Dopo gli incresciosi fatti avvenuti durante Cremonese-Inter, dove un petardo lanciato dal settore ospiti è esploso vicino al portiere Audero, le autorità hanno disposto il blocco delle trasferte per i tifosi nerazzurri fino al 23 marzo. Una sanzione che impedirà ai sostenitori dell’Inter di seguire la squadra nelle prossime partite. Questo provvedimento, mirato a punire un gesto isolato di un singolo individuo (già identificato e denunciato), riapre inevitabilmente la discussione sulla coerenza delle sanzioni collettive.
Nelle scorse settimane il Ministero dell’Interno ha imposto uno stop totale alle trasferte per i tifosi di Roma e Fiorentina, e poi per quelli di Napoli e Lazio, fino al termine della stagione. Quelle decisioni erano arrivate in seguito a gravi scontri tra tifoserie avvenuti in autostrada, coinvolgendo gruppi organizzati.
Sconfitta di misura per la Roma ad Udine. Un ko che fa scivolare la squadra di Gasperini al quinto posto e che per la prima volta in stagione vede i giallorossi fuori dalle prime 4. Nel corso del primo tempo della sfida inoltre, Gianluca Mancini ha riportato un duro colpo al naso a seguito di uno scontro con Atta al 30′ di gioco che ha provocato una vistosa fuoriuscita di sangue per il 23 giallorosso, per il quale è stato necessario l’intervento dello staff medico. Il difensore è stato sottoposto oggi a un intervento chirurgico per la riduzione della frattura delle ossa nasali. L’operazione è perfettamente riuscita. Il giocatore verrà dimesso nelle prossime ore e potrà riprendere l’attività agonistica indossando una mascherina protettiva.
Dopo l’ufficialità di ieri e la prima intervista in giallorosso, questa mattina Bryan Zaragoza ha svolto il primo allenamento agli ordini di Gian Piero Gasperini. L’ala spagnola classe 2001 vuole già farsi trovare pronto per la sfida contro il Cagliari, in cui la Roma dovrà archiviare la sconfitta di Udine.
LR24 (AUGUSTO CIARDI) – Gentili lettrici e lettori, prendiamo la linea da Roma, dove appena terminata la partita contro l’Udinese ha ripreso il gioco del grande classico, la sfida delle sfide, anzi la sfida nelle sfide, il più classico degli spinoff. Perché nell’arena capitolina il risultato della Roma si sfrutta per alimentare le ideologie e gli ego ipertrofici. Sul solco della tradizione, sono di nuovo scese in campo le fazioni. Mai schiavi del risultato, ma delle proprie idee certo che sì. In questa partita da spalti gremiti, c’è da sconfiggere le difese ferree dei supporters dei dirigenti, che non ammettono che si possa muovere mezza critica ai loro idoli e perché i dirigenti devono essere sempre dipinti come povere vittime sempre a rischio di essere fagocitate dai famelici allenatori. Allenatori che godono a loro volta di fideistico appoggio incondizionato da parte degli oppositori degli ultras dei dirigenti.
Chi vi scrive non si limita al commento, non mi nascondo: appartengo alla Chiesa mourinhana e da anni trovo pace nel culto gasperiniano. Anni passati in cui era dura tessere le lodi del santone di Grugliasco, perché con ferocia si veniva assaltati dai tifosi accusatori, la squadra antidoping della comunicazione, che gettava ombre pregne di menzogne sulle pratiche bergamasche, salvo poi fare il cambio abito con disinvoltura, adorando oggi l’allenatore della Roma. Intanto nell’arena è equilibratissima la partita fra gli adepti del povero direttore sportivo, che in modo francescano si è spogliato di tutto per venire in soccorso, tipo martire, della Roma, ambendo di conseguenza alla beatificazione, e i fedelissimi del cardinale piemontese che diffonde le teorie sul cinismo nordico, forte del supporto di chi ama gli allenatori al punto da negare sempre ogni minima responsabilità. Turno di riposo per i tifosi delle proprietà, che spesso supportano gli abbonati della curva dei dirigenti. Perché in questo momento la proprietà passa in secondo piano, in parte riabilitata dall’allenatore che ha ascritto al vice presidente i meriti dell’ingaggio di Malen.
Siamo al tre febbraio, si sta giocando il secondo tempo di questa partita che si rinnova anno dopo anno, e durante l’intervallo sui maxischermi sono andati in onda gli highlights delle epiche partite del passato. Si rimugina sull’effettivo valore del lavoro di Tiago Pinto, al punto che è sorto a Roma un AIBC, Associazione Italiana Bournemouth Club, a supporto dell’incompreso genio portoghese, a un passo dalla santificazione per avere dovuto sopportare, questa la cazzata che si metteva in circolo, uno spigoloso connazionale, che la scorsa settimana ha fatto scendere in piazza per i caroselli un’altra squadra che partecipa al mega spin-off sulla Roma, quella dei mourinhani. Perché Roma è così, si accora e si accolla. Pensate che c’è pure la squadra dei giapponesi sull’isola del Pacifico: ogni tanto si ode tra il frastuono “con Pallotta stavamo tutti gli anni in Champions League! Io stavo cor bostoniano!” (bugia colossale, affermazione mistificatoria, perché con Pallotta e DiBenedetto la Roma andò in Champions quattro volte in dieci anni). Manca solo che si evochi il passato urlando “aridatece Ciarrapico”.
Questa è Roma, baby. Ma non temerla. Queste sfide nelle sfide sono tipiche del territorio ma non incidono sulle stagioni delle squadra. A meno che non si voglia fare il gioco di proprietari poco all’altezza e di dirigenti con poco appeal che cercano eternamente alibi e giustificazioni. Nel frattempo qui a Roma si continua giocare il palio del Colosseo, partita infinita, sostituzioni senza limiti, match agguerrito e folkloristico, con molti spettatori che per smania di protagonismo tendente alla versione patologica del narcisismo che lambisce la mitomania, si sentono molto più importanti di ciò per cui fanno il tifo. Gara incerta, a più tardi per gli aggiornamenti, linea allo studio.
Dopo l’ufficialità della giornata di ieri, Bryan Zaragoza ha rilasciato la prima intervista da calciatore giallorosso. Le sue parole:
Prime impressioni da calciatore della Roma?
“Grazie per il benvenuto. Sono contento di stare qui, non vedo l’ora di iniziare”
Quando è nata la possibilità di venire a Roma e qual’è stata la tua reazione?
“È sussesso tutto all’improvviso. Da un giorno all’altro mi hanno detto che c’era questa opportunità, non ci ho pensato un secondo, ho detto che volevo venire alla Roma. Voglio ringraziare il club, la proprietà, Massara, Gasperini e tutti quanti. Voglio ringraziarli per questa opportunità”
Che aspettative hai?
“Ho un’aspettativa grande, voglio essere importante per il club e vincere dei titoli. Spero di giocare in Champions il prossimo anno”
Quanta voglia hai di iniziare a lavorare con Gasperini?
“Gasperini lo conosco, l’anno scorso mi piaceva molto come giocava l’Atalanta. Non vedo l’ora di iniziare e vedere quello che mi può dare per crescere sempre di più”
Ami il dribbling e fare assist, giochi con istinto e passione…
“Mi è sempre piaciuto il dribbling, il calcio di strada. è una delle mie qualità”
Cosa ti ha detto Dybala?
“L’ho incontrato, la verità è che Paulo è un grande giocatore, sono contento di dividere lo spogliatoio con lui”
Perchè il numero 97?
“In Spagna e Germania non potevo indossare numeri superiori al 25, quindi mi piaceva l’idea di indossare un numero più grande. Mi piaceva il 97 e con la mia famiglia abbiamo deciso che era il numero che volevamo scegliere”
Quali sono le differenze tra Liga, Bundesliga e Serie A?
“Ho giocato già in Liga e Bundesliga, non pensvo di venire in Serie A. Non vedo l’ora di conoscere il campionato e di giocare contro grandi squadre e grandi giocatori. Credo sia un campionato difficile, ma darò tutto per cercare di vincere.”
Hai 3 presenze con la nazionale spagnola, il mondiale è un obiettivo?
“Si lo scorso anno ho avuto abbastanza spazio in nazionale nonostante gli infortuni. Quest’anno ancora non ho avuto l’opportunità ma credo che arriverà presto, è uno dei miei obiettivi”
Come immagini il debutto all’Olimpico? Hai già giocato in questo stadio…
“Credo che non ci sia nulla da dire. Ho già giocato contro la Lazio ma non è la stessa cosa, non c’è nulla di paragonabile. Voglio vedere l’Olimpico pieno di tifosi della Roma”
Sei già stato a Roma? Quanto ti affascina la città?
“Non conosco bene la città, non ci sono mai stato. Tutto il mondo ne parla come una meraviglia, vengo con tanta voglia di conoscere tutto e restare qui il più a lungo possibile”
Cosa vuoi dire ai tifosi?
“Arrivo con molta speranza, darò tutto per questa maglia. Forza Roma e Daje Roma”
120 anni fa nasceva Mario De Micheli, celebre calciatore giallorosso degli anni ’20 e ’30 e che ha ispirato la celebre strofa della canzone Campo Testaccio. E il club giallorosso ha omaggiato questa data: “75 presenze in 5 stagioni. Uno dei simboli della Roma di Campo Testaccio. Hall of Fame”
È terminato ieri sera alle 20 il mercato di riparazione. Una sessione che ha visto diversi arrivi in casa Roma, soprattutto nel reparto offensivo. Sono arrivati in ordine: Malen, Robinio Vaz, Venturino e Zaragoza proprio allo scadere. Ha salutato Tommaso Baldanzi direzione Genoa e Bailey di ritorno all’Aston Villa.
Dopo un rapido riepilogo, che voto date al mercato della Roma? Su Twitter è possibile rispondere al sondaggio de LAROMA24.IT.
Cosi, Neil El Aynaoui nel post partita di Udinese-Roma: “Questa sera era una partita difficile per noi, perché penso che abbiamo aspettato di concedere un gol per avere una reazione”
Infine il centrocampista marocchino ha aggiunto “Non dobbiamo più pensare a questa partita, dobbiamo pensare alla prossima, partita dopo partita, la classifica è lunga e dobbiamo pensare al futuro“
Il tecnico della Roma nel post partita ha analizzato il match: “Partita difficile molto combattuta, l’Udinese è una squadra molto fisica, però i ragazzi hanno fatto una buona partita, anche soffrendo, c’è stato qualche episodio sfortunato nel finale, ma si cresce anche così“
Inoltre Gasperini ha precisato: “Non tutte le partite sono pulite, questa non lo era, noi abbiamo retto bene, ci aspettavamo magari di giocare un pò meglio negli ultimi 16 metri, ma sono sconfitte che si devono accettare, si deve guardare avanti, usciamo con voglia di fare“
Movimento in uscita a sorpresa per la Roma, che nelle ultime ore di calciomercato ha ceduto in prestito con diritto di riscatto Buba Sangaré all’Elche. Il terzino spagnolo classe 2006 è stato ufficializzato dal club che milita in Liga. Ecco il comunicato della squadra valenciana.
“L’Elche Club de Fútbol ha raggiunto un accordo con l’AS Roma per l’acquisizione di Buba Sangaré , che arriva alla squadra biancoverde in prestito fino al termine della stagione, con diritto di riscatto. Aboubacar Sangaré Traoré (Elche, 6 agosto 2007) è un terzino destro cresciuto nelle giovanili del Levante UD prima di proseguire il suo percorso all’AS Roma , dove è cresciuto in un ambiente altamente esigente , acquisendo esperienza, maturità competitiva e la capacità di esprimersi ai massimi livelli . Il suo ritorno allo stadio Martínez Valero rappresenta un ritorno a casa e un’opportunità per mettere a frutto il suo talento nella prima squadra dell’Elche CF. Il giovane giocatore di Elche si distingue per la sua velocità, le sue corse sulle fasce, la sua intensità e il suo impegno difensivo , rinforzando la squadra con talenti locali. L’Elche CF dà il benvenuto a Buba Sangaré e gli augura ogni successo in questa nuova fase della sua carriera da giocatore. Bentornato a casa!”.
Anche la Roma ha annunciato ufficialmente il trasferimento di Buba Sangaré all’Elche. L’esterno, protagonista con la Primavera di Federico Guidi, si trasferisce in Spagna con la formula del prestito. Con un post sui propri canali social, la Roma ha salutato il giocatore augurandogli il meglio per la sua nuova avventura: “In bocca al lupo, Buba!”.
La Roma inciampa in casa dell’Udinese e molla la presa sul treno Champions League. Prestazione molto opaca per i giallorossi: “Un passo indietro per la Roma a Udine. I giallorossi scendono dal treno Champions e si ritrovano al quinto posto scavalcati anche dalla Juventus dell’ex Spalletti” scrive Tiziano Carmellini sulle colonne de Il Tempo. Alessandro Vocalelli del Corriere dello Sport, si concentra sulla reazione da avere: “E se non è il caso di drammatizzare, considerando l’ottimo cammino giallorosso nel doppio binario campionato e Coppa, si tratta di rialzarsi presto sui pedali, provando a migliorare il rendimento offensivo che finora ha rappresentato la maggiore preoccupazione”.
Ecco i commenti di alcuni degli opinionisti più importanti della stampa, pubblicati sulle colonne dei quotidiani oggi in edicola.
A. VOCALELLI – CORRIERE DELLO SPORT
II calcio è davvero una materia misteriosa. Nel giorno in cui si chiude il mercato, e la Roma ne esce da protagonista con acquisti di livello in prima linea, il posticipo a Udine si trasforma in una grande delusione. Già, perché i friulani si prendono la loro serata di gloria, costringendo la squadra di Gasperini a una sconfitta che vuol dire quinto posto in classifica. Scavalcati dalla Juve, i giallorossi pagano proprio una sfortunata deviazione di Malen. Senza il motore di Koné proprio in questo clima agonistico la squadra ha finito per soffrire eccessivamente. E se non è il caso di drammatizzare, considerando l’ottimo cammino giallorosso nel doppio binario campionato e Coppa, si tratta si rialzarsi presto sui pedali, provando anche a migliorare il rendimento offensivo che finora ha rappresentato la maggiore preoccupazione. Con 27 reti all’attivo i giallorossi hanno infatti l’ottavo attacco del campionato: toccherà a Malen, Robinio Vaz e al nuovo arrivato Zaragoza il compito di invertire la marcia. In ballo non c’è solo il prestigio, ma anche la possibilità di rilanciare ulteriormente, con i proventi della Coppa più importante.
M. FERRETTI – CORRIERE DELLO SPORT
Ce lo dirà soltanto il campo, tra qualche tempo, se il mercato di gennaio sarà stato veramente di riparazione o se invece non avrà riparato nulla. Dal punto di vista numerico, la rosa della Roma appare migliorata, ma. più che la quantità conta la qualità. Ecco perché oggi è impossibile dispensare certezze: va attesa la risposta reale, quella certificata dal rendimento. Inutile fare previsioni. La Roma aveva bisogno di aggiustare l’attacco e adesso si ritrova con 4 centravanti e una robusta batteria di esterni. Dieci giocatori per tre maglie: a livello numerico ci siamo, da controllare, l’affidabilità. Eccolo, il punto. La Roma non poteva permettersi un mercato aggressivo ma ha dovuto cogliere occasioni alla sua portata per non tradire i buoni propositi e le promesse con l’Uefa. Da qui tentennamenti, ritardi e scelte obbligate, con l’eccezione di Robinio Vaz. Intanto, la “nuova” Roma, con un solo neo acquisto invernale in campo dal primo minuto, a Udine ha steccato in malo modo, incassando l’ottava sconfitta in campionato e precipitando al quinto posto in classifica. Roma strana, bruttina e senza furore agonistico. Voto basso, stavolta.
P. CONDÒ – CORRIERE DELLA SERA
Per quanto abbastanza episodica, la sconfitta di Udine impedisce alla Roma il rientro nel quartetto della Champions e ne raffredda l’entusiasmo per una campagna di gennaio coerente con l’antica definizione di mercato di riparazione: Massara ha «riparato» le amnesie dell’estate dando a Gasperini il materiale necessario per aumentare le ambizioni, vedremo ora quanto la doccia fredda di Udine inciderà. Erano evidenti da ottobre le lacune davanti: al di là della confusione di ieri, gli ingaggi di una punta pronta come Malen, duc di prospettiva come Venturino e Robinio Vaz e una scommessa pura come Zaragoza hanno trasformato il reparto. La Roma è stata l’unica delle prime a intervenire in profondità, e questo malgrado il movimentismo di Milan e Juventus avesse suggerito un upgrade dell’obiettivo Champions.
T. CARMELLINI – IL TEMPO
Un passo indietro per la Roma a Udine. I giallorossi scendono dal treno Champions e si ritrovano, dopo la sconfitta del Friuli, al quinto posto in classifica scavalcati anche dalla Juventus dell’ex Spalletti. Una serata no, un arbitro mediocre, assenze pesanti e anche un po’ di sfortuna: arriva l’ottavo ko stagionale. Ora, è vero che un solo giocatore non può fare la differenze tra una squadra che vince o una che perde in Friuli, ma l’assenza di Koné é è un macigno per questo gruppo. Senza di lui c’è u vero buco li in mezzo e Gasperini arrangia il centrocampo che può. C’è l’inesauribile Cristante, la qualità di El Aynaoui, ma manca il passo in più del francese: l’uomo d’ordine. E qualche metro più avanti la fantasia di Dybala altra assenza pesantissima. Poi c’è il nodo Pellegrini: se sta in queste condizioni è come giocare con un uomo in meno. Dispiace, ma è la triste realtà: non entra mai in partita e fa mancare il suo apporto anche in fase di copertura. Quando nella ripresa Gasperini lo cambia per Venturino i tifosi romanisti tirano un sospiro di sollievo. La Roma fatica, prende ritmo con il passare dei minuti, ma si perde sempre negli ultimi metri. Il resto è poca roba, arrembaggio finale che porta solo a un gol annullato per fuorigioco e da qui in avanti Gasperini dovrà rivedere qualcosa. Ora subito in piedi per preparare la sfida al Cagliari e tornare a un successo che manca ormai da due gare: troppe se si vuole restare agganciati ai primi