedali, strade e case popolari. Fatelo. Il tifo è la soluzione, non il problema. Ultimamente è l’umanità che dà fastidio. Quella che manca: non fatela entrare.

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Soulé Out. Vietata anche la trasferta in Europa

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – Assente giustificato. Non deve allarmare, intatti, la mancata presenza di Dybala a Trigoria nel giorno in cui la Roma ha ripreso ad allenarsi per preparare la sfida con il Genoa. Alla Joya è stato concesso un permesso per stare in compagnia della moglie Oriana e celebrare la nascita della piccola Gia, venuta al mondo lunedì mattina. Gasperini attende l’argentino, che dovrà ritrovare la tenuta atletica migliore per essere di nuovo in campo già da domenica. Ancora lavoro personalizzato, invece, per Hermoso e Soulé, rispettivamente alle prese con il problema all’ileopsoas e la pubalgia. L’obiettivo, per entrambi, è provare ad allenarsi in gruppo nel corso della settimana e tornare a disposizione a Marassi. Anche perché dopo l’impegno con il Grifone la Roma sarà di nuovo protagonista in Europa League per gli ottavi con il Bologna. L’andata è in programma il 12 marzo al Dall’Ara e i sostenitori giallorossi residenti nella provincia di Roma non potranno acquistare i biglietti. E questa la decisione presa dall’ONMS (Osservatorio Nazionale sulle Manifestazione Sportive), che non ha concesso una deroga al provvedimento adottato dal Viminale lo scorso 20 gennaio. Notizie migliori, però, potrebbero arrivare il 19 marzo, giorno in cui è stato fissato l’udienza al Consiglio di Stato per l’appello effettuato dalle associazioni dei tifosi della Roma

Gasp-Totti subito feeling

IL TEMPO (L. PES) – Metti una sera a tavola con Francesco Totti. Non c’era modo migliore di lasciarsi da parte la delusione del pari subito nel recupero dalla Juve per Gasperini che, con la collaborazione e la presenza di Vincent Candela, lunedì sera è stato a cena con l’ex capitano giallorosso. Un appuntamento deciso da qualche giorno che arriva poco tempo dopo le scherzose smentite del Pupone rispetto a un incontro precedente mai avvenuto che, alla fine, si è consumato davvero nel noto ristorante del centro Rinaldi al Quirinale, tra le tappe preferite di Totti. Una serata di calcio tra uomini di campo. Chiacchiere in libertà a trecentosessanta gradi sul presente e il futuro, con la Roma al centro, ovviamente. Un feeling scoccato immediatamente tra i due, che in campo per tanti anni sono stati avversari ma che presto potrebbero trovarsi fianco al fianco per portare in alto i colori giallorossi. Il tecnico è rimasto colpito dalla brillantezza e capacità di capire al volo problemi e possibili soluzioni della squadra. Anche se dall’esterno, infatti, Gasp ha avuto la netta sensazione che Totti abbia quella marcia in più che farebbe molto comodo ad un allenatore come lui. Poca attenzione alla forma ma tanta alla sostanza, e Totti di consigli ne può dare a bizzeffe, come sperava di fare anche nella precedente avventura finita nel peggiore dei modi. Farselo raccontare è un conto, poter scambiare idee e punti di vista davanti a una cena di pesce ha aperto gli occhi all’allenatore piemontese che un posto all’interno della Roma lo troverebbe subito. Un collante tra squadra e direzione sportiva che accelererebbe alcuni processi di scelta e valutazione dei giocatori oltre a gestire, con chi a Trigoria ne ha affrontati tanti, i momenti difficili. Ma di ruoli, a tavola, non si è parlato. È un aspetto che deve definire la società. Gasperini ha voluto soltanto conoscere meglio l’uomo Totti e capire cosa davvero potrebbe dare, ora la palla passa ai Friedkin. L’idea di riportarlo in giallorosso, fatta trapelare proprio dal club attraverso il senior advisor Ranieri, è viva ma adesso c’è da trovare la quadra su contratto e inquadratura dirigenziale. L’idea sarebbe quella, almeno inizialmente, di inserirlo come figura
esterna alla società
già nell’anno del centenario, per
poi capire se le cose possano procedere o meno. Ma i dettagli devono essere ancora sciolti e l’ex capitano attende la data del 21 marzo, quando è fissata la data dell‘udienza per il divorzio con Ilary, per discutere più liberamente il suo futuro. Intanto Gasp ha le idee chiare: Totti operativo. Nessun ruolo rappresentativo ma una risorsa da sfruttare a trecentosessanta gradi e con la quale creare un legame fotte che al momento manca al tecnico a Trigoria. Poter confrontarsi parlando lo tesso linguaggio calcistico alla ricerca di soluzioni utili per la Roma. Una speranza che potrebbe presto diventare realtà con i tifosi che sognano e immaginano. Nel frattempo la scintilla tra i due è scoccata: a far tornare il sorriso al tecnico dopo la doccia gelata di Gatti della sera prima ci ha pensato Francesco. Ormai pronto a tornare a casa.